OldClaudio

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  • in risposta a: Problema a capo #112045
    OldClaudio
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      Se usi il pacchetto lipsum oppure il pacchetto kantlipsum (leggine la documentazione prima di usare o l’uno o l’altro) puoi usare del testo vero fatto di parole vere, anche se prive di significato.

      Il primo produce capoversi scritti in una specie di latino di fantasia, il secondo produce scritti in inglese, ma trattando di filosofia kantiana (fasulla, ma sembra vera), sono incomprensibili lo stesso. LaTeX non sa se quelle parole sono o non sono in italiano me se capitano alla fine della riga le divide con le regole valide per la lingua italiana se ha specificato italian come opzione a babel.

      in risposta a: Come creare un glossario?? #33226
      OldClaudio
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        Capitan Thortellino” post=112364cioè una cosa di questo tipo?

        `/documentclass[a4paper][italian]{book}

        \usepackage{babel}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[utf8x]{inputenc}

        \usepackage{glossaries}

        …
        `

        Cioè babel, che io sappia, va sempre caricato, ma se tolgo [italian] e metto altre lingue secondarie l’ultima mi diventa la principale, no?

        No, casomai `\documentclass[a4paper,italian]{book}`

        Il codice che ti ha mandato @claudio (che non sono io) potrebbe andare bene, ma prima devi investigare nella documentazione di glossaries come localizzare i titoli e le altre informazioni scritte. A me pare di ricordare che l’italiano sia fra le lingue conosciute da glossaries; ma dovrei leggere io la documentazione, mentre è più utile che lo faccia tu: apri un terminale, scrivice dentro il comando texdoc glossaries, e mandalo in esecuzione premendo il tasto INVIO; ti si apre la finestra del tuo visualizzatore dei file in formato PDF e non ti resta che leggere.

        in risposta a: Come creare un glossario?? #33223
        OldClaudio
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          Prova a passare l’opzione italian, come opzione globale (opzione della classe) togliendola a babel; come opzione globale dovrebbe funzionare anche per glossaries.

          in risposta a: LuaTeX e \endlinechar #112038
          OldClaudio
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            Perché il carattere numero 10 della tabella ASCII è qualcosa come o o o qualcosa del genere. Non sono sicuro, ma il fine riga è codificato con sulle macchine Linux, con sulle vecchie macchine Mac, ma ora con SO X, sono uniformati con i sistemi UNIX; nele macchine Windows sono caratterizzati dai due caratteri di seguito . Nel processo di tokenizzazione in entrata questi vari fine riga sono trasformati tutti in un unico codice esadecimale, che probabilmente non è il 10 (continuo a tirare ad indovinare); coì quando \directlua manda il testo a Lua togliendo tutti i fine riga, sostituisce con spazi tutti i fine riga individuati dal codice sostitutivo di luatex, ma non sostituisce il carattere 10; ecco quindi il codice lua che conta correttamente le righe.

            Naturalmente non ho questa visione approfondita; bisognerebbe almeno leggere il libro 5 della Millennium edition del sistema TeX (libro 1: il linguaggio TeX; libro 2: il codice del linguaggio; libro 3: Metafont; libro 4: codice del linguaggio Metafont; Libro 5: l’interprete TeX-the-program fatto di brani di Pascal intercalati con la loro documentazione in linguaggio web. Ci ho provato, ma è troppo difficile per un non-informatico. Forse la cosa è spiegata in modo più comprensibile in TeX by topic; ricordo che c’è scritto qualcosa in merito, ma non me ne ricordo i dettagli.

            in risposta a: TeX Live Utility #112031
            OldClaudio
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              Benvenuto nel forum

              Come puoi constatare l’immagine che hai allegato non arriva; il motivo è semplice; il file che la contiene è troppo grande.

              Risultato: non si riesce a capire quale sia il tuo problema.

              Col mac io non ho mai avuto problemi del tipo di quello che emergerebbe dal tuo scritto.

              Ma quando avrai scaricato e installato MacTeX, vedrai che è completo e con TeXLiveUtility lo puoi aggiornare anche quotidianamente (ogni 7010 giorni va benissimo). Constaterai che non devi installare nulla perché MacTeC è completo.

              … compreso ClassicThesis, naturalmente.

              in risposta a: Colonne Unite tabella #112022
              OldClaudio
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                Benvenuto nel forum.

                Purtroppo quello che hai allegato non è un esempio minimo compilabile, e per capire quello che hai fatto bisogna tirare ad indovinare, perché dal codice che hai allegato non si vede come venga fuori l’immagine.

                Posso tirare ad indovinare, ma…

                Il tuo codice dimostra che non hai letto o non hai capito quel che hai letto in una guida di LaTeX, a cominciare dall’opzione [h] che non va mai usata da sola, pre proseguire al pacchetto multirow, che, tirando ad indovinare, non ti serve a niente, se non a darti dei problemi, alle \hline doppie che in tipografia non si usano mai, al mancato uso eventual ci \cline (sempre che tu voglia insistere con quella tabella.

                Allora, se hai letto una guida, rileggi il capitolo sulle tabelle; se hai letto una guida “non certificata”, leggi una guida certificata; ce ne sono diverse nella sezione Documentazione di questo sito, liberamente scaricabili e nessuna, ripeto nessuna, dice di usare \hline (ecco perché temo che tu abbia letto una guida non certificata); attento: non sono dei vangeli di LaTeX; delle sviste sono sfuggite anche in queste guide, ma certamente permettono di capire cosè la bella composizione tipografica, o comunque professionale, e non inducono a commettere gli errori che hai fatto, ma spiegano perché non bisogna commetterli..

                Mi spiace di non poterti dare una risposta e un aiuto migliore di quello di leggerti una guida “certificata”.

                in risposta a: traduzione siunitx #111975
                OldClaudio
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                  Oggi 2 dicembre (2017) ho aggiornato TeXLive.
                  ora esiste in nuovo pacchetto translator che contiene il software per usare i dizionari di traduzione; la sua cartella contiene anche i dizionari di cui dispone e fra questi i dizionari italiani.

                  Conviene leggere la documentazione di translator: \texdoc translator

                  Non ho verificato (perché oggi ho dovuto andare da Torino a Cuneo sotto la neve, dopo aver spalato circa 100 metri quadri con 40 cm di neve per uscire di casa), ma ora, dalla lettura superficiale di translator, direi che siunitx sia in grado di produrre quello che @Gidi si aspetta di ottenere.

                  in risposta a: Fancyhdr e numerazione pagine #112020
                  OldClaudio
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                    Ho preso i due esempi che hai mandato nei tuoi successivi mail. Vi ho apportato alcune piccole modifiche che non hanno niente a che vedere con il tuo problema di numerazione.

                    1) Primo documento`% !TEX TS-program = pdflatex
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                    \documentclass[a4paper,twoside,12pt,italian,openright]{report}
                    \usepackage[utf8]{inputenc}
                    \usepackage[italian]{babel}
                    \usepackage[T1]{fontenc}

                    \usepackage{fancyhdr}
                    \pagestyle{fancy}
                    \fancyhead{}
                    \fancyfoot{}
                    \fancyhead[RO,LE]{\fontsize{10}{12} \bfseries ECAS ESI Italia}
                    \fancyhead[LO,RE]{}
                    \cfoot{}
                    \fancyfoot[LE,RO]{\fontsize{10}{12} \thepage}
                    \renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
                    \renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}

                    \author{me medesimo}
                    \title{Titolo documento}

                    \begin{document}
                    \maketitle

                    \begin{abstract}
                    Premessa
                    \end{abstract}

                    \chapter{Primo capitolo}

                    \section{prima sezione}
                    testo prima sezione

                    \section{seconda sezione}
                    testo seconda sezione
                    ….
                    \end{document}` La numerazione delle pagine è quella che deve essere, e lo era anche prima che aggiungessi il comando [tt]\chapter{Primo capitolo}[/tt] Non c’`era nessun arretramento di pagina, comunque a differenza di quel che dicevi nel messaggio non c’è l’indice, perché il file sorgente non contiene [tt]\tableofcontents[/tt]

                    2) Secondo esempio: `% !TEX TS-program = pdflatex
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                    %Preamobolo
                    \documentclass[a4paper,twoside,12pt,openright,notitlepage]{report}
                    \usepackage[utf8]{inputenc}
                    \usepackage[italian]{babel}
                    \usepackage[T1]{fontenc}

                    %pacchetti vari
                    \usepackage{fancyhdr}
                    \pagestyle{fancy}
                    \fancyhead{}
                    \fancyfoot{}
                    \fancyhead[RO,LE]{\fontsize{10}{12} \bfseries Titolo}
                    \fancyhead[LO,RE]{}
                    \cfoot{}
                    \fancyfoot[LE,RO]{\fontsize{10}{12} \thepage}
                    \renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
                    \renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}

                    \begin{document}

                    \begin{titlepage}
                    \centering
                    \huge{Titolo del documento}\\
                    \vspace{0.5cm}
                    \large{Autore}

                    \end{titlepage}

                    \begin{abstract}
                    Premessa
                    \end{abstract}

                    \pagestyle{fancy}

                    \pagestyle{empty}
                    \tableofcontents

                    \chapter{Primo capitolo}
                    \section{Prima sezione}
                    testo
                    …
                    \end{document}`è vero che ho spostato delle cose, e ho aggiunto il comando per il capitolo, ma la numerazione delle pagine era corretta anche prima di queste modifiche.

                    Commenti:
                    1) le prime due righe sono le cosiddette “righe magiche”; sono le righe di autoconfigurazione dell’editor che si auto configura per il documento particolare anche se la sua configurazione preimpostata è diversa. Non tutti i gli shell editor sono capaci di interpretare quesre righe di autoconfigurazione, ma fra quelli più comuni ci sono TeXShop. TeXworks, Texstudio. Non sono sicuro in merito a Texmaker. TeXShop è l’editor di default sule macchine Mac. TeXworks è instalabile da tutti i sistemi operativi; Texstudio (che secondo il mio parere personale, che quindi non ha nessun valore generale) è più performante rispetto a Texmaker, è un ottimo editor multipiattaforma che qui al GuIT consigliamo sempre come primo o come secondo editor (sempre meglio avere una ruota di scorta).
                    2) Oggi sarebbe desiderabile usare sempre la codifica utf8 per il file di ingresso, e la codifica T1 per i font da usare con pdfLaTeX. Inoltre la codifica UTF-8 o quella UNICODE è obbligatoria con altri software accessri e lo è per gli altri due compilatori basati sul markup LaTeX: XeLaTeX e LuaLaTeX. Latini-1 andava bene fino ad una quindicina di anni fa. Non è vietato usarlo oggi, ma con quel che è disponibile oggi sarebe meglio dimenticarsene.
                    3) La classe report ha come comando di sezionamento il capitolo, non la sezione; un capitolo merita di essere segmentato sin sezioni se ce ne è più di una. ma non si possono usare sezioni senza capitoli
                    4) il sommario in un rapporto dovrebbe sempre essere al prima cosa dopo la pagina del titolo e l’eventuale pagina legale e prima dell’indice.
                    5) L’ambiente abstract non produce un fine pagina alla sua fine quindi se non si usano comandi che esplicitamente (tipo \new page, o \clearpage) quello che segue potrebbe non essere al posto giusto.
                    6) \tableofcontents e \chapter implicitamente iniziano un nuova pagina, anzi, con l’opzione di classe openright, cominciano a scrivere su una pagina di destra.

                    Scusa se questo commenti aprono dele porte aperte, ma spiegano, forse, perché con il primo esempio ti sembrava che le pagine fossero numerate male.

                    in risposta a: TexMaker e nuovo documento da modello #112017
                    OldClaudio
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                      Non è per farti la solita chiaccierata sui preliminari di LaTeX, ma non guasta, come stai leggendo nell’Arte.
                      Comincia ad avere chiaro che con LaTeX puoi fare un numero illimitato di documenti di vario tipo. Ma quando ne devi comporre uno devi chiederti: in che classe di documenti ricade questo mio documento? Un libro, un rapporto, un articolo, una lettera, un poster, un annuncio di matrimonio, un libretto della messa, un calendario delle attività dei corsi di una Università delle Tre Età, con un breve programma per ogni corso?, un album di fotografie? un album di disegni tecnici? una edizione critica di un manoscritto (redatto da un copista) della teoria dei galleggianti di Archimede? un’antologia di poesie di Giuseppe Carducci? Un curriculum vitae? Non ho esaurito la lista, ma questi esempi ti danno l’idea di quante classi di cocumenti esistono.

                      Per ogni classe di documento bisogna specificare all’inizio un file di classe: potrà essere book.cls, report.cls, article.cls, o una qualsiasi dei file di classe distribuiti fra i 4000 bundle del sistema TeX.

                      Ma poi se decidi di scrivere una tesi, esistono le classi per le tesi; quale scegliere: bisogna leggerne la documentazione; le si può cambiare stile mediante l’uso delle opzioni che ciascun file di classe offre. Ma potrebbe non bastare; ecco allora che esistono numerosi file che per tradizione si chiamano pacchetti, ma che hanno estensione .sty perché all’origine del primo LaTeX non esistevano opzioni ma esistevano solo file di stile.

                      In base al contenuto dela tua tesi potresti avere bisogno co comporre qualcosa in greco classico; oppure di presentare una serie di fotografie di dipinti rinascimentali di un certo pittore; oppure potresti descrivere il progetto di una costruzione e ti servirebbero i disegni tecnici oltre agli schizzi preliminari dell’aspetto che la costruzione dovrebbe avere una volta costruita.

                      Potresti voler comporre un curriculum vitae; guarda caso; non è il tipo più semplice di documento da comporre, nn perché sia difficile scrivere quel che occorre, ma perché si vuole presentare un un bel depliant che reclamizzi te stesso, però in modo sobrio in modo da non disgustare l’eventuale selezionatore che la sa molto lunga e riconosce al primo colpo d’occhio chi ha messo troppe decorazioni per “incartare bene” un oggetto scadente, da chi ha sobriamente descritto i propri studi avendo alle spalle un curriculum degno di per sé, senza bisogno di nessun orpello.

                      Ecco, quindi che, specialmente per i curriculum vitae (e ricordati che curriculum non è una parola italiana, e quindi in un contesto italiano non varia la plurale prendendo il plurale latino — pessima abitudine molto diffusa — quelle stesse persone però non mettono al plurale latino altre parole che si usano diffusamente, per esempio album, iter, e simili) esistono dei modelli che essenzialmente, a parte gli eventuali orpelli, indicano quali sono le cose importanti da scrivere in un curriculum, ma al di là di questo, non è il template che conta; dove le righe di codice della classe o del pacchetto sono 80% dedicate agli orpelli, ma è la documentazione che ti ricorda che cosa è opportuno riportare, se congiunto o staccato da altre informazioni, con che titoli, composti come, eccetera. Poi volendo, quando avrai acquisito sufficiente esperienza potrai scriverti da solo una classe per tuo uso e consumo, e se poi questa classe avrà qualche forma di generalità, potrai anche documentarla e inviarla a CTAN perché sia a disposizione di tutti.

                      La classe che ho scritto per le tesi inizialmente si riferiva solo alle lauree (quando ancora non esistevano quelle baccelliere, magistrali, dottorali, coe succede ora) in ingegneria di un dato ateneo Era talmente semplice che non disponeva nemmeno di un manuale d’uso; non l’avevo scritta per me, perché mi sono laureato quando ancora la macchina da scrivere elettrica era una sciccheria… Poi arrivò Erasmus. Poi arrivarono le tesi umanistiche. Poi arrivarono i tre livelli. Poi cominciarono a diffondersi le tesine di maturità. Poi l’ateneo madre/padre della prima versione desiderò uno stile molto particolare per tesi dottorali da scrivere solo in inglese. Poi nessuno era soddisfatto di come veniva composto il frontespizio, quindi ci vollero ulteriori funzionalità per i frontespizi. In somma non te la raconto lunga, questa storia di oltre 25 anni; oggi il codice vero e proprio del file di classe contiene più 7000 definite ed usate per sviluppare le varie funzionalità, contro le circa 300 macro della prima versione.

                      Vedi quando che cose così personali come i curriculum o le tesi hanno talmente tante varietà che sarebbe impossibile creare modelli preconfezionati. Ed è così in generale; i mdoelli non sono da usare, sono solo da studiare per vedere come chi li ha fatti ha rislto determinati problemi, ma le esigenze dell’autore del modello, non sono le stesse di chi usa la sua classe.

                      Scusa la tiritera, ma spero di averti spiegato perché LaTeX scoraggia l’uso di modelli.

                      in risposta a: traduzione siunitx #111974
                      OldClaudio
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                        Con l’aggiornamento di oggi del sistema TeX (TeXLive) fra i tanti pacchetti aggiornati c’è anche siunitx; non ho ancora collaudato, ma da quello che immagino, dovrebbe essere proprio la versione cona la traduzione italiana.

                        Ciao e fammi/facci sapere se il problema è risolto

                        [PostScriptum] Contrordine; siunitx forse è stato aggiornato per le lingue, ma i dizionari per l’italiano non fanno ancora parte del bundle di beamer; siunitx usa i dizionari del traduttore di beamer.

                        in risposta a: TexMaker e nuovo documento da modello #112015
                        OldClaudio
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                          Benvenuto nel forum.

                          No, in generale non c’è un comando “nuovo documento da modello”.

                          Tanto per essere chiaro il sistema TeX contenuto nell’installazione TeXLive contiene quasi 4000 pacchetti e ne nascono di nuovi quasi ogni giorno. Inoltre è un sistema aperto e coloro che contribuiscono nuovi pacchetti di solito, se sono bravi, consultano la documentazione dei pacchetti affini o simili. Ma non possono certo leggersi le documentazioni di tutti i pacchetti esistenti ogni volta che ne contribuiscono uno nuovo.

                          Detto questo, suppongo dal tipo di domanda che fai che tu non abbia mai usato LaTeX prima di questa volta. IN queste condizione tu sei un neofita. Lo siamo stati tutti, quindi ti capisco benissimo.

                          Ora, come dicono quasi tutte le guide di LaTeX, “LaTeX non è Word”.

                          Ma spiegano che LaTeX è un linguaggio di programmazione finalizzato alla composizione tipografica di alta qualità (visto che lo uso da 30 anni almeno, direi di altissima qualità).

                          Non si può usare LaTeX in modo intuitivo finché non si ha una discreta esperienza. Per te che sei alle prime armi ci sono due cose da fare:
                          1) Leggerti una guida sull’uso di LaTeX.
                          2) Leggerti almeno la documentazione di europasscv.

                          Per fare la prima cosa (punto 1) in questo sito c’è una sezione intitolata Documentazione; cliccaci sopra; trovi molte indicazioni per scaricare delle guide in formato PDF; ti suggerirei di scaricare “LaTeX per l’impaziente”, tanto per cominciare; poi ti suggerirei “L’Arte di scrivere con LaTeX”, se vuoi, ma sempre in sequenza, “LaTeXpedia”; infine “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX”. Non hai che l’imbarazzo della scelta; ma ti suggerisco di seguire l’ordine che ti ho indicato. Sono guide di ocnsultazione, per le quali ti conviene leggere davvero i primi pochi capitoli e di sfogliare il resto, almeno sa qualitativamente di che cosa si parle nella guida; poi a suo tempo, servendoti degli indici generali e/o degli indici analitici, puoi andare a leggere le pagine che trattano un problema particolare.

                          Per fare la seconda cosa (punto 2) hai già tutto nel tuo hard disk; percio apri un prompt dei comandi, o terminale o xterm a seconda di come si chiama con il tuo sistema operativo la finestra dove dai comandi diretti al sistema operativo scrivendo con la tastiera che cosa vuoi che il sistema operativo faccia; aperto il terminale, scrivici dentro il comando texdoc europecv e manda quest’orine al sistema operativo semplicemente premendo il tasto “Invio” o “enter” o “return”, comunque sia indicato nella tua tastiera. Come il sistema operativo riceve il comando (tempo microsecondi) esso pare il lettore di file PDF e nella finestra che ti appare puoi tranquillamente leggere la documentazione di eurpecv.

                          Fallo e ti rendi subito conto che anche se ci fossero dei template, nessuno è fatto così bene come qquello che ti puoi costruire da solo seguendo el indicazioni della guida.

                          in risposta a: Problema con note e formule matematiche #111980
                          OldClaudio
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                            Gustavo, ti ringrazio, perché quando scendi in questi dettagli metti sempre in luce alcuni aspetti che io tendo a dimenticare. Ma c’è un motivo; mi sono scontrato con le note dentro le espressioni matematiche già una trentina di anni fa, ma mi sono accorto subito, a parte gli errori di compilazione e la gestione degli insert delle note, che ogni simbolo di richiamo delle note, composto con qualunque stile e con qualunque set di caratteri numerici, alfabetici, o analfabetici, potrebbe avere qualche significato in qualsiasi formula, per cui una formula corretta, potrebbe venire interpretata in modo errato o comunque potrebbe dare dei grattacapi al povero lettore che si domanda che cosa significhi quel simbolo in quella formula.

                            In sostanza, anche se LaTeX consentirebbe di mettere le note in ambiente matematico, per me è una stupidaggine farlo.

                            in risposta a: Indice analitico #111995
                            OldClaudio
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                              Leggi la documentazione del pacchetto imakeidx per gli indici analitici in generale.

                              Se devi fare un indice dei nomi degli autori citati in bibliografia, temo che sia molto più difficile; forse biblatex lo fa, o qualcuno dei suoi file di estensione. Ma bisogna leggere con attenzione la documentazione, perché non è un’operazione frequente e forse non è tanto utile se non è accompagnata da adeguate crossreference che però non funzionano a stampa.

                              in risposta a: Problema banale con imakeidx #111988
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Ciao Teodoro,
                                si può fare sicuramente, anche con pacchetti del 2008, ma non ho tempo per dedicarmici, come quella volta che avivi un problema con l’ordinamento alfabetico in lettere latine e in lettere greche.
                                Ora, pur dedicando qualche minuto al giorno al forum, spesso nel cuore della notte, non ho abbastanza tempo libero per studiare questo strano problema. Se Ivan o qualche altro guru della bibliografia ti può aiutare, io sono il primo ad esserne contento.
                                Claudio

                                in risposta a: Problema banale con imakeidx #111986
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  La presenza dell’opzione indexing=cite apparentemente o non ci vuole o non fa quello che dovrebbe fare; in ogni caso creerebbe un file idx con lo stesso nome del main file, che però non è configurato con il \makefile[name=author…]

                                  Io ho messo direttamente i comandi \index dentro il file bib e ottengo tutto quello che tu avresti voluto; ecco il file che ho usato:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  % !TEX TS-program = XeLaTeX
                                  % !BIB TS-program = biber
                                  \begin{filecontents}{archivio.bib}

                                  @article{Aar,
                                  Author = {Ermanno Aar\index[author]{Ermanno Aar}},
                                  Journal = {Archivio Storico Italiano},
                                  Number = {17},
                                  Pages = {305-334},
                                  Title = {Gli studi storici in Terra d'Otranto},
                                  Volume = {5},
                                  Year = {1880}}

                                  @book{Ale:Pre,
                                  Address = {Leuven},
                                  Author = {Stefanos Alexopoulos\index[author]{Stefanos Alexandropoulos}},
                                  Number = {21},
                                  Publisher = {Peeters},
                                  Series = {Liturgia Condenda},
                                  Title = {The Presanctified Liturgy in the Byzantine Rite. A Comparative Analysis of its Origins, Evolution, and Structural Components},
                                  Year = {2009}}

                                  @incollection{Win:Ach,
                                  Author = {Gabriele Winkler\index[author]{Gabriele Winkler}},
                                  Booktitle = {Il 75$\,^{\circ}$ Anniversario del Pontificio Istituto Orientale. Atti delle celebrazioni giubilari, 15-17 ottobre 1992},
                                  Editor = {Robert Taft AND James Lee Dugan},
                                  Number = {244},
                                  Pages = {115-141},
                                  Series = {Orientalia Christiana Analecta},
                                  Title = {The Achievements of the Oriental Institute in the Study of Oriental Liturgiology},
                                  Year = {1994}}

                                  @inproceedings{Spedi,
                                  Address = {Galatina},
                                  Author = {Antonio Spedicato\index[author]{Antonio Spedicato}},
                                  Booktitle = {Studi bizantini e neogreci. Atti del IV Congresso Nazionale di studi bizantini (Lecce, 21-23 aprile 1980-Calimera, 24 aprile 1980},
                                  Editor = {Pietro Luigi Leone},
                                  Pages = {249-261},
                                  Title = {Testimonianze sul monastero italo-greco di Santa Maria di Cerrate (presso Lecce)},
                                  Year = {1983}}

                                  \end{filecontents}
                                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% PREAMBOLO %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                                  \documentclass[11pt, twoside]{article}
                                  \usepackage{polyglossia}
                                  \usepackage{comment}
                                  \setmainlanguage{italian}
                                  \usepackage{fontspec}
                                  \setmainfont[Ligatures=TeX]{Times New Roman}

                                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%COMANDI DI BILIOGRAFIA%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                                  \usepackage{csquotes}
                                  \usepackage[ style=verbose-trad2, % Stile generale della bibliografia
                                  % indexing=cite, % Richiesto per indicizzare i nomi autore
                                  backend=biber]{biblatex}

                                  \addbibresource{archivio.bib}
                                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%INDICI%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                                  \usepackage{imakeidx} % Indici multipli

                                  \makeindex[name=author,
                                  title=Indice dei nomi,
                                  columns=2,
                                  intoc=false]

                                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% INIZIO DOCUMENTO %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                                  \begin{document}
                                  Article: \cite[331]{Aar}

                                  Book: \cite[44]{Ale:Pre}

                                  Incollection\footcite[117]{Win:Ach}

                                  Inproceedings\footcite[250]{Spedi}

                                  \printindex[author]

                                  \end{document}`

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