OldClaudio

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  • in risposta a: problemi ambiente “figure” #112092
    OldClaudio
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      Ed è giusto che sia così, perché LaTeX non le mette a cavallo di un salto di pagina, ma le mette dove c’è posto non solo per loro, ma anche per il reso.


      @kia9
      , se sei curiosa di sapere i dettagli di questo comportamento di LaTeX, ti suggerisco di scaricare dalla sezione documentazione di questo forum la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. La guida è in italiano e i commenti servono per complementare il testo originale del 1994 di Leslie Lamport, il papà di LaTeX, con molte informazioni tili anche in relazione ai numerosi pacchetti che sono stati prodotti negli successi 20 e più anni.
      L’argomento del posizionamento degli oggetti flottanti è spiegato in profondità; sono solo 3 o 4 paigne, e forse sono un po’ complesse, ma si capiscono diverse cose. Volendo provare, si dispone anche di strumenti per modificare certi parametri numerici o dimensionali per rendere più scorrevole la fuoriuscita delle figure dalle code dove vngono stivate prima che LaTeX le inserisca nelle pagine del file di uscita.

      Però qualche consiglio te lo do subito.

      1) smargina le figure in modo che non abbiano già di loro un margine bianco attorno; il margine giusto lo mette LaTeX.
      2) non usare mai il parametro di posizionamento [h] da solo, ma almeno [htb]; meno che mai il parametro [H] fornito dal pacchetto float, perché serva per far fare a LaTeX quello che fa Word. Writer, Pages, e ogni altro word processor.
      3) non ti preoccupare troppo di dove vadanoa finire le figure; basta che tu metta loro una didascalia con \capion e dopo la chiusura dell’argomento di \caption tu usi il comando \label per assegnare un nome unico alla figura con cui richiamarla nel testo tramite il comando \ref; naturalmente hai letto una guida e sai di che cosa sto parlando.
      4) Nel testo non usare mai espressioni del tipo “… come si vede nella seguente figura…”, ma usa sempre espressioni del tipo “… come si vede nella figura~\ref{fig:Paperino}…”. “Paperino” è l’etichetta che ia dato alla figura che rappresenta Paperino. ma trova un nome significativo per ogni figura della tua tesi.
      5) Se ti va puoi usare il pacchetto varioref e il suo comando \veref, al posto del semplice \ref; questo comando usa lo stesso nome, la stessa sintassi di \ref, ma nel testo viene scritto qualcosa come “… nella figura 3.15 in questa pagina…”; oppure “…nella figura 3.5, nella prossima pagina…”; oppure “…nella figura 3,5 nella pagina 213…”. A molti piace moltissimo questo modo di riferirsi alle figure mobili e ai floaitng bodies in generale. Leggi la documentazione di varioref aprendo un terminale, scrivendoci dentro il comando texdoc varioref, e mandandolo in esecuzione premendo il tasto “Invio”. Vedrai come chiamarlo e come specificargli l’opzione della lingua principale della tua tesi.

      in risposta a: [RISOLTO] Aspect ratio sballato figura TikZ #112100
      OldClaudio
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        Benvenuto nel forum; e benvenuto il tuo quesito che mostra molto bene le tue capacità di osservazione e di produrre due esempi minimi compilabili, cosa che spesso coloro che pongono quesiti non fanno. Bravo.

        Secondo me non c’è niente di male in quello che ti succede. In questo senso: pgfplots cerca di far stare un numero intero di unità di disegno, che non sono le unità geometriche, in modo da dividere le dimensioni date in un numero intero di intervalli, in modo che le scale degli assi siano ragionevolmente divise con le tichette delle scale che possibilmente non si sovrappongano.

        Invece di passare da un foglio di 2\textwidth per 3\textwidth, indica le dimensioni con unità assolute, per esempio 100mm per 150mm. Poi metti true xmajortiks e ymagiortiks; compila e guarda bene lo schermo; se misuri con ina squadretta o un righello trasparente vedi che i quadrati della griglia sono solo apporossimativamante quadrati, ma le etichette della griglia vengono benissimo.

        Diminuisci gradatamente le dimensioni; passando a 80mm per 120mm; poi a 60mm per 90mm misurando sempre i quadrati che ti vengono fuori e controlla le gradazioni degli assi; Anche se sembrano quadrati la rete ha fori rettangolari.

        Prosegui rimpicciolendo le dimensioni ma mantenendo sempre la gradazione degli assi; i quasi quadrati diventano sempre più rettangolari, perché pgfplots cambia le dimensioni con un multiplo intero degli intervalli di ciascun asse tali che non siano mai troppo vicini.

        se disponi di un ottimo visore di file pdf (io dispongo anche di Adobe Acrobat Pro, ma credo che altri ottimi visualizzatori abbiano la funzionalità che io userei qui) fai si che vengano mostrati nela schermata dela pagina anche i righelli graduati nelle untità di misura. Puoi quindi vedere che con le dimensioni di 2\textwidth per 3\textwidth il disegno smarginato ha dimensioni di (circa) 220mm per 330mm, ma i due numeri esatti sono molto vicini al rapporto 3:2, ma non esattamente 3:2. Via via che diminuisci le dimensioni specificate in millimetri i “quadrati” sembrano sempre quadrati, finché scendendo sotto ai 50mm per 75mm, le gradazioni degli assi cambiano e i “quadrati” diventano sempre più rettangolari pur restando abbastanza quadrati, solo che corrispondono a divisioni degli assi diversi; guarda sempre in numeri riportati vicino alle coordinate e usa correttamente il righello.

        In sostanza non sbagli niente; è il sottostante tikz che cambia le carte in tavola in vista della leggibilità del disegno, non in vista del rispetto delle specifiche assegnate. Probabilmente è possibile stabilire dei valori specifici per la distanza delle gradazioni degli assi, anzi sono sicuro che si può fare, ma dovrei leggere la lunga documentazione per trovare come.

        in risposta a: [RISOLTO]Quale lingua va prima con diversi abstract? #112106
        OldClaudio
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          Quello della lingua principale, nel tuo caso l’inglese.

          in risposta a: Perché dovrei passare a LuaLaTeX? #112063
          OldClaudio
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            Non ho detto questo; secondo me finché esiste pdfLaTeX assieme a LuaLaTeX, i due possono coesistere lasciando all’utente la scelta a seocnda di che cosa deve scrivere. @robytex ha bisogno di fare cose molto complesse per il suo lavoro professionale; altri possono avere bisogno di scrivere in arabo o in giapponese; altri debbono produrre dei file archiviabili; altri hanno bisogno di una impaginazione perfetta con le funzionalità di microtype; ci sono persone per le quali la velocità è indispensabile; ci sono persone che hanno bisogno di scrivere in latino (l’esempio non è fuori luogo; il latino presenta non meno di 4 varietà diverse di ortografia e di regole di sillabazione; pdfLaTeX lo potrebbe fare; LuaLaTeX per ora no; lo stesso vale per il greco con tre varietà diverse; di ogni lingua LuaLaTeX carica un solo set di parametri di sillabazione, a mano di non caricarne diversi con il linguaggio Lua inserito nell’argomento di \directlua; cosa che implica saper programmare con Lua).

            Tutto si può fare, ma per ora non è una questione di “a priori”. resta sempre una nostra scelta.

            Per concludere, direi che la tua intenzione di cimentarti con LuaLaTeX durante le feste di natale, va bene; andrebbe ancora meglio se aspettassi che @robitex abbia ifnito di scrivere la sua guida tematica sul linguaggio Lua. La sta scrivendo, ma non è facile contenere tanto in una piccola guida tematica che, proprio per essere tematica, deve essere sintetica e concentrata su un solo argomento: Lua.

            in risposta a: Allineare formula matematica con foto #112071
            OldClaudio
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              Mi pare che il pacchetto mathtools risolva il tuo problema; leggi la documentazione dando da terminale il comando texdoc mathtools

              in risposta a: Allineare formula matematica con foto #112069
              OldClaudio
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                Sono sempre fonte di apprendimento le tue soluzioni; grazie Gustavo.

                Tuttavia volevo segnalarti che \vcenter e \parbox (senza opzione di allineamento) fanno al stessa cosa; ma per il lettore \parbox potrebbe essere meno misterioso di \vcenter; né dell’uno né dell’altro si parla nelle nostre guide, tranne forse nella guida tematica tradotta in italiano dell’appendice C del manuale di Lamport (Il LaTeX Reference Manual commentato), mentre \vcenter di solito si trova documentato solo nel TeXbook

                Commento: Qualche tempo fa era apparsa la notizia che come attività di rieducazione in carcere, c’era un gruppo che si occupava della traduzione in italiano del TeXbook; non so che fine abbia fatto questo progetto. Ma si potrebbe rilanciare l’idea fra i frequentatori del forum…

                in risposta a: impaginare dati tabellari #112087
                OldClaudio
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                  Be’ in una pagina A5 è difficile metterci tanta roba, in particolare una tabella; qualunque ambiente nativo di LaTeX o prodotto da pacchetti di estensione richiede che la tabella sia larga tanto quanto la riga cone le celle di intestazione; quindi un una pagina A5 puoi ragionevolmente pensare a tre colonne, massimo 4 purché non siano troppo larghe.

                  Tra gli ambienti nativi puoi usare sia tabular, sia tabular*; ma c’è anche l’ambiente tabbing di cui pochi parlano, ma di cui è esposta la sintassi nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, che, se ricordo bene, hai già scaricato e letto.

                  Fra gli ambienti di pacchetti potresti usare tabularx, ma penso che tutto sommato sia più facile usare gli ambienti nativi.

                  Poi c’è la possibilità di usare il pacchetto longtable con il suo ambiente longtable, e il pacchetto rotating o lscape per mettere la longtable di traverso, invece che al dritto; ovviamente usi longtable se accetti che le tue tabelle si sviluppino su più pagine.

                  In ogni caso, sia che tu usi gli ambienti nativi, sia che tu usi ambienti di pacchetti, devi soltanto usare i pochi filetti orizzontali prodotti dai comandi del pacchetto booktabs e non devi assolutamente usare filetti verticali. Se poi non usi nemmeno i filetti orizzontali di booktabs, ma distingui il contenuto delle celle di intestazione con un font diverso da quello usato nelle altre celle, te la cavi con poco, ma questo poco, molto sobrio, potrebbe essere più elegante di una tabella ben fatta ma con i filetti di booktabs.

                  Ma se dici a che cosa ti serve questo libretto, forse si può pensare a qualcosa di meno anonimo.

                  in risposta a: Grafici nel margine – Suftesi #112083
                  OldClaudio
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                    Ivan ti risponderà direttamente.

                    Io faccio solo un commento. Nella classe TOPtesi, dove i margini non sono così grandi ho inserito i comandi per mettere delle figure con didascalia a margine che sporgono nel margine fino ad occupare lo spazio delle note marginali. In certi casi, con figure relativamente piccole la soluzione va bene. Ma TOPtesi non ha le pretese di essere una classe elegante.

                    Con suftesi i margini sono più grandi la soluzione che vorresti usare potrebbe andare bene, ma…

                    … am comunque i diagrammi devono essere comunque piccoli; servono dei diagrammi piccoli in un testo come il tuo? Il libro di Feinmann è ben composto, ma lo è in pagine che hanno un rapporto di forma relativamente piccolo, non hanno lo slancio delle pagine in formato A4; non avendone una copia sottomano, non sono sicuro, ma direi che abbia un rapporto altezza/larghezza=4/3 o in valore simile, come la carta americana in formato letter. In quel caso i margini possono essere relativamente grandi. Ho altri libri prodotti dalla stessa casa editrice e contengono sia figure come dici tu, sia figure a piena larghezza, inclusa la parte nei margini. Il disegno grafico non è classico, ma è un disegno a griglia dove la pagina contiene tre strisce verticali e tre strisce orizzontali che formano 9 rettangoli, che si possono usare più o meno in tutte le possibili combinazioni. da soli o in combinazione a gruppi di due o di quattro rettangoli adiacenti lungo un lato.

                    Non si possono fare con LaTeX, ma si fanno con gli impaginatori come InDesign XPress, e simili.

                    Ma nel tuo caso non è tanto una questione se sia o non sia lecito usare sidenotes con suftesi; la questione è: è tipograficamente corretto? il risultato aiuta davvero il lettore a comprendere bene il legame fra il testo e la grafica? È chiaro che solo tu puoi dare una risposta; devi fare delle prove e vedere il risultato, magari sottoponendo una decina di pagine ad un lettore ignaro di tipografia, per vedere se trova comoda la lettura del documento nel suo insieme.

                    Facci sapere che cosa farai; magari se non sono troppo pesanti come numero di byte, allega la decina di pagine ad un altro messaggio e lascia che siano i frequentatori del forum a dirti se leggono e capiscono meglio quanto vi è scritto.

                    in risposta a: Allineare formula matematica con foto #112066
                    OldClaudio
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                      Ti do due soluzioni con il codice seguente`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                      % !TEX TS-program = pdflatex
                      \documentclass [a4paper,12pt,openany]{book}\errorcontextlines=10
                      \pdfpagewidth\paperwidth
                      \pdfpageheight\paperheight
                      \usepackage[italian]{babel}
                      \usepackage[utf8]{inputenc}
                      \usepackage[T1]{fontenc}
                      \usepackage{lmodern}
                      \usepackage{amsmath,amssymb}
                      \usepackage{mathtools}
                      \usepackage{accents}
                      \usepackage[footnotesize, normal]{caption}
                      \usepackage{graphicx}
                      \usepackage{framed}
                      \usepackage{float}
                      \usepackage{fancyhdr}
                      \usepackage{cancel}
                      \usepackage{microtype}

                      \dimendef\largh=256 \largh=0.475\textwidth

                      \begin{document}
                      Il campo di spostamenti consistenti con le ipotesi è:
                      \begin{equation}
                      \begin{tabular}{cc}
                      \parbox{\largh}{$\displaystyle
                      \begin{cases}
                      u(x,y,z)=u^o+z\phi_x(x,y)\\
                      v(x,y,z)=v^o+z\phi_y(x,y)\\
                      w(x,y,z)=w^o+z\phi_z(x,y)
                      \end{cases}
                      $}
                      &
                      \parbox{\largh}{\includegraphics[width=\largh]{logopolito}}
                      \end{tabular}
                      \end{equation}
                      \vspace{5cm}

                      Altra versione:
                      %
                      \begin{equation}
                      \begin{cases}
                      u(x,y,z)=u^o+z\phi_x(x,y)\\
                      v(x,y,z)=v^o+z\phi_y(x,y) &
                      \text{\unitlength=\largh
                      \picture(1,0)\put(0,0){\makebox(0,0)[cl]%
                      {\includegraphics[width=\largh]{logopolito}}}%
                      \endpicture
                      }\\
                      w(x,y,z)=w^o+z\phi_z(x,y)
                      \end{cases}
                      \end{equation}

                      \end{document}`La seconda mi piace di più.

                      Nota che non avendo tu allegato una figura qualsiasi al tuo messaggio ho usato il logo del Politecnico, perché non avevo voglia di cercare un qualunque pacchetto contenente immagini a caso.

                      Un’altra volta cerca di allegare un esmepio minimo compilabile; qualcoosa che contenga il minimo per replicare il tuo problema ma che un frequentatore del foru pocca copiare, incollare e compilare direttamente. Senza dover inventarsi che cosa aggiungere al tuo codice.

                      penso comunque che tu abbia notato che il tuo esempio carica amsmath due volte.

                      in risposta a: Perché dovrei passare a LuaLaTeX? #112061
                      OldClaudio
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                        claudio” post=112386Buon giorno
                        Uso con soddisfazione pdflatex
                        non sono un texnico, mi arrangio e se non riesco so dove guardare e a chi chiedere.
                        Quando ho iniziato si usava compilare passando per il formato dvi etc.. poi sono passato
                        a pdflatex e non mi lamento di questo ma perché doveri passare a Lualatex?
                        Quali vantaggi avrei dato che non conosco Lua?
                        Vale la pena di studiare Lua? Che cosa mi da di più? nell’uso quotidiano intendo.
                        ciao
                        claudio

                        Dipende da che cosa vuoi fare. È anche possibile che fra alcuni anni lualatex sostituisca completamente pdflatex, ma questo è un pronostico che hanno fatto in molti e che appare anche in articoli pubblicati su TUGboat e, mi pare di ricordare, su ArsTeXnica.

                        Tuttavia anche TeX doveva scomparire ed essere sostituito da pdftex, ma non è successo; c’è ancora gente che lo usa (ovviamente anche Knuth, ma è scontato…); negli archivi di diverse riviste, per esempio quelle della America Mathematical Society, ci sono ancora diversi articoli composti con tex; talvolta vengono ricomposti per i reprint che vengono richiesti all’AMS da studiosi che hanno bisogno di quegli articoli.

                        Non molto tempo fa un frequentatore del forum mi scrisse privatamente per avere indicazioni su come fare per comporre certe strutture matematiche che non riusciva a comporre. Mi feci mandare i suoi sorgenti e scopersi che erano composti in plain tex; glieli ricomposi in LaTeX con il motore pdftex dimostrandogli che per documenti normali pdfLaTeX è molto più user friendly e permette di usare la miriade di pacchetti esistenti, la maggior parte dei quali non funziona con tex; lo ocnvinsi e per quel che mi risulta egli non usa più tex.

                        D’altra parte oggi il motore per plain tex non è più tex, ma etex; le cui funzionalità sono tutte incorporate in pdftex, xetex, luatex, context, eccetera.

                        Se vogliamo ConTeXt secondo le intenzioni degli sviluppatori dovrebbe avere la semplicità di plain tex e la flessibilità di LaTeX; non so quanto questa frase sia ancora valida oggi; oggi l’interprete di ConTeX è luatex, quindi il pronostico che luatex è destinato a sostituire pdftex si è già avverata con ConTeXt. Ma ConTeXt è molto particolare e serve per lavori tipografici molto avanzati. Da quel che ho capito è in grado di produrre i “tagged PDF”, cosa che per ora pdflatex, xelatex e lualatex non sono capaci di fare.

                        Oggi LuaLaTeX, oltre alla possibilità di usare i linguaggio Lua (@robytex ne sta scrivendo una guida tematica), ha molti vantaggi rispetto a pdfLaTeX in certi settori, per esempio per produrre file archiviabili, visto che è in grado di usare i font OpenType. usa bene microtype anche con i font OpenType, come ha segnalato @illinguista1972, e per chi lo sa usare, permette di fare cose particolari ocn il linguaggio Lua; ricordo tempo fa il problema di fare certi diagrammi con pgfplots: con pdfLaTeX era difficile disegnare certe figure di Lissajous (composizione di due moti armonici ortogonali) perché ci volevano moltissimi punti; con LuaLaTeX si potevano calcolare con poche righe di codice Lua, e la codifica dei diagrammi si riduceva ad una manciatina di righe di codice. [Io ho solo qualche minimo rudimento di Lua, non in grado nemmeno di fargli scrivere il proverbiale “Hello World”; il codice Lua allora era stato scritto da altri; io ero riuscito a capire quel codice e a modificarlo per diagrammi diversi, ma sempre di Lissajous…].

                        Lo svantaggio, molto sopportabile, è che il suo tempo per raggiungere al velocità di regime è più lungo di quello di pdfLaTeX; perché questo tempo di accelerazione da fermo sia trascurabile, bisogna che il lavoro da comporre sia sufficientemente lungo, diciamo oltre le 200 pagine.

                        Del resto prova: prendi un file da comporre con pdfLaTeX salvato su disco con la codifica utf8; compilalo con pdlatec usando il suo cronometro per misurare il tempo (c’è un messaggio di qualche anno fa su questo argomento; ma se leggi il manuale di pdftex e cerchi la lista dei suoi comandi specifici, trovi anche quelli per il timing); segnati il tempo impiegato; Senza cambiare una virgola, componi lo stesso file con LuaLaTeX (forse i comandi di timing sono leggermente diversi, ma li trovi leggendo la documentazione di luatex); Ora troverai un tempo maggiore di alcuni secondi. Questo è sostanzialmente il maggior tempo di accelerazione da fermo di LuaLaTeX rispetto a pdfLaTeX. Se ripeti lo stesso esperimento cambiando il preambolo perché LuaLaTeX usi i ofnt OpenType e la gestione della lingua con polyglossia è possibile che il tempo di esecuzione (sempre l’accelerazione da fermo) sia ancora un po’ maggiore; è dovuto al fatto che LuaLaTeX si carica in execution mode la sillabazione della lingua diversa dall’inglese, e genera al volo i file .fd (in verità non li scrive su disco, ma g=deve generarsi l’informazione che normalmente si trova in qui file) perché per i file OpenType non esistono file di questo genere su disco.

                        Io generalmente uso pdfLaTeX, ma sia per ArsTeXnica sia per le guide tematiche e quelle (ancora non pubblicate) del gruppo LaTeX Documentation Team, ho predisposto preamboli tali da poter compilare con uno qualsiasi dei tre programmi basati su LaTeX. Per TOPtesi ho fatto lo stesso anche a causa del fatto che la scuola di dottorato del Politecnico di Torino vuole le tesi in formato archiviabile che, come ho detto, con LuaLaTeX è attualmente più facile da ottenere che con pdfLaTeX, anche se TOPtesi è attrezzata per gestire i problemi che i font matematici standard danno all’archiviabilità perché sono incompatibili con le norme.

                        Vedi dunque che nessuno è obbligato a passare a LuaLaTeX, ma ci sono dei casi in cui è necessario farlo. Tanto vale essere preparati a farlo.

                        in risposta a: LuaTeX e \endlinechar #112041
                        OldClaudio
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                          Capisco che tu voglia risolvere il problema con lua, ma quello che vuoi fare, se ho ben capito il tuo problema, lo fa già il pacchetto fancyvrb.
                          Tuttavia questo problema dei caratteri spazio e fine riga non dipende né da TeX né da Lua, ma da come è implementato directlua. OK, bisogna imbrogliare directlua;TeX dispone di trucchi vari epr sostituire i caratteri, ma non li userei in questo caso; quello che puoi fare è attribuire charcode e i corrispondenti catcode allo spazio e al fine riga. In questo modo puoi, per esempio, atribuire allo spazio il charcode della tilde a cui associ un catcode 11; al fine riga il charcode delle doppie virgolette diritte e il catcode 11. Ovviamente, quando rileggi devi ritrasformare la tilde e le doppie virgolette nei caratteri originali, prima di comporre verbatim; magari questa operazione la fai fare a lua invece che a tex.
                          Forse devi fare queste cose attraverso i comandi \detokenize e \scantokens. Per questi devi leggerti bene la documentazione nel file etex.pdf (texdoc etex); io li ho usati qualche volta, ma non li trovo per niente user friendly e quindi da una vola all’altra mi dimentico come si usano, specialmente le loro sottigliezze che me li rendono difficili da usare bene. anche L3 ha macro apposite per usare questi comandi nativi di etex (nativi da una decina di anni, non nativi del TeX del 1978). Però L3 mi pare ancor più difficile da usare di etex… Colpa mia che non ci arrivo con la testa, tuttavia…

                          in risposta a: Lettera greca in un titolo #112058
                          OldClaudio
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                            Confermo tutto su quel che ho scritto a proposito della matematica nei titoli di capitoli o di sezioni; ma aggiungo altro.
                            1) obbligatoriamente usare l’argomento facoltatiovo; si \sezionamento un comando qualsiasi tipo \pat, \chapter, \section, eccetera; usare allora`\sezionamento[titolo breve]{titolo lungo}{/code]questa è nromale sintassi LaTeX da usare più spesso anche per altri scopi, solo che ce ne si dimentica facilmente.
                            2) Nel titolo breve non inserire nessuna matematica, ma una breve parafrasi (corta) del titolo lungo.
                            3) Per il titolo lungo ci sono due alternative:
                            3a) quella delineata nel mio precedente messaggio linkato da @claudio, in sostanza
                            [code]\sezionamento[Titolo con omega]{Titolo che contiene una “omega'' greca: {\boldmath$\Omega}}}`
                            3b)una soluzione solo apparentemente più complessa e che non richiede di usare né la matematica né la lingua greca; si procede così:`\documentclass[…]{…}
                            …
                            \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                            \usepackage{alphabeta}
                            …
                            \begin{document}
                            …
                            \sezionamento[Titolo con omega]{Titolo che contiene una \Omega\ greca}
                            …`Il codice LGR identifica la codifica dei font greci, ma il testo scritto in caratteri latini usa quelli con la codifica T1, quella di default; il pacchetto alphabeta serve per inserire come in questo caso, le lettere greche sia nel testo sia in matematica usando gli stessi comandi che si usano in matematica; ovviamante in matematica non cambia niente, mentre nel testo vengono usati in modo testuale i font greci testuali; questi si adattano bene ai font latini se quelli latini sono i Latin Modern. Se quelli latini sono presi da altre famiglie o vengono usati i font corrispondenti a quelli latini se sono verificate un certo numero di condizioni, troppo difficili da spiegare qui, oppure, se non sono verificate queste condizioni, vengono usati i font greci di default.

                            Forse, e ripeto forse, invece del pacchetto alphabeta si potrebbe caricare il pacchetto pm-isomath; questo serve specialmente per scrivere quel tipo di matematica necessario per rispettare le norme ISO relative alla matematica delle grandezze; Sono norme difficili da rispettare quando c’è il greco di mezzo. Vale la pena di leggerne la documentazione; ma sicuramente per la Omega, forse anche per tutte le altre lettere, i comandi descritti in quel pacchetto funzionano anche in modo testo, quindi il modo di procedere potrebbe essere questo`\documentclass[…]{…}
                            …
                            \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                            \usepackage{pm-isomath}
                            …
                            \begin{document}
                            …
                            \sezionamento[Titolo con omega]{Titolo che contiene una \ohm\ greca.}
                            …`

                            L’assenza di lettere greche nel titolo breve permette di evitare problemi con comandi fragili e con hyperref e i suoi bookmark. Il fatto che non sia necessario specificare la lingua greca alle opzioni per babel, evita altri problemi.

                            In alternativa a tutto ciò, se si usa LuaLaTeX con font OpenType, specificandone uno per scrivere anche in greco, non ci sono problemi pur di disporre della pazienza per inserire la lettera omega desiderata facendo usa della Tabella dei caratteri che qualunque sistema operativo mette a disposizione dei suoi utenti; tuttavia anche con i font OpenType potrebbero essreci dei problemi con i font codificati UNICODE se si devono immettere dei metadati o se uno o più link contengono anche lettere greche o anche lettere latine accentate. Quindi con LuaLaTeX le cose starebbero così:`\documentclass[…]{…}
                            …
                            \usepackage{fontspec}[…]
                            \setmainfont[}
                            \setsansfont{…}
                            \setmonofont{…}
                            \usepackage{polyglossia}
                            \setmainlanguage[…]{italian}
                            …
                            \begin{document}
                            …
                            \sezionamento[Titolo con omega]{Titolo contenente una Ω greca}
                            …`Ovviamante il font Opentype scelto, almeno per il “mainfont” deve contenere anche il greco; bisogna sceglierlo con attenzione, altrimenti al posto della lettera greca vien un quadratino o un altro segno che segnala solo che il font scelto non dispone di quel glifo.

                            Questa volta credo di avere detto tutto quello che cè da dire per inserire lettere greche isolate dentro un testo scritto in lettere latine.

                            in risposta a: Interlinea tabelle in atto uso bollo. #112051
                            OldClaudio
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                              Risposte alle domande 2, 3 e 4.

                              2) La riga bianca c’è perché la tabella è grande e va nella pagina successiva; a differenza di Word e di Writer, le tabelle di LaTeX sono dei monoblocchi. È voluto nel cuore stesso di LaTeX ed è per quello che figure e tabelle vengono messe dentro i rispettivi ambienti figure e table con tanto di didascalia a cui fare riferimento mediante il numero attraverso i ocmandi \label e \ref. Però vedi risposta 3.

                              3) Se uno ha una tabella veramente grande, può usare l’ambiente longtable; di cui devi leggere la documentazione. In sostanza il codice della tabella vera e propria è lo stesso di quello di tabular, ma inizialmente devi specificare un’eventuale didascalia, che cosa scrivere come intestazione nel primo moncone di tabella, che cosa scrivere come intestazione nell’intestazione die monconi successivi, che cosa devi scrivere al piede di tutti i monconi tranne l’ultimo, che cosa scrivere nel piede come chiusura dell’ultimo moncone.; di solito nei piedi detta tabella si scrive qualcosa come “continua nella prossima pagina”, ovviamente tranne nell’ultimo piede.

                              4) Le note sono un problema, non perché debbano o non debbano andare sotto la 25-esima riga della carta da bollo, perché non ci possono andare, ma perché la prima riga delle note deve essere sulla griglia e sarebbe forse desiderabile che benché siano scritte con un font del 20% più piccolo del corpo normale, che mantengano lo stesso scartamento del testo, il che le rende orrende (già è brutto il testo normale con le righe così spaziate, ma il sottostante disegno della rigatura della carta protocollo riduce la loro bruttezza. Tuttavia capisco che il problema delle note sia un problema grosso. Si possono studiare diverse soluzioni:
                              a) mantenere le note in corpo footnotesize, ma ridefinendo lo scartamento; per questo bisogna ridefinire il comando \footnote.
                              b) Lasciare lo scartamento così com’è e il testo delle note non in griglia.
                              c) usare le note marginali, invece delle note al piede, per queste che siano o non siano in griglia non ha importanza, nevvero?

                              5) La quinta domanda non l’hai fatta, ma andrebbe fatta: nei documenti legali si mettono al centro quelle specie di titoli come CITA, CONCLUSIONI, e simili. Ovviamente le prime in testa alla prima pagina stanno bene così; quelle successive, in mezzo al corpo del test rischiano di cadere nella 25-esima riga e stanno malissimo; in questi casi resta una riga bianca al fondo se le si manda sulla prima riga della pagina successiva. Non sarebbe difficile definire un comando \CENTRA, diverso da \centra, in modo che impedisca il salto pagina dopo quella riga di titolo, ma ci vorrebbe una specie di riempitivo da inserire nella riga bianca alla fine della pagina, in modo da evitare, appunto, l’ultima riga vuota della carta bollata.

                              Nota bene; che lo specchio di stampa abbia quelle dimensioni della carta bollata può andare; l’ultima volta che sono passato da un notaio, gli atti che ha scritto avevano quel formato dello specchio di stampa, ma se ricordo bene non erano affatto sulla griglia di 10mm; in ogni caso senza la griglia sottostante non sarebbe difficile essere più liberi in merito alle righe vuote se semplicemente ogni pagina fosse terminata dove deve terminare in base al suo contenuto, ma con una riga nera, non troppo spessa che ne marchi la fine.

                              Pensaci bene e fai sapere come ritieni di poter risolvere i problemi dal 4 in poi.

                              Essere dei “principianti” non è una colpa; lo siamo stati tutti. Ma con LaTeX non si finisce mai di imparare. Certo un “newby” vero e proprio dovrebbe impratichirsi con documenti più semplici prima di accedere alla composizione di documenti complessi; e i documenti legali su carta da bollo sono complessi, non tanto per le difficoltà tipografiche, quanto per le esigenze legali di evitarne la contraffazione con aggiunte e modifiche che sfruttano spazi lasciati vuoti.

                              in risposta a: Interlinea tabelle in atto uso bollo. #112049
                              OldClaudio
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                                pinimbe” post=112372Grazie OldClaudio, magia per me 🙂
                                Ma è tex plain il codice che hai aggiunto?

                                `\newdimen\tblrskip
                                \bgroup
                                \setbox0=\hbox{\strut}
                                \global\tblrskip=\dimexpr\baselineskip-\ht0-\dp0\relax
                                \egroup`

                                1) Potresti spiegarmi il meccanismo arcano 🙂 ?

                                a) nella prima riga si alloca un registro lunghezza, a cui si assegna il nome \tblrskip (liguaggio LaTeX)
                                b) seconda ed iltima riga si mettono i delimitatori di gruppo on modo che le assegnazioni, a meno di usare \global sparicano alla chiusura del gruppo (linguaggio anche LaTeX, ma poco descritto nelle guide; si potrebbero anche definire i limiti del gruppo con \begingroup e \endgroup, oppure con una coppia di graffe)
                                c) terza riga si mette in una scatola il pilastrino che, non si vede, ma l’ambiente tabular mette sempre dentro al prima cella di ogni tabbella; serve per mantenere una spaziatura costante nelle righe di una tabella, indipendentemente dai discendenti e dagli ascendenti delle lettere che si trovano nelle righe adiacenti di una tabella (linguaggio anche LaTeX)
                                d) quarta riga; si calcola l’interlinea da aggiungere fra due righe successive togliendo dall’avanzamento di riga normale l’altezza e la profondità (\ht -> \height; \dp -> \depth) della scatola che contiene il pilastrino; il risultato del calcolo viene assegnato al registro \tblrskip in modo globale, quindi sopravvive anche dopo la chiusura del gruppo. (linguaggio eTeX; ma si possono fare calcoli simili anche con le funzionalità del pacchetto calc; usando questi comandi si fa fare tutto il lavoro alla CPU del calcolatore, invece che all’interprete pdfLaTeX)

                                La lettura delle guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato in italiano, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito, ti potrebbe essere utile anche per rispodnere alle altre tue domande.

                                Io non le rispondo ora perché è passata mezzanotte e sono un po’ suonato dopo una riunione di tre ore con un comitato di volontariato.

                                pinimbe” post=1123722) E se non è troppo ti faccio notare, come da immagine allegata, che la seconda riga dell’\item n.2, dentro il quale è inserita la tabella, non è giustificata.
                                Ed ancora c’è sempre una riga bianca prima dell’inizio della tabella.
                                E’ voluto come effetto o è inevitabile?

                                3) Ancora, come fare per ottenere, nel caso di tabella che continua su più pagine, che le intestazioni delle colonne vengano ripetute sulla nuova pagina?

                                4) Infiine, ma è O.T., le note in calce alla pagina, con \footnote, inseriscono il testo non dove vorrei. L’ideale sarebbe al di sotto dell’ultima riga “uso bollo”. Ma probabilmente questo interferirebbe con il numero di pagina. Che soluzioni tipograficamente accettabili si possono studiare?

                                in risposta a: Interlinea tabelle in atto uso bollo. #112047
                                OldClaudio
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                                  Questo potrebbe andare?`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  % !TEX TS-program = pdflatex
                                  \documentclass [12pt]{article}
                                  \usepackage[utf8x]{inputenc}
                                  \usepackage[T1]{fontenc}
                                  \usepackage[italian]{babel}
                                  \usepackage{newpxtext,newpxmath}
                                  \usepackage{microtype}
                                  \usepackage{lipsum}
                                  \baselineskip=10mm
                                  \usepackage[a4paper, left=2.8cm, right=5.3cm, top=3.4cm, lines=25]{geometry}
                                  \usepackage{eurosym}
                                  \usepackage{calc}
                                  \usepackage[inline]{enumitem}
                                  \setlist[enumerate]{noitemsep,nosep}
                                  \setlist[itemize]{noitemsep,nosep}
                                  \setlist[description]{noitemsep,nosep}
                                  %impostazione elenco di tipo legale (1, 1.1, 1.1.1 ecc.)
                                  \newlist{legal}{enumerate}{4}
                                  \setlist[legal]{wide,label*=\textbf{\arabic*},noitemsep,nosep}
                                  \setlist[legal,1]{label=\textbf{\arabic*.},noitemsep,nosep}
                                  % fine impostazione elenco legale

                                  %elenco in linea
                                  \newlist{elinlinea}{enumerate*}{1}
                                  \setlist[elinlinea]{label=(\emph{\alph*}),before=\unskip{: }, itemjoin={{; }}, itemjoin*={{, e }},noitemsep,nosep}
                                  %fine elenco in linea

                                  \usepackage[compact]{titlesec}%pacchetto per modificare le sections
                                  \titlespacing{\section}{0pt}{*0}{*0}%annulla interlinea sezioni
                                  \titlespacing{\subsection}{0pt}{*0}{*0}
                                  \titlespacing{\subsubsection}{0pt}{*0}{*0}
                                  \titleformat{\section}{\normalfont\bfseries\filcenter}{\thesection°}{1em}{}
                                  \titleformat{\subsection}{\normalfont\bfseries\filcenter}{\thesubsection.}{1em}{}
                                  \titleformat{\subsubsection}{\normalfont\bfseries\filcenter}{\thesubsubsection.}{1em}{}

                                  \usepackage{fancyhdr}% pacchetto che riguarda l'intestazione
                                  \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}%comando che impedisce la linea tra
                                  %intestazione e testo
                                  \cfoot{\thepage}%comando che impone di inserire il numero di pagine,
                                  %al piede, e centrato
                                  \parindent=0pt %evita il rientro del paragrafo
                                  \topmargin=-10mm
                                  \marginparwidth=40mm
                                  \AtBeginDocument{\baselineskip=10mm} %interlinea conforme ad uso bollo
                                  %per creare righe uso bollo
                                  \usepackage{tikz}
                                  \usepackage{eso-pic}
                                  \AddToShipoutPicture{%
                                  \begin{tikzpicture}
                                  %vertical line
                                  \draw(26.5mm,0mm)–(26.5mm,297mm);
                                  \draw(157.5mm,0mm)–(157.5mm,297mm);
                                  %horizontal line
                                  \foreach \y in {24,34,44,…,264}
                                  \draw(0mm,\y mm)–(210mm,\y mm);
                                  \end{tikzpicture}}
                                  %fine righe uso bollo

                                  \newcommand{\centra}[1]{\par\centerline{\bfseries#1}\par}

                                  \newcommand{\destra}[1]{\par\rightline{\bfseries#1}\par}

                                  \newdimen\tblrskip
                                  \bgroup
                                  \setbox0=\hbox{\strut}
                                  \global\tblrskip=\dimexpr\baselineskip-\ht0-\dp0\relax
                                  \egroup

                                  \begin{document}
                                  \centra{TRIBUNALE DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO}
                                  \centra{ATTO DI CITAZIONE}
                                  La \textbf{\ldots}, C.F.\ e P. Iva\ {\small 00000000}, con sede in
                                  \ldots (ME), via \ldots, in persona del liquidatore pro tempore Sig.\
                                  [\ldots] nato a [\ldots] (Me) [\ldots] C.F.\ [\ldots], res.\ te in [\ldots]
                                  (ME), Via [\ldots]
                                  elettivamente domiciliato ai fini del presente giudizio in \ldots, Via
                                  \ldots, presso lo studio dell'Avv.\ \ldots del foro di
                                  \ldots, C.F.\ \ldots, casella p.e.c.\ \ldots e n.\ di fax
                                  \ldots, che la rappresenta e difende giusta procura in calce al presente atto
                                  \centra{PREMESSO IN FATTO E RITENUTO IN DIRITTO}
                                  \begin{legal}
                                  \item \lipsum[1]
                                  \item Successivamente si procedeva all'assegnazione delle singole unità immobiliari ai soci, come segue:\\
                                  {\centering
                                  \begin{tabular}[t]{c|c|c|c|c}
                                  Unità immob. & Socio & Fg. di mappa & Part.\ & Sub. \\[\tblrskip]
                                  A1 & Tizio & 99 & 1471 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  A2 & Sempronio & 99 & 1472 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  A3 & Rossi & 99 & 1473 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  A4 & Verdi & 99 & 1474 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  C2 & Gialli& 99 & 1484 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  C2 & Gialli& 99 & 1484 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  C2 & Gialli& 99 & 1484 & 1 – 2\\[\tblrskip]
                                  C2 & Gialli& 99 & 1484 & 1 – 2
                                  \end{tabular}
                                  \par}
                                  \end{legal}
                                  \vspace{\tblrskip}

                                  \centra{* * *}
                                  Per tutto quanto sopra esposto, l'odierna società esponente, ut supra rappresentata e difesa,
                                  \centra{CITA}
                                  \begin{enumerate}[leftmargin=*]
                                  \item \textbf{Soc.\ Coop.\ Alpha} in persona del legale
                                  rappresentante pro tempore, con sede in \ldots
                                  \item tizio caio
                                  \end{enumerate}
                                  a comparire dinanzi all'On.le
                                  Tribunale di Roma\ G.I.\ designando ai
                                  sensi dell'art.\ 168 bis c.p.c., all'udienza del — ore di rito e con
                                  continuazione, con invito a costituirsi nel termine di almeno 20 giorni prima
                                  della suddetta udienza ai sensi e nelle forme stabilite dall'art.\ 166 c.p.c.,
                                  con l'avvertimento che la costituzione oltre suddetto termine implica le
                                  conseguenze di cui agli artt.\ 38 e 167 c.p.c.\ e che, in difetto di costituzione, si procederà in loro contumacia, per sentire accogliere le seguenti
                                  \centra{C O N C L U S I O N I}
                                  Voglia l'On.le Tribunale adito, respinta ogni altra istanza, in accoglimento dei motivi su esposti:
                                  \begin{legal}
                                  \item ACCERTARE e DICHIARARE, previo accertamento e determinazione del Tasso Effettivo Globale,
                                  \item bla bla bla
                                  \end{legal}
                                  Ai fini del contributo unificato si dichiara che la presente controversia è di valore indeterminabile e che pertanto il contributo è dovuto nella misura di € 518,00.

                                  Roma lì 21/06/2017
                                  \destra{Avv.\ Cicerone}
                                  \end{document}`

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