OldClaudio

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  • in risposta a: Repository/bibliografia/lista equazioni #110961
    OldClaudio
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      Mah, senza duplicarle il file equationList.tex lo caricherei per ultimo, associando ad ogni equazione il suo \label con la sua etichetta e un titolo deto tipo”Tuttte el eauazioni di questo testo”..

      Nel testo dei vari capitoli non metterei nessuna equazione, ma solo i vari \ref, \pageref, e volendo \vref (del pacchetto vpageref).

      Si potrebbero replicare senza duplicarle usando una specie di uso multiplo delle immagini, che si può ottenere usando le funzioni avanzate di hyperref, alla cui documentazione ti rinvio.

      in risposta a: Repository/bibliografia/lista equazioni #110959
      OldClaudio
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        @kaiser
        , dovresti leggerti un buon testo introduttivo e dovresti evitare di usare preamboli predisposti da altri per scopi diversi dai tuoi.
        nel tuo preambolo carichi pacchetti che non dovresti caricare (per esempio amsfonts, che viene caricato da amssymb). Dichiari el graphic extensions, ridefinendo quelle che pdflatex usa di default. Usando geometri con i quattro marigni uguali e pari a 20mm, richi di avere pagine con righe troppo lunghe e dense, specialmente usando una font normale di 10pt.
        Non è chiaro perché carichi il pacchetto makeidx che può ntaivamante usare solo makeindex, e poi chiami glossaries a cui specifichi di voler usare xindy.
        ma quello che non è chiaro per niente, è perché usando \inpt chiami prima un file che dovrebbe essere equationList.tex e che dalle tue parole dovrebbe contenere tutte le equazioni che le rispettive entry per il glossario e i comandi \label con le etichette opportune, da richiamare nei vari capitoli (perché il titolo del capitolo fuori dal suo file?) tramite le loro etichette, e poi predisponi un glossario delle equazioni?

        Evidentemente io non ho capito niente di quello che vorresti fare e di come lo stai facendo.

        in risposta a: Intestazione #110957
        OldClaudio
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          Benvenuto nel forum.

          Quello che tu chiedi è quello che fanno le classi standard.

          Se la classe con cui scrivi non lo fa, allora non è una classe standard. Ma nessuno può immaginare quale classe stai usando.

          Un esempio minimo compilabile che replichi il tuo problema sarebbe utilissimo.

          in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107745
          OldClaudio
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            La classe suftesi è nella cartella …/2017/texmf-dist/tex/latex/suftesi/

            Se il programma non la trova, vuol dire che l’installazione secondo le istruzioni di Gregorio, non è stata fatta correttamente.

            apri un terminale scrivici dentro kpsewhich suftesi.cls
            Se ti dice che non conosce il programma kpsewhich, la variabile di environment PATH non contiene il percorso per la radice dell’installazione.

            in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107743
            OldClaudio
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              Pessima idea passare a Windows e installare MiKTeX 2.9.
              Visto che hai Ubuntu 16.04, e visto che su Ubuntu si installa TeXLive/Ctan completo seguendo le istruzioni che si trovano in ubuntu-texlive-YEAR.pdf, il cui link si trova anche nella sezione Documentazione di questo sito (forse l’avevi già usato quando avevi installato TeXLive 2016, ma ora c’è il 2017 e il 2016 non è più aggiornabile), io ci penserei due minuti prima di lavorare sulla versione MiKTeX2.9, che per vari motivi giustificabilissimi, non viene aggiornato così frequentemente come TeXLive.

              Per i template ti so dire a proposito di TOPtesi, la cui installazione prevede diversi template. Ma che è accompagnato da una documentazione abbastanza approfondita che leggi direttamente senza andare in rete, ma aprendo un terminale e dando il comando texdoc toptesi-it

              Non ti voglio tarpare le ali, ma l’idea di usare un template, secondo me, non è una buona idea. A prima vista lo sembra, ma a conti fatti si perde più tempo con un template che senza template. Infatti una buona classe per tesi non dovrebbe avere bisogno di caricare nel preambolo se non dei pacchetti di uso molto specialistico, perché tutto il resto dovrebbe essere già configurato per fare il grosso del lavoro.

              Per esempio, TOPtesi richiede esplicitamente di caricare con l’apposita opzione il pacchetto inputenc. Perché non lo carica da solo? Per il semplice motivo che ogni utente dovrebbe poter scegliere la codifica di ingresso che preferisce, anche in rapporto allo shell editor che usa. Che cosa succederebbe se fosse precaricato inputenc con l’opzione utf8, che è quella maggiormente consigliabile, se poi l’utente non dispone di uno shell editor che sa gestire quella codifica?
              TOPtesi non carica il pacchetto TikZ; perché? Perché è un pacchetto ingombrante e di solito non serve a chi fa una tesi in filologia classica greca. TOptesi non carica il pacchetto teubner, perché è un pacchetto ingombrante e non serve per chi scrive una tesi in ingegneria civile.

              Ma TOPtesi carica dei pacchetti che la classe stessa usa per i suoi scopi; sono elencati nella documentazione toptesi-it e l’utente che abbia letto quella documentazione non ha bisogno di ricaricarli.

              Non ti so dire molto sui template eventuali che accompagnano sapthesis e suftesi. ma se ne leggi la documentazione col solito comando texdoc seguito dal nome del pacchetto, lo scopri subito.

              in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107741
              OldClaudio
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                No rendere esempio da Lorenzo; egli si è affezionato a rcrrprt+ClassicThesis+Arsclassica e non lo abbandona per nessun motivo.
                Ovviamente è liberissimo di farlo, visto che, come ha scritto, è disposto a pagare il prezzo necessario per lavorare con un software poco compatibile e non retrocompatibile e che, come gli ha scritto Miede, non viene aggiornato perché Miede ha altro da fare, visto, fra l’altro, che è diventato papà da poco.

                Ma tu, @Lenny_Dark, non hai sposato quella terna di classi/pacchetti. Ci sono tanti altri modi per comporre una tesi o un documento avente le caratteristche di un libro, con layout accattivanti, font belli, eccetera.

                Tanto per citarne uno, la guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX l’ho composta con una classe costruita apposta, basata sulla classe memoir, configurata con i comandi della classe memoir, con gli stessi font, nei limiti del possibile, uguali a quelli che usa Lorenzo, composta sia con xelatex sia con lualatex, con risultati molto simili, ma con entrambi usando solo font OpenType, che, per quanto ne so, non si possono usare con scrrprt+ClassicThesis+ArsClassica.

                È chiaro che si vede benissimo ad occhio nudo che questa guida non è composta come L’Arte di scrivere con LaTeX, anche se vi assomiglia molto; ma ci ho provato e non ci si riesce. Tanto per cominciare listings non funziona con i font OpenType, e come questa, così altre cose non si possono fare.

                Quindi come ho scritto su questo forum a Lorenzo, se le esigenze di composizione sono diverse, perché insistere su un insieme di classe e pacchetti che non possono fare quelle cose? Perché adattare quello che si deve comporre, a quello che si riesce a fare con software inadeguato, invece di farsi o di usare software diverso per fare qualcosa di decente, anche se non identico a quello che si può ottenere con il software de L’Arte di scrivere con LaTeX?

                Se devi scrivere una tesi, leggiti la guida tematica sulle Tesi di Laurea, scritta da Agostino De Marco; è un’ottima guida e le classi per le tesi che vi sono suggerite sono tutte ottime.

                Se ti piace il layout piuttosto classico de L’Arte di scrivere con LaTeX, puoi sempre indirizzarti alle infinite possibilità che ti offre la classe suftesi. Se ti sembra complicata, esistono altre classi come sapthesis, specialmente indicata per le specifiche dell’università La Sapienza di Roma.
                Esiste TOPtesi, che pretenderebbe di essere adatta per tesi multilingue e consente di comporre il frontespizio in molti modi diversi, usando, volendo, anche il pacchetto frontespizio, un ottimo pacchetto per comporre la parte più difficile della tesi (più difficile in senso tipografico, perché la difficoltà del contenuto dipende dal contenuto stesso).

                Inoltre tutte queste altre classi ti consentono di comporre tipograficamente qualunque documento avente le caratteristiche di un libro o di un rapporto, indipendentemente dal loro uso originario orientato alle tesi. Direi che tutte sono più o meno valide esteticamente (suftesi è la più configurabile sotto questo aspetto) e hanno un codice interno piuttosto robusto, grazie al fatto che sono state usate da centinaia di laureandi e sono in continua “manutenzione” e/o estensione per funzionalità maggiori.

                Quindi il mio consiglio è proprio questo: dimenticati di Tesi Classica, e rivolgiti ad altre classi.

                Suggerimento specifico: quando scrivi non dire che hai ottenuto questo o quell’errore; descrivi compiutamente quello che hai fatto, quali sequenze di comandi di compilazioni hai eseguito, che cosa ti aspettavi e che cosa hai ottenuto; se possibile allega un Esempio Minimo Compilabile che sia minimo ma che consenta di replicare il tuo problema. in mancanza non è facile darti suggerimenti e/o consigli, se non vaghi come quelli che ti ho dato io.

                in risposta a: [RISOLTO] π sostituito automaticamente con \pi (TeXshop) #110950
                OldClaudio
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                  Scrivi con TeXShop?
                  se io scrivo ἀπό nel sorgente mi appare scritto correttamente, e di conseguenza anche nel compilato.

                  Bisogna allora vedere come hai configurato il tuo Mac e il tuo TeXShop; XeLaTeX e il sistema TeX non possono fare altro che compilare quello che appare nel file .tex. Se questo contiene ἀ\piό, ovviamente, dà un bell’errore dicendo che la macro \piό non è definita, ma a parte questo scherzo, devi cercare il guaio nelle impostazioni di TeXShop.
                  Non ho idea di quali possano essere, ma è possibili che, fra gli shortcut sia stato definito π come sinonimo di ]pi, per sveltire la scrittura della matematica.
                  Il mio driver per il greco si chiama Greek Polytonic (in realtà va benissimo anche per il greco antico. Il tuo come si chiama? Clicca sulla lettera A che ti compre nella barra in alto fra le icone di destra e ti appare l’elenco dei driver; leggi la scritta di fianco al tuo driver per il greco.

                  Apri le Preferences di TeXShop e vedi quali impostazioni sono state fatte; può darsi che tu debba editare il file ~/Library/TeXShop/Keyboard.plist, dove dovrebbero essere memorizzati tutti gli “shortcut”. Fammi sapere.

                  in risposta a: \boldsymbol nel titolo del frontespizio #110941
                  OldClaudio
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                    Ovvio, che il 3 veng in roman, visto che è tratto dall’alfabeto chiamato operators.
                    In matemematica i numeri devono sempre venire composti diritti e non inclinati come in corsivo.

                    Se vuoi dire che viene in corpo normale, invece che nel corpo degli esponenti, questo sarebbe un altro discorso, ma a me non risulta che venga ad esponente ma in corpo corrispondente allo script size, come deve essere.

                    Se non è questo ci`ø che vuoi ottenere, cerca di descrivere meglio il tuo problema senza confondere il tondo con la serie media, il corsivo, col tondo, eccetera.

                    Il messaggio di Gustavo su come si usa il comando [tt]\bldmath[/b] devi tenerlo sempre presente. Esegui anche il suo esempio minimo per vedere se anche con l’esempio di Gustavo ti viene ciò che non vorresti ottenere.

                    in risposta a: [RISOLTO] π sostituito automaticamente con \pi (TeXshop) #110948
                    OldClaudio
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                      Sarebbe meglio, perché io non sono riuscito a replicare l’errore. Anch’io uso Mac e TeXShop.
                      Dall’esempio minimo forse, chissà…

                      in risposta a: tikz – arrows e scritte #110943
                      OldClaudio
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                        Qualcun altro t dirà a proposito delle frecce. Io ti dico solo che i pedici, in, out, PD, LF vanno tutti in tondo e non in corsivo matematico. In corsivo matematico si scrivono solo le variabili che indicano le grandezze. Queste sono le norme ISO per il tipo di matematica che stai scrivendo.
                        Naturalmente questo vale anche per la matematica del tuo testo, non solo per quello schema di flusso, dove, d’altra parte manca la freccia con il segnale di uscita da usare in uscita da quel diagramma di flusso.

                        in risposta a: Eliminare la dicitura “Capitolo X” #110928
                        OldClaudio
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                          Eliminare la dicitura “Capitolo” dalla pagina di intestanzione è facile, basta aggiungere, per esempio, dopo [tt]\begin{document}[/tt] la ridefinizione:`\renewcommand{\chaptername}{}`. Ci sono modi migliori, ma questo funziona se scrivi solo in italiano. Per togliere anche il numero è molto più difficile; si può fare, ma sei sicuro che togliere anche il numero sia una buona idea? Se me lo confermi ti dico come fare 🙂

                          in risposta a: Errore nella compilazione #110921
                          OldClaudio
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                            Certo che se il tuo codice contiene solo quello, è difficile che tu posa compilare qualcosa.

                            Nnel codice che hai allegato al tuo messaggio manca tutto quello che parte da [tt]\documentclass[/tt] e arriva fino alla riga [tt]\begin{document}[/tt] esclusa. In sostanza manca il preambolo. Se non l’hai accluso al tuo messaggio, ma enl tuo file è presente, allora sarebbe meglio che lo allegassi, perché senza vedere il preambolo è difficile dire dove sia l’errore.

                            Ma, tirando ad indovinare, nel tuo primo messaggio scrivi che il messaggio d’errore recita:

                            ” Error: Could not start the command: pdflatex -synctex=1 -interaction=nonstopmode “prova”.tex “.

                            Questo mi indice a pensare
                            1) che Texmaker non sia configurato bene, e che non sappia trovare la cartella dove risiedono gli eseguibili del sistema TeX, sistema che non ha nulla a che vedere con Texmaker.
                            2) che il tuo calcolatore non sia configurato con il path corretto.
                            3) che tu non abbia installato il sistema TeX.

                            Come vedi le cause del tuo problema sono molte, e quelle che ho indicato sono solo ottenute tirando ad indovinare.

                            Dovresti intanto verificare che le mie ipotesi siano tutte false, poi dovresti fornire qualche informazione in più.

                            Per essere più sicuro di quello che fai, dovresti avere almeno sfogliato una guida come LaTeX per l’impaziente e potresti trovare utile la guida tematica sulle tesi di laurea. Trovi entrambe le guide nella sezione Documentazione di questo forum e le puoi scaricare liberamente.

                            in risposta a: Immagini!!! #110902
                            OldClaudio
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                              Anteprima è il nome italiano di Preview.

                              Dipende dalla lingua del tuo SO. Io uso solo l’inglese per i sistemi operativi da quando uso calcolatori. Non è snobbismo. Semplicemente ho cominciato col DOS in inglese e poi non riuscivo più a districarmi con la terminonlogia italiana.

                              Comunuqe tutto quello che ti ho detto usando il nome Anteprima interretalo con il nome Preview.

                              in risposta a: Etichette descrizione multiriga #110909
                              OldClaudio
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                                Con questa tua seconda specificazione, direi che l’unica soluzione è quella dela tabella. Ma non necessariamante devi calolare le dimensioni di ogni colonna.
                                Mi spiego; suppongo che tu voglia le immagini bendisposta verticalmente rispetto alle righe dell’\item che identificano, ma vorresti anche che gli \item fossero composti con la stessa giustezza. Supponiamo che le figurine siano composte dentro file grafici in uno dei formati accettati da \includegraphics; allora farei una cosa del genere (dopo avere caricato il pacchetto array per disporre del descrittore m
                                `
                                \newlength\dimetichetta
                                \begingroup
                                \sertlength{\dimetichetta}{10mm} % o altra larghezza che ti faccia comodo
                                \begin{tabular}{m{\dimetichetta}m{\dimexpr\linewidth-\dimetichetta-2\tabcolsep}}
                                \includegraphics[width=\dimetichetta]{fig1} & testo del primo item che si svolge su più righe \tabularnewline
                                \includegraphics[width=\dimetichetta}{fig2} & testo del secondo item … \tabularnewline
                                …
                                \end{tabular}
                                \endgroup
                                `

                                Prova e facci sapere.

                                in risposta a: Immagini!!! #110900
                                OldClaudio
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                                  Allora, visto che disponi di un Mac, apri il file con Anteprima, rifilane i bordi e salvalo come pdf. veramente Anteprima Converte da solo il file .ps in pdf, poi lo scarta quando chiudi Anteprima, a meno che tu non gli dica di salvare quello che ha convertito e che vedi a schermo in formato PDF.

                                  Io Disponendo di un Mac non scontorno mai le mie figure con pdfcrop.

                                  Nella barra di menu di Anteprima a destra c’è l’icona di una valigetta: non so che scritta vi appaia in italiano quando ci passi il mouse sopra, ma se la clicchi ti appare una seconda barra con diverse icone. una è un rettangolo punteggiato; se la clicchi il cursore diventa una crocetta; porta la crocetta in un angolo della figura, premi il mouse e mantenedolo premuto muovilo fino a portare la crocetta diagonalmente dall’altra parte della figura. Ora rilasciando la pressione sul mouse vedi che il rettangolo tratteggiato più o meno contorna la figura, ma sugli angoli e a metà dei lati ci sono dei pallini blu che tu poi trascinare con il mouse dove ti pare, in particolare in modo che il rettangolo contenga esattamente (pixel più piuttosto che pixel meno) la tua figura; a Questo punto premi command+C cosicché copi la parte dentro il rettangolo nel clipboard e poi spostati nella barra dei menù sotto la voce File e seleziona “Nuovo da clipboard” {non so come sia esattamente in italiano). ti si apre una nuova finestra di Anteprima che mostra la figura scontornata. Salva questa figura col nome che vuoi, per esempio, per non modificare i nomi che hai già usato, aggiungi al nome “-crop” (senza virgolette). Tutto qui. con qualche click di mouse e qualche trascinamento con il mouse puoi fare mano un bel lavoro, direi molto migliore di quello che puoi fare con pdfcrop.

                                  Ho la sensazione che pdfcrop non trasporti i font usati nella figura, se questi non sono già inclusi nel file pdf. Non ne ho la certezza, ma son che molti programmi che producono file .ps in uscita non vi caricano anche i font usati per le scritte, dando per scontato che questi si trovino già sulla macchina o sulla stampante; Postscript di solito non include una collezione di 35 font che si suppone siano sempre presenti, comunque su una macchina che elabori quel file ps in qualche maniera. Anteprima, invece, è capace di elaborare correttamente tali file grafici perch´i 35 font speciali fanno già parte del sistema. pdfcrop è uno script che non credo sia così intelligente da cercare i font non inclusi nella figura scontornata. Ed è giusto che sia così, perché sia ps2pdf sia pdfcrop sono programmi o script che deovno girare su macchine diverse con sistemi operativi diversi e quindi non possono saper fare tutto. Anteprima non è per ogni macchina, ma solo per il Mac e sa benissimo quali font sono presenti nel file originale anche se non vi sono incorporati.Nel caso particolare della tua figura tutto è scritto in Helvetica, e questo fa parte dei 35 font particolari.

                                  Tini presente che ho tirato ad indovinare; però non credo di essere andato tanto lontano. Se pari il file A68l0.pdf con Adobe Reader, e dopo averlo aperto clicchi command+D, ti si apre una finestra con diverse linguette; segli la linguetta Fonts, e ti dice tutto il necessario suol font Helvetica, ma non contiene la fatidica frase “Embedded Subset”. Se invece apri il mio file A68L0-crop.pdf sempre con il Reader e di nuovo guardi quali quali ofnt contiene, il messaggio è diverso, ma è presente la frase “Embeded Subset”. Questa è certamente la chiave del tuo problema iniziale.

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