OldClaudio

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  • in risposta a: simoncini garamond e xelatex [risolto] #110646
    OldClaudio
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      Con i Simoncini Garamond di cui dispongo il il tuo codice, leggermente modificato senco la documentazione di mathspec, mi compone la matematica con il Latin Modern Math e il testo in Simoncini.
      `\XeTeXtracingfonts=1
      \documentclass{amsart}
      \usepackage[math]{mathspec}
      \setmainfont[Ligatures=TeX]{Simoncini Garamond}
      \usepackage{unicode-math}
      \setmathsfont(Digits,Latin,Greek)[Numbers={Lining,Proportional}]{Simoncini Garamond}
      \setmathsfont{Simoncini Garamond}
      \usepackage{polyglossia}
      \setmainlanguage{italian}

      \begin{document}

      This file is in {\itshape Simoncini Garamond} (0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9). $ad=pw$:
      \begin{equation}
      \int_a^b f(x)\,\text{d}x= 8.345
      \end{equation}

      $\varphi, \psi$ and $\zeta$.

      \begin{displaymath}
      \int_a^b f(x)\,\text{d}x= 8.345
      \end{displaymath}
      \end{document}`

      In effetti la differenza fra il tuo e il mio esempio esempio c’è, ma come ti ho detto il Simoncini Garamond di cui dispongo io non ha nessun carattere matematico, quindi il mio risultato è esattamente quello che mi sarei aspettato.

      Ecco, avevo letto al documentazione di mathspec, ma non l’avevo mai usato perché:
      1) apparentemente funziona solao xon XeLaTeX e i suoi comandi nativi interni;
      2) di conseguenza non funziona con LuaLaTeX, che secondo me dovrebbe soppiantare ufficialmente XeLaTeX per molti motivi tecnici che ho già elencato in altri post;
      3) inoltre mathspec è “work in progress” e può darsi che fra un anno tu non possa ricompilare il tuo documento.

      Io userei semplicemente i pacchetti fontspec e unicode-math che funzionano sia per XeLaTeX sia LuaLaTeX.

      Ma mi pare di avertelo già detto:
      1) latexsym non deve mai venire usato quando si usa amssymb;
      2) amssymb NON deve venire usato con i font matematici OpenType, quindi nemmeno con i tuoi SImoncini GAramaond.

      Tu, invece, continui ad usare quella riga`\usepackage{latexsym,amssymb}`Fai come credi, ma tieni presente che unicode-math ridefinisce tutti i comandi definiti da amssymb, non necessariamente nello stesso modo.

      in risposta a: Indice manuale #110639
      OldClaudio
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        A me questo EMC non dà nessun problema`\documentclass[12pt]{article}

        \usepackage{imakeidx}
        \makeindex

        \newcommand*{\indexit}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}}}

        \begin{document}

        Il \indexit{cane di Topolino} si chiama \indexit{Pluto}.

        \printindex
        \end{document}`

        in risposta a: Indice manuale #110637
        OldClaudio
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          Se ho capito qualcosa, hai un indice creato con il comando \index[A]{pippo} e un altro creato con il comando \index{\textit{pippo}}. Nell’indice B non c’è separazione fra le voci che cominciano con una lettera diversa, mentra nell’indice A questa riga di separazione c’è.

          Se quindi ho capto bene, tu non stai usando quello che ti ho suggerito, perché io ti ho suggerito di usare la stirnga di indicizzazione: \index{pippo@\textitPpippo}}.

          La parte prima del segno @ non è facoltativa se vuoi un indice ordinato come si deve e come desideri avere.

          Se invece ho capito male, non mi basta che mi mandi le immagini di quello che ottinei, ma ho bisogno di una esempio minimo compilabile, perché devo vedere come hai impostato gli indici secondo le direttive di imakeidx, e come ne usi i comandi.

          Se ben ricordo ti ho anche detto di crearti dei comandi che ti scrivano il testo e ti mandino il testo all’indice opportuno, in modo da non dover ogni volta scrivere ripetutamente le stesse cose, per esempio`\newcommand\indexA[1]{#1\index[A]{#1}}
          \newcommand\indexB[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}}}`cosicché scrivendo \indexA{pippo} la voce “pippo” ti apapre nell’indice A senza mettere niente in corsivo, e scrivendo \indexB{pippo} ti appare la voce “pippo” in corsivo nell’indice B correttamente indicizzata e con al riga bianca di separazione fra i gruppi di voci che hanno un’iniziale diversa.

          Se ben ricordo ti ho anche detto di leggerti la documentazione, non solo quella di imakeidx, ma anche quella di makeindex e quella contenuta in ind.pdf; tutte e tre si leggono con il comando texdoc seguito dal nome senza estensione del documento che vuoi leggere.

          in risposta a: Simboli di matematica finanziaria. #110659
          OldClaudio
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            Nella guida “Saper comunicare”, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, c’è una ricca serie di simboli finanziari in una della appendici; Di’ quale simbolo vuoi e ti mando il codice. Se non lo trovi lì, alleva davvero l’allegato, che ti sei dimenticato di allegare — qualche ripetizione qui sembra necessaria…

            in risposta a: Indice manuale #110633
            OldClaudio
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              Non ho capito niente. Quindi per favore ci vuole un esempio minimo compilabile che mostra quello che spieghi a parole, o meglio che descrivi in modo così confuso che non si capisce quello che ottieni e quello che vorresti ottenere.

              in risposta a: simoncini garamond e xelatex [risolto] #110644
              OldClaudio
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                Forse funziona, ma mi stupisce per vari motivi, il più importante dei quali è che la matematica con xelatex e lualatex non si gestisce come hai fatto tu, ma come racconta Enrico Gregorio nel suo introxelatex.pdf, che puoi trovare in rete.

                in risposta a: Indice manuale #110631
                OldClaudio
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                  Non usare imakeidx, o se lo vucoi usare specificagli l’opzione noautomatic.
                  Questo perché è imakeindx che lancia il comando manuale con le opzioni che hai specificato al comando \makeindex.

                  Non è assolutamante chiaro che cosa vuoi fare con il lancio manuale di makeindex, visto che lo fa già imakeidx.

                  Se vuoi personalizzare l’indice analitico non è quella la via da seguire, ma dovresti, caso mai, definirti uno stile personalizzato, un file con estensione .ist, da pecificare con imakeidx o con il ocmando manulae come opzione al programma makeindex.

                  Il fatto che ut abbia usato ‘editor Texmaker, non vuol dire che tu stia usando “un file texmaker”. con l’editor tu produci un file .tex a a pdflatex non importa niente con quale editor l’ahi creato. Non confondere l’editor con il programma di composizione, che non hanno rapporti l’uno con l’altro di nessun genere. Forse ti sei espresso male, ma da quello che hai scritto sembrerebbe che tu faccia questa identificazione, erore da principante e tu non sei un principiante.;-)

                  in risposta a: Lingue #110626
                  OldClaudio
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                    Sì, senza esempio minmo compilabile non si va da nessuna parte; si può solo tirare ad indovinare. Non è necesssario mandare un esempio con l’intero preambolo o con tutto il testo della tua tesi. Basta creare us esempio formato da un file sorgete unico (che non ne inglobi altri con \input o \include) che contenga il minimo di testo e il minimo di preambolo, che consenta di compilarlo ma che presenti il problema che lamenti. Ecco il significato di esempio minimo compilabile.
                    È perfettamente inutile allegare al tuo messagigio 500 righe di file sorgente; di solito ne bastano un paio di dozzine, spesso molto di meno.

                    in risposta a: quale supporto matematico per simoncini garamond [risolto] #110589
                    OldClaudio
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                      Grazie, già scaricata la tar ball da tempo.
                      Purtroppo è un ottimo catalogo con esempi, ma non rende completamente l’idea di quello che si può fare o non fare con i font Type ` oppure con gli OpenType.
                      Tra l’altro mi osno scaricato dei Simoncini Garamond (regular, bold e italics) OpenType. Non ho ancora fatto al procedura con fontinstall per usarli come font a 8 bit, il soli usabili con pdfLaTeX, come sai bene.
                      I font matematici OpenType li ho provati tutti con questi font per il testo, ma non ce ne ùno che si accoppi decentemente con i Garamond. Alcuni font matematici OpenType creati dal GUST polacco hanno anche loro, non tutti, quella brutta spaziatura fra le lettere che rappresentano variabili matematiche, si risolve usando anche in quai casi, lavorando con {lua|xe}LaTeX, i comandi \mathrm, \mathit, e simili, ma non è simpatico dover ricorrere a questi metodi. Lavorando con questi compilatori, non è nemmeno il caso di dare la colpa a mathdesign, perché non viene usato per niente.

                      in risposta a: Note piè di pagina miste: numero e lettera #103812
                      OldClaudio
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                        Come ti dicevo, la cosa dipende dalla classe; garda il seguente esempio minimo compilabile`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        % !TEX TS-program = pdflatex

                        \documentclass[12pt]{article}
                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage{lmodern}
                        \usepackage[italian]{babel}

                        \makeatletter
                        \newcommand*\xfootnote[1][NdT]{%
                        \xdef\@thefnmark{#1}%
                        \@footnotemark\@footnotetext}

                        \begin{document}
                        Bla bla bla\xfootnote{Bli bli bli.}
                        \end{document}`Se copi questo breve codice in un nuovo file .tex e lo compili, vedi bene che Il richiamo in nota è prorpio NdT.

                        Posso ipotizzare che la tua classe ridefinisca il \@fotenomark qualcosa nella scrittura dele note, specialmente se scrivi in francese.

                        Io seguirei una strada del tutto diversa; userei normalmente il comando \footnote, in modo da comporre una nota come tutte le altre nel tuo documento; poi terminerei il testo delle note dove vuoi marcare che si tratta di una nota del traduttore con la sigla apposita. Definirei perciò un comando `\newcommand\NdT{(\emph{N.d.T.})}` poi userei questo comando alla fine del testo della tua annotazione come traduttrice, per esempio`Bla bla\footnote{Blo blo \NdT}`L’informazione è la stessa; rispetti la consuetudine; inoltre non incocci nelle ridefinizioni eseguite dalla tua classe o dalla lingua in cui scrivi. Se poi usi il pacchetto reledmac, credo che sia l’unica via percorribile.

                        in risposta a: Note piè di pagina miste: numero e lettera #103810
                        OldClaudio
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                          Non è chiaro che cosa significhi per te “apice”; se capisco bene vorresti che il richiamo nel testo apparisse come il marcatore della nota che viene stampata nel piedino?

                          In generale questo dipende dalla classe, e gli stili francesi usano il richiamo ad esponente nel testo e i simboli richiamati prima della nota con caratteri di corpo normale appoggiati alla linea di base; la classe book, invece li rappresenta entrambi con lettere sollevate e rimpicciolite. Altri presentano una cosa fra parentesi e l’altra senza parentesi.
                          Quindi la tua domanda è vaga se non precisi la classe o almeno se non mostri un esempio minimo compilabile o una foto che esponga quello che vorresti ottenere, con la classe che usi.

                          in risposta a: Note piè di pagina miste: numero e lettera #103808
                          OldClaudio
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                            Sbagli a non mettere [tt]\makeatletter[/tt] prima di quella deifnizione: il messaggio di erorre è abbastanza ciaro dove ti dice che \@ non è usato conformemente alla sua deifnizione; infatti il comando \xfootnote contiene diverse vole la presenza di @ che non è una lettera, ma un segno analfabetico; le macro per l’utente sono formato solo da lettere o da un solo carattere analfabetico. INfatti l’utente può usare \@ per variare la spaziatura dopo certi segni di interpunzione, ma l’utente non può usare direttamente, per esempio, \@thefootnetemark, se non dopo aver fatto diventare il segno @ una lettera; questo si ottine mettendo \makeatletter prima di ogni uso del segno @, in particolare prima di definire delle macro che ne fanno uso. è racontato anche nella guida di Leslie Lamport, il papà di LaTeX, e che si trova tradotta in italiano abbondantemente commentata nella sezione delle guide tematiche di questo forum.

                            in risposta a: Problema installazione Tex Live #110613
                            OldClaudio
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                              Non è un lungo papiro. Tu invece sei il benvenuto in questo forum 🙂

                              Il problema che rilevo è il seguente: iltuo programma di installazione è già predisposto per scaricare la versione 2017 come si vede chiaramente install-tl-20170413/tlpkg/TeXLive/

                              Questa versione sarà disponibile, secondo i piani annunciati nel sito del TUG il 1° giugno, ed io come tanti altri stiamo aspettando con trepidazione la nascita di questa nuova versione.

                              Se hai fretta vedi di scaricare la ISO del 2016 sempre dal sito CTAN, da dove hai già scaricato i file zip di cui parli. Una volta scaricato il file con estensione .iso, con il tuo Win10 ci clicchi sopra e ti si apre come se avessi inserito un dvd nell’apposito lettore. È vero che è cristallizzata al momento in cui è stata creata, ma almeno, in attesa del 1° giugno, non resti con le mini in mano.

                              Non vedrai praticamente mai TeXLive fra i programmi da installare o da disinstallare mediante i comandi del pannello di controllo, perché TeXLive è congegnato in modo da impostare solo un’aggiunta di un path alla stringa di sistema o di utente, ma non scrive niente nel “registro”. Piuttosto puoi vedere se aprendo un prompt dei comandi, e dando il comando [tt]set path[/tt] ti viene scritto nella finestra una lista di percorsi separati da “punti e virgole”, fra i quali compare anche texlive\2017\bin\…

                              Se ti compare, alora può essere colpa di Texmaker che non sa che non c’è più MiKTeX e che deve ercare texlive. Come aggiornare Texmaker lo devi scoprire da solo, perché io non ne dispongo, ma ho un vago ricordo che fra i vari strumenti abbia anche quello di testare la presenza del sistema TeX.

                              in risposta a: quale supporto matematico per simoncini garamond [risolto] #110587
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Ti ripeto che non ho nulla contro emacs; semplicemente non ho più l’età; come ho raccontato ad altri, prima di andare in pensione ero riuscito ad usare emacs solo per il suo calendario che mi dava anche le festività ebraiche. Per vari motivi e per evitare problemi con alcuni studenti, consultavo i giorni festivi ebraici per evitare di fissare gli esami nelle feste ebraiche che non hanno una data fissa nel calendario gregoriano, in quanto quello ebraico è lunisolare. I miei studenti ebrei hanno sempre apprezzato questa attenzione; e io ringrazio emacs che mi ha permesso di farlo. Purtroppo non riporta le date delle feste patronali che cambiano di comune in comune, e diventa difficile accontentare tutti, anche se queste feste cadono sempre lo stesso giorno del calendario gregoriano.

                                Lasciando perdere emacs, direi che mathdesign ha un problema con le impostazioni del supporto matematico ai font Garamond. Prendi questo EMC:`\documentclass{amsart}
                                %\usepackage{amssymb}
                                \usepackage[urw-garamond]{mathdesign}
                                \renewcommand\rmdefault{lmr}

                                \begin{document}

                                Prendiamo quest'esempio, $\mathit{da}\thickapprox 8.1234$ o il seguente:
                                \begin{equation}
                                \mathit{dp=mn\cdot rs}
                                \end{equation}
                                \end{document}`Come vedi ho inserito il comando \mathit e tutto funziona regolarmente (il testo è in latino modern, ma ne ho provati altri). Se togli il comando \mathit le lettere si staccano come giustamante hai rilevato e hai lamentato; direi che questo è un bug. vedo di segnalarlo al curatore di mathdesign.

                                Nel frattempo non saprei propio come aiutarti a risolvere il tuo problema. Un magrissima consolzione sare bbe quella di usare collezioni di font che contengono sia il testo sia la matematica, ma questo ti obbligherebbe ad abbandonare il Simoncini Garamond a cui sei giustamente affezionato.

                                in risposta a: Babel e definizioni #110610
                                OldClaudio
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                                  babel mette a disposizione degli utenti il comando \iflanguage; la sintassi è semplicissima e il comando è robusto; quindi qualcosa come`\iflanguage{italian}{%
                                  Pippo}{%
                                  \iflanguage{french}{%
                                  Pluto}{%
                                  \iflanguage{german}{Paperino}{Unknown}%
                                  }%
                                  }`È chiaro che al posto di Unknown puoi metterci quel che ti pare.

                                  Leggi la documentazione di babel con il comando da terminale texdoc babel

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