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7 Marzo 2017 alle 14:27 in risposta a: inserire un logo davanti al numero di tutte le \section #109787::
`
\renewcommand{\@seccntformat}[1]{%
\mbox{xxxxxxx}%
\quad
\mbox{\csname the#1\endcsname}%
\hspace{0.5em}%
}% ultima graffa chiusa correttamente\renewcommand{\@seccntformat}[1]{%
\mbox{%
\includegraphics[width=4mm]{FigureFISSE/IconaT1.eps}%
}%
\quad
\mbox{\csname the#1\endcsname}
\hspace{0.5em}
}% ultima graffa chiusa correttamente
` Come vedi le graffe tornano, come hai giustamente rilevato tu; ma ti sei anche ricordato di inserire n bel \makeatletter prima di scrivere quei codici nel preambolo?. La chiocciola @ senza \makeatletter non è una lettera e quindi non può fare parte del nome della macro; prima devi dichiararla “lettera” con il comando \makeatletter.Ti suggerisco di usare l’opzione [width=
] dove specificando la larghezza puoi regolare con precisione la grandezza dell’immagine; basta mezzo millimetro per ottenere n effetto molto diverso. Io ho messo 4mm solo come esempio, non perché quel valore vada bene. Se IconaT1.eps è l’unico file con il norme IconaT1 in quella cartella e se stai usando TeXLive come installazione del sistema TeX (come credo — a meno che tu non stia compilando con latex per ottenere un’uscita in formato DVI) puoi omettere l’estensione e scrivere solo il nome del file grafico.
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A parte il fatto che il pacchetto amsfonts viene già caricato da amssymb, quindi è una perdita di tempo invocarlo (anche se poi, amsymb, caricato dopo, se ne accorge e non lo ricarica), l’esempio di @Marluxia funziona come dovrebbe funzionare.Ma l’esempio non lavora nelle stesse condizioni del tuto documento, dove verosimilmente i caricano altre immagini prima di quella. Ora la coda delle immagini è condivisa con le tabelle e le note marginali e con pdflatex non accetta un numero di oggetti superiore a 18 (almeno coì sta scritto nella documentazione del file latix.ltx, che contiene tutte le funzionalità del cuore di LaTeX). il 19-esimo viene perso così come vengono persi gli altri eventuali successivi. Questa potrebbe essere una risposta alla tua domanda.
Un’altra risposta potrebbe essere che la tua installazione NON è la TeXLive 2016 aggiornata almeno a qualche giorno fa; forse è ancora la 2015; peggio ancora si tratta di MiKTeX, e quindi queste “vecchie” installazioni presentano dei difetti quando compilano a due colonne; il pacchetto per sistemare questi difetti dovrebbe essere ltxfix2e, le cui funzionalità sono ora integrate in TeXLive 2017.
Se il problema dipendesse da quanto ho ipotizzato per primo, dovresti dirci se diverse immagini sono finite alla fine dell’articolo e, nel caso, che cosa c’è scritto a proposito di floating objects nel file .log verso la fine, quando vengono emesse le ultime pagine.
Se invece fosse valida la mia seconda ipotesi, allora la soluzione è evidente: installa TeXLive 2016, aggiornala subito ad “oggi”, eseguendo il tutto dopo aver disinstallato TeXLive2015 o MiKTeX.
Se tutto ciò non bastasse, faccelo sapere che vediamo che cosa si può fare per lavorare su un esempio non minimale.
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L’esempio te l’ho fatto nel mio messaggio http://www.guitex.org/home/forum/5-tex-e-latex/109917-indice-dei-nomi?lang=en#109946In realtà ritengo che la cosa sia priva si senso anche se le due indicizzazioni appaiono in pagine diverse. Le voci dell’indice devono essere limitate a qei punti in cui si dice qualcosa di particolare a proposito del nome messo nell’indice. Ora i nomi dele riviste sono già nella bibliografia, quandi è privo di senso metterli nell’indice analitico; inoltre se l’informazioen di chi ha fondato al rivista e quando è importante, il luogo giusto per dirlo è la bibliografia.
Naturalmente questa è la mia idea di come comporre bibliografia e indice analitico; tu naturalmente sei padrone di fare come vuoi. Cerca solo di distaccarti dal modo umanistico di vedere le note e la bibliografia, dove lo stesso testo è citato nella bibliografia in modo completo e, spesso ancora in modo completo, in moltissime note. Questo sembra un ottimo modo per allungare il brodo; solo che a forza di allungarlo il brodo finisce per non sapere di niente.
Gli umanisti non me ne vogliano se non condividono e non apprezzano questo mio parere personale.
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Non hai allora altra scelta se non quella di mettere 15mm di binding correction, e di centrare al tua gabbia nei 210mm – 15mm = 195mm di spazio restante sul foglio; gli anelli vanno benissimo, ma non si può mantenere la gabbia centrata.Alternativa; metti la gabbia del testo centrata nel foglio A4, ma lascia a destra e a sinistra margini di 35mm; la gabbia sarà larga solamente 210mm-70mm=140mm, invece dei circa 210mm- 2x25mm= 160mm dell’impostazione predefinita. In questo modo la tua gabbia resta sufficientemente lontano dai fori per gli anelli, e questi, così lontani, non disturbano la vista d’insieme, cioè l’impaginazione. Avresti anche un vantaggio: potresti usare il margine esterno (quello di destra se stampi solo su un lato del foglio) per metterci delle brevi note marginali, tipo “vedi § 15.3 nella pagina 45”, realizzandolo con il meccanismo dei riferimenti incrociati, in modo che hai subito a portata di mano anche le destinazioni dei tuoi rinvii. Un margine esterno di 35mm, ti consente di usare una giustezza epr le note marginali di 30mm, con una separazione dal testo di 2mm, e la cosa potrebbe esserti moto utile.
Fatto qualche esperimento con del testo vero, potresti anche specificare il marigne interno di 30mm e quello esterno di 40mm.
Usa il pacchetto geometry per realizzare il disegno della paigna con le misure giuste; naturalmente devi leggere la documentazione di geometry: apri un terminale o prompt dei comandi, scrivici dentro texdoc geometry, premi il tasto “invio” e leggi.
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Perché nella prima indicizzazione (quella nel testo) il comando index è argomento di \textit e come tale viene letto e appare lo spazio dopo il \textit dento al comando \index (che è la stessa cosa di quello che ti ho detto io, cioè di non usare i comandi, ma le dichiarazioni e di aggiungere uno spazio dopo il comando \itshape nell’argomento del comando \index della parte testuale.
Confronta le voci che compaiono nel file .idx e constaterai che gli spazi dopo le macro sono gli stessi.Ma vuoi davvero usare le cose che hai messo nell’esempio?
Non ha senso perché la nota si riferisce alla stessa rivista il ci nome compare nella stessa pagina dove compare la nota; in sostanza avresti nell’indice dei nomiNome della rivista, 58, 58n
La cosa è del tutto assurda. Ecco perché bisogna stare attenti ad usare il minor numero di note possibili, senza ri-citare qualcosa che hai già detto nel testo.
Se vuoi davvero mettere una nota, tipo “Fondata da Merio Rossi, nel 1777” mettila nel campo Note della bibliografia, ma certamente è fuori luogo nella main matter, nella aprte principale del tuto documento.
::Bruno58″ post=109969Non ho capito cosa intendi
comunque avevo sbagliato a inserire sia codice che errore.
Il coìdice che ho utilizzzato per inserire l’immagine prima di ogni \section è
\renewcommand{\@seccntformat}[1]{\mbox{\includegraphics{FigureFISSE/IconaT1.eps}\quad\mbox{\csname the#1\endcsname}\hspace{0.5em}}}l’errore nel log è
tex:15: Argument of \@sect has an extra }.
\par
l.15 …ùòlkz xùlCome ti ha già detto un altro Claudio, ti pare sensato inserire il tuo quesito nella seziaone del forum intitolata “Perché registrasi?”.
Fallo un’altra volta e rischi di essere cancellato.Tornando al tuo quesito, le graffe del tuo comando non sono correttamante appaiate, proprio come dice il messaggio d’errore; che cosa siano poi quelle cose <ùòzlxk e simili, lo sai solo tu.
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Non so perché lasci le funzioni da derivare fuori del segno di derivata; non è sbagliato, ma è un po’ inusuale;Io scriverei così:`\[
\left\{
\begin{aligned}
\frac{\partial q}{\partial t} + \frac{\partial f}{\partial x} &= 0&&\qquad(PDE)\\
q(x,0) &= h(x)&&\qquad(IC)\\
q(x_{L},t) &= q_{L} (t)&&\qquad(BC)\\
q(x_{R},t) &= q_{R} (t)&&\qquad\\
\end{aligned}
\right.
\]
`
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`François\index{{\itshape François}} \footnote{François\index{{\itshape François}}}` con due spazi dopo \itshape nella parte testuale, e un solo spazio dopo \itshape nella nota.Continuo ad essere dell’idea che non si debbano usare macro nelle note.
Se i tuoi dati devono essere sempre in corsivo {perché? in genere i nomi delle persone, caso mai vanno in maiuscoletto, ma non negli indici analitici) sarebbe meglio, allora definire uno stile di indice analitico, un file .ist, che preveda lui di mettere in corsivo el voci, in modo da non dover usare macro nell’argomento di \index né quando sei nel testo né quando sei nelle note.
La documentazione di makeindex (texdoc makeindex) o in ind.pdf (texdoc ind) potrebbe dire come si fa, ma sarebbe meglio che questo te lo cercassi tu.Sapevo che le macro nelle note erano fastidiose; per analizzare il tuo problema mi sono accorto che lo sono più di quel che immaginavo. La soluzione che avevo escogitato per un altro problema di ordine alfabetico, che richiedeva di togliere gli spazi tranne quelli indispensabili, funzionava in quel caso, ma non funzionerebbe nel tuo.
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Probabilmente perché l’argomento della nota viene svilupato e successivamente eseguito, mentre quello nel testo viene solo eseguito; quindi il cmando per la cediglia arriva all’indice una volta così com’è, e una volta sviluppato. Questo sarebbe anche il motivo epr il quale il comando \verb, che funziona benisismo nel testo, nelle note si “rommpe” dimostrando la sua fragilità.È il rischio che si corre a mettere macro nelle note.
Comunque, visto che probabilmente usi sia la codifica d’entrata utf8 e la codifica dei font T1, e che probabilmente usi la tastiera italiana e disponi della ç, usala e vedrai che il nome è uno solo, non sono due diversi nomi.
Eccoti infatti la prova: considera questo semplice esempio:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}\usepackage{imakeidx}
\makeindex
\begin{document}
François\index{François} \footnote{François\index{François}}
\newpage
Fran\c{c}ois\index{Fran\c{c}ois} \footnote{Fran\c{c}ois\index{Fran\c{c}ois}}
\newpage
Francois\index{Francois} \footnote{Francois\index{Francois}}\printindex
\end{document}`Esegui e vedrai che le voci relative alla pagina 2, dove hai usato il comando per la cediglia, sono diverse. Infatti il file .idf è così:`\indexentry{Fran\IeC {\c c}ois}{1}
\indexentry{Fran\IeC {\c c}ois}{1}
\indexentry{Fran\c{c}ois}{2}
\indexentry{Fran\c {c}ois}{2}
\indexentry{Francois}{3}
\indexentry{Francois}{3}`Delle coppie di voci, la prima è l’indicizzazione nel testo, la seconda nella nota.
Per quel che riguarda la pagina 2, per esempio c’è uno spazio dopo \c che non c’è nella versione della voce tratta dal testo; Perché Proprio eprché nel testo la stringa da indicizzare è stata riprodotta verbatim, mentre nella nota la stringa da indicizzare è stata recuperata dopo aver scritto il testo delle note in un insert register e averlo riletto per comporre la nota; ogi macro viene semrpe scritta con il suo spazio di terminazione del nome.
Se invece vedi le due righe relative alla pagina 1, noto che la ç è stata trasformata in una serie di macro dopo diversi passaggi sia nel testo sia nella nota e le due stringhe sono uguali.
Come fare per evitarlo? Usi ç invece di \c{c}.
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Non capisco la domanda; infatti anche la derivata parziale è incolonnata, infatti tutte le equazioni sono con segni = bellamente uno sotto l’altro, perfettamente incolonnati, inve se vuoi le annotazioni incolonnate devi raddoppiare i segni & che li precedono; Nella guida di amsmath è spiegato come sono sistemati il punti di allineamento.
Invece è del tutto fuori lluogo l’ambiente align per una equazione soltanto.
Eccoti il tuo Esempio Mnimo Compilabie riveduto:`\documentclass[11pt,a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}\usepackage{etoolbox}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{wrapfig}
\usepackage{subfig}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{multirow}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{engtlc}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{mathtools}\usepackage{pgfplots} %pacchetto per grafici
\begin{document}
Il nuovo problema prende nome di equazione non lineare scalare ai valori al contorno $I.B.V.P. -Initial~Boundary~Value~Problem-$ si scriverà sotto forma di:
\begin{equation}
\left\{
\begin{aligned}
\frac{\partial q}{\partial t}&= 0&&\qquad(PDE)\\
q(x,0) &= h(x)&&\qquad(IC)\\
q(x_{L},t) &= q_{L} (t)&&\qquad(BC)\\
q(x_{R},t) &= q_{R} (t)&&\qquad\\
\end{aligned}
\right.
\end{equation}\end{document}
`
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Appunto, nell’esempio della documentazione NON è riportato come argomento di \addfontfeatures, ma come opzione di \fontspec.Quello che puoi fare selettivamente è di definire un’altra famiglia di font che contenga il maiuscoletto, per esempio \spacedcaps dove nell’usare il comando \newfontfamily fra le opzioni segni anche il valore di WordSpace; così nel testo normale usi \scshape e nei titoli usi \spacecaps.
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