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\addfontfeature è un comando definito dal pacchetto fontspec, usabile solo con xelatex e lualatex.O lavori con pdflatex e chiami un pacchetto di font che contenga il maiuscoletto (lmodern, fourier, kpfonts, neewtxtex, newpxtext, ed altri) o lavori con xelatex o lualatex e non imposti inputenc e fontenc, ma usi fontspec e imposti i font come meglio credi; di default, se non imposti nessuna famiglia particolare di font OpenType, vengono usati i Latin Modern OenType; i fotn della collezione TeX Gyre, dispongono tutti del maiuscoletto; i font Linux Libertine O, altrettanto; giusto per citare alcuni font di cui ogni installazione completa del sistema TeX dispone.
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Personalemente non ne conosco altre, anche perché evito el note con grande cura ed evito con grande cura di mettere riferimenti all’indice analitici nelle parole che compaiono in nota. Capisco che la soluzione che ti ho indicato può essere legata al fatto che è stata richiesta dagli autori che usano ledmac, eledmac, reledmac, per comporre edizioni critiche, dove quei pacchetti possono creare fino a 5 diversi apparati di note; cercare nelle nell’indice chi fosse Carneade, che è talmente ben conosciuto che è stato citato solo in uno dei 5 apparati di note; cercare quindi Carneade nel corpo del documento comprese le note diventa difficile se non si specifica che va cercato in nota, ma quale?Ecco allora che una voce da indicizzare aaabbb, da inserire come sottovoce di cccddd, a sua volta sottovoce di eeefff, fa si che nel file .idx vada a finire una stringa del tipo [tt]eeefff!cccddd!aaabbb@aaabbb|nn{157}[/tt] Al momento di indicizzare la voce da parte di makeindex, tutta la stringa da eeee fino al segno | viene confrontata con le altre per mettere il tutto in ordine alfabetico; è ovvio che se tutto quel che precede il numero della pagina è uguale a quello di altre voci, il numero della pagina viene inserito in aggiunta i numeri già presenti per quella voce, ma se è diverso viene creata un’altra voce.
Quindi esamina il file .idx per vedere come è fatta la voce per il tuo riferimento; se vedi delel discrepanze, correggile, ma se sono uguali, a parte il numero della pagina e il modo di scriverlo, non c’è niente da fare.
Se non te la senti, mandaci un esempio minimo compilabile che riproduca il tuo problema: stessi pacchetti relativi agli indici, ma senza altri pacchetti che non abbiano nulla a che vedere con gli indici; col minimo di testo necessario per replicare il problema; e vediamo che cosa riusciamo a dirti; magari io non riesco a dirti niente, ma qualcun altro, abituato a citere nell’indice anche parole delle note e con la lettera n aggiunto al numero della apgina, ti può dire qualcosa.
La documentazione per gli indici si troava nei documenti makeindex.pdf, makeindx.pdf e ind.pdf, oltre al già citato imakeidx.pdf; li puoi leggere tutti dando nel terminale il comando texdoc seguito dal nome del file senza l’estensione .pdf.
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In effetti mi mancava la riga giusta per luajittex con l’opzione del formato espressa come opzione con doppia lineetta. In fetti a me viene scritto`…
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* fontspec warning: “tu-clash”
*
* I have found the tuenc.def encoding definition file but the TU encoding is
* not defined by the LaTeX2e kernel; attempting to correct but you really
* should update to the latest version of LaTeX2e.
*************************************************
(/usr/local/texlive/2016/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
(/usr/local/texlive/2016/texmf-dist/tex/latex/base/tuenc.def)
(/usr/local/texlive/2016/texmf-dist/tex/latex/base/tulmr.fd)LaTeX Font Warning: Font shape `TU/cmr/m/n' undefined
(Font) using `TU/lmr/m/n' instead on input line 105.(load luc: /Users/claudio/Library/texlive/2016/texmf-var/luatex-cache/generic/f
onts/otl/lmroman10-regular.lub))
…`ma poi l’errore non provoca un arresto e nel file prodotto non compare nessuna tilde.Gli errori che compaiono nel tuo ultimo messaggio sembra che non abbiano effetto qui da me; ho aggiornato MacTeX il 27/2 la sera tardi, quindi 3 giorni fa. Le due righe “incriminate”`\DeclareTextComposite{\^} \UnicodeEncodingName {}{“005E}
\DeclareTextComposite{\~} \UnicodeEncodingName {}{“007E}`servono per definire il caret e la tilde isolata da usare come simboli autonomi, in modo che quando scrivi [tt]\~{}[/tt] ti venga la tilde da sola; anolagamente per il caret/circonflesso. Qualche riga più in basso compaiono i comandi simili con ona A o una a come primo argomento, per cui la tilde viene messa sopra la A o la a. Poco prima ci sono le due righe che contengono i simboli unicode per \^ e \~ e dal codice che hanno ho il sospetto che siano indicati come “self combining accents”; non ho verificato sulla tabella unicode, ma è un sospetto che ha un suo senso.
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Benvenuto nel forum.Non puoi avere la moglie ubriaca e la botte piena. Se ti piace l’impaginazione che hai creato con LaTeX, è impossibile che la foratura per gli anelli ti lasci la stessa bellezza, sia per la presenza degli anelli, sia per il fatto che otticamante disturbano i margini.
Tuttavia alcune classi e/o alcuni pacchetto prevedono una binding correction che si può specificare o che viene inserita di un ammontare fisso. Per “correggere” l’effetto ottico della curvatura dei fogli nel marigne interno è possibile specificare delle binding corretion di pochi millimetri, non più di 7 per un foglio UNI A4, altrimenti tutto il blocco vien spostato troppo a destra nele pagine dispari e troppo a sinistra nelle pagine pari. Per un raccoglitore ad anelli la correzione dovrebbe essere di circa 15 mm.L’alternativa è lasciare i margini come sono e farti rilegare il fascicolo degli appunti in quelle copisterie che producono anche le tesi; se scegli una legatura in brossura di cartoncino leggero e incollata ti costa poco; se vuoi gli appunti cuciti, ti può costare molto: cucire i fogli A4 richiede una cucitura trasversale che implica anche una forte curvatura delle pagine dal alto interno. Se però dai in copisteria il file PDF è possibile che siano abbastanza attrezzati per imporre le pagine su fogli A3 a formare delle segnature di 4 fogli, 8 pagine, 16 facciate, che poi possono esse cucite normalmente a mano con filo refe, e poi legati, magari con copertina rigida; lo si fa spesso con le tesi di laurea, quindi esistono delle copisterie in grado di farlo, anche se non sono tutte le copisterie esistenti. Costa di più ma se ci tieni potrebbe valere la pena.
Al contrario non usere le legature a spirale, nel le legature in plastica a pettine, perché non durano nel tempo ed ahnno gli stessi inconvenienti delle legature ad anello.
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Ho esaminato il pacchetto floatflt e l’ho controllato sperimentalmente.Intanto la documentazione dice che l’opzione H non è riconosciuta. Se anche lo fosse con questo tipo di float o con i float normali, non dovrebbe essere mai usata. Se la si usa possono succedere gli inconvenienti che lamenti, anche se mi pare strano che possa succedere, visto che non fa parte delle opzioni riconosciuta da floatingfigure, che sono solamente [tt]l, r, p, v[/tt].
Ho ocnsatatato che l’ambiente non deve avere righe bianche né prima né dopo, ma deve essere inserito fra due parti di testo contigue, in sostanza, per essere sicuri, fra le righe di un capoverso. Non è che non funzioni per niente, ma la tua semplice numerazione manuale non vien più composta centrata. Il codice che ho usato io è`\begin{floatingfigure}{0.3\textwidth}\centering
\includegraphics[width=0.3\textwidth]{logopolito}\medskip
Fig. 24
\end{floatingfigure}`
il comando \centering centra tutto il materiale della figura e \medskip sembra più adeguato rispetto a uno spazio grande ottenibile con \bigskip.Certamante senza opzioni l’algoritmo creato dal pacchetto floatflt sposta la figura mobile anche in una pagina successiva se non ci sta nella pagina corrente.
Il pacchetto floatflt è del 1998 e da allora nessuno ci ha più messo le mani. Avrebbe delle prestazioni interessanti, ma wrapfig le ha certamante migliori, anche se sono diverse; wrapfig permette alla figura di protrudere nel margine adiacente, per esempio, mentre floatflt non lo fa.
Non sono riuscito a replicare il tuo errore.
Probabilmente è dovuto al fatto che sei vicino ad un comando di sezionamento o in prossimità di una fine di capitolo; prova a spostare quell’ambiente (dopo aver tolto l’opzione H) un capoverso più indietro e vedi che cosa succede.
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OK, il pacchetto si chiama floatflt e l’hai caricato insieme a graphicx, cosa perfettamente lecita.Ora si può andare a leggere la documentazione; tu l’hai letta? Se non l’hai fatto, apri un terminale o prompt dei comandi, come si chiama nel tuo sistema operativo quella finestra dove ci si scrivono i comandi dentro; scrivici dentro texdoc floatflt e poi premi il tasto “invio”; dovrebbe aprirsi una finestra con la documentazione di quel pacchetto, il suo uso e le sue possibilità/funzionalità.
Intanto la leggo anch’io e poi vedrò che cosa posso dirti.
Se davvero floatingfigure fa quello che dici, è strano, perché qui sul forum tutti hanno sempre usato il pacchetto wrapfig; non vuol dire niente, perché per gli stessi problemi ci sono spesso nel sistema TeX diversi file che li risolvono in modo diversi e con diverse funzionalità.
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Sono riuscito a creare il formato luajitlatex.fmt ma non riesco a lavorarci su nemmeno dalla linea di comando.Tuttalvia il tuo MWE con lualatex funziona benissimo, come dici anche tu. quindi il problema deve essere collegato a luajittex e/o al suo formato.
Mi pere di ricordare che anche tu avessi avuto dei problemini a creare un engine o comunque un eseguibile luajitlatex da usare da linea di comando con il formato giusto. è vero o ricordo male? Ne avevi scritto qualcosa sul forum? in che messaggio?
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Spiegati bene: vuoi la didascalia a fianco dell’immagine, o vuoi che il testo giri attorno all’immagine?Nello stesso tempo, se non ci spieghi da dove viene l’ambiente floatingfigure non riusciamo a capire le tue esigenze.
Che pacchetto hai usato per poter disporre di floatingfigure? Mi sembra una domanda semplice a cui puoi dare risposta con una sola parola: il nome del pacchetto.
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Siccome l’ambiente floatfigure non è standard, dove hai trovato questo ambiente?Secondo me questo codice flottante e nativo di LaTeX fa quello che vorresti fare tu:`\begin{figure}[H]{0.3\textwidth}
\includegraphics[width=0.3\textwidth]{nomedelfile.pdf}
\bigskip\makebox[\textwidth]{Fig. 24}
\end{figure}`
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Non ho provato a vedere se funziona, ma io propenderei per una soluzione che tratti i grafici come figure ma con la dicitura Grafico al posto di Figure, un qualcosa come questo`\newenvironment{grafico}[1][tbp]
\renewcommand{\figurename}{Grafico}
\begin{figure}[#1]}{\end{figure}}`
Certo i grafici composti in questo modo andranno a finire nell’elenco delle figure.
Comunque accertato che funzioni, si può sempre cercare di aggiungerci le variazioni necessarie per produrre i dati per una lista dei grafici distinta dlal lista delle figure.
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