OldClaudio

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  • in risposta a: Titolo fra barre orizzontali #109463
    OldClaudio
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      Il testo del titolo forma una scatola che puoi visualizzare racchiudendolo nell’argomento del comando \frame; se ci sono ascendenti e/o discendenti la scatola cambia dimensioni, perché essa è larga quanto il titolo composto nel font scelto, è alta quanto il più alto dei caratteri che formano il titolo, ed è profonda quanto il più profondo dei caratteri che formao il titolo.

      Con le sole lettere maiuscole o colo solo maiuscoletto minuscolo l’unica lettera che potrebbe discendere sotto la linea di base è la Q.

      Ora i 5pt che inserisci sopra o sotto il titolo per distanziare i filetti, li distanziano da questa scatola ideale. è ovvio che l’effetto ottico può essere molto diverso a seconda della forma delle lettere che formano il titolo; questo effetto è sostanzialmente trascurabile, senz’altro trascurabile se manca la Q, quando si usano solo lettere maiuscole o solo le minuscole del maiuscoletto.

      Probabilmente scrivendo in tondo senza usare solo le maiuscole, l’effetto dipendente da ascendenti e discendenti piò essere ridotto se invece di quei 2mm scarsi di distanza usi una spaziatura di una decina di millimetri.

      Un altro modo per rendere la distanza abbastanza costante è quella di usare un pilastrino (\strut) all’inizio del titolo. Il pilastrino \strut definiti da LaTeX è un oggetto invisibile di larghezza nulla, di altezza pari a quello di una parentesi tonda e di profondità pari alla medesima parentesi. In questo modo la scatola ideale che racchiude il titolo viene ad avere l’altezza e la profondità costanti, indipendentemente dalla presenza di ascendenti e discendenti. una ulteriore spaziatura verticale dei due filetti li mantiene a distanza costante indipendentemente dalle lettere del titolo. Tuttavia scrivendo in maiuscolo e minuscolo resta uno spazio vuoto sopra le lettere minuscole senza ascendenti che fa apparire il filetto superiore più distante dal titolo di quanto appaia per il filetto inferiore, ma a questo non puoi porre rimedio se non aggiustando individualmente le distanze a seconda di quali lettere compongano il titolo: è un effetto ottico, non è una cosa misurabile. Se aumenti entrambe quelle distanza questo effetto ottico diminuisce molto, ma non sparisce.

      OldClaudio
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        Sì, in effetti lavorando con TeXworks e la sua interfaccia grafica hai qualche problemino.

        Intanto il file sorgente deve contenere \jobname e non jobname; \jobname è la macro che contiene il nome del main file mentre jobname è solo una stringa letterale. Premi il bototne verde e nella cartella apparirà anche il file prova.bib se il main file si chiama prova.tex.

        Tolto questo errore, bisogna manomettere le impostazioni di TeXworks. Vedi sotto
        Il modo più semplice è cliccare su Preferenze o Preferences (a seconda della lingua che hai impostato per TeXworks) scegli la sezione Typesetting e li trovi i vari motori che puoi usare per fare le operazioni necessarie con TeXworks; seleziona BibTeX e poi scegli Edit; nella seconda finestrina dall’alto c’è scritto bibtex; cancella tex e inserisci er, in modo che si legga biber. clicca sul bottone OK.

        A questo punto quando vuoi creare la bibliografia, nella finestrina accanto al bottone verde scegli BibTeX (che ora, con la modifica fatta implica il lancio di biber) e poi clicchi il bottone verde; se non ci sono errori (e nel file di prova non ce ne sono) il tutto finisce senza messaggi di nessun genrare nela sottofinestra in basso dove eventualmente compaiono gli errori.
        riscegli pdflatex dalla finestrina accanto al bottone verde e clicca; “miracolosamante” ti appare la bibliografia.

        Attenzione: dovrebbe esserci un modo per aggiungere un a riga alla lista dei motori in modo che tu abbia la possibilità di mantenere sia BibTeX sia Biber; per quelche motivo suol mio TeXworks non riesco a farla funzionare, ma ci studio sopra un poco. Casomai aggiungo a questo messaggio ulteriori spiegazioni.

        Ecco le ulteriori spiegazioni.
        Ripristina il motore bibtex se per caso hai già fatto quello che ti ho scritto sopra: seleziona lo stumento BibTeX e clicca si edit; cancella biber e scrivici bibtex, se hai indica l’estensione .exe, lasciagliela. Premi OK
        Poi
        Premi preferenze e segli la sezione Typesetting; accanto alla finestra inferiore premi +
        Ti si apre un dialogo: nella prima finestra in alto c’è l’invito a scrivere il nome di uno strumento: scrivici Biber
        Passa nella seconda finestra dall’alto e scrivici dentro biber.exe se sei su Windows o semplicemente biber se se su Mac o Linux.
        Clicca dentro al terza finestra e poi premi il + che vi appare a destra; ti appare l’invito a indicare la lista degli arogmenti da passare a biber; scrivici semplicemente $basename

        Eventualmente usa le frecce a destra di questa finestra per spostare il nome Biber più in alto; non è obbligatorio, ma io lo sposterei subito sotto BibTeX e sopra Makeindex.
        premuto OK, ora il tuo TeXworks dispone anche di Biner per comporre la bibliografia; quando la vuoi comporre con Biber, scegli questo strumento dalla finestrina accanto al bottone verde.

        in risposta a: Inserire immagini con didascalia nel comando framed #108194
        OldClaudio
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          Come ho detto non puoi mettere ub ambiente flottante dentro un ambiente fixed; l’erroe che ricevi dice proprio questa semplicefrase, che bob puoi mttere ub ambinte mobile detro un altro ambiente.

          Pero, purché non comporti un fine pagiba. puoi mettere dentro un ambiente flottante quello che ti pare.

          in risposta a: [RISOLTO] Compilatore fai-da-te #109551
          OldClaudio
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            Con un peso di soli 187MiB, non compili quasi niente; ogni distribuzione completa del sistema TeX impegna su disco circa 5GiB.
            Su CTAN ci sono anche le informazioni/istruzioni per avere TeXLive su chiavetta. Non ne ho mai fatto uso, ma la possibilità c’è e funziona per qualunque piattaforma.

            In compenso ho sentiro dire che ci sono dei compilatori LaTeX nell’etereo universo virtuale; non ne ho mai usati, ma chi li usa dice che sono piuttosto buoni. Una volta che hai scoperto come accedervi, puoi fare uno script che lanci il file .tex nella “nuvola”, la quale ti restituisce il PDF compilato che poi leggere con i soliti Reader o Sumatra o Okular, o Preview, o quello che hai a bordo per leggere i file in formato PDF.

            Ma a questo punto mi domando se valga la pena servirsi della “nuvola”; per l’uso che ne faccio io, la risposta è no, ma ognuno di noi fa cose diverse, quindi ha necessità diverse.

            in risposta a: Fonti iconografiche #109636
            OldClaudio
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              Si ci sono dei pacchetti che fanno cose simili, ma una cosa è una sitografia, un’altra è un descrizione iconografica più dettagliata; Io userei in un’appendice solamente un ambiente description del tipo
              `
              \begin{description}
              \item[Pagina \pageref{fig:pippo}, figura \ref{fig:pippo}] Figura tratta dalla rete: \url{www.sito.net/…}
              \item[Pagina \pageref{fig:pluto{, figura \ref{fig:pluto}] Fotografia di Mario Rossi, per gentile concessione dell'autore.
              …
              \end{description}
              `
              Naturalmente puoi definirti una macro, per esempio [tt]\def\Item[#1]{\item[Pagina \pagered{#1}, figura \ref{#1}][/tt] inmood da poer scrive una volta solo l’etichetta:`\Item[fig:pippo] Figura…`

              in risposta a: Aiuto su Texworks #109632
              OldClaudio
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                Indrjo, @Maluxia ha scritto bene. Ma direi che non faresti le domande che hai fatto (giustamente, eprché sei neofita e benché interessato all’informatica, ancora ne sai poco).
                Ovvio che non ti sto rimproverando per le domande che hai fatto, ma ti sto sollecitando a documentarti, perché il sistema TeX non è una cosetta come Word, che è una macchina da scrivere intelligente, adatta per li lavoro di ufficio.
                Con Word dici di aver scritto anche della matematica, ma quando avrai imparato ad usare il sistema TeX, ti renderai conto di quale pochezza sia quella matematica.

                Perciò dalla sezione documentazione di questo forum hai i link per scaricare:
                1) LaTeX per l’impaziente
                2) L’Arte di scrivere con LaTeX
                3) il LaTeX Reference Manual commentato
                4) Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX

                Queste guide sono tutte in italiano. Poi ci sono le Guide tematiche (tutte in italiano.

                Ma senza mettere torppa caren al fuoco comincia dalla guida 1), un centinaio di pagine che si leggono in un fiato.
                Poi quando non ti basta più, passi alla guida 2) un paio di centinai di pagine, sempre per neofiti.
                La guida 3), circa 170 pagine, dovrebbe essere la guida da leggere per prima, ma sono convinto che si meglio tenerla a portata di mano per consultazioni random
                La guida 4) è un malloppone di quasi 800 pagine; la leggerai quando sarai più ferrato.

                Quello che hanno in comune queste guide è l’assioma “LaTeX non è Word” e nemmeno uno degli altri word processor — macchine da scrivere intelligenti, ottime machcine ma certamente non programmi per la composizione tipografica.

                E siccome LaTeX non è Word, bisogna prima capire che cos’è. Il sistema TeX, e la sua parte che è formata da un linguaggio di programmazione che si chiama LaTeX, serve per trasformare un file con estensione .tex, che contiene il testo da comporre e le istruzioni stilistiche per comporlo, in un file PDF che contiene il testo composto.

                Occorre poi un editor con visualizzatore PDF integrato: questo editor serve per scrivere il file .tex, per lanciare la compilazione con uno dei programmi basati sul linguaggio LaTeX, per esempio il programma pdflatex.exe, e, finit ala compilazione, per vedere il risultato della composizione.

                YAP, distribuito con altri sistemi TeX diversi da TeXLive, serve solo per la terza funzione, ma non per visualizzare il file in formato PDF, ma per visualizzarlo in formato DVI che si produce con un altro applicativo del sistema TeX. Il formato DVI era il formato di uscita nativo del sistema TeX 30 anni fa; oggi è virtualmente abbandonato.

                Fra le distribuzioni del sistema TeX, non ho nessun dubbio che la distribuzione TeX Live sia la migliore, se non altro perché le altre prendono da questa, e non sono prodotti originali del TeX Users Group, che è l’associazione che cura la manutenzione e l’aggiornamento del sistema TeX.

                Fra gli edito che hanno il vusualizzatore PDF integrato e che girano su Windows, su Mac e su Linux, ci sono TeXworks (che hai già), TeXstudio e Texmaker, tutti multipiattaforma e con visualizzatore integrato; le prestazioni sono simili; il primo dovrebbe essere più indicato per il principianti, il quali non lo apprezzano abbastanza perché i loro bordi non sono pieni di icone da cliccare; il secondo e il terzo sono parenti stretti, ma il secondo per molti è migliore del terzo. Tutti e tre hanno la finesra di visualizzazione sincronizzata con la finestra di editing, per cui cliccando in un punta di na delle due finistre il cursore si sposta nel punto corrispondente della seconda. Il processo separato nelle tre funzioni svolte da tre programmi diversi: editing, composizione, visualizzazione, si chiama composizione asincrona, mentre il modo di mostrare il risultato subito sullo schermo che usano Word e i suoi simili si chiama composizione sincrona. la composizione sincrona richede di usare tutta la forza del programma per avere una visualizzazione del testo composto quasi istantanea sullo schermo e questa velocità va a scapito della qualità della composizione; invece la composizione asincrona permette all’utente di concentrarsi su quello che scrive, non sulla sua forma, perché disponendo dell’intero testo il programma di composizione può fare delle scelte che non prendano in considerazione il singolo carattere o la riga nel quel il carattere vien inserito, ma pò prendere in considerazione interi grossi blocchi di testo.

                Non te la faccio più lunga, perché altrimenti ti scriverei un centinaio di schermate, ma c’è tutto scritto nelle guide che ti ho indicato.

                in risposta a: bash e linee di comando UNIX nella classe memoir #109589
                OldClaudio
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                  Anche fancyvrb può estrarre e stampare un intervalo di righe da un file ca comporre Verbatim; Sta tutto scritto nella sua documentazione.
                  Io con fancyvrb e xelatex e un po’ di FORTRAN ho fatto cose che probabilmente con LuaLaTeX si sarebbero potute fare meglio, ma che un anno fa non mi sarei nemmeno immaginato.

                  Tanto per intenderci: prendere un elenco di esercizi a risposte multiple chiuse, scrivere le spiegazioni per ogni risposta giusta o sbagliate, rimescolare esercisi e spiegazioni in modo casuale mantenendo però corretti i collegamenti ipertestuali da ogni esercizio alle sue risposte, ritornando all’esercizio dopo una spiegazione per risposta sbagliata e procedendo all’esercizio successivo dopo la spiegazione della risposta giusta. Il file PDF finale è illeggibile in modo sequenziale, quindi non si possono sbirciare le risposte per poi passare all’esercizio successivo, ma bisogna necessariamente seguire la sequenza dei collegamenti ipertestuali. Sembra che sia un ottimo metodo per obbligare a risolvere gli esercizi. Purtroppo non posso mostrare il codice che fa queste cose, perché sono private dell’ateneo che me le ha richieste.

                  Grazie codifica UNICODE (solo xelatex e lualatex); grazie fancyvrb (lavora benissimo con UNICODE ed esegue benissimo lettura e scrittura di file in modo verbatim con quella codifica); grazie FORTRAN (che nonostante i suoi anni, esegue quel che ha da fare ad una velocità non confrontabile rispetto rispetto a quella ai linguaggi interpretati, nel senso che é di alcuni ordini di grandezza più veloce). Mi ero ripromesso di usare lualatex al posto di FORTRAN per eseguire lo scrambling in modo tale da non avere mai due elementi adiacenti che rimangano tali anche dopo lo scrambling. Ma il tempo che consumerei per imparare ad usare Lua, mi sembra eccessivo e mi pare che il gioco non valga la candela.

                  Questa è anche una parziale risposta a Ivan che si chiede quali vantaggi un normale utente ricavi da xelatex e lualatex.Nessun vantaggio per cose normali, ma molti vantaggi per cose fuori dal comune.

                  in risposta a: Installazione TeXlive #109621
                  OldClaudio
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                    Non solo correggere il PATH, ma eventualmente correggere anche la registry di WIndows.
                    Con i sistemi UNIX queste cose sono molto più semplici, perché quando si disinstalla un programma con le sue diendenze, il programma di disinstallazione sa esattamente che cosa fare per cancellare i necessario senza cancellare anche qualche dipendenza.
                    Con Windows bisogna agire attraverso il pannello delle impostazioni scegliendo la voce Aggiungi/Rimuovi e poi scegliere dalla lista dei programmi nstallati; ma bisogna fare le cose bene altrimenti si incricca il sistema operativo e bisogna reinstallare tutto. Se si elimina un programma spostando le sue cartelle (il suo albero di cartelle) nel cestino, si toglie il programma dai piedi ma restano tutte le impostazioni nella registry.
                    Per agire sulla registry, non solo bisogna farlo da administrator, ma bisogna usare un programma apposito, che dopo più di 10 anni che non uso più Windows non mi ricordo più come si chiami, e bosgna eeliminare le tracce del programma da tutti i numerorsi sottoalberi della registry.
                    Non ci sarebbe da sorprendersi se dicessi che questo è uno dei motivi per il quali ho abbandonato Windows. E mal me ne incolse, perché quando devo inviare il mio UNICO all’Agenzia delle Entrate, il modulo per il Mac non funziona e devo operare sul PC Windows di mia moglie. Per fortuna ho questo inconveniente solo una volta all’anno 👿

                    in risposta a: Inserire immagini con didascalia nel comando framed #108192
                    OldClaudio
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                      Non ci crederai ma non ho mai usato subfigure; alla mia età se non pratico certe cose con una certa frequenza, me le dimentico; quindi continuo ad usare l’ambiente picture, con il quale faccio tutto quello che voglio; naturalmente ci vuole un po’ più di olio di gomito, ma sono svincolato completamente dai limiti dei pacchetti preconfezionati. Occhio e croce direi che subfig potrebbe funzionare anche dentro framed, ma non ci metterei le mani nel fuoco; non ti resta che provare e se funziona, ti prego, fallo sapere anche a noi popolo del forum. Grazie mille.

                      in risposta a: [RISOLTO] Articoli non citati con “In:” in bibliografia #109529
                      OldClaudio
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                        La virgola dopo il punto non ci vuole: non Wodak, D., and ma Wodak,D. and

                        la virgola e la stirnga and hanno ruoli diversi che non devono interfarire.

                        Per la sequenza che ottieni, essa segue il criterio che il nome, puntato o no, va sempre prima del cognome, ma che la regola non vale per il primo autore, perché in una bibliografia del tio autore-anno, non si riuscirebbero a trovare i testi se il congome del primo autore non fosse usato come stringa di elencazione alfabetica.

                        Questa è la spiegazione, ma qualcuno più esperto di me potrebbe avere una soluzione peri nomi dopo i cognomi (brrr, burocratese) per tutti gli uaotri. 🙂

                        in risposta a: Inserire immagini con didascalia nel comando framed #108189
                        OldClaudio
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                          No, l’ambiente framed non è mobile, quindi non puoi metterci dentro un oggetto mobile.

                          Però puoi metterci dentro un oggetto fisso, per esempio con un `\begin{framed}
                          testo
                          …
                          \begin{center}
                          \includegraphics[…]{…}
                          \captionof{figure}{…}
                          \end{center}
                          …
                          altro testo
                          \end{framed}`Ne avevamo già parlato mi sembra, senza fare riferimento al framed, ma ne avevamo già parlato in un precedente messaggio.

                          in risposta a: Problema in Equazioni con testo #109602
                          OldClaudio
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                            Questo è un forum frequentato da gente un po’ particolare, sì… Comunque, @OldClaudio esagera: frazioni e, più in generale, operazioni in cui gli operandi sono brevi brani di testo s’incontrano anche nei libri stampati, e non parlo solo dei testi scolastici o delle istruzioni del modello Unico per la dichiarazione dei redditi.

                            😉 Lo so benissimo che frazioni col testo si usano spesso e volentieri, ma non necessariamente le istruzioni del modello UNICO sono da prendere a modello e la cosa è tollerabilissima in testi informali. Se ho fatto quei commenti, è perché non mi sembrava che @calcioscacchi stesse scrivendo un testo in burocratese o un testo informale; tuttavia gli indicato la soluzione, che mi sembra gli sia stata utile. 🙂

                            Quando faccio quei commenti mi riferisco alle norme ISO, vincolanti per “physics and technology”, anche perché sono riprese dalle norme UNI, che in Italia hanno valore di legge; vincolanti, insomma, nella matematica delle grandezze misurabili; quelle norme non sono vincolanti per i matematici e per chi scrive di matematica pura. Purtroppo molti fisici e molti ingegneri ignorano totalmente quelle norme o, se sanno che esistono, non gliene importa niente. Esempio: a laureandi in ingegneria civile che scrivevano correttamente le quote dei disegni progettuali come m, m2, m3, si sono visti correggere le loro tesi con ml, mq e mc, con la spiegazione che in cantiere i muratori e i capimastri non capirebbero quelle scritture con gli esponenti — come se una tesi di ingegneria civile dovesse finire in cantiere per essere interpretata da muratori e capimastri, i quali non capiranno mai la notazione corretta, quella con gli esponenti, se non gliela si mostra nemmeno. Non parliamo poi della maggior parte dei maestri elementari che continuano a violare ogni norma relativa alle grandezze misurate. Debbo dire che nemmeno alcuni docenti delle secondarie inferiori e superiori sembrano essere al corrente del fatto che l’ortografia matematica delle grandezze è soggetta a norme internazionali e nazionali.

                            Probabilmente non è il caso di @calcioscacchi; ma gli informatici (ingegneri e scienziati) è si comportano abitualmente così, visto che non sono abituati alle variabili matematiche, ma alle loro stringhe che chiamano variabili; non hai idea degli improperi che ho ricevuto da alcuni informatici dopo la pubblicazione su TUGboat di un mio articolo che descriveva le norme ISO per la scrittura della matematica dei fisici e degli ingegneri.
                            Invece Barbara Beeton, matematica e socia dell’American Mathematical Socienty, direttora (secondo la Crusca sembra che “direttrice” sia una parola not politically correct…) responsabile di TUGboat e, a quel tempo, anche capo redattore di TUGboat, in entrambi i ruoli persona molto intelligente, colta e capace, ha apprezzato moltissimo l’esposizione di quelle norme e ne ha fatto una specie di regola redazionale per quella nostra rivista.

                            in risposta a: bash e linee di comando UNIX nella classe memoir #109587
                            OldClaudio
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                              Non ho capito perché hai dovuto fare acrobazie con TeXLive Utility.app. Ti sarebbe bastato installare MacTeX 2016 che arriva e si installa da solo l’ultima versione del pacchetto e che contiene già TeXLive Utility.app. L’installazione però è eseguita con un .pkg creato a gungo scorso, quindi va aggiornata subito; bene inteso usando il TeXLive Utility.app appena installato. Serra non ha da dire niente a proposito dell’ .app non verificata da Apple, e se dicesse qualcosa basta aprirla Una tantum} con un alt+click come hai fatto tu.
                              Ma l’installazione con MacTeX.pkg installa anche TeXShop e altri programmi adatti al Mac come LaTeXit per la matematica e BibDesk per la bibliografia. Ricordatene a giugno prossimo quando ci sarà da installare MacTeX-2017. Ricorda anche che il cuore di questa installazione non è altro che TeXLive con qualche aggiunta per il Mac.

                              in risposta a: Problema in Equazioni con testo #109599
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Se proprio ci tieni a scivere una cosa che viola tutte le regole possibili di scrittura della matematica, allora, suppongo che tu abbia caricato il pacchetto amsmath, altrimenti caricalo e scrivi`\begin{equation}
                                \text{ROE}=\frac{\text{utile netto dell'esercizio}}{\text{patrimonio netto}}
                                \end{equation}`

                                in risposta a: bash e linee di comando UNIX nella classe memoir #109583
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Il sistema TeX in effetti privilegia i contenuti rispetto alla forma, ma se dedichi un’ora alla forma è tanto, mentre per le dispense o gli appunti dedichi molto di più, molte settimane, direi, per non parlare di diversi mesi.
                                  Per mia esperienza un testo didattico di 250 pagine richiede un anno (ovviamente non a tempo pieno, perché bisogna pur sempre le cose per le quali ci pagano lo stipendio, tuttavia…)

                                  Veniamo al tuo caso. Hai cominciato col piede sbagliato; hai scelto un template americano, mentre la classe book ti sarebbe stata più che sufficiente; qui ti metto lo stesso template corretto per le dimensioni europee, ma ci sarebbero altre cose da correggere che dipendono dalle scelte che vuoi fare. `% !TEX TS-program = LuaLaTeX
                                  % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  \documentclass[9pt]{memoir}

                                  \usepackage{fontspec}
                                  \setmainfont[ItalicFont=Arial]{Linux Libertine O}
                                  \usepackage{polyglossia}

                                  \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
                                  \setmainfont{CMU Serif}
                                  \setsansfont{CMU Sans Serif}
                                  \setmonofont{CMU Typewriter Text}
                                  \setmainlanguage[babelshorthands]{italian}

                                  \usepackage{fancyvrb}
                                  \usepackage[osf]{mathpazo}
                                  \usepackage[mathcal,mathbf]{euler}
                                  \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
                                  \usepackage{graphicx,sidecap,tikz}
                                  \usepackage{siunitx} % automatic number formatting, decimal point alignment
                                  \usepackage{listings}
                                  \usepackage{lipsum}
                                  %\usepackage{courier}
                                  \lstset{basicstyle=\footnotesize\ttfamily,breaklines=true}
                                  \lstset{framextopmargin=50pt,frame=bottomline}

                                  \SetMathAlphabet{\mathrm}{normal}{U}{eur}{m}{n}

                                  \setSingleSpace{1.2}
                                  \SingleSpacing

                                  %\setstocksize{9in}{6in}
                                  %\settrimmedsize{\stockheight}{\stockwidth}{*}
                                  %\settrims{0pt}{0pt}
                                  %
                                  %\settypeblocksize{46\baselineskip}{4in}{*}
                                  %\setlrmargins{*}{0.5in}{*}
                                  %\setulmargins{*}{0.5in}{*}

                                  \paperwidth=176mm
                                  \paperheight=250mm

                                  \setstocksize{250mm}{176mm}
                                  \settrimmedsize{\stockheight}{\stockwidth}{*}
                                  \settrims{0pt}{0pt}

                                  %\settypeblocksize{46\baselineskip}{4in}{*}
                                  %\setlrmargins{*}{0.5in}{*}
                                  %\setulmargins{*}{0.5in}{*}

                                  \settypeblocksize{46\baselineskip}{126mm}{*}
                                  \setlrmargins{*}{25mm}{*}
                                  \setulmargins{*}{25mm}{*}

                                  \setheadfoot{\baselineskip}{\baselineskip} % headheight and footskip
                                  %\setheaderspaces{0.5in}{*}{*} % headdrop, headsep, and ratio
                                  \setheaderspaces{15mm}{*}{*} % headdrop, headsep, and ratio

                                  \checkandfixthelayout[lines]

                                  % Set up custom headers and footers
                                  \makepagestyle{stylish}
                                  \copypagestyle{stylish}{headings}
                                  %\makerunningwidth{stylish}{5in}
                                  \makerunningwidth{stylish}{126mm}
                                  \makeheadposition{stylish}{flushleft}{flushright}{}{}
                                  \pagestyle{stylish}

                                  % ============================
                                  % = Table of contents tweaks =
                                  % ============================
                                  \renewcommand*{\contentsname}{Indice dei contenuti}
                                  \setsecnumdepth{subsubsection}
                                  \settocdepth{subsection}

                                  % ============
                                  % = Chapters =
                                  % ============
                                  \newcommand{\swelledrule}{%
                                  \tikz \filldraw[scale=.015,very thin]%
                                  (0,0) — (100,1) — (200,1) — (300,0) –%
                                  (200,-1) — (100,-1) — cycle;}
                                  \makeatletter
                                  \makechapterstyle{grady}{%
                                  \setlength{\beforechapskip}{0pt}
                                  \renewcommand*{\chapnamefont}{\large\centering\scshape}
                                  \renewcommand*{\chapnumfont}{\large}
                                  \renewcommand*{\printchapternum}{%
                                  \chapnumfont \ifanappendix \thechapter \else %\numtoName
                                  {\number\c@chapter}\fi}
                                  \renewcommand*{\printchapternonum}{%
                                  \vphantom{\printchaptername}%
                                  \vphantom{\chapnumfont 1}%
                                  \afterchapternum
                                  \vskip -\onelineskip}
                                  \renewcommand*{\chaptitlefont}{\Huge\itshape}
                                  \renewcommand*{\printchaptertitle}[1]{%
                                  \centering\chaptitlefont ##1\par\swelledrule}}
                                  \makeatother
                                  \chapterstyle{grady}

                                  % See below, after introduction, for \clearforchapter

                                  % Prevent page numbers from appearing on chapter pages
                                  \aliaspagestyle{chapter}{empty}

                                  % ===================
                                  % = Marginal labels =
                                  % ===================
                                  \strictpagecheck % Turn on robust page checking
                                  \captiondelim{} % Don't print a colon after “Figure #.#”

                                  \makeatletter
                                  \renewcommand{\fnum@figure}{%
                                  \checkoddpage%
                                  \ifoddpage%
                                  \makebox[0pt][l]{\hspace{-1in}{\scshape\figurename~\thefigure}}%
                                  \else
                                  \makebox[0pt][r]{{\scshape\figurename~\thefigure}\hspace*{-5in}}%
                                  \fi%
                                  }
                                  \renewcommand{\fnum@table}{%
                                  \checkoddpage%
                                  \ifoddpage%
                                  \makebox[0pt][l]{\hspace{-1in}{\scshape\tablename~\thetable}}%
                                  \else
                                  \makebox[0pt][r]{{\scshape\tablename~\thetable}\hspace*{-5in}}%
                                  \fi%
                                  }
                                  \let\mytagform@=\tagform@
                                  \def\tagform@#1{%
                                  \checkoddpage%
                                  \ifoddpage%
                                  \makebox[1sp][l]{\hspace{-5in}\maketag@@@{(\ignorespaces#1 \unskip \@@italiccorr)}}%
                                  \else
                                  \makebox[1sp][r]{\maketag@@@{(\ignorespaces#1 \unskip \@@italiccorr)}\hspace*{-1in}}%
                                  \fi%
                                  }
                                  \renewcommand{\eqref}[1]{\textup{\mytagform@{\ref{#1}}}}
                                  \makeatother

                                  \usetikzlibrary{arrows,positioning,decorations.pathmorphing,trees}

                                  \usepackage{kantlipsum}
                                  \begin{document}

                                  \frontmatter
                                  \thispagestyle{empty}

                                  \mbox{}\vspace{2in}
                                  \noindent
                                  \begin{flushright}
                                  {\LARGE\itshape il}\hspace{1.5em}{\HUGE\scshape Libro}\\[2\baselineskip]
                                  {\LARGE\itshape su}\hspace{1.5em}{\Huge\scshape Qualsiasi cosa}
                                  \end{flushright}

                                  \vspace{6\baselineskip}
                                  \hfill{\Large\scshape Marco Storti}

                                  \cleartorecto\tableofcontents*

                                  \mainmatter

                                  \chapter{Introduzione}
                                  Ciao quella dopo i due punti è la parola in corsivo: \textit{corsivo}

                                  \kant[1-5]

                                  \begin{equation}
                                  x_1,2 =
                                  \begin{cases}
                                  \dfrac{-b \pm\sqrt{b^2-4ac}}{2a} &\quad \text{se } b^2-4ac>0\\[2ex]
                                  \dfrac{-b}{2a} &\quad \text{se } b^2-4ac=0\\[2ex]
                                  \dfrac{-b \pm \mathrm{i}\sqrt{4ac-b^2}}{2a}&\quad \text{se } b^2-4ac<0
                                  \end{cases}
                                  \end{equation}

                                  \end{document}`

                                  Non so su che cosa vertano le tue dispense/appunti; ma se usi la matematica devi stare attento; non so nemmeno se davvero vuoi stampare gli appunti su carta o se vuoi distribuire solo il pdf. Se scrivi della matematica non sperare assolutamente che Pages ti esporti un epub che la contenga: ti lascia solo gli spazi. Ricordati che un libro elettornico può avere anche il formato PDF, non esiste solo l’epub, che va bene solo per libri che contengano solo testo e qualche figura solo in formato png, neanche in formato vettoriale; non parliamo dei disegni fattibili con tikz, pgfplots, o anche semplicemente con l’ambiente picture.

                                  Se devi mettere della matematica non hai altre scelte che il formato pdf e la scrittura con LaTeX; ma l’uso di LaTeX sarebbe conveniente anche per scrivere di letteratura, di greco e latino, di storia, eccetera, perché questi testi non contengono solo parole, ma figure, tabelle, brani poetici, testi in alfabeti diversi, e compagni bella che il formato epub si sogna…

                                  Ma veniamo al tuo esempio di documento: per scrivere con l’uscita in formato pdf devi specificare il formato della carta, altrimenti a schermo vedi solo come se il tutto fosse messo in un foglio A4, che sarebbe il formato preimpostato per l’installazione di MacTeX.
                                  Devi scegliere i margini convenientemente; nel tuo file iniziale essi erano impostati a mezzo pollice (12.5mm), il testo era largo 4 pollici (101.6mm) e quindi su una pagina larga 6 pollici le cose non andavano, in quanto restava un pollice e mezzo non allocato per il testo, che quindi non poteva stare al centro della pagina.

                                  Venendo alla matematica, tu usi un misto di cose in parziale contraddizione fra di loro. Usi i font CMU OpenType per il testo. compreso il CMU monospaziato per il font da telescrivente, poi più avanti specifichi il courier Type 1 per il monospaziato; devi scegliere, evidentemente senza mescolare i font OpenType con i font Type 1, che richiedono impostazioni diverse e indicate in una sequenza particolare. Trascurando il fatto che i font Latin Modern Math di tipo Opentype si adattano perfettamente ai font CMU Opentype, che cosa ci stanno a fare i mathpazo, Palatino, con i CMU? e poi poco dopo chiami i font Euler in modo che non vengano usati nemmeno i Palatino. Il file compila lo stesso, a poi la matematica viene fuori tutta in Euler, che è un bellissimo font, ma… Dipende da quale matematica scrivi: se scrivi matematica pura non sei tenuto a rispettare nessuna regola sui fon da usare, ma se scrivi matematica delle scienze che fanno uso di grandezze misurabili (fisica e scienze tecnologiche), dei obbligatoriamente usare per la matematica un font inclinato perché il font eurler non consentono di distinguere le variabili matematiche dai simboli delle unità di misura. Questo è quanto sta scritto nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, ultima edizione, dove gli autori si sono convinti che i font matematici nativi di LaTeX soddisfano alle norme ISO, mentre i font Euler, pur bellissimi, non le soddisfano.
                                  Nell’esempio che ti ho accluso, che ti consiglio di selezionare, e copiare in un tuo nuovo file sorgente con estensione .tex, per poi compilarlo (TeXShop capisce le prime due righe e si autoconfigura in modo tale che quando premi Typeset usa LuaLaTeX, invece di pdfLaTeX), vedi in fondo un piccolo esempio di matematica, e vedi che i font Euler non sono inclinati, anche se il loro disegno è decisamente ammirevole.

                                  Infine il pacchetto listings non funziona bene con i caratteri unicode; ci penserei due volte ad usarlo, mentre il pacchetto fancyvrb funziona benissimo con LuaLaTeX.

                                  Quindi il tuo problema non è tanto quello di usare come modello il file che ti ho accluso, invece di una altro modello, così da prendere a scatola chiusa. Il tuo problema è quello di conoscere un po’ meglio il sistema TeX; è chiaro che se lo conosci poco consumi un mucchio di tempo a modificare impostazioni che non ti sono chiare. Non usare template; prima scrivi il tuo documento con una classe standard qualsiasi, poi alla fine, a bocce ferme, puoi anche badare alla forma grafica e geometrica del tuo documento. ma a quel punto saprai esattamente che cosa fare e non perderai che qualche decina di minuti per il lavoro di rifinitura finale.

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