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Il font SBLHebrew non fa parte della dotazione normale di font né di Sierra né di MacTeX; quindi l’esempio non è compilabile, se non si apportano modifiche al tuo codice. Ho provato Linux Libertine O, ma non contiene tutti i caratteri ebraici che tu usi. Non è però questo il punto.Senza un pezzetto della tua laurentianum.bib che contenga almeno le due voci che citi in nota, non si può replicare il tuo problema.
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Senza un esempio minimo compilabile e una bibliografia ridotta a due o tre voci, è difficile dirti qualcosa.
Ho il sospetto che il pacchetto epr l’ebraico debba venire caricato per ultimo appena prima di [tt]\begin{document}[/tt], ma è solo un sospetto, quindi senza un esempio minimo compilabile non ti so dire altro. Forse qualcun altro che usi l’ebraico più spesso di quanto lo faccia io (una volta sola in 30 anni) ti può essere di maggiore aiuto; ma anche quel qualcun altro ha bisogno di un esempio minimo compilabile. Specifica anche se, come penso, sei su una macchina Windows, e che installazione del sistema TeX hai nel tuo disco. Suppongo anche che tu usi xelatex o lualatex; specificalo, per favore.
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L’estensione .mf corrisponde ai file per creare font con il programma METAFONT. I font vengono creati in formato bitmapped, non in formato vettoriale.Non ho visto il contenuto di estrangelo.mf, ma se è autosufficiente, lo scarichi e lo metti in una cartella temporanea. Apri un terminale e cambi directory fino ad avere la tua cartella temporanea come cartella di lavoro. Dai il comando [tt]\mf estrangelo[/tt] che ti restituirà degli errori, perché nella riga di comando bisogna specificare altre cose; megli se leggi un minimo di documentazione sul programma .mf.
Se riesci ed eseguire la compilazione di quel file .mf, ottieni diversi file tra cui il file metrico .tfm e un file con estensione del tipo .600pk (il numero potrebbe essere diverso a seocnda delle opzioni usate per compilare il file .mf.
I file bitmapped non sono scalabili. Quindi ti conviene installare il programma FontForge e lo script mftrace. Leggine la documentazione e usali; otterrai i file .pfb in formato binari, che descrivono i corrispondenti file vettoriali scalabil. Nel tuo albero texmf personale crea ora le cartelle, sotto /fonts per accogliere il file sorgente estrangelo.mf, il faile metrico estrangelo.tfm e il file vettoriale estrangelo.pfb; crea anche le cartelle disitnte epr i tre tipi di file similmnete a come sono fatte le cartelle in /texmf-dist/fonts.Ora creati la mappa locale dei nuovi font ed esegui da amministratore il programma updmap-sys. se tutto va bene, i tui file estrangelo diventano usabili da pdflatex, e con qualche trucco anche da xelatex e lualatex.
La cosa è decisamente complessa; è descritta con maggiore dettaglio nel capitolo sui caratteri da stampa contenuto nella cosiddetta GuidaGuIT, scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo forum.
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È tutto scritto nella documentazione;
Nel main file va indicato il programma da usare per compilare il documento e la codifica del documento sia del main file sia di tutti i file “slave” inclusi, che ovviamante devono avere la stessa codifica.
Nei file “slave”, devi indicare la codifica e il master file.
Nel master file puoi indicare la lingua per lo spell checking e il programma di gestione dei database bibliografici.
Se però copi tali e quali le righe magiche in tutti i file, master e slave, dando a tutti le stesse informazioni, quelle che non servono per questo e quel file vengono tranquillamante ignorate.
Conclusione: metti le righe magiche complete in tutti i file.Nota che siccome i file slave contengono il nome del master, quando hai aperto un file slave e clicchi sul bottone per la compilazione, questa aprte non ul file slave, ma sul master; il che rende l’editing del master e degli slave particolarmente comodo.
::martina_etabeta” post=108821Ciao a tutti/e,
evidentemente la mia domanda non era chiara e mi scuso 😳 . Come ho scritto all’inizio uso TexStudio e non riesco ad evidenziare le note nell’editor. Se qualcuno sa come si fa, lo ringrazio da subito 🙂
Martina,
devo dire che sebbene Gustavo dica che era evidente fin dal primo post che intendevi cambiare colore all’argomento del comando \footnote, io non l’avevo capito e per questo non ho nemmeno provato a risponderti.
Oggi dopo che hai ripetuto la tua domanda formulandola in modo inequivocabile, e dopo alcuni messaggi off-topic, ho provato a ricercare una risposta.
Premetto che uso un Maca e che TeXstudio per Mac potrebbe non essere identico a TeXstudio per Windows o per Linux.
Tuttavia dopo aver lanciato TeXstudio, e aver constatato che ora c’è l’aggiornamento 2.11.2, avendo letto con cura il suo manulate, devo dire che non sembra che sia possibile realizzare quello che vorresti.C’è una altro editor che forse lo fa già o che potrebbe essere configurato per farlo ed è emacs+auctex (sul Mac questo programma con il suo plugin sono già messi assieme in un’unica .app che si chiama Aquamacs).
Qui lo dico e qui stesso mi contraddico; emacs è un ottimo editor che sembra essere onnipotente; qualcono dice che sarebbe anche in grado di preparare il caffé…:) Con auctex diventa particolarmente LaTeX user friendly. Ma proprio per questa sua onnipotenza, è difficile da usare — insomma, gli appassionati dicono che non sia così difficile, ma se si deve cominciare da zero, trovo che la curva di apprendimento sia ripidissima, quindi qui stesso te lo sconsiglio, a meno che tu non abbia un mucchio di tempo a disposizione e una voglia matta di imparare ad usare questo software potentissimo.
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Bravo, ai scritto tutte le informazioni necessarie per ricevere una risposta, che ti ho già inviato per mail.Comunque, ti prego, non confondere TeXLive con TeXworks. Sono due cose distinte e indipendenti, assolutamente indipendenti, come ti ho già spiegato.
Siccome io non posso essere molto preciso in merito a queste cose perché lavoro su un Mac, se quanto ti ho scritto per mail non funziona, spero che qualcuno che usa Win10 e TeXworks ti possa dare informazioni più precise.
mg42″ post=108817Buonasera,
Sono uno studente universitario, nuovo al mondo di LateX.
Mi è stato consigliato, per scrivere la tesi di laurea, dal mio professore relatore.
Ho installato ieri sera texlive 2016 ed ho iniziato a leggere le guide, disponibili sul sito di guitex.Avrei intenzione di installare il dizionario di italiano, per per poter permettere la correzione automatica.
Non riesco però a capire:
> in che cartella debbano inseriti i file it_It.aff ed it_It.dic.
> dove scaricare i file suddetti aggiornati. Ne ho già scaricato una versione, ma non ritengo che sia la più aggiornata.Premetto:
>Ho un computer che monta sist. op. Windows 10.
>Ho installato texlive 2016, ieri sera.
>Ho aggiornato texlive 2016.
>Uso texworks, inserito già all’interno del programma di installazione di texlive.Questo è quanto,
In attesa di Vostro cortese riscontro,
Porgo
Cordiali Saluti
MG::
Io sono su un Mac; e certo non puoi modificare i file della versione ufficiale se non seguendo una strada tortuosa.Ma se ti aggiorni a MacTeX2016, in primis, è meglio, visto che la distribuzione per Mac cambia ogni anno visto che è sostanzialmente TeXLive con qualche “ornamento” specifico del Mac. Non solo ma disponi dell’applicazione TeXLive Utility.app, che ti permette di aggiornare con la frequenza che vuoi (7-10 giorni è più che sufficiente) la tua installazione che in quel lasso di tempo riceve mediamente una quarantina di aggiornamenti e di aggiunte.
Poi anche con la versione 2016 non puoi modificare i file dell’installazione; ma poi copiare qualunque file dell’installazione, in particolare il file che contiene il famigerato \NoINtelligentComma, e commentare questo comando (se invece intendi scrivere in italiano, aggiungi ai pacchetti indicati le righe`\usepackage[italian]{babel}
\setactivedoublequotes`dopo di che disporrai sia di \NoIntelligentComma, sia di \IntelligentComma (che cosa faccaino questi comandi lo scopri leggendo la documentazione del modulo italian per babel, dando il comando texdoc babel-italian nella finestra Terminale (che attivi cercandola sotto Applicazioni/Utilità).Il Mac va bene, ma bisogna saperlo usare; e per saperlo bisogna leggere la documentazione sia del Mac (raramente quando lo si conosce un po), sia di MacTeX. Per esempio bisogna sapere che la cartella /usr per motvi di sicurezza non appare più ne Finder, ma che per vedere l’installazione TeXLive basta aprire una finestra del finder, cliccar la voce di menù, Go, e nella lista scegliere “go to folder” che ti apre una finestrina nella quale scrivi /usr/local/texlive; poi batti il tasto Return, e… POP!, eccoti tutto l’albero di TeXlive che puoi esplorare a tuo piacimento, senza scriverci e senza modificare nulla, ma puoi leggere e copiare qualunque file per incollarlo in cartelle tue proprie che vengono ad acquisire le proprietà di accesso uguali a quelle di qualunque altro tuo file.
Questo è quanto accade anche su Linux, perché sono entrambi sistemi UNIX-like; su Windows non ci sono tutte queste protezioni, e questo è il motivo per il quale 999/1000 virus sono per i sistemi Windows. 😈
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Che cosa vuol dire “Up!”?Forse solleciti una risposta al precedente messaggio?
Non è blligato nessuno a rispondere, come c’è scritto nella netiquette da leggere prima ancora di iscriversi al forum; ma cerchiamo, tutti quanti vecchi e nuovi, di venire incontro ai richiedenti, ammesso che abbiamo una risposta da dare.
Ci provo.
Leggi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che trovi nella sezione Documentazione/Guide tematiche, e che puoi scaricare liberamente; cerca nell’indice analitico thebibliography sotto la voce ambiente e vai alla pagina indicata dove puoi leggere tutti i dettagli che riguardano quell’ambiente.
Constaterai che la risposta è NO, non si può procedere senza aggiungere l’argomento facoltativo al comando \bibitem; o meglio, si potrebbe usare lo stile alph come spiegato nella guida che ti ho indicato, ma non verrebbe la vera citazione autore anno, ma solo tre lettere del primo autore, e due cifre per l’anno, i cinque caratteri che formano una sola stringa.Il fatto che non si possa fare di meglio con i comandi e gli ambenti del nucleo di LaTeX, dipende dal fatto che quando LaTeX è stato scritto, esso veniva usato essenzialmente in ambiente accademico, specialmente nelle facoltà/scuole di scienze o di ingegneria, dove veniva usato quasi sempre per comporre articoli per riviste scientifiche; allora dovevamo concentrare in 4 pagine a stampa il lavoro di diversi mesi di studio, di laboratorio, e di spremitura di meningi. Usare la citazione numerica ci permetteva di guadagnare alcune righe per il testo dell’articolo e a nessuno di noi è mai venuto in mente di usare un metodo di citazione più ingombrante come il metodo di autore-anno. Quendo dico noi, intendo noi utenti; gli sviluppatori erano nelle nostre stesse condizioni e anche a loro non è venuto in mente noente di meglio dell’argomento facoltativo.
Poi le varie case editrici e le Istituzioni che pubblicavano gli articoli scientifici hanno cominciato ad accettare gli articoli, non più in forma di “camera ready”, ma come file LaTeX; il sistema TeX è arrivato anche nelle facoltà umanistiche; LaTeX2e ha spianato la via a molti sviluppatori e ai contributi di molti utenti; finché è stato pubblicato il pacchetto natbib che permette, appunto, il riferimento e la citazione nella forma autore-anno.
Allora sarebbe semplicissimo procedere con il pacchetto natbib.sty specificato con le dovute opzioni per avere il tipo di riferimento e citazione che tu vuoi; oggi sarebbe possibile anche senza pacchetti, ma usando biblatex.sty con le sue specifiche opzioni, che genera tutto il codice LaTeX necessario per produrre bibliografie bellissime. Ma sia natbib, sia biblatex richedono che non si gestisca la bibliografia direttamente scrivendo a mano l’ambiente thebibliography, ma mettendo tutti i dati dentro un database bibliografico (che tra l’altro ha il vantaggio di essere aggiornabile e riutilizzabile anche per altri lavori) ma che ha un formato molto diverso dal codice di thebibliography. Ma grazie al database e all’uno o all’altro pacchetto generare la bibliografia in modo estremamente professionale, scegliendo più o meno ogni possibile dettaglio nello stile compositivo dei riferimenti e delle citazioni, ma…
… se hai problemi ad aggiungere du parentesi quadre e il tipo di citazione e riferimento dopo ogni \bibitem della composizione diretta che hai già impostato, temo che tu non abbia nessuna voglia di scrivere il database necessario per usare sia natbib, sia biblatex. Ti ocnsiglio in ogni caso di leggere la documentazione dei due pacchetti, documentazione che hai già nel tuo hard disk, installata insieme al sistema TeX; con TeXLive la leggi direttamante aprendo un terminale, scrivendoci dentro il comando texdoc
, premendo il tasto invio, e leggendo. Inoltre il capitolo sulla bibliografia della guida di Gordinini e Pantieri L’Arte di scrivere con LaTeX ti spiega in poche parole come si crea il database bibliografico e come si usa biblatex. Come vedi la risposta “No, non si può”, non è una risposta soddisfacente; una risposta esauriente è lunga, articolata, e ti indica una strada che forse non vorrai seguire.
2 Dicembre 2016 alle 8:55 in risposta a: Revisione e correzioni articolo: qualche consiglio? #108618::
Intanto sbagli ad usare ‘ambiente flotttante table (sarebbe lo stesso se usassi figure) perché beamer non vuole oggetti flottanti — non ha nemmeno senso mettere una cosa flottante perché appaia in chissà quale quadro della presentazione. Di conseguenza non ha nemmeno senso usare \caption.Inoltre l’errore che ricevi riguarda la definizione del comando \sym:`\def\sym#1{\ifmmode^{#1}\else\(^{#1}\)\fi}` non va bene all’interno del quadro, ma è del tutto inutile perché se usi babel (come in effetti usi) disponi del comando \ensuremath, il cui argomento viene sempre comunque composto in modo matematico; se prorpio vuoi conservare \sym allora scrivi `\let\sym\ensuremath` e continua ad usare \sym.
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