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31 Ottobre 2022 alle 21:47 in risposta a: Glossaries-extra toglie riferimento alla pag. con \gls nel titolo sezione #116438::
Mi hai chiamato in causa, ma sono molto inesperto di glossaries. Nei miei scritti di solito non ne ho bisogno; se per caso ne avessi bisogno preferirei usare nomenclature, meno performante, ma meno astruso.Ma c’è una cosa che mi preoccupa nel titolo del tuo messaggio: che cosa intendi con \gls nel titolo di sezione?
quando usi un comando di sezionamento sai che hai due argomenti su cui lavorare; per esempio: `\section[per l'indice e le testatine]{per il titolo}` Se usi la classe memoir hai re argomenti i primi due fcoltativi:`\section[per l'indice][perle testatine]{per il titolo}`Quando hai da scrivere in titolo che contiene comandi, lo metti fra le graffe destinate a raccogliere il titolo; fra le quadre scrivi la stessa cosa senza comandi. Se non specifichi i campi facoltativi per quelle destinazioni il programma copia il titolo. MA se il titolo contiene comandi non robusti, questi possono rompersi o venire sviluppati prima del tempo. Quindi se tu fai quello che io ho capito che tu faccia, usa i comandi facoltativi senza il comando \gls, e usa \gls solo per il termine che va nel campo “per il titolo”.
Se invece non ho capito il significato delle parole che ho scritto in rosso, quello che ti ho scritto sopra potrebbe risultare una cretinata.
D’àltra parte non vorrai mica che la prola da spiegare nel glossario abbia un riferimento anche la voca che compare nell’indice generale e in ogni pagina dove quella paroa appare nella testatina?
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Benvenuto/a nel forum.Quello che tu lamenti a me non è mai successo. Tuttavia è possibile, se non altro perché succede a te.
Bisognerebbe che allegassi un Esempio minimo compilabile (EMC) qui in calce al mio messaggio c’è il link per scaricare ilfile , che è una breve guida tematica, fra le tante che compaiono nella sezione Documentazione di questo forum.
Leggila con attenzione perché non si tratta di una cosa banale anche se si tratta di una cosa “minima”.
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Ho sostituito l’inclusione di Logomi.jpg con l’inclusione di un’altra piccola figura (irrilevente quale sia); l’ho fatto solo per liberarmi dai messaggio d’errore relativi alla mancanza di quel file.Ho ricompilato il tuo secodo esempio con questo piccolo cambio, e ottengo sempre lo stesso margine inferiore dalla pagina 2 in poi. Non so quindi che cosa dirti, perché l’esempio che hai allegato non presenta l’errore che tu ottieni.
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Vedo che spostando geometry e fancyhdr non cambia niente.Il realtà l’errore di \begin{document} a me non viene, forse perché forzo la compilazione visto che non dispongo del Logomi,jpg. Questo è un dettaglio irrilevante in merito ai margini.
Quello rilevante è che i margini, tutti e 4, sono troppo piccoli e le righe di stampa sono troppo lunghe.
Questo è un errore stilistico. Ma l’errore principale è che la distanza testo-header e testo-footer sono troppo piccole per quello che vuoi ottenere. Entrambi l’header e fil ooter sono contenuti nei margini superiore e inferiore, non sono composto sotto il margine superiore e sopra il margine inferiore., quindi occupano visivamente lo spazio riducendo, specialmente per quello inferiore che richede due righe di testo, avendo scritto la località xxxx sotto il resto del testo.
La prima pagina del tuo articolo sembra corretta, ma è composta con lo stile plain, non con lo stile fancy.
Devi leggerti al documentazione di fancyhdr perché ti dice anche come modificare lo stile plain, ma ti spiega anche come definire correttamente i filetti che separano l’headr dal testo e il footer dal testo.
Ti coniglio di aumentare tutti i margini di almeno 10mm. Non lascerei il margine esterno maggiore del margine interno, anche se sarebbe buona norma agire così; dipende se il tuo documento è da leggere a schermo o se è da stampare. Se stampi,il marine esterno maggiore di quello interno sta bene; di solito geometri mettere fra loro un rapporto 3:2, ma sei padronissimo dimettere qualsiasi altro rapporto, per esempio 7:6, impostando poi il margine interno almeno a 35mm. La documentazione di geometry dice come fare. Comunque geometry ti consente di lasciare i margini come sono, ma di includere header e footer nella griglia di stampa; cerca le opzioni che cominciano con include nella documentazione di geometry.
Per i margini superiore e inferiore il aumenterei entrambi di almeno 10mm. Non scriverei il footer esterno su due righe,ma su una sola, a meno che la località xxxx non sia una locuzione molto lunga. Se così fosse allora metterei la scritta nella parte interna del footer e il numero della pagina nella parte esterna,lasciando vuoto il campo centrale.
Non ti scrivo un esempio, perché comunque i valori numerici devi metterli tu. Non sperare di azzeccare al primo colpo: devi fare qualche esperimento, usando per esempio il secondo esempio che hai mandato, e aggiustando i valori finché la pagina ti soddisfa.
16 Settembre 2022 alle 8:07 in risposta a: Passare al linguaggio Plain TeX (nella sua versione moderna OpTeX)? #121176::
La differenza fra i comandi nativi e quelli “derivati” sta nel fatto che i primi vengono eseguiti, mentre i secondi vengono “espansi” fino a che nell’espansione non restano che comandi nativi.L’insieme dei comandi nativi di TeX, secondo Knuth, formano una macchina di Turiing; se lo dice lui che che ha scritto un testo in cinque volumi sul calcolo numerico e sull’elaborazione di dati, c’è da fidarsi.
Per essere più chiaro, una macro definisce un comando tramite comandi nativi e altre macro, Quindi l’interprete, quando incontra un comando, deve vedere se corrisponde a una macro o se è nativo; se ha una definizione, la sostituisce al nome del comando appena trovato (questa operazione fa parte dell’espansione) e ricomincia da capo a leggere quanto si ritrova ad elaborare, se incontra altre mecro prosegue con la sostituzione, e via di questo passo, finché non deve espandere più niente, ma solo eseguire quanto non ha ancora eseguito della macro iniziale.
Tutto ciò comporta delle conseguenze sulla sintassi e sul risultato dell’esecuzione. tutto ciò spiega perché quando l’interprete scrive dati nei file ausiliari, non li deve espandere, perché l’espansione potrebbe essere fuori luogo, o meglio, fuori tempo.
Tutto ciò, senza scendere negli intimi dettagli che sono spiegati nel TeXbook, è raccontato meglio nel capitolo Nuovi comandi della guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, che se vuoi puoi scaricare dlla sezione Documentazione di questo forum.
È un lavoro collettivo di moltissime persone; io ne sono stato il coordinatore e ne curo la manutenzione, Se leggendo questa guida trovi delle cose poco chiare, tieni presente che il mio compito sarebbe proprio di riscriverle in modo che si capiscano meglio. Quindi non esitare a segnalarmi quanto andrebbe scritto meglio.
Tornando a OPTeX, benché usi LuaTeX come interprete, e perciò metta a disposizione anche il linguaggio Lua, mi pare che non soddisfi il New Font Selection Scheme (NFSS) necessario a LaTeX per usare famiglie, stili, serie, forme e corpi indipendentemente le une dalle altre, e continua a fornire solo i comandi \rm, \it, \bx, \bi, che con il linguaggio nativo individuano subito un font specifico; a Knuth andava bene, perché usava solo la famiglia dei Computer Modern, ma oggi non va bene per niente. Tieni presente che le serie e le forme che LaTeX accetta, formano una serie di combinazioni lunghissima da elencare; Olsak se la cava con certe opzioni, ma non copre tutto il possibile.
Certo, LaTeX gestisce i font in modo più complesso, e questo richiede un maggior lavorio dietro le quinte; la composizione è un filino più lenta che con TeX nativo. MA ne vale la pena. ora con il linguaggio LaTeX 3 le cose sono ancora più articolate e i tempi si allungano. Tuttavia i risultati migliori sia per il programmatore, sia per l’utente finale valgono la pena.Se poi si usa anche il linguaggio Lua, caro a Roberto, si possono fare cose meravigliose che TeX nativo non sarebbe assolutamente capace di fare. Secondo me nemmeno OPTeXci riuscirebbe, ma non avendolo usato, potrei sbagliarmi alla grande.
15 Settembre 2022 alle 14:46 in risposta a: Passare al linguaggio Plain TeX (nella sua versione moderna OpTeX)? #121174::
Alessandro, grazie della tua risposta.
Sul mio Mac non ho trovato i file .pdf della documentazione,ma li trova texdoc; ho letto sia OPmac sia OpTeX.
Confermo il mio non gradimento del linguaggio sviluppato da Petr Olsak, anche se appreezzo il suo tentatifo di modernizzare plainTeX.
Per quel che riguara=da me, che ho contribuito a CTAN, una dozzina di pacchetti, alcuni molto complessi, altri decisamente di meno, alcuni recenti, alcuni, sia pure aggiornati, nati quasi una trentina di anni fa, Uso il linguaggio nativo di TeX, quindi nemmeno quello di plain, per definire molti comandi di quei pacchetti. Da quando LaTeX 3 è entrato quasi integralmente nel kernel di LaTeX e della sua miriade di pacchetti, cerco di usare LaTeX3 addolcito da interfacce create usando i comandi specifici, in modo da non dover imparare il nuovo linguaggio, alm=no non tanto da usarlo come prima scelta, ma cercando di capire che cosa faccia ogni funine di quel linguaggio.Sono molto soddisfatto.
Per quel che dice Roberto, affezionato utente di LuaLaTex E luaTeX, ma in particolare del linguaggio Lua, sono d’accordo che prima o poi LuaTeX sostituirà pdfTeX bel gestire il futuro di LaTeX. Questo non implica che l’utente debba imparare anche il linguaggio lua, ma usando Lua(La)TeX l’utente sa che sta usando uno strumento potentissimo.
Non sono convinto che ConTeXt e OpTeX siano destinati a utenti “normali”.. A quanto pare Petr ha usato molto plain TeX e forse ha usato anche ConTeXt. Nei congressi TUG a cui ho partecipato, ho avuto l’occasione di conoscerlo. È bravissimo, ma è anche cocciutamente attaccato ai suoi modi di procedere. Probabilmente tanto quanto lo sono io nell’usare LaTeX, indifferentemente con pdf|Xe|Lua Latex.
Lo sono tanto cocciutamente che preferisco fare la mia grafica con l’ambiente picture, nativo di LaTeX, arricchito con i comandi dei pacchetto pict2e, curve2e, euclideangeometry (scritti in quell’orine, perché senza caricarli tutti, ognuno (tranne il primo) chiama nell’ordine il precedente). Uso raramente il potentissimo TikZ, se non quando ho veramente bisogno di cose molto complicate. Ma non ne sono soddisfatto, perché ho dovuto raddoppiare la working memory, in quanto con le dimensioni standard, TikZ riusciva a saturare la memoria.
Certamente OpTeX, non satura la memoria. Ma Petr ha fatto in linguaggio nativo, quello che pdf|Xe|Luatex fanno conl’aiuto di pochi pacchetti, un numero minimo di quelli che si trovano nella cartella tools dell’albero principale di qualunque installazione del sistema TeX; guarda caso per lo più sono traduzioni di pacchetti a cui ho contribuito anch’io, nel mio piccolo, ma qualunque modifica al formato della pagina, anche se puoi ridefinire qualunque cosa, è abbastanza rigida. e non ha la versatilità di un pacchetto come geometry che fa tutto e di più, senza nessuna fatica epr imparare un linguaggio quasi nativo (Knuth nn usa “native” ma usa “primitive”, parola che io evito per non dare l’impressione che il linguaggio nativo di TeX risalga ai tempi delle caverne….).
Ho visto che la prima versione di OPmac risale al 2020, e che Petr l’ha aggiornata anche nel ’21 e nel ’22. OpTeX sembra abbastanza più recente); il grosso passo l’ha fatto usando di default il file di formato per lavorare con LuaTeX. Ha fatto benissimo, perché è lungo la strada di evitare gli altri interpreti come pdfTeX e XeTeX (e plain). Tuttavia, anche se l’ha messo su CTAN, credo che lui ne sia l’unico utente.
I neuroscienziati possono dire quello che vogliono. Io non sono ancora rinc…ito, ma mi dimentico le cose: la memoria a breve è piccola; mi ricordo benissimo alcune delle cose che ho vissuto in età prescolare. Sembra che sia normale un comportamento del genere dopo i70 e io li ho passati da un pezzo.
14 Settembre 2022 alle 20:26 in risposta a: Passare al linguaggio Plain TeX (nella sua versione moderna OpTeX)? #121171::
Benvenuto nell forum.Le tue domande sono interessanti ed è difficile esprimere un parere senza avere provato ad usare OpYeX. è talmente nuovo che non mi ero accorto che viene distribuito qualcosa con l’ultima versione aggiornata di TeX Live.
Ma attento: tu usi la parola “formato“ quando invece docresti parlare di linguaggio. TeX oltre ad essere un motore di composizione mette a disposizione un liguaggio; col formato plain, estende il linguaggio nativo di TeX con una serie di nuovi comandi. Knuth per scrivere il suo YeXbook, ha usato plain, ma l’ha ulteriormente esteso con una miriade di ulterri comandi. Lui continua ad usare TeX+plain+ulteriori estensioni che si definisce lui stesso.
LaTeX è un linguaggio; Tex e pdfTeX e XeTeX e LuaTeX usano il file di formato adattato a ciascuno di questi interpreti; il Linguaggio LaTeX agevolamoltissimo l’uso dei linguaggi nativi dei vari interpreti, sovrapponendosi a loro, ma non impedendo all’utente di definirsi macro che usano esclusivamente o ricorsivamente i comandi di base/nativi dell’interprete che intende usare in relazione al formato dell’output (dvi, dvu, pdf, e altri meno noti)
ConTeXt è nato come un’estensione di TeX che contiene molti comandi nativi, a poi vi svrappone macromolti robuste con cui alcuni riescono a comporre cose belissime, ma devono imaprarsi un nuovo linguaggio. Col tempo ConTeX è passato cona laversione mkIV ad usare come intepree luatex, quindi gestisce benissimo in font OpenType. Per le immagini ha, credo, le stesse prestazioni di LaTeX, ma siccome non l’homai usato, non sono sicuro di quel che dico.
Non ti parlo delle numerose varianti dei file co composizione, che includono anche diverse versioni destinate a chi compone in cinese, in arabo, in giapponese, eccetera.
Guardando l’elenco dei file legati a OpTeX, trovo un file di formato optex.fmt che si trova nella stessa cartella dei file di formato da usare con LuaTeX come interprete. Mi domando, visto che non ho trovato nessun file di documentazione più esteso di quanto si trova scritto nel file tb134complete.pdf (gli atti della conferenza TUG 2022) perché il suo autore ha voluto fare qualcosa simile a ConTeXt, ma con funzionalità diverse.
Consigli? Non per niente il mio nick name è OldClaudio; sono davvero vecchio e uso LaTeX dalla metà degli anni ’80, sto per raggiungere i 40 anni di attività con LaTeX. Non sono più in grado di mettermi a studiare un linguaggio nuovo; ci ho provato con ConTeXt, ma quello che studiavo la mattina era già dimenticato. Dunque come non uso ConTeXt, non credo che userò mai OpTeX. Scrivere i miei testi con plain o qualcosa di un po’ più esteso di plain, è una faticaccia improba, Non riesco a capire perché ci sia gente che si ostina con plain. Quando ero ancora in servizio ho insegnato alcuni colleghi matematici ad usare LaTeX, perché loro erano ancora fermi a plain. ScopertoLATeX loro stessi si sono dati al fatidica manata sulla fronte domandandosi perché non ci fossero arrivati prima da soli.
Oggi poi, volendo strafare, c’è il linguaggio intermedio LaTeX3 che ad ogni aggiornamento del sistema TeX, diciamo ogni 10 giorni, presenta sempre delle novità, per cui ogni utente può definirsi comandi LaTeX2e che si interfacciano con le “funzioni” di LaTeX 3, in modo da poter usare nuove macro estremamente più versatili di quelle che che si possono definire con la sintassi di LaTeX2e. e rendere il proprio codice più leggibile e più facilmente mantenibile.
Aspetta a buttarti su OpTeX; te lo consiglio. Ma ovviamente questa è una mia opinione personale, e non sei tenuto a prenderla sul serio. 😀
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Benvenuto/a nel forum.Siccome sei nuovo in questo forum, mi permetto di segnalarti la sezione Documentazione, dove sono resenti in italiano alcune guide generali e diverse guide tematiche. Una di queste è la traduzione italiana commentata della guida inglese di LaTeX predisposta dal suo creatore: The LaTeX Rference Manual commentato. Siccome la guida originale risale al 1994, i commenti non solo aggiungono qualcosa a quanto scritto da Lamport, ma aggiungono quelle informazioni che la dovizia di pacchetti utili hanno aggiunto allinguaggio LATeX originale.
Nel tuo caso Nel §1.7.5, specificatamente nella pagina 77 c’è la risposta al tuo quesito.
Ma in particolare non devi usare il comando \the equation, che non è definito, ma:
a) devi staccare i contatore delle equazioni dal contatore dei capitoli;
b) devi collegare il contatore delle equazioni al contatore delle sezioni
c} devi inserire un \label{equ:etichetta} alle equazioni a cui vuoi fare riferimento;
d) devi usare \ref{equ:etichetta} per citarne il numero.Va da sé che le “etichette” delle equazioni devono essere diversi da un’equazione all’altra; cioè devono essere univoci. Ti consiglio di usare per le etichette delle stringhe letterali che descrivano il significato dell’equazione, senza usare numeri. No scrivere \label{equ:1} che non ti ricorda niente, ma, per esempio, per l’equazione di Pitagora, scrivi \label{equ:Pitagora}.
Infine ricorda: LaTeX non assomiglia a nessun word processor, quali sono MS Word, OpwnOffice o Libre Office Writer, Mac Pages, e tanti altri word processor disponibili per tutte le piattaforme e sistemi operativi. LaTeX non è una macchina da scrivere intelligente, ma è un programma di composizione tipografica.
27 Agosto 2022 alle 11:09 in risposta a: [risolto] biblatex-philosophy: formattazione campo “issue” #121159::
Matteo, questo tipo di riferimenti bibliografici con indicazioni complementari, tipo il cmpo issue, sono stati oggetti di deversi articoli di Hufflen sulla nostra rivista ArsTeXnica. Peccato che funzionassero con una sua variante di biblatex, che aveva un altro nome, e che lui aveva sviluppato per non si quale rivista, ma che permetteva di scrivere quello che si voleva nel campo year.Nei tuoi esempi, io vedrei il campo issue come l’informazione in più da inserire nella composizione del contenuto della parentesi che contiene il numero dell’anno; in altre parole il campo year continua a servire per l’ordinamento delle voci della bibliografia e per le citazioni, ma il campo issue trovi il suo posto dentro la stessa parentesi, separato dall’anno, da una virgola e uno spazio; quindi il tuo esempio
Molinari, Claudio (2022), «I settori a rischio di riciclaggio nel Supranational Risk Assesment della Commissione Tributaria», Rivista della Guardia di Finanza, 2 (mar-apr), p. 443–462
potrebbe diventare
Molinari, Claudio (2022, mar-apr), «I settori a rischio di riciclaggio nel Supranational Risk Assesment della Commissione Tributaria», Rivista della Guardia di Finanza, 2, p. 443–462.
Oppure potrebbe aggiungersi al campo number:
Molinari, Claudio (2022), «I settori a rischio di riciclaggio nel Supranational Risk Assesment della Commissione Tributaria», Rivista della Guardia di Finanza, 2, mar-apr, p. 443–462.
Ma queste cose le può eventualmente realizzare solo Ivan, perché solo lui può mettere mano all’interno del suo codice, dive ogni informazione è adeguatamente filtrata per scoprire di che tipo di stringa si tratta in modo da elaborarla convenientemente.
26 Agosto 2022 alle 16:49 in risposta a: [risolto] biblatex-philosophy: formattazione campo “issue” #121156::
Matteo ho compilato il tuoe esempio minomo; il miofile .log è più stringato del tuo, nel senso che dovo aver configurto l’engine pdflatex.engin in modo che non stampi di ogni file caricato le informazioni iniziali di ciascuno, ma il mio sistema TeX (MacTeX) è aggiornato a ieri sera (caspita, mi domandocome faccia il Team addetto a gestire il caricamenti di nuovi pacchetti e l’aggiornamento dei vechhi, accettando file il cui readme, e/o il file di documentazione in .pdf, sia scritto completamante in cinese…)
Comunque con TeXShop 5.0 e il sistema aggiornato la compilazione con TeXShop riesce alla perfezione. Compresa la visualizzazione dei pdf finale.
Cancellati tutti i file trane il sorgente .tex, ho aperto il file con TeXworks e ho compilato; e la compilazione va a buon fine, compresa la visualizzazione.
È vero, non ho la stessa installazione di TeXwork, perché la mia è la versione 0.7 [r.f4928de, 04/02/2021 22:41], quindi di più di un anno fa.
Ma il risultato fineae .pdf contiene lo stesso identico numero di byte impegnati.Confermo, quindi che il problema nasce da TeXworks; forse ripristinare una versione precedente, potrebbe toglierti dai guai; meglio ancora se usi TeXShop, invece di TeXworks. Tuttavia è possibile che tu abbia scelto TeXworks per qualche motivo personale, quindi ritornare ad una versione non in via di sviluppo porebbe essere decisivo. Scrivere a Kew è consigliabile.
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Johnatan Kew, uno dei creatori di TeXworks è conosciuto nel mondo TeX perché è stato il creatore o uno dei creatori di XeTeX, l’interprete di XeLaTeX. Probabilmente trovi il suo recapito e-mail andando nel sito http://www.tug.org.Se gli mandi un esempio minimo compilabile, sono sicuro che ti può rispondere ed eventualmente provvedere se si tratta davvero di un baco di TeXworks.Prima però vedrei il file .log prodotto dalla compilazione lanciata con TeXworks. vorrei vedere che cosa scrive quando deve caricare il file .jpg. Inoltre sarebbe importante sapere quale compilatore usi: pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaLaTeX?
Siccome non uso mai XeLaTeX, ma uso solo gli altri due programmi, mi pare strano che un file correttamente compilato in pdf e visibile perfettamente con altri visualizzatori, non sia visibile con il visualizzatore interno Di TeXworks. Potrei supporre che la trasformazione dal file in formato DVU in uscita da XeLaTeX e in entrata in dvipdfmx non avvenga correttamente; ma allora il difetto non darebbe in TeXworks, ma nella trasformazione suddetta. Me la mia è una supposizione a fiuto, non basata su nessuna prova concreta. Sul mio Mac ho la versione aggiornata del sistema TeX 2022, e di solito non uso TeXworks, del quale, comunque, non ho la versione di sviluppo, ma uso praticamente solo TeXShop.
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Nella pagina di MacTeX ci sono anche i link per scaricare versioni precedenti.
Non ho mai usato Basic TeX, perché non è completa. È vero che la versione completa permette di scrivere anche in mongolo, cosa che non farò mai (!), ma conle versioni di base ci si rova sempre nella necessità di caricare pacchetti che BasicTeX non contiene.L’altra soluzione possibile, se il tuoMac lavora con una CPU a 64bit, sarebbe quella di aggiornare il sistema operativo; clicca in basso sull’icona di System Prefernces (quella che ha la forma di un ingranaggio) e vedi di cliccare fra le varie opzioni quella che si chiama System Update (anche questa a forma di ingranaggio) e vedi che cosa ti dice.
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Io Mac Big Sur e ho appena aggiornato TeXShop 5.0 e tutto funziona regolarmente.
Personalmente ti consiglierei di aggiornare anche il sistema operativo; tuttavia alcuni orogrammi che prima giravano potrebberonon girare più.
A me pare, ma non sono sicuro di avere ragione in modo assoluto, che lavorare con software aggiornato si un vantaggio enorme. Forse dipende d quello che faccio, da come uso il mio Mac.Comunque non confondere mai il sistema operativo con il sistema TeX, con l’editor con cui compili i tuoi sorgenti .tex
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