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Ti eri spiegato benissimo; ora hai aggiunto il problema delle virgolette.
Non so cosa dirti a questo proposito. Ma l’autore di philosophy-modern è italiano e la sua mail è indicate nella terza pagina di della documentazione che leggi con texdoc biblatex-philosophy. Puoi scrivergli direttamente.
Personalmente, se scrivo un documento in italiano, uso la bibliografia in italiano, evitando la pletora di inutili lettere maiuscole che sono così popolari in inglese americano, ma quando scelgo la lingua, lo faccio solo pe dividere in sillabe correttamente i lingua le parole del titolo che eventualmente risultassero divise male; quindi per me la scelta della lingua è una operazione di seconda approssimazione, non lo faccio inizialmente, me in seconda battuta.
::zippo” post=121612In un report (in italiano) devo citare vari siti web il cui titolo è in inglese. Io seleziono langid english, ma poi l’url risulta “visited” invece di “visitato”.
Sapete come dovrei fare? In pratica vorrei il titolo dei siti in inglese, per cui l’eventuale sillabazione sia secondo la grammatica inglese, ma il campo con la data di consultazione dell’url deve essere in italiano.
GrazieL’url non dipende dalla lingua, quindi perché selezione la lingua?
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Forse esiste un modo per farlo più seriamente e l’unico che può dirteleo è l’aotore di philosophy-modern; ne leggi la documentazione, rovando il nome e l’indirizzo e-mail (nella terza pagina) per scrivergli direttamente, dando da terminale il comando texdoc biblatex-philosophy. Io ho fatto così`% !BIB TS-program = biber
\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\begin{filecontents}[noheader,overwrite]{Minas.bib}
@SuppPeriodical{Rossi2000,
author = {Gianfranco Rossi},
date = {2000},
journaltitle = {Rivista},
title = {Articolo},
number = {09},
pages = {5-7},
}
@SuppPeriodical{Rossi2000a,
author = {Gianfranco Rossi},
date = {2000},
journaltitle = {Rivista},
title = {Altro Articolo},
number = {10},
pages = {8-16},
}
\end{filecontents}\usepackage[style=philosophy-modern,backend=biber,sorting=cst]{biblatex}
\DeclareSortingTemplate{cst}{%
\sort{
\field{author}
\field{editor}
}
\sort{
\field{year}
}
\sort{
\field{journaltitle}
}
\sort{
\field{number}
}
\sort{
\field{title}
}
}\addbibresource{Minas.bib}
\begin{document}
\nocite{*}
\printbibliography
\end{document}
`ma mi rendo conto che la scrittura 09 nella bibliografia viene indicizzata correttamente, ma non è bella per niente.
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Pantieri ha ragione da vendere.
Mi era sfuggito anche a me che la documentazione di arsclassica specifica perentoriamente di caricare il pacchetto arsclassica dopo classicthesis. Eccoti l’EMC con lo spostamento specificato da Lorenzo, che compila in modo apparentemente corretto.`\documentclass[12pt,a4paper,twoside]{scrreport}
%PREAMBOLO
%\usepackage{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
%\usepackage[utf8x]{inputenc}
%\usepackage{ucs}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[eulerchapternumbers,
beramono,
pdfspacing,
linedheaders,
manychapters
]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}%\usepackage{lipsum}
\usepackage{kantlipsum}
%%%
\begin{document}
\kant[1-3]
\end{document}`Il file .log presenta dei messaggi che lasciano pensare che ci siano delle cose obsolete o incompatibili. Lorenzo potrebbe analizzare questo EMC e verificare nel file .log che cosa non va, anche se i pacchetti lo digeriscono lo stesso, ma non è bello che appaiano quei messaggio.
Per carità; non sto a fare le bucce a chi ha creato il bel pacchetto arsclassica. Alzi la mano chi è senza peccato. Di errori e di sviste ne ho commesse moltissime anch’io. Ma tutti gli autori di pacchetti sono grati di chi segnala errori o sviste, perché così deve essere in un ambiente libero come il sistema TeX.
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Con Linux di qualunque marca non è difficile, anche se non posso dirti come si fa, perché non uso più Linux da una decina di anni. Ma mi preoccupa la tua osservazione sul fatto di scaricare la versione minima, la cosiddetta delta. Per quel che ricordo di quando usavo Linux su una macchina con Ubuntu Linux (che era una versione basata sulle norme del consorzio Debian), l’installazione di base non ha niente per scegliere una lingua diversa dall’inglese, quindi fra i moduli disponibili bisogna installare anche quello relativo alle lingue.Magari hai poco spazio disponibile sul disco fisso, tuttavia potresti fare l’installazione completa su un disco esterno o su una chiavetta, impostando adeguatamente il percorso di ricerca nella cartella /ext.
Tieni presente che dalla sezione Documentazione di questo sito è scaricabile una guida che si intitola texliveubuntu.pdf che contiene istruzioni dettagliate focalizzando su Ubuntu, ma aggiungendo in appendice altre istruzioni per altre versioni di Linux.
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Secondo me ] usi uno shell editor con impostazioni strane.
Se lavori da terminale (chiamato Prompt dei comandi sulle macchine Windows) e dai la sequenza di comandi`pdflatex tesi
psdlatex tesi-frn
makeindex tesi
bibtex tesi
pdflatex tesi` dovrebbe uscire tutto come si deve.
Potresti saltare l’uso di makeindex e dimenticarten se usassi il pacchetto imakeidx; va uasto leggendo con attenzione la sua documentazione dando da terminale il comando texdoc imakeidx La proprietà di questo pacchetto è che esegue in background il programma makeindex, cosicché non devi più preoccupartene tu in prima persona; offre anche molte altre funzionalità, come quella di comporre indici analitici diversi.
Come vedi sopra bisogna usare bibtex per creare la bibliografia a partire dal file .bib; ma attento: se ti compila la bibliografia se cambi estensione al file .bib con l’estensione .tex, vuol dire che il file che tu chiami .bib non è un file .bib. Il vero file .bib è un daabase con i suoi record divisi in campi ben formati ciascuno col suo contento; bibtex estrae dal file ,bibt solo le informazioni dei testi citati, in generale non sutti i testi i cui contenuti sono indicati nel database.
Cerca di essere più chiaro quando chiedi aiuto qui nel forum; io cerco di tirare a indovinare i tuoi problemi; se disponessi di un Esempio Minimo Compilabile, potrei capire meglio i tuoi problemi. Suppongo che anche altri abbiano qualche problema a capire le tue difficoltà.
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MmmmIl pacchetto classicthesis funziona solo, che io sappia, con la classe scrreport, non con la classe scrbook.
I pacchetti arsclassica e classicthesis caricano, specialmente il primo, un certo numero di altri pacchetti e forse arsclassica andrebbe caricato per secondo. Ti allego il fie col quale sono riuscito a evitare errori; dopo il codice, ti metto i miei commenti`\documentclass[12pt,a4paper,twoside]{scrreport}
%PREAMBOLO
%\usepackage{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
%\usepackage[utf8x]{inputenc}
%\usepackage{ucs}
%\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{arsclassica}
\usepackage%[%eulerchapternumbers,
%beramono,
%pdfspacing,
%linedheaders,
%manychapters
%]
{classicthesis}%\usepackage{lipsum}
\usepackage{kantlipsum}
%%%
\begin{document}
\kant[1-3]
\end{document}`Come vedi ho tolto le opzioni a classicthesis, perché le sue opzioni entravano in collisione con le ozioni caricate da altri pacchetti anche quelli caricati dietro le quinte da arsclassica. Ho sostituito il pacchetto lipsum con il pacchetto kantlipsum, probabilmente non era necessario, ma a me kantlipsum piace di più.
Invece ho tolto alcuni pacchetti del tutto inutili:
a)type1ec da non usare mai; serve per usare un solo corpo in tutto il documento ricorrendo allo scalamento per i corpi più grandi del normale che diventao ptroppo scuri e per quelli più piccoli del corpo normale diventano con e aste troppo sottili, tanto che i tratti più sottili di ogni corpo piccolo possono diventare invisibili sullo schermo. Conviene usare i Latin Modern (pacchetto lmodern).
b) la codifica utf8x e il pacchetti ucs sono del tutto superflui. La codifica unicode utf8 è quella di default da alcuni anni; la codifica utf8x è del tutto obsoleta.
c) mi pare che babel con l’opzione italian sia già prevista da arsclassica.
d) secondo me, e potrei essere in torto, quindi prendi quanto ti scrivo come opinione personale, le classi della collezione KoMaScript (che cominciano tutte con scr) non andrebbero usate mai; è vero che sono configurabilissime, ma la documentazione in inglese è quasi incomprensibie;; forse quella in tedesco è più chiara, ma bisogna conoscere il tedesco (io non lo conosco). Se devo usare un classe configurabile e con la documentazione ben fatta, preferisco usare la classe memoir.
e) arsclassica è stata messa in rete, ma l’autore non la aggiorna da tempo ai cambiamenti di LaTeX. Io non la uso mai proprio perché non mi piace caricare pacchetti che forniscono prestazioni che non mi servono ma che richiedono centinaia di righe di configurazione; pacchetti che sono per giunta anche obsoleti.Ammetto di non essere stato di grande aiuto,ma almeno hai un esempio che compila correttamente.
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Benvenuto nel forumSulla documentazione di frontespizio [che non ho idea di come puoi leggere sulla piattaforma Overleaf — prova a dare con il terminale il comando texdoc frontespizio — questo funziona con qualsiasi installazione locale del sistema TeX, ma se si usa Overleaf si hanno i vantaggi di non dover consumare 5 gibibyte di memoria su disco, ma si va incontro a diversi svantaggi] c’è scritto di agire diversamente. In altre parole non si usa quella riga poco magica che risparmi un poco di lavoro manuale se funzionasse, ma si usa tutto il resto; si compila una vola con pdflatex il proprio file della tesi, diciamo mytesi.tex, (generalmente cliccando su una icona del proprio shell editor) poi da terminale si dà il comando [tt] pdflatex mytesi-frn[/tt], poi si ricompila mytesi e il frontespizio appare.
L’uso di \write18 non agisce sui comandi di sistema che compilano come pdflatex. almeno è così su ogni installazione locale. Per poterlo fare sulle installazioni locali bisogna consentire espressamente l’uso di write18, ma la cosa è sconsigliatissima, perché senza volerlo si potrebbe lanciare del malware che potrebbe rovinare irrimediabilmente il proprio elaboratore. Con Overleaf le cose potrebbero essere diverse, ma quasi nessun partecipante alle discussioni su questo forum usa Overlief.
Mi spiace di non poterti essere di maggior aiuto.
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Luciano, un poster viene stampato su un foglio A3 (297mm per 420mm) oppure A2 (429mm per 594mm); non credo su fogli più grandi.
Un titolo con font di corpo 60 centimetri, cioè 600mm, oc1890mm) occuperebbe tutta l’altezza di un foglio A2. Forse occuperebbe la metà di un foglio A0 (840mm per 1890mm).Ti pare ragionevole?
Se usi font Typeone che sono scalabili a qualunque frandezza, non hai bisogno di fare tutto quel marchingegno che hai descritto ti bastea comporre il titolo dentro un gruppo specificandone il corpo mediante i comandi di base facenti parte dell’ABC di LaTeX; per un font di 60mm ti basta fare ina cosetta come questa:`\begin{document}
{\fontsize{60mm}{72mm}\selectfont TITOLO DEL POSTER}
\end{document}`Puoi approfondire l’argomento sulla guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato nel paragrafo 1.17.2, pagina 166. Trovi la guida nella sezione Documentazione di questo forum. Scaricala e non leggere solo il paragrafo che ti ho indicato, ma tienila vicino a te in ogni momento in cui usi LaTeX perché quella guida contiene l’ABC di LaTeX aggiornato ai tempi nostri.
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Se una tesi fosse classificabile come “articolo” i prof avrebbero ragione; ma la classe article, specializzata per gli articoli, non contiene la divisione in capitoli.Però non sarebbe vietato usare un unica numerazione progressiva. È possibile che la classe con cui componi, supponiamo book o report, accetti il comando `\counterwithout{figure}{chapter}`Puoi avere informazioni più dettagliate nella pagina 77 della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che trovi nella sezione Documentazione fi questo forum.
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Controlla il file prova.log; dovrebbe aver caricato il file epstopdf. Se non trovi nessuna menzione a questo pacchetto e ci fosse il messaggio “file not found’, la tua installazione di TeX Live sarebbe incompleta. Se invece l’avesse caricato ma non ci fosse nessuna menzione di aver creato immagine.pdf, potrebbe darsi che il programma non avesse il diritto di lanciare un programma esterno. Allora all’inizio del file .log non ci sarebbe la dicitura che pdflatex sta lavorando in “protected mode”. Questo vorrebbe dire che dando il comando da terminale dovresti esplicitamente aggiungere l’opzione shell-escape.
Non posso essere più esplicito, perché non lavoro con Linux.
Nella GuidaGuIT, che trovi nella sezione Documentazione di questo forum, nella pagina 262 si parla di epstopdf e ci sono anche adeguati link d altre pagine. Se vuoi puoi aiutarti con gli indici analitici per trovare altri link alla gestione delle immagini, e alla questione del “shell escape”.
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Perché dovrei volertene; la soluzione che proponi a giolab17 è standard LaTeX; ovviamente TOPtesi fornisce di default il numero 3, affinché le sottosottosezioni non vengano numerate, ma se l’utente lo volesse potrebbe numerare anche i sotto capoversi usando il numero giusto.
Personalmente lo considero eccessivo; tuttavia non è vietato e TOPtesi non lo impedisce, casomai raccomanda di non farlo.
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Prova a consultare la guida tematica Comporre Matemtica.Probabilmente ci trovi affermazioni del tipo “non modificare gli spazi”. Infatti gli spazi fra i vari “atomi” di una formulamatematica sono già costruiti da Knuth in modo che soddisfino il gusto di un matematico avanzato come lui. Io non ho la competenza discutere queste cose e nella guida tematica suddetta mi sono tenuto sulla tradizione knuthiana.
Di fato il comando \, come gli altri comandi \: e \; sono per semplici correzioni in quei rarissimi casi in cui laforma dei glifi si scontra con la forma dei grandi operatori, altrimenti è rarissimo didover intervenire sulle spaziature.
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Ti allego ciò che ho fatto io, tanto per provare. Però conto di informare l’autore del problema.`% !TeX program = pdflatex
% !TeX spellcheck = it_IT
\documentclass[binding=0.6cm]{sapthesis}
\usepackage{microtype} \usepackage[italian]{babel}
%\usepackage[utf8]{inputenc}% non più necessario!
\usepackage{hyperref}
\hypersetup{pdftitle={La mia tesi},pdfauthor={Paolino Paaperino}}
\title{La mia tesi} \author{Paolino Paperino}
\IDnumber{123456}
\course{Laurea Magistrale in Fisica}
\courseorganizer{Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali} \AcademicYear{2021/2022}
\advisor{Prof. Nonna Papera}
\coadvisor{Zia Paperina} \authoremail{paolino.paperino@pippo.com}
\copyyear{2022}
\thesistype{Tesi di Laurea Magistrale}\makeatletter
\AtBeginDocument{
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}
\makeatother\begin{document}
\customadvisorlabel{Relatrice interna}
\customcoadvisorlabel{Relatrice esterna}
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\maketitle
\dedication{Dedicato a\\ Donald Knuth}
\begin{abstract}
Questa tesi parla di me. \end{abstract}
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\mainmatter
\chapter{Introduzione} …
\backmatter
\cleardoublepage
\phantomsection % Give this command only if hyperref is loaded
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
% Here put the code for the bibliography. You can use BibTeX or
% the BibLaTeX package or the simple environment thebibliography.
\end{document}`Prova questo esempio minimocompilabile; che contiene alcune cose che normalmente sono descritte come sporchi trucchi; in realtà si tratta di comandi descritti nel manuale originale di Leslie Lamport, il papà dli LaTeX, ma usati raramente.. Se hai domande, chiedi.
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