OldClaudio

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  • in risposta a: Ancora a proposito del siriaco… #107428
    OldClaudio
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      Sai che non osavo suggerirti TeXworks, perché molti utenti lo considerano troppo scarno? Ho lo uso ogni volta che TeXShop per qualche motivo non riesce a fare quello che voglio; c’è stato un annetto in passato in cui ho usato solo TeXworks.
      Tuttavia a molti non piace.
      Grazie dell’informazione
      Claudio

      in risposta a: Problema numerazione sezioni tesi #107704
      OldClaudio
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        OK, come ti avevo detto, è difficile scoprire che cosa non va se non c’è un esempio minimo compilabile; e se tu mandi tutta la tesi con le impostazioni personali, senza mandare i file inclusi ci vuole la sfera di cristallo per indovinare che cosa ci sia che non va. Ho modificato il copro del documento in modo che sia minimo e non abia bisogno dei file mancanti:`\begin{document}
        \pagestyle{scrheadings}
        \pagenumbering{roman}
        \tableofcontents

        \chapter{Lorem ipsum}
        \lipsum[1]
        \section{Dunquam loret}
        \lipsum[2]
        \subsection{Enim ipsum}
        \lipsum[3]
        %******************************************************************
        % Materiale iniziale
        %******************************************************************
        %\input{MaterialeInizialeFinale/Frontespizio}
        %%\input{MaterialeInizialeFinale/Colophon}
        %%\input{MaterialeInizialeFinale/Dedica}
        %\input{MaterialeInizialeFinale/Indici}
        %\input{MaterialeInizialeFinale/Sommario+Abstract}
        %%\input{MaterialeInizialeFinale/Ringraziamenti}
        %\input{MaterialeInizialeFinale/Introduzione}
        %\cleardoublepage
        %%******************************************************************
        %% Materiale principale
        %%******************************************************************

        \pagenumbering{arabic}
        \chapter{Ipsum loret}
        \lipsum[1]
        \section{Loret dumquam}
        \lipsum[2]
        \subsection{Ipsum enim}
        \lipsum[3]
        %\input{Capitoli/iot}
        %% *****************************************************************
        %% Materiale finale
        %%******************************************************************
        %%\input{MaterialeInizialeFinale/Bibliografia}
        %%\input{MaterialeInizialeFinale/Dichiarazione}
        \end{document}`
        Questo esempio compila benissimo con tutti i numeri che occorrono.
        Ovviamente i warning che hai ricevuto tu, li ricevo anch’io, e sono frutto del fatto che il template tesi classica non viene aggironato da 3 o 4 anni. Probabilmente alcuni di quei warning erano presenti anche allora, visto che il pacchetto titlesec era “deprecato” anche allora. Ma per esempio fixltx2e è diventato superfluo e l’unica cosa che succede ora (per evitare che il compilatore si lamenti che il file non c’è più) è che il file è sostituito con un altro che produce solo quel warning. Ma ci sono altre cose “vecchie”.

        Il tuo texlive-full/Debian (controlla le prime righe del file .log, vedrai che vi compare il nome Debian) non sembra dare problemi diversi da quelli che ottengo io con texlive/CTAN.

        Conclusione: il problema risiede nei file che non hai incluso. Confronta con il codice che ho usato io, e verifica se ci sono delle differenze (presenze di asterischi, presenza di comandi del tipo \frontmatter e \mainmatter, o altre differenze a parte il testo specifico della tua tesi}.
        Altrimenti crea un EMC usando i comandi di lipsum come ho usato io in modo da non inviare tutta la tesi, ma che riproduca il tuo problema.

        in risposta a: Problema numerazione sezioni tesi #107699
        OldClaudio
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          D’accordo, sei nuovo del forum, ma avrai certamente notato che è diviso in sezioni: Perché registrasi, TeX e LaTeX, ConTeXt, Avanzate, eccetera.
          Ti pare che la sezione Perché registrarsi sia la sezione giusta per il tuo quesito?
          Scusa se ti accolgo rimproverandoti, ma che sia l’ultima volta che sbagli sezione. Questa volta ho spostato il tuo quesito nella sezione giusta, ma, ripeto, che sia l’ultima volta.

          Venendo al tuo quesito, Non so perché tu voglia usare tesi classica, il cui modello non è stato aggiornato da 3 o 4 anni, ma i cui pacchetti, invece, sono stati aggiornati e qualcuno in modo incompatibile con il passato.

          Aggiungo che non specifichi quale installazione del sistema TeX stai usando; dici che usi KILE su Ubuntu. Posso dedurre che hai installato il sistema TeX da un repository Debian tramite le interfacce grafiche che Ubuntu mette a disposizione dei suoi utenti? Se è così può darsi che questo “errore” si aggiunga alla vecchiaia relativa del modello tesi classica. In questo forum consigliamo sempre di NON installare TeXLive/Debian o comunque di installare accanto a TeXLive/Debian la distribuzione TeXLive/CTAN come spiegato nel documento texlive-ubuntu.pdf che trovi in rete con qualunque motore di ricerca. Se ti piace Kile, lo devi configurare perché usi i programmi della TeXLive/CTAN, non quelli della TeXLive/Debian. Se non ci riesci, installa l’editor TeXstudio, che ha un’interfaccia grafica abbastanza simile a quella di KILE, ma è facilmente configurabile per usare l’installazione giusta.

          Detto questo, come prime sorgenti di possibili problemi, quando chiedi aiuto sul forum, devi avere l’accortezza di allegare un esempio minimo compilabile, cioè un file .tex che cominci con \documentclass e finisca con \end{document} che contiene solo le parti del tuo preambolo che hai aggiunto al modello originale di Pantieri, e che, come corpo del documento, contenga solo qualcosa di minimo sufficiente per replicare il problema. Tieni presente che se a te l’esempio minimo non numera capitoli e paragrafi, ma a noi (che abbiamo una installazione TeXLive/CTAN aggiornata) compila correttamente, possiamo concludere che il problema è nella tua installazione, se invece anche a noi non mette i numeri di capitoli e di paragrafi, allora è possibile/probabile, ma non certo, che possiamo scoprire il problema nel tuo codice.

          in risposta a: Problema numerazione sezioni tesi #107698
          OldClaudio
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            D’accordo, sei nuovo del forum, ma avrai certamente notato che è diviso in sezioni: Perché registrasi, TeX e LaTeX, ConTeXt, Avanzate, eccetera.
            Ti pare che la sezione Perché registrarsi sia la sezione giusta per il tuo quesito?
            Scusa se ti accolgo rimproverandoti, ma che sia l’ultima volta che sbagli sezione. Quata volta ho spostato il tuo quesito nella sezione giusta, ma, ripeto, che sia l’ultima volta.
            Venendo al tuo quesito, Non so perché tu voglia usare tesi classica, il cui modello non è stato aggiornato da 3 o 4 anni, ma i cui pacchetti, invece, sono stati aggiornati e e qualcuno in modo incompatibile con il passato.
            Aggiungo che non specifichi quale installazione del sistema TeX stai usando; Dici che usi KILE su Ubuntu; Posso dedurre che hai installato il sistema TeX da un repository Debian tramite le interfacce grafiche che Ubuntumette a disposizione dei suoi utenti? Se è così può darsi che questo “errore” si aggiunga lla vecchiaia relativa del modello tesi classica. In questo forum consigliamo sempre di NON installare TeXLive/Debian o comunque di installare accanto a TeXLive/Debian la distribuzione TeXLive/CTAN come spiegato nel documento texlive-ubuntu.pdf che trovi in rete con qualunque motore di ricerca. Se ti paice Kile, lo devi configurare perché usi i programmi della TeXLive/CTAN, non quelli della TeXLive/Debian. Se non ci riesci, installa l’editor TeXstudio, che ha un’interfaccia grafica abbastanza simile a quella di KILE, ma è facilmente configurabile per usare l’installazione giusta.

            Detto questo, come prime sorgenti di possibili problemi, quando chiedi aiuto sul forum, devi avere l’accortezza di allegare un esempio minimo compilabile, cioè un file .tex che cominci con \documentclass e finisca con \end{document} che contiene solo le parti del tuo preambolo che ha aggiunto al modello originale di Pantieri, e che come corpo del documento contenga solo qualcosa di minimo sufficiente per replicare il problema. Tinei presente che se a te l’esempio minimo non numera capitoli e paragrafi, ma a noi (che abbiamo una installazione TeXLive/CTAN aggiornata) compila correttamente, possiamo concludere che il problema è nelal tua installazione, se invece anche a noi non mette i numeri di capitoli e di paragrafi, allora è possibile/probabile, ma non certo, che possiamo scoprire il problema nel tuo codice.

            in risposta a: Ancora a proposito del siriaco… #107426
            OldClaudio
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              Un pacchetto che definisca dei comandi interni per usare anche delle macro o caratteri di un altro alfabeto per interfacciarsi con gli indirizzi del glifi siariaci. Per esempio, un pacchetto che contenga brevissime definizioni per ogni lettera sirica o ogni “accento”. In fondo anche l’arabo con cui il serto ha qualche affinità si scrive con lettere latine, che il programma di interfaccia traduce negli indirizzi giusti dei caratteri isolati, iniziali, mediali e finali di ogni segno arabo. D’accordo questo può semplificare l’immissione del testo, ma non fa apparire i caratteri siriaci nella finestra di TeXstudio. Comunque leggiti la documentazione di ArabXeTeX;potrebbero venirti delle buone idee.

              Per TeXstudio potresti farti una tabella che lega gli indirizzi dei glifi siriaci (li scopri con FontBook) e li associ ai caratteri latini o cirillici delle prime pagine della tabella unicode; per esempio potresti scoprire che ö corrisponde alla lettera alaf (mi sono inventato il nome), e cosi per gli altri segni; con il Mac dovrsti essere in grado di inserire tutti i caratteri latini accentati maiuscoli e minuscoli usando il Keyboard Viewer. Quando hai questa lista di corrispondenze, avendo impostato il carattere Serto Batnan come font di TeXstudio, dovresti essere in grado di immettere con la tastiera i glifi latini o cirillici della quarta pagina, e nella schermata invece di quei segni ti appaiono quelli del serto.
              Faticoso creare la tabella, e faticoso impararne l’uso, ma dopo poche pagine che scrivi in serto, vedi che la tabella diventa familiare e via via non hai più bisogno di consultarla. Io ho fatto così per il greco, e i font greci con codifica LGR (quelli di default) si usano con pdflatex sfruttando un trucco del genere; ammetto che la cosa col greco è molto più semplice anche perché il verso di scrittura del latino e del greco è lo stesso. tu invece dovrsti gestire anche il problema del verso da destra a sinistra.
              Non so come aiutarti, salvo vedere se riesci a trovare come si possa configurare TeXstudio per scrivere in caratteri latini e in caratteri ebraici entrambi con il verso di scrittura loro particolare.

              in risposta a: [RISOLTO] Numerazione esempi unica per tutto il documento #107646
              OldClaudio
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                Anche le guide sono documentazione. Tuttavia quando si parla della documentazione di un pacchetto ci si irferisce alla sua documentazione, cioè a un fle dove si dice a cosa serve il pacchetto come lo si usa, come si scelgono gli eventuali comandi di personalizzazione. per esempio, prendiamo il pacchetto linguex; Se apri un terminale o prompt dei comandi, vi scrivi dentro il comando texdoc linguex e lo esegui premendo il tasto “Invia”, “Enter”, “Return”, come si chiama nella tua tastiera, vedi aprirsi una finestra dove c’è il documento che contiene la documentazione su linguex.
                Puoi fare lo stesso con qualsiasi pacchetto, basta indicare il nome del pacchetto dopo texdoc

                in risposta a: Stesso font frontespizio e documento #107684
                OldClaudio
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                  Ho scaricato il fascicolo redatto da Rosita Garzi e Marta Picchio, intitolato Preparare la tesi di laurea dal sito di UNIPG (università di Perugia).
                  Nelle pagine 22 e 23 ci sono due esempi di frontespizio (in verità non molto diversi l’uno dall’altro) dove il font usato sembra essere il Times, cosa che non mi stupisce perché, anche se salvato in formato PDF, quel fascicolo è scritto con Word, e le istruzioni date qua e la riguardano come inserire certi segni (per esempio « e ») usando le funzionalità di Word. Tutta la composizione del fascicolo presenta anche tutte le manchevolezze di Word per quel che riguarda la composizione di un testo diverso da una lettera commerciale o da qualcosa di altrettanto semplice e privo di pretese stilistiche.
                  Il contenuto dà indicazioni abbastanza precise, spendendo molte pagine sulla bibliografia, tanto da poter ragionevolmente dedurre che le due autrici siano delle umaniste; con tutto il rispetto per questa categoria di studiosi, che hanno solo il difettuccio di riempire di citazioni bibliografiche in nota i loro scritti, rendendone faticosa la lettura (modestissimo parere personale, che non vuole incolpare nessuno di nefandezze tipografiche — ogni ambito disciplinare ha le sue tradizioni…) Tuttavia il fascicolo contiene indicazioni preziose per scrivere una tesi ben scritta (anche se non è ben tipocomposta).

                  Quello che ho trovato, e che ha a che fare con la tua domanda, è che non ho trovato da nessuna parte prescrizioni per usare i font di questa o quella collezione; analizzando l’elenco di tutti i font contenuti nel documento (con Adobe Reader o Adobe Acrobat) si trova un elenco che contiene ogni possibile variazione di Times, una di Garamond, due entry di Helvetica, e una di Times New Roman.

                  Se proprio vuoi imitare quello stile, allora componi la tua tesi usando i pacchetti newtxtext e newtxmath; componi il frontespizio con il pacchetto frontespizio (leggendone le istruzioni con attenzione nella sua documentazione in italiano) e avrai tutta la tesi in Times. Non devi cambiare niente di quello che ahi già fatto, se non aggiungere una riga di codice nel preambolo:`\usepackage{newtxtext, newtxmath}`e ricompilando il tutto.

                  Se invece vuoi mantenere i font che ti sei già scelto (per esempio i Latin Modern), componi il frontespizio con i Latin Modern usando sempre il pacchetto frontespizio. È difficile che qualcuno si accorga della differenza; infatti quando gli utenti di Word dicono di usare i font Times, di solito non intendono solo ed unicamente i Times ma qualunque font con grazie, perché probabilmente pensano che, essendo il default di Word, sia l’unico font disponibile o per lo meno l’unico valido.

                  Se invece componi il frontespizio con Word e lo importi con pdfpages nel resto della tua tesi come prima pagina, mentre l’interno è scritto con il Latin Modern, allora la differenza si vede e non è bella. Ecco perché Enrico ha scritto il pacchetto frontespizio e perché tutte le classi per tesi che conosco ricorrono a frontespizio, oppure hanno loro comandi propri per comporre il frontespizio con gli stessi font del resto della tesi.

                  in risposta a: L’arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione imminente? #106431
                  OldClaudio
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                    Lo puoi fare già oggi, visto che nelle pagine dopo il frontespizio ci sono gli indirizzi di posta elettronica dei due autori, già attivi: se ci clicchi sopra ti si apre direttamente il tuo client di posta elettronica con la schermata pronta per ricevere l’oggetto e il testo. Se ciò non succedesse, non sarebbe un problema selezionare e copiare dal file PDF quei due indirizzi, per incollarli negli appositi campi del tuo client.
                    L’unica differenza sarebbe che i suggerimenti proposti non sarebbero visibili ai frequentatori del forum. Tuttavia, per esperienza, so che le conversazioni sul forum su questi temi diventano logorroiche, inconcludenti e contraddittorie. È meglio che gli autori leggano direttamente i suggerimenti e decidano da soli che cosa farne.

                    in risposta a: [RISOLTO] Numerazione esempi unica per tutto il documento #107644
                    OldClaudio
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                      @martina_etabeta, il mio mail non conteneva nessun rimprovero; erano solo consigli.
                      Anche se non sai nulla del pacchetto chngcntr, non ti ho detto nulla di più di ciò che ti ha scritto @letteracpd; semplicemente volevo aggiungerti che le guide vanno consultate; bisogna trovare il tempo per farlo. Non bisogna fare indigestione, ma piano piano bisogna leggerle completamente per padroneggiare un programma relativamente difficile come LaTeX. Questo va benissimo quasi senza documentazione si non si hanno problemi esistenziali con l’inglese (visto che tutti i comandi sono in inglese) e se non si vuole personalizzare nulla di quello che LaTeX farebbe in modo diverso da come lo si vorrebbe. Nel momento stesso in cui, per esempio, si vuole avere una numerazione unica degli esempi, senza che la loro numerazione ricominci da 1 ad ogni nuovo capitolo, allora bisogna aver letto la documentazione, almeno quella del suo linguaggio, per avere una idea di come funzioni la numerazione; avendone l’idea può venire in mente di cercare fra i circa 3500 pacchetti dell’installazione completa del sistema TeX, o magari si è tanto fortunati da trovare nella documentazione proprio l’indicazione di come fare e quale pacchetti usare.

                      Il resto, che ho marcato con [OT] (Off Topic, fuori tema) sono solo consigli estetici e di qualità della programmazione nel linguaggio di LaTeX. Per ora ti possono sembrare argomenti difficili, ma pian piano devi abituartici se hai piacere di comporre in modo tipograficamente perfetto. Ma non sentirti “sgridata”; nessuno ti ha sgridato perché da nuova utente non sia certe cose. Anch’io da nuovo utente non sapevo quasi niente, ma ho dovuto imparare tutto da solo, perché ai miei tempi non c’era nessuna guida, e il manuale di Lamport, sì, lo si poteva comprare, pagandolo a peso d’oro, e ricevendolo dopo alcuni mesi dall’averlo ordinato in libreria. In questo, oggi le cose sono molto diverse, per fortuna.

                      in risposta a: [RISOLTO] Numerazione esempi unica per tutto il documento #107642
                      OldClaudio
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                        Quanto ti ha detto Gustavo è assolutamente perfetto.
                        Vorrei tuttavia aggiungere che l’informazione è già a disposizione di tutti nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, dove al fondo della pagina 72 e all’inizio della pagina 72 non solo si parla del pacchetto chngcntr, ma si mostra anche un esempio d’uso.
                        Nel caso specifico, l’unica cosa che non si può leggere in nessuna guida, ma solo nella documentazione di linguex è il nome del contatore al quale è subordinato il contatore che contiene il numero dell’esempio. Il nome di tale contatore ExNo, è specificato nel paragrafo Customizing Labels nella pagina 7 della documentazione di linguex.

                        [OT] Linguex fa molte cose carine per l’uso del linguista, ma mostra anche degli esempi da non seguire, per esempio quello di usare i vecchi comandi di LaTeX209 come \bf invece di \bfseries e obbliga l”uso delle graffe, per limitare l’effetto della dichiarazione, mentre i comandi \textbf{…} di LaTeX2e non solo lo fanno automaticamante ma provvedono anche ad inserire la correzione italica prima e/o dopo l’argomento che sostituisce i puntini, se la forma dei caratteri lo richiede; a questo proposito vorrei ricordare che benché il nome “correzione italica” faccia venire in mente il font di forma corsiva, tale correzione è presente anche in altre forme e serie ed è legata al disegno specifico di ciascun carattere; per esempio nel tondo del font Computer Modern (e di molti altri font) la lettera f è dotata del suo valore di correzione italica perché il suo ricciolo superiore spesso sporge fuori dal rettangolo ideale la cui base è pari alla larghezza nominale del segno; non è un caso che quasi tutti i font dispongano anche delle legature della lettera f seguita da f, oppure i, oppure l; la correzione italica della f va specificata esplicitamente dall’utente se la lettera f è seguita da un altro segno alto e diritto, per esempio b, d, h, eccetera, ma anche ).
                        @martina_etabeta, scusa questa digressione di carattere stilistico, ma per un linguista comporre la lingua bene dovrebbe essere una delle particolarità più qualificanti. Sono sicuro che sapevi già tutto questo, ma “repetita iuvant”, se non te, ma altri lettori.

                        in risposta a: Testo NON giustificato #107671
                        OldClaudio
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                          in risposta a: Ancora a proposito del siriaco… #107424
                          OldClaudio
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                            1) ho scaricato un font Serto Batnan, forse lo stesso chhe hai scaricato tu, e l’ho esaminato con FontBook oltre che a indicarlo come font di default nelle preferences/Genaral/font di TeXstudio mer il Mac. Le lettere latine appaiono perfettamente nella schermata del fisle .tex, mentre le lettere siriache non appiaono, nemmeno usando La lista di simboli che ottieni premendo nella barra in alto il simbolo del driver di tastiera (per me una lettera A bianca in campo nero) e selezionando Show Emogy and Symbols, dove nella schermatina che appare ho selezionato Unicode pe poi sono andato a cercare la pagina del siriaco; non vi appaiono i glifi ma i quadratini, ma se esegui un doppio click su un quadratino qualsiasi appare nelle finiestrina accanto il glifo corrispondente. Però nella schermata .tex di TeXstudio non appare niente, malgrado sia impostato il fot Serto Batnan come font di default.

                            Ho cercato la spiegazione con FontBook, e ho trovatola causa; il font Serto Batnan contiene i glifi, ma in posizioni che non corrispondono alla pagina del siriaco, ma nelle prime posizioni libere dopo il latino esteso. Quindi non è conforme alla codifica unicode. A questo punto o disponi di un pacchetto che ti faccia da interfaccia, oppure non puoi fare nulla, almeno con un font come quello che io ho scaricato, installato e analizzato.

                            Mi spiace.

                            Può essere che quel file che hai messo nel tuo albero personale (attenzione: io ti ho scritto ~/Library/texmf, non /Library/texmf — il primo è radicato nella tua home e Mactex è in grado di usarne il contenuto; il secondo è radicato alla radice del disco HD e non credo che mactex possa trovarlo) non sia accessibile. Può darsi che messo nell’albero della tua home il problema si risolva.

                            Ricorda: Quella tilde è importante; se non riesci ad inserirla con la tua tastiera (italiana? ahi ahi ahi…) nemmeno aprendo il Keyboard viewer, puoi sostituire quella tilde con >Users/tuo_username/ per cui l’albero eprsonale rimane in ?Users/tio_username/Library/texmf.

                            in risposta a: Testo NON giustificato #107668
                            OldClaudio
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                              Ammetto che nella guida di Gordini e Pantieri si parla di [tt]\tagggedright[/tt] solo in relazione alle colonne di una tabella; tuttavia non sarebbe difficile estrapolare dagli esempi riportati in quella guida.

                              Siccome come dice giustamente Gustavo, si tratta di un comando base del markup LaTeX, ti suggerisco di tenere sott’occhio la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato[/tt] e tradotto in italiano, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito. Contiene l’ABC di Latex; ho aggiunto molti commenti ed esempi, perché quel testo è del 94, quindi vecchiotto rispetto all’infinità di pacchetti e di funzionalità di base più recenti, sviluppate negli ultimi circa 20 anni. Non pretendo che questa guida sia il non plus ultra delle guide, ma almeno dà un’idea di quello che è LaTeX come l’ha creato il suo autore. Siccome ho tradotto solo un’appendice, sono il primo a non consigliarlo come prima lettura, ma dopo aver letto L’Arte; lì c’è quasi tutto quello che c’è da sapere di LaTeX allo stato puro; ovvio che se si usano i pacchetti di estensione, le funzionalità aumentano così come il numero di comandi da conoscere, ma per ogni pacchetto c’è la sua documentazione, che va sempre letta prima di fare uso del pacchetto stesso.

                              Il suggerimento che ti dà Gustavo di usare il pacchetto ragged2e e il suo comando [tt]\RaggedRight[/tt]è ottimo per comporre un documento “in bandiera col palo a sinistra”, come si dice metaforicamente nel gergo tipografico, perché permette di ridurre l’irregolarità del bordo destro del testo scritto. Tuttavia se il tuo scopo è quello di presentare del teso senza cesure in fin di riga ad allievi dislessici, suggerirei di usare solamente il comando [tt]\raggedright[/tt] senza usare il pacchetto ragged2e. Non sono logopedista, ma ho avuto a che fare con bambini, diventati poi adulti, affetti da dislessia e conosco bene queste problematiche, anche se non ho la minima idea di come si possano curare in modo efficace.
                              Certamante togliere le cesure in fin di riga è un auto valido, come quella di usare caratteri di grandi dimensioni, per esempio 14pt (non \large ma \Large, se il corpo di default è 10pt); forse conviene anche usare dei ofnt senza grazie, perché forse le grazie disturbano il dislessico, quando invece aiutano i “normolessici” per testi lunghi da leggere con continuità.

                              Grosso problema: se per caso sei a Brescia o vicino a Brescia, prendi in considerazione la possibilità di venire al Meeting 2016 (gratis; devi solo iscriverti secondo la procedura indicata nell’apposito annuncio in testa a questa sezione del forum) perché verranno presentai alcuni lavori su LaTeX come strumento di aiuto agli allievi BES e puoi scambiare idee, esperienze, impressioni, con chi presenta queste tematiche.

                              in risposta a: Simbolo di disgiunzione esclusiva #107656
                              OldClaudio
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                                Nella documentazione dei simboli, leggibile con texdoc symbols-a[/]. nella pagina 206 in basso c’è scritto

                                10.3 Where can I nd the symbol for …?


                                If you can’t nd some symbol you’re looking for in this document, there are a few possible explanations:
                                Il testo prosegue nella pagina 209, dove c’è scritto

                                • The symbol isn’t intuitively named. As a few examples, the ifsym command to draw dice is “\Cube”; a plus sign with a circle around it (“exclusive or” to computer engineers) is “\oplus”; and lightning bolts in fonts designed by German speakers may have “blitz” in their names as in the ulsy package. The moral of the story is to be creative with synonyms when searching the index.

                                Capisco che si tratta di un elenco sterminato di simboli e che la lettura dell’elenco sia noiosissima; ma quello che ti ha detto @Marluxia è corretto, e lo si trova in poco tempo leggendo il file symbols-a.pdf con un visualizzatore di file PDF che consenta la ricerca del testo in esso ocntenuto; l’abilità consiste nell’usare la paola giusta da cercare. In questo caso bastava cercare “exclusive”. 🙂 Come dice la fine della frase: “La morale della storia è che bisogna essere creativi nel cercare sinonimi nell’indice analitico”. Ahimè, quando i simboli sono decine di migliaia, per giunta chiamati con nomi diversi, non c’è altra via.

                                in risposta a: Ancora a proposito del siriaco… #107422
                                OldClaudio
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                                  Non dovresti mettere nulla negli alberi che hai indicato, a meno che non sia con MiKTeX su una piattaforma Windows, cosa che mi pare non sia il caso; in ogni caso dopo aver commesso questo “peccatuccio” devi eseguire da terminale il comando sudo mktexlsr per aggiornare il databse filename.

                                  L’albero texmf-local/ viene conservato durante gli aggiornamenti, ma è l’albero in comune a tutti gli utenti della macchina. Invece un albero creato in ~/Library/texmf è assolutamente personale e non richiede l’aggiornamento dei nomi dei file né con TeXLive, né con MacTeX.

                                  Se FontBook.app ti dice che va bene anche per l’italiano e contiene lo script latino, lo puoi usare tranquillamente anche in TeXStudio; coe si faccia non me lo ricordo, ma io vi avevo impostato il font OT di sistema Monaco, a spaziatura fissa, e mi ci trovavo benissimo. Non so se questo font contenga il siriaco serto, ma come ti ho detto io non scrivo in siriaco, quindi non ho neanche modo di verificare. Credo che si tratti della pagina di Preferences iniziale, nelal sezione General, ma non ricordo bene.

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