OldClaudio

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  • in risposta a: una tabella di altri tempi #105109
    OldClaudio
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      Basta che dopo un fine riga (di celle) tu scriva [tt]\noalign{\newpage}[/tt] ma le righe devi contartele da solo.

      in risposta a: una tabella di altri tempi #105107
      OldClaudio
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        Certo non puoi allegare un file csv, perché questa estensione non compre nell’elenco delle estensioni accettate che vedi quando porti la punta del mouse, senza cliccare, sulla casella in basso “Add File” o “Aggiungi File”. Al massimo lo puoi zippare e puoi allegare il file .zip.

        Attento comunque che longtable richiede molte più impostazioni all’inizio per specificare la forma dell’intestazione e della base quando la longtable viene spezzata fra più pagine. 11 colonne sono proprio tante e con i margini che hia specificato o scrivi in copro 5 oppure la tabella non ci sta nella pagina; puoi metterla in landscape; per farlo devi usare il pacchetto lscape oppure pdflscape. Ricorda però che se queste tabelle di quadrati, cubi e radici servono per i tuoi allievi, potrebbe metterli in imbarazzio il dover voltare la testa per leggere la tabella o girare la pagina di 90° per poter leggere senza perdere gli allineamenti di queste lunghe righe di dati.

        Probabilmente non occupi più carta se separi la tabella in diverse tabelle parziali.

        in risposta a: Problemi con crocini di taglio #105094
        OldClaudio
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          Eccoti l’unico file che contiene tutto; copialo, incollalo in un nuovo file che chiami Crop.tex, salvalo in una cartella diversa da quella della tua tesi e compilalo. Riceverai un errore, perché tu non hai il logo LogoTrieste.pdf che ho usato io; edita il file del frontespizio rimettendoci al suo posto il logo della tua Università.

          Poi esamina il codice che ti ho scritto e cerca di capire le modifiche che ho fatto, fra pacchetti che mancavano dal tuo sorgente, ad altri che sarebbe opportuno usare alla posizione di \frontmatter; al contenuto completo del file frontespizio2.tex che si forma da solo alla prima compilazione.

          Non ho usato nessun comando che richieda conoscenze particolari; se c’è qualche comando che non capisci, scarica e consulta dalla sezione documentazione la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato.

          L’errore non era facile da correggere se si continuava ad usare il comando \changetex, perché fra i termini del tuo calcolo c’era \oddsifemargin, che si riferiva al margine meno un pollice (che oltretutto hai sottratto di nuovo — errore) riferito alla pagina A4, non alla A3. Forse avesti putoto cavartela semplicemente cancellando quel [tt]-1in[/tt], ma come ho risolto il problema io è senza trucchi e senza l’uso di pacchetti esterni; Semplicemente ho messo tutto dentro una scatola larga \textwidth e alta praticamente come \textheight (quel 0.99 diminuisce l’altezza si un briciolino praticamente invisibile, ma evita che il frontespizio in quella scatola dia problemi alla sezione di impaginazione che potrebbe prendelo per un oggetto che non sta nella pagina e lo spedirebbe fuori noel file pdf all’esecuzione del \clear(double)page che chiude il file. I paramantri facoltativi del comando \parbox e la funzione del comando \parbox sono descritti nella guida tematica che ti ho detto. Nota che quella guida tematica descrive tutto l’ABC del linguaggio LaTeX; e non vi troverai mai scritto che le spaziature verticali si ottengono con righe bianche, ma si ottengono con gli appositi comandi di spaziaura, fra i quali risulta molto utile usare la gomma elastica ottenibile con il comando \stretch.

          Non vi troverai descritti gli ambienti centering, huge, Large normalsize e simili perché non esistono; il programma di composiizone è talmente di bocca buona, nonostante tutto, che te li accetta lo stesso, ma non è corretto usarli per vari motivi che non ti sto a descrivere, perché sarebbe troppo lungo.

          Mi sono permesso di cambiarti il font del titolo, perché il font tletype (]texttt{…}) che avevi scelto mi pareva una cosa improponibile in un frontespizio; naturalmente sei padronissima di ripristinartelo, ma non si usa mai un carattere monospaziato per scrivere testo diverso da linguaggi di programmazione, indirizzi di posta elettronica, indirizzi di siti internet e simili cose di “computerese”. Se il tuo ateneo ti prescrive l’uso di un font con grazie e non ti piace quello di default (il Computer Modern esteso, CM-Super) puoi chiamare un pacchetto per definire tutta un’altra collezione di font; se vuoi un font un filino più stretto dei CM-Super, ti suggerirei di inserire nel preambolo la riga seguente`\usepackage{newtxtext,newtxmath, textcomp}`Se vuoi invece un font un pochino più grande a pari corpo, ti suggerirei invece la riga`\usepackage{newpxtext,newpxmath, textcomp}`. I font TX sono i Times eXtended; i font PX sono i Palatino eXtended; “extended” implica che la collezione è completa e contine tutte le famiglie sere, forme sia per il testo sia per la matematica, compresa quella della American Mathematical Society, e textcomp è la collezione dei font aggiuntivi che contengono un centinaio di simboli testuali in più rispetto a quelli testuali normali (tutto spiegato nella guida tematica).
          `\begin{filecontents}{frontespizio2}
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          % !TEX TS-program = pdflatex
          % !TEX root = ./Crop.tex
          \begingroup
          \pagestyle{empty}
          \parbox[c][0.99\textheight][c]{\textwidth}{%
          \begin{titlepage}
          \begin{center}
          \includegraphics[width=30mm]{LogoTrieste}

          \vspace{5mm}

          \textbf{\LARGE Università degli Studi di Padova}

          \vspace{0,5cm}

          Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari

          \vspace{\stretch{0.2}}

          \large Corso di Laurea Magistrale\\
          in Strategie di Comunicazione\\
          Classe LM-92

          \vspace{5mm}

          \normalsize Tesi di Laurea
          \end{center}

          \vspace{\stretch{0.5}}

          \begin{center}
          \textsf{\huge\bfseries NATIVE ADVERTISING}

          \vspace{5pt}

          \textsl{Qualità comunicativa nel mondo digitale}
          \end{center}

          \vspace{\stretch{1}}

          \begin{quote}
          \begin{minipage}[t]{0.47\textwidth}\raggedright
          \textit{Relatore}\\[5pt]
          Prof. Gianpietro Vecchiato
          \end{minipage}
          \hfill
          \begin{minipage}[t]{0.24\textwidth}\raggedright
          \textit{Laureanda}\\[5pt]
          Martina Vanzo\\
          Matricola: 1083376
          \end{minipage}
          \end{quote}

          \bigskip

          \hrule width 15cm

          \begin{center}
          %\rule[-1cm]{15cm}{.4pt}
          %\line(1,0){338} \\
          \textsc{Anno Accademico 2015-2016}
          \end{center}
          \end{titlepage}
          }
          \cleardoublepage
          \endgroup

          \endinput
          \end{filecontents}

          \documentclass[
          12pt,
          a4paper,
          twoside,
          openright
          ]{book}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[english,french,german,italian]{babel}
          \usepackage{setspace}
          \onehalfspacing
          \usepackage[dvips=false,pdftex=false,vtex=false]{geometry}
          \geometry{a4paper, left=3cm, right=3.5cm, bottom=3.5cm}
          \usepackage[cam,a3,center,pdftex]{crop}
          \usepackage{afterpage,emptypage}
          \usepackage{graphicx}
          \usepackage{longtable}
          \usepackage{booktabs}
          \usepackage{kantlipsum}
          \usepackage{quoting}
          \quotingsetup{font=small}
          \usepackage{chngpage}
          \usepackage{calc}
          \usepackage{graphicx}
          \usepackage{subfig}
          \usepackage{wrapfig}
          \usepackage{caption}
          %Bibliografia
          \usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
          \usepackage[
          backend=biber,
          bibstyle=authortitle,
          citestyle=verbose-trad1]{biblatex}
          \addbibresource{biblio.bib}
          \setlength{\bibitemsep}{0,4 cm}
          \DeclareBibliographyCategory{libri}
          \DeclareBibliographyCategory{articoli}
          \DeclareBibliographyCategory{web}
          \addtocategory{libri}{nyt:innovation,bi:report,aol:huffington,iab:making,iab:playbook,iab:infeed,thaler:nudging,ana:native,emarketer:native,godin:permission,vecchiato:istituzionale,ftc:disclosure,hmi:presentazione,hmi:native,hmi:elle,hmi:dg,upstory:presentazione,long:tail}
          \addtocategory{articoli}{panorama:cocacola,panorama:nudging,prima:edelman}
          \addtocategory{web}{programmatic:programmatic,programmatic:webmkt,ferpi:nyt,ferpi:confine,ferpi:invisibile,italiaoggi:leggere,villino:occhi,native:advertising,native:outbrain,native:yahoo,native:landrover,ferpi:native,engage:uno,engage:due,engage:tre,engage:quattro,outbrain:native,lsdi:successo,lsdi:memeburn,ciao:native,sofri:notizie,video:paura,video:chiave,video:native,video:nativeage,4writing:native,prima:italiani,prima:yahoo,prima:mayer,prima:editori,prima:adblock,digitalday:termini,age:kraft,hearst:storia,programmatic:def,pulse:programmatic,repubblica:longtail,bancomat:citizen,bancomat:geek,bancomat:ciopilla,troll:bigodino,troll:wake,troll:mamma,
          ford:mamma,ford:motori,ford:kawakumi}
          \defbibheading{libri}{\section*{Bibliografia cartacea}}
          \defbibheading{articoli}{\section*{Articoli}}
          \defbibheading{web}{\section*{Risorse web}}
          \AtEveryCitekey{\clearfield{url}}
          %
          \usepackage{fancyhdr}
          \pagestyle{fancy}
          \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
          \renewcommand{\chaptermark} [1] {\markboth{#1}{}}
          \renewcommand{\sectionmark} [1] {\markright{\thesection\ #1}}
          \fancyhf{}
          \fancyhead[LE,RO]{\small\em\thepage}
          \fancyhead[RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}
          \fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
          %
          % Colophon
          %

          %
          %————————————————–
          %
          % INIZIA IL DOCUMENTO
          %
          %————————————————–
          \begin{document}
          \frontmatter
          %
          % FRONTESPIZIO
          %
          \input{Frontespizio2}
          %
          %PAGINA BIANCA
          %
          %
          % MATERIALE INIZIALE
          %
          %INDICE
          %
          \tableofcontents
          %
          %INTRODUZIONE
          %
          \chapter{Introduzione}
          \kant[1-4]
          %
          %
          % CORPO DEL TESTO
          \mainmatter
          %
          %CAPITOLI
          %\input{Capitoli/Primo}%
          %\input{Capitoli/Secondo}%
          %\input{Capitoli/Terzo}%
          %
          %
          % MATERIALE FINALE
          \backmatter
          %\input{Capitoli/Conclusioni}
          %
          %BIBLIOGRAFIA
          %
          \nocite{hearst:storia,engage:due,ciao:native,ana:native,emarketer:native,vecchiato:istituzionale,bancomat:citizen,bancomat:geek,bancomat:ciopilla,troll:bigodino,troll:wake,troll:mamma,ford:mamma,ford:motori,ford:kawakumi,video:chiave}
          \printbibheading[heading=bibintoc]
          %\printbibliography[heading=subbibliography,nottype=article,nottype=online]
          %\printbibliography[heading=subbibliography,type=article]
          %\printbibliography[heading=subbibliography,type=online]
          \bibbycategory

          \end{document}`

          in risposta a: Problemi con crocini di taglio #105093
          OldClaudio
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            Se vuoi risposte veloci dovresti allegare un esempio minimo compilabile; Hai allegato due file, ma il mainfile fa riferimento ad altri file contenuti nella cartella Capitoli e al logo di Verona che non c’è.
            Devi creartelo, con un unico file e un’unica immagine, fosse anche solamente un quadrato nero (meglio grigio) così che chi ti vuol dare una mano non debba inventarsi come correggere i tuoi file per cose che nulla hanno a che fate con il tuo problema.

            Ci sto lavorando, ma ci ho già perso mezz’ora per rendere compilabile quello che hai mandato. per la risposta ci vuole tempo anche perché ora vado a pranzo.

            in risposta a: Carta intestata #105101
            OldClaudio
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              Secondo me dovresti crearti due stili di pagina, uno (da attivare con \pagestyle{letter} usato come default per tutta l lettera, che abbia 2 o più pagine, e uno (da attivare con \thispagestyle{frontpage}) usato solo per la prima pagina. Con fancyhdr e il materiale di cui già disponi non è difficile, basta stare attenti a come si definiscono i piedini, quello generale col numero delle pagina e quello per la prima pagina senza numero.

              in risposta a: Command \S unavailable in encoding T1 #105075
              OldClaudio
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                Questo EMC dimostra che sono perfettamente definiti entrambi i simboli`\documentclass{article}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage{lmodern}

                \begin{document}
                \S \dots \S
                \end{document}`
                Cerca bene nel preambolo e nelle macro che hai definito, che tu non abbia caricato apacchetti che ridefiniscono le cose, alla peggio esegui un trace; oppure [tt]\show\S[/tt] e [tt]\show\dots]/tt]. Ma è assolutamante certo che entrambi i simboli sono definiti e il segno di sezione è presente nei Latin Modern.
                Per il resto, come diciamo entrambi, senza vedere il codice è difficile dire qualcosa che abbia una parvenza di certezza. All’occorrenza sai come contattarmi.

                in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104974
                OldClaudio
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                  Sì, i numeri delle pagine sono in nero, e quello l’ho già corretto in RoyalBlue; invece le impostazioni come quella di rendere attiva come ancora il numero della pagina e non la voce dell’indice, quello con hyperref e xelatex non si può fare, non ho provato con lualatex, perché non mi sembrava importante, rispetto al resto, ma xelatex ahimè produce una versione dvi estesa che viene trasformata un pdf da xdvipdfmx, mi pare che si chiami, e con questo programma di trasformazione non si possono sfruttare tutte le funzionalità di pdtex necessarie per fare quella cosa.
                  D’altra parte il motore luatex dovrebbe essere n clone esteso di pdftex, ma sembra che alcune funzionalità di pdftex, presenti inizialmente in luatex, siano state eliminate quasi subito, forse dalla versione 0.20, quindi quando lutex era ancora allo stato infantile.

                  in risposta a: Numeri “brutti” in ambiente tabular #105039
                  OldClaudio
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                    Allineare a destra dei numeri in colonne S che però hanno una intestazione più larga potrebbe essere difficile, ma nellacolonan S l’espressioane table-forma=n.0 specifica che i numeri interi sono incolonnati sulla cifra delle unnità, e quidi sono allineati a destra.

                    Ma il fatto che vengano composti con un font diverso da quello testuale dipende dalle features di ClassicThesis+ArsClassica. Non so metterci le mani dentro. Quindi non ti so dire come ottenere le cose che desideri; se usi i dollari, probabilmente ti escono in Euler; non so se è quello che desideri.

                    in risposta a: Numeri “brutti” in ambiente tabular #105036
                    OldClaudio
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                      Definisci sette colonne con i seguenti descrittori che scrivo spaziati per distinguerli meglio: ci scrivo sotto le intestazioni

                      [tt] l| c S[table-format=5.0] c l S[table-format=6.0] S[table-format=5.0] [/tt]
                      [tt] Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} & & Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} [/tt]

                      Vedi che la prima colonna intestata [tt]T\_MCC[/tt] è composta in una colonna descritta da [tt]c[/tt]
                      mentre la sesta colonna con la stessa intestazione è composta in una colonna descritta da [tt]S[table-format=5.0][/tt]

                      Nella prima delle due colonne coinvolte ci sono le cifre minuscole, nella secondo ci sono le cifre maiuscole.

                      Qualunque sia lo stile delle cifre che vuoi ottenere (io in una tabella userei solo cifre maiuscole ma la scelta è tua) devi descrivere le colonne nello stesso modo; se per caso tu volessi usare solo cifre minuscole, allora è meglio allinearle a destra con il descrittore di colonna [tt]r[/tt]; centrate non stanno bene.

                      in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104972
                      OldClaudio
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                        Lorenzo, prova a vedere questo documento

                        https://dl.dropboxusercontent.com/u/46128876/Tesi.pdf

                        Il file sorgente è quello che hai usato per TesiModerna e TesiClassica con uno sfoltimento del preambolo e qualche correzione nei file interni come Ringraziamenti.tex e Dichiarazione.tex per eliminare i comandi \myTitle, \myLocation, eccetera.
                        La classe è la stessa usata per artelingue

                        Il main file sorgente si riduce a`% !TEX TS-program = xelatex
                        % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        % !BIB TS-program = biber

                        \documentclass[11pt,% % corpo del font principale
                        a4paper,% % carta A4
                        twoside,openright,% % fronte-retro
                        % oneside,openany,% % solo fronte
                        dvipsnames, % nomi dei colori
                        babelshortcuts, % scorciatoie di babel
                        ]{classeartelingue}

                        \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
                        \setmainfont{TeX Gyre Pagella}[Numbers=OldStyle]
                        \setsansfont{Iwona}
                        \setmonofont{Menlo}[Scale=MatchLowercase]
                        \setotherlanguage{english}
                        \newfontfamily{\numberfont}{Palatino Linotype}[Numbers=Uppercase]
                        \setmathfont{XITS Math}

                        \usepackage[suftesi]{frontespizio} % frontespizo
                        % per includerlo nel documento bisogna:
                        % 1. compilare una prima volta Tesi.tex;
                        % 2. compilare a parte Tesi-frn.tex, generato dalla compilazione precedente;
                        % 3. compilare ancora Tesi.tex.

                        \usepackage{mparhack} % finezze tipografiche

                        \addbibresource{Bibliografia.bib} % database per biblatex

                        \usepackage{bookmark} % segnalibri

                        \hypersetup{% Non usare altro che simboli ASCII in questi metadati
                        pdftitle={La prova ontologica dell'esistenza di Dio},%
                        pdfauthor={\textcopyright\ Lorenzo Pantieri,
                        Universit\`a degli Studi del Magdeburgo,
                        Facolt\`a di Lettere e Filosofia},%
                        }

                        %%%%%%%%%%% Solo per collaudare questo file di prova

                        \usepackage{lipsum} % testo fittizio

                        \begin{document}

                        \frontmatter
                        %******************************************************************
                        % Materiale iniziale
                        %******************************************************************
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Frontespizio}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Colophon}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Dedica}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Indici}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Sommario+Abstract}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Ringraziamenti}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Introduzione}
                        \cleardoublepage
                        %******************************************************************
                        % Materiale principale
                        %******************************************************************
                        \mainmatter
                        \input{Capitoli/Lorem}
                        \input{Capitoli/Ipsum}
                        \appendix
                        \input{Capitoli/Dolor}
                        % *****************************************************************
                        % Materiale finale
                        %******************************************************************
                        \backmatter
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Bibliografia}
                        \input{MaterialeInizialeFinale/Dichiarazione}
                        \end{document}`

                        Si compila con XeLaTeX; lo si può compilare anche con LuaLaTeX, così da avere la microgiustificazione completamente funzionante, non solo con la protrusione ma anche con l’espansione/contrazione dei font. La classe è basata su memoir, classe molto stabile e molto, molto, molto configurabile. Senza le configurazioni già contenute dentro classeartelingue, memoir produce di default lo stesso impianto della classe book; font, disegno della pagina, eccetera.

                        Naturalmente senza il file di classe non puoi verificare; ti ho mandato solo il risultato finale per valutarlo e il main file solo per mostrarti quanto sia semplice impostare font e lingue con XeLaTeX (Serif= Palatino; sansesif= Iwona; mono= menlo; matematica XITS).
                        Tutto il resto che era presente nel preambolo di TesiClassica non era roba da preambolo, ma roba per la classe e c’era già.

                        Ora, a parte i font matematici che sono ampiamente compatibili con le norme ISO, ma ovviamente sono diversi dagli Euler (non ho nemmeno idea se esistano degli Euler OpenType, ma credo di no), vedi che è possibile fare di qualcosa molto simile all’ArteLaTeX con tutte o quasi le prerogative che vorresti avere (tranne gli Euler). È probabile che classeartelingue.cls si possa “forcare” per averne una versione compatibile con font a 8 bit, i soli che pdflatex può gestire. Non ho nessuna intenzione di eseguire questo fork, perché a me interessa poco una classe di questo genere e questo look della pagina, dei titoli e del resto.

                        Questo dimostra solo che scrrport.cs+ClassicThesis.sty+ArsClassica.sty non sono un trinomio obbligatorio; si possono ottenere gli stessi risultati anche con altri strumenti.

                        in risposta a: reale possibilità di utilizzo (impaginazione grafica) #105029
                        OldClaudio
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                          Ti posso dire che Se Linux Mint è una distribuzione conforme a Debian, allora ti conviene installare TeXLive seguendo le indicazioni contenute in texlive-ubuntu.pdf (valide con minime modifiche anche per altri Linux conformi a Debian); nel trovi il link nela sezione Documentazione di questo sito. Ci sono molti buoni motivi per seguire questa strada; sarebbe tropo lungo spiegarteli qui ma lo trovi non solo in una infinità di messaggi, ma anche sulle guide L’Arte di scrivere con LaTeX e L’arte della composizione tipografica con LaTeX entrambe scaricabili dalla sezione Documentazione di questo sito.

                          La seconda è un malloppo di quasi 800 pagine; non è ovviamente da leggere tutto d’un fiato e nemmeno tutto. Va comunque letto dopo L’Arte, non in sostituzione. Contiene un intero capitolo sul lavoro cooperativo, ed è questo che dovresti leggere per il tuo progetto.

                          in risposta a: reale possibilità di utilizzo (impaginazione grafica) #105026
                          OldClaudio
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                            Non ho ben capito se per impaginazione grafica intendi qualcosa che si possa fare con InDesign o con Scribus, o un degli altri impaginatori professionali.
                            Quanto hai già fatto con i programmi del sistema TeX? Se son sei pratico del sistema TeX e degli impaginatori grafici non puoi confrontare un impaginatore tipografico, come sono i principali programmi che fanno parte del sistema TeX, con un impaginatore grafico, come sono i programmi che ho nominato sopra.

                            Fare un lavoro cooperativo si può fare certamente con qualunque strumento, ma ci vuole un coordinatore che abbia sufficiente esperienza e autorità sui collaboratori perché eseguano quello che devono fare secondo precise prescrizioni, altrimenti il lavoro diventa una frustrazione per tutti. Ma non è una questione di chi usa LaTeX e chi usa un word processor. Almeno per il testo se usi XeLaTeX o LuaLaTeX, e quindi componi con font OpenType, importare un testo composto con un word processor moderno non è un problema; il problema sono le parti non testuali che finiscono comunque per ricadere completamente sulle spalle del coordinatore/redattore.

                            Ho comunque composto gli atti di un seminario/tavola rotonda dove i relatori mi hanno consegnato i loro lavori scritti prevalentemente in Word. Erano solo una dozzina di contributi, alcuni dei quali, però erano di diverse decine di pagine. La fatica più grossa visto che dovevo fare tutto con pdfLaTeX, perché XeLaTeX e LuaLaTeX non erano ancora disponibili, è stato quello di riportare tutti i testi alla stessa codifica, e riscrivere tutte le formule, convertire le figure, ridisegnandone ex novo non poche, e modificandole un poco con un programma di ritocco di immagini bitmapped, Visto che i relatori non avevano al più pallida idea di che cosa fosse un’immagine digitalizzata.
                            Insomma la cosa è fattibile in ogni modo; meglio se i collaboratori si accordano senza puntare i piedi su una serie dei compiti che vanno svolti in un unico modo. Se si dice che le immagini come le fotografie devono avere una densità minima assoluta di 150 pixel al pollice e i colori devono essere tutti nel modello di colore RGB, si perde un mucchio di tempo a convertire immagini a colori fatte con il modello CMYK; se si fanno disegnini al tratto con Paint e non si sa che cosa voglia dire densità di pixel, si scopre poi che tutti quei disegni vanno rifatti di sana pianta.
                            Ecco questi sono i problemi; non è un vero problema se sia più adatto un impaginatore tipografico rispetto ad un impaginatore grafico.

                            Siccome non ho capito bene il tuo problema è possibile che ti abbia raccontato delle cose che per te non sono di nessun interesse e di nessuna utilità.

                            in risposta a: Problema dopo un anno di non utilizzo #104998
                            OldClaudio
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                              Lello912″ post=105082Ciao Claudio,
                              Ad esempio il distiller (non so cosa sia) rimanda ancora a /usr/local/bin, mentre nella riga dedicata a pdftex compare la seguente scritta pdftex –file-line-error –synctex=1.

                              Che sia meglio re-installare tutto, o lascio tutto così?

                              Nel mio TeXShop quella riga è identica sia per pdftex sia per pdflatex; rappresenta la stringa che TeXShop manda al sistema operativo quando clicchi sul bottone Typeset. Dice al sistema operativo di lanciare il programma pdftex oppure pdflatex con quelle due opzioni; la prima specifica lo stile con cui scrivere nella console e nel file log i messaggi d’errore, e la seconda è importantissima perché permette di eseguire la ricerca diretta e inversa dalla finestra di editing alla finestra del visualizzatore pdf. Le hai sempre avute quelle opzioni. non ti preoccupare, clicca su Typeset e il TeXShop ti lancia la compilazione mostrandotene il risultato nella finestra PDF.

                              Se lanci i programmi dal terminale non hai la sincronizzazione delle due schermate sia perché non specifichi quelle opzioni, sia perché il sistema operativo che ha lavorato in base ai comandi che gli hai dato non ha la più vaga idea di quale visualizzaore di pdf vuoi usare per vedere il risultato.

                              Lascia che TeXShop faccia il suo lavoro e non ti preoccupare delle impostazioni/preferenze della finestra di dialogo di TeXShop.

                              Così il distiller? non te ne preoccupare; è possibile che tu non lo userai mai; comunque è un programma che trasforma un file PostScript in un file PDF.

                              in risposta a: Inserire parole chiave nel frontespizio #104987
                              OldClaudio
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                                Il tutto mostra da parte della burocrazia una ignoranza fuori del comune.

                                Per indicizzare le tesi e qualunque altro documento basta usare e leggere i matadati del file pdf, non c’è nemmeno bisogno di trascriverle a mano. E ogni programma di gestione bibliotecaria è in grado di leggere quei metadati, oltre naturalmente i due programmi dell’Adobe il Reader (gratuito) e l’Acrobat Pro (commerciale).

                                in risposta a: Problema dopo un anno di non utilizzo #104996
                                OldClaudio
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                                  Infatti non sembra un errore ma una opzione del comando per il terminale, oppure emesso dallo shell editor per lanciare la compilazione con pdflatex.

                                  Invece se hai installato MacTeX2015.pkg, e se hia El Capitan come sistem Operativo, cerca qui sul forum con le parole chiabe mactex el capitan e troverai come fare; oppure cerca in internet con le stesse parole chiave. In un breve messaggio come questo non si può spiegare come fare quelle due operazioni semplicissime ma delicate.

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