OldClaudio

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  • in risposta a: errore in compilazione #103039
    OldClaudio
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      alfredopacino” post=103030stesso errore su latex.exe se imposto come compilatore pdflatex

      Come fa a dare un errore con latex.exe se tu stai usando pdflatex.exe?

      Quella schermata che hai avuto vuol dire semplicemente che hai avuto un fatal eroor, e offre di vedere i dettagli cliccando sull’icona che vi è a finaco.
      I dettagli sono che ti apre il file log e puoi vedere che cosa c’è scritto verso la fine del file log.

      La riga dell’ambiente thebibliography che mostri non è necessariamente il punto dove c’è l’errore; segnala solo la riga che sta elaborando quando ha capito che non riusciva più a decifrare il codice; tiro a indovinare: non ha capito di stare elaborando una bibliografia perché magari nella riga prima hai scritto un nome diverso rispetto a thebibliography.

      Ma come ti stiamo ripetendo messaggio dopo messaggio, non riusciamo ad aiutarti se non ci crei un esempio minimo compilabile che replichi l’errore; se provi a farlo ma non riesci a replicare l’errore vuol dire che in un certo senso l’hai trovato, l’errore c’è ed è nella parte che non ha nulla a che vedere con quello che hai messo nell’esempio minimo compilabile. Troppo generico? certo, ma almeno sai che non è colpa di LaTeX, ma l’errore l’hai fatto per davvero tu.
      Come fare in questo caso?

      Prendi il tuo file originale e copia via via all’indietro la riga dove c’è scritto [tt]\end{document}[/tt]. quando l’errore non si manifesta più, l’errore si trova fra l’ultima posizione della riga \end{document} e la penultima. Cerca con maggiore attenzione in quel tratto del tuo documento, magari ripetendo il gochetto con spostamenti minori della riga \end{document}. Vedrai che lo trovi.

      Quando l’avrai trovato, correggilo (ovviamante) e poi cancella o commenta tutte le righe \end{document} tranne quella che davvero chiude il documento.

      in risposta a: Ampio spazio al termine di Wrapfig #103047
      OldClaudio
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        Le figure contornate dal testo (wrapfig) dovrebbero essere davvero piccolo e sempre nel margine esterno, mai in quello interno, visto che quello esterno è sempre largo almeno quanto quello interno, generalmente di più, e non è coinvolto dalla curvatura della pagina in corrispondenza della legatura/incollatura della costola del fascicolo che fisicamente costituisce la tesi.

        Le figure avvolte di solito non vanno a finire in ordine rispetto alle figure non avvolte e vanno tenute sufficientemente lontane dagli elenchi di qualunque genere. Nel tuo caso suggerirei di spostare la figura un po’ all’indietro nel margine esterno (codice O invece di I). Sta scritto nella documentazione di wrapfig.

        In ogni caso la didascalia sotto ad una piccola figura viene composta malissimo; meglio non metterla; anche perché potrrebbe puntare alla figura 21 quando in testa alla pagina compare la figura 22.

        Giocando con i parametri specificati nella documentazione di wrapfig puoi anche lavorare sullo spazio che la piccola figura deve occupare e di quanto deve rientrare nel testo; con un po di pazienza si riescono di solito a trovare i valori migliori per i propri scopi.

        in risposta a: errore in compilazione #103033
        OldClaudio
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          Di solito quell’errore si presenta quando si compila dopo che nella compilazione precedente si è manifestato un errore “fatale”.

          Cancellare tutti i file ausiliari è una soluzione che dovrebbe funzionare sempre; premere, invece, il tasto S e lasciare proseguire, spesso è più spiccio e anche se si manifestano errori il file viene compilato e i file ausiliari vengono ricreati; ovviamente i riferimenti incrociati possono risultare errati e l’indice mancare o essere incompleto, ma si fa prima a cliccare due volte sull’icona per compilare che non a cercare tutti i file ausiliari con la possibilità di dimenticarne qualcuno per la strada. Alcuni editor hanno però l’icona per cancellare i file ausiliari e questa icona è ancora più comoda.

          in risposta a: riferimenti bibliografici #103027
          OldClaudio
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            Sì, niente citazioni bblografiche in nota; nel tuo campo non si usano proprio; nelle scienze applicate e nelle tecnologia non si usano affatto. Te lo dico da ingegnere e da universitario in pensione; ne ho scritti molti di articoli per le riviste scientifiche e ho qualche esperienza in merito.

            in risposta a: riferimenti bibliografici #103025
            OldClaudio
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              Leggi la documentazione di biblatex che ha modi di citazione anche per le note.

              Ma mi domando perché non andrebbe bene il semplice comando \cite contenente anche l’argomento facoltativo; è più che sufficiente anche per gli scritti di carattere umanistico e contiene tutta l’informazione necessaria senza sprecare spazio delle note.

              Il fatto di citare i riferimenti in modo più o meno completo nelle note è abusato negli scritti umanistici; non c’è nessun bisogno di farlo, ma è utilissimo per fare diventare un articolo striminzito in un lungo artico con infinite note che impegnano uno spazio superiore a quello del testo e che solitamente non aggiungono nulla a quanto può fornire la composizione di un semplice \cite (o degli altri comandi simili per citare solo l’autore, solo l’anno,…).

              Ovviamente solo tu conosci il tipo di documento che stai scrivendo e solo tu puoi decidere cosa fare per le citazioni. biblatex ti consente di fare tutto quello che vuoi; ma non puoi farlo se non ne leggi la documentazione.

              in risposta a: [risolto] Non installa latex2rtf TexLive2015 404 Not Found #103021
              OldClaudio
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                Sei sicura di voler usare latex2rtf?

                La documentazione sul sito del suo creatore dice che:

                Latex2rtf tries to convert your LaTeX file into a RTF file for opening in Microsoft Word. The general idea is to try and get the things that computers are good at correct: character conversion, graphic conversion, etc. Page layout suffers because control in RTF is pretty pathetic compared to TeX. Consequently, it is likely that manual reformatting will be needed.

                Translation of bibliographies is pretty good and a wide range of styles are handled, but you must typeset your LaTeX file to create the needed .aux and .bbl files first.

                Translation of equations used to be excellent: it used to be possible to double-click equations in Word and then edit with MathType. Unfortunately, this conversion in Word has gotten progressively worse over the years (I changed nothing!). Unfortunately, the only solution is to converting to MTEF objects, which is a major rewrite (but would make OpenOffice users much happier.) Volunteers welcome!

                Io l’ho provato un poco, e per quel poco che ho visto l’ho abbandonato immediatamente. Ho provato anche tex4ht che porta ad un formato che poi potrebbe essere relaborato per creare ebook, ma il risultato è molto insoddisfacente.

                Ho usato pandoc che trasforma quasi tutto in quasi tutto; programma da linea di comando, gratuito, funziona bene per certe trasformazioni,meno bene per certe altre, am fra le sue trasformazioni ha nache latex –> doc (o docx? o odf? non ricordo bene) eseguita la trasformazione è necessario qualche ritocchino a mano, ma il tutto funziona non alla perfezione, ma funziona.

                D’altra parte tutti sanno che nel più sta il meno, ma non viceversa. Il formato LaTeX è un formato di markup molto evoluto, ma legato a un PDL (page description language), sia esso DVI, PDF o altro. Word è un word processor e il suo file sorgente non ha il concetto di pagina che ha LaTeX, perché esegue la composizione in modo sincrono e con i limiti del modo sincrono. I fine pagina sono contenuti nel suo codice interno, per esempio, ma solo quelli messi dall’autore; gli oggetti di grandi dimensioni fanno i capricci quando si edita qualcosa e si spostano nella schermata in modo difficilmente prevedibile. Insomma, quando uno ci ha dedicato abbastanza tempo anche Word e Writer fanno cose discrete, ma l’olio di gomito necessario talvolta può essere grande. Talvolta è necessario consumare quelle energie perché case editrici retrograde non si sono convertite a sistemi più moderni, ahimè. Non hanno ancora scoperto che con i software giusti si può fare qualunque cosa anche con i file PDF, anche per re-impaginare un documento.

                in risposta a: cambio improvviso di carattere nel testo #103013
                OldClaudio
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                  Ti ho messo il codice fra i tag necessari per evidenziare il codice.

                  Anch’io guardando il tuo codice ho visto che tutte le graffe sembrano accoppiate bene; lo sono almeno in quella parte di codice che mostri; ma…

                  Il tuo mark-up è piuttosto carente nella parte in cui Ivan ti dice che non gli piace.

                  Vediamo: tu scrivi`{\itshape{\bfseries spazio anellato}}`e questo codice contiene due errori, non gravi ma lo sono lo stesso:

                  1) c’è un \bfseries di troppo; te l’aha già fatto notare Ivan; l’errore è di tipogrfia; quando si mette in evidenza qualche cosa o lo si mette in corsivo o lo si mette fra virgolette, o lo si mette in nero, o…; quegli “o” sono disgiuntivi, non valgono per “o l’uno o l’altro o entrambi” ma per “o l’uno o l’altro ma non entrambi”. Poi Ivan ti consiglia di non usare il nero, ma di usare il corsivo normale; questa è una questione di stile, come indicato dal famosissimo book designer Rober Bringhurst di cui Ivan ed io e tanti altri “vecchi” del forum; “mai usare il nero”. Attento, anche se Bringhurst mi piace moltissimo sia per quel che dice sia per come lo dice, non sono d’accordo con tutto quel che dice; ma non ho nessuna autorità da dilettante quale sono per contestarne le opinioni.

                  2) usi \itshape come se fosse un comando: le graffe interne non servono a niente con le dichiarazioni; potrebbero servire in un costrutto come questo`{\itshape bla bla {\bfseries blo blo} ble ble}`ma siccome \bfseries è da togliere, ecco che le graffe interne sono ancora più inutili. Ti consiglio di usare i comandi invece delle dichiarazioni; il comando \textit{…} non imposta solo il corsivo per comporre il suo argomento ma ma inserisce anche la correzione italica che la dichiarazione \itshape non sa nemmeno che cosa sia. Confronta queste due scritture:`Queste due scritture (\texit{ALT}) e ({\itshape ALT}) sono diverse.`Poi ci sono altri vantaggi a delimitare l’argomento che le graffe del comando invece che con le graffe del gruppo, ma non voglio annoiarti troppo con dettagli di minore importanza.

                  Infine il comando \emph{…} serve per mettere in evidenza una parola o una locuzione; mette in corsivo se il testo circostante è in tondo e mette in tondo se il testo circostante è in corsivo; quando si vuole evidenziare qualche cosa è sempre meglio usare il comando \emph{…} invece del comando \textit{…}.

                  in risposta a: [Risolto] semplificare con \cancel #88465
                  OldClaudio
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                    Carica il pacchetto etex.

                    in risposta a: Description numerato? #102982
                    OldClaudio
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                      Ricordati di mettere i tag per comporre il codice come codice; Per mettere i tag puoi comodamente selezionare il codice e poi cliccare sull’icona che contien un disegno di un foglio bianco con un’orecchia nell’angolo superiore sinistro su cui sono sovrapposti i segni < e > in blu chiaro. Oppure, se apri il tuo messaggio cliccandolo con il pulsante edit vedi come puoi fare a mano quello che quell’icona fa automaticamente.

                      Poi per favore non scrive \small{parole parole parole}; \small è una dichiarazione non un comando e non vuole le graffe; in una tabella poi lo scopo della dichiarazione è la singola cella; non esiste il comando \textsmall come esistono le coppie \bfseries e \textbf e le altre simili.

                      Segnalate queste piccole cose, il tuo problema forse è risolvibile con dei \label e dei \ref, ma bisogna pensarci con attenzione; non è banale.
                      Non lo è perché comunque un comando \label raccoglie solo il valore dell’ultimo contatore LaTeX reso adatto ai riferimenti incrociati (usando il comando \refstepcounter) e il numero della pagina dove si trova il comando \label. Bisogna quindi inventarsi un contatore da dare in pasto a \refstepcounter prima di usare \label e poi dove occorre usare \ref il cui argomento sia la stessa etichetta usata per \label; le etichette di \label devono essere uniche in tutto il documento, e questo forse è più difficile che non lavorare col contatore “invisibile”.

                      in risposta a: Help: elenco algoritmi #102978
                      OldClaudio
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                        Quel paragrafo si riferisce ai problemi che esistono fra il pacchetto tocbibind e algorithms.

                        Perché fai quella toppa al codice, se non uso tocbibind?

                        E se usi tocbibind, perché lo usi? Oppure usi memoir? Memoir ha i sui metodi per le liste di qualunque cosa e bisogna usare i suoi comandi. Ma tu usi la classe memoir? È un’ottima classe, molto configurabile, ma sei sicuro di averne bisogno?

                        Quando dici che ottieni die “casini” che cosa intendi? Senza un esempio minimo compilabile non siamo in grado di capire di che “casini” si tratti.

                        Prendi il tuo main file e ricopialo con un altro nome in un altro file; togli tutto il contenuto del tuo tuo documento, e sostituiscilo con un breve testo che contenga almeno un algoritmo e contenga almeno l’ordine di comporne la lista. Il tutto deve cominciare con \documentclass e finire con \end{document} e deve replicare i tuoi “casini”. allegalo a un tuo messaggio, e faccelo avere. Senza quello non possiamo vedere che che pasticci si tratti e dove sia l’eventuale errore. Magari si tratta solo di pacchetti incompatibili e tu non hai commesso nessun errore, ma non possiamo saperlo senza l’esempio minimo compilabile.

                        in risposta a: ArsTeXnica 20 – GuIT Meeting 2015 #102173
                        OldClaudio
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                          Ho ricevuto diversi messaggi di articoli in arrivo oggi che è la scadenza che avevo fissato. del 1º settembre.

                          Mi è stato chiesto di prolungare la scadenza a venerdì 4 settembre.

                          D’accordo per il 4 settembre, ma non posso prolungare di più perché i tempi tecnici per preparare il numero 20 da distribuire ai partecipanti al Meeting è già ristretta.

                          in risposta a: keylist di bibtexkey in TexStudio #92899
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                            No, scusa, avevo capito male.
                            Siccome uso TeXstudio raramante non ho la pratica che hai tu, in paritcolare non riesco a capacitarmi del fatto che il menù che TeXstudio ti presenta è di un tipo se usi bibtex e di un altro se usi bibtex o biber per compilaro, perché le informazioni che ti presentava erano quelle del file .bib non compilato, non del pfile .pdf contenente la bibliograia compilata.

                            Ti richiedo scusa, perché ho frainteso; inoltre non so come aiutarti.:sad:

                            in risposta a: keylist di bibtexkey in TexStudio #92897
                            OldClaudio
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                              Sei in gamba, ma la lettura delle guide non è il tuo forte; sia che usi biblatex+biber, sia che usi *.bst+bibtex, quasi tutti gli stili di formazione della bibliografia e di citazione prevedono di poter citare l’autore+anno, solo l’autore, solo l’anno, in modi diversi.

                              Prima funzionava? sicuramente funziona anche ora, solo che forse va usato un comando diverso o va specificata una opzione diversa.
                              Non ti posso dire quale, perché la mia memoria è troppo corta e non mi ricordo che stile usi, che opzioni usi, eccetera.
                              Inoltre non sono un esperto di bibliografia, visto che quando ho libertà di scelta uso solo il metodo numerico; quando devo usare altri metodi, mi fido dei file .bst preparati da altri, o di impostazioni/opzioni preparate da altri, e quel che ne esce io accetto.
                              Con questo non voglio dire che non capisco il tuo problema, ma sono sicuro di avere letto nella documentazione del pacchetto di natbib almeno una mezza dozzina di modi diversi di citare; so anche che biblatex accetta l’opzione natbib; quindi, se non estrapolo troppo, anche con biblatex puoi usare i vari metodi di natbib.

                              in risposta a: Help: sottoparagrafi #102972
                              OldClaudio
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                                … e di leggere L’Arte che spiega benissimo questo fatto; spiega anche come fare per mettere nell’indice tutti i sezionamneti fino al livello desiderato; come numerarli e come non numerarli, la differenza fra i comandi normali come \chapter, \section, \subsection, eccetara, e i corrispondenti comandi asteriscati. LaTeX fa molto di più dei word processor, ma per questo motivo è meno intuitivo.

                                La lettura di una guida per principianti come l’Arte è essenziale; non passare questo consiglio sotto gamba; più ti documenti prima, meno tempo perdi dopo.

                                in risposta a: Help: è/ é #102965
                                OldClaudio
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                                  Tony,Quello che suggerisce il tuo quasi omonimo è corretto, ma a stretto rigore non è vincolante quell’oridne di caricamanto.

                                  Il tuo grosso errore è stato quello di avere specificato ansinew dopo utf8. Le due codifiche sono in contrasto l’una con l’altra; in entrata o scrivi in ansinew (pessima idea) o scrivi in utf8 (ottima idea). Non basta: devi salvare il tuo (i tuoi) file .tex con la codifica specificata al pacchetto inputenc.

                                  Questo è tutto spiegato nelle varie guide, compresa l’ottima Arte (che, secondo me, insiste un po’ troppo su quell’orine di caricamento, il quale, a strettissimo rigore, non sarebbe il migliore, ma per fortuna chi l’ha programmato ha previsto usi impropri…).
                                  Ma se vuoi chiarirti le idee sulle codifiche d’entrata e su quelle dei font con cui componi, scaricati e leggiti al guida tematica sulle codifiche, sempre dalla sezione Documentazione di questo sito. Capirai perché specificare due codifiche in entrata è un grosso errore, e perché l’ultima specifica è quella di default; per in font di uscita si possono specificare diverse codifiche, perché i font latini ne hanno una (in realtà più di una), i font greci lo stesso, i font cirillici altre ancora e via di questo passo.

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