Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Eccoti la soluzione`\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{textalpha}
\DeclareUnicodeCharacter{03F0}{\textkappa} % ϰ\begin{document}
\tableofcontents
\section{Archimende disse \ensuregreek{Ἔυρεκα!}}
E Archimede, uscito in fretta e furia dalla piscina, esclamò “\ensuregreek{Ἔυρεκα!}'', ma queste furono le sue ultime parole.
Archimede ripeté la parola dicendo \ensuregreek{Ἔυρεϰα!}
\end{document}`che produce senza errori il file seguente:[attachment=1368]Testtextalpha_2015-07-19-2.pdf[/attachment]
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::
I font con codifica LGR contengono usa sola lettera κ non due come sono presenti nei font unicode. Non importa come sono disegnate; in realtà disegnano una ϰ, dipende dal particolare disegno di ogni polizza.
Sono pronto a segnalare il bug al curatore dei babel-greek. nel frattempo cerco un work around.
Il più semplice sarebbe quello di sostituire globalmente tutti i glifi ϰ del tuo testo sorgente con i corrispondenti glifi κ. spero di trovare una qualche impostazione/macro che ti permetta di ottenere il la scrittura del testo senza lasciarti il buco vuoto al posto della ϰ.Non avevo notato che il testo che avevi proposto in un tuo messaggio precedente e con il quale ti ho preparato di due esempi minimi compilabili non contenesse nessuna ϰ 🙁
18 Luglio 2015 alle 14:32 in risposta a: Modificare i margini di una sola pagina del documento #102570::
No, @calciscacchi, hai risolto il tuo problema violentando al tipografia: non puoi creare un capitolo che contenga solo una figura, questo è tipograficamente sbagliato; certo lo puoi fare con Word o con Writer, ma quelli non sono programmi per la composizione tipografica. Il capitolo in quanto tale deve contenere obbligatoriamente del testo e facoltativamente può contenere, figure, tabelle matematica e via di questo passo altri oggetti ingombranti.
In tipografia gli oggetti ingombrante o si spezzano in fin di pagina, o si spostano dove c’è abbastanza spazio per le loro dimensioni; le didascalie sono numerate apposta per poter fare riferimento a quelle figure o a quelle tabelle per “nome”, cioè per numero, e a causa di questo non si comincia mai un capitolo con una figura.
È molto probabile che se avessi usato gli strumenti di LaTeX (pacchetto TiKZ) per fare il tuo schema Entità-Relazione avresti potuto fare una cosa ben fatta senza dover ricorrere a caratteri minuscoli.
::
Armando, scusami, ma da quello che dici non hai solo una infarinatora di LaTeX, ma hai anche solo una minima infarinatura di computer e di sisteama operativo.Allora per quel che riguarda LaTeX apri la sezione Documentazione qui in alto nella barra nera, cerca “Le guide di Lorenzo Pantieri”, cerca il lino oer l’Arte di scrivere con LaTeX, cliccaci sopra escarica in file.
Leggiti i primi diciamo 4 o 5 capitoli, poi scorri rapiadamante il resto, perché ti servirà come secondo avvicinamento a LaTeX. Quando hai capito la filosofia di LaTeX e la differenza sostanziale fra editor e programma di tipocomposizione, allora vai al capitolo 6: Tabelle e Figure, poi vai al paragrafo 6.4, leggi con attenzione e infine impara bene il sotto paragrafo 6.4.5, “Includere immagini nel documento”. Sono pagine essenziali.
Ma capirai che non puoi includere le immagini come faresti con Word; devi scrivere dei cmandi con i loro argomenti, visto che LaTeX è un linguaggio di programmazione, non puoi fare le cose con il mouse come faresti con Word.
::
Ma @armandino, quei file dwg e ove li hai creati tu con Autocad e Overture, oli hai presi già fatti, o te li ha dati la persona con cui collabori?Nel seocndo caso senza quei programmi è difficile che ci sia un altro programma che accetti quei file in entrata per produrre un’uscita in pdf (per il quale si può usare tranquillamente pdfpages se si tratta di file di più paigne, altrimenti un normale \includegraphics con un fattore di scala adeguato al file da riprodurre.
Nel primo caso tu in persona usa quei programmi per produrre un’uscita in PDF o in EPS; cerca nel menu Files se c’è un’opzione specifica o leggi l’Help per vedere come fare; se i file li ha prodotti l’altra persona chiedile di produrti due file nei formati preferibilmente PDF, opppure EPS.
Se per caso MS Word o LibreOffice Writer potessero importare file di quei due formati, importali e poi esportali in formato PDF.
Come risorsa estrema i driver di stampa, che quei programmi usano per stampare, potrebbero essere in grado di stampare su file in formato PDF.
::
Vuoi dire che i due esempi che ti ho inviato non compilano e ti segnalano quell’errore?Ci vuole almeno il file log e almeno un esempio minimo compilabile; i due file che ti ho inviato sono esempi minimi compilabili,
Siccome da me con TeXLive 2015 COMPLETA, compila perfettamente, le poche informazioni che dai sono insufficienti. I miei file sono “contro sempi” rispetto al tuo caso dove non compila.
Supponiamo che uno dei miei file non compili da te; eseguilo e quando se si ferma durante l’esecuzione dai nella console il comando Q +invio; poi prendi il file log e allegalo al tuo prossimo messaggio.
::
Vuoi dire che i due esempi che ti ho inviato non compilano e ti segnalano quell’errore?Ci vuole almeno il file log e almeno un esempio minimo compilabile; i due file che ti ho inviato sono esempi minimi compilabili,
Siccome da me con TeXLive 2015 COMPLETA, compila perfettamente, le poche informazioni che dai sono insufficienti. I miei file sono “controsempi” rispetto al tuo coso dove non compila.
::
Come ti ho detto, allora, devi esportare i file di Autocad e di Overture in uno dei formati accettabili da pdflatex: PDF, EPS, PNG, JPG; il primo è preferibile; il secondo è un ripiego, gli atlri due non danno buoni risultati altro che con immagini con variazioni di colore non a scalino (il pixel primo è bianco e il pixel dopo è nero).
So per certo che Autocad può esporare il suo disegno in formato EPS, forse anche PDF. Di Octave non saprei dire.
::
I formati dei tuoi file sono ignoti alla maggior parte degli utenti di calcolatori,me compreso.Suppongo che i file in formato dwg (drawing) siano i file sorgente che usa autocad per riprendere i disegni fatti con quel programma al fime di poterli modificare. È possibile che siano file di testo scritti in modo particolare; se è vera la mia supposizione allora puoi importate quei file con il comando \VerbatimInput del pacchetto fancyverb; se vuoi personalizzare quei file in modo più elegante puoi importali con i comandi definiti con il pacchetto listings. È ovvio che la mia supposizione è errata, quanto ho detto non serve a niente. Puoi verificare da solo cercano di aprire il file dwg con un programma di editing di file puramente testuali, per esempio Notepad (BloccoNote) o NotePad++, su Windows, gedit o altri simili programmi su Linux, TextEdit su Mac. Se il file si apre senza far defungere il programma usato, e se nello schermo non appaiono altro che caratteri ASCII, allora il file è testuale e la mia ipotesi è vera.
Lo stesso può essere usato con i file ove, anche se non ho idea di che cosa faccia Overture, oltre a permettere di scrivere spartiti musicali.
In entrambi i casi devi domandarti se al lettore del tuo documento serva più conoscere il risultato di quei programmi, cioè il risultato grafico per il quale sono stati usati quei programmi, o serva di più conoscere il file sorgente da cui quei programmi possono replicare i file di uscita.
A meno che tu non scriva un manuale per l’uso di quei programmi, io propenderei per la prima soluzione, quindi cercherei di chiedere a quei programmi di produrre un file grafico nei formati che pdflatex può importare: PDF, EPS, JPG, PNG.
::
\ensuregreek non è adatto a scrivere testi di puù righe; serve per scrivere una parola o due.Guarda l’esempio seguente:`\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{textalpha}\begin{document}
\tableofcontents
\section{Archimende disse \ensuregreek{Ἔυρεκα!}}
E Archimede, uscito in fretta e furia dalla piscina, esclamò “\ensuregreek{Ἔυρεκα!}'', ma queste furono le sue ultime parole.
\end{document}` che produce il testo che segue:
[attachment=1364]Testtextalpha.pdf[/attachment]
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::
Intanto non devi lasciare spazi prima e dopo l’asterico di otherlanguage.
Poi devi eliminare LGRx, che non serve a meno che tu non voglia usare \ensure greek.
Poi non usare la lingua polutoniko che è un residuo bellico per garantire un minimo di retrocompatibilità per compilare testi “d’annata” i cui sorgenti furono scritti almeno 20 anni fa.
Il modo corretto è il seguente:`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[greek.ancient,italian]{babel}
\begin{document}
\begin{otherlanguage*}{greek}
Τῃ πάντα διδούσῃ καὶ ἀπολαμβανούσῃ φύσει ὁ πεπαιδευμένος καὶ αἰδήμων
λέγει· ((δὸς, ὃ θέλεις, ἀπόλαβε, ὃ θέλεις)). Λέγει δὲ τοῦτο οὐ
καταθρασυνόμενος, ἀλλὰ πειθαρχῶν μόνον καὶ εὐνοῶν αὐτῃ.
\end{otherlanguage*}
\end{document}`Il risultto della compilazione è il seguente:[attachment=1363]TestGreek.pdf[/attachment]
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::
Il corpo più piccolo rende il neretto accettabile, anzi, direi è quello che ci vuole, erché la serie media , benché il titolo sia spaziato dal resto del testo, potrebeb passare inosservato al lettore poco attento.Ti dirò: nell’arte credo che quello sia l’unico neo. è vero che Bringhurst stigmatizza il nero, ma non sempre il nero è da escludere, oppure si supplicse con qualche altra forma che richiami attenzione; il maiuscoletto potrebbe essere un ottimo sostituto del nero; il corpo maggiore farebbe risaltrare il titolino rispetto al testo circostante.
Ma lascia così. Secondo me il font Iwona consente questo neretto che non è nero cmoe sarebbe con la serie bx del CM/LM/EC o della serie b di alcuni font della collezione TeX Gyre.
::
Vul dire che compene in greco come \ensuremath compone in matematica. Con \esuregreek comunichi al programma di composizione che vuoi scrivere in greco e lui ti assicura di farlo. Il pacchetto che esegue la definizione di \ensuregreek è textalpha.sty, ma credo che vada caricato in modo esplicito. Non sono andato a rivedere al documentazione, ma sono sicuro al 99,99% che sia così.
::
Sbagli nel supporre che pdflatx capisca da solo che deve comporre in greco. \begin{othelanguage*}{greek}…\end{otherlanguage} gli dice che quanto sostituisce i puntino deve essere scritto in greco.
Non c’è niente di diverso dal caso in cui tu scriva \usepackage{german,french,english,italian]{babel} perché la lingua di default è l’italiano, ma coma fa a scorire che un brano di testo è in tedesco o in francese o in inglese? Devi dirglielo.
Il mark-up di latex funziona proprio così.Nota che se componessi con xelatex o lualatex che possono usare font OpenType contenenti molti alfabeti, il programma non avrebbe nemmeno bisogno di cambiare font per passare dall’alfabeto latino a quello greco, ma ha pur sempre bisogno di sapere come sillabare le parole in fin di riga; ha bisogno di sapere quali segni sono le maiuscole dei segni delle minuscole e viceversa, ha bisogno di sapere come usare le virgolette giuste nelle citazioni all’interno del testo, ha bisogno di conoscere le spaziature prima e dopo i diversi segni di interpunzione, e via di questo passo. Quindi anche con xelatex e lualatex devi dirgli quando cambi lingua e che lingua vuoi usare. Babel o polyglossia caricano in memoria le macro necessarie per comporre nelle lingue indicate, ma non le selezionano; mettono solo degli strumenti a disposizione dell’utente.
Con word, puoi evidenziare un tratto di testo, poi puoi cliccare sulla scelta della lingua e quel testo evidenziato viene sillabato, punteggiato come quella lingua richiede e viene composto con i font adatti a quella lingua. ma nello schermo non vedi nessun segno di marcatura, per cui se il font di composizione non cambia non sai se sei tornato all’italiano o se stati continuando in tedesco. Sono queste informazioni nascoste uno dei motivi per i quali molti preferiscono usare la composizione sincrona di Word, invece della composizione asincrona di latex, perché così non vedono il mark-up di word e possono leggere sullo schermo una buona approssimazione di quello che verrà eventualmente stampato (se tutto va bene; spesso ciò che viene stampato non era affatto quello che si vedeva sullo schermo).
Ma cambiare approccio da word a latex è inizialmente molto difficile. Quando ti ci sei abituato, non riesci più a farne a meno.
-
AutoreRisposte