OldClaudio

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  • in risposta a: Sillabazione e lettere accentate RISOLTO #99930
    OldClaudio
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      Le tue informazioni non consentono l’analisi del tuo problema.

      Bisognerebbe sapere quale editor usi ora per comporre o editare i tuoi vecchi file .tex; perché la cosa sembra dipendere essenzialmente da quello. è probable che l’editor incorporato nella tua vecchia versione di PCTeX fosse già configurato per far funzionare TeX-the-program con la codifica giusta, ma ora PCTeX apparentemente non esiste più; forse esistono ancora versioni commerciali, ma dubito che con la disponibilità gratuita della distribuzione completa TeX Live 2014 (e anche dell’ultima decina di anni) non ce ne siano rimasti molti in giro.

      A Me basterebbe avere il nome del tuo editor e un file .tex di una cinquantina di righe al massimo per verificare che cosa ti succede.

      Io ipotizzo quanto segue:
      1) nei primi anni ’90 non esisteva ancora LaTeX2e, e il povero LaTeX209 funzionava con una sola lingua alla volta, perché non era ancora uscito (o era appena uscito ma non era ancora diffuso) TeX3.x. I calcoaltori windows andavano avanti con la codifica cp850 e con Win98, forse, con la codifica ansinew. usando la codifica giusta per i calcolatori moderni, il tuo file da compilare con Plain TeX, probabilmente potrebbe funzionare correttamente, ma mentre LATeX2e ha un meccanismo olto semplice per gestire tante possibili codifiche, Plain TeX richiede la solita immaginazione e serie di dirty tricks per convincerlo a fare cose banali.

      2) la sillabazione è un altro punto debole di plain TeX, ma o con qualche dirty trick si riesce a fargliela digerire, nel senso di poter scegliere la lingua con cui sillabare, oppure bisogna usare certe facility del pacchetto babel che lo renderebbero usabile anche con Plain TeX; non ho mai provato a farlo perché per mia fortuna non ho mai dovuto comporre un documento in Plain TeX, anche se sono capace di usare il linguaggio nativo e le macro interne con una certa disinvoltura e conosco il TeXbook piuttosto bene (cioè a sufficienza ma non da trenta e lode) 🙂

      Conclusione: fornisci per favore il nome dell’editor che usi oggi, e allega un file minimale che replichi il tuo problema; inizia il file scrivendo un commento che dica `% Da compilare con Plain TeX` e che termini con `\bye`

      in risposta a: Bibliografia autore-data #99935
      OldClaudio
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        Stando al manuale di Lamport, liberamente tradotto nella guida tematica LaTeX Handbook commentato Se si specifica l’argomento facoltativo di \bibitem, questa etichetta compare tanto nella bibliografia quanto nella citazione. Se nella tua bibliografia composta ti compaiono alcune etichette nella forma autore-anno, e in altre ti compare il numero, è probabile che tu ti sia dimenticato di fornire l’etichetta.
        Se non è così, scusami, ma senza la tua bibliografia, almeno una parte di essa, e in pratica senza un esempio minimo compilabile (esempio minimo compilabile: un file tex che comincia con \documentclass e finisce con \end{documente} che contiene il minimo di codice che permetta di replicare il problema) non è facile immaginare perché a te non succeda come descritto nel manuale di LaTeX.

        in risposta a: Biber non trova la citazione #99911
        OldClaudio
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          Per quel che riguarda TeX Live, noi consigliamo sempre di scaricare e installare il tutto, completo senza saltare nemmeno le parti per scrivere in mongolo:wink: … non si sa mai.
          Il vantaggio evidente di avere installata la distribuzione completa è che non ti manca mai niente, come ti sta mancando ora.
          Lo svantaggio evidente della stessa installazione completa è chei consuma uno spazio molto grande sul disco; biaogna dire che con i dischi di oggio, dove 250GiB sono il minimo anche sui laptop, 4,5 GiB non sono granché, ma con dishi più piccoli potrebbe essere un problemino. IN questo caso l’installatore di TeXLive consentirebbe di selezionare quali parti installare, ma se non sei in questo caso, lascia perdere e installa tutto.

          Un programma per gestire i file bib è JabRef, uno script Java che gira anche sulle macchine Linux; creare i file bib con JabRef o altri simili programmi non è difficile, ma se sbagli a scrivere le chiavi non c’è programma che tenga; per esempio se nel data base elenchi il TeXbook e come chiave scrivi tex:book, ma nel testo scrivi \cite{texbook} è chiaro che né bibtex né bibref riscono a trovare la coincidenza di chiavi.

          Nel tuo caso particolare, visto che la diagnostica ti dice quae chiave non ha trovato, vai a cercare nel file bib quel riferimento e controlla che le chiavi coincidano. A me succede spesso di commettere errori di questo genere, quindi è la prima cosa che mi viene in mente di controllare.

          Se invece nel tuo file sorgente hai usato \nocite{*}, allora il problema non può presentarsi, perché vengono composte tutte le voci del tuo file .bib senza controllare se le chiavi coincidano oppure no. Potrebbe invece succedere anche con \nocite{*} che tu sbagli a scrivere una chiave, ma allora nel file log appare il messaggio finale che alcune citazioni non sono state trovate; ma se leggi l’intero file log cercando la stringa “undefined” (senza virgolette) trovi tutto ciò che non è stato definito, compresa la chiave errata.

          in risposta a: Overfull \hbox con BibLaTeX #99926
          OldClaudio
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            Ni sembra che se compili la bibliografia con biber e usi biblatex, dovresti scrivere \addbibresource{biblatextest.bib} e non \bibliography{biblatextest}.

            Certo è che la divisione in fin di riga di parole tedesche, o sillabate con le regole del tedesco può dare dei seri problemi; specialmente se componi la bibliografia su due colonne, come succede spesso con gli articoli. So per certo che i record bibliografico consentono di specificare un campo hyphenation che accetta il nome di una lingua come lo conosce babel (o polyglossia), ma bisogna anche che quella lingua sia elencata fra le lingue del documento nella lista di opzioni di babel, oppure con i comandi espliciti di polyglossia. Se hai dei record con il contenuto in inglese e specifichi solo german fra le lingue, ti si può presentare quel problema.
            Finisco col dire che siccome biblatextest non è un file facente parte in qualche modo della distribuzione TeX Live (almeno io non l’ho trovato) non è facile inventarsene uno per provare biblatex e che present lo stesso problema.

            in risposta a: Numeri minuscoli #99905
            OldClaudio
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              OK, ragazzi, la mia è chiusura immotivata.
              Ciò non toglie che io preferisca l’uso di esauriente piuttosto che di esaustivo. De gustibus…

              in risposta a: Installazione latex2rtf #99923
              OldClaudio
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                hai fatto un buon lavoro, ma non puoi spremere sangue da una rapa

                latex2rtf o altri programmi simili funzionano solo se si usano esclusivamente comandi del nucleo di LaTeX; vale a dire, senza pacchetti esterni e senza macro definite dall’utente.

                Hai altre possibilità:

                1) installare pandoc che passando attraverso il “markdown” riesce a convertire documenti in molti formati in molti altri formati. Fra i programmi di questo genere sembra che pandoc riesca a convertire abbastanza bene un file latex in un file docx o, forse, anche doc. Ho però il sospetto che il tuo file sorgente usi molti pacchetti esterni e molte definizioni locali, quindi tempo che anche pandoc non ce la faccia.

                2) puoi prendere il file PDF prodotto compilando con latex (e convertendo il file DVI in file PDF) o pdflatexe poi ocnvertire il file PDF in file doc o docx. Fra i programmi che fanno queste cose c’è il programma gratuito AdobeReader XI, che ti permette di eseguire la “traduzione” del formato inviando il file pdf ad un servizio a pagamento a cui bisogna iscriversi; quanto sia valida questa traduzione non lo so, ma poi, comunque devi aggiustare a mano il risultato. Oppure puoi acquistare Adobe Acrobat Professional XI (che agli studenti che dimostrino all’Adobe di essere veramente studenti regolarmente iscritti ad una università, e ai docenti di ruolo o emeriti delle università di acquistarlo ad un prezzo molto conveniente — direi circa un terzo del prezzo commerciale) che è capace di eseguire questa “traduzione”da solo, senza appoggiarsi al servizio esterno. Ci sono sicuramente altri programmi, specialmente nel mondo Linux, ma non li conosco.

                Devo dire che se il testo da tradurre fosse prevalentemente prosa, la conversione viene abbastanza bene, ma se contiene qualcosain linguaggio matematico, probabilmente bisogna rimetterci le mani; anche figure e tabelle pongono dei problemi, ma in fondo sono piccole cose.

                Finisco col commentare che le riviste che esigono il formato doc o docx sono quasi la totalità nel dominio delle scienze umane; ma per queste riviste la traduzione in quei formati con pandoc o con i programmi della Adobe che ho citato sopra sono quasi perfette.
                Se invece quelle riviste sono nel dominio delle scienze sperimentali o delle scienze matematiche, allora il fatto che non accettino il formato PDF dimostra che non sono in linea con i tempi. Con Word, e quindi con il formato doc o docx, sebbene le cose vengano meglio di un tempo, la matematica si scrive molto male e in modo poco professionale, come con ogni programma che funzioni da interfaccia grafica fra l’utente e il codice sottostante; quella GUI può essere magnifica ma può fare solo quelli che sa fare, non è espandibile a piacere come un programma non interattivo come LaTeX. Ho letto da qualche aprte che Knuth stesso avrebbe fatto una consulenza per la Microsoft per aggiornare e migliorare l’Equation Editor, ma nemmeno Knuth riesce a togliere i difetti intrinseci di un programma interattivo (un programma sincrono).

                Ecco perché, ottenuto un file doc o docx con uno dei programmi suddetti, devi metterci le mani per aggiustarlo usando Microsoft Word oppure OpenOffice/LibreOffice Writer. Anzi Writer ha un Equation Editor che usa LaTeX er comporre formule matematiche e le può inserire nel testo come immagini, sebbene vi inserisca anche il codice sorgente di queste espressioni matematiche, così che le si possa modificare nel caso di necessità.

                Il sangue estratto da una rapa è un paragone sbagliato, ma in qualche modo rende l’idea lo stesso; infatti un file tex contiene molta più informazione di quella che può essere contenuta in un file doc o docx; quindi ogni volta che converti da tex a doc o docx perdi l’informazione che il primo contiene e il secondo non può contenere.

                in risposta a: Numeri minuscoli #99902
                OldClaudio
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                  marchetto” post=99599Grazie per le spiegazioni esaustive

                  Sempre per l’abitudine di pingoleggiare, esaustivo non è riportato nel dizionario italiano, ma è riportato esausto che vuol dire vuoto; in senso figurato esausto vuol dire privo di forze (“vuoto” di forze). Esaustivo è l’inglese exhaustive riprodotto in italiano per assonanza; il suo significato nel dizionario Oxford che ho a bordo del mio Mac, mi dice che exhaustive vuol dire “including or considering all elements or aspects; fully comprehensive”.

                  In italiano si dovrebbe dire esauriente a cui il dizionario italiano assegna due significati:

                  1 agg
                  che tratta compiutamente un argomento

                  2 agg
                  convincente

                  Spesso qui sul forum ci dedichiamo a pignolerie di questo tipo, ma è nella natura di LaTeX; LaTeX serve per comporre documenti bellissimi, perfettamente tipocomposti secondo le regole della tipografia e secondo la migliore pratica del mestiere (parole liberamente tradotte e interpretate da una frase di Knuth all’inizio del TeXbook).

                  Un bel libro scritto in “itangliano” perde tutta la sua bellezza.

                  Poi nessuno di noi è infallibile, ma ce la mettiamo tutta per fare del nostro meglio 🙂

                  in risposta a: [RISOLTO] letteracdp + fancyhdr: perchè non funziona? #99756
                  OldClaudio
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                    Inkscape fa tante cose; la sua uscita normale è il formato SVG, ma può esportare in tanti altri formati vettoriali e non vettoriali.
                    Mi pare di ricordare che sia anche capace di tracciare il contorno di una figura bitmapped producendone un equivalente vettoriale. Questo lavoro viene fatto anche dai programmi autotrace e potrace che vengono usati abbastanza spesso per convertire font bitmapped in font vettoriali.

                    Il lavoro difficile con il logo dell’AGESCI è quello di disegnarlo in qualche modo; siccome gli stroke sono tanti e di diversa foggia. Se uno dispone di un disegno già fatto, il tracciamento non è difficile. Quello che mi ha stupito nella scelta di Liverpool è stata quella di disporre inizialmente di un disegno vettoriale in formato SVG, che con inkscape può elaborare come vuole, modificandolo, salvandolo in altri formati, eccetera; ma ha deciso di salvarlo come codice per TikZ/pgfplots, invece che nel formato PDF, che è già vettoriale di suo (a meno che uno non voglia incorporarvi una fotografia o un disegno nei formati jpg o png che sono bitmapped). Oltre al formato PDF, anche il formato EPS può incorporare un disegno bitmapped. In sostanza l’estensione del disegno non garantisce la forma vettoriale vera, mentre le estensioni ipg, png, bmp, wmf, tiff, gif, e simili sono solo bitmapped.

                    Capisco benissimo, perché ci sono passato anch’io, che sia difficile distinguere queste cose: disegno bitmappaed, disegno vettoriale, disegno potenzialmente vettoriale che però è fatto incorporando una bitmap. A posteriori si può vedere se un formato vettoriale è davvero vettoriale aprendolo con un programma di visualizzazione adatto al particolare formato e poi ingrandendo moltissimo l’immagine; se l’immagine si sgrana il file è un “finto vettoriale”, un vettoriale che incorpora una bitmap.

                    in risposta a: Testatine – fancyhdr #99914
                    OldClaudio
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                      Se togliessi \MakeUppercase dai due \mark…?

                      in risposta a: [RISOLTO] letteracdp + fancyhdr: perchè non funziona? #99754
                      OldClaudio
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                        franen” post=99580

                        di che sw si tratta?

                        di inkscape.
                        Francesco

                        Se hai usato inkscape, perché non hai esportato direttamente il logo in pdf?

                        in risposta a: Installazione TeXLive2014 su server aziendale #96943
                        OldClaudio
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                          La data esatta non è ancora fissata ma conta pure sul 31 agosto 2015. Sì puoi scriverlo tutto in inglese, con i soliti due abstract, uno nella lingua principale e uno nella lingua secondaria (entrambe sono o l’italiano o l’inglese). In questo sito nella sezione di ArsTeXnica trovi il Kit che contiene le istruzioni e i file, oltre la classe arstexnica.cls e lo stile bibliografico arstexnica.bst, per comporre l’articolo.

                          in risposta a: Installazione TeXLive2014 su server aziendale #96941
                          OldClaudio
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                            L’informazione del numero 20 nel messaggio di Roberto non c’è, ed è per questo che pensavo che ti avesse sollecitato a scrivere per il numero 19; ma per il numero 20 c’è tutto il tempo che vuoi; sei poi tenuto a venire al meeting per presentare il tuo lavoro ai partecipanti. Il meeting, ogni meeting del GuIt è un’esperienza piacevole; si vedono in faccia le persone che si incontrano solo per iscritto nel forum; si incontrano partecipanti interessanti, si vien a contatto con problemi diversi dal solito; si fa una bella cena assieme. Insomma è un giorno che si ricorda volentieri.

                            Aspetto quindi il tuo lavoro per il prossimo numero pari di ArsTeXnica. 🙂

                            in risposta a: [RISOLTO] letteracdp + fancyhdr: perchè non funziona? #99751
                            OldClaudio
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                              franen” post=99562 @renareto: il logo è stato convertito da svg tramire un software, non lo h fatto a mano! 😀

                              Ah, be’, tiro un sospiro di sollievo…:mrgreen:

                              in risposta a: Interrompere la compilazione programmaticamente #99864
                              OldClaudio
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                                E che cosa succede quando premi X per un errore che richiede la terminazione immediata?

                                Niente; al massimo ti si dice che al momento di eseguire \end{document} eri all’interno di un gruppo di livello , proprio perché quel gruppo di tikzpicture non è stato chiuso (\begin e \end costituiscono un gruppo).

                                in risposta a: Numeri minuscoli #99900
                                OldClaudio
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                                  marchetto” post=99567Dopo aver letto questa domanda qualcuno potrebbe mettersi le mani nei capelli. A mia discolpa dico che prima di conoscere Latex non avevo mai sentito nessuno parlare di numeri minuscoli.

                                  Domanda: A cosa servono i numeri minuscoli? Che differenza c’è tra i minuscoli e i “maiuscoli”? Non credo che questa distinzione abbia le stesse motivazioni della diversità tra lettere maiuscole e minuscole. è un motivo estetico/tipografico o ce ne sono anche altri?

                                  Grazie
                                  Marco

                                  Marchetto, hai già avuto occasione di consultare alcune guide tematiche di questo sito; sono ocmposti con le cifre minuscole, mentre quelle maiuscole sono usate in matematica e nelle tabelle; nelle tabelle, anzi, di dovrebbero usare le maiuscole equispaziate (di default con LaTeX standard, con le classi standard) in modo da poter incolonnare correttamente i numeri in ciascuna colonna dela tabella.
                                  In matematica sono più o meno obbligatori perché non si confondano con altre lettere. Nel testo sono usate sia le cifre miunscole, ma lo zero e l’uno si possono confondere con altre lettere, direi di più lo zero (che nel testo non dovrebbe mai essere indicato con un cifra, ma col suo nome per disteso) tuttavia o cifra e o congiunzione si possono confondere. Nel testo si possono anche usare le maiuscole proporzionali, che hanno meno spazio essenzialmente attorno all’uno, ma hanno informazioni di crenatura che mantengono le cifre bene accostate come avviene con le lettere. Quindi i tipi di cifre arabe sono tre:

                                  1) minuscole o old style
                                  2) maiuscole proporzionali o lining proportional
                                  3) maiuscole monospaziate o lining monospaced

                                  Non confondere le monospaziate con le cfre monospaziate del font teletype (macchina da scrivere) dove tutti i glifi, non solo le cifre, occupano lo stesso spazio orizzontale e gli spazi fra un glifo e l’altro non sono omogenei.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,876 al 4,890 (di 11,286 totali)

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