OldClaudio

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  • in risposta a: ordinare una lista #120116
    OldClaudio
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      Per carità, non confondiamo le idee; ho scritto che lua è formidabile, ma che è n linguaggio di programmazione completamente diverso da qullo di TeX e LaTeX, quindi per usarlo in modo efficace bisogna imparalo bene come fai tu, Roberto, e, benché la guidalua sia utilissima, anche se la impari a memoria, non è con questo che voglia dire che sai usare Lua In modo veramente utile. È verissimo quello che dici LaTeX3 e Lua sono diversi sia nel linguaggio, sia negli scopi. Tuttavia LaTeX 3 è capace di fare cose che neanche Knuth si sognava. Tra le altre cose fa i conti, come si deve, non come Knuth aveva limitato alle funzioni della tipografia (solo numeri interi); non ti posso riassumenre in poche righe quello che LaTeX3 è capace di fare, ma basta leggersi le centinai di pagine del documento interface3, e si scopre che il motore Turing-completo a cui si rifaceva Enrico tempo fa, è effettivamente capace i fare cose stupende.
      Ma nel caso del riordino di una lista non basta invocare una macro, magari specificandole i numeri delle righe di inizio e di fine dei blocchi da riordinare; bisogna avere una strategia da implementare e il riordino dei dati consente molte strategie e di conseguenza l’utente deve conoscere le varie possibilità per scegliere quella che gli fa più comodo in base al tipo di dati da riordinare.
      Quindi il primo problema non è scegliere Lua o LaTeX3, ma è quello di scegliere la migliore strategia adatta al tipo di dati da riordinare.

      Sono contento che @emded abbia sollevato il problema; perché questa discussione è molto interessante.

      Tanto per citare una mia esperienza pregressa, avevo da disordinare (!) 600 dati in modo che i dati originali fossero spostati di almeno 6 posizioni in modo casuale prima o dopo la posizione iniziale e che i 6 dati non risultassero mai adiacenti (c’erano anche altri vincoli, ma tralascio, perché non sono essenziali qui). Il sistema TeX arriva con dei pacchetti pergenerare numeri casuali, ma per il mioscopo non erano affidabili. Ho dovuto affrontare il problema in un altro modo:
      1) ho dovuto ricorrere ad un programma esterno, quindi ho dovuto creare per il mio editor un altro “engine” che prevedesse lo shell-escape per far eseguire quel file esterno dall’interno del sorgente Tex (assomiglia a Lua, come idea, ma a quei tempi non conoscevo l’esistenza di Lua).
      2) ho scelto di usare FORTRAN, perché come codice compilato e non codice interpretato, riusltava velocissimo.
      3) ho previsto il gioco di 600 file ausiliari da disordinare.
      4) ho collegato ciascuno dei 600 file con un nome facilmente generabile in modo tale che il “number cruncher FORTRAN” potesse sostanzialmente lavorare solo con numeri.
      Finalmente, sistemato il meccanismo di precisione creato con la logica descritta sopra, ho pototo svolgere il mio lavoro in frazioni di secondo di CPU. È ovvio che se avessi conosciuto Lua, avrei potuto usarlo invece di ricorrere al FORTRAN. Azzardo l’ipotesi che il tempo di esecuzione con Lua sarebbe stato più lungo di almeno un ordine di grandezza, visto che Lua è interpretato, non compilato.
      Questo mio raccontino non serve a ordinare il contenuto di un ambiente itemize, come richiesto da @emded, ma dà l’idea del processo mentale che bisogna seguire per affrontare un problema complesso disponendo divari strumenti, alcuni dei quali soltanto sentiti nominare.
      Non dimostra niente circa la maggiore o minire flessibilità di elaborazione che hanno sia Lua sia LaTeX3; questi vengono dopo aver sviluppato un processo mentale adatto al particolare materiale da riordinare.
      Non vedo l’ora di poter scaricare la nuova versione della guidalua 🙂

      in risposta a: ordinare una lista #120113
      OldClaudio
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        @robitex
        ,lo so che sei affezionato al linguaggio Lua; è fortissimo. Non vorrei azzardare giudizi da ignorante,ma comincio a sospettare che sia più forte di LaTeX3.

        Tuttavia la domanda dell’OT era tale da porre dei vincoli: come ordinare una lista di item contenuti in un ambiente itemize; Forse itemize era solo un esempio, ma non si può ordinare niente se non si sa che cosa confrontare; Vuoi confrontate l’intera stringa che segue un comando \item fino all’item successivo o a \end{itemize}? Se una chiave di ordinamento fosse inserita come argomento fra quadre del comando \item sarebbe relativamente facile, ma a quel punto dovresti modificare l’ambiente item perché il suo argomento oltre a servire come chiave, dovrebbe inserire il pallino nero, oltre che scrivere ciò che si vuole elencare.

        Quello che voglio dire è che con Lua puoi fare miracoli, ma bisogna ridefinire gli ambienti in modo che diano in pasto a Lua quel che serve; in ogni caso serve un file di appoggio, come per gli indici analitici, perché senza di questi file di appoggio, non si può riordinare quello che c’è scritto nel file sorgente.

        Infati,mellamia risposta precedente non ho indicato un metodo banale, ma che sicuramente farebbe storcere il naso a chiunque si occuo di LaTeX, Lua, & Company; Riordinare a mano i vari item con il loro testi mediante una serie di copia e incolla. Se la lista puntata contiene un numero ragionevole di \item, l’operazione eseguita a mano è senz’altro più semplice che con glossaries, con nomenclature, con LaTeX3, con Lua. Al massimo converrebbe una strategia diversa dal “bubble sort”. Io ai tempi antichi del DOS, riuscivo a ordinare alfabeticamente un vetore che puntava alle righe di una matrice di stinghe, usando il metodo “quick sort” con 40000 dati da ordinare; era talmente efficace che lo usavo anche a mano per ordinare alfabeticamente (sulla base del cognome degli esaminandi) gli elaborati degli scritti agli esami dei miei corsi, quando dovevo ordinare un paio di centinaia di elaborati; con il quick sort ci mettevo meno di una decina di minuti.
        Quale algoritmo seguano Lua o LaTeX3 (che anche lui può ordinare token list di vario genere) non lo so, come non so che algoritmo sui makeindex per ordinare le voci dell’indice. Ma per la mia esperienza, da allora, uso solo il quick sort. Mi dicono che ci siano metodi ancora più efficaci, ma che richiedono una programmazione molto più complessa.

        in risposta a: TeX e la scuola #120057
        OldClaudio
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          La piccola editrice universitaria CLUT, quella che ci ha stampato gli atti del meeting del 2019 (che comprendevano anche il numero di aprile 2019, pubblica testi di ingegneria in senso lato, perché l’ingegneria si occupa di “tutto” e di architettura, con libri che ricorrono molto all’immagine e poco alla matematica. Gianluca ne sa qualcosa perché ha convertito un manoscritto PDF, creato con Word in un sorgente LaTeX perfetto, vincendo anche le resistenze degli autori che mal vedevano che il loro scritto venisse minimamente modificato. D’accordo, è na piccola casa editirice dedicata prevalentemente alla pubblicazione di libri di testo universitari; fornisce agli autori una guida fin troppo dettagliata, senza imporre nulla agli autori, ma raccomandando loro di usare LaTeX, pena le ricomposizione e magari la riduzione dei diritti di autore. Risultato: il 95% dei docenti che desiderano pubblicare i loro testi lo fanno con LaTeX e sono pienamente soddisfatti del rusiltato finale grazie alla classe che la casa editrice fornisce loro. La casa editrice si occupa solo della copertina.
          Certo anche Hoepli per un certo tempo ha pubblicato il prontuario dell’ingegnere usando LaTeX; tanto soddisfatta che ha prodotto con LaTeX anche il manuale del geometra, e un manuale di matematica; questi sono i testi che conosco, e di cui mi sono procurato una copia. Anche la McGraw ha pubblicato dei libri con LaTeX e tutto sommato le case editirici spesso forniscono i file di classe in modo da avere dei “camera ready” risparmiando la stampa delle bozze e le perdite di tempo di andata e ritorno ripetuti n volte per le correzioni da apportare al testo, non solo refusi, ma spesso anche dei salti di teso e dei copia-incolla venuti male.

          Secondo me sono gli autori che preferiscono usare uno strumento come un qualunque word processor, perché fanno prima e non debbono occuparsi della correttezza dell’impaginazione. Anche istituzioni serie come l’institution of Electircal and Electronics Engninerring IEEE acceta i manoscritti in LaTeX e fornisce gli strumenti per farlo; basta cercare con kpsewhich i file che hanno un nome che contiene la stinga ieee, e se ne trovano alcuni distribuiti con TeX Live. No, non credo che sia interesse delle case editrici lavorare su manoscritti impresentabili come gli autori spesso fanno con i word processor.

          Ma l’uso di LaTeX è poco adatto ai ragazzi di oggi, abituati a tutto e subito; ma non hanno nessuna cultura artistica alle spalle.
          Al contrario i figli di persone che fin da studenti hanno usato LaTeX, arrivano all’università già preparati e sanno già farne un uso minimale, ma sufficiente. Grazie alla mia posizione di pensionato, prima di andare in pensione ho avuto come studenti figli e figlie di miei vecchi studenti a cui avevo insegnato LaTeX 25-30 anni prima; vi garantisco che è stata una bella sensazione.

          Non sarei così pessimista come mi sembra di percepire da alcuni interventi di questo filone di discussione.

          in risposta a: ordinare una lista #120111
          OldClaudio
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            Non ne conosco, ma sicuramente non ina lista puntata come itemize; i vai item non contengono niente di ordinabile, se non il loro testo completo;
            noltre, vedi l’articolo di uno scrittore di testi di documentazione pubblicato su ArsTeXnica di due o tre anni fa, itmenze ha gli iteme che fanno parte del discorso che li precede, anche se sono strutturati/abbelliti in forma di lista. enumerate non é direttamente ordinabile, ma forse si riuscirebbe a gesire un ordinamento mediante le etichette numeriche recuperabili con altrettanti \label. l’ambiente description potrebbe essere ordinabile.

            Ma ci sono altri ambienti, simili alle liste, come glossaries o nomenclature (leggine la documentazione) che permettono ordinamenti alfabetici in modo semiautomatico; funzionano un po come gli indici analitici, che, durante la prima passata, scrivono in un file ausiliario la “lista”, adeguatamente marcata, poi viene lanciato lo stesso programma che serve per ordinare gli indici analitici, ma con file di stile diversi, infine con un’altra compilazione del documento si ottiene l’elenco ordinato.

            in risposta a: Realizzazione Abstract scritto #120109
            OldClaudio
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              Non sbagli. Hai due possibilità:
              1) compili temporaneamente lo scritto senza numeri di pagina; crei il sunto con pdfpages e scalno la pgina in modo che non copra il numero di pagina, ricompili lo scritto con i numeri di pagina.

              2) compili lo scritto con \includeonly e \include (comandi nativi di LaTeX) almeno due volte, poi compili il sunto togliendo dalla lista dei file da includere quelli da NON includere. ma in questo modo devi fare attenzione perché devi irrigidire gli indici, altrimenti ti vengono nell’indice il numeri del sunto, non quelli dello scritto.

              A me pare più corretto lasciare i numeri di pagina dell’originale, proprio perché si tratta di un abstract, un estratto dal file dello scritto.

              in risposta a: Realizzazione Abstract scritto #120106
              OldClaudio
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                @cccp-annarella
                , chiedi delle cose che, secondo me, si contraddicono a vicenda.

                Il sunto che ti viene richiesto lo devi presentare prima del lavoro finito? Se sì, Word o LaTeX, il problema è lo stesso e non devi cambiare niente né nell’uno né nell’altro, cioè né nello scritto né nel sunto.

                Se il sunto deve essere coerente con lo scritto, con Word o LaTeX ci metti lo stesso tempo, al massimo puoi chiederti e chiederci come fare a ricavare dallo scritto solo le parti che vanno nel sunto; devi far fare a LaTeX quello che Word ti consentirebbe di fare con quattro mosse di copie/incolla: copi le parti dello scritto che devi riportare nel sunto, e le incolli in un altro file che contiene solo il sunto. Con LaTeX crei il file del sunto caricando il pacchetto pdfpages: questo con il comando \pdfinclude ti permette di includere nel file del sunto pagine scelte del pdf dello scritto. Naturalmente pdfpages permette di fare molte altre cose, ma per una cosa semplice come questa,credo che ti basti leggere solo le prime due pagine dalla documentazione di pdfpages.

                Ovviamente la fantasia permette di trovare altri espedienti per rendere ancora più semplice il lavoro. Pensa, la GuidaGuIT contiene più di 800 pagine, ma con tre ulteriori piccoli file LaTeX, ne posso comporre 3 tomi distinti, di circa 10 capitoli ciascuno (sui 30 capitoli totali), conservando le parti iniziali (compreso l’indice generale) e finali (compresi 6 distinti indici analitici) ma snza nemmeno bisogno di specificare da quale pagina a quel altra pagina si vuole mettere in un tomo piuttosto che in un altro. Ti garantisco che con Word un lavoro del genere richiederebbe, sia pure lavorando col copia e incolla, non meno di un paio di giorni, perché devi rileggere il tutto e correggere un mucchio di errori (di copia e incolla’ pagine saltate, pagine duplicate, capitoli interi omessi,…)

                Il fatto poi di togliere le sezioni, lasciando solo i capitoli è una cosa che ha poco a che vedere col sunto; è evidente che se devi consegnare il sunto prima di rendere pubblico lo scritto, non puoi fare quelle modifiche; se invece devi consegnare il sunto dopo aver reso pubblico lo scritto, non fa nessuna differenza nella procedura, perché nel creare il sunto lavori sulla versione finale dello scritto.
                Invece togliere i sezionamenti dei capitoli può essere una ottima o una pessima idea; dipende da come e quanto è strutturato lo scritto; no scritto strutturato solo in capitoli, è un romanzo o una novella; unno scritto scientifico (relativo a qualunque scienza, anche nelle scienze umane) richiede una strutture più o meno fine, ma certamente una struttura che aiuti il lettore a capire il filo di pensiero dell’autore dello scritto.

                OldClaudio
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                  Davide, come sai io non uso più MiKTeX da una quindicina d’anni, quindi quello che dico su MiKTeX è citato a memoria, er giunta di una distribuzione di MiKTeX di molti anni fa.

                  In questo caso sarebbe meglio ch aspettassi una risposta da un utente esperto di MiKTeX.

                  Il sospetto che io ho, è che i file di documentazione non siano accessibili a causa della mancanza o dell’incompletezza del database dei nomi dei file, visto che operi con il sistema TeX registrato su na memoria esterna. Questo mio sospetto potrebbe essere un fesseria, ma verifica; non si sa mai.

                  in risposta a: aggiungere un carattere particolare a migliaia di parole #120088
                  OldClaudio
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                    Devi avere qualche problema con il tuo server verso il sito del forum
                    Se metti il codice fra i tag di apertura e chiusura del codice che scrivi probabilmente si riuscirebe a capire quello che hai scritto; suppongo che tu abbia scritto`\catcode`\$=13
                    \def${\textsubscript{\small\itshape e}}` potrebbe funzionare (sempre che, come appare dai tuoi messaggi) quella piccola e debba essere considerata un pedice. se non è così, togli \textsubscript, ma lascia le graffe, senza esagerare con i livelli di ragguppamento (moltitudine di graffe, dove ogni coiia definisce un gruppo).
                    Neanche il l’ho provato, ma l’idea era quella.
                    Non avere timore che se metti quelle due righe di codice all’inzio del tuo documento, non roviini le impostazioni di TeXstudio; TeXStudio è solo un editor, e quello che deifnisci nel tuo preambolo o fra [tt]\begin{document}[/tt] e [tt]\end{document}[/tt] non ha nulla a che vedere con TeXstudio. mpara a separare l’editor intelligente, dal programma di composizione; TeXstudio è solo un editor intelligente che quando clicchi sull’apposita icona o l’apposita voce di menu, salva su disco il file sui stavi lavorando e poi invia al sistema operativo l’ordine di eseguire pdflatex (o xelatex, o… con qualsiasi programma di compilazione che tu abbia configurato, eventualmente con le righe magiche (commenti di autoconfigurazione). Se questi concetti non ti sono chiari, per favore (a te stesso) leggiti una buona guida per neofiti, o anche solamente la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che è il manuale di Leslie Lamport, il creatore di LaTeX (la parte La prima di TeX, serve a richiamare il cognome Lamport), tradotto in italiano e commentato con molte aggiunte per mettere il manuale a livello con i cambiamenti intervenuti sul linguaggio LaTeX2e, dal 1994 ad oggi 😉

                    in risposta a: aggiungere un carattere particolare a migliaia di parole #120086
                    OldClaudio
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                      Scegli un carattere che non usi, mettiamo che sia ë; lo definisci attivo e gli assegni una definizione. Non si tratta di cose banali perché l’unico carattere attivo definito da LaTeX per gli utenti, è la tilde; non toccarla, perché continua a servire; ma puoi crecarne la deifnizione nel file latex.ltx che si trova da qualche parte nella tua installazione (in TeX Live, si trova in …/texlive/2021/texmf-dist/tex/latex/base/ — con MiKTeX non ti so dire) e prendi quella definizione come modello per definrti il tuo carattere. Se scegli ë, che non è un carattere ASCII hai sicuramente delle difficoltà in più e devi vedere se la definizione di carattere attivo a un carattere non ASCII si debba fare in modo speciale (come penso).
                      Se usi la tastiera italiana, probabilmente ti conviene usare un carattere di uso improbabile,ma che si trova sulla tastiera italiana, la c con la cediglia ç, mentre ë non si trova in tastiera.
                      Buona fortuna…

                      in risposta a: Testo in tabella con celle a grandezza definita #120084
                      OldClaudio
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                        Mmmm, a me pare che quanto scritto su tex.stackechange non sia corretto, anche se contiene alcune cose interessanti.

                        Tuttavia prima di andare su stackexchange, vai a vedere nella sezione Documentazione di questo forum; c’è una guida tematica sulle tabelle e sulle matrici dove sono mostrati diversi espedienti per dare forma alle tabelle, compreso il modo di rendere le righe più alte e più profonde del loro default.. Non c’è una soluzione sola, ma ce ne sono diverse da usarsi in diverse situazioni. sono tutte corredate di esempi funzionanti e di tutte è mostrato il risultato usando proprio i comandi descritti.

                        in risposta a: installare dal dvd una nuova distribuzione? [risolto] #120081
                        OldClaudio
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                          Il DVD viene creato una sola volta all’anno quando viene rilasciata dal TUG la nuova versione annuale; di solito verto fine marzo, inizio aprile; Se hai mantenuto aggiornato MiKTeX sui tuoi PC Windows, le tue installazioni sono più aggiornate di quello che c’è nel DVD.

                          in risposta a: installare dal dvd una nuova distribuzione? [risolto] #120079
                          OldClaudio
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                            Sono passati molti anni da quando usavo MiKTeX, quindi vado più o meno a memoria. MiKTeX sotto certi aspetti è più facile da tenere aggiornato rispetto a TeX Live, nel senco che una volta installato, devi soltanto usare l’apposito Wizard per aggiornare questo o quel pacchetto, questa o quella collezione di pacchetti, o l’intero insieme di pacchetti. TeXLive, invece, richiede una nuova installazione dell’intero sistema una volta all’anno,ma poi con il suo tlmgr può aggiornare i singoli pacchetti, volendo, anche quotidianamente. La vera differenza sta solo nel fato che quando ci sono degli aggiornamenti su CTAN, questi diventano immmediatamente disponibili per gli utenti di TeXLive, mentre i curatore di MiKTeX deve riconfezionare le collezioni di pacchetti, deve ricompilare gli eseguibili, eccetera, prima di mettere il tutto a disposizione degli utenti di MiKTeX. Aggiungi che MiKTeX, negli ultimi anni sarebbe disponibile anche per piattaforme Linux e Mac; chi l’ha provato sul Mac, ha constatato che non è completamente funzionante come lo è la versione di TeXLive per Mac. Per Linux non saprei dire se la versione di MiKTeX sia valida o no. Gli utenti in generale sono soddisfatti della installazione che si sono fatti, quindi, in uncerto senso, siamo come i tifosi della Roma o del Lazio, della Juve o del Toro, del Milan o dell’Inter 😀 😀 😀

                            in risposta a: Inserire una tabella o costruire una tabella #120073
                            OldClaudio
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                              Michele, prima di cercare di fare cose strane, vai nella sezione documentazione e scarica la guida tematica Tabelle. Non è detto che ci sia proprio la soluzione al tuo problema, ma ci sono tanti esempi per tante soluzioni diverse; può darsi che qualcuna, più d’una, ti possa essere utile.

                              in risposta a: Curriculm vitae #120071
                              OldClaudio
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                                Il file ecvit.def contiene le traduzioni delle parole da inserire; in particolare `\def\ecv@emailkey{\ecv@utf{Email}}` Quindi non vedo come a te venga fuori una scritta diversa da Email.
                                Per la cittadinanza il discoro è più complesso; devi definrie nel preambolo un comando simile a \mationality, che si chiami \citizenship e che abbia la stessa struttura di \nationality, ma un contentuo diverso per specificare la cittadinanza.

                                Però…

                                Da un punto di vista giuridico nazionalità e cittadinanza sono due concetti distinti; ma il loro significato è il medesimo, almeno per tutti i paesi dell’Unione Europea (a meno che tu non voglia attribuire la stringa Italian a nationality e dEuropean a citizenship…); Soloper la Svizzera, che io sappia esiste una differenza per la quale la nazionalità si riferisce alla Svizzera e citizenship si riferisce al Cantone (almeno so le mie informazioni sono corrette; del che non metterei la mano sul fuoco, perché si tratta di distinzioni difficili da applicare a un cittadino che non sia nato in svizzera, dove per lo ius sanguinis tu mantieni la cittadinanza di tuo padre, ma non quella dello stato in cui sei nato; insomma è una cosa complicata, che forse non ho capito bene.) Tornando a te, se non sei svizzero, non dovresti preoccuparti nello specificare solo la tua nazionalità nel tuo curricolo.

                                in risposta a: setBackgroundPicture in xccokybooky #120032
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
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                                  Caro Angelo, ho completato i tuoi codici con un corpo di documento con una immagine mia tanto per usarne una.
                                  In effetti quel comando \setBackgroundPicture sembra avere un baco, ma analizzando il codice che definisce quella macro, non sono riuscito a trovare dove gli manchi un numero e perché la catena di test annidati sembra che non sia corretta o che la mancanza di quel numero la sballi.

                                  Però la descrizione di quel comando nella documentazione di quel comando, nella pagina 32 è preceduta da qualche riga di testo che dice testualmente: This macro is intended to set easily a (transparent) background. The command uses the eso-pic package. If the implemented options are not satisfying you, you may take a look at the documentation of eso-pic when redefining this command.

                                  Sefossi in te e volessi a tutti i costi disporre di una immagine di sfondo, leggerei la documentazione di eso-pic, e userei direttamente i comandi di eso-pic. Tieni presente che xcoockybooky carica già eso-pic, quindi devi solo usarne i comandi che sono già disponibili.

                                  Devo dire che il signore tedesco che ha creato xcookybooky era animato dalle migliori intenzioni, e probabilmente le ricette composte con il suo software (e le intestazioni in inglese o in tedesco, perché non ci sono impostazioni per l’italiano) sono molto belle; ma lui è un filino disattento; non parlo dei piccoli errori nella scrittura dell’inglese, che non è la sua lingua madre, ma negli errori di composizione che balzano all’occhio; per esempio nella documentazione del codice vi si trova ” T he” al posto di “The”, perché non ha usato correttamente i comandi del modulo di documentazione del software. Anch’io faccio errori quando documento il mio codice, ma non questo tipo, perché almeno rileggo quello che ho scritto; anche se non riesco sempre a togliere tutti i refusi e gli errori che commetto, almeno ne riduco fortemente il numero.

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