OldClaudio

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  • in risposta a: problemi seri con miktex #120176
    OldClaudio
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      Se hai abbastanza spazio nel disco fisso, lo puoi fare econ tkmgr puoi specificaare quale dei due vuoi usare.

      in risposta a: problemi seri con miktex #120171
      OldClaudio
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        L’unica cosa che riesco a suggerirti è quella di inviare il log che hai inviato qui, a Scharrer.

        Un’altra cosa, contraria ai miei principi, qui la dico e qui la nego, potrebbe essere quella di installare solo la versione di base e di aggiungere via via con il Wizard solo i pacchetti che via via ti mancano; potrebbe funzionare se scaricando l’installazione hai scaricato anche i file .cab che Scharrer usa invece dei file .zip.

        in risposta a: Miktex e dvd collection #120165
        OldClaudio
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          È probabile, perché nella DVD collection c’è la versione del marzo scorso.
          Ma non è detto che il software della DVD collection non si appoggi alla rete e cerchi di installarti la versione odierna.
          So quali sono i tuoi approcci con il calcolatore e con il sistema TeX, oltre, se ben ricordo, qualche problema di connessione alla rete.
          Tuttavia se ti rivolgi alla DVD collection, quale creata dal TUG a marzo 2021, hai la possibilità di installarti TeX Live, così da bypassare il problemi che ti da MiKTeX. Puoi aggiornare direttamente dall’archivio CTAN, volendo, anche tutti i giorni; e se un bug si manifestasse, questo verrebbe corretto in pochissimi giorni, non nei lunghi tempi che servono all’ottimo Scharrer per correggere e riconfezionare i grandi pacchetti compressi che contengono tutto MiKTeX. Ricordo che hai avuto problemi anche con TeXLive; tuttavia…

          in risposta a: come si legge il simbolo \mathbb{1} #120163
          OldClaudio
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            Michele, il font blackboard bold ha questo nome perché scrivendo alla lavagna (blackboard) col gesso era ed è il solo modo di indicare il carattere nero (bold). Quando in matematica si usa il carattere nero, in particolare, quando si usa il blackboard bold anche in stampa?

            Secondo le norme ISO per la scrittura della matematica delle scienze sperimentali il blackboard bold si usa per indicare gli insiemi; Per cui \mathb(A) si legge “l’insieme A”. Per \mathbb{1} non saprei perché non conosco nessun insieme indicato da un numero (ma potrebbe essere mia ignoranza).

            Invece l’uso del blackboard bold per indicare le matrici, compresa la matrice identità indicata con numero 1, è rigorosamente vietato; le norme ISO prescrivono per le matrici il corsivo matematico nero; ne leggi la documentazione dando da terminale il comando texdoc amsmath. Con il pacchetto amsmath sono disponibili i comandi per usare il corsivo matematico nero anche nelle formule non completamente scritte in nero. Poi esisterebbe, per chi lavora con il programma di composizione pdfLaTeX, il pacchetto pm-isomath, già presente in qualunque installazione del sistema TeX aggiornata e completa, che permette di evitare, o almeno di ridurre, i problemi che ha pdfLaTeX con i font che loro sanno usare (quelli codificati con un solo byte, mentre LuaLaTeX e XeLaTeX, non hanno bisogno di questo pacchetto da “poveri uomini (pm), perché lavorano con i font OpenType anche quelli matematici); ne leggi la documentazione dando da terminale il comando texdoc pm-isomath; pm-isomanth gestisce correttamente anche i caratteri greci da usare in matematica, sia diritti, sia inclinati, sia minuscoli sia maiuscoli, sia di serie media sia di serie nera.
            Quando io devo scrivere matematica un po’ complicata mi servo sempre di pm-isomath quando compongo con pdfLaTeX.
            Esiste anche un pacchetto isomath (documentazione: texdoc isomath) che però ha diversi vincoli e di fatto lavora soltanto con una sola collezione di font matematici, cioè i LibertinusMath.

            in risposta a: Installare .sty non presente in Tex Live #120161
            OldClaudio
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              Suppongo che tu abbia cliccato sul link che hi mandato; e che nella pagina corrispondente a qualla pagina, tu abbia cliccato l’icona verde Contente la parola Code e l’immagine della freccai in basso, che significa download.

              Se l’hai fatto, scegliendo il formato .zip, nella cartella/folder/directory (il nome italiano del Mac non lo conosco perché nel mio Mac uso il sistema operativo in inglese) ti ritrovi il file argumentation.zip.

              Ora vien il bello.

              Hai l’albero personale di TeX Live (del Mac)? Questa deve essere un albero di cartelle radicato in /Users/Francesco/Library/texmf/
              texmf è la radice dell’albero; se on ne disponi ancora lavora col Finder e crea in Library una cartella col nome texmf; in questa nuova cartella se non ci sono già, crea le cartelle tex/ e /doc e /source
              In queste cartelle crea la cartella latex
              Sposta da Downloads il file argumentation.zip in /source/latex/ e decomprimilo in modo da ottenere il suo contenuto decompresso, fra le quali argumentation.sty e README.md
              Sposta README.md in doc/latex
              Sposta argumentation.sty in tex/latex; volendo potresti creare in tex/latex la cartella argumentation/ e mettere argumentation.sty; la stessa cosa potresti fare con il file README.md

              A questo punto il pacchetto è installato e usabile

              La documentazione per l’uso di argumentation è contenuta nel file README.md; probabilmente non hai a bordo del tuo Mac un’app adatta a leggere il contenuto del file .md
              Cliccandoci sopa il sistema ti chiede quale app voi usare per aprire il file, fra le varie opzioni puoi cliccare di andare su AppleStore, dove puoi cercare MultiMarkdownComposer.app che se ben ricordo è gratuito; Una volta scaricata e installata quella nuova app nella tua cartella Applications (o Applicazioni? non so come sia il nome sul tuo Mac), cliccando su README.md ti si apre una finestra divisa in due parti, a sinistra c’è il codice “sorgente” e a destra c’è il documento composto, la cui lettura è molto agevole.

              Nota che ti ho spiegato solo come installare un pacchetto semplice come argumentation.sty; la procedura, mutatis mutandis, in generale è valida per qualunque pacchetto semplice; con pacchetti un po’ più complessi magari ci sono più cartelle da creare e più file da muovere, ma in sostanza devi fare a mano ciò che TeX Live Utility fa per te, ma lo fa sugli alberi ufficiali del sistema TeX.

              Non ho provato ad usare argumentaion, perché non ho la più vaga idea di come/cosa siano queste argomentazioni non so se letterarie, giuridiche, politiche o che cosa. Ma tu lo sai certamente.

              Buon lavoro con argumentation.sty

              in risposta a: Inserimento di una immagine non riuscita #120146
              OldClaudio
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                Sono tutte cose scritte nelle guide per neofiti.

                Riassunto{ pdfLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX accettano i formati vettoriali .pdf, .eps e (poco conosciuto) .mps; e i formati raster (a matrici di punti) .png e jpg. Leggendo la guida grfguide (texdoc grfguide) si può vedere che cosa fare per qualche altro formato.
                Per sapere che cosa sia una cartella e un path, bisogna sapere usare il proprio calcolatore a livello elementare. Non dico che devi sapere maneggiare magistralmente la finestra comandi, ma un pochino non guasterebbe.

                OldClaudio
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                  Nauralmente stai usando Xe o Lua latex io con questo EMC non incontro nessun problema`% !TEX TS-program = LuaLaTeX
                  \documentclass{article}
                  \usepackage{fontspec}
                  \begin{document}
                  \=æ
                  \end{document}`
                  Volendo potresti definirti una macro del tio \aelunga; usando le specifiche impostazioni di lua per convincere il programma di composizione ad usare i dicacritici autocomponibili e per far sé che nel computo dei caratteri æ seguito da una macron auto componibile, conti come un solo carattere, altrimeti perdi dei possibili punti di cesura. La cosa è descritta nel manuale di LuaTeX (texdoc luatex).

                  in risposta a: Inserimento di una immagine non riuscita #120141
                  OldClaudio
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                    Se ti appare una cornice con il nome del file scritto dentro, probabilmente stai lavorando con l’opzione draft per la classe. Oppure l’immagine non si trova nella stessa cartella del main file del tuo documento.

                    Da quel poco che dici, è difficile aggiungere altro.

                    OldClaudio
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                      Credo di aver capito tutte le descrizioni che hia scritto; certamente esistono grammatiche diverse, tuttavia quando il linguaggio è Touring completo, come lo è TeX e quindi LaTeX, dovrebbe essere possibile passare da un formato all’altro con un certo rigore; il punto è: quanto ci vuole in termini di tempo macchina a tradurre un linguaggio di programmazione in in altro linguaggio? Molto,moltissimo. Quindi i convertitori devono fare un compromesso fra tempo di ocnversione e efficienza del nuovo linguaggio.

                      Ti faccio un esempio che non c’entra niente con TeXmacs e gli editor duali. Recentemente usando MS Word si può aprire in file PDF e converirlo in formato docx. Il file convertito può essere pensato come un file sorgente che si può editare e salvare un PDF modificato.
                      Siccome oggi Adobe Acrobat Pro oggi non è più acquistabile con la licenza education, ma si può solo usare su abbonamento (esiste un abbonamento education) si potrebbe usare anche quel software per modificare file PDF. Peccato che il costo mensile o annuale dell’abbonamento è accettabile solo da chi usa quel software come professione molto bene remunerata.
                      Perciò bisogna accontentarsi.

                      È difficile immaginare un software capace di tradurre qualsiasi comando di qualsiasi pacchetto LaTeX in linguaggio “TeXmacs”; lo capisco benissimo; In seno al TUG , a livello internazionale, ci sono molti progetti in corso per generare nuovi programmi di composizione che offrano all’utente la possibilià di usare un insieme più ridotto di ocmandi, ma con la possibilità di fare tutto quello che LaTeX sa fare, Con ConTeXt ci sono molto vicini; Con LuaTeX si possono fare cose formidabili grazie alla cooperazione fra il linguaggio TeX e il linguaggio Lua; ANche il “semplice” LaTeX sta evolvendo a grandi passi grazie al linguaggio per sviluppaori LaTeX3.

                      Quello che mi sorprende dei riferimenti internet e articoli che citi evidentemente anche dagli scambi fra appassionati di TeXmacs, e che sono molto datati. LaTeX di oggio non è più quell degli anni ’80, nemmeno quello degli anni ’90; allora installavo su DOS-6.3 una installazione del sistema TeX che stava su due soli dischetti da 3.5″ (circa 2mibibyte); oggi si scaricano dalla rete malloppi compressi di 3.5gibibyte, che decompressi possono occupare 5.5gibibyte di disco fisso.

                      Tuttavia hai ragione, Né LaTeX moderno, né ConTeXt, Né LuaLaTeX sono wysiwig né permettono di modificare direttamente anche ilfile di uscita; Non dispngono di editor capci di farlo; né di solito traducono in visualizzazione qualunque cosa uno scrva sulla tastiera; anche perché, se anche si segue quella strada, il programma deve ricomprre l’intero capoverso ad ogni tasto che si preme. Per fare la tipografia secondo i dettami dell’arte, non puoi comporre il singolo capoverso o la singola pagina senza avere l’intero capoverso o l’intera paigna già in forma tale da poter ottimizzare il risultato.

                      Lo scopo di TeXmacs, di LyX, in parte di BaKoMa, è quello di rendere più facile l’input a scapito dele performance estetiche; certo fanno meglio della maggior parte dei word processor interattivi, tuttavia per fare quello che sono capaci di fare devono rinunciare a qualcosa.
                      È quindi una questione di estetica finale; con questo non voglio dire che non si possano fare schifezze compositive anche con LaTeX e compagni. Ma qusti software tendono a fornire all’utente il meglio che si possa ottenere dalla tipografia. Non per niente Knuth inventò TeX, ed aveva una versione usabile già nel 1978, perché non era soddisfatto della bassa professionalità dei tipografi-compositori che cominciavano ad impigrirsi in quegli anni, grazie ai vari software commerciali e professionali che cominciavano ad essere disponibili. Knuth era un matematico, non un informatico, ma aveva ed ha una mentalità rigorosamente logica che gli ha permesso di scrivere The Art of Computer Porgramming; e poi di creare TeX. HA avuto un enorme successo perché TeX e i suoi figli fanno un ottimo lavoro; sono difficili da usare? forse. Cis sono strumenti che ne facilitano l’uso? certamente e sono la moltitudine di shell editor che sono stati creati. È una cosa da informatici? Non direi: io ho insegnato elettronica in un politecnico, ma come appassionato di LATeX ho seguito i lavori di moltissime persone; linguisti, ellenisti, giuristi, medici, diaconi, monaci, sociologi, eccetera, quindi persone che non avevano mai studiato qualunque cosa di programmazione in qualunque linguaggio, ma che hanno scritto bellissimi testi; mi fa piacere ricordare un giurista, appassionato di astronomia e di navigazione a vela, che ha scritto un paio di edizioni critiche di scritti di Archimede. Sempre usando LaTeX, senza ricorrere a surrogati. TeXmacs non è un surrogato né di LaTeX né di un qualunque LaTeX friendly shell editor, ma può diventarlo nelle mani di qualche utente.
                      Avevo due colleghi che usavano una software commerciale per comporre testi pubblicabili, aveva un nome che assomigliava a Spectre, ma non era questo; lo trovavano molto più facile da usare di LaTeX; con l’andar del tempo hanno abbandonato quel software e ora usano solo LaTeX.

                      OldClaudio
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                        Conosco quelle istruzioni del sito support.apple.com. L’ho usato già diversi altri programmi, in particolare due che sono distribuiti con l’installatore di TeX Live per Mac.

                        Il problema non è quello: se clicchi sul nome di TeXmacs.app si apre una finestra di avviso che ti dice in sostanza che il sistema operativo non vuole aprire quell’app; se con il trackpad esegui l’equivalente di di cliccare col tasto destro, ti appare lo stesso messaggio ma con tre cose a scelta da cliccare, e se clicchi su Open, l’app parte e appare la prima schermata.

                        Lo “stesso messaggio” dice in sostanza che il software è stato creato da uno sviluppatore non conosciuto da Apple, e quindi se apro il file lo faccio a mio rischio e pericolo perché il sistema operativo non è in grado di verificare se contenga del malware. Di solito questo messaggio riguarda tutte le app generate in ambito GNU e di solito il rischio è nullo.

                        La seconda parte del messaggio dice che il codice è obsoleto e dice di informarne lo sviluppatore perché lo aggiorni.

                        OK: ho letto e ho fatto finta di avere fatto tutte le cose raccomandate e ho aperto TeXmacs.app

                        Si pare la prima schermata con alcune informazioni utili. Apro un file LaTeX, tanto per vedere che cosa succede; Tutti i comandi che il file contiene sono riprodotti in rosso (senza il backslash), intercalati al testo. Ci sono anche i commenti in grigio; il testo è formattato né più né meno come con LyX, non viene aperta la finestra della trasformazione, ma suppongo che sia necessario cliccare qualcosa; esplorerò la cosa con calma. Tuttavia quello che è certo, è che trovo più leggibile il sorgente LaTeX con TeXShop, non perché ci sono più abituato, ma perché codice e testo sono separati meglio ed evidenziati con opportuni colori, in modo da non confondere il comandi con il testo.

                        Certamente questa versione di TeXmacs sembra molto, ma molto più avanzata della versione che usai tanto tempo fa (una quindicina d’anni) quando ne ho scritto qualcosa sulla Guida GuIT. Ma non mi ha convinto; ho usato anche Markdown e MultiMarkdown, il secondo serve per leggere la documentazione formattata di alcuni pacchetti distribuiti con TeX Live, perciò mi sono installato MultiMarkdownComposer.app. che mostra una accanto all’altra le due finestre e credo che sia possibile intervenire sia sull’una sia sull’altra; ma, anche per commentare i pacchetti che carico su CTAN, preferisco di gran lunga usare LaTeX o, talvolta, LuaLaTeX. Ovviamente la cosa dipende anche dal tipo di documenti si scrivono; non sto dicendo che per altri tipi di documenti TeXmacs sia meglio o peggio adattato rispetto a TeXShop

                        Hai ragione nel dire che fra gli editor anche TeXmacs può essere reso in considerazione; prima di intervenire a modificare la Guida GuIT, bisogna che mi impratichisca un poco per non scrivere corbellerie. Resto perplesso sull’utilità di TeXmacs, ma ritengo che sia utile dirne almeno quanto se ne dice a proposito di LyX.

                        Grazie mille per avermi segnalato questo software, che davo per defunto, visto che erano anni che non ne vedevo nessun aggiornamento.

                        in risposta a: scorciatoie tastiera #95575
                        OldClaudio
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                          Benvenuto nel forum

                          In realtà le tue soluzioni sono per risparmiare battute, invece di configurare il tuo editor perché usi la codifica unicode (TeXstudio dovrebbe averla di default); se poi hai una tastiera italiana come la quasi totalità degli utenti italiani, certi segni ti mancano dai tasti (come la tilde) e ne hai altri come ç che nulla hanno a che vedere con la lingua italiana.
                          TexStudio, però ha una voce della barra laterale sinistra che ti permette di scegliere, facendo scorrere la lunga lista, qualunque carattere.
                          Diverso è il caso degli insiemi scritti in carattere blackboard bold; non ne puoi usare tanti di questi comandi di una sola lettera e se non stai attento puoi ridefinire comandi interni di LaTeX. Se poi usi macrodi due caratteri potresti definirti un po’ più di 600 macro, che però con nomi così brevi non potrebbero venire ricordati se non tendo accanto a sé l’intera lista stampata su carta.
                          Te lo dico solo per avvisarti di stare attento,ma tu regolati coe meglio credi.

                          Ma, supponendo che tu lavori su una macchina Windows lo sai che da Wn8 a Win10 disponi di una tastiera virtuale? come si faccia ad attivaral, non te lo so dire, perché il lavoro con un Mac, ma so che è possibile: usado adeguatamente i testi com Ctrl, Alt,, Shift, Fn, e simili, la tastiera viruale ti permette di accedere ad un numero di caratteri, non dico sterminato, ma sicuramente molto esteso, e ni devi ricordare i codici com Alt+126 per scrivere una tilde.

                          OldClaudio
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                            `\def \n2om {n_{2\omega}}`non funziona perché è violata una normal di basse di TeX e LaTeX: le macro da definre con \def e con gli alri comandi di definizione nativi di TeX e definiti con LaTeX, devono essere formata con una stringa di sole lettere; più precisamente con caratteri aventi il codice di categoria di una lettera. Di default lo sono le 52 lettere latine maiuscole e minuscole; oppure si possono definire macro formate da un solo simbolo diverso da una lettera (pensa a \, \!, e altri simili).
                            Con comandi specifici, fra il quali \maketletter e \makeatoher (che danno il codice di categoria di lettera al segno @, oppure gli restituiscono il code di “alro segno”, come è chiaro dai loro nomi); ma ci sono altri comandi primitivi o definiti con cuoi si possono definire macro con nomi strani alfanumerici come il tuo ma ci vogliono anche altri comandi per usare tali macro.

                            Ecco, la tua preferenza per la possibilità di editare sia il sorgente, sia il compilato dipende anche dal fato che non conosci bene gli elementi di base di TeX e LaTeX. Con questo non voglio dire che quello di cui vorresti disporre non sia utile anche per altri utanti; a pensarci bene non dispiacerebbe nemmeno a me, ma per editare direttamente file PDF, perché conoscendo abbastanza bene sia il linguaggio TeX, sia quello LaTeX (un pochino anche LaTeX3) so cavarmela bene anche con la compilazione batch, che poi tanto differita non è; con gli shell editor disponibili, da TeXShop, specifico del Mac, o cono i multipiattaforma TeXworks, TeXstudio, e altri, posso compilare spesso e passare con un click da una finesra al punto corrispondente dell’altra; cosa che faccio di capoverso in capoverso, quando traduco testi da una lingua ad un’altra, e che faccio altrettanto spesso quando compongo matematica. Se e quando il sistema TeX sarà dotato di un doppio editor che mi permetta di eseguire l’editing direttamente su l’una o l’altra finestra, è possibile che lo adotti come strumento principale di lavoro.

                            Facci sapere, per favore, quando avrai conoscenza certa che TeXmacs sia in grado di lavora anche con Mac OS-11.4 e successivi; perché per il momento non presenta sul mio Mac aggiornato i difetti descritti dal tuo corrispondente italiano, ma il sistema Operativo si rifiuta tout court di aprirlo e cominciare ad editare, magari anche solo nella finestra del sorgente. Non è che sia usabile con qualche difetto; non è usabile per niente. Sono già passato per Windows (dal DOS1 a Win10) e da Ubuntu Linux (dal 1996, al 2006), ma non fanno per me, almeno da quando il sistema operativo del Mac è UNIX-like, ma con certe comodità che Ubuntu non mi dava. Non intendo tornare indietro, nemmeno con una macchina virtuale.
                            Quando TeXmacs… allora… forse…

                            PS. A stretto rigore SimTeX non è un programma, ma è una “librerria” che può essere o non essere integrata negli editor, non si tratta di un programma esterno all’editor; Gli shell editor che usano quasi tutti sono in gradi di lanciare programmi esterni, da emacs, a TeXShop, a TeXworks, a TeXstudio, eccetera, ma richiedono una autorizzazione speciale, perché l’utente de faccia uso di queste funzionai esterne rischia di contrarre del malware e danneggiare il proprio elaboratore. In modo ristretto, tutti questi shell editor possono eseguire dei programmi esterni,ma interni alla distribuzione del sistema TeX installato.

                            in risposta a: TeX e la scuola #120064
                            OldClaudio
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                              Avevo provato GNU TeXmacs tanti anni fa; non aveva le caratteristiche descritte oggi nel sito linkato nella pagina di Joris van der Hoeven; ed era una povera imitazione molto riduttiva di TeXtures, la versione interattiva di TeX sul Mac quando funziona sul sitema operativo OS-9 e precedenti. Questo ha due pacchetti .dmg per Mac, uno per le versioni precedenti alla OS-10.6 e una per le versioni dalla versione OS-10.6 in poi. Peccato che avendo il sistema operativo Mac OS-11.4 l’app di TeXmacs non sia usabile per niente.
                              Quindi stiamo parlando di un software che magari gira benissimo su Linux e forse su Win10, ma per quanto rigurada il Mac è obsoleto. Tutte le cose meravigliose descritte nel sito sono off-limits.

                              Nella GuidaGuIT si accenna a TeXmacs; ma quando ne scrivevo mi riferivo a quanto avevo provato ad usare quando ancora usavo Windows, vale a dire più di 15 anni fa. Le mie informazioni erano quindi ancora più obsolete e provvedo ad aggiornare quella guida.
                              Tuttavia qui su forum e nelle varie guide ne sconsigliamo l’uso, come lo sconsigliamo per LyX; prorpio perché il concetto di LaTeX è WYSIWYM: What You See is What You Mean; vedi quello che vuoi scrivere ben marcato col suo mark-up e non ti preoccupi della forma; esattamente il contrario di TeXmacs. Questo è probabilmente più facile da usare, ma è necessariamente limitato, almeno in modalità WYSIWYG, perché per eseguire il rendering in tempo reale, devi limitare le prestazioni del software; Queste limitazioni non ci sono se editi un file di solo testo con il mark-up adeguato. Se vuoi fare i disegni in tempo reale come quelli che appaiono nella pagina di GNU TeXmacs, li puoi fare integrandi TikZ nel formato, ma credo che nessun utente si sogni di fare una cosa del genere che renderebbe la compilazione molto lenta e richiederebbe molta memoria RAM in più per non dover rallentare per i continui swap tra la memoria RAM e la memoria SWAP.

                              Ti ringrazio per aver attratto la mia attenzione sul TeXmacs attuale, anche se non è abbastanza aggiornato per il Mac.

                              in risposta a: TeX e la scuola #120062
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Prova a convincerli con LyX; vedono subito quello che ottengono, ma ovviamente devono accontentarsi di quello che LyX sa fare; è diventato con gli ani molto migliore, ma lo usi quasi come Word.
                                Poi vedendo quello che si può fare, magari possono anche superare lo scoglio della programmazione.

                                Ho dovuto istruire una giovane, allieva di Architettura, ma impiegata presso una piccola casa editrice che usa LaTeX per i libri che produce; per conoscendo l’inglese non riusciva a capire che cosa volesse dire \ifodd … \else … \fi; oppure \begin{equation}… \end{equation}; i puntini cosa significavano? La ragazza era ed è molto intelligente, ma se non hai un’idea neanche minima di logica “scritta” non riesci a capire che cosa sia la programmazione; figurarci i linguaggi di scripting, figuriamoci il TeX-the-program.
                                Temo fa, in campeggio, mi sono trovato vicino di spiaggia con una prof di latino e greco; le ho fatto vedere come si scrive in greco, sia usando la traslitterazione della codifica LGR, sia usando una tastiera virtuale, ma non c’è stato nulla da fare; le piaceva moltissimo il risultato, ma non riusciva a superare lo scoglio di quel minimo di dialogo da intrattenere con la macchina. Il mouse con i suoi click e la freccina che si muove in modo molto intuitivo è sicuramente comodo, comodissimo; ma ha fatto allontanare gli utenti dei calcolatori da tavolo o da grembo da tutto il bello che si riusciva a fare quando il mouse non esisteva; non rimpiango quei vecchi tempi, ma con la programmazione con le schede perforate e il DOS1, ho imparato un mucchio di cose; d’accordo, da laureato in ingegneria posso avere una mentalità particolare, ma quando ero studente il prof di informatica ci portò alla FIAT per vedere da debita distanza (guardare e non toccare…) un main frame pieno di lucine baluginanti e dotato di una mastodontica stampante a martelletti, rumorosissima, che sfornava metri e metri di carta continua con l’elenco dei magazzini: l’unica cosa che afferrai da tutto quello era il perché i francesi chiamavano allora e continuano adesso a chiamare i calcolatori piccoli e grandi “ordinateur” e non “calculeur” o “computeur”.
                                Non buttarti giù. Prima o poi si accorgeranno che tra DaD e altre cose del genere, imparare ad usare i calcolaori ocme si deve serve e non è solo una questione di selezionare voci di menù e cliccare.

                                in risposta a: TeX e la scuola #120060
                                OldClaudio
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                                  Perché ti considereresti un dinosauro in via d’estinzione?

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