OldClaudio

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  • in risposta a: Apici ‘italiani’ #94820
    OldClaudio
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      Se per “paragrafo” intendi “capoverso” (in inglese si chiama paragraph ciò che in italiano si chiama capoverso) il rientro ci sta benissimo, ma io personalmente preferirpreferisco che il primo capoverso di ogni paragrafo non sia rientrato, specialmente quando il rientro è così marcato come nel tuo stile compositivo.È una questione di gusti; non pretendo che i miei gusti siano condivisi.

      Invece paragrafi di poche righe, numerati o non numerati non hanno granché senso; quelle poche righe potrebbero essere senzate se quel primo capoverso fosse solo l’intorduzione o la presentazione dei sottoparagrafi che seguono. ((quello che in italiano si chiama paragrafo, in inglese si chiama section; analogamente per i sottoparagrafi e le subsection)

      in risposta a: Biblatex, bibliografia vuota! #94841
      OldClaudio
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        Ragazzi, non so se aprire un nuovo filone, ma in fondo quello che sto epr dire vale anche con questo filone.

        NON È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CARICARE IL PACCHETTO FILENCONTENTS!

        gli ambienti filecontents e filecontents* sono nativi di LaTeX2e fin dalla nascita. Servono per scrivere in modo dei file in modo verbatim perché siano disponibili quando si comincia un nuovo documento: sono gli unici due environment che si possono usare prima di \documentclass; sono stati espressamente creati per poter distribuire insieme a un file .tex(un main file, visto che questo contiene la riga \documentclass. In particolare servono per distribuire pacchetti non standrd o file di macroistruzioni personali, così come qualunque altro file in modo verbatim che sia scritto solo con caratteri ASCII (solo? non sono del tutto convinto, perché non ho mai provato a usarlo per tramettere pacchetti che contengano anche caratteri non ASCII, ma penso che sia decisamente meglio confinarsi a questi caratteri, altrimenti si possono incontrare i soliti guai con le codifiche).

        Per trasmettere una bibliografia lunga o corta che sia, vanno benissimo e possono essere usati anche dopo \documentclass, prima di \begin{document}. Il loro pregio è che se i file con quel nome esistono già nella cartella di lavoro, i file NON vengono riscritti, ma viene emesso solo un avvertimento nel file .log. Questo può essere anche un inconveniente, nel caso che si debba trasmettere una nuova versione modificata di un file già presente nella cartella di lavoro.

        Il pacchetto filecontents.sty è stato scritto da Scott Pakin per evitare alcune delle limitazioni degli ambienti nativi, per esempio quello di non poter riscrivere file con lo stesso nome già trasmessi con precedenti compilazioni del master file.

        Scott dice che può servire anche per usare il comando \LTXtable, scritto da David Carlisle nel 1995; siamo quasi a livello di archeologia LaTeXiana. In sostanza il pacchetto filecontents.sty non serve a molto, in particolare non serve per l’esempio di bibliografia non riuscita che ha dato origine a questo filone.

        in risposta a: Biblatex, bibliografia vuota! #94838
        OldClaudio
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          Se leggessi una qualsiasi guida; Fatto il databse .bib, bisogna compilare il main file .tex, poi bisogna lanciare in esecuzione biber o bitex, e poi bisigna ricompilare il main file .tex due, meglio tre volte.

          biber e bibtex sono due programmi esterni al pdflatex, e servono proprio per leggere nei file ausiliari creti con la prima compilazione quali elementi estrarre dal database .bib (d’accodo, hai specificato \nocite{*}, quindi questo passaggio dovrebbe essere inutile, ma ci vuile lo stesso perché l’informazione di estrali tutti viene scritta nei file ausiliari); le altre tre complazioni servono epr scopi diversi dovuti all’elaborazione asincrona dei dati che transitano per i file ausiliari.

          in risposta a: Immagini come filigrana #94834
          OldClaudio
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            a me piace xwatermark, ma trovo utile anche il semplice watermark.

            Poi ti segnalo un articolo apparso su ArsTeXnica 5 scaricabile dalla sezione arstexnica di questo sito, che riguarda un “concorso” che avevo indetto per stimolare la fantasia dei frequentatori del forum per trovare il modo di inserire filigrane da soli, senza usare pacchetti (tranne graphicx), ma ricorrendo solo ai comandi interni dei LaTeX.

            Generalmente le filigrane vengono inserite con il loro baricentro coincidente con il baricentro della pagina, oppure con il baricentro della griglia di stampa. Però anche se unsi uno di quei pacchetti, l’articolo ti potrebbe insegnare come spostare una immagine dove ti pare.

            in risposta a: stile personalizzato #94785
            OldClaudio
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              Allora se ho capito bene, vuoi il testo su due colonne, vuoi il numero della pagina in grigio centrato nel margine esterno, vuoi una pagina senza testatina, vuoi un piedino piuttosto spesso che contenga molto testo, magari da scrivere su due o più righe.

              È così?

              Allora l’opzione twocolumn della classe ti permette di scrivere su due colonne e il pacchetto fancyhdr ti permette di definire sia il numero di apgina nel margine, sia il piedino che comporti due o più righe. Se poi usi il pacchetto geometry puoi dimensionare le colonne, lo spazio intercolonna, gli altri spazi bianchi nella pagina in modo molto professionale; è bene leggere la documentazione di tutti questi pacchetti, perché ci sono anche molti esempi dai quali impari ad usare sia i comandi specifici di quei pacchetti, sia perché puoi valutare o prevedere l’effetto di quei comandi a ragion veduta.

              Ricorda che Scribus, InDesign e altri software del genere sono impaginatori che compongono in griglia e non sono tanto indicati per testi tecnico scientifici, eprché formule e altre cose del genere, sistemate in griglia rischiando di avere bisogno di bianchi troppo grandi sopra e sotto; LaTeX, invece, se dispone di sufficiente testo nella pagina di solito lascia i bianchi sopra e sotto la matematica di altezza costante, ma sono le espressioni matematiche che hanno altezza varia e di conseguenza non si adattano ad un griglia.
              Quindi il fatto di usare Scribus, tanto per citarne uno, invece che LaTeX, conviene o non conviene a seconda del testo da comporre, ciò dalle parti extratestuali da intercalare al testo vero e proprio.

              in risposta a: Alignat, Minipage & \centering #94712
              OldClaudio
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                Claudio: non potevi spiegarti meglio.
                Claudio

                in risposta a: providecommand #94511
                OldClaudio
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                  Sì sono citato anche per altre cose su CTAN, ma questo non vuol dire che io sia un’autorità in merito agli argomenti trattati. Semplicemente ho contribuito alcune cose a CTAN e alcune sono particolarmente apprezzate da persone insospettabili; per esempio ho scritto il pacchetto teubner per agevolare gli umanisti-grecisti, ma ho ricevuto il maggior numero di apprezzamenti da scrittori tecnico scientifici e da matematici. 😯

                  in risposta a: Apici ‘italiani’ #94817
                  OldClaudio
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                    Benché io sia affezionato a Roberto Lesina, l’autore del “Nuovo manuale di stile”, che è stato mio allievo molti anni fa, ma è morto prematuramente poco dopo aver scritto al prima edizione del suo manuale di stile, devo dire che quel manuale è in pratica l’unica cosa disponibile sul mercato accessibile a chiunque, ma è datato, molto datato.

                    Purtroppo i manuali di tipografia adatti a chi scrive per/con il Desk Top Publishing, così come il bellissimo libro di Bringhurst, o quello di Tschichold, si riferiscono quasi sempre a letteratura puramente testuale, non a letteratura tecnica. Qualche umanista potrebbe riprendermi sostenendo che la letteratura tecnica NON è letteratura; ovviamente non sono d’accordo. visto che scrivo tecnico anch’io.

                    Ecco, prima ancora di studiare tipografia tecnica, che trovi anche descritte in alcune guide che trovi in questo forum {nel senso che pur essendo guide sull’uso di LaTeX, non mancano di consigli e suggerimenti in merito alla scrittura tecnica; inoltre qui nel sito si può trovare da scaricare il manualetto Saper comunicare — Cenni di scrittura tecnico-scientifica) devi dimenticare tutto quello che hai visto composto con i soliti word processor, Word, Writer, comunque si chiamino; essi non realizzano la buona tipografia; essi semplificano solo la composizione dei testi, ma la qualità è sostanzialmente affidato all’esperienza di chi scrive; questo è vero in parte anche per chi usa LaTeX, ma questo permette una composizione tipografica di solito priva degli errori tipografici pacchiani che si vedono nei testi scritti con i word processor.

                    In sostanza la manualistica scritta con i word processor non è da prendere ad esempio. Ricordane il contento se è valido, ma dimenticane l’aspetto. Dopo apprendi quanta più tipografia puoi, non solo leggendo, ma anche osservando quello che fanno gli esperti, i libri pubblicati dalle migliori case editrici di testi scientifici, affina il gusto e impara a valutare quello che leggi non solo per il contenuto ma anche per come esso è presentato. Scoprirai un mondo che si riferisce ad un’arte totalmente dimenticata dalla cultura “ufficiale”.

                    in risposta a: Problema con il pacchetto booktabs #94811
                    OldClaudio
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                      dipende da dove scrivi x\rightarrow a; se lo scrivi in una cella della matrice ti viene, se lo scrivi in mezzo al; testo devi racchiuderlo fra dollari, perché si tratta di una espressione matematica,

                      in risposta a: Alignat, Minipage & \centering #94709
                      OldClaudio
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                        Sì, è vero, non si finisce mai di imparare; anche se \par, il comando di fine capoverso è dentro un gruppo, il quale è dentro un ambiente, esso viene visto anche da alignat durante l’operazione di parsing, ma in matematica non è consentito nessun fine capoerso; non sapevo che anche dentro una serie di gruppi come questo il comando \par venisse visto, di solito non succede così.

                        Comuneque nella tua costruzione di questo particolare “diagramma commutativo chimico” la scelta di usare minipage è infelice proprio perché ti obbliga a specificare centering che a sua volta richiede un fine capoverso esplito (non valido in questo caso) o implicito; per giunta \centering è una dichiarazione, non un comando e non vuole argomenti.

                        Invece se tu avessi usato `\makebok scrivendo \makebox[\widthof{…}]{%\Uparrow$}` avresti sfruttato in modo naturale il fatto che devi scrivere una sola riga, non un capoverso come ti consentirebbe minipage, e che senza specificare nessuna opzione il suo contento è centrato nella larghezza specificata per la scatola creata con \makebox.

                        Grazie per avermi dato l’occasione di imparare qualcosa.

                        in risposta a: TeX Live 2014 #94735
                        OldClaudio
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                          Ecco l’annuncio ufficiale:

                          The TeX Live 2014 release is publicly available. I delayed this
                          announcement to give it a start at making its way around CTAN — please
                          do get the release from a CTAN mirror. More on getting TeX Live:
                          http://tug.org/texlive/acquire.html

                          For links to the list of changes in this release (and a lot more),
                          see the TeX Live home page:
                          http://tug.org/texlive/

                          The TeX Collection DVD (http://tug.org/texcollection) is being
                          manufactured now and will be sent to user group members in due course.
                          It can also be ordered from http://tug.org/store.

                          For those who like to live on the bleeding edge, I’ll be catching up on
                          updates from CTAN over the next few days (a few are already available).
                          http://tug.org/texlive/pkginstall.html

                          Please consider joining or renewing your membership in TUG or another
                          TeX user group, and thanks if you already have.
                          http://tug.org/join.html
                          http://tug.org/usergroups.html

                          Happy TeXing,
                          Karl Berry

                          in risposta a: pacchetto frontespizio eliminare voce “Relatore:” #94804
                          OldClaudio
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                            I frontespizi si possono fare in tanti modi; uno è quello di usare il pacchetto frontespizio, che però è stato pensato per le monografie, le tesi di laurea e le dissertazioni di dottorato.

                            Per adattarlo a cose diverse, si può ma bisogna sfruttare tanti comandi che sono documentati bene nella guida di frontespizio, ma quando diventano troppi, cioè bisogna usarene troppi, vuol dire che si vuole cambiare tutto o quasi, quindi, secondo me è meglio cambiare strada.

                            Per esempio io userei il pacchetto topfront che fa parte fi TOPtesi, specificando come tipo di lavoro la “monografia”; non c’è relatore; il nome dell’autore è centrato, le varie indicazioni della università/scuola, eccetera si pososno personalizzare; io stesso ho usato quel modello per il frotespizio della documentazione di TOPtesi (leggibile con texdoc toptesi-doc)

                            Ma la soluzione delle soluzione è quella di aprire un ambiente titlepage, presente in quaasi tutte le classi, e scriverci dentro quello che si vuole: dai comandi di centratura, ai corpi delle varie cose scritte, agli spazi orizzontali e verticali, eccetera; magari ci vuole un po’ di tempo epr ottenere qualcosa che piaccia, ma…

                            Ti metto in guardia rispetto ad un pericolo sempre presente quando si personalizza qualcosa con LaTeX:tutti noi siamo dilettanti di tipografia quindi, specialmente alle prime esperienze, commettiamo degli errori di grafica tipografica che qualunque tipografo considererebbe degli errori madornali. Quando cerco di enumerare gli errori che ho comesso io, mi vergogno moltissimo. Non bisogna avere l’horror vacui, perché bisogna lasciare in un frontespizio abbastanza spazio vuoto affinché le varie informazioni abbiano la loro giusta proporzione e distanza, affinché ci sia un filo conduttore fra gli elementi che compongono la pagina.
                            Fra la documentazione presente nella distribuzione completa del sistema TeX c’è un file pdf di cui fortunatamente ho dimenticato il titolo, che presenta un certo numero di possibili frontespizi da realizzare con la classe memoir; secondo me sono uno più brutto dell’altro, eppure sono presentati da un autore degno di fiducia; probabilmente sono frontespizi che lui ha creato per replicare edizioni del passato, ma oggi sono cose che non riusciremmo ad accettare come cose di gusto; troppo ornati con decorazioni di vario genere, troppo neri per l’uso di caratteri di serie “nerissima”, con corpi sproporzionati. Insomma brutti.

                            Non farti lusingare da simili proposte; ricorda sempre che la semplicità è sempre la cosa più elegante e che compito della tipografia è quello di rendere facile e comoda la lettura senza distrarre il lettore con barocchismi di nessun tipo.

                            A te non piace quello spazio a sinistra del tuo nome rimasto bianco? lo posso cpaire, ma l’errore non sta nello spazio bianco, ma sta nella “manomissione” di un pacchetto creato per scopi diversi da quello che serve a te.

                            in risposta a: pacchetto frontespizio eliminare voce “Relatore:” #94802
                            OldClaudio
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                              Mah, oltre a togliere il relatore io metterei quella specificazione “Esame di stato conclusivo del II ciclo scolastico” al posto del nome del corso di laurea, non al posto del nome del relatore.

                              in risposta a: stile personalizzato #94781
                              OldClaudio
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                                Stasy” post=94394Be’, dipende dall’impostazione (se permette sono un grafico, e le posso garantire che diviene brutto quando il progetto diventa pacchiano, e poco elastico). Ad esempio, il mio intento è quello di creare una pagina con un numero al centro dei margini destro e sinistro, in grassetto, tendente al grigio, come anche l’intestazione in grigio, su un formato quadrato (tipo albo), con il testo su due colonne disposte verso il lato destro. Altre risposte più convincenti? 😥

                                Non ho capito che cosa intendi con “su un formato quadrato (tipo albo), con il testo su due colonne disposte verso il lato destro” puoi spiegarti meglio, per favore? magari usando uno schizzo a mano libera (sei un grafico, non dovresti avere problemi) che dimostri che cosa vuoi dire “tipo albo” e con “due colonne sul lato destro”.

                                Da quello che ho capito io, stai usando troppo la fantsia creativa che hai imparato con la tua professione di grafico; ma un documento non è un manifesto per reclamizzare qualcosa. Questa è l’idea che mi sono fatto leggendo il tuo scritto, e probabilmente non ho capito niente. Uno schizzo mi aiuterebbe a capire.

                                in risposta a: Bibliografia corta con BibLatex #94787
                                OldClaudio
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                                  Sarò impallinato di norme, ma la bibliografia come la vuoi scrivere è espressamente vietata dalle norme ISO, UNI, DIN, eccetera. La norma italiana è la norma UNI 5966 intitolata Descrizioni e riferimenti bibliografici[/]. La norma ISO è la norma ISO 690, intitolata Documentation — Bibliographical references — Essential and supplementary elements.

                                  Entrambe le norme distinguono fra le informazioni necessarie e informazioni facoltative. Il tuo modo di citare manca di diverse parti obbligatorie.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,686 al 5,700 (di 11,286 totali)

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