OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,671 al 5,685 (di 11,286 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Un tipo speciale di commento a piè di pagina #94950
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::

      Parmenas” post=94572Sto preparando un’edizione critica commentata a cui vorrei dare un layout un po’ speciale (anche se non del tutto incomune in campo umanistico), che però non so come realizzare. Ho scoperto LaTeX solo di recente, e ho ancora molto da imparare.

      Il testo è in prosa, ed è diviso in paragrafi numerati; ogni periodo è un paragrafo. Il numero, tra parentesi quadre, precede sempre direttamente il periodo/paragrafo, ed è dunque parte del continuum testuale.

      Nel tipo di commento che ho in mente le note vengono agganciate non a questa o quella parola del testo, e nemmeno a questa o quella riga del testo, ma ai periodi/paragrafi numerati di cui ho detto. Le note devono avere gli stessi numeri dei paragrafi che commentano, e l’apparato delle note nel suo insieme è pensato pure come un continuum testuale, solo di tanto in tanto segmentato in capoversi.

      Quali sono gli strumenti / i pacchetti che mi servono per questo? E c’è forse da qualche parte un modello che potrei studiare / seguire?

      Grazie!

      Per le edizioni critiche c’è sia il libro di Jerónimo Leal e Gianluca Pignalberi, “Edizioni critiche — Guida alla composizione con il proprio computer”, che si può acquistare on line al seguente indirizzo web: http://store.compomat.it/product_info.php?products_id=99.
      Poi cè il testo gratuito, ma in francese di maïeul Roquette, “XeLaTeX appliqué aux sciences huaines — Le seul livre sur LaTeX sans une seule équation”, scaricabile gratuitamente dopo registrazione da: http://www.atramenta.net/books/latex-sciences-humaines/79.

      Maïeul è anche la persona che attualente agisce come curatore/manutentore del pacchetto eledmac fatto apposta per le edizioni critiche. La sua documentazione è abbastanza corposa, ma te la cavi in un’oretta.

      Non essendo un umanista, nel senso abitualmente attribuito a questo termine, ho letto entrambi i libri, ma confesso di non avere mai usato eledmac né di avere mai scritto un’edizione critica. Ritengo però che siano entrambi validi e il libro in italiano mi è sembrato particolarmente adatto alle tue esigenze. Non vi troverai la souzione al tuo problema specifico, ma troverai il metodo per saperti gestire nel terreno “insidioso” delle edizioni critiche.

      in risposta a: Problema con Biblatex #94947
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Il fatto che a un certo punto tu abbai ricevuto un messaggio che diceva che cygwin non era installato, fa pensare che tu abbia scaricato e installato una tar.gz adatta per cygwin, quindi l’estrazione di biber.exe da quell’archivio non è la stra giusta.

        Ma, visto che bibtex ce l’hai sulla tua distribuzione miktex 2.9, perché non configuri biblatex perché usi bibtex invece di biber? perderai qualche funzionalità, ma se prima (due anni fa) la bibliografia andava bene compilata con bibtex, dovrebbe andare bene anche adesso.

        La tua frase “…ho configurato Texmaker per usare Bib(la)tex…” non ha senso, perché biblatex è u pacchetto letto e gestito dal pdflatex, mentre bibtex è un programma distinto da pdflatex che svolge una funzione essenziale, ma che non serve per compilare i documenti, ma serve per estrarre da un database bibliografico le informazioni necessarie per creare un file .bbl che contiene già scritto e riempito del necessario l’ambiente thebibliography, che pdflatex compilerà scrivendo le giuste informazioni per i riferimenti e per le citazioni.

        Yi è stato detto che miktex dispone di un package manager con il quale puoi installare ciò che ti manca. Il fatto che tu debba installare qualcosa che ti manca indica che non hai una installazione completa; vuoi continuare ad usare miktex? padronissimo (sebbene qui consigliamo sempre di usare texlive). Ma esegui una installazione completa; nella pagina di miktex quando clicchi il link che ti porta alla pagina dei download non fermarti al primo box che ti offre l’installazione di una versione di base, ma fai scorrere la finestra per vedere quello che c’è scritto diverse righe più in basso e troverai il box per scaricare ed installare la versione completa. Quindi disinstalla miktex parziale che ahi ora, e installa la versione completa. Non ne sono sicuro, perché non avendo più una macchina Windows da 8 anni, non uso più miktex, di cui ero un utente affezionato, ma miktex 2.9 aggiornato dovrebbe contenere anche biber.

        Poi ricorda: tutto quello che puoi fare cliccando i bottoni dell’ediotr, lo puoi fare anche scrivendo gli appositi comandi in una finestra comandi (terminal, prompt dei comandi, ecc.); se funziona con i comandi manuali e non funziona con i bottoni di Texmaker (perché Texmaker e non TeXstudio, che è sempre un passo avanti a Texmaker?) vuol dire che l’editor è configurato male.

        in risposta a: Problema con Biblatex #94934
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          C’è stato un aggiornamento di bibatex in questi due ani e ora:
          1) biblated di default lavora con il formattatore biber, non più bibtex
          2) il database bibliografico va richiamato in un altro modo, con il comando addbibresuouce, e specificando anche l’estensione del file.

          Siccome non si tratta di cose marginali, è necessario che tu legga con attenzione la documentazione di biblatex; basta aprire un termnale o prompt dei comandi e scriverci dentro texdoc biblatex e poi premere il tasto invio; si arel una nuova finestra dove puoi leggere la documentazione.

          in risposta a: Pandoc non converte correttamente le figure #90378
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Okular ha diversi pacchetti da caricare; io seguirei la politica di installarli tutti; lui poi si tira dietro tutte le dipendenze di cui ha bisogno.

            Non sono in grado di assicurarti che se il tuo relatore annota il tuo PDF, tu possa vedere le annotazioni con un visualizzatore che non è in grado di inserire annotazioni; il fatto che io non sia in grado di darti assicurazioni, non vuol dire che non sia possibile.

            in risposta a: separazione versi nelle note #94914
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Sì si usa anche | specialmente quando si separano i versetti in un testo sacro, oppure quando si devono numerare i versi in una composizione in linea.

              in risposta a: Biblatex, bibliografia vuota! #94843
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Sì, infatti, quello che suggerisci è quello che un utente esperto non farebbe mai; si perde inutilmente del tempo, perché la bibliografia viene ricompilata sempre, ma non viene modificata così spesso, basta ricorrere al bottone della compilazione rapida ogni tanto, diciamo una volta alla settimana, giusto epr non scordarselo, ma basta usarlo solo quando si modifica il file .bib, il che non avviene così spesso; se anche modificassi il file .bib ogni volta che aggiungi in comando \cite nel tuo testo, non serve compilare subito la bibliografia,; servirà certamente per la versione finale del tuo documento.

                Naturalmente non è vietato lanciare 4-5 programmi ogni vola che fai qualche modifica al file sorgente (pdflatex, bibtex oppure biber, pdlatex, pdflatex e talvolta ancora pdflatex); oggi i calcolatori sono sufficientemente veloci da non lasciare lì sospesi ad aspettare la fine della compilazione. Si dice che Knuth stesso, il Grand Wizard creatore di TeX, nel 1978 e negli anni immediatamente successivi, necessitasse di un’oretta per ottenere una compilazione del suo libro il TeXbook. Io nel 1994 compilavo un libro di quasi 700 pagine (quasi il doppio de TeXbook) in circa 30 secondi su una macchina dotata solo del sistema operativo DOS 6 e con un clock da 30 MHz. Allora era essenziale risparmiare tempo; oggi non è più così essenziale.

                in risposta a: [Risolto]Problema con TexLive Manager #94891
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Il tuo tlmgr non funziona più perché è stato costruito per aggiornare TeXLive 2013, che ora è congelato; installa la versione 2014 usando le stesse procedure che hai seguito diversi mesi fa, collauda che l’installazione funzioni, poi cancella la versione 2013.

                  Installando la 2014 il tlmgr nuovo è in grado di aggiornare la 2014, che è già all’ultimo grido, quindi non dovresti avere grossi arretrati da aggiornare; poi prendi l’abitudine di leggere i messaggi sul forum dove si parla anche del periodo di congelamento della versione corrente di TeXLive e dove si annuncia la disponibilità della nuova versione. `prendi l’abitudine di aggiornare ogni 7-10 giorni, non spettare messi per aggiornare. Cerca di disporre sempre della versione più fresca di giornata possibile, senza diventare matto ad aggiornare ogni due ore. Ogni settimane o dueo tre volte al mese va benissimo

                  in risposta a: Pandoc non converte correttamente le figure #90375
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Infatti il problema di Ubunto ed altre macchine conformi alle prescirzioni del consorzio Debia usano una versione vecchia di Adobe Reader; La mia versione, scaricata dal sito Adobe è la versione 11.0.07; come vedi la versione di cui disponi è vecchissima, diciamo almeno 5 anni (che sono tanti per un prodotto informatico).

                    Prava ad andare su http://www.adobe.com (oppure http://www.adobe.it) e vedi se ti riesce di scaricare direttamente una versione più recente.

                    Come puoi immaginare non è il tuo PDF che è protetto, è il tuo reader che non ce la fa. Hai provato a vedere se Okolar riesce ad annotare unPDF? Okular è il visualizzatore di default su Ubuntu, e probabilmente già dispone di queste funzionalità. Io non te lo posso assicurare, perché ho una macchina virtuale Ubuntu sul mio Mac, e vi posso usare anche certi programmi del Mac, quindi eventuali miei esperimenti non sarebbero affidabili né per il sì, né per il no.

                    Altri utenti che lavorano su Ubunto potrebbero dire se ci sono altri visualizzatori su ubuntu che sappiano inserire commenti; oppure se ci sono delle estensioni di Okular, dei plug-in, che ne estendano le funzionalità.

                    in risposta a: TeX Live 2014 #94741
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Installano MacTeX 2014 e, lo collaudanoe e poi cancellano MacTeX 2013

                      D’altra parte fanno come tutti gli altri utenti che usano TeX Live; solo che MacTeX.pkg, il file da scaricare, è già un installatore che contiene tutto TeXLive, quindi cliccando sul MacTeX.pkg appena scaricato e rispondendo ad alcune domande che l’installatore fa sempre, in 5 minuti hanno la nuova versione installata.
                      Quando gli utenti di Windows e di Linux scaricoano l’immagine ISO della distribuzione TeXLive e installano TeXLive da quella immagine, fanno più o meno la stessa cosa.

                      in risposta a: ampiezza ambiente verse #94770
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Il mio codice dà questo risultato, senza errori:

                        [attachment=1018]VersiParalleli.pdf[/attachment]

                        Vorrei aggiungere che io uso MacTeX e ho già installato MacTeX 2014, senza problemi. nel file .log non ho messaggi di nessun tipo. Se non ricordo male tu usi una piattaforma Linux; può darsi che non sia aggiornata?

                        OK; ho scoperto il perché parallel stride con adjustwidth, o meglio, ho scoperto perché a me funzionava, e a te no; stavo usando una vecchia versione del pacchetto parallel del 1997, mentre la più recente è del 2003.
                        Ho messo nella cartella di testing del tuo problema la versione più recente e ricevo lo stesso tuo errore, ma…

                        … il punto è che le larghezze delle due colonne che hai scelto tu, almeno con la classe article che io ho usato per eseguire il testing, vanno prese con larghezze diverse; la colonna latina deve essere più larga della colonna italiana; io per la colonna latina ho usato la larghezza di 0.52\textwidth e per la colonna italiana ho preso la larghezza o.45\textwidth. Ho cancellato l’apertura e la chiusura dell’ambiente adjustwidth, e tutto funziona benissimo.

                        Ora vedo di scoprire perché adjustwidth non funziona se non si mette \leavevmode.

                        2.a puntata

                        Ho esaminato il codice sorgente di changepage e in particolare di adjustwidth; quest’ultimo ambiente è sostanzialmente una lista in cui i margini sinistro e destro sono modificati secondo le misure specificate negli argomenti dell’ambiente; L’errore di “Missin item” dipende da questo fatto. Ma indica anche che il modo di comporre i due testi paralleli di parallel.sty è incompatibile con le liste; infatti esaminando che cosa succede se si lascia alvorare l’ambiente Parallel dentro l’ambiente adjustidth, il testo NON è a tre colonne, ma a quattro colonne, di cui non si vede la quarta perché cade fuori pagina: se si esaminano i testi si vede che i versi 1 e 2 dei due testi paralleli sono messi cosi:

                        Latino 1 italiano 1 latino 2 italiano 2

                        e via di questo passo; della terza colonna se ne vede solo la metà e la quarta cade fuori pagina.

                        Dunque è proprio lì il problema, il modo di separare le righe dei due testi allineandole a coppie, non smbra poter coesistere con l’unico \item della lista che è nascosto alla fine delli comandi di apertura, e che quindi richiede un po’ di materiale orizzontale prima di poter accogliere il materiale verticale (incolonnamento di \hbox) creato dall’ambiente Parallel.

                        Bene; con questo ho scoperto il perché dell’errore di “Missing item”, ma non ho capito perche la serie di \hbox impilate sl’una sull’altra da Parallel non le possa mettere tranquillamante una sopra l’altra, ma le metta a due a due allineate; probabilmente c’è qualcosa che non va in parallel.sty (qualcosa che non c’era nella vecchia versione) ma non ho potuto capire che cosa sia.

                        In compenso ho visto che la colonna italian si compoen senza sillabare nesun verso se si usa una larghezza pari a 0.41\textwidth; in questo modo i due pesti appaiono sufficientemente distanziati, ma non sono paralleli, perché la libera traduzione di Foscolo rimette in poesia i concetti espressi, in latino in modo più compatto, e quindi usa una quindicina di versi in più.

                        Ecco il testi ricomposto co questa larghezza:

                        [attachment=1019]VersiParalleli_2014-06-21.pdf[/attachment]

                        Attachments:
                        You must be logged in to view attached files.
                        in risposta a: Resa grafica dei numeri e tabelle #94867
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          La documentazione di siunitx ri dice come configurare le colonne S per ovviare all’inconveniente che lamenti.

                          Ricolrdati di togliere ll’inziale maiuscaola a Inferiore e Superiore; esamina la possibilità di scrivere quelle intestazioni su due righe, visto che sono intestazioni molo larghe (su una riga sola) rispetto al contenuto delle rispettive colonne.

                          in risposta a: Caso speciale di note a fine libro #94878
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Prova ad usare \footnotemark e \footnotetext; istruzioni nella guida tematica Il LaTeX Reverence Manual commentato e liberamente tradotto in italiano. Si tratta di usare gli argomenti facoltativi di questi comandi, che ovviamante devono essere identici, per esempio CB 1, ma devi aggiungere a mno il numero prograssivo, perché non lo fa utomaticamante.

                            Alternativamente puoi ridefinire il modo di scrivere il contatore delle note con qualcosa che ti permetta a inizio capitio di stabile ila sigla del capitoolo a tuo piacimento e che formerà il prefisso del richiamo di nota e il richiamo delle note a fine testo; usa anche il pacchetto endnotes, che ti permette con adeguate configurazioni di avere le note a fine testo nell’apposia appendice.

                            in risposta a: Simbolo ^ unicode 005E #94853
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Scrivi [tt]\^{}[/tt] al posto del semplice ^.

                              Oppure sostituisci ^ con \textasccicircum.

                              Oppure con \char”5E

                              Oppure con ^^5e

                              Oppure con \verb!^!

                              in risposta a: ampiezza ambiente verse #94768
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Può darsi che il testo ti si compili, ma che il risultato non sia quello che ti aspettavi; Io ho compilato togliendo l’ambiente verseparallel, e scrivendo esplicitamente i \comandi \begin{Parallel} con i suoi due comandi per la larghezza delel colonne, e poi scrivendo esplicitamente i comandi \ParallelLText e \ParallelRText con i loro rispettivi argomenti, il primo con il testo in latino e il secondo con il testo in italiano e viene benissimo senza errori.

                                Noto eprò quanto segue: aggiustrare le larghezze con adjustwidth di 2mm non mi sembra un gran aggiustamento; per altro, non mi semnra che i due testi abbiano bisogno di nessun aggiustamanto; mi pare che ci stiano benisismo affiancati dentro la giustezza stabilita con geometry.

                                Noto, però, anche che il testo italiano contiene una quindicina di righe in più del testo latino, quindi i due testi non sono paralleli; io per “versi paralleli” non intenderei che la traduzione del poema a sinistra sia alla sua destra, ma che poi né le strofe, né i versi corrispondenti siano su righe allineate. Qui di strofe non ce ne sono ma mi pare decisamante brutta la traduzione NON PARALLELA, al testo latino originale.

                                Ecco il codice che ho usato`% !TEX TS-program = XeLaTeX
                                % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                                \documentclass[a4paper,12pt]{article}
                                \usepackage{fontspec}
                                \defaultfontfeatures{Contextuals=NoAlternate}
                                \setmainfont[Ligatures=TeX]{EB Garamond}
                                \usepackage{polyglossia}
                                \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
                                \usepackage[bindingoffset=1cm,heightrounded]{geometry}
                                \usepackage{changepage}
                                \usepackage{parallel}
                                \newlength\leftwidth % nuova lunghezza sinistra
                                \newlength\rightwidth % nuova lunghezza destra
                                %\newenvironment{verseparallel}[2]
                                %{\begin{Parallel}{0.44\textwidth}{0.54\textwidth}\footnotesize\parindent=0pt
                                %\ParallelLText{\leavevmode #1}\ParallelRText{#2}}
                                %{\end{Parallel}}
                                \BeforeBeginEnvironment{verseparallel}{\bigskip}
                                \AfterEndEnvironment{verseparallel}{\bigskip}

                                \begin{document}
                                \begin{adjustwidth}{-0.2cm}{-0.2cm}
                                %\nointerlineskip\leavevmode
                                \begin{Parallel}{0.44\textwidth}{0.54\textwidth}\footnotesize\parindent=0pt
                                \ParallelLText{Omnia qui magni dispexit lumina mundi,\\
                                Qui stellarum ortus comperit atque obitus,\\
                                Flammeus ut rapidi solis nitor obscuretur,\\
                                Ut cedant certis sidera temporibus,\\
                                Ut Triviam tir tini sub Latmia saxa relegans\\
                                Dulcis amor gyro devocet aèrio,\\
                                Idem me il le Conon codesti in lumine vidit\\
                                E Bereniceo vertice caesariem\\
                                Fulgentem dare, guani cunctis illa deorum\\
                                ο Levia protendens brachia pollici ta est,\\
                                Qua rex tempestate novo avectus hymenaeo\\
                                Vas tatum fines iverat Assyrios,\\
                                Dulcia nocturnae portans vestigia rixac\\
                                Quam de virgineis gesserai exuviis.\\
                                Est ne novis nuptis odio Venus? Anne parentum\\
                                Frustrantur falsis gaudio, lacrimulis\\
                                libertini thalami quas intra limino fundunt?\\
                                Non, ita me divi, vera gemunt, incrini.\\
                                Id mea me multis docuit regina querelis\\
                                Invisente novo praelia torva viro.\\
                                Et tu non or bum luxti deserta cubile,\\
                                Sed fratris cari flebile discidiumf\\
                                Quam penitus moestas exedit cura medullas!\\
                                Ut libi lune loto pectore solicitae\\
                                Sensibus ereptis mens excidit! At te ego certe\\
                                Cognoram a parva virgine magnanimam.\\
                                Anne bonutn oblila es facinus, quo regium adepta es\\
                                Conjugium, quod non f or fior ausit alis ?\\
                                Sed tum nioesta virum mittens quae verba locuta es\\
                                Juppiter, ut tristi lumina saepe manti\\
                                Quis te mutavit fantus deus? An quod amanfes\\
                                Non longe a caro cor por e abesse volunt?\\
                                Atque ibi me cunctis prò dulci conjuge divis\\
                                Non sine taurino sanguine pollicita es,\\
                                Si r editimi tetulisset. Is liaut in tempore longo\\
                                Captam Asiani Aegypti finibus addiderat.\\
                                Quis ego prò factis codesti reddita coetu\\
                                Pristina vota novo munere dissoluo.\\
                                Invita, regina, tuo de vertice cessi,\\
                                Invita, ad/uro teque tuumque caput.\\
                                Dignaferat quod si quis inaniter adjurarit.\\
                                Sed qui se ferro postulet esse parem ?\\
                                Illc quoque eversus mons est quem maximum in oris\\
                                Progenies Thiae clava supervehitur ;\\
                                Cum Medi propulere novum mare, cumque Juventus\\
                                Per medium classi barbara navit Athon.\\
                                Quid facient crines, cum ferro talia cedant?\\
                                Juppiter, ut Chaìybon omne genus pereat,\\
                                Et qui principio sub terra quaerere vcnas\\
                                Institit, ac ferri fingere duriticmf\\
                                Abjunctae paulo ante cornac mea fata sorores\\
                                Lugebant, cum se Memnonis Aethiopis\\
                                Unigena impellens nutantibus aera pennis\\
                                Obtulit Arsinoes Locricus alisequus,\\
                                Isque per aetherias me tol/ens avolat umbras\\
                                Et Veneris casto collocai in gremio.\\
                                Ipsa suum Zephyritis co famulum legar at,\\
                                Grata Canopiis incola litoribus.\\
                                Inde sibi, vario ne solum in lumine coeli\\
                                Ex Ariadneis aurea temporibus\\
                                Είχα corona foret, sed nos quoque fulgeremus\\
                                Devotae flavi verticis exuviae,\\
                                Uvidulam a fletti cedente m ad tempia defim me\\
                                Sidus in antiquis diva novum posuit.\\
                                Virginis et saevi contingens namque Lconis\\
                                Lumina, Callisto juncta Lycaoniae,\\
                                Vertor in occasum tardimi dux ante Booten\\
                                Qui vix sero alto mcrgitur Oceano.\\
                                Sed quamquam me nocte premimi vestigia divum,\\
                                Lux autem canoe Tethyi restituii,\\
                                Pace tua fari hic Uceat, Rhanimisia virgo\\
                                (Namqite ego non ullo vera timore tegam,\\
                                Nec si me infestis discerpent sidera dictis,\\
                                Condita quin vere pectoris evo/uam),\\
                                Noti his tam laetor rebus, quam me afore semper,\\
                                A ore me a dominae vertice discrucior ;\\
                                Quicum ego, dum virgo quondam fuit, omnibus expers\\
                                Unguentis, una milia multa bibi.\\
                                Nttnc vos, optato quas junxit lumine taeda,\\
                                Non prius unanimis corpora conjugibus\\
                                Tradite nudantes rejecta veste papillas,\\
                                Quam jucunda mihi munera libet onyx,\\
                                Vester onyx, casto coìitis quae jura cubili.\\
                                Scd quae se impuro dedit adulterio,\\
                                Illius ah mala dona levis bibat irrita pulvis !\\
                                Namque ego ab indignis praemia nulla peto.\\
                                Sed magis, nuptae, semper concordia vestras\\
                                Semper amor sedes incoiai assiduus.\\
                                Tu vero, regina, tuens cum sidera divani\\
                                go Placabis festis luminibus Venerem,\\
                                Sanguinis expertem ne siris esse tuam me,\\
                                Sed potius largis affice muncribus.\\
                                Sidera cur haerentf Utinam coma regia fiam,\\
                                Proximus Hydrochoi fulgeret Oarion.}
                                \ParallelRText{Quei che spiò del mondo ampio le faci\\
                                Tutte quante, e scoprì quando ogni stella\\
                                Nasca in cielo o tramonti, e del veloce\\
                                Sole come il candor fiammeo si oscuri,\\
                                Come a certe stagion cedano gli astri,\\
                                E come Amore sotto a' Latmii sassi\\
                                Dolcemente contien Trivia di furto\\
                                E la richiama dall'aëreo giro,\\
                                Quel Conon vide fra' celesti raggi\\
                                Me del Berenicèo vertice chioma\\
                                Chiaro fulgente. A molti ella de' Numi\\
                                Me, supplicando con le terse braccia,\\
                                Promise, quando il re, pel nuovo imene\\
                                Beato più, partia, gli Assiri campi\\
                                Devastando, e sen gìa con li vestigi,\\
                                Dolci vestigi di notturna rissa\\
                                La qual pugnò per le virginee spoglie.\\
                                Alle vergini spose in odio è forse.\\
                                Venere? Forse a' genitor la gioia\\
                                Froderanno per false lagrimette\\
                                Di che bagnan del talamo le soglie\\
                                Dirottamente? Esse non veri allora,\\
                                Se me giovin gli Dei, gemono guai.\\
                                Ben di ciò mi assennò la mia regina\\
                                Col suo molto lamento allor che seppe\\
                                Vôlto a bieche battaglie il nuovo sposo:\\
                                E tu piangesti allora il freddo letto\\
                                Abbandonata, e del fratel tuo caro\\
                                II lagrimoso dipartir piangevi.\\
                                Ahi! tutte si rodean l'egre midollev\\
                                Per l'amorosa cura; il cuore tutto\\
                                Tremava; e i sensi abbandonò la mente.\\
                                La donzelletta non se' tu ch'io vidi\\
                                Magnanima? Lo gran fatto oblïasti,\\
                                Tal che niun de' più forti osò cotanto,\\
                                Però premio tu n'hai le regie nozze?\\
                                Deh che pietà nelle parole tue\\
                                Quando il marito accomiatavi! Oh quanto\\
                                Pianto tergeano le tue rosee dita\\
                                Agli occhi tuoi! Te sì gran Dio cangiava?\\
                                Dal caro corpo dipartir gli amanti\\
                                Non sanno mai? Tu quai voti non festi,\\
                                Propizïando con taurino sangue,\\
                                Per lo dolce marito agli Immortali\\
                                S'ei ritornasse! Né gran tempo volse\\
                                Ch'ei dotò della vinta Asia l'Egitto.\\
                                Per questi fatti de' Celesti al coro\\
                                Sacrata, io sciolgo con novello ufficio\\
                                I primi voti. A forza io mi partia,\\
                                Regina, a forza; e te giuro e il tuo capo;\\
                                Paghinlo i Dei se alcun invan ti giura;\\
                                Ma chi presume pareggiarsi al ferro?\\
                                E quel monte crollò, di cui null'altra\\
                                Più alta vetta dall'eteree strade\\
                                La splendida di Thia progenie passa,\\
                                Quando i Medi affrettaro ignoto mare\\
                                E con le navi per lo mezzo Athos\\
                                Nuotò la gioventù barbara. Tanto\\
                                Al ferro cede! or che poriano i crini?\\
                                Tutta, per Dio! de' Calibi la razza\\
                                Pèra, e le vene a sviscerar sotterra\\
                                E chi a foggiar del ferro la durezza\\
                                A principio studiò. — Piangean le chiome\\
                                Sorelle mie da me dianzi disgiunte\\
                                I nostri fati, allor che appresentosse,\\
                                Rompendo l'aer con l'ondeggiar de' vanni,\\
                                Dell'Etïope Mennone il gemello\\
                                Destrier d'Arsinoe Locrïense alivolo:\\
                                Ei me per l'ombre eteree alto levando\\
                                Vola, e sul grembo di Venere casto\\
                                Mi posa: ch'ella il suo ministro (grata\\
                                Abitatrice del Canopio lito)\\
                                Zefiritide stessa avea mandato\\
                                Perché fissa fra' cerchi ampli del cielo\\
                                La del capo d'Arianna aurea corona\\
                                Sola non fosse. E noi risplenderemo\\
                                Spoglie devote della bionda testa.\\
                                Onde salita a' templi de' Celesti\\
                                Rugiadosa per l'onde, io dalla Diva\\
                                Fui posto fra gli antichi astro novello.\\
                                Però che della Vergine, e del fero\\
                                Leon toccando i rai, presso Callisto\\
                                Licaonide, piego all'occidente\\
                                Duce del tardo Boote cui l'alta\\
                                Fonte dell'Oceàno a pena lava.\\
                                Ma la notte perché degli Immortali\\
                                Mi premano i vestigi, e l'aurea luce\\
                                Indi a Tethy canuta mi rimeni,\\
                                (E con tua pace, o Vergine Rannusia,\\
                                Il pur dirò: non per temenza fia\\
                                Che il ver mi taccia, e non dispieghi intero\\
                                Lo secreto del cor; né se le stelle\\
                                Mi strazin tutte con amari motti),\\
                                Non di tanto vo lieta ch'io non gema\\
                                D'esser lontana dalla donna mia,\\
                                Lontana sempre! Allor quando con ella\\
                                Vergini fummo, io d'ogni unguento intatta,\\
                                Assai tesoro mi bevea di mirra.\\
                                O voi, cui teda nuzïal congiunge\\
                                Nel sospirato di, né la discinta\\
                                Veste conceda mai nude le mamme,\\
                                Né agli unanimi sposi il caro corpo\\
                                Abbandonate, se non versa prima\\
                                L'onice a me giocondi libamenti;\\
                                L'onice vostro, voi che desïate\\
                                Di casto letto i dritti: ah di colei\\
                                Che sé all'impuro adultero commette,\\
                                Beva le male offerte irrita polve!\\
                                Ché nullo dono dagli indegni io merco.-\\
                                Sia così la concordia, e sia l'amore\\
                                Ospite assiduo delle vostre sedi.\\
                                Tu volgendo, regina, al cielo i lumi\\
                                Allor che placherai ne' dì solenni\\
                                Venere diva, d'odorati unguenti\\
                                Lei non lasciar digiuna, e tua mi torna\\
                                Con liberali doni. A che le stelle\\
                                Me riterranno? O! regia chioma io sia,\\
                                E ad Idrocoo vicin arda Orïone.}
                                \end{Parallel}
                                \end{adjustwidth}
                                \end{document}
                                `

                                in risposta a: dove installare classe tcket.sty #94849
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Non so se tutte le installazioni Debian compatibili, per esempio Jessie, installino TeXLive completo; ma qualunque sia l’installazione che si fa essa deve essere sempre completa; c’è sicuramante un pacchetto .deb che contiene ticket.sty, ma dei istallare tutte le estensioni della distribuizione TeXLive/Debian; voglio esagerare: installa anche il modulo per il mongolo; probabilmente non ti serve, ma non si sa mai. L’importante è che l’installazione sia completa.

                                  Nella Guida che ti è stata suggerita ci sono anche esempi di dove installare le varie parti dei pacchetti, dove i file .dtx e .ins, dove i file .pdf; dove i file .sty, .def, .fd, .ldf, eccetera.La roba scaricata da CTAN potrebbe venire installata sugli alberi principali, quelli gisti, s’intende, ma lo sconsigliamo sempre, perché ogni file che metti negli alberi radicati in /usr vengon riscritti ad ogni aggiornamento o nuova installazione.

                                  Da questo punto di vista l’albero personale sarebbe più sicuro, ma se il pacchetto installato è tratto da CTAN, nessun eventuale aggiornamento lo aggiiornerà mai. L’albero personale è davvero per cose personali, che non hanno nulla a che vedere con CTAN.

                                  Cocludendo: installa con apt-get o programmi simili le parti TeXLive/Debian che ti mancano e installale tutte.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,671 al 5,685 (di 11,286 totali)

                                Go to top▲