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19 Febbraio 2014 alle 13:25 in risposta a: Allineamento testo a sinistra e spaziatura verticale #92421::
Non mettere \vspace dentro all’ambiente center. lascia una riga bianca prima di \vspace e un’altra dopo .non usare il dooppio backslash.
Togli le maiuscole del titolo: siamo in Italia, non in America!
Le istruzioni \Huge, \large ecc. sono dichiarazioni, non comandi; non accettano argomenti e quindi il fatto che tu abbia racchiuso il testo fra graffe non serve a niante, casomai devi mettere la dichiarazione dentro le graffe, non fuori; vedi sotto:Non separare congiunzioni e proposizioni lasciandole a fondo riga; scrivi:
`{\huge\scshape Analisi delle~prestazioni di~una~caldaia a~recupero a due~livelli di~pressione\par}`dove la tilde serve da legame fra le preposizioni e i sostantivi in modo da lasciare lo spazio ma impedendo di andare a capo fra le due parole.Ricordati inoltre che alcuni dei tutoi \vspace non servono a niente: il comando \\ accetta un argomento facoltativo, per esempio [code]\\[1.3\baselinesckip] [/tt]. che singiifca vai a capo e lascia uno spazio di 1.3 righe; naturalmente non metti nessuna riga bianca se usi questo comando con l’argomento facoltativo.
19 Febbraio 2014 alle 10:39 in risposta a: Allineamento testo a sinistra e spaziatura verticale #92418::Gup” post=92190Ciao. Ma nel caso in cui io volessi spostare verso il basso Sessione Laurea 04 Aprile 2014 e Anno Accademico 2013/2014, come dovrei fare? Perché cambiando \vspace{\baselineskip}
`…
\vspace{\baselineskip}
Sessione Laurea 04 Aprile 2014\\
Anno Accademico 2013/2014
`mi si sposta la linea orizzontale.
Devi far lavorare \vspace in modo verticale; quindi lascia una riga vuota dopo la riga \vspace{\baselineskip}.
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Allora Norbert riesce ad aggiornare TL ogni 15 giorni (poveretto, non so come faccia, a meno che non abbia messo su uno script che esamina giornalmente i pacchetti rinnovati nel repository di CTAN ogni giorno, o meglio ogni notte a mezzanotte).Fatto sta che su Ubuntu e sistemi simili la versione di TeXLive viene aggiornata solo quando si aggiorna il sistema; io ho cominciato a usare Ubuntu quando era in versione 5, o forse anche rpima; proprio oggi ho ritrovato il CD dove avevo memorizzato il tutto ed era Ubuntu Breezy. Non sono mai riuscito ad aggiornare Ubuntu con il suo sftware e hao dovuto sempre riformattare il disco virtuale e ricominciare da capo con una installazione nuova. Poi mi sono stufato e per alcuni anni ho tenuto la stessa versione, un po’ come fa Roberto.
In questa situazione non disporre di tlmgr vuol dire restare indietro di molto, comunque sempre legati al proverbiale ritardo di un paio d’anni della versione Debian cristallizzata.
Con la versione isnstalalta secondo la guida di Enrico, si dispoe di tlmgrs e non ci sono problemi.
TeXlive congelata per alcuni mesi? ma quando? forse un mesetto o 6 settimane quando viene rilasciata la versione per l’anno in corso, verso marzo. Nel frattempo tlmgr funziona o almeno avvisa che è in corso di confezionamento la nuova versione. Ma con tlmgr, volendo se aggiornato giorno per giorno (ovviamente questa frequenza di aggiornamto e eccessiva, ma è possibile farla) ogni settimana ci sono una cinquantina di pacchetti da aggiornare sui circa 2800 che formano l’intera distribuzione TL. Una cinquantina non è cosa da ridere.
Claudio
::Ciao,
per “andare a capo” basta lasciare una riga vuota e questo è consigliabile quando finisci un capoverso.
Saluti“consigliabile è un eufemismo.
Tex/LateX/Xelatex,ecc. hanno due modi per terminare un capoverso:
1) lasciare una riga vuota alla fine del capoverso
2) inserire \par alla fine di un capoverso.Il secondo modo, in pratica si usa quasi esclusivamente quando si scrivono delle macro; non è vietato usarlo altrove, ma la riga vuota è molto più comoda, anche visivamante nel file sorgente.
Usare \\ per terminare un capoverso e andare a capo è molto sbagliato.
1) se dopo si lascia una riga bianca, arrivano dei messaggi d’errore.
2) se non si lascia una riga bianca il programma va a capo, ma continua a comporre lo stesso capoverso; risultato il meccanismo di dividere effettivamente in righe il capoverso viene ritardato finché il programma non trova una riga bianca oppure un comando \par nascosto dentro qualche macro; al limite compone una intera sezione (paragrafo, sotto paragrafo,…) come se fosse un unico capoverso; in questo modo fino alla fine della sezione non può gestire la divisione del testo in pagine; quindi non può gestire le figure e le tabelle e gli altri oggetti flottanti; a parte la composizione orrenda, si rischia di perdere per la strada alcuni oggetti flottanti; si rischia di sturare il buffer d’entrata, ecc. Insomma si fa un bel pasticcio.Di fatto il comando \\ non si usa quasi mai quando si scrive del testo “normale”; lo si usa, lo si deve usare quando si compongono tabelle, matrici, gruppi di equazioni, ma in quel caso \\ non significa “vai a capo”.
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Il fatto che tu scriva \dagger e che il programma ti dica che non puoi usare \texdagger in modo matematico dovrebbe farti pensare (a me lo fa) sarei curioso di sapre che cosa dice i programma se gli chiedessi dopo \begin{document} [tt]\show\dagger[/tt] durante la compilazione si ferma e nella “console, vedi quel che ti scrive; oppure se il tuo programma gira in scrollmode, apri il fiel .log e vedi che cosa ti ha scritto; se ti ha posto da qualche parte \let\dagger\textdagger, quello che trovi scritto nel file .log è la definizione di \textdagger. vuol dire che è stata fatta quella equivalenze non no puoi usare il simbolo senza graffe.Quello che ti ha scritto @robitex fa pensare anche che tu stia componendo con una versione di TeXLive vecchia; cosa c’è scritto nelal prima riga del file .log? Ticordati dhe la versione TeXLive/Debian, anche se appena installata, è indietro di almeno due anni. @robitex usa certamente una versione 2013 aggiornata almeno settimanalmente; quella Debian potrebbe essere ancora del 2009 o del 2010 e non è aggiornabile con i mezzi che sono disponibili con una TeXLive moderna e aggiornata.
18 Febbraio 2014 alle 21:41 in risposta a: Due A5 in A4 Fronte retro e con impilamento diverso pagine! #92379::La mia idea sarebbe quella di usare \documentclass[b5paper]{book} e quindi di caricare anche il pacchetto geometry con l’opzione b5 paper come mi hai consiogliato per ottenere gia un documento su pagina B5 anziche un B5 su pagina A4: dovrebbe andare bene no?
La carta B5 non esiste in commercio; pdflatex se usi geoemetri almeno per specificare il formato della carta ([tt]\usepackage[b5paper]{geometry}[/tt]) compone supponendo che il supporto sia un foglio B5; sta allo stampatore o alla copisteria di imporre il foglio virtuale B5 sulla carta A4, in modo che siano sufficienti due tagli dei bordi per portalo al formato giusto; Con il formato B5 vengon più pagine, ma, per esempio, il foglio è ancora largo abbastanza perché la classe standard book usi la stessa \textwidth; qunidi l’aumento dele numero di pagine è da stimare attornoal 20% in più. naturalmente tutte el figure è bene che siano incluse specificando sempre una larghezza parametrizzate alla \textwidth, così che se cambi i margini in A4 o in B5 le figure si ridimensionano automaticamante passando da un formato all’altro; per el tabelle è un po’ più delicato, ma di solito non ci sono grassi problemi se non con le grosse tabelle.
L’edea dela tua università di avere la tesi in formato PDF/A è interessante ma ha due interpretazioni:
1) vogliono davvero il PDF/A certificato tale e quindi:
a) mettono a disposizione degli studenti un programma che riseca a prednere un qualunque PDF e sappia davvero trasfromarlo in un PDF/A compliant file;
b) pretendono che gli studenti si comprino un costoso programma commerciale che faccia davvero quelle cose, (qualche biglietto da 1000€).
2) si accontenttano che il file pretenda di essere conforme al formato PDF/A; allora va bene sia pdflatex usando il pacchetto pdfx con l’opzione giusta, va bene LibreOffice, va bene OpenOffice, e visto che tutti sono clienti dello zio Bill, va bene anche una versione moderna di MSOffice. Nessuno di questi programmi produce PDF/A veramente conformi, ma quando li apri con Adobe Reader dalla versione X in poi, appare una barra celeste in alto che avvisa di aver aperto il file in modalità read only perché il file afferma di essere PDF/A compliant. Ovviamente non è vero che l’affermazione dei fila sia corretta, ma se alla segreteria non sanno distinguere una affermazione unilaterale da una certificazione, sono affari loro.Nella Guida GuIT c”è un capitolo apposta sul formato PDF/A.
Buona fortuna; speriamo che in segreteria siano tolleranti sulla specifica PDF/A.
PS: Io verifico la conformità con Adobe Acrobat Professional XI; riesce abbastanza facilmente a trasformare in PDF/A un file PDF qualsiasi e ne rilascia anche la certificazione, ma se poi gli dai in pasto di nuovo il file cha ha appena certificato, dice che non è conforme alle norme…:sad:
Siccome i prodotti Adobe sono offerti anche con al modalità Educational a docenti, studenti e personale tecnico amministrativo delels cuole e delle università, facci un pensierino; con lo sconto che fanno agli studneti costa di meno di di MSoffice; naturalmente fa altre cose, ma ne fa di quelle che i word processor non fanno nel modo più assoluto. Non faccio réclame alla Adobe; semplicemente sono uno dei tanti che ha comprato prodotti Adobe con un sconto attorno al 70%; siccome hai il privilegio di essere studente, facci un pensierino.
::kevin10″ post=92162Io volevo veramente cercare di importare il file .bib esterno invece che utilizzare questa via
LaTeX non può importare un file che non è compatibile con la sua sintassi; il file .bib esterno è scritto con una sintassi che richiede una traduzione; questa viene eseguita da bibtex (o da biber) e questa traduzione viene eseguita conformemente a un file di stile bibliografico che tu ahi scelto con \bibliographystyle} dopo aver eseguito bibtex, vai nella cartella dove risiede il tuo documento e ci troverai dentro un file che ha l’estensione .bbl; aprilo con il tuo editor di file .tex, e guarda che cosa c’è dentro: c’è la stessa tua bibliografia, riordina in ordine alfabetioc e contenente tutto il mark-up necessario perché pdflatex possa comporre tipograficamente la bibliografia secondo i suoi canoni.
La disponibilità di due distinti traduttori dal formato .bib al formato .bbl ti fa capire che quei traduttori non possono far parte di pdflatex o, almeno oggi, non ne fanno parte.
Chissà, un domani per caso qualcuno che lavora nelle “viscere” del programma di composizione luatex potrà ruscire ad incorporare l’inteprete del formato .bib dento il programma di composizione che oggi, invece, necessita di un traduttore esterno.
Bisogna dire che nonostante le numerose guide che hai letto non hai colto il fatto che viene sottolineato con forza, cioè che bisogna estrarre e riorganizzare il materiale del database bibliografico in modo particolare e che questo viene fatto intercalando la compilazione tipografica con la estrazione, traduzione, riorganizzazione, marcatura del databse bibliografico .bib in un file .tex. Vedi la pagina 120 dell’Arte di scrivere con LaTeX:
1. si compone il documento con LATEX una prima volta;
2. si lancia il programma BibTEX premendo l’apposito pulsante dell’edi-
tor;
3. si compone il documento altre due volte con LATEX.::
@kevin10, scrivendo tu metti sempre uno spazio prima della virgola e non lo metti dopo?Nel tuo messaggio hai sempre fatto così, ed è ovviamente sbagliato; lasciamo perdere il messaggio, me nella tua tesi o nel tuo documento non farai per caso lo stesso? controlla bene, perché una qualsiasi documento composto con la spaziatura prima dei segni di interpunzione e non dopo è un documento illeggibile o ,al minimo, un documento che induce nel lettore una pessima opinione su chi l’ha scritto…:shock: 🙁 😡 😈
::sandrin” post=92139Ciao a tutti,
dopo un bel po’ (un molto “un bel po’), ho un problemino che non riesco a risolvere.. e non ho trovato qualcosa di simile qui..in un testo {article} ho delle sottosezioni, purtroppo il contenuto in testo non è molto lungo, ma in compenso ho molte figure da inserire.
quando compilo latex tende a mettere tutte le figure dopo le sottosezioni. è possibile far iniziare una sottosezione dopo le figure della sottosezione precedente?ho provato con \newpage dopo l’ultima figura, ma non ha funzionato..
si può fare quello che ho in mente? idee?grazie mille a tutti in anticipo
ciao ciao
I consigli che ti sono stati dati sono validi; io aggiungerei un comando \clearpage di tanto in tanto, in modo da non accumulare figure nelel code di gestione degli oggetti mobili/flottanti; LaTeX ha posto per 18 oggetti in tutto, tra figure, tabelle, note marginali e altri oggetti flottanti deifniti con il pacchetto float o con le funzionalità di certe classi. Dunque se hai molte figure e poco testo e hai messo “malamente” i codici di posizionamento delle figure, il richio di accumulare troppe figure nelle code esiste; il risultato è un laconico “Floating objext lost”, ma il fato di sapre che si sono persi degli oggetti flottanti è una magra consolazione; il fatto è che bisogna svuotare le code di tanto in tanto e \clearpage lo fa. Distribuendo i \clearpage attentamente lungo il file sorgente, tra gruppi di figure, si può anche ottenere di avere una distribuzione di testi e figure non troppo indecente.
Voreei puntualiazzare che un solo ambiente figure permette di inserire diverse figure, ognuna con la sua didascalia:`\begin{figure}[p]\centering
\includegraphics[…]{prima figura}
\caption[…]{Prima didascalia}\label{fig:…}\bigskip
\includegraphics[…]{seconda figura}
\caption[…]{Seconda didasclaia}\label{fig:…}\bigskip
% e altre figure con le loro didascalie e i loro spaziatori
\ned{figure}`
Sta attento a non mettere troppe figure insieme, curando e osservando le loro dimensioni; non dimenticare le righe vuote prima e dopo i \bigskip.Spesso ci si dimentica che il numero ad una figura viene asssegnato dal comando \caption non dall’ambiente figure; questo ambiente consente solo di usare il comando \caption con il titolino giusto e usando il contatore giusto, cioè con la parola Figura o Tabella che ne precede il numero e con il numero tratto dal contatore giusto.
È raro che si debbano mettere più figure dentro lo stesso ambiente figure, come è raro usare il pacchetto subfig per mettere diverse piccole figure dentro lo stesso ambiente flottante. Occorrono figure molto piccole per metterne diverse assieme; il metodo che ho indicato sopra va bene per due, al massimo tra figure (o tabelle, a sempre oggetti della stessa specie dentro lo stesso ambiente flottante) non troppo grandi e scorrelate l’una dall’altra. il pacchetto subfig consente di inserire alcune piccole figure correlate l’una con l’altra.
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Il tuo codice è talmente pieno di “perle” che sarebbe necessario cambiare quasi ogni riga. Leggi ben bene L’arte di scrivere con LaTeX; il tempo che consumi a leggerlo (salta i capitoli un po’ specializzati; li leggerai poi, ma guarda a che cosa si riferiscono).Segui il consiglio che ti è stato dato: componi con la classe book senza preoccuparti di perosnalizzare niente; lo fari poi, non cercare di fare come si fa con Word: prima il Page Setup, poi scrivi . Con LaTeX prima scrivi, poi eventualmente personalizzi la paigna.
Cerro è che non ha capito come funzizoni il pacchetto fancyhdr (leggi la documentazione con texdoc fancyhdr. Non hai capito a cosa serva e come funzioni il pacchetto inputenc con la codifica utf8, tant’è che negli esempi sotto metti le lettere accentate con le macro epr gli accenti; proprio quello che \usepackage[utf8]{inpuenc} ti permetterebbe di evitare (leggi la guida tematica sulle codifiche; scaricala dalla sottosezione Guide Tematiche della sezione Documentazione di questo forum); certo non hai capito a cosa servano \frontmatter, \mainmatter e \backmatter e che cosa vada a finire negli indici e che differenza ci sia fra i comandi di sezionamento senza o con l’astrisco; e via di questo passo.
Quindi, per tua comodità e conveniente non configurare/personalizzare niente; scivi la tesi e alla fine quando la metterai in bella potrai anche giocare con le perosnalizzazioni, am dopo aver studiato bene la documentazione di ogni pacchetto; non caricare nessun pacchetto se non conosci nel dettaglio che cosa faccia; la riga di commento del tuo template è troppo scarna per riassumere che cosa faccia ogni pacchetto; perciò togli tutto tranne le prim quattro righe dopo \documentclass e scrivi la tesi; togli anche le opzioni alla classe; togli anche \linespread{1.5} che è una vergogna solo il pensarlo. Via via aggiungerai i pacchettic che ti servono davvero, ma solo dopo averne letto la documentazione. Certo graphics serve in generale, ma non serve solo per le immagini; lisitings può servire, am se non leggi la documentazione non serve a niente. il pacchetto emptypage con l’opzione openay non serve a niente; e via di questo passo.
PRIMA SCRIVI LA TESI E POI PERSONALIZZI!
::Cristoforetti” post=92145Scusa, colpa mia..ero di fretta. Allora ruotando la tabella solitamente hai il testo contenuto in essa leggibile dal basso verso l’alto, nel mio caso invece la tabella è ruotata in modo che si legga dall’alto verso il basso.Se tu fai un disegno tecnico in cui eventuali commenti disposti verticalmente sono leggibili dall’alto verso il basso (quindi guardando il disegno dal lato sinistro del foglio) e non viceversa il disegno è carta straccia perche non rispetta le normative UNI. Per l’editoria non so se sia lo stesso, comunque ho otato che su tutti i libri l’orientazione è dal basso verso l’alt (lettura dalla parte del margine destro)
Adesso ti sei spiegato nene; non co come LyX componga e ruoti le tabelle e se abbia una qualche possibilità di gestire la cosa. La solita palla al piede è LyX.
Se usi un editor qualunque e carichi il pacchetto rotating, questo dispone dell’ambiente rsidewaystable e questo ambiente di default mostra la didascalia verso l’esterno della pagina, ma c’è un’opzione per girare la tabella nel verso antiorario, cosicché le norme UNI siano rispettate. Leggi la documentazione del pacchetto rotating dando il comando texdoc rotating in una finestra comandi. Come caricare ed usare il pacchetto con LyX è un mistro che devi risolverti da solo, purtroppo.
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Sei sicuro che la bibliografia ti serva in una presentazione? Coloro che la vedono non hanno certo né il tempo di leggerla, né di sfoglirne i quadri. È per questo che beamer non ha nessuna funzionalità particolare per creare bibliografie. Anche i riferimetni bibliografici in una presentazione sono del tutto inefficaci. al massimo invece del rifeimento, se la cosa è essenzale si scrive in chiaro il titolo e la’utore del riferimento, senza note al piede, ma critto ben ebne dentro il quadro così da commentare a voce quello che viene proiettato.Si, perché una presentazione non è da leggere, ma serve per accompagnare le parole di chi parla di quell’argomento.
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Ho preso il tuo codice, hi messo del testo fasullo solo epr avere capitoli da mettere nell’indice e ho allungato la pagina di tre righe; il tutto funziona, ma è importante che prima dlel’indice sia stato stampato qualche cosa; ciò che l’indice non cada nella pagina 1-romano.
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex% Per allungare la pagina dell'indice
\documentclass[12pt]{book}\usepackage{emptypage}
\begin{document}
\frontmatter
\chapter{Presentazione}
CCC\begingroup
\advance\textheight 3\baselineskip
\tableofcontents
\clearpage
\endgroup\mainmatter
\chapter{XXX}
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BBB\chapter{XXX}
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BBB\chapter{XXX}
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\section{YYY}
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\section{YYY}
BBB\chapter{XXX}
AAA
\enddocument}
`Copialo, salvaloe e compailalo: vedrai che cosa succede a commentare o non commentare la riga [tt]\advance\textheight 3\baleineskip[/tt].
::
Hai due problemi:
1) una interlinea supplementare se una riga contiene un esponente di nota;
2) interlinea supplementare per la prima riga di ogni capoverso se la pagina successiva comincia con un comando di sezionamento.Per il primo problema, forse la colpa è di enotez, se quell’esponente si riferisce ad una nota che deve andarea a fondo capitolo; potrebbe essere che enotex metta uno strut prima del testo dell’esponente di nota; bisognerebbe capire dov’è, chei lo produce, che dimensioni ha, eccetera, a ci perderei troppo tempo a leggere il codice di enotex, che, essendo scritto in linguaggio L3, non sono in grado di capire.
Per il secondo problema, quello che ottieni è il comportamento normale affinché il titolo di una sezione sia seguito da almeno due righe di testo per evitare righe orfane, e per evitare che il tiolo stia in fondo ad una pagine e la sezione inizi nella pagina successiva, quindi se mancano meno di 4 righe, e con certi titoli meno di 5 righe di testo alla fine della pagina,il motore di composizione emette un comando \newpage e allarga gli spazi verticali disponibili nella pagina che ha appena troncato.
Mettere \raggedbottom non è una buona idea, perché un po’ di allargamento di spazi ci vuole anche in pagine che non siano di solo testo, ma, oltre a un titolo di sezione, possano contenere oggetti che non sono alti un multiplo di \baselineskip (figure, tabelle, matematica, eccetera. Tu hai bisogno di chiudere bene, anche, eventualmente con un fondo pagina non allineato, la sezione precedente alla nuova sezione.
allora io ho risolto da tempo questo problema con una macro da mettere alla fine della sezion da troncare, prima della nuova sezione:
`% comando per troncare una pagina a mano se e solo se mancano poche righe alla fine della pagina
\newcommand*\goodpagebreak[1][4]{%
\ifdim\dimexpr\pagegoal-\pagetotal<#1\baselineskip\newpage\fi} \let\buonfinepagina\goodpagebreak` Puoi cambiare il vaore 4 usato come argomento di default, ma penso che il valore 4 sia il valore più opportuno. Si usa così: `bla bla bla bla bla bla. \goodpagebreak \section{Nuova sezione} Bla bla bla bla bla \dots` Se il titolo della nuova sezione si svolgesse su due righe, allora si potrebbe usare l'argomento facoltativo:`\goodpagebreak[5]` magari anche 6 invece di 5; insomma il valore è da aggiustare sperimentalmente, ma, per me, non è un problema, perché tanto prima di finire un documento si ricompila tante volte che aggiustare il valore in occasione di una ricompilazione qualsiasi non fa perdere che pochi secondi. PS: [tt]\selectfont[/tt] non serve quando usi \usefont; vedo che lo usi bene dopo \fontsize, ma allora visto che tutto è normale in quel comando perché invece di`\newcommand*{\TitleFont}{% \usefont{\encodingdefault}{\rmdefault}{b}{n}% \fontsize{26}{22}% \selectfont}`non scrivi semplicemente`\newcommand*{\TitleFont}{\fontseries{b}\fontsize{26}{22}\selectfont}` Sei convinto che per il testo del titolo vada bene una composizione sterlineata? [sterlineato: avanzamento di riga minore del corpo] -
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