OldClaudio

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  • in risposta a: Problema con immagini eps #92158
    OldClaudio
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      Ma Axodraw produce o non produce le i file .eps?
      dove sono questi file?
      Tu stesso che versione di distribuzioone del sistema TeX stai usando? Se forse su una macchina Linux/Debian? in questo caso il tuo problema è la piattaforma e la distribuzione TeXLive/Debian che è per sua natura “obsoleta” visto che, anche se i tempi vanno diminuendo, il consorzio Debian ci mette un mucchio di tempo a mantenere aggiornata la versione TeXLive/Debian. In questo caso cerca in reti il file texlive-YEAR-ubuntu.pdf, leggilo e installa una versione TeXLive/TUG aggiornata al giorno stesso in cui la installi e che puoi, volendo, aggiornare giornalmente.
      Inoltre fra le prime righe del tuo file .logo prodotto con pdflatex c’è scritto protected shell escape enabled oppure protected write18 enabled?

      in risposta a: Tabelle con toprule e “leftrule” #92189
      OldClaudio
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        La prima colonna deve essere allineata a destra, per incolonnare i segni di percentuale; inoltre metterei in nero le intestazioni e le percentuali della prima colonna.
        I numeri fratti li incolonnerei in base al separatoe decimale, esplico o implicito; cioè li incolonnerei sulla base della cifra delle unità.

        in risposta a: gerarchia chiamata pacchetti #92025
        OldClaudio
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          che, come ho già avuto occasione di commentare, risolve molti conflitti Ma non TUTTI.
          Claudio

          in risposta a: Problema con immagini eps #92156
          OldClaudio
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            Non conosco Axodraw, quindi non obbietto a quello che dici, ma ho impressione che tu fraintenda quanto “dice” quel programma.

            O Axodraw produce file .eps o non li produce; sicuramente non li produce con TeX&DVI; con questo forse produce le intestazioni e le legende dei diagrammi, a ne dubito. Se il programma è un po’ datato che l’ha scritto non da che da quattro o 5 anni pdflatex digerisce anche i file .eps, ma che da un paio d’anno li gestisce senza che l’utente debba fare nulla di speciale (cioè attivare l’opzione shell escape, che da un paio d’anni viene attivata di default in modo protetto e in particolare per gestire i file in formato .eps). Chi ha scritto quel programma, prima delle funzionalità che ti ho detto diceva che POI, dopo aver fatto il disegno con Axodraw, bisogna per forza usare TeX&DVI perché allora bisognava fare cosi; allora l’alternativa al fatto che pdflatex non gestisse le immagini in formato .eps, c’erano due strade: o usavi TeX&DVI&PS&PDF per arrivare il formato finale PDF, oppure convertivi una alla vola le immagini .eps in immagini .pdf, e poi usavi direttamente pdflatex. Due strade tortuose piuttosto insoddisfacenti.

            Ora le cose sono molto diverse, perché pdflatex gestisce anche le immagini .eps; inoltre esistono diversi pacchetti per eseguire i più disparati diagrammi, quelli di Feynman compresi, sena bisogno di ricorrere né a Axodraw, né a Matllab né ad altri programmi di disegno, anche se l’uso di gnuplot può essere utile e la cosa può essere gestita scrivento il codice sorgente per gnuplot direttamente dentro il file .tex.

            Vedi dunque che anche se uso Axodraw, non hai nessun bisogno di passare attraverso il formato DVI.

            in risposta a: Tabelle con toprule e “leftrule” #92185
            OldClaudio
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              Avevo capito benissimo quello che vuoi fare, e il disegno che hai inviato me l’ero immaginato benissimo.

              Dunque ricapitoliamo; supponiamo che si siano i filetti che indichi; nonostante l’indicazione che ti ha dato @cfiandra, sempre usabile se ci tieni, ti spiegherò come metterli, ma se li togli entrambi è meglio. ma supponiamo che ci siano; nella casella marcata con il punto interrogativo non mettere niente e quella casella vuota distingue da sola che la colonna senza intestazione è una colonna speciale che ha un significato speciale e non è da leggere come le altre.

              È proprio necessario dare un titolo nel semi-rettangolo superiore per spiegare che le altre celle in orizzontale sulla stessa riga sono le intestazioni delle stesse colonne, e nell semi-rettangolo inferiore sono le intestazioni delle corrispondenti righe? No, non serve a nulla.

              Tuttavia se vuoi usare i filetti che indichi non devi usare il pacchetto booktabs e il comando \toprule, perché esso viene inserito come un filetto che porta con sé un piccolo spazio bianco sotto, per cui il filetto verticale ne risulterebbe interrotto.

              Devi perciò usare il filetto verticale fra in descrittori delle colonne, tipo [tt]\begin{tabilar}{l|rrrrr}[/tt] e devi specificare il filetto orizzontale mediante \hline dopo il comando \\ che metti alla fine della prima riva di celle. Ti renderai conto subito che il filetto verticale è sufficientemente distanziato a sinstra e a destra, ma il filetto verticale sfiora i discendenti delle lettere della riga superiore e gli ascendenti delle lettere delle tighe inferiori; devi quindi inserire in una cella qualsiasi della righe di intestazione e in una cella qualsiasi della prima riga dopo il filetto orizzontale, un pilastrino, cioè un oggetto invisibile che occupa però spazi in alto e in basso; gioca con le dimensioni ma un tale pilastrino si crea con il comando [tt]\rule[-1ex]{0pt}{4ex}[/tt] (aggiusta i coefficienti numerici a tuo piacimento). Con questo trucco (da usare anche in altre circostanze, puoi regolare a piacere l’altezza e la profondità di una riga di testo. Anzi, visto che nella prima riga devi aggiustare solo la profondità, sarebbe meglio che il pilastrino sia definito con [tt]\rule[-1ex]{0pt}{0pt}[/tt] e nella riga inferiore il pilastrino sia descritto da [tt]\rule{0pt}{3pt}[/tt] così aggiusti separatamente e differentemente le due righe di celle.

              Se vuoi regolare l’ampiezza/nerezza dei filetti, senza farli diventare delle fasce di lutto, esamina la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato dove sono spiegati i comandi che ti ho indicato e come regolare lo spessore dei filetti.

              in risposta a: Classe documento non configurata. MikTex. #92194
              OldClaudio
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                Guarda che l’abbiamo detto mille volte: LyX pretende di essere una interfaccia grafica fra l’utente e LaTeX (nella tua particolare situazione fra te e MiKTeX 2.9) in modo da togliergli le vere o presunte difficoltà nell’uso di LaTeX.

                Ma LyX è solo un editor che si serve di LaTeX per mostrare il suo risultato fiale di composizione, e ha una schermata tale da far credere all’utente che quello che vede sullo schermo sarà quello che otterrà per davvero. Per fare questo deve essere in grado alla bene e meglio di interpretare il linguaggio di LaTeX per mostrare sullo schermo qualcosa di simile; nello stesso tempi deve essere velocissimo a mostrare il suo risultato altrimenti l’utente si stuferebbe di aspettare che LyX abbia composto davvero un intero documento ogni volta che l’utente preme un tasto. Per fare questo deve rinunciare a molto e inoltre non rinuncia all’inganno di far credere all’utente che quel che vede sullo schermo sarà quello che otterrà.

                Ecco il motivo per il quale LyX non riesce ad auto configurarsi per ogni possibile classe o pacchetto che tu voglia usare.

                Ed è er questo che per avere un editor che ti mete i bastoni fra le ruote, ti converrebbe installare un buon editor (ne cito un paio: TeXworks o TeXstudio) che non hanno la pretesa di mostrare sullo schermo quello che LaTeX produrrà, ma che hanno un visualizzatore del file PDF prodotto da LaTeX, in modo che non compili in continuazione, ma solo quando vuoi tu, ma accanto alla finestra dove scrivi il testo sorgente, hai la finestra con il testo composto e puoi cliccare in una delle due per avere il cursore che si sposta nell’altra finestra nel punto più o meno corrispondente (solitamente becca la parola precisa; talvolta becca solo il capoverso intero, ma questo è il massimo di imprecisione del significato di “punto corrispondente”.

                In compenso questi editor che ti ho consigliato ti permettono di usare direttamente qualunque classe e qualunque pacchetto che tu abbia installato con MiKTeX 2.9; e se hi configurato MiKTeX correttamente e se sei collegato alla rete puoi avere MiKTeX che ti scarica e ti installa direttamente i pacchetti che invochi e che non hai ancora installato.

                Cosa vuoi di più? Ti rendi conto, quindi, che LyX di fatto è una palla al piede per qualunque lavoro che non sia assolutamente standard?

                Passa a un altro editor quanto prima, poi ti domanderai perché hai perso tempo con LyX.

                Come vedi non si tratta di “una parola, una bestemmia” ma di motivi seri per evitare LyX per eseguire qualunque lavoro che non sia assolutamente standard.

                in risposta a: Tabelle con toprule e “leftrule” #92182
                OldClaudio
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                  lascia perdere i filetti verticali; \toprule è un filetto orizzontale che sta (se c’è, deve stare sopra la prima riga della tabella).
                  La prima riga contiene le intestazioni delle colonna e non è necessario far seguire la rima riga di celle con le intestazioni da un \midrule; sicuramente on lo devi usare se la prima colonna funziona dal colonna “indice”. In questo caso la colonna manca di intestazione (caselle vuota) oppure contiene un titolo adeguato, tenuto conto che le voci che compaiono nelle prima colonna-indice sono eterogenee.
                  Anche per la colonna-indice distingui i titoli dal contenuto delle celle vere e proprie, con una formattazione facilmente distinguibile per il tipo di allineamento e per il font usato.

                  Per esempio: riga delle intestazioni: celle centrate, magari in celle di formato p{…} che possono contenere più righe, e scritte in carattere corsivo;
                  Colonna-indice; celel con il contenuto allineato a sinistra, magari con l’intera colonna caratterizzata dal descrittore p{…} col contenuto in corsivo;
                  Altre celle, a seconda del contenuto letterale o numerico, celle composte in tondo allineate a destra o sui separatori decimali.

                  Tieni presente che si tratta solo di un esempio; non è che devi sfare così, ma quelo che ti raccomando è di non usare filetti verticali.

                  in risposta a: Problema con immagini eps #92154
                  OldClaudio
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                    Guarda che pdflatex in versioni di questi ultimi due anni digerisce benissimo le immagini eps; quindi compila direttamente con pdflatex.

                    Smetti di salvare le figure in formato eps, se i tuoi programmi te lo permettono.

                    per i diagrammi di Feinmann c’è il pacchettino LaTeX feypnm, che ricorre anche al disegno mediante METAPOST, senza che tu debba farci niente, perché fa tutto da solo; leggi la documentazione con texdoc feynmf.

                    in risposta a: pdf/a #92131
                    OldClaudio
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                      I validatori on line mi insospettiscono, perché quando i PDF conformi alla norma 19005:2005-1b venivano approvati da AcrobatPro 8.1, non venivano approvati da nessun validatore on line; eppure la Adobe fa parte del Working Group che ha stilato la norma, quindi mi parrebbe impossibile che la Adobe stessa non sia capca di validare un PDF/A-1b. Ho il sospetto che i validatori on line significhino; il tuo presunto PDF/A non è conforme, ma se compri il mio software, allora si che…; quando leggevo queste cose quei validatori costavano da 2000 a 4000 euro:sad:

                      C’è comunque un problema con un carattere matematico blackboard bold del pacchetto mathpazo; gli altri errori non saprei come corregerli, salvo il producer che sembrerebbe manncante e quindi mancherebbe il tipo di metadata richiesto.

                      Ti preciso che hai interpretato male; minorversion 4 non accetta la compressione degli objects; la verisone successiva del linguaggio pdf, cioè la 5 accetta quella compressione, quindi con la minor version 5 potresti anche avere la compressione indicata con un valore > 0.

                      Quando tornerò a casa proverò a fare alcune delle prove che hai suggerito.

                      Ciao
                      Claudio

                      in risposta a: pdf/a #92129
                      OldClaudio
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                        Sei stato chiarissimo, anche se quasi tutto quello che hai scritto è quello che io avevo già scritto nele varie pubbliicazioni da te citate; l’unica cosa veramente diversa è la \pdfminorversion=5, perché la norma ISO 19005 prescriveva il valore 4.

                        Sono invece perplesso sul \pdfobjcompresslevel =0 perché questo implica che il file PDF non sia compresso epr niente, e di conseguenze il suo contenuto sia in chiaro (sia pure difficilmente leggibile, visto che si tratta di una variante di PostScript molto abbreviata nei suoi comandi, ma essenzialmente il file PDF rimane di grandi dimensioni senza nessuna compressione. Sei sicuro che il livello 0 sia veramente necessario per avere la conformità?

                        Per il resto, vorrei essere sicuro che non prendi lucciole per lanterne: il file pdf che hai inviato due messaggi fa provapdfa.pdf è la schermata di apertura dia di Acrobat sia di Reader e dice che il file “claims to be PDF/A…”, ma non è una verifica di conformità. Afferma solo che il file avrebbe le pretese di essere PDF/A, ma che non è stato verificato; solo con Preflight (si apre dal menù Tools, oppure, mi pare, con cmd+X, ma non prendermi per oro colato [mai prendermi per oro colato], perché qui ho solo il portatile su cui non è instalalto Acrobat Pro) puoi sapere se è conforme.

                        Se invece hai usato Preflight, complimenti, perché a forza di provare sei riuscito ad ottenere il risultato positivo. 😉

                        in risposta a: Cambio font in formule matematiche #92052
                        OldClaudio
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                          Dork wrote:

                          PS3: @Claudio, c’è un comando da dare, o un modo per vedere, (tipo \show per le variabili…) quali (e quante) famiglie di caratteri sono caricate? Ovvero per sapere quali sono i caratteri usati nel testo nelle varie forme, quali nella matematica ecc?

                          Per sapere quanti e quali font sono stati usati in un dato documento PDF, esiste sempre Adobe Reader; si apre il file e si preme ctrl+D oppure cmd+D e si apre un pannello con diverse linguette che presenta tutte le proprietà del documento; una delle linguette si chiama Fonts; selezionando quella linguetta si ha l’elenco completo dei font effettivamente usati nel documento.

                          Scoprirlo quando si è ancora a livello di fiel .tex, scoprire, cioè quali e quanto font sono stati caricati dai pacchetti espliciti e da quelli impliciti è difficile, anche perché spesso i vari pacchetti caricati con \usepackage caricano dei file di descrizione di font .fd che fanno riferimento a font virtuali. Questi sono font, appunto, virtuali, nel senso che sono dotati di un file metrico, ma il file .vf che dovrebbe contenere le dimensioni dei caratteri, le contiene, ma dice anche come prenderli dai file di font reali. Non conosco nessun pacchetto che permetta almeno di elencare tutti i file .fd effettivamente caricati oppure i .tfm effettivamente caricati, dai quali con un po’ di pazienza si potrebbe risalire ai font reali.


                          @laurapau
                          , la tua decisione è giusta!

                          in risposta a: ArsTeXnica: la rivista del GuIT #91864
                          OldClaudio
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                            In passato era necessario procrastinare la dead line rispetto al 15 febbraio; per la versione di aprile, sarbbe necessario aver terminato i lavori editoriali entro marzo. Naturalmente sarà mio compito specificare ulteirori deadline a seocnda di quanti articoli saranno arrivati entro la deadline normale.

                            Ragazzi, mi spiace di doverlo ripetere, ma non possiamo ricorrere sempre all’ultimo minuto e sperare sempre nelle proroghe. Certo le stabilirò, ma mi piacerebbe che il GuIT non dovesse mai ricorrere a proroghe. Capisco che i contributi sono assolutamente volontari, ma…

                            Spero che la casella di posta venga riempita rapidamente 🙂
                            Claudio

                            in risposta a: ArsTeXnica: la rivista del GuIT #91860
                            OldClaudio
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                              Grazie della segnalazione. Chiederò ai curatori del sito guitex.org di correggere.

                              In ogni caso i contributi non devono essere inviati né a Ganluca Pignalberi né a me, ma devono essere inviati a arstexnica@sssup.it come ho scritto nel mio precedente messaggio.

                              Grazie
                              Claudio

                              in risposta a: pdf/a #92125
                              OldClaudio
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                                kpeswhich sRGBIEC1996-2.1.icm
                                trova il file? se non lo trova, modifica il file nel tuo albero personale mettendoci il percorso completo a partire o dalla tua Home, o dalla radice del disco.

                                Tieni presente che forse il pacchetto pdfx non è più aggiornato per quel che riguarda i metadata generali; i tuoi personali li carichi come spiegato nella Guida GuIT, o come è anche spiegato nella guida toptesi-doc. Fatto sta che fino a due anni fa circa (18 mesi fa è più realistico) i file prodotti con toptesi con l’opzione pdfa e una impostazione personale del tipo di quella che tu hai fatto, con diversi metadata personali, dati come spiegato nella documentazione toptesi-doc, passavano i controlli di Acrobat Professional 8.1. Ora dispongo di Acrobat Professional XI e non passano più i controlli.

                                Toptesi è stata adeguatamente modificata per aggiustare i font con larghezza nulla che compaiono fra i font matematici del sistema TeX; i font di larghezza nulla rendono il file PDF generato NON conforme alla norma 19005; ma aggiustati qui pochi glifi non conforme, il risultato passava il test di conformità. Da quando dispongo di Acrobat Professional XI, il file generato non passa più i controlli.

                                Ci sarebbe da ridere , se invece non ci fosse da piangere: prendi un file PDF generato con pdfLaTeX, XeLaTeX o LuaLaTeX, senza caricare il pacchetto pdfx, lo dai in pasto a A. Acrobat Pro XI, gli dici di convertirlo in PDF/A-1b, lui lo converte e genera anche, volendo, i metadata di certificazione di conformità. Poi dopo aver salvato il file, lo riapri con lo stesso Acrobat Pro Xi, e gli chiedi di verificare la conformità co lo standard PDF/A-1b, ti dice che il file non è conforme. 😯 👿 😡 ❗

                                in risposta a: Font Computer Modern Word/Windows #91923
                                OldClaudio
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                                  È vero che i Latin Modern sono praticamente identici ai Compuer Modern nella versione codificata T1, cioè CM-super. I CM normali sono senza lettere accentate e vengono prodotte apparentemente accentate, ma non sono disegnate con l’accento sul carattere base adattato alle asimmetrie del carattere base, bensì per sovrapposizione dell’accento con la sua mezzeria coincidente con la mezzeria del carattere.
                                  Se vuoi usare i CM con Word devi caricare i font OpenType, non i normali Type1 che usa pdfLaTeX. Questi si chiamano UCM, ma non posso esserti più preciso, perché li ho sul mio iMac, ma non sul portatile che sto usando ora che non sono a casa.

                                  Invece i Latin Modern OpenType sono certamente distribuiti con il sistema TeX; quando lo installi su una macchina Windows tutti i programmi che vi girano sopra li vedono; su Linux devi rinfrescare la cache dei font; sul Mac li devi installare cone le sue procedure (la cosa più semplice è usare FontBook.app).

                                  Aggiungo inoltre che il sistema TeX usa i CM e i CM-super ad grandezze fisse, mentre i Latin Moder, pur disponendo di corpi ottici. possono venire usati virtualmente a qualunque corpo, perché sono scalabili con in modo continuo a tratti; vedi la nuova versione della guida tematica sui Font, scaricabile dalla sezione Documentazione|Guide Tematiche di questo sito.

                                  Parere personale: per me i Latin Modern sono di gran lunga superiori ai CM; tieni presente che a livello di sistema TeX i Latin Modern OpenType sono i fon di default per XeLaTeX e LuaLaTeX.

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