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Se vuoi avere italian.apc accessibile anche per altri lavori, allora potresti metterlo in un albero personale che abbia la stessa struttura (solo il tronco e i rami necessari per le tue cose personali, non le migliaia di rami e rametti degli alberi “ufficiali”) del percorso che si trova negli alberi di sistema; se la tua installazione del sistema TeX lo richiede, devi anche aggiornare il databse die nomi die file.Trovo che la cosa sia particolarmente semplice con l’installazione TeXLive; essa richiede l’albero personale radicato in ~/texlive (dove ~/ sulle macchine qindows con sistemi operativi recenti va sostituito con c:\Users\
\) e non richiede nessun database dei nomi dei file; una volta messo lì il file italian.apc, il sistema TeX lo può trovare ogni volta che serve; se sulla tua macchina lavorano più persone con diversi , allora con texliva conviene installlare il file italian.apc nell’albero locale; la documentazione per queste cose si trova aprendo e leggendola con texdoc texlive Inoltre non mettere mai niente negli alberi di sistema; la prima volta che aggiorni la distribuzione gli alberi di sistema vengo sovrascritti. Se sei riuscito a farlo ipotizzo che tu stia usando MiKTeX sun Windows. Ummm! Per tanti motivo consigliamo di usare TeXLive, invece di MiKTeX, anche se, gestita bene, e installata completa, è un’ottima distribuzione; io stesso l’ho usata per una quindicina d’anni, ma poi ho lasciato Windows e non la uso più.
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Ho messo la frase fra virgolette apposta per renderla meno forte.Vedi ,il sistema TeX è una cosa complicata e non lo si può usare senza documentarsi approfonditamente; quasi ogni messaggio qui sul forum indica dove documentarsi e persino la netiquette del forum richiederebbe di documentarsi prima di chiedere aiuto. Questo non succede per i word processor commerciali o gratuiti che si possono installare sui propri calcolatori; essi sono molto più “user friendly”. Uno che non ha mai visto MS Word, per esempio, ma smanetta un po’, in un’ora è in grado di usarlo; la stessa persona potebbe non essere in grado, smanettando solamente, di usare il sistema TeX in una settimana o persino in un mese.
Ecco perché la mia frase tra virgolette non voleva essere un rimprovero, ma una incitazione a dedicare il tempo necessario alla documentazione. Qui sul forum c’è una seziona apposita intitolata Documentazione; tutto è in italiano, al fine di togliere le difficoltà della lingua; tutto è gratuito e libero. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
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Primo punto: non devi mai modificare i file distribuiti con il sistema TeX.
Secondo punto; se hai creato un file corretto italian.apc e si trova nella cartella di lavoro del tuo lavoro, questo viene aperto e letto dallo statement
`\InputIfFileExists{languagename.apc}{}{%
…
}`senza arrivare alla necessità di definire ed eseguire il comando \APAc@iflang. Siccome hai aperto e modificato il file apacite.sty, sai perfettamente a quali righe del codice mi sto riferendo.Allora o l’italiano non è la lingua principale (l’ultima specificata a babel) oppure il file italian.apc non si trova dove pdflatex riesce a trovarlo; magari l’hai aggiunto in un albero personale o in un albero locale e non hai aggiornato il database dei nomi dei file.
Questo è quanto riseco a suggerirti dal tuo scarno messaggio, che non riporta nemmeno un pezzetto importante del file log dal quale si capisca che cosa ti comunica per dirti che non applica le impostazioni del file italian.apc.
11 Novembre 2013 alle 23:23 in risposta a: Due quesiti sul file di configurazione per microtype #9024111 Novembre 2013 alle 15:52 in risposta a: Due quesiti sul file di configurazione per microtype #90238::
Ci sono due errori distinti:
1) chi è che usa \i ? che tipo di accento devi mettere sopra la i-lunga? Sì, piò succedere con lingue molto strane che vi si debba mettere sopra un segno diacritico da sostituire al punito, ma mi pare poco probabile che se una i-luga accetta qualche segno diacritico non sia gà registrato nel file codificato T!; se i MinionPro non sono completi per quel che riguarda la completezza dei glifi che contiene in relazione alla codifica T1, perché usarli? O meglio, lo so, ma allora bisogna sapre che alcuni sengi non sono disponibili; se lanci pdflatex sul file nfssfont (non importa dove sia); lancialo a mano dalla finestra di comando e quando ti chiede il nome del font scrivigliel subito lì di seguito e poi specifica che vuoi la tabella. Ti esce un file pdf con la fatidica tabella dei font all’esterno della quale ci sono le componenti degli indirizzi ottali e esadecimali dei vari glifi; potrai vedere da solo quali glifi manchino confrontando la tabella con qualla che ti esce specificando come font ec-lmr10, che produce la tabella dei font Lain Modern codificati T1.2) il secondo errore si mainifesta dopo che ha appena letto la mappa dei font pdftex.map; se non trova lì il nome del font usato ti dice che non può espandere i font se non sono vettoriali. e se ti da questo messaggio, vuol dire che non li ha trovati, e quindi quando hai installato i tuoi MinionPro ti sei scordato di ricreare la mappa dei font, o se l’hai fatto, non l’hia fatto correttamente.
Quando leggi il file cfg di microtype non cè tanto da capire; ci sono i commenti che ti speigano che cosa volgiono dire; per esempio nella riga che contiene:` 023 = { ,40}, % fft ligature` l’indirizzo 023 indica l’indirizzo decimale del glifo e il commento ti dice che si tratta della legatura fft; le graffe contengono due dati separati da una virgola; il primo (vuoto, in questo caso) indica la possibile protrusione a sinistra e il seocndo la possibile protrusione a destra; entrabi sono dati, se ben ricordo, in millesimi della larghezza del glifo.
è per questo che ti ho detto che è difficile mettere le mani su questi file, ma non è difficile capire che cosa contenga ogni riga; so che tutto ciò è documentato nel file che apri con texdoc microtype a cominciare dal §5.
Ciao
Claudio
::Questo non lo sapevo. Me niubbo! Ora riconsidero il fatto di non cancellarli sistematicamente. Grazie.
So che la prola in rosso è frequente fra i giovani e immagino il suo significato. Ma se tu ti classifichi niubbio, ti dirò che l’eventuale niubbiagine (:???: ) dipende dal fatto di usare LaTeX senza documentarti abbastanza. C’è scritto in ogni guida dalla più semplice alla più avanzata, che i riferimenti incorociati vengono risolti alla seocnda compilazione. e per riferimenti incrociati non si intende solo quello che si può fare con \label e \ref, \pageref, \vref, \vpageref, eccetera, ma anche con i vari tipi di \cite, bibliografici, di \tableofcontents, di \listoffigure, di \listoftables, di indici analitici, di glossari, di liste di acronimi e via di questo passo; tutto ciò deriva dalla natura asincrona del modo di composizione del sistema TeX: prima scrivi un file sorgente, poi lo compili e ottieni il file di uscita, ma durante il “prima” non puoi anticipare quello che succederà “dopo”; quindi mentre esegui il “dopo” scrivi quello che è successo nei vari passaggi, e se ripeti l’operazione che avevi fatto “prima” questa sa che cosa era successo.
Infine i file .synctex.gz sono essnziali a TeXworks e agli editor che consentono la ricerca diretta e inversa. Se NON cancelli questo file, quando leggi la schermata del file di uscita e trovi un errore, puoi semplicemente cliccare sulla parola o frase sbagliata e andare a vedere subito nel file sorgente il punto quasi esatto dove era l’errore da correggere. Oggettivamente cancellare tutti i file ausiliari in automatico vuol dire avere una spiccata propensione per il masochismo. Non insinuo che tu sia masochista, per carità, ma ti comporti come se lo fossi, a causa della tua “scarsa inclinazione” a documentarti.
11 Novembre 2013 alle 11:46 in risposta a: Due quesiti sul file di configurazione per microtype #90235::
Buon set di domande:
1) Qualunque posto dove pdfLATeX lo possa trovare, ma direi che il posto migliore sia proprio la stessa cartella dove hai messo il tuo font.
1.bis) non credo: perché tutti gli altri file di configurazione sono formati dal prefisso [tt]mt-[/tt], dal nome della famiglia e poi dal suffisso[tt].cfg]; questo file non dovrebbe fare eccezione per i MinionPro; tuttavia basta provare e vedere che cosa dice l’eventuale messaggio d’errore se non lo trovasse.
2) il modulo docstrip strappa via i commenti dai file .cls,, .sty,, .cfg, eccetera; serve per la documentazione dei pacchetti (potrebbe essere utile una lettura scelta della Guida tematica sulla creazione di nuove classi; ti chiarirebbe le idee, anche se magari non ne faresti mia uso…); Tuttavia se il file .cfg è stato creato togliendo i commenti da un altro file, quest’altro file doveva avere estensione .dtx, che sta per “documented TeX” file; se leggi quello che c’è scritto accanto al ponto dove hai trovato la dicitura “…generated with docstrip…”, lì puoi leggere la documentazione; se passi il file a pdflatex (nonostante al sua estensione strana) pdflatex te lo compila e te ne da l’informazione scritta in modo da poterla leggere da cristiani. La documentazione più semplice è contenuta nella guida tematica che ti ho indicato; poi se vuoi approfondire, in quella guida ci sono i riferimenti bibliografici per farlo.
2.bis) il file non è standard, altrimenti sarebbe già distribuito con TeXLive, ma non credo che contenga stranezze; tu dove l’hai trovato? In rete, suppogo, ma dove? se lo apri con il solito editor epr file .tex, ci trovi scritte dentro delle informazioni non troppo complicate da decifrare: in sostanza dicono di quanto le grazie o comunque le sporgenze dei glifi possono protrudere, e di quanto si può comprimere o dilatare il font quando vuoi sfruttare la tecnica microtipografica dell’espansione. Se anche volessi intervenire a mano te lo sconsiglio vivamente, perché si potrebbero fare danni irreparabili (almeno fattene un back-up prima di metterci le mani sopra); il punto è che si tratta di informazioni estremamente delicate da modificare o da scrivere; Piuttosto se c’è qualcosa che ti sembra scorretto e modificabile, informane l’autore del file .dtx, spiegandogli bene il perché e il percome ritieni che la modifica che proponi sia utile o necessaria.
::[OT]Abbreviazione usata spesso nei forum. 3d= Thread = Discussione. Quello che tu chiami “vecchio filone di discussione sul forum” usualmente si indica come 3d [/OT]
Sarà, ma in 7 anni che frequento il forum GuIT non l’ho mai visto; comunque bene a sapersi. Grazie della spiegazione. (suggerimento: in questo forum non sono gradite abbreviazioni del tipo xké, 4u, e simili; ora ci aggiungerei anche 3d 🙁 )
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[OT] nelle varie abbreviazioni derivate dagli SMS, Twits, eccetera, che cosa significa 3d?In quel vecchio filone di discussione sul forum si dicevano le stesse cose che ho spiegato sopra; Enrico, poi, da Wizard quale lui è ha proposto ben due loluzioni al problema di rendere innocuo il doppio apice, carattere attivo in italiano. Come hai visto nelle lettura, raramente eseguita, che ti ho suggerito, il doppio apice in italiano svolge molte funzioni.
Usando xelatex e polyglossia con l’opzione italian, il doppio apice NON è attivo di default; lo si può rendere attivo se lo si desidera mediante una opportuna opzione alla specificazione della lingua italian.
Comunque il tuo problema era risolubile a monte, semplicemente togliendolo, visto che il tuo path era privo di spazi. Nelle Guide presenti qui sul sito c’è scritto sempre di non usare spazi nei nomi dei file (e quindi nemmeno nei nomi delle cartelle).
Io, invece sono stupito nel vedere che l’autore di listings non si preoccupa di questo fatto, nonostante il “maintainer” sia tedesco; infatti questa lingua è stata forse la prima che ha usato il doppio apice come carattere attivo; attualmente le lingue che non l’hanno attivo sono solo Croatian, English (any variety), Indonesian, Hebrew, Interlingua, Irish, Lower Sorbian, Malaysian, North Sami, Romanian, Scottish, Welsh; siccome babel a tutt’oggi gestisce una ottantina di lingue (78 o 79), significa che circa 666-67 lingue hanno il doppio apice attivo, fra cui, evidentemente il tedesco.
Dati i possibili conflitti dei caratteri attivi con l’uso di diversi pacchetti, la presenza dei due comandi-utente \shorthandoff e \shorthandon sembra scontato; la documentazione di babel nell’ultima versione 3.9g offre all’utente ulteriori comandi-utente per attivare o disattivare alcuni o tutti i caratteri attivi.
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Leggi Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano, scaricando dalla sezione della Documentazione di questo sito, nella sottosezione Guide tematiche.Il comando è costituito dalle @-espressioni che trovi descritte nella guida indicata, ma anche in qualunque altra guida.
Poi domandati se spazi intercolonna diversi rendono la tabella migliore…:wink:
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Ma per carità, usa enumitem quanto vuoi, ma astieniti da usare il sottolineato: in tipografia non si sottolinea niente; la sottolineatura è un residuo della scrittura a mano o con la macchina da scrivere per mettere in evidenza una parola o una frase, perché manca la possibilità di cambiare carattere. Usa il corsivo, il carattere fatto apposta per mettere in evidenza parole o frasi in tipografia.
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Le virgolette doppie diritte son un carattere attivo con l’opzione italian di babel; se le vuoi disattivare dai l’ordine [tt]\shoerthandoff{“}[/tt]. Altrimenti togli le virgolette : `
./prova.tex:183: Missing \endcsname inserted.\global l.183 \lstinputlisting{Scripts/elico.m} `come ti ha suggerito @Liverpool.
Le virgolette servirebbero solo nel caso in cui il nome del file o il percorso contenessero spazi; nel tuo caso non è così, quindi non servono a niente, o meglio, servono per generare l’errore che lamenti.Una lettura, eseguita raramente, è quella della documentazione dell’opzione italian che esegui semplicemente dando da terminale il comando texdoc italian nella prima pagine c’è tutto quello che si deve sapere sull’uso delle doppie virgolette diritte quando è in vigore la composizione in italiano.
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Non ho voglia di provare ArsClassica e vedere se i woaning vengono anche a me, tuttavia ho un sospetto.
Ho il sospetto che scrreprt,ClassiThesis e ArsClassica messi insieme carichino il pacchetto più di una volta, o magari tu lo ricarichi ancora. Se i pacchetti vengono caricati cpiù volte con le stesse opzioni, non ci sono problemi, a se si ri-specificano le stesse opzioni più volte, escono quei warning; per altro se li leggi bene sono del tutto innocui, ma proprio li vuoi togliere devi vedere quante volte è stato caricato in totale il pacchetto hyperref, e quante volte ne sono state specificate le opzioni, magari mediante il comando separato [tt]\hypersetup{…}[/tt].
::polpnt” post=89747Grazie per la risposta,ma forse mi sono spiegato male;scrivo con texnicenter,non ho problemi a lanciare texnicenter,il problema è che quando compilo non mi riconosce il comando checkboxes,eppure dovrebbe essere già incluso nella classe exam. Purtroppo non trovo alcuna guida che parla della classe exam e non riesco a risolvere il problema
Ti sei spiegato benissimo. Il punto è che sei nuovo di LaTeX e confondi l’editor TeXnicCenter con il programma di composizione tipografica.
Non ha seguito il mio consiglio: qualunque distribuzione e installazione del sistema TeX tu abbia sul tuo calcolatore, sia esso TeXLive oppure MiKTeX, disponi del comando texdoc da dare dal terminale. Il terminale non è TeXnicCenter; è una finestra con lo sfondo di solito nero che con i sistemi operativi Windows si apre cliccando su Avvio, poi cercando nel menù degli accessori la voce Prompt dei comandi, cliccando sulla quale si apre la finestra con lo sfondo nero; Sulle macchine Mac bisogna cliccare su Applicazioni, Utilità, Terminale (lo sfondo è bianco); su Linux dipende dalla particolare versione, ma se lavori su Linux sai certamente che cosa sia la finestra comandi detta anche shell, perché con Linux è essenziale saperla usare.Aperta la finestra comandi vi scrivi dentro texdoc exam, poi premi invio, ti si apre il lettore di file PDF oppure di file HTML, e leggi la documentazione che hai già sul tuo calcolatore, sul tuo hard disk; come sarebbe a dire non ho trovato nesusna documentazione; semplicemente ti ho detto nell’altro messaggio come documentrti, ma non k;hai fatto!
La documentazione ha il titolo: Using the exam document class
È scritta da Philip Hirschhorn che appartiene al dipartimento di Matematica del Department of Mathematics Wellesley College Wellesley, MA 02481L’intera documentazione consta di 114 pagine e direi che è piuttosto dettagliata.
Ricorda con texdoc puoi leggere la documentazione di qualsiasi pacchetto tu voglia usando il terminale e scrivendoci dentro il comando come ti ho detto per il pacchetto exam.
L’editor TeXNiCenter non c’entra niente; è solo un editor e ne potresti usare un’altra mezza dozzina, ma sono sempre soltanto degli editor; se nella finestra, che TeXnicCenter gentilmente ti apre, viene scritto che qualcosa non va, non è TeXnicCenter che lo scrive in quella finestra, ma è il programma di compilazione/composizione tipografica, sia esso tex, latex, pdflatex, xelatex, lualatex, o altro; sono tutti programmi di composizione del sistema TeX che tu hai installato mediante la distribuzione TeXLive oppure MiKTeX.
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Mi pare strano che targe-ts sia la sillabazione inglese; per questa lingua l’impostazione della sillabazione richiede che l’ultimo moncone della parola non sia lungo meno di tre lettere; ora fino a prova contraria ts forma un nesso di due sole lettere. quindi quella sillabazione può avere luogo solo in un contesto italiano dove il moncone finale deve essere almeno di due lettere; siccome in italiano la terminazione di una parola in ts non esiste, non ho dubbi che qualla sillabazione avvenga solo in un contesto italiano. Prova questo file:`
\documentclass{article}
\nofiles
\usepackage[english,italian]{babel}\begin{document}
\selectlanguage{italian}
\showhyphens{targets equazione}
\selectlanguage{english}
\showhyphens{targets equazione}
\end{document}
`
Puoi adattarlo anche ad altre lingue; puoi gurda dopo la compilazione che cosa c’è scritto nel file log: a me compare:`
Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 7–7
[] \OT1/cmr/m/n/10 tar-ge-ts equa-zio-neUnderfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 9–9
[] \OT1/cmr/m/n/10 tar-gets equazione
`
Il primo esempio di sillabazione è eseguito con la lingua italiana, e conferma quanto dicevo sopra; Il secondo esempio riguarda la lingua inglese e targets è diviso correttamente, mentre equazione non è diviso per niente.
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