OldClaudio

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  • in risposta a: Classe exam #90207
    OldClaudio
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      Non ho letto la documentazione, ma sostanzialmente lo dovresti fare tu: apri un terminale, scrivici dentro texdoc exam, premi invio e leggi.

      in risposta a: Spazio tra le varie sezioni e capitoli #90216
      OldClaudio
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        Se non usassi LyX, il comando sarebbe \newpage; siccome usi LyX qui nessuno ti può aiutare, perché qui quasi nessuno usa LyX, e i pochi che lo usano sono i neofiti che non hanno ancora letto L’Arte di scrivere con LaTeX dove è spiegato molto bene perché non si dovrebbe usare LyX.

        in risposta a: Tesi classica #74725
        OldClaudio
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          `\tar\-gets`
          La sillabazione italiana non è quella inglese, quindi non mi stupisco della sillabazione errata. Ma la sillabazione sarebbe giusta se in un contesto italiano NON usassi il prurale inglese, come richiederebbe la grammatica, oppure che ti adatti, mettendo targets nell’argomento di \emph, a indicare i punti di cesura “discrezionali”.

          Alternativamente metti nel preambolo `tar-gets` e continua a comporre con la parola evidenziata con \emph. I italiano le parole straniere usate come parole straniere vanno in corsivo, ma se le metti in tondo non puoi usare il plurale della lingua origniale; Questo ovviamante vale per file, input, output, format, e via di questo passo; Hai mi scritto in itlaiano che nel negozio hai comprato due golfs?

          in risposta a: Frontespizio #90125
          OldClaudio
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            Ho il sospetto che ci sia qualcosa che non va nel preambolo e che potrebbe aver relazione con il fatto che non trova il file tesi-frn.pdf.

            Il punto è questo: coarichi due volote il pacchetto biblatex, ma specifichi anche uno stile incomaptibile con bilatex, e non specifichi il databse bibliografico nel mdo corretto; leggi la documentazione di biblatex con texdoc biblatex per sapere che cosa fare per meneggiare correttamente il modo di fare al bibliografia.

            Me questa osservazione ha attirato l’occhio sullo statement [tt]\DeclareMatheExtensions{.jpg}[/tt]; questo mi fa pensare che tu abbia copiato/incollato il rpeambolo da chissà dove, in particolare da un preambolo vecchio. e che in realtà usi Kile compilando con latex, non con pdflatex.

            Mi spiego; pdflatex incorpora mediante graphicx incorpora tutti i formati pdf, jpg, png, mps, eps (l’ultimo solo se usi una distribuzione recente di TeXLive o di MiKTeX); non ha quindi senso specificare l’estensione grafica jpg, perché quella è già di default.
            Se invece usi latex, i formati che esso può includere tramite graphicx sono eps e “mps” (l’ultimo fra virgolette dipende dal fatto che i file frutto del programma METAPOST, hanno una estensione numerica, quindi conviene usare le specifiche opzioni di quel porgramma per avere file di uscita distinti dal numero, ma con l’estensione mps; vale anche per quando si usa pdflatex).

            Poi ho anche il sospetto che if file *-frn.tex possa essere in una cartella diversa oppure solo readonly; per cui dovendolo riscrivere, il rpgoramma non lo possa sovrascirvere, perché appunto non ha il privilegio giusto.

            Però dagli elementi che dai non si capisce bene perché non trovi il file *-frn.tex che alla seconda compilazione non dovrebbe più essere interessante; certo potrebbe esserlo se vi fossero stae apportate modifiche, ma non sembra da quel che scrivi.
            Siccome usi una macchina Linux, prova a cambiare editor, usando per esempio TeXstudio, multipiattaforma e usabile anche su Linux; vedi se ti succede la stessa cosa.

            Io non uso più Kile da una decina d’anni, quindi non so quanto si sia adattato alle “magie” delle recenti versioni di TeXLive.

            in risposta a: Problema con il comando tabularx #90205
            OldClaudio
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              Ci sono tre errori, o meglio quattro:
              1) se vuoi un aiuto devi allegare un esempio minimo compilabile, qualcosa che basta copiare, incollare in nun nuovo file .tex, salvare e comolare, sneza lasciare all’eventuale aiutate l’obbligo di indovinare i pacchetti necessari per far girare il tuo codice.
              2) nell’ambito di cui sopra, ti potrà sembrare strano, ma il simbolo dei gradi Celsius °C l’hai scritto con un circoletto (giusto) ma che a quanto pare non trova direttamante una rappresentazione con la codifica utf8; io l’ho cambiato in º, che però, come vedi, è un poco più grande e rappresenta la terminazione ordinale maschile, quala che talvolta si mette ad esponente di un numero come in 3º, per dire “terzo”; fa il paio con 3ª, che vuol dire “terza”. Nelle pagine 117-118 c’è scritto come definire il grado Celsius; in pratica bisogna usare il pacchetto textcomp e poi (ri)definre il comando \textcelsus così:`\DeclareUnicodeCharacter{“2103}{\textcelsius}`Io non l’ho fatto nel’esempio che ti invio, perché forse tu usi un altro input encoding.
              3) non si usano i filetti verticali nelel tabelle professionali; se proprio li vuoi usare (per produrre una brutta tabella) fallo pure ma non usare \toprule a comapgni, ma semplicemente \hline al loro posto; poi dovresti mettere gli indicatori di filetto verticlae anche dentro i vari mutlicolumn che hai inutilmente usato
              4) l’ambiente tabularx richiede almeno una colonna di tipo X che è espandibile; se non ne usi, allora tabularx allunga solo i filetti alla sua larghezza dichiarata, ma non centra nulla.

              In definitiva la tua brutta tabella (che è brutta lo stesso anche se non la ruoti, può venire compilata con questo codice (esempio Minimo compatibile):`\documentclass{book}
              \usepackage[utf8]{inputenc}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage{lmodern}

              \usepackage{tabularx,booktabs}
              \usepackage{rotating}

              \begin{document}

              \begin{sidewaystable}\centering
              \centering
              \begin{tabular}{*4c}
              \toprule
              \multicolumn{4}{c}{\textbf{Hazop meeting 08/11/2013 – Team members: Forte, Morabito, Polignano e Bartali }} \\
              \midrule
              \textbf{IMPIANTO} & Centro Olio Val d'Agri ? Unità V580 & \textbf{PRESSIONE (bar)} & 1,64 \\
              \midrule
              \textbf{NODO} & 6 & \textbf{TEMPERATURA (ºC)} & IN =261,5 OUT = 312,1 \\
              \bottomrule
              \end{tabular}
              \end{sidewaystable}

              \begin{table}
              \caption{Hazop meeting 08/11/2013 – Team members: Forte, Morabito, Polignano e Bartali}
              \medskip
              \centering
              \begin{tabular}{*4c}
              \toprule
              IMPIANTO & PRESSIONE & NODO & Temperatura \\
              \midrule
              Centro Olio Val d'Agri ? & 1,64\,bar & 6 & IN: 261,5\,ºC \\
              Unità V580 & & & OUT: 312,1\,ºC\\
              \bottomrule
              \end{tabular}
              \end{table}

              \end{document}
              `
              La tabella è brutta perché hai scambiato le righe con le colonne; 0gni tua riga dovrebbe essere una colonna, tranne la prima riga che rappresenta il titolo della tabella, ed anzi quel testo dovrebbe far parte della didascalia della tabella’ come vedi ho tolti quasi tutte le \multicolumn usate a sproposito (almeno nell’esempio che hai mandato); come vedi non ho usato tabularx ma il semplice tabular e ho messo \centering dentro l’ambiente sidewaystable; io non metterei l’indicazione dei gradi Celsius nell’ “intestazione” della cella che contiene le temperature in entrata e in uscita, ma metterei quel breve simbolo direttamente accanto ai valori di temperatura con un spazio fine di separazione (se usi il pacchetto siunitx i suoi comandi lo fanno direttamente).

              Se rimetti al loro posto logico le righe e le colonne e metti bene la didascalia, non hai nessun bisogno di girare la tabellaVedi la seconda pagina del mio esempio minimo compilabile.

              in risposta a: Design Rivista: Il Covile #89982
              OldClaudio
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                Sì, però se usi il pacchetto microtype, questo sfrutta le proprietà dei ofnt “non metallici” per espanderli o contrali di pochissimo in modo da aggiustare la giustificazione, senza cambiare la giustezza. Naturalmente è necessario che i font da usare siano descritti da appositi file affinché il pacchetto sappia di quanto aumentare o diminuire la larghezza nominale del font per fare il suo giochetto di microtipografia.

                Io non sono convinto che nessuno si accorga di una variazione di giustezza di 3pt, visto che 3pt sono circa un millimetro; un millimetro di variazione della giustezza si vede benissimo ad occhio nudo. Con ciò non voglio dire che Il Covile non sia impaginato bene, ma preferirei l’impaginazione alla LaTeX+microtype con la protrusione delle grazie e di alcuni pochi segni come virgole, punti, parti di trattino di cesura, che rendono leggermente ondulato il bordo, più l’espansione/contrazione dei font che minimizza gli spazi bianchi interparola, piuttosto di una variazione di giustezza manuale. Ripeto: ciò non toglie che Il Covile sia impaignato bene. Poi si può discutere dei font, del layout in generale, ma certamente Il Covile ha la sua personalità.

                in risposta a: Immagini in verticale: ruotare didascalia #90201
                OldClaudio
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                  La didascalia in Europa va messa sopra una tabella e sotto una figura (talvolta a lato, ma solo per risparmiare spazio); essa va ruotata come l’oggetto che l’accompagna.

                  Sul verso di rotazione esistono pareri diversi;
                  1) ogni oggetto ruotato, accompagnato dalla sua didascalia ruotata anche li, va sempre ruotato in senso antiorario, indipendentemente dal fatto che l’oggetto cada in una pagina dispari oppure pari.
                  2) come sopra, ma oggetto e didascalia vanno ruotati in senso antiorario nelle paigne di destra (dispari) e in senso orario nelle pagine di sinistra (pari).

                  Personalmente sono per la soluzione 1), specialmente per tabelle ruotate che proseguono su più pagine; sarebbe estremamente complicato cercare un dato in una lunga tabella su più pagine ruotando il testo (stampato su carta) ora a destra ora a sinistra a seoonda di quale pagine si sta esaminando. Per omogeneità, quindi, io preferisco ruotare sempre in senso antiorario; di questo parere sono anche certi book designer; ma ce ne sono altrettanti che sono di parere opposto.

                  in risposta a: Prevenzione interruzione di pagina #90194
                  OldClaudio
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                    Usa \input invece di \include.

                    \include per prima cosa inserisce in \clearpage, quindi vedi che volendo conservare \include, sarebbe necessario ridefinre \cleardoublepage e \clearpage..

                    \inut, invece, non inserisce null’altro se non quello che è esplicitamente scritto nel file da inserire.

                    article non ti limita in niente; l’unica cosa che non ha è il comando \chapter; d’accordo ci sono altre piccole differenze, ma rieni presente che quando scrivi un articolo per una rivista di scienze dure, devi inserire formule e figure alla grande, non formulette “banali e semplici`” e “rare” fotografie.

                    in risposta a: Prevenzione interruzione di pagina #90192
                    OldClaudio
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                      Hai diverse possibilità:
                      1) non usi classi come book o report, ma usi la classe article, ce ti usa solo una parte della prima pagina per il titolo del lavoro, con il tuo nome e la data, non dispone del comando \chapter, quindi non salta mai pagina per comporre capitoli; il comando di sezionamento più alto (escludendo \part che, date le tue esigenze di compressione, supponga che non usi) è \section.

                      2) usi una delle altre classi ma ridefinisci \cleardouble page con qualcosa che ti faccia avanzare di uno spazio di un paio di righe. In questo modo il comando \chapter, che di default esegue un comando \cleardoublepage, non salta più alla pagina successiva ol alla prima pagina dispari disponibile, ma avanza solamente di un paio di righe.

                      Se poi ti viene una porcheria di stampato, non te la prendere con me; il sistema TeX serve per comporre tipograficamente bei documenti, non quello che vorresti fare tu, anche se ridefinendo alcune cose riesci a farlo lo stesso. Fossi in te, preferirei la soluzione della classe article.

                      in risposta a: Istallazione pacchetti #90179
                      OldClaudio
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                        Concordo pienamente con @alegenn.

                        Ma se il tuo compilatore non trova i pacchetti che avresti installato, o li hai installati in cartelle che MiKTeX (o meglio i suoi programmi) non è capace di esplorare, oppure li hai installati a mano nelle cartelle giuste, ma non hai aggiornato il database dei nomi dei file.

                        La cosa migliore da fare è di usare il Package Wizard (o come si chiama con MiKTeX che anch’io non uso più da anni, pur avendolo usato epr una quindicina d’anni con mia soddisfazione estrema — ma allora non c’era TeXLive, e da quando c’è non ho alternative nemmeno su una macchina Windows virtuale che mi ostino a voler conservare); dovresti trovarleo cliccando l’icona di Avvio, poi programmi, poi MiKTeX, e poi giù giù fino a trovare una cosa che contenga la parola “Package”. Ti si apre una finestra di dialogo, marchi i pacchetti che vuoi installare, clicchi “Install” e il Wizard fa tutto da solo.

                        L’alternativa è quella di configurare l’intera distribuzione in modo da spuntare l’opzione che ti permette di installare al volo quello che ti serve.

                        La soluzione migliore è quella di installare la distribuzione completa e non la versione di base; anche se quest’ultima può installare al volo ciò che le serve, questa cosa implica di avere sempre la rete a disposizione, non solo come collegamento, ma in uno stato “non ingorgato”; infatti, purtroppo la rete è spesso ingorgata e diventa estremamente lenta; scaricare della roba a velocità effettive di pochi kibibyte al secondo, vuol dire metterci delle ore…:sad:
                        Invece scaricare un solo grosso file in ore in cui la rete non è ingorgata, per esempio nelle prime ore del mattino, prima che la gente sia al lavoro, generalmente vuol dire ridurre i tempi di download in modo vistoso.

                        Se poi vuoi installare TeXLive, questa non solo viene ridistribuita completa una volta all’anno, ma è aggiornabile quasi quotidianamente; tieni conto che il software relativo al sistema TeX riceve contributi nuovi o correzioni/aggiornamenti di cose già esistenti, con il ritmo di una decina al giorno; in una settimana cumuli una settantina di aggiornamenti; MiKTeX, visto che è gestito da una sola persona impiega un tempo significativamente maggiore per essere alla pari con TeXLive.

                        in risposta a: Headers & Footers, Capitoli #89949
                        OldClaudio
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                          1) È giusto che sia così: il tormentone dei margini è descritto sia nell’Arte di scrivere con LaTeX, sia nell’Introduzione al disegno della pagina.
                          In parole poverissime, quando si scrive fronte/retro (o twoside, in termini di linguaggio TeX, che è l’impostazione di default di book e di suftesi) il margine interno è più stretto del margine esterno; la spiegazione si trova nell’Introduzione al disegno della pagina. Personalizzando la larghezza dei margini si può rendere il margine interno un po’ più grande ma è opportuno che non sia mai superiore a quello esterno; se si vuole violare questa regola estetica deve esserci qualche buon motivo, ma deve essere veramente ottimo, e nei nostri scritti non si presenta mai un buon motivo. L’unico che conosco è il testo Concrete Mathematics, composto da Knuth stesso, dove le note marginali sono nel margine interno e sono numerosissime. per cui il margine interno è usato davvero e non è destinato a rimanere bianco.

                          2) Se si possono accostare i numeri dei versi lo si può sapere solo leggendo la documentazione del pacchetto verse con texdoc verse

                          3) in tipografia NON si sottolinea; si evidenzia quello che a macchina o a mano si sottolineerebbe usando il comando \emph{roba da evidenziare}; è proprio la sottolineatura che impedisce di andare a capo e fa sbordare il testo sottolineato fuori dai margini.

                          4) le note a margine devono essere usate molto raramente; se se ne mettono due troppo vicine, la seconda viene spostata e non è più allineata con il testo a cui si riferisce. Una sola potrebbe venire spostata in altri rari casi, ma anche una sola potrebbe subire questo trattamento. Quindi è meglio non usarle, se le si vuole usare bisogna accontentarsi di scriverci dei testi brevissimi, di una sola riga (con giustezza della nota marginale) oppure fare buon viso a cattivo gioco per i loro spostamenti, aggiustandosi eventualmente riformulando il testo a cui la nota si riferisce. Il consiglio migliore è di non usarle.

                          5) vale la pena di usare suftesi se si esprimono le varie opzioni che il pacchetto offre, altrimenti non c’è molta differenza con book. Siccome suftesi consente di usare le opzioni sia nel solito modo sia con il sistema “key = value”, le opzioni si possono impostare anche in un momento successivo; ma la documentazione di suftesi (texdoc suftesi) spiega come e dove mettere le opzioni e che cosa fa ciascuna opzione.

                          in risposta a: 3 problemini per biblatex philosophy #90113
                          OldClaudio
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                            Ivan sei un grande!

                            Claudio

                            in risposta a: Testatine e arsclassica #90167
                            OldClaudio
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                              Ho il sospetto che la cosa dipenda dal fatto che usi l’opzione oneside per la classe scrreprt.

                              Innanzi tutto prova con twoside, tanto per vedere che cosa succede.

                              Poi puoi provare a spostare \markright subito prima di \section; Questa se funziona sarebbe alta acrobazia, perché sfrutta il fatto che nelle testatine va a finire il mark che compare per primo nella pagina o il mark che era in vigore nella pagina precedente; quindi in questo caso sarebbe più importante e prevalente il \markright messo prima di \section, però questo implica una forte speranza che il meccanismo interno di gestione dei mark funzioni come descritto nella documentazione, che per conto suo è abbastanza complessa.

                              in risposta a: Immagini #90155
                              OldClaudio
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                                @Angyvit
                                , per favore dicci che macchina usai (Windows, Linux, Mac) che sistema operativo hai, quale distribuzione del sistema TeX hai installato.

                                Dalle immagini che hai inserito io non riconosco niente; mi pare di vedere che in un desktop ignoto tu abbia usato l’editor TeXworks, ma lo deduco solo dal bototno ei alto a sinistra delle due schermate affiancate.

                                Se apri con TeXworks il file che hai creato sotto indicazioni di @cfiandra,, e clicchi il pulsnate verde, deve aprirsi una parte di schermata in basso dove compaiono delle informazioni come Errors e Warnings; se la compilazione non va abuon fine per la presenza di errori, la finestra resta aperta ma il pulsnate verde diventa rosso; bisogn allora editare il file sorgente per togliere gli errori; se inviece ci sono dei warning (avvisi) oppure tutto file liscio sneza nememno dei warning, allora la mezza finestra in basso si chuiude a e adestra si apre la schermrata con la visualizzazione del file pdf.

                                Ora nell’immagine che hai inviato del tuo “navigatore/explorer/ o come si chiama il programma per visualizzare le cartelle nel tuo calcolatore” vi appaiono (difficilmente leggibili) due istanze del file che hai compilato, cioè due file con l’estensione .tex; vicio a uno c’è scritto TeX file. vicno all’altro c’è scritto LOG file. Ummm, non buono, non buono! compare anche un file con una estensione lunghissima vicino al quale c’è scritto {busy); questo avviene quando si accende il pulsante rosso e la compilazione non è andata a buon fine.

                                Se non vedi il file con estensione .pdf nel tuo navigatore, vuol dire che non è stato creato, cerca di darci informazioni sui messaggi d’errore che stai ricevendo nella finestra in basso della prima schermata di TeXworks.

                                in risposta a: Testatine e arsclassica #90165
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Non uso arsclassica, per cui parlo in generale.

                                  Con le classi normali nelle pagine pari compare il titolo del capitolo e nelle pagine dispari il titolo del paragrafo in vigore all’inizio della pagina. Quindi mi domando che tipo di configurazione o preambolo hai usato per avere le testatine tutte uguali, senza testatine di capitoli.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,421 al 6,435 (di 11,287 totali)

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