OldClaudio

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  • in risposta a: Pandoc non converte correttamente le figure #90370
    OldClaudio
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      Se è solo per aggiungere commenti, il formato editabile docx non serve, nemmeno il formato odf.
      I visualizzartori di formato PDF ora, da Adobe Reader a Adobe Acrobat, fino a preview, Skim, e altri, permettono tutti di aggiungere note. Non solo ma permettono anche di evidenziare il passo da commentare, anche con colri diversi.
      I file PDF non particolarmente protetti, consentono al selezione del testo e la sua successiva copia/incolla in un file, per esempio docx; restano gli “a capo” diri, anche dopo eventuali trattini di cesura, ma è un problema secondario; Le figure possono essere esportate, almeno con alcuni visualizzator di file PDF; e possono venire reincolalte in un file docx o odf.,
      Certo lavorando a mano si possono fare tante cose.
      Se il tio esempio che riporta un file sorgente roottoptesi.tex, si rifeisce ad una tesi di laurea, i commenti sembrano piuttosto “pelosi”; certi leatori usano le tesi dei laureandi per loro pubblicazioni, semplicemente copiando/incollando il corpo della tesi, apportandoci quelle poche modifiche che sono specifiche della tesi, per metterci almposto quelche frase relativa al docente, e voila, il gioco è fatto.
      Ricordo sempre un mostro sacro di una università di una citta vicina, che nei suoi 50 anni circa di attività ha scritto più di 500 libri a stampa, senza contare gli alrticoli e gli elzeviri settimanali che scriveva per un quotidiano nazionale; solo per il libri a stamp ci metteva poco più di 5 settimane in media a predisporre il manoscritto, svolgendo le dovute rricerche bibliografiche e d’archivio, recuperando o scattando le fote necessarie, eccetera. Vi per possibile, se non ipotizzate l’aver fatto proprie le tesi dei suoi allievi?

      Quindi se vogliono commentare il tuo pdf ben vengano i loro commenti, ma li facciano su un file non editabile e imparino anche loro ad usare le funzionalità di Adobe Reader, per giunta gratuito e ben fatto; tra l’altro la verisone 11 permette anche di inserire la firma elettronica nei documenti, quindi…

      😉
      Ciao
      Claudio

      in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90001
      OldClaudio
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        Grazie, @Liverpool, infatti SourceTree è l’unico con quale sono riuscito a fare qualcosa.

        Tuttavia trovo deludente che ci sia un sito che presenta una decina di software dei quali uno solo veramante accessibile per una funzionalità non completa ma sufficiente. In fondo la paignata rimanda ad un altro sito la cui pagina di accesso immediatamente ti chiede l’autorizzazione per installare sofware sul mio browser; Gentile da parte sua, ma prché questa cose non te le chiedono dopo che hai visitato il sito e hai trovato qualcosa che ti interessa? perché devi immettere i tuoi dati personali solo per “entrare nel negozio e dare un’occhiata”? Questo mi dà fastidio, e ovviamanto non ho immesso nessun dato personale e quindi non ho la più vaga idea di che cosa il sito contenga.

        in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #89999
        OldClaudio
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          Ti riferisci alle GUI? Installando Git viene fornita anche una GUI, però personalmente non uso Windows e quindi non saprei come sia. Come indicato nella guida puoi dare anche un’occhiata all’elenco che trovi qui: git-scm.com/downloads/guis Se hai intenzione di usare GitHub probabilmente GitHub for Windows è una buona idea, però considera che è strettamente legato a quel sito, non so che rapporto abbia con repository solo locali o salvati su server diversi da GitHub

          Nel sito che hai indicato sono elencati una decina di GUI alcune gratuite, alcune no; non ho scaricato tutte quelle gratuite, ma sono iruscito ad installarne solo 2; GitHub e SourceTree. La prima, appena aperta non mi fa andare avanti se non ho un repository esterno; a seconda più o meno, ma lascia anche aprire un repository locale. Non posso dire di averle usate per davvero, quindi non so quanto siano utili e comaode da usare.

          Tuttavia, tanto per citarne due, git-cola richiede di essere installato sul Mac mediante un programma brew, che non trovo da nessuna parte; GitEye scarica (molto lentamente) un file zip, aperto il quale si trovano tante cose, nessuna delle quali dice come installare il software, e cliccando su GitEye.app, l’applicazione va in abnormal termination.

          Non mi sembrano cose serie; peccato!

          Naturalmente non è colpa di nessuno di noi, forse solo mia che non mi trovo a mio agio in rete, ma è deludente. Cercherò di fare con la GUI nativa dell’installazione di git come descritta nella guida tematica. Eventualmente userò solo l’interfaccia a riga di comando; non è terribilmente complicata, anche se bisogna stare attenti a mille dettagli.

          in risposta a: Titolo sezione senza parole divise #90324
          OldClaudio
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            lunabruna” post=89864OldClaudio ti ringrazio molto per la risposta. Mi dispiace che non sei stato per niente contento del mio script (che non l’ho riportato completo perchè ho cancellato i dati del frontespizio). Purtroppo è da poco che mi cimento con latex e non sono una grande esperta. A dirti la verità ho preso il modello da un mio amico, ma poi ho letto la documentazione toptesi per capire come modificarlo per il mio caso. Riguardo a L’Arte di scrivere con LaTeX hai ragione, ho letto solo alcune parti per capire come funziona latex e non tutta perchè è troppo lunga; ho cercato di più da internet volta per volta. Perdono se non sono molto appassionata dei linguaggi di programmazione.. Non riesco a capire cosa ho scritto che dovrei togliere, ti sarei molto grata se mi dessi altri suggerimenti!

            Avevo già provato a caricare il pacchetto hyperref ma non so perchè mi dà errore. Potrebbe essere che non ho il pacchetto caricato nella mia distribuzione? Uso debian wheezy come sistema operativo e credo che sia già tutto installato.

            Riguardo al titolo in cui ho una parola che viene divisa, questo si trova nella \section e non è particolarmente lungo..sarebbe “Extension of the nuclear database of fission products” e la parola “products” viene divisa in prod-ucts

            Per il tuo titolo di \section, la soluzione che ti ho indicato va bene; prod-ucts è la divisione corretta in inglese. Ma certamente non è bello mandare a capo una sola sillaba. invece di \raggedright potresti usare \sloppy, oppure \tolerance=9999\relax; questi due ti lascerebbero il titolino giustificato ma allargherebbero in modo diverso lo spazio interparola.

            Per i pacchetti da togliere nel preambolo, ci sono tutti quelli già caricati da toptesi; quindi in particolare topfront, graphics,amsmath; siccome hai copiato il setup da un amico, l’amico ha caricato una quantità di pacchetti che probabilmente non ti servono a niente; io avrei dei dubbi sull’utilità di caption, per esempio, perché toptesi gestisce le didascalie in modo corretto, secondo la mia opinione, senza fronzoli, ma con l’attenzione di non lasciare ami l’ultima riga troppo corta.; non ho controllato, ma non mi pare che caption abbia una simile soluzione. Nella documentazione toptesi-doc, quella in italiano (perché la documentazione in toptesi senza l’appendice -doc, pur essendo valida, non scende in troppi particolari) si spiega come e qualmente usare hyperref, a seonda che si voglia usare o non usare il formato archiviabile, cosa che tu non sembri dover fare.

            epsfig non serve a niente con una distribuzione moderna della distribuzione del sistema TeX; certo chedebian-wheezy non è un buon presupposto; controlla nella prima riga del file .log di un qualsiasi documento che tu abbia compilato con pdflatex, che data è scritta per la versione di pdflatex; la mia prima riga contiene:
            `This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.5-1.40.14 (TeX Live 2013) (format=pdflatex 2013.10.14) 3 NOV 2013 19:50`e, come vedi, parla esplicitamente della distribuzione TeX Live del 2013. se la tua installazione non porta la data del 2013, oppure se riporta anche la specifica /Debian dopo TeX Live, allora è incompleta e datata; scarica dlal rete il documento texlive-ubuntu.pdf (valido anche per Fedora e OpenSuse), studialo bene e vedi di adattare ciò che è necessario per falro funzionare in debiam=wheezy.

            Quando avrai installato la verisone vera, non Debian del 2013 e l’avrai aggiornata al giorno corrente, allora potrai direttamente incorporare le figure eps senza bisogno di pacchetti esterni.

            wrapfig serve per inserire piccole figura facendoci girare il testo attorno; sono parzialmente mobili, ma sono difficili da usare e richiedono in continuazione di rimetterci le mani sopra; toptesi contien l’ambiente doublefigure che consente di mettere due {piccole} fiure indipendenti una accanto all’altra, onguna con la sua didascalia; non è la stessa cosa di subfig, ma secondo me è più utile; io uso quell’ambiente che ho inserito in alcuni miei pacchetti di macro personali, e lo trovo certamante più utile di subfig; questione di gusti, quindi non voglio dire niente nei confronti di chi preferisce usare subfig; certamente non subfigure, che è obsoleto.

            subfig e subfigmat fanno più o meno le stesse cose, ma subfig a me pare più adatto per figure non minuscole, queste, invece, più adatto a subfigmat. Io non userei né l’auno, né la;ltro, am, come ho già detto, è una questione di gusti.`\def\topfraction{.95}
            \def\bottomfraction{.95}
            \def\textfraction{.05}
            \def\floatpage fraction{.7}
            \def\dbltopfraction{.8}
            \def\dblbottomfraction{.4}`ridefiniscono dei coefficienti che toptesi già rideifnisce per suo conto; i valori specificati mi sembrano assurdi; quelli di default di toptesi funzionano meglio; il 5% di pagina destinata al testo come frazione minima, vuol dire che la pagina può contenere al minimo due righe di testo; sono veramante troppo poche., tipograficamante parlando una soluzione brutta.`%comandi aggiuntivi
            \newcommand{\bdg}[1]{\mbox{\boldmath $#1$\unboldmath}}
            \newcommand{\displayfrac}[2]{\frac{\displaystyle #1}{\displaystyle #2}}
            \newcommand*\E{\`E\xspace}`
            [tt]\E[/tt] è già definito da toptesi; [tt]\displayfrac[/tt] si chiama [tt]\dfrac] ed è già definito da amsmath. il comado [tt]\bdg][/tt] contiene un [tt]\unboldmath[/tt] di troppo (l’effetto di [tt]\boldmath]/tt] si esaurisce dentro la scatola [tt]\mbox[/tt] ma il suo effetto potrebbe essere meno efficace, tranne forse nei titoli delle sezioni, (dove non dovrebbe apparire nessuna matematica, specialmente se vuoi usare hyperref), di quello che si potrebbe ottenere on il comando \boldsymbol di amsmath, o meglio ancora con l’uso del pacchetto bm che definisce in modo più efficace il comando \bm in sostituzione di \boldsymbol.

            La numerazione romana delle pagine e il apssaggio alla numerazione in cifre arabe fa già parte delle impostazioni di toptesi che comincia da solo in modalità roman e poi prosegue in modoalità araba appena usi il comando \chapter; ecco perché toptesi definisce il comando \sommario e il comando \presentazione (mi pare che ci sia anche quello, ma una tesi non la dovrebbe avere; l’introduzione è un capitolo numerato a va bene con \chapter; in compenso non hai usato il comando \indici ed eventualmente \listfigurestrue e \listtabelstrue.

            Davvero, leggi toptesi-doc, ed esamina gli esempi che si trovano assieme al resto della documentazione (cartella texlive//texmf-distr/doc/latex/toptesi/); rappresentano degli ottimi modelli per costruire una tesi. Non prevedono l\uso di \includeonly e \include, perché sono esempi minimi, ma danno l’idea delle molte possibilità di composizione sia con pdflatex sia con xelatex.

            Coraggio; LaTeX da un mucchio di soddisfazioni; accetta con senso critico i suggerimenti e le critiche che ti ho fatto, e vedrai come andranno meglio le cose. nemmeno io sono infallibile, ma mi documento; è un vizio che noi anziani abbiamo contratto quando eravamo giovani, perché ai nostri tempi non c’era l’imbarazzo della scelta; semplicemente non c’era nulla su cui documentarsi e abbiamo imparato cercando di decifrare il codice sorgente del file che allora si chiamava latex.tex e oggi si chiama latex.ltx; se lo trovi e lo apri, ti rendi conto delle difficoltà che abbiamo dovuto superare; ma siamo ancora qui, magari rompiscatole, ma col desiderio che i giovani non debbano seguire la strada difficile che abbiamo dovuto percorrere noi. Documentarsi, documentarsi e poi documentarsi; è la strada più breve per risparmiare tempo.

            in risposta a: PROBLEMI INSTALLAZIONE MIKTEX 2.9 #90309
            OldClaudio
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              Ho capito benissimo il problema, ma il programma che ho segnato in rosso installa anche perl prima di mettersi a funzionare; ecco perché quell’installatore ammonta a 18MiB, mentre l’altro per macchine unix ammonta a soli 2.8MiB.

              in risposta a: [RISOLTO] Usare Biber con Latex-Suit #90327
              OldClaudio
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                Sei stato esauriente, ma il tuo problema è quello di voler usare un editor che, malgrado il plug-in LaTeX-Suite non sembra così adatto a lavorare con LaTeX (io ho avuto el mie esperienza con VI molti anni fa, e sono stato ben contento di abbandonarlo; so tuttavia che molti utenti Linux lo adorano).
                Il suggerimento che hai avuto di usare arara non implica nessuna installazione di nessun programma; non so se le righe magiche che bisogna mettere all’inizio del file sorgente del mainfile del tuo documento sono interpretate correttamente nonostante si tratti di Vim, ma il programma arara è già installato con il tuo sistema TeXLive (purché non sia un sistema Debian, che solitamente è in ritardo di un paio d’anni), ma leggine la documentazione con texdoc arara, comando dato in una finestra comandi, e vedrai come sia versatile.

                Dovrebbe andare bene con tutte le piattaforme e con tutti gli editor, ma, attento, la compilazione non ha luogo da dentro TeXLive, cioè da dentro uno dei vari programmi di composizione che si possono usare con TeXLive (latex, pdflatex, xelatex,…?) se non è abilitata l’opzione -shell-escape; biber infatti non fa parte dei programmi che possono essere eseguiti da dentro i programmi di composizione.

                in risposta a: Titolo sezione senza parole divise #90322
                OldClaudio
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                  Dal codice che ahi allegato si capisce benissimo che non hai letto né la documentazione di toptesi (apri un terminale, scrivici dentro texdoc toptesi-doc, poi premi invio; ti si apre la documentazione); dopo aver letto la documentazione rivedi il tuo preambolo e cancella tutte le righe che non vanno.

                  Non hai nemmeno letto una guida iniziale per l’uso di LaTeX, tipo L’Arte di scrivere con LaTeX; sapresti, per esempio, che subfigure è obsoleto e si deve usare subfig; che url è una funzione di hyperref, e che quindi anche se non lo fai esplicitamente esso ti carica hyperref, che invece va praticamente sempre caricato per utlimo, ecc., ecc.

                  Data questa tiratine d-orecchie (dato che ho un’età tale da poter essere tuo nonno, me la posso benevolmente permettere…) ti faccio osservare quanto segue:

                  1) i titoli delle sezioni, specialmente dei paragrafi (da non confondere con capoversi, che in inglese si chiamano paragraph) vanno a finire nelle testatine; siccome componi oneside (per consumare il doppio della carta? oppure l’impostazione è temporanea, poi la bella la comporrai twoside?, oppure…?) Se il titolo non sta in una riga senza andare a capo, nella testatina non ci sta., può succedere che non ci stia nemmeno se il titolo sta in una riga.
                  2) per questo è importante non usare titolo “romanzati”; dovrebbero sempre stare in una sola riga, se proprio usi paroloni interminabili nel titolo della sezione, e per forza questo deve essere suddiviso fra più righe, allora devi usare un altro titolo più coro per le testatine e l’indice generale
                  3) L’Arte spiega come fare ad usare due titoli diversi per la stessa sezione, uno breve e uno lungo.

                  In parole povere devi usare il codice:

                  [tt]\section[/tt][ titolo breve] { titolo lungo }

                  Nel campo dove scrivi il titolo lungo puoi aggiungere tutte le dichiarazioni che vuoi per esempio potresti scirvere`\section[Sarò breve]{\ragggesright Sarò consapevolissimamente lungo e proilissimissimamente consapevole di farlo}`

                  Nota che questa faccenda dei titoli divisi in fin di riga non dipende da toptesi, ma vale con qualunque classe tu voglia usare, book, report, article, scrbook, memoir, suftesi, eccetera.

                  in risposta a: PROBLEMI INSTALLAZIONE MIKTEX 2.9 #90307
                  OldClaudio
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                    Nel sito da cui hai scaricato c’è scitto chiaramante che devi scaricare un installatore piuttosto ingombrante per Windows, mentre per Linux va bene un installatore piuttosto leggero.

                    Vedi http://www.tug.org/texlive/acquire-iso.html

                    vedi anche http://www.tug.org/texlive/windows.html e http://www.tug.org/texlive/acquire-netinstall.html

                    In particolare prendi atto di quanto è scritto in una di quelle pagine:

                    Administrator privileges on Vista and Windows 7

                    Administrator privileges are not automatic even when you run as administrator. So if you want to install for all users, you need to right-click install-tl.bat and select ‘Run as administrator’. The same is needed when running tlmgr (TeX Live Package Manager).

                    Inoltre:

                    Installing TeX Live over the Internet

                    For typical needs, we recommend starting the TeX Live installation by downloading install-tl.zip for Windows (18mb), or install-tl-unx.tar.gz (2.8mb) for everything else. (Although the .zip archive works fine on all platforms, the .tar.gz is much smaller, since it omits installation support programs needed only on Windows. The two archives are otherwise identical.)

                    È chiaro che il tuo installer è quello rosso, non quello blu. poi devi sospendere l’antivus e seguire el operazioni per lanciare la procedura .bat come amministratore.

                    Lo so che queste cose sembrano sempre complicate rispetto a quanto si potrebbe fare con altri sistemi operativi e altri software. Se ne lamentano in molti, ma mentre le macchine Apple si crogiolano ne loro mondo privato, cosicché possono avere i softwsre vari da installare confezionati in modo tale che sia banale installarli e altrettanto banale disinstallarli, per gli altri due maggiori sistemi operativi, Windows passa da una versione all’altra con cadenza pressapoco biennale, e spesso gli installatori non funzionano più; e di Linux ne esistono tante incarnazioni che diventa difficile creare installatori validi per tutti; su Linuc Ubuntu uno dei più popolari e, almeno nelle intenzioni, user friendly, l’installatore locale installa benissimo la versione TeXLive/Debian, che disgraziatamente è sempre in ritardo di un paio d’anni; per cui per installare una versione aggiornata e aggiornabile, bisogna arrampicarsi sui vetri con metodi di installazione che non sono alla portata di tutti (Enrico ha scritto la guida texlive-ubunto.pdf a questo proposito, ma talvolta nemmeno i “Pinguini” esperti riescono ad eseguire tutta la procedura senza intoppi).

                    in risposta a: PROBLEMI INSTALLAZIONE MIKTEX 2.9 #90305
                    OldClaudio
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                      Allora vuol dire che hai scaricato dal sito CTAN l’instalatore sbagliato, perché quello per Windos contiene anche l’interprete perl.

                      in risposta a: [RISOLTO] Iniziamo a programmare #90294
                      OldClaudio
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                        @Dork
                        , ho trovato il busillis della forma sbagliata della gabbai; questo ha richiesto alcune modifiche sostanziale del file .dtx che ti accludo;
                        [attachment=821]dispensa-CB2.zip[/attachment]

                        Ho trovato ancora un errore in BCOR5mm che va scritto BCOR=5mm.

                        Guarda il fondo del file .dtx ci sono delle righe commentate in modo strano… vale la pena di conoscere anche quel modo, validsdo solo per i file .dtx.

                        Commento:
                        Se ti fai un file opzioni.tex, non farlo: fatti un file opzioni.sty (magari commentando il codice in un opzioni.dtx, perché al pacchetto puoi passare delle opzioni, mentre al file immesso con \input non puoi farlo; questa infatti è la via da seguire, più che costruire una nuova classe per ogni documento; poi per imparare tutto va bene.

                        Attachments:
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                        in risposta a: [RISOLTO] Iniziamo a programmare #90291
                        OldClaudio
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                          Certo che un file .dtx pu`ø produrre cose separate; produce quello che l’autore dice di produrre; l’esempio di @cfiandra realtivo ai due .dtx composti da Enrico e da me non dice niente; Enrico ed io abbiamo abitudini diverse e produciamo file .dtx che contengono coes diverse; io per esempio non metto mai la tabella dei condici ASCII; è una abitudine che risale a tempi “antichi” quando le trasmissioni sulla rete potevano essere bacate; la presenza dei codici ASCII corretti poteva essere utile per rendersi conto se la trasmissione era avvenuta correttamente. Anch’io inserivo quella tabella anni fa; non lo faccio più, perché la trovo “oggi” un ingombro inutile; sicuramente non è dannoso ed Enrico fa benissimo a conservarla. Io invece, che ho gmail.com come provider di posta elettronico non uso più i file .ins: gmail.com li rigetta anche se sono annegati dentro un file .zip. Se invece rendo il file .dtx autoestraente come faccio di solito, come ho scritto nella guida che ha seguito @dork, come vedi in tutti i miei .dtx presenti in rete, inserisco il codice di estrazione nella prima parte; dovrebbe essere uguale (a parte i nomi diversi per i file da elaborare) a quello di Enrico, e diverso da quello che è raccontato nel tutorial dtxtut leggibile con texdoc dtxtut.


                          @dork
                          , ora guardo il tuo file modificato e vedo con i file d’esempio perché i margini sono diversi, ma non sono convinto che sia utile fare un file .dtx distinto per caricare ciascun pacchetto che vorresti introdurre nei tuoi preamboli: non avrebbe senso usare \input invece di \usepackage nei tuoi preamboli, anche perché \input carica indiscriminatamente il pacchetto indicato, mentre \usepackage controlla e non ricaricare i pacchetti già caricati e in particolare segnala un eventuale “option clsh” se volessi ricaricare un pacchetto con opzioni diverse.


                          @cfiandra
                          , come fai a generare il file .ins da dentro il file .dtx? Forse ti sei espresso male, ma non puoi estrarre un file .ins da un .dtx, se non è autoestraente; e se è autoestraente il file .ins non serve a niente. Invece potrebbe essere buona l’idea di mettere anche i file README e manifiest.txt dentro il file .dttx; senonché ho la sensazione che i gestori di CTAN rifiuterebbero un file .dtx fatto in questo modo, perché li costringerebbe ed eseguire l’estrazione, casa che non vogliono che sia fatta; i gestori di CTAN vogliono solo l’eventuale file .ins, il .dtx e la sua compilazione .pdf, il README e il manifest.txt; per questi ultimi due accettano anche un solo file, purché contenga tutte le informazioni che andrebbero poste nell’altro; le informazioni sulla costituzione di pacchetti di cui eseguire l’upload su CTAN sono cambiate da circa un anno.

                          in risposta a: [RISOLTO] Iniziamo a programmare #90287
                          OldClaudio
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                            [attachment=819]dispensa.zip[/attachment]
                            Ti ho corretto alcune cose, e vi ho messo dentro un paio di astuzie epr usare una data sola per i tre file (.dtx, .cls, .sty).
                            L’errore più grosso è quello di mettere due volete \CheckSum come se volessi controllare la check sum di ciascun file sepratamente, e, grave, \Finale, che impediva di estrarre il file .sty.
                            [attachment]dispensa.zip[/attachment]

                            Non ho capito perché chiami i due file prodotti dispensacls.cls e dispensapkg.sty mentre si possono chiamare tranquillamente e senza confusioni dispensa.cls e dispensa.sty.

                            Devi imparare a usare il comando \meta (controlla il file .dtx e il corrispondente dile .pdf)

                            Avrei dei dubbi da esprimenre in merito alla compatibilità della classe con il pacchetto di estensione; per esempio non so se carichi certi pacchetti due volte e con opzioni diverse; Non ho avuto voglia di andare a vedere dentro i rispettivi file che cosa caricano rispettivamante ClassiThesis e arsclassica, ma ho il sospetto che ci siano dei doppioni, e come sai le due cose non vanno bene assieme, a mneo che le opzioni specificate non siano le stesse e nello stesso ordine.

                            Avrei dei comenti da fare sul fatto che il pacchetto .sty carichi di tutto, non solo per la composizione della matematica.

                            Ti ricordo che amssymb carica a sua volta amsfonts, ma ne rende accessibili i glifi e qualche altra cosa; caricare amsfonts senza amssymb non ha molto senso, caricarli entrambi ancora di meno, basta amssymb.

                            Calligra non definisce il corsivo, ma il calligrafico, per giunta in stile Edwardiano.

                            Le lettere greche minuscole corsive non hanno bisogno di amsmath per essere rese in “stile italiano secondo la tradizione”; puoi fare quel giochetto anche senza caricare amsmath & company.

                            \makeatletter e \makeatother non sono necessari né nei file di classe né nei file di estensione. l’esecuzione dello statement \begin{document} finisce il preambolo ma contemporaneamente ristabilisce tutti i codici di categoria, in particolare riassegna al segno @ il codice 12, quando durante l’esecuzione del file di classe ha codice 11.

                            Sono d’accordo con @Otacon sul fatto che il pacchetto bookmarks andrebbe più pulitamente caricato dopo hyperref, ma anche che può essere sostituito bellamente con l’opzione bookmarksopen fra le opzioni di hyperref. Controlla sulla documentazione di hyperref scrivendo texdoc –showall hyperref e poi digitando il numero corrispondente al “manual”.

                            Detto questo hai cominciato bene; usa più spesso le due barre verticali che delimitano le cose da comporre verbatim e/o in carattere teletype; puoi rendere più scorrevole la lettura del file .dtx se lo usi sistematicamente al posto di \texttt{…}, scrivendo |…| anche se i puntino non necessitano dela composione verbatim.

                            Ciao
                            Claudio

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                            in risposta a: PROBLEMI INSTALLAZIONE MIKTEX 2.9 #90301
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                              Nel cosiddetto terminale devi lanciare il file batch semplicemente scrivendoci il nome con i tasti della tastiera e poi premendo invio; da quello che dici sembrerebbe che tu non faccia questa operazione.

                              in risposta a: Disposizione testo in colonna #90277
                              OldClaudio
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                                Benvenuto/a al forum.

                                La tua domanda può avere due risvolti:
                                1) l’aspetto tipografico di quello che vorresti fare;
                                2) il modo tecnico per ottenere il risultato.

                                Per il primo punto la mia modestissima opinione è che è tipgraficamante una cosa che non va; potrebbe andare per un dépliant pubblicitario, ma dubito che la caso si buona per un testo dove compaiono dei dialoghi.

                                Per il secondo punto la cosa è fattibile in modo da evitare di usare scatole che impedirebbero di usare i fine pagina correttamente; dovresti definire due ambienti simili a flushleft e flushright che impostano separatamente i margini destri e sinistri pur mantenendo la composizione a pacchetto (testo giustificato sia a destra sia a sinistra); si può fare con l’ambiente trivlist in modo simile a come è stato fatto per flushleft e flushright, a con impostazioni interne diverse.

                                Visto che come primo post chiedi una cosa così strana, ti invito a ad aprire il file latexltx che hai già sul tuo disco, oppure, sempre sul tuo disco il file book.cls, e vedere come sono definiti i due ambienti standard.

                                Se hai nervi saldi, copi le due definizioni nel preambolo del tuo documento, cambi i nomi dei due ambienti per esempio “asinistra” e “adestra”, ne modifichi il contenuto fissando i margini e scegliendo il riempimento di fine riga senza allungamento, e il giochetto dovrebbe essere fatto.

                                Per documentarti ti suggerisco la lettura delle guide tematiche: Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano e l’Introduzione al disegno della pagina liberamente scaricabili dalla sezione Documentazione di questo sito; Poi potresti vedere di esaminare la documentazione di altri pacchetti, per esempio di grid-system con texdoc grid-system dandone il comando un una finestra comandi o terminale.

                                in risposta a: Toptesi: creare più abstract #90274
                                OldClaudio
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                                  Hai letto la documentazione con texdoc toptesi-doc da terminale? Comincia dalla pagina 36, §2.9.2 intitolato “Le lingue della tesi”. Non vi è riportato nulal in merito alla scirttura di due sommari in lingue diverse, ma si evince chiaramante come fare dagli esempi riportati.

                                  In toptesi il sommario è inteso come più di un paio di capoversi da mezza pagina in tutto, ma come un capitolo non numerato della front matter; chindi non devi usare \chapter né con né senza asterisco, come è ben spiegato nella documentazione, perché il comando \chapter inizia la main matter.

                                  Dunque segui il consiglio che ti è appena stato dato:`\documentclass[…]{toptesi}
                                  % qualche pacchetto fra quelli non già caricati; vedi documentazione;
                                  % non ricaricare babel; che è già stato caricato ocn le due lingue english e italian, con quest'ultima di default
                                  \begin{document}
                                  \english
                                  \sommario
                                  % sommario in inglese
                                  \newpage
                                  \italiano
                                  \sommario
                                  % sommario in italiano
                                  \newpage
                                  \english
                                  % il resto della tesi in inglese comprisi gi lindici copro della tesi eccetera.
                                  …`Non ti preoccupare del fatto che il secondo sommario cominci su una nuova pagina; va bene così; tra titolo e spazio sopra e sotto il titolo un sommario di 500 parole riempie il resto dlala pagina. un sommario più lungo ovviamente prosegue nelle pagine successive, quindi non avrebbe senso cominciare il seocndo sommanri di seguito, dopo un paio di righe bianche.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,391 al 6,405 (di 11,287 totali)

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