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I file metrici non contengono quel genere di informazioni.Se disoni dei sorgenti metafont forse puoi risalire alle dimensioni degli spessori; ma, attento: i glifi calligrafici sono a spessore variabile, quindi devi essere moto attento a rilevare gli spessori dalle equazioni che descrivono il singolo glifo.
In sostanza. è molto più complicato che non andare per tentativi, verificando sul file pdf ottenuto con un fortissimo ingrandimento.
12 Luglio 2013 alle 15:01 in risposta a: importare documento openoffice con note a pie’ di pagina #87457::
Be’, nemmeno LaTeX riesce a mantenere tutte le righe sulla griglia di base, e non è un caso che se ne sia parlato anche recentemente e che Bazargan abbia scritto un pacchetto di estensione (.sty) che fa del suo meglio per mantenere le righe sulla griglia, ma non ci riesce sempre, Sicuramente riesce a rispettare la griglia di impaginazione anche a due colonne che risultano entrambe allineate anche in basso, ma le singole righe delle colonne adiacenti non sono necessariamente allineate se le colonne contengono inserti di vario genere come equazioni, figure, titoli, eccetera.Inoltre, componendo a due colonne, diventa indispensabile caricare fixltx2e, per correggere delle imperfezioni ereditate nella composizione a due colonne dal vecchio LaTeX 209.
Quello che è certo è che importando un file da un programma che non ha lo stesso mark-up di latex, è difficile che tutto vada per il meglio senza doverci mettere le mani in modo più o meno pesante.
Temo che devi rassegnarti a correggere a mono molte cose; certo molto meglio che ricomporre da zero partendo da un file “blank”!
12 Luglio 2013 alle 14:48 in risposta a: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i #87483::
Sei padrinissimo di nascondere LaTeX dietro a Scrivenere, come ci sono altri che nascondono LaTeX dietroa LyX.Sono metodi che nelle nostre guide sono sistematicamente “stigmatizzati”.
@cfiandra ti ha mostrato come agire direttamente sui file .tex; su questo, anche con il giudizio negativo di @cfiandra, sappiamo darti qualche consiglio, ma come vedi @cfiandra ci ha messo quasi mezz’ora a trovare una soluzione per qualcosa che, seguendo le guide, si sarebbe potuto fare in 30 secondi se non si fosse usato Scrivener.Trai tu le conclusioni di queste parole.
11 Luglio 2013 alle 15:13 in risposta a: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i #87477::
Avevo incontrato il nome Scriverer diverse volte, ma non me ne ero oreoccuato più di tanto.Incuriosito dal tuo messaggio sono andato a vedere che cosa fa.
Sicuramente sembra un software utile nelle prime fasi di un lavoro di scrittura di un documento complesso. Ma poi consente di “esportare” in LaTeX.
Bene: una volta esportato il documento in formato LaTeX, si prende TeXShop e con quello si fa tutto quello che serve; file di stile/estensione, compilazione on PDF, indici, indici analitici, cross refernece. eccetera.
Se ho capito bene, tu vorresti che nell’indice generale venissero elencate anche le sezioni. be’, direttamente in LaTeX è banale; basta aggiungere nel preambolo (fra \documentclass e \begin{document}) il comando [tt]\tocdepth=1[/tt] cambiando 1 in 2 se vuoi anche le sottosezioni. Vuoi che i capitoli si chiamino articoli: basta aggiungere, dopo avere caricato il pacchetto babel per l’italiano, il comando [tt]\addto{\captionsitalian}{\def\chaptername{Articolo}}[/tt].
Naturalmente esistono altri modi per ottenere risultati anche migliori per una personalizzazione più efficace in relazione al documento specifico che vuoi comporre; ma i due esempi che ti ho dato sono solo degli esempi minimi.
Le guide che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito ti possono insegnare molto su LaTeX: direi che una buona lettura dell’Arte di scrivere con LaTeX ti farebbe bene e ti toglierebbe la paura di scrivere con LaTeX (appunto…); non occorre che la leggi tutta, ma usa spesso l’indice generale e l’indice analitico e troverai facilmente quello che ti interessa in un momento particolare.
::stefffffy” post=86915Ma a me non piace proprio…
Ci deve essere qualche numeretto che posso cambiare senza stravolgere il resto!
Too bad.
A parte gli scherzi, il problema del pacchetto frontespizio come quello di altri pacchetti per scrivere tesi in generale, sono che non sono personalizzabili, o lo sono in misura ridotta; quel che si può fare è leggere la documentazione con molta attenzione, ma in generale quel che si può fare è poco.
Enrico con il suo frontespizio talvolta invia dei pezzi di codice per modificare qualcosa del suo pacchetto, ma si tratta, comunque, sempre di mettere delle pezze non sempre eleganti a qualcosa che è stato studiato con attenzione. e ti garantisco che Enrico ha studiato il suo pacchetto con le sue funzionalità con moltissima attenzione.
Alternative. Di alternative ce ne sono sempre, ma credo che non ti piacciano; l’alternativa è di usare l’ambiente titlepage, e dentro quell’ambiente metterci tutto quello che si vuole, dove si vuole, con i font che si vogliono, scegliendo come si vuole gli allineamenti e gli incolonnamenti, gli spazi verticali ed orizzontali,, e via di questo passo. Naturalmente bisogna avere un po’ di manicatura e conoscere bene come usare le scatole (\mbox, \makebox, \parbox,…) e come incolonnare usando tabular dentro le scatole, e via di questo passo. Se quel che ti ho scritto ti pare oscuro, vuol dire ce non hai abbastanza manicatura, e allora lascia stare così com’è, come ti ha suggerito Ivan. Non avertene a male; è solo una constatazione ovvia che prima di fare arrampicate di sesto grado, bisogna essere capaci di fare arrampicate di primo, secondo, …, quinto grado. Nessuno di noi nasce “imparato” e quindi bisogna sapere accontentarsi, oppure fare pratica nelle arrampicate precedenti. 🙂
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\centerline e \centering sono due cose diverse; il secondo è una dichiarazione che centra il testo che segue, se questo è terminato da un \par, perché la dichiarazione non resti permanente, è opportuno che venga usato dentro un anbiente o dentro un gruppo; di fatto consigliamo sempre di non usare l’ambiente center per cetrare le immagini dentro all’ambiente figure, ma diciamo sempre di usare la dichiarazione \centering.\centerline, invece è un comando che centra il suo contenuto di unsa sola riga, ma lo compone in una scatola \hbox, quindi non dovrebbe essere ami usato, perché \hbox da solo lascia il motore c=di composizione nello stato in cui si trova, verticale o orizzontale che sia; quindi questo vecchio comando di Plain TeX va evitato; forse qualche ragionevole uso per i forntespizio si potrebbe trovare, ma gli ambienti di LaTeX consentono di fare meglio e \makebox sostituisce \centerline senza gli inconvenienti di quest’ultimo.
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Salva la tua tesi in formato .tex, modifica questo file come ti pare usando un editor meno “sofosticatio” di LyX, compila il documento con l’apposito pulsante di questo editor (TeXworks, multipattaforma, viene installato praticamente su tutte le macchine inieme alla distribuzione del sistema TeX, che serve a LyX per lavorare). Poi lascia perdere LyX e vicvi felice.
Se hai letto al guida L’Arte di scrivere con LaTeX, avrai anche letto perché LyX è sconsigliabile.
::student” post=86890In realtà non ho specificato…io uso latex in ambiente gedit (distribuzione ubuntu) e lo compilo da terminale….quindi non ho installato alcun pacchetto in +…come faccio? thanks 🙂
Credevo che non ci fossero più utentu Ubunto che non si accorgessero che la distribuzione TeXLive/Debian che installano con i software di bordo, è una distribuzione praticamante basic, con la sola lingua inglese installata.
Segui i consigli di Ivan; lascia la TeXLive/Debian che hai installato che serve per soddisfare le dipendenze Debian, ma evita di usare quella versione per comporre documenti. Usa l’installazione “vera” che farai seguendo le indicazioni di Ivan.
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Modificare un file .bst è difficile se non per cose minime.Leggiti al documentazione Thame the BeaST con texdoc ttb_en (comando dato nel terminale) che descrive come gestire il file BST (le lettere maiuscole di “beast”. Ti rendi conto della difficoltà, ma se ci provi, dopo un paio di insuccessi potresti ottenere quello che vuoi.
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Certo, se seguissi i consigli del forum non avresti installato MiKTeX in versione basic; in questa versione MiKTeX NON è configurato per l’italiano (*).Ma se leggi la documentazione di MiKTeX o se leggi la documentazione (un po’ avanzata) contenuto nella Guida GuIT (scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito) trovi come fare.
Per bacco, erano almeno due anni che nessuno cadeva più in questa trappola.
(*) Il pacchetto babel carica le regole tipografiche per l’italiano e seleziona la sillabazione per l’italiano se questa è già stata caricata nel file di formato, altrimenti scegli le regole di sillabazione americane. La versione basic di MiKTeX carica le regole di sillabazione per l’inglese, il tedesco e, mi pare, per l’olandese e il norvegese. Invece la versione completa carica le regole di tutte le circa 80 lingue che è capace di gestire.
Mi pareva che MiKTeX 2.9 caricasse comunque tutte le regole di sillabazione anche in versione basic, ma siccome non uso più MiKTeX da circa 7 anni, vado a memoria e per sentito dire. Certamente se la versione del tuo MiKTeX è una versione precedente alla 2.9, aggiornala; anzi, visto che ci sei, disinstallala, e carica la versione completa di TeXLive 2013 seguendo le indicazioni della guida L’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile anche questa dalla sezione Documentazione di questo sito.
6 Luglio 2013 alle 20:00 in risposta a: Ambienti plaindescription annidati usando guidatematica #87422::Elrond” post=86875Usando la classe [tt]guidatematica[/tt] non è possibile annidare due ambienti [tt]plaindescription[/tt] l’uno dentro l’altro ([tt]LaTeX Error: Too deeply nested.[/tt]). Ho risolto usando [tt]description[/tt] come ambiente più interno e mettendo [tt]\normalfont[/tt] all’inizio dell’etichetta. È un comportamento voluto o si tratta di un difetto?
Non lo so: l’ambiente plaindescription è ottenuto usando i comandi di configurazione di memoir e/o dei pacchetti caricati allo scopo. Quelo che dici mi sorprende, ma indagherò.
[edit]
Ho guardato e ho visto che il contatore che specifica il massimo livello di rofondità di plaindescription vale 1; ritornando con la mente a quello che facevo quando ho creato la classe, mi è venuto in mente che avevo specificato il valore 1 proprio per non annidare questo tipo di liste.
Ora se si vuole portare questo massimo livello e solo per questo massimo livello, il valore a 4, non c’è che loggarsi al github del GuIT e apportare le modifiche del caso. La classe guidatematica è una classe del GuIT e tutti i membri autorizzati ad accedere a github sono autorizzati a proporre le modifiche che vogliono. Io come primo autore in ordine di tempo, non sono fra gli autorizzati a metterci le mani sopra… Se hai letto il file di documentazione lo sai bene. 🙂 🙂 🙂
6 Luglio 2013 alle 19:57 in risposta a: Ambienti plaindescription annidati usando guidatematica #87421::
Usando la classe guidatematica non è possibile annidare due ambienti plaindescription l’uno dentro l’altro (LaTeX Error: Too deeply nested.). Ho risolto usando description come ambiente più interno e mettendo \normalfont all’inizio dell’etichetta. È un comportamento voluto o si tratta di un difetto?
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Marchetto,
1) ho scaricato la “tarball” da gitorius
2) l’ho spostata dalla cartella Downoads ad una cartella del mio albero personale ~/Library/texmf/source/latex/tikz-mec/
3) ho cliccato sul file .ins e ll mio shell editor ha aperto il file .ins
4) ho cliccato sul bottone di compilazione e mi si è generato il file texlibrarymec.code.tex
5) ho spostato questo file in una cartella che ho creato sempre nell’albero personale ~/Library/texmf//tex/latex//tikz-mec/
6) sono tornato nella cartella di prima e ho eseguito due volte pdflatex sul file .dtx
7) ho spostato il file pdf nella cartella che ho creato nell’albero personale ~/Library/texmf/doc/latex/tikz-mec/
8 ) sul Mac non ho bisogno di rinfrescare il database dei nomi dei file contenuti nell’albero personale; ma forse su Ubuntu, specialmente se Debian/ probabilmente è necessario farlo; il comando da terminale è mktexlsr
9) ho collaudato l’istallazione e funzionaQuesti 9 passi sono sostanzialmente quello che bisogna fare per l’installazione di qualunque pacchetto non standard nella distribuzione ufficiale; l’unica cosa da cambiare è il nome della cartella finale dell’albero personale dove stivare i tre tipi di file.
Credo che, parola più, parola meno, siano le stesse indicazioni che si trovano in qualsiasi guida (forse non c’è scritto niente nell’Arte, perché Lorenzo è sostanzialmente contrario a queste cose, ma, come dico spesso, “quanno ce vo’, ce vo’); forse, visto che non sono operazioni che si fanno tutti i giorni, vale la pena ripeterle.
::puskia” post=86855Verifica che nel file updmap.cfg non siano andate perse, magari in seguito ad un aggiornamento, le righe:
# minion
Map MinionPro.map# myriad
Map MyriadPro.mapUna volta ripristinate lancia le utilità di riordino (Refresh FNDB e Update formats).
Saluti
PuskiaPiù che Update formats, ti serve ri-aggiornare la mappa generale dei font mediante l’utility di MiKTeX; consulta il manuale di MiKTeX, perché io sono 7 anni che non lo uso più e quindi non mi fido di andare a memoria.
::Marco87″ post=86856Ciao Orlando,
grazie della risposta. Dunque, è sufficiente disinstallare da “Pannello di controllo”, cancellare la cartella “C:\texlive” e installare la TeX Live 2013. Non si dovrebbero avere problemi, giusto?
Grazie e buona serata,
Marco.Attento: se togli c:\texlive, togli tutto, anche c:\texlive\texmg-local\ che potrebbe contenere qualcosa che ti serve, qualche impostazione, qualche file di configurazione, qualche tuo font, eccetera.
No devi cancellare c:\texlive\2012\ con tutto quel che contiene.
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