OldClaudio

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  • in risposta a: TeXShop 3.15 #85649
    OldClaudio
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      Ivan, capisco la tua irritazione, ma non chiederei a nessuno di sostituire TeXShop con TeXnicle, licenza libera oppure non libera.

      Tommaso vi ha collaborato creando la localizzazione italiana, mi pare, quindi può dirci a che punto è TeXnicle rispetto a TeXShop.

      D’accordo ha la codifica utf8 di default, ma non capisce le righe magiche, quindi per file scritti, diciamo 10 anni fa non è possibile usarlo, mentre TeXshop permette di farlo. Per me, vecchio utente con file degli inizi degli anni .90 la cosa rappresenta un obbligo assoluto. Perciò, nonostante l’adozione della codifica Latin 9, per me resta sempre il migliore.

      La lunga spiegazione di Koch sembra fondata; nel senso che lui scrive un programma per una sola piattaforma, non è come TeXworks o TeXstudio un software multipiattaforma. D’accordo, nemmeno TeXnicle è multipiattaforma ma funziona solo sui Mac; ciò nonostante ha adottato utf8 e apparentemente non ci sono inconvenienti nel fare così.

      Per me è sufficiente che abbia tolto MacRoman dai piedi; Le codifiche latin1, latin9, ansinew sono diverse, ma come si vede dalle tabelle presentate nella guida tematica sulle codifiche, l’unica che rompe veramente è la MacRoman (applemac) perché le altre nella maggior parte dei casi sono quesi identiche, differiscono per pochi caratteri. Io stesso in quella guida ho segnalato le differenze fra Latin 1 e Latin 9, e ho segnalato quali siano i caratteri diversi, sostanzialmente, tranne l’euro, riguardano segni delle lingue slave.

      Ora, se apri un file che NON è codificato utf8, la probabilità che sia latin1 (o anche latin 9) è alta; quindi manco te ne accorgi; se poi ci sono le righe maginche che specificano la codifica, TeXShop si auto configura adeguatamente; in mancanza delle righe magiche non succede niente di male.

      Quando invece prima della versione 3.15, la codifica di default era MacRoman, era lo stesso TeXShop che faceva pasticci quando apriva un file senza la riga magica sulla codifica, e quindi il pasticcio succedeva sempre, non talvolta.

      Non dico di essere contento di quel che ha fatto Koch: sarò più contento quando userà come codifica di fall back quella impostata di default; siccome non ci vuole nulla a impostare utf8 come codifica di default, direi che la cosa possa essere accettabile; se poi, magari, vorra ritagliare una finiestrina piccola piccola dove mostrare la codifica assunta/usata quando apre un file, TeXShop sarà ancora meglio. Ma per ora la modifica fatta da Koch non mi dispiace; avrei ovviamente preferito utf8, ma anche così non mi dispiace.

      TeXnicle, anche su grande schermo come quello del mio iMac, continua a non piacermi, non par l’aspetto grafico, bellissimo, ma per le sue funzionalità scarse rispetto alle mie necessità. Anche il quasi gratuito TeXpad (18€ circa) ha una grafica bellissima, ma non è ancora al livello delle mie necessità.

      in risposta a: Virgolette CAPORALi o francesi. #85669
      OldClaudio
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        La legatura ordinaria << e >> è descritta per esempio nel manuale di LaTeX che ora dispone della guida tematica in italiano LaTeX Reference Manual commentato, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito; va da sé che il manuale scritto da Lamport dovrebbe sempre essere la prima cosa da consultare. Ho scritto una mia versione dcommentata di quel manuale,, perché quello roiginale non si trova in rete.

        C’è di più; se se compone in francese ci vuole uno spazio fra i caporali e il loro contenuto e deve essere uno spazio “insecable” come dicono loro, cioè uno spazio che non può corrispondere ad un fine riga. In italiano invece quello spazio non ci vuole; siccome molti utenti italiano non conoscono questa regola, babel per l’opzione italian provvede le sequenze “< e "> che inseriscono i caporali ma tolgono eventuali spazi spuri solo, appunto, se si scrive in italiano. Spiegazione nella documentazione di babel (leggibile con texdoc babel al §30.4) oppure leggendo la documentazione della sua opzione italian (texdoc italian al § 1.4).

        in risposta a: Linee guida tesi di laurea #85663
        OldClaudio
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          Ivan, il download del file dei template ha l’estensione .txt ed è sbagliata; l’estensione giusta dovrebbe essere .zip, credo.

          in risposta a: Righe magiche, editor differenti #85657
          OldClaudio
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            alegenn” post=85117Salve a tutti,
            vi chiedo se esiste un qualche progetto/idea per far in modo che tutti gli editor (o per lo meno i più diffusi) riconoscano le righe magiche e che esse abbiano la medesima sintassi.
            TeXshop e TeXworks riconoscono le righe magiche ma esse hanno una sintassi leggermente differente, mi pare che per TeXworks sia:
            `% !TEX TS-program = pdflatex
            % !TEX encoding = UTF-8 Unicode`
            mentre per TeXshop:
            `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            % !TEX TS-program = latex`
            ma per altri editor la sintassi potrebbe divergere ulteriormente. Personalmente credo che la comodità delle righe magiche sia proprio quella di mostrare con quale codifica e con quale programma si compila, sia si tratti di un file condiviso con altri utenti, sia si tratti di un file da usare su pc differenti.
            Da qualche parte mi sembra di aver letto che TeXshop riconosca le righe magiche di TeXworks anche se non cambia le impostazioni del menù a tendina, dove si legge il programma di compilazione corrente, tuttavia non ho idea di cosa accada con altri editor. Credo che un’unica sintassi sarebbe comoda proprio nell’ottica di progetti condivisi, come alcuni che stanno nascendo qui sul GuIT.
            Cosa ne pensate?
            Saluit

            Non confondere e scambiare TeXShop con TeXworks.
            TeXShop è stato il primo a “inventare” le righe magiche, ma segue solo ed esclusivmente la sua sintassi e non ne riconosce altre.

            TeXworks è arrivato secondo ed è stato costruito in modo da essere più elastico sull’interpretazione delle righe magiche nel senso che riconosce le sue proprie e quelle di TeXShop. (questo è scritto anche nella guida tematica sulle codifiche).
            Poi è arrivato TeXstudio che è ancora più elastico di TeXworks sul modo di scrivere le righe magiche e di interpretarle.

            Naturalmente emacs e i suoi derivati (come Aquamacs) usano altre righe magiche con sintassi completamente diverse; a stretto rigore l’invenzione delle righe magiche spetterebbe a emacs, ma l’idea di quella sintassi non si è propagata ad altri editor che non fossero suoi discendenti diretti.

            Per quel che mi risulti TeXmaker non è ancora arrivato alle righe magiche, ma confesso di non usarlo abbastanza, quindi non sono completamente al corrente delle sue evoluzioni.

            Non mi risulta che TeXnicle e TeXpad per Mac, riconoscano le righe magiche; li ho montati entrambi sul mio PC, ma li apro raramente e solo per gli upgrade; per l’editing vero e proprio preferisco TeXShop, al quale ormai sono talmente abituato che se anche mi mostrassero qualcosa di simile, lo proverei per curiosità, ma ricorro a TeXworks abbastanza spesso; il fatto che sia così elastico nell’interpretare le righe magiche e che abbia una casella da smarcare per scegliere fra le varie sintassi quella di TeXShop mi rende perfettamente autonomo con l’uno e con l’altro editor.

            Su Windows (macchina virtuale) uso TeXworks e TeXstudio, quindi anche con questi sono perfettamente autonomo. Con Linux Ubuntu uso TeXworks e TeXstudio, ma ammetto di usare Linux molto poco; non mi da nessun vantaggio rispetto al Mac. Gli appassionati di Linux mi portino pazienza; una vota ero anch’io un appassionato di Linux ed ero riuscito a convertire ad Ubuntu anche un presidente di un LUG. Ma quando io sono passato al Mac e lui l’ha provato, anche lui è passato al Mac. Non capita sempre, ma capita.

            in risposta a: TeXShop 3.15 #85646
            OldClaudio
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              Sì è sufficiente, ed è quanto avevo scritto in prima battuta a Koch.

              Claudio

              in risposta a: Script per le righe magiche in TeXworks #77265
              OldClaudio
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                Grazie a me? Ci mancherebbe. Grazie a te che hai scritto questi script che io trovo utilissimi.
                Claudio

                in risposta a: Spazi nelle equazioni #85617
                OldClaudio
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                  Ehi, ehi, Donald Knuth È vivo e continua ad essere un matematico anche se magari oggi si diverte anche con altre cose, non solo con la matematica. Recentemente ha tenuto una conferenza a Trento, di cui abbiamo anche scritto qui sul forum.

                  in risposta a: errore inaspettato di compilazione #85640
                  OldClaudio
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                    Buono a sapersi: io non ho mai usato Xfig, quindi non lo sapevo.

                    In questo caso o c’è qualcosa di errato dentro i file caricati da ese24.pdf_t oppure può esserci qualcosa che non va nell’espressione matematica nell’argomento mobile: prova a sostituire il tuo \caption con:`\caption[Punto vincolato a muoversi lungo la corda AB]{Punto vincolato a muoversi lungo la corda $AB$}` Probabilmente non c’entra niente perché lo switch matematico formato dalla coppia di $…$ dovrebbe essere robusto. Tuttavia tentare non nuoce…

                    in risposta a: errore inaspettato di compilazione #85638
                    OldClaudio
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                      SANTO” post=85097se tolgo % mi dà errore

                      \begin{figure}[htb]
                      \centering
                      \input{Capitoli/esami/immagini/ese24.pdf_t}
                      \caption{Punto} % vincolato a muoversi lungo la corda $AB$.}
                      \label{fig:ese24}
                      \end{figure}

                      Sei sicuro che lo stesso codice compila perfettamente con la didascalia lunga? Certo non basta cancellare il segno % ma bisogna cancellare anche la } che precede %.

                      Ma il punto è un altro; sei sicuro che \input sia il comando giusto per inserire una figura dal formato NON SPECIFICATO?

                      \input serve per includere file il cui codice viene trattato come se fosse stato al posto di \input e del suo argomento; di sicuro il codice ese24.pdf_t corrisponde ad un file il cui contenuto è codice pdf, ma l’appendice _t disturba il tutto; solo che pdflatex non è in grado di importare direttamente codice pdf; forse volevi scrivere [tt]\includegraphics{Capitoli/Esami/ese24}[/tt] sempre che in quella cartella ci sia il file ese24.pdf. Forse il file si chiama ese24_t.pdf… forse ti è scappato quel _t da un residuo di copia e incolla.

                      Ma certo pdflatex non conosce nessun file dall’estensione [tt].pdf_t[/tt] e se importa i byte in esso contenuti tali e quali essi sicuramente combinano pasticci perché il codice interno di un file pdf è binario e i byte sono byte a 8 bit che probabilmente fanno l’effetto di una purga al povero pdflatex. 😀 😯 🙄 😈

                      in risposta a: Spazi nelle equazioni #85615
                      OldClaudio
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                        egreg9″ post=85098

                        Nello scrivere un’equazione devo moltiplicare numeri per variabili/coefficienti o variabili per variabili. In entrambi i casi credo sia buona cosa inserire uno spazio tra le due parti. Es di codice:
                        `\begin{equation}
                        y_{n1}=\frac{\abs{\varepsilon_\mathrm{cu}}}{\abs{\varepsilon_\mathrm{cu}}+\varepsilon_\mathrm{se}}~d'=0,64~d'
                        \end{equation}`
                        è giusto inserire la tilde o potrei fare meglio in altri modi?

                        Ciao
                        Marco

                        Non vedo posti dove aggiungere spazi. Quelli che hai aggiunto sono sicuramente sbagliati.

                        Occhio a usare la virgola per i numeri decimali. Se non carichi il pacchetto icomma devi scrivere [tt]0{,}64}[/tt] oppure caricare siunitx e scrivere [tt]\num{0,64}[/tt] impostando nel preambolo [tt]\sisetup{output-decimal-marker={,}}[/tt].

                        Ciao
                        Enrico

                        Mai aggiungere spazi a quanto LaTeX sa fare benissimo da solo; gli spazi fra variabili, numeri, operatori, delimitatori, interpunzione, eccetera sono tutti codificati benissimo in LaTeX e rispettano gli spazi che la buona tipografia rispetta per la composizione della matematica; L’inventore del sistema TeX è un matematico e ha inventato questo sistema perché i compositori professionisti della fine degli anni ’70, a forza di usare programmi automatici non conoscevano più le buone regole della tipografia. Al massimo di possono usare spazi fini negativi quando ci sono dei segni obliqui che fanno apparire i segni troppo distanti; spazi positivi molto raramente; Esempio di spazio positivo: prima del segno di differenziale negli integrali; esempio di spazio negativo: tra due segni di integrale consecutivi (quando non si usa il pacchetto amsmath che consente di usare i comandi \iint, \iiint e simili dove i vari segni di integrale sono già accostati)

                        Se usi l’opzione italian di babel e stai scrivendo in italiano, la virgola è già intelligente e non hai bisogno di usare né icomma né siunitx; ma se stai componendo in un’altra lingua o non stai usando babel, ma polyglossia, allora devi fare come ha detto Enrico.

                        in risposta a: Texlive su ubuntu #85595
                        OldClaudio
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                          Ivan, a parte i gb e gli mb che come sai benissimo sono errati, che cosa dovrebbero fare i possessori di Mac, studenti, laureandi o semplici utenti, se MacTeX viene distribuito solo in versione full? (in realtà nel sito di MacTeX c’è una indicazione per chi dispone di una connessione internet lenta.)

                          Le versioni parziali non sono un modo di aiutare la gente ad avvicinarsi a LaTeX; diciamo piuttosto che TeX Live full comporta di scaricare almeno 2500 pacchetti, probabilmente di più. Ogni volta c’è una richiesta a Internet di realizzare il collegamento con internet e questo spesso richiede tempi non accettabili con una connessione lenta o un servizio con banda non sufficientemente larga. La soluzione per installare la full in tempo relativamente breve è quella di scaricare l’immagine ISO e poi installare dall’immagine, oppure masterizzare l’immagine su un DVD e installare dal DVD. Il tempo di download è decisamente minore, perché viene normalmente eseguita una sola richiesta al mirro per scaricare un grosso file, piuttosto che inviare 2500 richieste per scaricare 2500 pacchetti più o meno piccoli. E come umanista se vuoi scaricare i miei font greci solo per quelli devi scaricare una settantina di megabyte.

                          La difficoltà di instalalre TL su macchine Linux legate a Debian è quello di bypassare il meccanismo delle dipendenze, vuoi seguendo i suggerimenti di @Doc, vuoi installando una seconda versione di TL a fianco di quella Debian secondo il metodo di Enrico. Gli utenti di Linux dovrebbero sapere queste cose; se hanno scelto di usare un sistema operativo potente ma ruspante sanno o devono sapere che la finestra comandi è lo strumento Nº 1 di ogni distribuzione Linux.

                          Io ho sempre seguito il metodo di Enrico e mi sono sempre trovato benissimo; ho fatto un pasticcio una sola volta, ma ovviamente l’errore era mio: avevo saltato un passaggio nella sequenza di operazioni descritta da Enrico, ma la distrazione era mia, non perché il metodo sia complicato.

                          in risposta a: TeXShop 3.15 #85644
                          OldClaudio
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                            Dài, sempre meglio latin9 che macroman…:wink:

                            Gli avevo scritto perché cambaisse codifica di default; mi aveva detto di aver messo la richiesta nella sua todolist. Ma essenzialmente cgli avevo chiesto che se TeXShop è configurato di default per la codifica X e si pare un file codificato con la codifica y, ma non dichiarato con una riga magica, non informasse l’utente che il file era stato roiginalmente composto in MacRoman.

                            Vedrò se almeno ha realizzato questa modifica.

                            Cio
                            Claudio

                            in risposta a: Help immagine #85572
                            OldClaudio
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                              \varepsilon rappresenta la deformazione di un materiale (metro su metro), c e s si riferiscono rispettivamente a calcestruzzo e acciaio, e ed u rappresentano una condizione del materiale. Detto questo, correggetemi se sbaglio, se e cu andrebbero scritte in tondo.

                              Appunto: c ed s indicano il calcestruzzo e l’acciaio, e queste due cose NON sono variabili matematiche o fisiche; e ed u indicano le condizioni del materiale: NON sono variabili matematiche o fisiche; le norme ISO le vogliono in tondo.

                              La regola più semplice da ricordare per il font dei pedici è la domanda: “questo pedice è una variabile matematica o fisica?” se la risposta è sì. va in corsivo matematico, altrimenti va in tondo. Le lettere greche a pedice indicano sempre grandezze matematiche o fisice (per lo meno non ne ho mai vista uan per indicare qualcos’altro, ma vedi sotto) quindi LaTeX non prevede nemmeno che si possano usare lettere greche non inclinate.

                              Tuttavia i fisici nucleari indicano con lettere greche le particelle come i muoni, i pioni e simili e per queste sono richieste lettere greche diritte che richiedono alfabeti matematici particolari che LaTeX di solito non carica; il problema è fonte di non poche discussioni; certi pacchetti per scegliere font predisposti dai francesi dispongono anche delle lettere greche minuscole diritte (fourier, kpfonts,…); anche i pacchetti txfonts, pxfonts, newtx e newpx dispongono di font greci diritti; e il pacchetto isomath prevede tutte le forme dei font latini e greci per soddisfare le norme ISO. Ovviamente prevede prevede anche il tondo medio e nero, ma sta al compositore usarli quando occorre.

                              in risposta a: Texlive su ubuntu #85587
                              OldClaudio
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                                robitex” post=85040Ciao,

                                @OldClaudio
                                , io sono fermo alla 10.04 Lucid Lynx.
                                Per i tuoi stessi motovi non aggiorno Ubuntu da un bel pezzo, ma forse il prossimo anno passerò a Debian: visto che mi interessano versioni stabili di Ubuntu tanto vale passare a Debian.
                                Prima però ho in programma di costruirmi un pc nuovo scegliendo pezzo dopo pezzo ed assemblando il tutto, una meraviglia.
                                Quando arriverà TeX Live 2013 proverò a imbrogliare cambiando il nome della cartella da 2012 a 2013 e lanciando un aggiornamento.
                                Forse funziona.
                                R.

                                Mmmm, non credo perché il tlmgr che c’è dentro quella versione fa comunque riferimento al repository del 2012. Comunque tentar non nuoce.:wink:

                                in risposta a: Symbol #85558
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  A me il codice di Lorenzo funziona alla perfezione.

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