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Come ti ha mostrato @Marco87, non ci sono problemi ad andare a capo ad ogni \item della lista, come ti ho detto nel precedente messaggio; se invece vuoi andare a capo indipendnetemente dallae liste puoi usare il solito \\ in tutte le celle tranne quelle dell’ultima colonna; si più sicuro se nell’ultima colonna usi tabularnewline, e se nelle clonne interne usi \newline. Ma la soluzione della lista va a capo da sola.
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Tra i font opentype ci sono diversi font monospaziati che contengono alche il greco, ma nessuno o molto pochi sono per tutte le piataforme, ma sono system dependent.Forse fra i pochi usabili c’è UMTypewriter, ma dubito che sia sostanzialmente diverso dai vari typewriter latini, greci, cirillici, eccetera messi assieme in un unico contenitore; infatti sono stati predisposti da Apostolos Syropoulos tra il 2008 e il 2009, come dice il suo copyright, e sono sicuro che sono un collage die varu font tt sparsi fra le diverse polizze standard del sistema TeX; forse ha preso qualche glifo da qualche altro font, (non riconosco come mio il coppa antico minuscolo, per esempio) ma in sostanza un testo scritto in typewriter UMTypewriter-Regular.otf non si distingue da un testo scritto con i font tt latini e greci usabili con pdflatex.
Ci sarebbe la collezione GNU-freefont, con il FreeMono.otf che certamente è diverso dagli UMTypewriter,
Bello è i Linux Libertine Mono (file LinMono_M.otf; chissà se fra i font Libertine usabili con pdflatex c’è anche questo già manipolato per essere usato con pdflatex (che non può maneggiare direttamente i font OpenType)?
Ciao
Claudio
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Non c’è nessun problema, tutti siamo stati agli inizi, quindi tutti sappiamo come ci si sente quando si comincia qualcosa di nuovo.Non ci sono problemi ad usare font senza grazie (sans serif); proprio perché sei agli inizi basta che tu legga l’Arte di scrivere con LaTeX che puoi scaricare dalla sezione Documentazione Di questo forum.
Mi scuso, ma sono poco pratico di forum e di questa funzionalità in particolare.
Di quale funzionalità in particolare sei poco pratico?
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No, il pacchetto nomecl serve per comporre un capitolo a se stante.Dopo la formula il significato dei simboili può essere composto con una lista, per esempio di tipo description; meglio se usi il pacchetto enumitem, in modo da configurare la lista senza spaziature verticali fra i vari \item.
Se usi unità di misura coerenti (cioè se le tue grandezze sono misurate in unità coerenti come quelle del sistema SI) indicare le unità di misura sarebbe una americanata (gli americani indicano quasi sempre le unità di misura perché, anche persone di cultura, non conoscono bene la differenza fra equazioni fra misure e equazioni fra grandezze) sarebbe un errore grave indicare le unità di misura in equazioni fra grandezze.
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Se le celle dove vuoi mettere delle liste sono descirtte da descrittori del tipo P[…} (oppure, usando il pacchetto array, da descrittori di tipo m{…} o b{…}) a capo ci va da solo ad ogni \item, altrimenti scopri nell’Arte di scirvere con LaTeX quello che non sai delle tabelle. Anzi: è bene che ti guardi bene il capitolo sulle tabelle, perché sembrerebbe, da quel che chiedi, che tu non abbia ancora ben chiaro la differenza fra le tabelle LaTeX e quelle che si compongono con Word. Naturalmente posso sbagliarmi, quindi non prendertela; può darsi benissimo che sia io che non ho capito le tue parole.
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Niente; Non è che per scrivere con pdflate e il beramono per il testo in caratteri latini, vai ad usare il beramno con i caratteri greci; usi invece i gttn e quello che hai ottenuto è corretto. Non so da dove vengano i Neohellenic di Enrico, forse da una impostazione accessoria del pacchetto beramono, mah. Comunque è corretto che epr scirvere in greco monospaziato con i font greci di default si usino i gttnXXXX.Ciao
Claudio
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Maïeul, I did not go into the details, but what you are asking for appears to be already available in eledmac with the command \edindex (see pages 28-29 of the eledmac documentation), that accepts an optional argument as per the symtax of memoir, which is identical to the syntax of imakeidx: [tt]\edindex[file]{index entry}[/tt].I never used eledmac, and I don’t even know how to use it, because I do not write any critical edition, and I have no suitable text to try to use it with. But you do, and did you try [tt]\edindex[/tt]?
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Per sapere se sono davvero entrambi a spaziatura fissa, oppure se soltanto sembrano tali, apri il file pdf con Adobe Acrobat, e premmi Ctrl+D; scegli la linguetta Fonts e leggi i nomi dei font usati; se per il font greco ottieni grmn1000 (o con un altro numero come 1200 o simili, che rappresenta il corpo ottico moltiplicato per 100) vuol dire che hai l’equivalente del tondo (il greco non ha il tondo in senso stretto) proporzionale; mentre se ottieni grtt1000, hai il greco monospaziato. siccome stai scrivendo un listato e, in particolare, la lettera greca che scrivi non fa parte di una parola, ma è un simbolo isolato, è molto probabile che lstlisting te la faccia apparire adeguatamente spaziata dagli altri simboli adiacenti, per cui non noti la spaziatura diversa.Usando il Bera Mono, potrebbe essere utile usare la procedura descritta in teubner per essere sicuro di avere la famiglia greca corrispondente a quella del testo circostante. Ma se il risultato del listato ti piace comunque, resta pure così.
::Ma ti consiglio una definizione diversa per usare lettere greche nel codice:
`\newcommand{\gcode}[1]{\foreignlanguage{greek}{\greekcodefont#1\noboundary}}`
e così risolvi il problema molto meglio, senza accrocchi nel comando \greco.Se vuoi il font greco a spaziatura fissa devi usare la famiglia a spaziatura fissa:
`\newcommand{\gcode}[1]{\foreignlanguage{greek}{\greekcodefont\ttfamily#1\noboundary}}`
Poi può piacerti di più o di meno, ma almeno è quallo che dovrebbe accompagnarsi con i font di testo se il file di descrizione dei font è corretto; lo è se usi font CM, oppure CM-super, oppure Latin Modern; se usi altri font allora devi leggere come fare nella documentazione del pacchetto teubner, per crearti i file grlxxxx.fd necessari per lavorare con la famiglia di font xxxx della collezione di caratteri che stai usando.Il comando [tt]\noboundary[/tt] è quello giusto e trattandosi di una macro non richiede il segno di commento dopo. Per altro il font greci che ho creato e che sono di default con la codifica LGR, possono usare la lettera v dopo la sigma (o dopo qualunque lettera, ma per le altre non è necessario) al fine di non farla sembrare una sigma finale, ma di rappresentarla come una sigma mediale; in sostanza v sostituisce [tt]\nobondary[/tt]; tutto ciò è documentato nella descrizione dei font greci leggibile con il comando texdoc greek dato dal terminale, ma secondo me è più chiaro leggendo la documentazione di teubner: texdoc teubner-doc da pagina 5 a pagina 8;; tieni presente che nell’esempio di pagina 7 compare uno switch [tt]\Lipsiandtrue[/tt] che contiene un rifuso come si capisce leggendo qualche riga più avanti; lo switch corretto è [tt]\Lipsiantrue[/tt] (me ne sono accorto ora cercando il riferimento per te — ora provvedo a correggere il file e chiederne la sostituzione nell’archivi CTAN e nella distribuzione TeX Live — per MiKTeX ci vuole più tempo…:-( )
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Benvenuto con il tuo primo messaggio.LyX NON è più veloce di LaTeX, perché per comporre il documento finale usa LaTeX, dunque…
Ti sembra più veloce perché mentre lo usi come frontend ti mostra sullo schermo qualcosa che assomiglia all’output di LaTeX, ma la somiglianza non basta; per farlo deve simulare l’uscita di LaTeX, senza eseguirlo per davvero, quindi come front-end è più lento di un normale shell editor che sia adatto a gestire LaTeX (tra i tanti TeXworks, TeXstudo,, TeXmaker, che sono tutti e tre multipiattaforma; TeXworsk è già preinstallato su Windows e Mac; su Linux è una installazione banal usando lo il package manager specifico della particolare distribuzione Linux) e, siccome non è un programma di composizione, per comporre davvero il testo deve lanciare LaTeX dietro le quinte, cosa che fanno anche gli altri shell editor che ti ho indicato.
Inoltre, siccome LyX non può simulare l’output dei quasi 3000 pacchetti di estensione di LaTeX, non può mostrarti tutto sullo schermo; Ecco perché ti trovi in quelle condizioni; se invece usassi, diciamo, TeXworks, ti basterebbe leggere l’Arte di scrivere con LaTeX (da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito).
Quindi vedi che prima abbandoni LyX, prima sei privo delle palle al piede che LyX ti pone.
Non me la prendo male perché tu usi LyX; ce l-ho montato anche sulla mia macchina, ma lo uso forse una volta ogni due anni, per fare cose come trasformare in formato .tex documenti che in origine non lo sono; ma per comporre documenti per davvero, non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello. 🙂
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Per il preambolo ti segnalo che specifichi due volte \frenchspacing; chiami due volte il pacchetto amsfonts (che non è necessario chiamare, visto che gà chiami amssymb.Evita i minitoc;
Vuoi davvero usare i capilettera nel tuo documento?
Sei sicuro che psfrag ti serva a qualcosa? I disegni in formato eps virtualmente oggi non si usano più.
Per la \emuta, non devi usare \reflectbox(e}, ma \rotatebox{180}{e}.
Come sarebbe che devi specificare la divisione in sillabe delle parole contenute nell’argomento del comando \hyphenation, quando le divisioni che specifichi sono quelle di default per la lingua italiana; se il tuo pdflatex non te lo fa correttamente, vuol dire che stai usando una versione basic di MiKTeX che non nasce (o non nasceva) con la lingua italiana preconfigurata; oppure sei su una macchina linux e non hai installato il pacchetto per la gestione dell’italiano.. Se frequenti il forum sapresti che sconsigliamo sempre e senza eccezioni di usare distribuzioni parziali del sistema TeX.
::> Updated to version 0.015.
> Includes configuration files for microtype. Corrected composite accented
> glyphs.Questo che citi non ha nulla a che vedere con il file ebgaramond.sty; semplicemente il “bundle” (che noi traduciamo con “pacchetto”, ma non ha proprio lo stesso significato) contiene anche i file accessori per usare microtype con i font EB Garamond; ognuno di questi file dice per ciascun carattere, quanta percentuale di protrusione esso può avere, e per ciascun font della famiglia quanta espansione o contrazione esso può subire e con quale passo. (microtype comincia con il font di larghezza normale; se va bene, passa oltre; se la riga è troppo lasca o troppo stretta o se fuoriesce nel bordo, allora allarga o contrae il font, per esempio, dell’1% per volta fino ad un massimo specificato per ogni font, e se la riga resta brutta, ci riprova con la sillabazione)
Questi file accessori sono disponibili per i font Type 1, perché contengono solo 255 segni, ma sono virtualmente impossibili per i font OpenType, che possono contenere decine di migliaia di segni; questo è il motivo per il quale per ora microtype funziona solo in modo parziale con XeLaTeX e i suoi font OpenType.Come vedi microtype non c’entra niente con il problema dell’OP.
Ciao
Claudio
23 Febbraio 2013 alle 12:54 in risposta a: [conc.#1]Scritta DRAFT in diagonale grigio chiara sul foglio #83046::
Scusa @virgo, ma ci siamo accaniti sulle filigrane, ma non ti abbiamo detto granché sulla tua seconda domanda:Inoltre è possibile mettere in nome dell’autore su ogni foglio in basso? Mi date, anche per questo, una dritta o una referenza (titolo e pagina possibilmente)?
Se usi il pacchetto fancyhdr, allora la spiegazione di come fare è nella documentazione di quel pacchetto, nelle prime poche pagine; la documentazione si legge dando da terminale o da prompt dei comandi (a seconda del sistema operativo) il comando texdoc fancyhdr.
Devi in sostanza definire uno stile di pagina dove specifichi che cosa vuoi avere sia nelle tastatine, sia nei piedini; per questi devi usare un comando del tipo:`\fancyfoot[LO,RE]{Maria Rossi}`da aggiungere agli altri comandi per configurare le testatine. ricco di esempi, è tutto spiegato nella documentazione che ti ho indicato.
::alegenn” post=82503Se commenti il pacchetto microtype, i warning scompaiono.
Immagino (ma non sono sicuro) che il pacchetto ebgaramond carichi e configuri già microtype.Saluti
Il pacchetto ebgaramond NON carica e non configura microtype.
Cancellare la riga dove si invoca microtype elimina il messaggio, perché non c’è più microtype a lamentarsi di diversi codifiche, ma ovviamante NON è la soluzione del problema.
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