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20 Febbraio 2013 alle 13:49 in risposta a: plain. Comportamento di \noindent con \leftskip e \rightskip #83016::
Non sono sicuro al 100%, ma direi che la cosa dipenda dal fatto che il \boxize interno a \liney, metta al sua \hbox in un contesto che è in modo verticale e non c’è niente che prima di \hbox che obblighi il contenuto di \boxize ad essere collocato in modo orizzontale.prova a cambaire `\boxize{\hbox to\lineywidth{#1}}}` in `\boxize{\hskip\z@skip\hbox to\lineywidth{#1}}}` e a vedere che cosa succede. Io non ho controllato, ma il lio suggerimento è esemplificativo solo per fa passare in modo orizzontale la maodalità di composizione cosicché la \hbox viene allineata sulla riga. invece che semplicemente impilata nella lista verticale.
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Non puoi usando pdflatex ridefinire \bfdefault per selezionare un font di una famiglia diversa da quella che viene usata per scrivere in serie media.quindi per fare quello che vuoi tu, se vuoi usare un font diverso per il nero, dovresti usare i comandi di basso livello che ripartono dalle impostazioni inziali; per esempio dentro un gruppo all’esterno del quale scrivi in EBGaramond, potresti usare il comando`\fontfamily{jkp}\fontseries{b}\selectfont` per scrivere in Palladio nero non esteso.
Potresti ridefinirti la dichiarazione \bfseries in modo che scriva tutta quella stringa`\renewcommand*\bfseries{\fontfamily{jkp}\fontseries{b}\selectfont}` e probabilmente dovresti ridefire anche \textbf più o meno come descritto nella fntguide (da leggere con texdoc)`\DeclareTextFontCommand{\textbf}{\bfseries}`
Qualcosa è spiegato anche nella guida tematica ai font, qui sopra nella sezione Documentazione, sottosezione Guide Tematiche
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Mi sono studiato ben bene arara oltre che nella introduzione di Enrico anche sul manuale originale di arara(dal quale si scopre che Enrico e Francesco sono due collaboratori al team che si occupa di arara).
Sono ora in grado di capire meglio e di darmi una risposta alla mia domanda: “A chi serve arara?”.Perché invece di arara non si può usare la capacità dei motori di composizione del sistema TeX di sfruttare delle chiamate alla shell mediante il comando \write18, come si fa per creare l’indice analitito sincrono grazie al pacchetto imakeidx?
Questo è il punto che distingue l’utilità di arara rispetto a \write18, e che risponde alla mia domanda.
\write18 è rigorosamente sequenziale e viene eseguito a “metà” di una compilazione; quindi non può sfruttare elementi che saranno disponibili nella “metà” successiva. Ecco perché si può usare per l’indice analitico che è l’ultima cosa che si mette in un documento, mentre non si può usare per comporre la bibliografia, perché le citazioni (le chiavi usate con i vari comandi \cite, \citep, eccetera) vengono scritte nel file ausiliario durante l’esecuzione del comando \end{document} che, ovviamente, viene eseguito dopo \printbibliography o simili.
Invece arara viene eseguito sequenzialmente più volte e seconda dell’elenco di righe “arara” del tipo [tt]% arara
[/tt] in testa al main file del documento. In sostanza, specialmente se si è configurato l’editor per lanciare arara, la sequenza di direttive arara in testa al documento sostituisce una sequenza di compilazioni complete ordinate manualmente dall’utente tramite la riga di comando. Ecco quindi a chi serve arara: a chi ha necessità di eseguire diversi task per completare il proprio documento e questi task devono essere eseguiti in un ordine specifico; certo si può fare tutto a mano (io sono abituato a fare tutto a mano e questo è il motivo per il quale non sento la necessità/utilità di arara) ma per moltissime persone può essere una procedura utilissima (che non esclude l’azione manuale, che si può anche estrinsecare semplicemente nel cliccare su una icona o una voce di un menù a discesa del proprio editor) quando devono eseguire molti task per completare un documento.
Mi sono domandato anche perché tra le azioni che si possono fare con arara c’è frontespizio; perché frontespizio non può essere gestito con \write18? Ho letto con attenzione la documentazione di texlive dove si parla del restricted \write18; di conseguenza sono andato a leggermi il file di configurazione del sistema TeX texmf.cnf e ho visto che tex, pdftex, e gli altri motori di composizione sono esclusi dall’elenco dei programmi che si possono usare in restricted mode per motivi tecnici di sicurezza. Certo si potrebbe abilitare lo shell escape in modo non restricted (cosa che io, sul mio iMac e sul mio MacBokkPro ho fatto, ma non sulla macchina Windows virtuale che talvolta/raramente uso per controllare certi funzionamenti sotto sistemi operativi diversi); dunque il pacchetto frontespizio non può ricorrere a \write18 e richiede invece tre compilazioni con pdflatex la seconda delle quali serve per comporre il frontespizio e la terza per includerlo; poi ci sono anche altri motivi, ma Enrico ha comunque dovuto ricorrere alla compilazione intermedia, visto che con \write18 in restricted mode la cosa non si può fare.
Ma arara la può fare.
Come anche arara può fare le compilazioni complete richieste dai vari task purché le direttive siano scritte in testa al file .tex principale nell’ordine giusto.
Le direttive arara devono essere scritte solo nel file principale e quindi, mi pare di capire che le righe magiche che si usano anche nei file secondari debbano venire modificate abbastanza profondamente, perché non si potrebbe lanciare una compilazione tramite arara cliccando sul bottone di composizione mentre l’editor è focalizzato su un file secondario. Se è così si tratterebbe di un inconveniente minimo, ma bisognerebbe che questa faccenda fosse esposta nell’introduzione di Enrico.
19 Febbraio 2013 alle 17:36 in risposta a: ho installato miktex e winedit7 ma non riesco a compilare #82936::
Se l’installazione è completa, deve essere nelle cartelle; io non ho più KiKTeX da diversi anni, ma i file(che sono diversi) potrebbero trovarsi in …\texmf\tex\latex\toptesi\ La parte dei puntini potrebbe essere C:\programmi\MiKTeX\2.9Ma devi cercare in profondità. Poi pupi sempre metterti nella radice di MiKTeX in Esplora risorse o Compiter o comunque si chiami la voce che si apre quando clicchi sull’icona Start (Avvio) in basso a sinistra); po clicchi cerca; nella finestrina che si apre cerca file e scrivi toptesi.cls e il programma te lo trova, se la tua installazione è davvero completa.
Altrimenti vai in Start -> Programmi -> MiKTeX ->2.9 e crchi i package Wizard e vedi di installartelo da lì.
Sono vago perché non uso più una macchina Windows da 7 anni e quindi sto andando a memoria.
::@OldClaudio Sarei interessato a come fare per disegnare, appunto, i pallini e i contrassegni (con relative indicazioni) per le mutue induttanze in stile “elettrotecnico”.
Metti in posizione un pallino costituito dal “componente” circ, pagina 24 della documentazione di circuitikz.
Comunque il disegno per un trasformatore a due avvolgimenti lo trovi in questo file https://dl.dropbox.com/u/46128876/Trasformatore.png
[attachment=608]Trasformatore.png[/attachment]
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Sbagliato; con MiKTeX non bisogna prelevare i pacchetti da CTAN direttamente, ma bisogna usare il suo Wizard e scaircare i pacchetti usando quello.Poi, come diciamo sempre qui nel forum, è sempre meglio installare la versione completa di qualunque distribuzione del sistema TeX. Con i dischi di oggi un gigabyte in pù o in meno non fa nessuna differenza. MiKTeX offre una vecchia soluzione, come prima scelta, per quando gli hardisk da 500MiB (mezzo gigabyte) erano un lusso riservato a pochi.
Se avesse seguito questo consiglio si sarebbe trovato toptesi già installato completamente e probabilmente anche nella sua ultima versione di una decina di giorni fa. 😉
18 Febbraio 2013 alle 15:22 in risposta a: ho installato miktex e winedit7 ma non riesco a compilare #82932::
Sono anni che non uso più WinEdt, perché non uso più una macchina Windows; ma era un editor ottimo.Il punto è che se installi MiKTeX (o TeX Live) dopo WinEdit, non devi solamente fargli fare la verifica, ma devi anche fargli trovare i file da usare; se te li mostra in grigio ti comunica, in sostanza, che vorrebbe trovare quegli eseguibili in quelle cartelle, ma che non li ha trovati.
È vero che installando MiKTeX, tu forse non lo sai, ma è davvero così, ti viene installato anche l’editor TeXworks (cercalo nella cartella dei file binari di MiKTeX); se nemmeno TeXworks trova gli eseguibili di MiKTeX, ci si possono fare molte domande, comprese queste: hai caricato MiKTeX in un albero che non è quello standard? hai caricato MiKTeX da amministratore, mentre stai cercando di usarlo senza essere almeno un power user? se apri un prompt dei comandi e ci scrivi dentro solo path e poi premi invio, qual è l’intera stringa dei path che ti appare sullo schermo? Uno maggiormente esperto di me su Windows potrebbe inventarsi altre domande.
Poi uno potrebbe anche dirti: prova a disinstallare MiKTeX e a installare TeX Live per Windows; WindEdt non trova nemmeno gli eseguibili di TeX Live?
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Enrico, so che citandolo, hai voluto rispondere a Tommaso; ma hai anche risposto a me.Ecco il mio punto di vista:
1) non ho mai fatto glossari ma ho fatto indici analitici prima che scrivessimo imakeidx; le cose da fare serano molto simili, ma si facevano una tantum, non necessariamente come ultima cosa prima di licenziare il documento;
2) lo stesso discorso vale per la bibliografia; non è una cosa che fai all’ultima compilazione prima di licenziare il documento;
3) lo stesso discorso vale per compilare i frontespizio;
4) resta [pdf|xe]latex, che in realtà fai andare deicne di volte per controllare le bozze, vedere di non avere figura da muovere o da etichettare con opzioni di posizione diverse, dei disegni da correggere, delle tabelle da editare, delle righe che sforano i margini, e via di questo passo.La fase 4 è quella che porta via più tempo, ovviamente, anche perché costituisce la parte principale del documento e la più grande anche in termine di numero di pagine.
Dunque se via via si è compilata anche la bibliografia, gli indici analitici, il frontespizio, ameno una volta e non è più necessario rimettere le amni su queste parti, le ultime tre passate atrtraverso pdflatex o xelatex non sono necessarie, nel senso che sono già state fatte epr altri scopi e si sono presi diversi piccioni con una fava.
Pertanto a che cosa serve arara? Ripeto bellissimo software; non conosco abbastanza Java per esprimere dei giudizi sulla sua idoneità a svolgere il compito; ma sicuramente si tratta di una bellissima idea; se invece di Java si fosse usato qualche altro linguaggio di scripting che si trovi (o sia installabile) universalmente su qualunque macchina con qualunque sistema operativo, l’idea sarebbe stata bellissima lo stesso. Bellissima anche la tua semplice guida; chiarissima come sempre lo sono le tue guide. Ma a me resta la domanda, forse da formulare in modo diverso: non “a che serve arara?” ma “a chi serve arara?”
Ecco: chi sono le perone che ne hanno veramente bisogno e a cui l’uso di quello script risparmia un bel po’ di tempo?
Io non mi sento una di quelle persone, ma mi piacerebbe sentire il parere di altri; mi piacerebbe anche che qualcuno mi dicesse: Claudio, hai contratto delle cattive abitudini; non devi operare così e così come stai facendo, ma devi operare cosà e cosà e allora vedresti quanto lavoro e quanto tempo potresti risparmiare se usassi arara.:wink:
Ciao
Claudio
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Debbo dire che arara è un bel software che, come dice Enrico nella sua guidina, non presenta i problemi che presentano latexmk e make.
Quindi complimenti agli autori di arara.
Complimenti anche ad Enrico per aver scritto una guidina semplice, chiara, comporensibile che credo possa aiutare molto a diffondere arara, specialmente tra i neofiti che, abituati a Word,vorrebbero che non ci fossero mai tempi di attesa fra la predisposizione del file sorgente e la visualizzazione del file composto.Onestamente mi sento di fare i complimenti che ho fatto e di esprimere a tutti coloro che hanno partecipate alla creazione di arara e a chi ha scritto la guida il mio ringraziamento più sincero.
Ma detto questo, non so a che cosa serva arara; capisco che dipnda dla proprio modo di lavorare, ma quando uno ha ll’abitudine di lavorare con uno shell editor serio come TeXShop, TeXworks, Texstudio,TeXmaker, non ha veramente bisogno di usare arara. Forse per comporre il frontespizio quando si usa il pacchetto frontespizio? Mi sembra sparare ad una zanzara con un cannone. Ma il mio giudizio è falsato da quasi 30 anni di LaTeX senza aver mai avuto bisogno di ricorrere nemmeno al comandi Build(& View) di TeXstudio. Dunque ho sviluppato e mi sono abituato ad un modo di lavorare in cui arara non mi serve a niente.
Non escludo che possa servire ad altri; certamente a coloro che si servono abitualmente di latexmk e di make.
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Hai ragione; sono talmente abituato a scrivere tutto quello che scrivo con i programmi del sistema TeX, che mi dimentico che esiste una parte del mondo che non sa che cosa sia il mondo TeX. Devo restare di più con i piedi per terra.Tuttavia i tuoi autori che scriveranno articoli per la rivista, certamente loro dovranno sapere come usare i programmi del sistema TeX. Se questo non è un presupposto, allora la Redazione si assume un onere non indifferente nel prendere testi scritti nei modi più disparati per darli in pasto alla classe che serve per comporre la rivista. Io ho fatto questo improbo lavoro per comporre gli atti di un convegno, ma è una cosa che non auguro a nessuno.
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Se componi con xelatex, allora fontspec ti consente di specificare i font con certe caratteristiche prese da altri font; per esempio puoi specificare il font EB Garamaond, dicendogli però di prendere il grassetto da Junicode.Leggi con texdoc la documentazione di fontspec; il §6.1 descrive quello che ti sto dicendo e l’esempio 4 in testa alla stessa pagina mostra appunto un esempio di un font bold preso da un altro font.
Si può fare anche se si compone con pdflatex, ma, non disponendo di fontspec, la cosa richiede macro elaborate.
Sul fatto che Junicode bold vada bene con EB Garamond medium non ti saprei dire; l’importante è che siano caricati scalati in modo tale da avere lo stesso occhio mediano (la stessa x-height).
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