OldClaudio

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  • in risposta a: Problemi con mini indici e Classichethesis #119071
    OldClaudio
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      Benvenuto nel forum.
      Spero che qualcuno ti indichi la strada da seguire, perché non uso ClassicThesis e mi tengo adeguatamente lontano dalle classi KomaScript che sono apprezzatissime in Germania, ma a me non piacciono — gusti personali.

      Vedo solo che nei codici che hai allegato cominci un [tt]\startcontents[/tt] che termini con un [tt]\endcontest[/tt]
      Potrebbe essere questo il tuo problema?

      Posso darti un consiglio non richiesto? Non usare i minitoc e non mettere gli indici parziali nella tua tesi; Ci sono un’infinità di documenti scritti con qualsiasi classe e qualsiasi pacchetto che non usano questa cosa. Se invece vuoi usarli per davvero, una la classe memoir, che li prevede e ha i suoi comandi specifici per ottenre il risultato; configurabilissima, quindi ti puoi ocnfigurare ogni aspetto del testo; la documentazione, abbondantissima ma ben strutturata con indigi generali e analitici molto dettagliati, permette di fare virtualmente qualsiasi cosa senza ricorrere a pacchetti esterni; nella pagina XXIX dell’introduzione c’è l’elenco dei pacchetti di cui memoir non ha bisogno, perché fa già le stesse cose, e sono una trentina di pacchetti…

      OldClaudio
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        No, picture+pict2e non gestisce figuri tridimensionali; ma la figura del precedente messaggio mostra solo due cerchi; non riecso ad immaginare un toro tridimensionale in quel disegno.
        Il pacchetto xpicture invece ha il modo di disegnare figure tridimensionali; è un’estensione molto valida di picture+pict2e+curve2e; ma per figure veramente tridimensionali credo che TikZ sia molto meglio.
        La differenza, come al solito consiste nel fatto che TikZ fa millanta cose e la sua documentazione è molto complessa, mentre anche xpicture è relativamente semplice, e la sua documentazione è altrettanto semplice; tuttavia non arriva alla sofisticazione di TikZ.
        Quindi continua tranquillamente con TikZ. Ti ho citato i miei programmi preferiti solo perché per la figura di MainT, che mostra due cerchi, un segmento, due vettori e due simboli matematici identici, sia pure variamente scalati, mi sembravano sufficienti; evidentemente MainT è solo la minima parte della figura completa dalla quale si possa desumere la tridimensionalità del toro.

        OldClaudio
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          Da un punto di vista della programmazione e dei comandi da usare, la similitudine fra\resizebox e \fontsize si riduce solo al numero di argomenti e non al loro siginificato.
          I due argomenti di \fontsize indicano rispettivamente il corpo e lo scartamento necessari per usare quel font; nel tuo caso il valore 20 per fortuna non veniva usato perché non impegnavi più di una sola riga, ma era un valore assurdo.
          Nel caso di \resizebox i due valori impegnano il comando per calcolare da solo due fattori di scala per aggiustare la larghezza assoluta (il rpimo argomento) e l’altezza assoluta (il secondo argomento) della scatola ridimensionata; la sintassi di \resizebox dice che si può sostituire uno dei due argomenti con un punto esclamativo, il quale permette di usare lo stesso fattore di scala calcolato con l’altro argomento; nel tuo caso, ammesso che 0.75 sia un valore corretto, tu dovresti usare \resizebox{!}{0.75pt}{…}, ma in realtà con l’ingrandimento di 8 volte il valore giusto sarebbe 1.25pt corrispondente a 10pt/8. Usando \scalebox il primo argomento obbligatorio permette di usare un solo fattore di scala, ma volendo si potrebbe specificare un seondo argomento facoltativo, sempre inteso come un fattore di scala, per scalare l’altezza mediante un fattore di scala diverso, deformando in questo modo il contenuto della scatola che non manterrebbe più lo stesso fattore di forma (altezza/larghezza); \ecco perché nel tuo caso \scalebox{0.125}{…} permette di ridurre di 8 volte le dimensioni della scatola, che poi vengono ingrandite di 8 volte dall’opzione magnification=8.
          Vedi dunque di leggere attentamente la documentazione, perché non basta usare la sintassi corretta, ma bisogna usare gli argomenti corretti col significato preciso che ogni comando usa in un certo modo. Siccome tutto ciò fa parte dell’ABC di LaTeX, trovi più semplicemente queste informazioni usando l’indice analitico della guida tematica Il LATeX Reference Manual commentato, nella fattispecie nel §1.16.1.

          Permettimi di aggiungere una mia considerazione personale in merito a quella figura; TikZ è certamente fenomenale e permette di creare disegni inimmaginabili anche se il sua sintassi di programmazione è decisamente complicata; vedi infatti quante opzioni devi specificare per disegnare due cerchi uniti da un segmento di cui comunque devi specificare gli estremi (o un estremo e il displacement relativo del secondo rispetto al primo); ma per un disegno così semplice il normale ambiente picture esteso con il tool obbligatorio specificato da Lamport stesso un mucchio di tempo fa) permette di disegnare lo stesso disegno con 5 statement in tutto; magari io riesco ad usarlo in modo un po’ “creativo” perché mi piace molto e lo preferisco per eseguire disegni semplici, ma il suo manuale (texdoc pict2e) è solo di una trentina di pagine, escludendo gli indici e le altre pagine tecniche iniziali e finali (frontespizio, presentazione, indice generale, bibliografia, indice analitico). Una cosa che si impara come sempre facendo,ma il tutto viene letto in un quarto d’ora; il manuale di TikZ è sterminato e, personalmente, non sono mai riuscito a leggerlo tutto.; è vero, ha un indice dettagliato e un indice analitico fatto abbastanza bene, ma non è semplice trovare quello che serve per andare diritti al punto che serve.

          OldClaudio
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            Sì, così funziona anche se sembra strano di dover prima ridurre una scatola con un fattore di 1/8 per poi ingrandirla di 8 volte.
            In ogni caso ti viene meglio se, appunto, invece di [tt]\scalebox{0.1}[/tt] usi [tt]\scalebox{0.125}[/tt] proprio perché 0,125=1/8.

            OldClaudio
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              Vedo che non hai chiare le idee di come funzionano i font. Vediamo se riesco a spiegartelo; altrimenti cerca fra le guide tematiche quella relativa ai font.

              I font scalabili (e anche quelli a matrici di punti, ma bisogna scalarli preventivamente ed è comunque una cosa che non si fa più da tempo) si dividono in due categorie; quelli forniti in un solo corpo ma scalabili a qualunque dimensione , e quelli con i corpi ottici che sono anche loro scalabili ad ogni dimensione, ma partendo da originali disegnati in modo ottimale per evitare i difetti che hanno i font distribuiti in un solo corpo.

              Ora se tu componessi con i font newtxfont+newtxmath, per esempio, useresti font testuali e matematici distribuiti in un solo corpo;se tu specifichi il corpo normale a 10pt, il font \tiny ha un corpo di 6py scalando quello da 10pt al 60%; i tratti spessi di ogni carattere diventano meno spessi in accordo con il fattore di scale, ma i tratti sottili potrebbero diventare talmente sottili che non possono essere rappresentati né sollo schermo (che ha una densità di pixel dell’ordine di un centinaio al pollice, quindi di circa 4 pixel al milllimero; se un tratto è piu sottile di un quarto di millimetro soullo schermo non lo si vede) né su una stampante la cui densità di punitnicolorati è decisamante più altadi quella di uno schermo, ma ha un limite lo sesso per disegnare caratteri dai troppo sottili. Al contrario se ingrandisci il font da 10pt al valore \huge, le aste sottili sin ingrandiscono secondo il fattore di scala, come lo fanno i tratti spessi, ma quando vediil font ingrandito sulloschermoo su carta ti sembra un bold tanto è nero.

              Invece se il font dispone dei corpi ottici ed è scalbile con continuità come iLatin Modern, allora il comando \tiny non cambia la dimensione di del font a 10pt ma quele del font a 5pt; in questo corpo il font è disegnato con tratti sottiliunfilinopiù spessi e coni ratti spessi unpochino più spessi e ognicarattere èun pochino allargato, cosìnon sene perdono i dettagli come succede con i Times. Al contrario se ingrandisci al valore di \huge, non si scala il fonto di 10pt, ma quello da 17pt che è in origine disegnato con tratti sottili proporzionalmente un pochino più sottili di quelli del font a 10pt, e altrettanto i tratti spessi sono disegnati proporzionalmente un pochino meno spessi di di quelli a 10pt. Risultato il font \huge non sembra un carattere nero.

              Nell’esempio di codice che hai allegato dove compare il font a 10pt deltesto che precede la figura e della didascalia, hi indicato quasi invicisbile la x con circonflesso neri al corpo 5pt; quindi il segno appare correttoma proporzionalmente sembra un filino più largo dello stesso segno che compare nella didascalia.

              Che cosa fare allora? Sei padronissimo di usare per il tuo testo i font che preferisci; tipograficamente quelli con corpi ottici sono preferibili, ma solo i Latin Modern fra quelli distribuiti con il sistema TeX sono continuamente scalabili;lo sarebbero anche i CM-Super, ma per ottenere questo effetto bisogna usare un altro pacchetto esterno; Altrimenti i font CM e CM-Super hanno i copri ottici ma non sono continuamente scalabili, bensi possono essere scelti solo fra i copi predefniti dalla classe; se tu specificassi [tt]\fontsize{8.5}{10.5}\selectfont[/tt] pdfLATeX userebbe il corpo 8pt o 9pt, a ti segnalerebbe nel file logo che non dispone del cospo 8.5pt e che ha sostituito il tuo font col corpo 8pt con un errore di 0.5pt.

              Le cosenon migliorano in generale con i font OpenType che puoi usare solo con XeLaTeX o LuaLaTeX, perché quasi tutti i font distribuiti con il sistema TeX, quelli distribuiti con il sistema operativo, e quelli gratuiti o commerciali che hai eventualmente installato sulla tua macchina, sono a un corpo solo e quindi non tollerano rimpicciolimenti o ingrandimenti con fattori di scala troppo diversi dall’unità.

              OldClaudio
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                Senza il file sorgente l’immagine jpg della schermata mi dice poco o niente, anche perché quell’immagine risulta mal definita e si legge a stento quello che compare nella finestra di editing; in ogni caso è impossibile farci delle prove.

                OldClaudio
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                  Ho trovato la causa del tip problema: l’oggetto spy di TikZ; in particolare la sua opzione magnification=8, il che giustifica perché defi specificare un fontsize di 1.3; a rigore per comporre a 10pt, si dovrebbe usare 1.25. Ma è un dettaglio insignificante. A riprova la piccola x col circonflesso di corpo 1,3pt dentro il cerchio piccolo che riesci a vedere solo se ingrandisci l’immagine nella schermata di TeXShop al valore 500.

                  Soluzione: non usare spy e disegna cerchi e frecce con i soliti comandi e non usare il pacchetto anyfontsize, che, come dice la sua documentazione, non serve altro che per l’uso dei font CM testuali, non per quelli matematici, ameno che tu non voglia usare il pacchetti libertinus + libertinust2math che sono gli unici font matematici usabili con pdfLaTeX scalabili con continuità.

                  Nel manuale di TikZ il comando \fontsize è usato in modo normale, e funziona in modo normale, ma solo quando non si usamagnification.

                  in risposta a: Inserimento equazione all’interno della riga di testo #119068
                  OldClaudio
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                    melle.4.1″ post=119521Salve a tutti,
                    sto cercando in tutti i modi di inserire un’equazione all’interno della riga di testo, senza che vada a capo; esiste un modo facile ed elegante in cui è l’equazione ad essere inserita nel testo e non viceversa, come si può fare con il comando \text{}?
                    Mi scuso in anticipo se la domanda è banale e potrei trovare la risposta leggendo più attentamente qualche guida.

                    Benvenuto nel forum

                    La tua domanda è confusa, perché confondi il modo testo col modo matematico e la domanda mostra che, come dici tu stesso, potresti trovare la risposta in qualche guida. Cosa che ti sei impegnato a fare prima di chiedere aiuto ai frequentatori del forum.

                    Non voglio assolutamente farti nessuna paternale, per carità. Ma siccome “Latex non è Word’ (come sa scritto nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX) per usare LaTeX decentemente bisogna leggere almeno una guida.

                    Te ne segnalo due da scaricare entrambe dalla sezione Documentazione di questo forum e una che hai già sul suo disco se hai una distribuzione aggiornata almeno a un paio di giorni fa:
                    a) Il LaTeX Reference Manual commentato è una traduzione in italiano della guida del creatore di LaTeX scritta originariamente nel 1994 e il commento serve per indicare soluzioni più aggiornate. È l’ABC di LaTeX e il tuo problema vi è adeguatamante esposto.
                    b) L’Arte di scrivere con LaTeX, sempre in italiano, è un passo avanti alla guida a) ma è anche composta in modo talmente elegante che molti vorrebbero usare lo stesso stile per i loro documenti.
                    c) dala tua distribuzione aggiornata: apri un terminale o prompt dei comandi comunque si chiami nel tuo calcolatore; scrivici dentro il comando texdoc it-lshort; manda in esecuzione il comando premendo il tasto Invio/Return?Enter comunque si chiami nella tua tastiera. fatto questo ti si apre una finestra con la guida aggiornata a qualche giorno fa. Controllane la data, perchè la tua installazione potrebbe non essere aggiornata e quindi la guida che ti si apre risale a una decina di anni fa e contiene anche notizie “false e tendenziose”, nel senso bonario che 10 anni fa non erano ancora disponibili o erano ancora poco usate molte funzionalità disponibili oggi.

                    La risposta che ti ha dato @samiel non fa una grinza, ma non risponde ad una parte della tua domanda: senza che vada a capo.
                    Ecco, LaTeX va a capo quando lo ritiene opportuno affinché il capoverso sia composto nel migliore dei modi secondo i criteri della tipografia, non secondo i criteri di un qualsiasi word processor (Word, Writer, Pages, eccetera). Evita il più possibile di andare a capo a metà di una espressione matematica in linea col testo, ma qualche volta va a capo e lo fa in modo tipograficamente accettabile, vioè in corrspondenza dei segni di relazione (=, ≠, eccetera) oppure dei segni più o meno; mai quando vi è una moltiplicazione implicita e volendolofare si indica esplicitamante ilcomando \times che l’utente mette dove ritiene opportuno e meno invasivo. MA se la formula è sufficientemente lunga da richedere questi aggiustamanti manuali, allora la si compone fuori testo, numerata o non numerata come si vuole.

                    Ti ricordo i seguenti segni:

                    a) per le formule in linea col testo: racchiudi la formula fra due parentesi tonde ciascuna preceduta da \ equivale a racchiudere la formula fra due segni di dollaro, uno rima e no dopo e senza usa il segno \. Ha il vantaggio di segnalarti l’errore se i segni di dollaro non sono correttamente appaiati.

                    b) per le formule fuori testo non numerate: racchudi la formula fra due parentesi quadre ciascuna preceduta dal segno \

                    c) per le formule fuori testo numerate: usa l’ambiente equation per racchiudere la formula.

                    Il pacchetto amsmath estende fortemente queste poche forme di composizione di formule.

                    OldClaudio
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                      Vedo.
                      Ho ingrandito la mia figure in modo da averla grande come la tua e ho misurato la x con circonflesso sia in altezza (e sonouguali) sia in larghezza (e sono diverse come da te). Il simbolo è più largo nel disegno rispetto a quello che si trova nella didascalia.
                      Dal file .log mio e tuo non riesco a vedere quale diverso font TikZ usi al posto di quello che pdfLaTeX usa nel testo.
                      Entrambe quelle x sono composte in modo matematico. Eppure i font sono diversi. Voglio provare qualche altro test, se non altro per verificare perché \fontsize produca risultati diversi sotto TikZ rispetto a quello che fa normalmente; vorrei verificare, perché l’unica cosa che distingue le due composizioni discenda dall’uso di \fontsize.

                      OldClaudio
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                        @Elzeviro
                        , guardando il tuo file .log vedo che stai usandola versione di TeX Live del 2015; L’inizio del mio file .log è invece il seguente:`This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.21 (TeX Live 2020) (preloaded format=pdflatex 2020.11.6) 20 NOV 2020 09:24
                        entering extended mode
                        restricted \write18 enabled.
                        file:line:error style messages enabled.
                        %&-line parsing enabled.
                        **FontDiversoInTikZ.tex
                        (./FontDiversoInTikZ.tex
                        LaTeX2e <2020-10-01> patch level 2
                        L3 programming layer <2020-10-27> xparse <2020-03-03>
                        (/usr/local/texlive/2020/texmf-dist/tex/latex/base/article.cls
                        Document Class: article 2020/04/10 v1.4m Standard LaTeX document class
                        (/usr/local/texlive/2020/texmf-dist/tex/latex/base/size10.clo
                        File: size10.clo 2020/04/10 v1.4m Standard LaTeX file (size option)
                        )`Sono passati 5 anni fra la tua e la mia installazione; in questi 5 anni i pacchetti che hai usato sono stati aggiornati almeno 5 volte ciascuno. Ance se siamo a novembre ti suggerisco caldamente di installarti la versione 2020 di TeX Live a di aggiornala subito perché il disco di cui puoi scaricarti da CTAN contiene la “fotografia” del sistema TeX eseguita a fine marzo del 2020; il prossimo aggiornamento di TeX Live avrà luogo verso fine marzo-inizio aprile 2021. Una volta installata la versione del 2020, e poi successivamente quando aggiornrai l’installazione, ricordati di usare l’apposita funzione per eseguire gli aggiornamenti settimanali o ogni 10 giorni; ongi volta ci roverai alcune decine di pacchetti aggiornati e una mezza dozzina di pacchetti nuovi. Non importa se non scriverai nulla in mongolo, ma esegui sempre l’installazione completa.
                        Visto che hai letto L’Arte di scrivere con LaTeX (che per la verità Pantieri non aggiorna abbastanza spesso, secondo la mia opinione personale) trovi anche informazioni anche sull’installazione e gli aggiornamenti.
                        Per qualcosa di più aggiornato, dopo che avrai installato la 2020 e l’avrai aggiornata, troverai la recentissima guida del 2020 di Una mica tanto breve introduzione a LaTeX; la versione precedente era del 2010 o giù di lì ed era ormai obsoleta. Certo la nuova versioe non è così bella come L’Arte, ma mostra davvero quello che si può fare con il LaTeX di base disponibile oggi. Forse hai notato che nel mio inzio di file .log si indica [tt]L3 programming layer <2020-10-27> xparse <2020-03-03>[/tt]. Il linguaggio L3 (abbreviazione di LaTeX3, menre tutti usiamo ancora LaTeX2e) fa già parte del nucleo di LaTeX e questo implica funzionalità nuove e una minor fragilità dei comandi che vengono usti di solito. Io ne faccio già un uso modesto nei miei pacchetti su CTAN, ma via via ne userò di più. Non sto dicendo che devi studiarti L3; come utente finale qullo che trovi nelle guide come L’Arte, va benissimo. Solo saltuariamente scopri che delle cose che prima non potevi fare o era laboriosissimo fare, ora si possono fare fare.

                        OldClaudio
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                          Effettivamente sono diversi per minimi dettagli, ma sono diversi; Non ho idea di quali font TikZ usi er la sua matematica, tuttavia impostando come font i LatinModern e il corpo dell’etichetta TikZ al valore 1.3, a me vengon identici di forma e di corpo.`\documentclass{article}
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \usepackage{lmodern}
                          \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
                          \usepackage{bm}
                          \usepackage{mathrsfs}
                          \usepackage{bbm}
                          \usepackage{hyperref}
                          \usepackage{graphicx}
                          \usepackage{xcolor}
                          \usepackage{pgfplots}
                          % \usepackage{standalone}% <--- ?? in questo esempio non serve! \usepackage{tikz} \usetikzlibrary{arrows.meta,spy,positioning,patterns} \usepackage{anyfontsize} \begin{document} Si consideri il vettore $\bm{\hat{x}}$ della seguente figura \begin{figure} \begin{tikzpicture}[spy using outlines={circle, magnification=8, size=5.75cm, connect spies}] \draw [line width=.005pt,-{Latex[width=.25pt, length=.55pt]}] (9.83,6.67) -- ++(.22,.015) node[pos=0.7,inner sep=.25pt,above]{\fontsize{1.3}{20}\selectfont$\bm{\hat{x}}$ }; %X \spy [red] on (10.095,6.725) in node at (15,2.7); \end{tikzpicture} \caption{Il vettore $\bm{\hat{x}}$.}%of the \emph{dual superconductivity} model.} \label{fig:vectx} \end{figure} \end{document}`Non è la mancanza delle graffe dopo \selectfont che fa la differenza; quelle graffe non hanno nessuna influenza perché \selectfont non è un comando, ma una dichiarazione; Neanche il coefficiente di posizione della figura [tt][h!][/tt] ha nessun senso, perché h da solo non va usato MAI da solo, altrimenti la figura se non ci sta "proprio lì", resta in coda e blocca la coda.; meno che mai in un esempio minimo compilabile dove non c'è testo che porti via spazio alla figura. Sei sicuro che il pacchetto standalone sia usato in modo sensato? Certamente non lo è in questo piccolo esempio. Infine, scusa se insisto con questi dettagli; il circonflesso sopra un vettore, secondo le norme ISO per la fisica e la tecnologia,indica il valore massimo di un fasore, cioè di una rappresentazione con numeri complessi di una grandezza elettrica sinusoidale; era quello che volevi indicare? Dalla didascalia sembra che la figura abbia a che vedere con un fenomeno fisico che ha poco a che vedere con il regime sinusoidale, ma, con la figura fuori del suo contesto, questa mia osservazione potrebbe essere fuori tema.
                          Se hai bisogno di schiarirti le idee sulle norme ISO, usa il tuo browser per cercare la penultima versione (non ho il link sottomano) che puoi scaricare liberamente ,mentre l’ultima versione costa un sacco di quattrini.

                          in risposta a: sovrappongono due simboli #119044
                          OldClaudio
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                            Spiegati meglio.

                            in risposta a: [Risolto] mtxrun: command not found #119036
                            OldClaudio
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                              Matteo, se guadi nella cartella Macintosh HD/usr/local/texlive/2000/x86_64-darwin/bin/ vedi che vi viene elencato anche il file mtxrun, che però ha nella sua icona una freccina nell’angolino in basso a sinistra; quello siginfiva che si ratta di un link simbolico; se ci clicchi spora con deu dita, si apre un dialogo dove puoi scegliere Show the original; scegliendo questa opzione il Finder timosta per davvero il file eseguibile mtxrun ma ti mostra anche la sua posizione: Macintosh HD/usr/local/texlive/2000/texmf-dist/scripts/context/ e in questa carttella c’è il vero eseguibile mtxrun.

                              Ora usando MacTeX sula tua macchina il percorso ai agli eseguibili contenuto nella cartella …/x86_64-darwin/bin/ dovrebbero essere sul path di ricerca, quindi secondo me dovresti aggiungere questo path nelle impostazioni di TeXworks, se non c’è già, oppure il percorso completo al fil vero, e non a quello del link simbolico.

                              Può darsi che mi sbagli, ma mi pare che sia proprio questo il problema. Siccome io uso quasi esclusivamane TeXShop, anche se ho a bordo anche TeXworks, e non sono ancora riuscito a convertirmi a ConTeXt, non sono in grado di essere più preciso.

                              in risposta a: Uso di font di sistema di differenti dimensioni e stili #118997
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Io propenderei per i BarkervilleF il cui Bold è meno nero del Barkervald.

                                in risposta a: Problemi con inserimento tabella #119030
                                OldClaudio
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                                  Dopo averti spiegato che cos’è un EMC e averti indirizzato verso la guida tematica, ed averti spiegato che \caption* funziona solo all’interno di una longtable, vedo che non hai proprio capito e hai inviato solo un esempio di tabelle per vedere come vien al tua tabella ho provato a comporla con la classe book con il corpo di default di 10pt; il risultato è il seguente:
                                  a) la larghezza del blocco del testo specificata dalla classe book risulta di 122mm.
                                  b) in quel copro la larghezza della tabella risulta di 78mm; quindi 4 colonne o due tabelle affiancate non ci stanno; potresti ridurre il corpo del font dentro l’ambiente table, ma dovresti portalo ad un valore leggermente inferirore al rapporto (122mm/(2*78mm))*10pt ≅7.8pt; quindi dovresti usare un corpo per esempio di 7pt che con il copro normale di 10pt corrisponde al comando \scriptsize che risulta quasi illeggibile, anche se può andare bene come pedice.; una o due lettere al pedice di quel corpo riesci a leggerle, ma una definizione di acronimo cava gli occhi o richiede occhiali particolarmente forti. Naturalmente con i font adatti, si riuscirebbe ad usare un font di corpo 7.5pt, che è meno peggio, ma non ci sarebbe niente da scherzare.
                                  c) il comando \caption*, te lo confermo, non funziona all’interno dell’ambiente table, ameno che tu non stia usando una classe magica che lo definisce come creare di una didascalia non numerata ma elencata nell’indice delle tabelle; la classe magica dovrebbe anche essere in grado di inviarlo all’indice, ma non conosco nessuna classe che faccia queste cose. D’altra parte se hai composto la tua tabella con una classe normale, avresti visto che la didascalia è numerata e che sotto la didascalia compare la parola prova centrata nella giustezza del blocco del testo, visto che hai specificato \centering all’inizio dell’ambiente table.
                                  d1) se insisti cone le due colonne puoi probabilmente rimediare con una descrizione delle colonne di questo tipo`\begin{tabular}{p{13mm}p{45mm}@{6mm}p{13mm}p{45mm}}`(aggiusta i valori magari mettendo 44mm o 43mm dopo aver fatto le prove necessarie, poi
                                  d2) premetti alla tabella almeno il comando \appendix, per informare la classe che da quel punto in poi componi delle appendici; poi
                                  d3) usa caption, senza asterisco; se vuoi con una didascalia vuota, ma visto che ci sei usa come didascalia solo \caption{Acronimi}, magari seguito da un label, per esempio \label{tab:acronimi}, così la puoi citare nel testo e volendo anche collegarla iper-testualmente.

                                  Inutile dire che ritengo una lista di acronimi fatta in questo modo un bruttura, anche se hai ingentilito la tabella a 4 colonne con i filetti di booktabs.

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