OldClaudio

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  • in risposta a: Sommario in indice a pagina sbagliata con TOPtesi #118726
    OldClaudio
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      Perché speri che TOPtesi sia diventata l’ultima versione. suppongo che non ce ne saranno altre prima che tu ti laurei, ma il bello del software libero è che gli aggiornamenti di solito mantengono il software up-to-date, quindi i bachi se non spariscono, almento diminuiscono, e gli utenti possono sempre essere a loro agio con software aggiornato e senza spendere un centesimo.

      Buona laurea!:smile:

      in risposta a: Problemi con inserimento tabella #119028
      OldClaudio
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        Benvenuto nel forum

        alessandro.a” post=119495Buongiorno, sto scrivendo la tesi e devo inserire una tabella degli acronimi piuttosto lunga in una pagina di appendice, inoltre all’inizio del documento ho il consueto elenco di tabelle in cui TUTTE le tabelle devono essere elencate.

        Il problema è dovuto alla lunghezza leggermente eccessiva della tabella che, avendo la didascalia sotto affinché sia visibile nell’elenco tabelle, finisce alla pagina successiva in quanto nella prima c’è meno spazio a causa del titolo dell’appendice.
        Ho provato a togliere la didascalia, che non è necessaria in quanto questa tabella non viene richiamata da nessuna parte e il titolo è autoesplicativo per il contenuto, purtroppo senza didascalia non viene inserita nell’elenco delle tabelle, vorrei evitare di diminuire il font o fare modifiche simili alla struttura della tabella.

        Ho cercato qualche soluzione sull’Arte ma a parte `\caption*{}` non ho trovato nulla da provare, volevo fare qualche prova per vedere se in questo modo era possibile avere una didascalia nascosta che però fosse presente nella lista delle tabelle, ma non capisco perché il comando non funzioni, mi mostra il numero della tabella seguito da un asterisco al posto di non mostrare alcuna didascalia.


        @alessandro
        .a non ti sei spegato bene; hai usato una tabella con l’lambiente table+tabular? hai usato una tabella lunga con l’ambiente longtable; hai usato un incolonnamento con l’ambiente tabbing? HAi composto una nomenclatura con un altro ambiente che ti incolonna le cose, ma non è una tabella nel senso di LaTeX?

        Onestamente io non ho capito che cosa hai fatto; sarebbe meglio che presentassi un elenco minimo compilabile (EMC); se non sai che cosa sia o non sai come farlo, nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica dedicata agli EMC. Preparane uno che contengga la tua “tabella” (qualunque essa sia sia) oppure in “tabella” finta, con l’acronimo ABC e una definizione Aaaa Bbbb Cccc ripetoto tante volte quanti sono gli acronimi della tua “tabella” vera e con una didascalia del tipo \caption[ABC]{Aaaa Bbbb Cccc}. Nell’esempiominmo compilabile non sono generalmente importanti el parole vere, quanto la struttura del testo, nel tuo caso di una “tabella”.

        Visto che sei nuovo con l’uso di LaTeX, tieni presente che la list of tables (ottenuta con il comando \listoftables) elenca solo le didascalie(corte) delle tabelle costruita nell’ambiente tabular dentro un ambiente table o longtable senza l’ambiente table. Ogni altro tipo di elenco strutturato che non sia di quei due tipi non viene elencato mai; \caption* funziona solo dentro l’ambiente longtable e non manda niente all’elenco dele tabelle; per una longtable è sempre il comando \caption, con i suoi argomenti facoltativo e obbligatori, messo nel primo header, che si ha una voce nella lista delle tabelle. Tra le guide tematiche ce n’è una anche sulla composizione delle tabelle, se mai ti occorresse.
        Personalmente ritengo che un elenco di acronimi non sia adatto messo in una tabella. Io lo metterei in un ambiente description, che serve proprio per descrivere ceri lemmi; naturalmente ci sono anche i pacchetti acronyms, nomenclature, glossaries, ed altri per fare queste cose, ma per la tesi credo che siano eccessivi. Io faresei semplicemente così:`\documentclass[opzioni]{classe}
        % preambolo

        \begin{document}
        % Frontespizio

        \tableofcontents

        % corpo della tesi

        \appendix
        \chapter{Acronimi}
        \begin{description}
        \item{ABC] Aaaa Bbbb Cccc: consorzio Aaaa formato dalle compagnie Bccc e Cccc
        \item[EFG]{Eeee Ffff Gggg …

        \end{description}
        % altre appendici

        \end{document}`

        in risposta a: Uso di font di sistema di differenti dimensioni e stili #118993
        OldClaudio
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          Il link al file pdf non funziona.
          Illink alfile docx funziona e mostra una pagina deltitolo di una pochezza straordinaria; ma più che altro mostra due cose:
          a) il tizio che l’ha preparato non ha la più vaga idea della differenza fraun simbolo e un’abbreviazione; i punti tipografici hanno come simbolo “pt” e non “pt.”.
          Purtroppo il numero di persone che non sa distinguere un simbolo da un’abbreviazione supera di gran lunga quello dei pochi che invece losanno fare.

          b) La risposta di egreg su StackExchange è perfetta, ma nota il comento che ha fatto accanto al nome del font Titillium; dalla lettura di questo thread ora egreg sa cos’è e se vuole lo può installare, ma sfido chiunque che non sia un professionista della tipografia a disitnguere il Barkerville nero da un Computer Modern nero; le differenze ci sono ma sarebbero difficilie da notare senza avere le stesse parole scritte con l’uno e con l’altro in modo affiancato. E sfido chiunque a distinguere il Titillium vero da un qualsiasi font senza grazie dall’occhio simile; in particolare dal Computer Modern sansserif.

          c) Prescrivere un frontespizio così modesto usando font rari o ricercati è indefinibile.

          MA non siamo qui a criticare le segreteria dei collegi delle varie università; ognuna è libera di consigliare, non prescrivere, quello che vuole, ma pretendere che i laureandi perdano tempo per cercare di installarsi font rari mi sembra un po’ fuori dalle righe.

          in risposta a: Memoir: figure nel margine non ordinate #119025
          OldClaudio
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            Te l’ho spiegato: le code delle figure normali e delle figure marginali sono diverse; LaTeX è bravissimo nello svuotare in ordine ciascuna coda, ma non è capace di svuotare in ordine code diverse.
            Per ottenere quello che desideri le figure rmali e quelle marignali numerato, quindi obbligatoriamente con lo stesso cotatore dovrebbero andare a finisre nello stesso stack di tipo FIFO, First In First Out; ma il posizionamento delle note marginali è difficilissimo e richiede azioni particolari.
            Non escludo che si possano gestire entrambe senza ricorrere alle macro per le note marginali e ai loro “insert”, oggetti speciali descritti nel TeXbook, ma che in più di 30 di lavoro con LaTeX non ho mai usato e di cui non sento il bisogno. Forse potresti ricorrere al pacchetto wrapfig scegliendo opportune opzioni, per esempio, che la percentuale di “intrusione” nel testo sia impostata a zero, ma onestamente anche questo non è affidabile e, avendolo usato, so per certo che può produrre risultati assai bizzarri.
            La classe tufte forse potrebbe venirti incontro, ma è talmente originale, che dubito possa servire a chicchessia oltre al book designer Tufte in persona.

            OldClaudio
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              Nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica sul “page design”; scaricatela e studiatela, dopo che avrai difeso la tua dissertazione.

              in risposta a: Memoir: figure nel margine non ordinate #119023
              OldClaudio
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                Infatti gli “insert” usati da memoir e da LaTeX in generale per inserire cose nei margini, non hanno nulla a che vedere con la coda delle figure, ma hanno una coda tutta loro. Infatti nella pagina 175 della documentazione di memoir, c’è scritto che gli ambienti marginfigure e margintable fanno uso di marginpar. Il problema che lamenti sarebbe risolto se la numerazione delle figure e tabelle marginali fosse gestito da un contatore diverso. L’unica cosa sarebbe quella di ridefinire quei due ambienti in questo senso, per cui i numeri di figure e tabelle marginali, magari etichettati con un “numero” letterale, oppure romano, non interferirebbero con quelle delle figure e tabelle ordinarie.
                Non mi pare di avere visto nella documentazione di memoir nessuna indicazione per cambiare la numerazione degli oggetti flottanti nei margini.

                in risposta a: Ordine inverso dei numeri nella bibliografia #119020
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum.

                  Ti ho riformattato ilcodice inserendo i debiti tag e mettendo in colonna i nomi dei pacchetti chiamati; in questo modo vedi meglio che chiami due volte amssyb e float; e chiami amsfonts che è già chiamato da amssymb, quindi è come se lo chiamassi due volte.

                  `\documentclass[%
                  10pt,
                  a4paper,
                  openany,% di default, non serve
                  twoside % di default, non serve
                  ]{book}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{booktabs}
                  \usepackage{graphicx}
                  \usepackage{subfig}
                  \usepackage{float}
                  \usepackage{%
                  amsmath,
                  amsthm,
                  amssymb,
                  amscd,% sei sicuro di voler usare i diagrammi commutativi?
                  amsfonts,% non serve
                  amssymb,% già chiamato
                  float, % già chiamato
                  chemformula,
                  mhchem
                  }
                  \usepackage{mathtools}
                  \usepackage{chemfig}

                  \begin{document}

                  \bibliographystyle{plain}% usa unsrt
                  \bibliography{bibliografia}
                  \cite{bottoni2010pharmaceuticals}

                  \end{document}`Se usi \bibliographystyle{unsrt} ottieni il risultato che desideri.

                  in risposta a: Problema con font greco in nota [RISOLTO] #119013
                  OldClaudio
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                    Aggiungo qualche informazione che potrebbe esserti utile.

                    Presumo che se hai definito il comando \greco tu stia usando pdfLaTeX, perché con XeLaTeX e LuaLaTeX puoi scrivere in greco direttamente; magari ti conviene dichiarare con \fontspec una new family dandole il nome \greekfont, che, con polyglossia ti permette di usare direttamente il font greco non appena scegli quella lingua. In questo caso, cioè se usi pdfLaTeX, puoi caricarti il pacchetto begingreek con il quale disponi dell’ambiente [tt]\begin{greek}…\end{greek}[/tt] e del comando \greektxt che ti permette di usare \greektxt{…}; questo comndo serve per poche parole mentre l’ambiente serve per capoversi interi, ma anche epr poche parole.

                    Tieni inoltre presente che \footnote è un comando fragile, quindi non puoi metterlo nell’argomento mobile di qualsiasi comando; per esempio non puoi scrivere `\section{Titolo\footnote{nota}}`ma devi scrivere`\section[Titolo]{Titolo\footnote{nota}}` perché il primo argomento è mobile e se non lo si specifica, viene assunto uguale al secondo e quindi conterrebbe un comando fragile.

                    OldClaudio
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                      Tra l’altro latexmk piace a molti, ma fa perdere un mucchio di tempo. durante la scrittura di un documento è necessario comunque compilare spesso, quindi è del tutto inutile compilare sempre, se tutto va bene, dalle 3 alle 5 volte come fa latexmk, se tanto il lavoro non è finito. lavorando con TeXstudio o con altri shell editor intelligenti, si fa tutto cliccando icone, senza mai cliccare quella di latexmk.
                      Per carità, è un ottimo script, ma personalmente ritengo che si faccia prima a non usarlo.

                      in risposta a: Problema con font greco in nota [RISOLTO] #119012
                      OldClaudio
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                        Questo è il tipo caso in cui un esempio minimo compilabile è necessario; e bisogna sapere se compili con pdfLaTeX, XeLaTeX o LuaLaTeX..
                        Se non riesci a riprodurre il tuo problema con una esempio minimo compilabile (EMC) il problema è nel tuo documento; altrimenti disponendo di un EMC che riproduca il tuo problema, credo di poter individuare il baco.
                        Tra l’altro sono al corrente che qualche giorno fa è stato aggiornato il pacchetto greekencoding; per vedere se qualcosain questo pacchetto è bacato, il tuo EMC sarebbe decisamente interessante ed essenziale. Inoltre sei sicuro che per inputenc hai specificato l codifica utf8? Oggi dovrebbe essere la codifica di default anche per documenti da comporre con pdfLaTeX, ma spesso qualche utente fa riferimento a codifiche d’annata, oppure si dimentica di invocare il pacchetto inputenc con l’opzione utf8.

                        Nella sezione Documentazione c’è una guida tematica relativa all’esempio minimo compilabile; scaricatela e studiatela, nel caso che no ti sia chiaro il concetto di EMC. Senza offendere, quando qui nel forum qualcuno chiede un EMC, spesso vengono allegati degli esempi che talvolta sono compilabili,ma sicuramente non sono minimi. È per questo che consiglio la guida tematica sugli EMC.

                        in risposta a: Aggiungere immagine #118829
                        OldClaudio
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                          Perché hyperref fa così ed è ragionevole che lo faccia: se cerchi a schermo un argomento in un documento dotato di indice e lo rovi nell’indice perché devi attivare il visualizzatore del file PDF per dirgli vai nella pagina tale, quando ti basta cliccare sulla voce dell’indice. In ogni caso, se il documento viene stampato, i collegamenti ipertestuali non servono più, e la stampa non mostra nemmeno i riferimenti cliccabili.

                          in risposta a: Uso di font di sistema di differenti dimensioni e stili #118990
                          OldClaudio
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                            Non è strano, perché almeno certe sigle non sono standard per LaTeX; per esempio se non gliolo dici LaTeX non conosce la serie th (per la variante thin, eccetera. Quindi per i font dotati di molte serie bisogna dirglielo con il codice che hai usto nel tuo ultimo esempi.

                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Hai fatto l’analisi corretta del tuo problema, ma è difficile cercarne la causa senza maggiori informazioni.

                              Tiro a indovinare.

                              Hai usato il pacchetto varioref e is suoi comandi che ti permettono di eseguire dei riferimenti piùarticolati, tipo scrivere “on this page”, o “on the previous page”, “on the next page” o “on page 123” a seconda di dove si trova un dato oggetto numerabile e il relativo riferimento.

                              Sembra una cosa molto elegante, ma a seconda di come sono risolte le frasi intelligenti per i riferimenti, cambia l’impaginazione e quindi se qualche riferimento è vicino ad un fine pagina può venire spostato alla pagina dopo e la fraze dovrebbe cambiare; se ricompili cambia la frase, ma la frase si sposta e il ciclo dura all’infinito.

                              Quindi non cercare i riferimenti random, ma controlla quelli che si trovano a fine pagine o all’inizio pagina e per quelli sua un normale \ref, oppure, se nonvui cambiare stile, scrivi esplicitamente, per esempio “…in Fig.~\ref{fig:pippo} on page~\pageref{fig:pippo}…” questiriferimenti sono assoluti e non cambiano con l’impaginazione.

                              Spero di avere indovinato.

                              Ma questo è il motivo per il quale, dopo averci provato, non uso più varioref da anni.

                              in risposta a: Uso di font di sistema di differenti dimensioni e stili #118988
                              OldClaudio
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                                Guarda l’esempio 4 nella pagina 14 della documentazione di fontspec.

                                in risposta a: Pacchetto TOPTESI – opzione “folioinhead” #118977
                                OldClaudio
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                                  Ecco la spiegazione: Overleaf; non so quanto sia in ritardo, ma i pacchetti su Overleaf non sono aggiornati. O ti installi il sistema TeX sul tuo calcolatore, oppure rinunci a modificare la posizione del numero di pagina.

                                  Quando mi è stato chiesto di aggiungere questa funzionalità a TOPtesi, ci ho dovuto lavorare sopra non poco, e alla fine ho dovuto aggiungere un centinaio di righe al codice del pacchetto toptesi.sty. vale a dire circa 300 comandi in più; come vedi dietro a queste cose ci vuole molta pazienza per far sì che non si distrugga il resto e si ottenga quello che si vuole. Tieni presente che il numero di pagina al centro del piedino è stato concordato con diverse università; per le tesi va benissimo. Chi mi ha chiesto di aggiungere quella funzionalità non stava scrivendo una tesi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 781 al 795 (di 11,287 totali)

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