OldClaudio

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  • in risposta a: Codice della Gaussiana #77562
    OldClaudio
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      O hai sbagliato a scrivere il link simbolico, oppure ti sei dimenticato di farlo.
      Quello sembra l’indirizzo della versione Debian.

      Il guru, però non può diagnosticarti e curarti niente, se non gli dai più informazioni, per esempio:

      Nel tuo file system c’è qualcosa in /usr/local/texlive/2012/ ?

      Che cosa scrive se gli dici nel terminale echo $PATH ?

      Che cosa contiene la cartella /opt radicata nella radice / ?

      Che cosa hai scaricato per installare TeX Live 2012 ?

      Aggiungi altre informazioni che ti sembrino pertinenti.

      Io non sono un guru, ma ho installato TeX Live sul mio Ubuntu virtuale secondo le indicazioni dela Guida di Enrico e sono stato molto attento a seguire le istruzioni passo passo, controllando tre volte di non avere commesso errori di battitura nei comandi del terminal prima di premere e non ho mai avuto nessun problema.

      in risposta a: Oldmarginpar e titlesec #77612
      OldClaudio
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        Il problema è proprio \oldmarginpar negli argomenti di \titelformat{\chapter}[display]….

        è quello che, creando il numero del capitolo come nota marginale, impegna la coda dei float. perché ne impegni 18 e cerchi di impegnarne ancora non lo so, perché dalle definizioni che impegnano \oldmarginpar e \marginpar non sembrerebbe che debba succedere,

        Prova a spostare i vari comandi \titleformat nel preambolo e usa semplicemente marginpar originale, nelle tu note marginali o usi un comando completamente diverso, magari \Marginpar è già sufficientemente diverso per non imbrogliare LaTeX, oppure usi la tua macro \scelta all’inizio dell’argomento delle tue note marginali; suppongo che tu l’abbia definita per questo.

        Io mo sono tolto di mezzo l’\oldmarginpar con un po’ di acrobazie \LaTeXniche e il titolo del capitolo viene fuori abbastanza male, ma viene fuori; titolo in normalsize con font Iwona? e un numero enorme fuori margine, sia pure grigio? mah… Forse devi ancora configurare bene quei \titleformat.

        Sei sicuro di voler avere una giustezza così piccola, lasciando mezza pagina bianca? va bene che ClassicThesis usa una gabbia del testo con un rapporto di circa 1:2 fra base e altezza, ma ci sono altre classi che funzionano altrettanto bene anche come disegno della pagina, che restare affezionati a ClassicThesis mi sembra un po’ troppo poco meditato. Ma il testo è tuo e dicidi come vuoi; i gusti sono gusti; la tipografia è un’altra cosa che implica il gusto, ma ha anche delle regole da rispettare. Non vorrei entrare in questo argomento; ti raccomando solo di meditare con attenzione su quello che stai “disegnando” (page design).

        La cancellazione della chiamata di pstricks a me non ha dato nessun problema.

        in risposta a: Oldmarginpar e titlesec #77609
        OldClaudio
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          Ho provato a compilare, ma visto che i file argomento di \input non ci sono, è chiaro che non mi esce niente; non ricevo nessun warning; ho spostato la chiamata ad hyperref dopo tutti gli altri pacchetti, perché hyperref deve sempre essere l’ultimo, in quanto ridefinisce o può ridefinire comandi specificati negli altri pacchetti. Ho il solito warning sul pacchetto utopia, già segnalato da altri. Ho canellato la chiamata a latexsym. I pacchetti pstriks e pgfplots sono fra loro mutuamente incompatibili sotto un punto di vista logico; i disegni o li fai con pstriks, che richiede la compilazione con latex, o li fai con pgfplots che richiede la compilazione con pdflatex. io direi che puoi tranquillamente rinunciare a pstriks.
          C’è il solito warnign a proposito di eufrak e di amsfonts (questo viene caricato da amssymb).

          Comunque il messaggio d’errore Floats losts indica che hai accumulato figure in coda per almeno 18 figure (o tabelle); siccome la coda ne pu`ø contenere solo 18, ecco la spiegazione dell’errore. Che tu abbia causato questo avendo impostat \floatpagefraction al valore unitario? sai che cosa rappresenta quella frazione? rappresenta l’occupazione minima di una pagina di soli float; se metti un valore alto, per esempio 1, non riuscirai mai a riempire una pagina di soli float al 100%; lascia il valore di default; se vuoi snellire le code mettici un valore più basso di quello di default, ma più è alto meno float riesci a smaltire. Prova a metterci 0.5 oppure 0.4.

          Ricordati che anche le note marginali sono floats; quindi anche abusare di note marginali è un errore grave.

          in risposta a: Oldmarginpar e titlesec #77607
          OldClaudio
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            Latexsym è solo disponibile per compatibilità per poter compilare documenti i cui sorgenti sono stati composti prima del 1994, usarlo con amsfonts non `solo una questione di obsoloscenza, i due sono incompatibili e i risultati che si ottengono sono (leggermente ) diversi a sencoda di quel dei due venga caricato per ultimo.

            Due chiamate a epstopdf? Ma se usi una versione di TeX Live almeno del 2011 sono tutte due superflue, perché pdfLaTeX gestisce da solo in file eps.

            in risposta a: Citazione: “et al.” quando non serve? bibir che combini! #77618
            OldClaudio
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              Ogni pacchetto di stile bibliografico gestisce gli altri a modo suo; ho visto lavori di fisica con 50 autori che vanno elencati tutti nel riferimenti bibliografici; chiaramante non nelle citazioni. Ci sono stili (la cosa non dipende o dipende poco da biber) che citano il primo autore e proseguono con et al., altri che aggiungono et al. dopo il secondo autore, altri dopo il terzo.

              L’indicazione “and others” serve per mettere et al. nel riferimento, non ha nulla o ha poco a che vedere con la citazione.

              in risposta a: Togliere parentesi ai riferimenti bibliografici #77211
              OldClaudio
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                Si la prima risposta e anche la seconda si riferiscono a lavoro di Enrico; ti consiglio la seconda soluzione con xpatch, perché è un capolavoro di Enrico; ma non aspettarti un grande aiuto sulla comprensione di come lavorino quelle macro;; il modo più semplice è proprio quello di usare xpatch perché con un unico comando ti risolve il problema:`\xpatchbibmacro{date+extrayear}{%
                \printtext[parens]%
                }{%
                \setunit{\addperiod\space}%
                \printtext%
                }{}{}`
                In sostanza ridefinisce alcune macro interne, senza crearle ex novo, ma aggiungendo o sostituendo alcune parti; siccome si tratta di macro interne sono scritte in modo abbastanza criptico, e questo è il motivo per il quale alcuni dicono che LaTeX è difficile da usare; sì, talvolta è difficile personalizzare le cose che con grande fatica sono state programmate per fare cose diverse.

                Rassegnati; potrai leggere i codici interni se vorrai, quando sarai diventata molto più esperta; in fondo usare il marj up LaTeX è già un modo per usare il linguaggio LaTeX; per entrare nelle segrete cose dentro “la pancia” di LaTeX e della maggior parte dei pacchetti bisogna solo capire una enorme quantità di comandi interni, che spesso hanno nomi molto criptici e sono male o poco documentati; non è il caso di Enrico; se vuoi leggi i file di descrizione del pacchetto dando da terminale il comando texdoc xpatch

                Ma non pensare che sia semplice capire quello che c’è scritto; prima se vuoi impratichirti leggi , sempre di Enrico, Appunti di programmazione in TeX e LaTeX; ne vale la pena. La sua chiarezza di esposizione è formidabile anche se alcuni degli argomenti trattati sono difficili.

                in risposta a: quanto sono compatibli le alternative ad acrobat? #77598
                OldClaudio
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                  Adobe Reader X fa tante bellissime cose, è gratuito, ma non è open source; c’è anche per Linux, che io sappai, ma capisco che i fedeli utenti di Linux non hanno troppa simpatia per i programmi che non siano opensource.

                  Tuttavia per far andare Beamer, AR consente di attivare le transizioni; per lavorare con i programmi di composizione ed eseguire la ricerca diretta e inversa AR non lo fa; AR consente di annotare un file pdf meglio degli altri programmi e consente anche di formali con la forma digitale o con la firma graifca; gli altri programmi in generale non lo fanno, io, per lo meno non ne ho mai incontrato uno –vada per le annotazioni, pa per la firma nesusno; AR pretende di dire se un file pdf sia PDF/A compliant, ma prende sonoramente fischi per fiaschi; gli altri programmi che conosco non ci provano nemmeno, ed è un peccato.

                  Insomma è bene avere a bordo AR, ma non per lavorarci ma per usarlo come prodotto finale, semmai ci fosse bisogno delle sue prestazioni particolari; per esempio io lo useri per una presentazione in pubblico, ma non ci penserei nemmeno mentre preparo la presentazione.

                  Insomma tutti i programmi anno pregi e difetti, non esiste nessun programma gratuito che faccia tutto; per fare di più sto meditando di acquistare Adobe Acrobat Pro; ma anche questo per lavorare con prodotti finiti, non durante la lavorazione dei documenti.

                  in risposta a: Spazio uguale prima e dopo una formula #77595
                  OldClaudio
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                    Il problema di usare i [tt]\…shortskip[/tt] dipende da come fa il motore di composizione a ritenere che il righino precedente la formula e/ o il righino segente la formaula siano corti rispetto allalunghezza della formula; quello che ho capito è che la loro posizione e lunghezza non deve dare interferenza, ma deve avere un certo margine fra la fine del righino e l’inizio della formula; quanto sia questa tolleranza dipende dall classe e dal formato, ma considera una ventina di punti come ordine di grandezza — poi se sono 50pt non cambia il problema.

                    Lo scopo è quello di evitare che ci sia troppo spazio bianco sopra o sotto la formula.

                    Secondo me quei parametri messi di default vanno bene, anche se magari componendo a 12pt, forse, e ripeto forse, lo spazio verticale normale degli [tt]\…skip[/normali] potrebbe essere uguale all’avanzamento di riga, quindi a 14.5pt.

                    Come ha fatto notare Enrico nel filone che hai citato, in Plain Tex quei valori sono gli stessi, tranne per le componenti di allungamento e accorciamento.

                    Con valori maggiori il programma di output del motore di composizione lavora con più scioltezza per emettere le pagine nel file finale, mentre con valori minori fa un po’ più di fatica e possono formarsi delle overfull vbox.

                    All’atto pratico, in tanti anni che uso LaTeX e i motori di composizione te, pdftex e xetex, e ho scritto molte classi, non mi è mai venuto in mente di cambiare quei valori ritenendo che i valori di default vadano benissimo; probabilmente vanno benissimo anche altri parametri non tanto diversi, ma in sostanza in nessuna mia classe ho mai modificato questi valori. Non vuol dir niente, perché le mie classi potrebbero essere delle porcherie, ma il fatto è proprio questo; quegli spazi ci vogliono e ci sono; modificarli produce effetti trascurabili.

                    in risposta a: Codice della Gaussiana #77560
                    OldClaudio
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                      Uso LaTeXila 2.0.6 su Ubuntu Natty istallato da repository.

                      Non confondere l’editor con il sistema di composizione TeX. Al psto dell’editor LaTeXila potreti usarne un altro paio di decine diversi; mentre di distribuzioni del sistema TeX ce ne sono sostanzialmente due (free, non commerciali) MiKTeX solo per Windows, e TeX live per tutte le piattaforme (anche se per le macchine Mac prende il nome di MacTeX; differisce solo per il modo di installarlo; il contenuto è lo stesso).

                      Per le macchine Debian, come Ubuntu, di solito viene usata una versione TeX Live conforme ai requisiti del consorzio Debian; sicuramente è una distribuzione verificata e certificata, ma ha il difetto di essere vecchia spesso di due anni, a causa dei tempi necessari al Consorzio per fare tutte le verifiche necessarie. Invece TeX Live all’origine viene aggiornato quasi quotidianamente, quindi qualunque distribuzione che debba sottostare ad ulteriori filtri è necessariamente “vecchia”, sempre e comunque.

                      Ti è stato indicato come installare la versione “vera”, non Debian, di TeX Live (accanto alla distribuzione Debian che serve per soddisfare le dipendenze Debian di moltissimi altri pacchetti e programmi); fallo eseguendo l’installazione completa, e vedrai che certi problemi no ti si presenteranno più.

                      in risposta a: BiBlaTeX + biber: Errori nelle citazioni? #77583
                      OldClaudio
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                        Non so come mai succeda quel che ti succede, ma secondo me p. è l’abbreviazione giusta anche al plurale; ne abbiamo già discusso millanta volte sul forum; ovviamente tutti concordano con l’uno o con l’altro, ma poi ognuno si trincera dietro le consuetudini del proprio settore disciplinare.

                        Io sarei contento che una qualunque modifica eseguita su bibtex o su biber produca quell’abbreviazione (ho però i miei dubbi che sia colpa del programma di formattazione, quanto dello stile di formattazione usato, però non mi sbilancio) e mi porti all’abbreviazione corretta (secondo me).

                        Per altro il problema di Novembre nell’anno è una forzatura; il campo mese (month) esiste e basta usarlo, scegliendo uno stile bibliografico che ne faccia uso; di solito per i testi a stampa il mese è irrilevante, anche se non è impossibile che lo stesso autore abbia pubblicato nello stesso anno due versioni diverse dello stesso articolo, usando lo stesso titolo, sulla stessa rivista o collezione: improbabile ma non impossibile. Vuol dire che la parola Novembre cade nel corpo del riferimento, mentre la citazione sarà come di consueto distinta da una letterina minuscola appesa dopo l’anno.

                        in risposta a: font con grazie senza grazie come farli coesistere #77579
                        OldClaudio
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                          Certamente [tt]\fontfamily{times}[/tt] non mi sembra il modo giusto per invocare la famiglia dei font Times; per sapre come il pacchetto times che usi chiami le famiglie o apri il file.sty per vedere quali font description files esso usi, poi devi parie il file che descrive i font con grazie e leggervi il nome della famiglia. Probabilmente dovresti scrivere qualcosa come \fontfamily{ptm}, ma non ho fatto la ricerca che ti ho indicato sopra, quinid…:wink:

                          in risposta a: allineamento a sinistra #77513
                          OldClaudio
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                            Se non ho capito male la spiegazione di OldClaudio, per evitare ciò dovrei utilizzare opportunamente i \left. e \right., mentre per le parentesi matematiche non c’è nessun problema se si trovano su righe diverse.

                            Hai capito male; il problema riguarda tutte le parentesi di qualunque forma (tonde, quadre, graffe, angolari, ceiling, floor, mustache, determinante, norma eccetera) precedute da \left e, rispettivamente \right. sono questi comandi che devono stare nella stessa parte dell’allineamento nella stessa riga, devono risultare appaiati nella stessa espressione. Certamente non uno prima di & e uno dopo; apparterebbero a due celle diverse dell’allineamento.

                            in risposta a: [Tesi] Help Generale #75075
                            OldClaudio
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                              Perché credi che molti di noi consumino tempo a scrivere guide? proprio per evitare che vengano chieste sempre le stesse cose; e la netiquette lo dice espressamente: Prima documentati e poi chiedi..

                              Altrimenti, se le guide non vengo lette, perdiamo tempo noi a scriverle e voi a richiedere sempre le stesse cose perché non avete un riferimento valido e sicuro a cui riferivi.

                              Convengo con te che la frase “… e altri elementi.” nel §3.10 dell’Arte non sia esplicito nell’indicare che che “altri elementi” includa anche le appendici (in realtà include qualunque casa possa essere numerato, e solo se è numerato per davvero: parti, capitoli, sezioni, sottosezioni e così via potenzialmente fino ai sottocapoversi, le figure, le tabelle, le equazioni, le appendici, i teoremi, le definizioni, i lemmi, i corollari,… devo continuare?); ma che cos’è una appendice, che inizia con il comando [tt]\chapter Appendice importantissima[/tt], che non possa essere trattata come un capitolo qualsiasi anche se è numerata con una lettera invece con un numero i cifre arabe o in numeri romani?

                              Inoltre nella pagina 132: c’è il riferimento “nell’appendice A a pagina 149” che chiaramente è composto con [tt]\vref[/tt] come spiegato nel §3.10 sui riferimenti incrociati.

                              Ecco perché leggere le guide non è come sfogliare in “bigino” (termine tipicamente milanese per riferirsi a quei compendi brevissimi e in formato mignon scritti da tal Bignami Giuseppe (BG) che si usavano per preparasi agli esami quando non esisteva Wikipedia; forse si usa anche oggi, ma è un pezzo che sono uscito dal liceo). Non puoi trovare le informazioni puntuali, ma devi saperle leggere; e più le leggi e più capisci la logica che c’è sotto e meno problemi ti si presentano. Ti garantisco; il forum è sempre qui, ma possibilmente per aiutare ad affrontare problemi “seri”.

                              in risposta a: Guida su documentclass{prosper} #77317
                              OldClaudio
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                                In ogni caso se leggi il messaggio d’errore la risposta è chiara: non trova il pacchetto PSTriks; ciò vuol dire che non hai una installazione completa. MiKTeX forse? Aggiornala e completala, se ti piace MiKTeX, oppure sbarazzatene e usa TeX Live 2012 che di default viene sempre installata completa.

                                Ciao
                                Claudio

                                in risposta a: allineamento a sinistra #77510
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Prova con questo codice; a me risulta perfettamente allineato a sinistra anche per quel che riguarda la quarta riga:`\begin{multline*}
                                  \sum _{i=1} ^N \int\limits_0^{\overline t} \left\{ \left( –
                                  \dfrac{\partial R_i (t,e^{\bullet i})}{\partial e^i}
                                  + \dfrac{\partial D_i (t,e^{\bullet} I^{\bullet})}{\partial e^i} \right) (e^i (t)
                                  – e^{\bullet i} (t)) \right. \\
                                  \shoveleft + \left( \dfrac{\partial C_i (t,I^{\bullet i})}{\partial I_i^i}
                                  + \dfrac{\partial D_i (t, e^{\bullet}, I^{\bullet})}{\partial I_i^i} \right) (I_i^i (t)
                                  – I_i^{\bullet i} (t)) \\
                                  \shoveleft + \left. \sum _{j=1}^N
                                  \left( \dfrac{\partial C_i (t,I^{\bullet i})}{\partial I_j^i}
                                  + \dfrac{\partial D_i (t,e^{\bullet}, I^{\bullet})}{\partial I_j^i} \right)
                                  (I_j^i (t) – I_j^{\bullet i} (t)) \right\} \, \text{d}t \geq 0 \\
                                  \shoveleft {}\mkern5mu
                                  \forall (e,I) \in K(e^\bullet, I^\bullet). \hfill
                                  \end{multline*}`

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