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DavideFerraro” post=76675
Allora leggi la fine del file .log e guarda che cosa c’è scritto.
anzi, scusate, ma continuo a fare prove: i files, bene o male me li compila ma nel .log c’è un mucchio di roba, con errori e warnings…ve lo allego
[attachment=405]formularioprova.txt[/attachment]
Quando dico “leggi la fine del file log”, immagino che non ti possa sfuggire la terz’ultima riga dove c’è il nome del file che è stato prodotto dalla compilazione. Infatti coloro che mi hanno preceduto te l’hanno chiaramente indicato.
Se TeXnicCenter non ha un bottone per compilare in pdf, ha u menu a discesa dove ci sono i vari programmi da usare per la compilazione, tant’è che i tuoi amici sembra che possano compilare direttamente con TeXnicCenter in pdf senza passare attraverso i formati dvi –> ps –> pdf.
Siccome ti è già stato detto di cestinare TeXnicCenter, perché non lo fai?
Siccome hai installato MiKTeX 2.9, perché non vai a esplorare le cartelle della distribuzione, e fra le cartelle (non te la posso indicare perché l’anno scorso ho deciso di scaricare MiKTeX da tutti i calcolatori reali o virtuali che uso; infatti ti è stato anche consigliato di installare TeX Live 2012) e troverai che hai TeXworks già a disposizione, già preinstallato. Imposta il tuo Explorer in modo che i tuoi file della collezione TeX (.tex, .sty, .ltx, .dtx, .aux, .log, eccetera) vengano aperti con TeXworks e puoi lavorare con questo editor serio, anche se ha una interfaccia grafica molto semplice, che può fare molto di più dell’obsoleto TeXnicCenter. Quando clicchi il bottone verde in alto a sinistra, ti compila direttamente con pdfLaTeX e ti apre il risultato nel suo visualizzatore interno di file pdf, che è fatto in modo tale da poter eseguire la cosiddetta ricerca sincrona dal file sorgente al file compilato e viceversa (Adobe Reader di qualunque versione non lo può fare).
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Dr Spencer Reid, tua nonna non ti ha mai insegnato che prima di parlare bisogna girarsi la lingua in bocca tre volte?Scusa, te l’ho già detto: prova a non rispondere sul forum per una decina di settimane, ma di prenderti nota di ciò che risponderesti, per poi confrontarlo con quanto è stato risposto da altri; ancora hai troppa poca esperienza per dare risposte ad un problema difficile come quello proposto, tanto da non capire nemmeno le risposte che abbiamo cercato di dare fra tutti e che anche l’OP ha già parzialmente risolto da solo.
Non ti offendere, perché non è colpa tua se ancora hai poca esperienza; ci siamo passati tutti. E se talvolta anche noi prendiamo delle papere pur avendo parecchia esperienza (esempio: un allineamento testuale sinistro per ottenere un allineamento matematico sinistro — be’, veramente non a questo livello di incomprensione, ma “lanci la prima pietra chi è senza peccato”…), questo non vuol dire continuare ad insistere con cose che non si capiscono o che si sono fraintese.
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@elle, i tuoi messaggi in Help Generale, sono in un certo senso tutti Off Topic, fuori tema.La netiquette, che evidentemente non hai letto, impone di usare un titolo chiaro ed espressivo e di aprire un nuovo topic per ogni nuovo argomento; tu stati chedendo tutto sempre nello stesso topic, non leggi, o non capisci quello che leggi, o leggi superficialmente le guide che ti vengono indicate (questa del riferiti ad una appendice in modo simbolico è veramente il colmo, ma per fortuna nessuno ti ha indicato la pagina e la riga da leggere, visto che continui a chiedere come si fa) e la lettura consapevole delle guide fa parte della netiquette.
Ti prego di adeguarti alla netiquette: http://www.guitex.org/home/en/forum/rules
In mancanza sarò costretto a chiudere il filone che che hai aperto più di due mesi fa con domande per lo più eterogenee e banali.
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Non cambia quasi niente; l’equazione spezzata va a primo membro e il segno di maggiore o uguale con lo zero va al secondo membro dell’ultima riga, però ammetto che le rientranze richieste dalla tipografia sono pi¨difficili da mettere; però puoi mescolare quello che hai già fatto tu, lasciando tutti i primi membri vuoti, usando \vphantom dove occorre e mettendo [tt] ≥ 0[/tt] in coda al terzo moncone senza usare nessun segno di incolonnamento per quest’ultimo pezzettino La quarta riga, la puoi allineare come le altre dopo un &, ma la puoi anche scrivere dopo [tt] ≥ 0[/tt] mettendoci un \qquad prima.
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Sai, esiste anche la possibilità che tu abbia genrato i tuoi file cliccando il bottone LaTeX, invece del bottone pdfLaTeX; cerca nella cartella dove risede il tuo file compilato senza errori, ma non visibile, e vedi se c’è il file con estesione dvi oppure il file con estensione pdf. Non vedi l’estensione? Configura il tuo Vista (o qualuque Explorer di qualunque versione di Windows, compreso Win7) in modo che le estensioni siano sempre visibili (ma a chi può venire in mente di impostare di default un qualunque sistema operativo in modo che non mostri le estensioni? proprio solo allo zio Bill e ai suoi accoliti). Poi ne riparliamo.
::E dimentica LyX.
è blando: Prima abbandoni LyX e prima vivrai felice.
A seconda della macchina su cui lavori e della distribuzione TeX che ti sei montata prima di caricare LyX (che senza distribuzione TeX non può funzionare) ci sono tanti bellissimi “shell editor” in giro. Io ti consiglierei di usare TeXworks (multipiattaforma), che probabilmente hai già sul tuo disco, ma nessuno te l’ha detto, e di usare quello; è molto semplice, adatto ai novizi, e svolge una moltitudine di ottimi servizi anche ai vecchi utenti smaliziati (come me che uso LaTeX da una trentina d’anni…)
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@Costa, ogni riga di un allineamento, anzi ogni colonna di un allineamento fa storia a se. quindi non puoi mettere una graffa di gruppo nella prima equazione e di fine gruppo nell’ultima equazione.Ma se usi \left e \right correttamente e il comando \vphantom riesci a mettere le graffe matematiche, non di gruppo, della dimensione che ti pare: una aperta con \eft\{ nella prima equazione e chiusa con \right. alla fine della prima equazione. L’altra chiusa nell’ultima equazione con \right\} ma aperta con \left. poi un \bel \vphantom{…} che contenga il pezzo più grande dell’intera equazione, poi i termini della terza riga dell’equazione e infine \right\}.
Il desiderio di incolonnare tre pezzi della stessa equazione tutti e tre a sinistra, non è tipograficamnte corretto; bisognrebbe invece scrivere qulacosa come`
primo membro &= prima parte del secondo membro\\
&{}\quad seconda parte del secondo membro\\
&{}\quad terza e ultima parte del secondo membro` magari sostituendo \quad con \qquad e sicuramente senza ripetere il segno all fine di una parte e all’inizio della parte successiva; basta alla fine della prima prta, senza l’inizio della parte successiva, perché chi legge trova l’operatore binario, cerca il secondo termine e lo trova nella riga di sotto; metterlo solo di sotto senza mettere niente alla fine della riga di sopra non aiuta il lettore a leggere; mettere un più alla fine della riga di sopra e un meno all’inizio della riga di sotto è osceno. La regola tipografica dice che ci vuole un solo segno alla fine delle riga superiore. Poi, in realtà, sembra che ognuno faccia come gli pare dimenticando che la tipografia serve per aiutare il lettore a capire quanto scritto.
::elle” post=76617altro quesito: ho delle appendici, come riferirle nel testo?
cioè in un capitolo vorrei scrivere: per maggiori informazioni cifrare appendice ecc.. e vorrei inserire almeno una numerazione (che poi sono lettere) automatica. è possibile?
❓ ❓ ❓
A parte “cifrare le appendici” la domanda che fai trova la sua risposta in qualunque guida, per esempio l’Arte di scrivere con Latex, che viene citata un messaggio si e uno no. Non puoi non aver notato questo fatto.
::thoro” post=76583 @OldClaudio
La mia distribuzione è MacTEX 2008, mi sa che innanzitutto devo aggiornarla col MacTex 2012 che pare sia compatibile con mac OS X Snow Leopard, che è il mio sistema operativo, così poi effettivamente, come hai ragione tu possiamo continuare a ragionare e capire cosa c’è che non va.P.S.: se per favore mi sa dire anche dove posso trovare dei temi per beamer diversi dai soliti standard, magari un po’ più fantasiosi. Grazie
Non “pare essere”, “è”; io sono passato attraverso Leopard, snow Leopard, Lion e non ho mai avuto alcun problema.
Il problema dei temi fantasiosi è che non bisogna usare temi fantasiosi; certo MS PowerPoint offre una quantità di temi, annimazioni e altro, ma PP è fatto per rappresentanti di commercio (con tutto il rispetto) o per ingegneri del reparto R&S, che devono distrarre con quelle amenità gli ascoltatori, in modo che affascinati da quegli effewtti alla fine della presentazione non si ricordino una parola di ciò che è stato detto.
A parte la Guida Tematica che trovi qui sopra nella sezione Documentazione, tieni presente che il beamer che trovi nella 2012 contiene più temi di quelli che avevi nella versione del 2008. Poi hai anche i link che ti ha segnalato @claudio.
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Non è escluso che il tuo TeXstudio nel creare la bibliografia su una piattaforma Windows usi la codepage CP1252, normale per le machcine Windows.Visto che qui sopra nella documentazione cè una recente guida tematica sulle codifiche che descrive anche come cambiarle, vedi se è vero che il tuo file bib sia codificato con quella codepage ed eventualmente cambiagli codifica. po JabRef non dovrebbe avere altri problemi.
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No, io sul mio Mac ho MS office 2011 (che suppongo dovrebbe essere ancora migliore della versione 2010).
Ancora oggi mi capita di dover combattere con le rientranze delle liste e speso sono costretto a rinunciare.Non ho verificato sull’ultima versione di Word, perché mi sono ridotto ad usalo solo quando devo fare del lavoro burocratico, cioè comunicare con impiegati e segretari vari (no miei; se fossero miei li avrei obbligati a imparare LaTeX, pena il licenziamento) ma quando erao ancora in servizio all’università mi capitava spesso di scrivere questa parola preceduta dall’articolo o da una preposizione articolata e con l’elisione; ebbene Word non riconosceva l’apostrofo come valido carattere all’interno di una parola e per dividere a fine riga la parola ero costretto a farlo a mano mettendo il trattino ora qui ora là, provando cioè, perché la riformattazione del capoverso non accettava necessariamente il trattino in quel punto; se poi modificavo il capoverso prima dell’apostrofo, il trattino mi restava dentro la parola. Questo sarebbe un programma serio? magari questo nel 2101 o 2011 non succede più ma è andato avanti per i precedenti 20 anni.
Riconosco che LaTeX oltre una passione diventa anche una malattia; non riesci più a guradare un qualsiasi stampato senza valutarne le propietà tipografiche; vi assicuro che LaTeX insegna molto sotto questo punto di vista e ciò che viene stampato oggi, dai giornali alle riviste, ai libri spesso, troppo spesso lascia a desiderare; la gente abituata alla composizione fatta con Word si è abituata alla mediocrità.
Attenti: anche con Word si può fare un ottimo lavoro; bisogna studiarlo a fondo; bisogna imparare il linguaggio per le macro; naturalmente bisogna vere un’ottima preparazione nel campo della tipografia; bisogna essere pignoli per i minimi dettagli; bisogna saper distinguere, per esempio, un Times New Romans da un Gyre Termes; che sono estremamente simili ma non identici; bisogna saper valorizzare i font con i copri ottici (che Word non conosce a giudicare dai font che fanno parte della sua collezione); bisogna saper apprezzare la microtipografia, che Word non conosce, bisogna saper comporre la matematica come va composta, e ora anche Word lo può fare dopo una consulenza da parte di D. E. Knuth, il papà di TeX, ma il font OpenType che dovrebbe servire per la matematica è abbondantemente incompleto. Insomma, anche sapendolo fare, lavorare con Word è difficile anche per un professionista ben preparato.
Per una tesi umanistica (non in linguistica o in flologia) generalmente il risultato non è tremendamente diverso, ma per una tesi in ingegneria meccanica la differenza si tocca con mano. Pensaci bene @Tode…
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Che cosa vuol dire displaybreak? \displaybreak fa esattamente qquello, spezza un display, spezza cioè un insieme di formlule associate nelleo stesso ambinete che le mette in display (in mostra fuori testo)Attenzione ai separatori decimali vuol dire che se scrivi tu i numeri, senza copiarli da altre fonti, o stai attento ad usare sempre il punto o sempre la virgola; siccome la virgola è riconoscu=iuta da TeX coe un segno di punteggiatura e in matematica lascia spazi diversi a sinistra e a destra, la soluzione migliore, visot che usi il pacchetto siunitx, è di usare davvero \num con dentro il numero scritto con il punto; se vuoi la virgola, basta impostare le funzioni di \num, e \num cambia il punto in una virgola come segno matematico normale non come segno di punteggiatura, per cui gli spazi a destra e a sinistra sono uguali.
Pignolerie? si forse, ma è questo quello di cui è capace LaTeX; altrimenti perché uno dovrebbe usarlo?
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Tu continui a confondere TeXshop, che è un semplice editor, con la distribuzione del sistema TeX, che per Mac di solito è MacTeX. Potresti forse stare usando una vecchia versione di GWTeX, spero di no, perché si tratta di archeologia informatica.Al posto di TeXshop potresti usare altri editor come TeXworks, TeXmaker, TeXstudio, emacs, Aquamacs, TeXnicle, e via di questo passo; L’editor può esere più o meno comodo, ma quello che fa il lavoro di composizione è il sistema TeX.
NON puoi NON sapere quale distribuzione usi e di che anno è; bene o male l’hai installata, a meno che tu non abbia ereditato un Mac già configurato e con i programmi installati.
Allora comincia ad aprire un termina (Applications/Utilities/Terminal.app) e configuralo in modo che ti resti nel dock permanentemente.
Apri il terminal e scrivici dentro [tt]which texdoc[/tt] poi premi enter/invio o comunqe il tasto che solitamente premi per cominciare una nuova riga quando scrivi con Word. la risposta che dovresti ricevere sul terminal dovrebbe essere [tt]/usr/texbin/texdoc[/tt]. Se è così, andiamo avanti, altrimenti cerca di capire che cosa diavolo hai installato come sistema TeX (Textures?, OZTeX?, altro?)
Andando avanti scrive nel terminal [tt]texdoc prosper[/tt]; ti dovrebbe aprirsi la schermata che ti da tutta la documentazione su prosper.
Poi sempre nel terminale scrivi [tt]texdoc haprosper[/tt]; ti dovrebbe aprirsi la documentazione sul pacchetto di estensione di prosper che si chiama ha-prosper.
Senza andare troppo a fondo prosper sembra essere del 2000 e ha-prosper del 2005;troppa acqua è passata sotto i ponti per pensare che si tratti di software recente.
Sul mio MacTeX 2012, risulta invece che beamer sia stato aggiornato ultimamente nel 2011, e viene aggiornato in continuazione, visto che oggi è il software che viene usato più diffusamente.
Rivedendo la documentazione di prosper, mi è venuto in mente il motivo del mio abbandono; esso richiede la compilazione con LaTeX, per produrre un file dvi, poi l’elaborazione mediante dvips per produrre un file PostScript, infine, se l’autore lo desidera (e oggi lo desiderano tutti) il passaggio attraverso ps2pdf per avere al versione finale in formato PDF. Tutto ciò è reso necessario dall’uso del pacchetto PSTricks su cui si basa prosper.
Con beamer si ottengono gli stessi effetti grafici e invece di PSTricks viene usato il programma di grafica TikZ, direi altrettanto buono. Ma quel che più conta è che Beamer produce il suo risultato direttamente in PDF (va compilato con pdfLaTeX); quindi il file finale contien automaticamante non solo una quantita di collegamenti ipertestuali interni, ma anche molte funzionalità del page description langage PDF, che passando per il formato DVI non si possono avere.
Quest’ultimo ragionamento, dunque per me è decisivo.
Nel tuo primo esempio certamente usi ‘hyperref in modo sbagliato; gli altri esempi non li ho esaminati a fondo.
24 Agosto 2012 alle 5:48 in risposta a: Installare e utilizzare font .ttf o .otf con pdfLaTeX #77276::
Non ho mai detto che pdf(la)tex non gestisce i font ttf; ho detto che prima bisogna sottoporli a un maquillage non indifferente. Del resto a che cosa servono i programmi del sistema TeX ttf2afm e ttf2tfm?La documentazione di ttf2afm spiega che:
ttf2afm is used to generate Adobe Font Metrics (AFM) files for TrueType (TTF) fonts to allow them to be used with TeX.
Per altro, che io sappia, nessun programma di composizione del sistema TeX legge e capisce i file afm direttamente, mentre fontinst provvede a tutto il resto partendo dail file afm: file tfm, font virtuali, eccetera.
Oppure si può usare ttf2tfm; la sua documentazione dice
This program extracts the metric and kerning information of a TrueType font and converts it into metric files usable by TEX (quite similar to afm2tfm which is part of the dvips package; please consult its info files for more details on the various parameters (especially encoding files).
Since a TrueType font often contains more than 256 glyphs, some means are necessary to map a subset of the TrueType glyphs onto a TEX font. To do this, two mapping tables are needed: the first (called ‘input’ or ‘raw’ encoding) maps the TrueType font to a raw TEX font (this mapping table is used by both ttf2tfm and ttf2pk), and the second (called ‘output’ or ‘virtual’ encoding) maps the raw TEX font to another (virtual) TEX font, providing all kerning and ligature information needed by TEX.Tutto ciò, secondo me, vuol dire che pdf(la)tex non può gestire direttamente i font ttf.
Lo stesso vale per o font OpenType: il programam otftotfm fa il paio con ttf2tfm. La documentazione di otftotfm dice:
Otftotfm creates the font metric and encoding files required to use an OpenType font with TeX. You supply an OpenType “.otf” or “.ttf” font file, a base “.enc” encoding, and a TeX name “tex- name” for the resulting font, and say which OpenType features should be turned on. Then otftotfm generates and installs the corresponding TeX-related metric files (“.tfm” TeX font met- rics, “.vf” virtual fonts, and “.enc” encoding files). It works on both PostScript-flavored and TrueType-flavored OpenType fonts, although TrueType-flavor support will only work easily with pdftex.
The easiest way to use otftotfm is with the −a option; see Automatic Mode below. Without −a, otftotfm writes all its output files to the current directory.
After running “otftotfm fontfile texname” and installing the results (manually or with −a), you can use the OpenType font in plain TeX with a command like this:
\font\myfont=texname at 10pt
{\myfont This text uses the OpenType font.}
LaTeX users will generally make a “.fd” input file so that commands like “\renewcom- mand{\rmdefault}{TeXName}” work correctly. See the EXAMPLE section for more; check the DIAGNOSTICS and FREQUENTLY ASKED QUESTIONS sections if you have trouble.e questo maquillage preventivo è necessario per poter usare questi font con pdf(la)tex, il che conferma quanto avevo scritto in un precedente messaggio di questo filone, e cioè che prima di poter usare i font ttf o otf bisogna creare i file virtuali e i font metrici necessari perché pdflatex possa usarli.
Per altro, visto che i problemi dell’OP sono quelli di usare certe features che a pdf(la)tex sono offerte dal pacchetto microtype, come la spazieggiatura del maiuscoletto, e che xelatex non è ancora completamente compatibile con microtype; egli voleva usare i font ttf e otf con pdflatex per disporre, in sostanza del comapndo \textls.
Come hai visto nel mio precedente messaggio gli ho specificato che la spazieggiatura del maiuscoletto si può fare anche con xelatex senza dover armeggiare con i font ttf e otf; gli ho indicato la tua guidina — eccellente — e spero che risolva i suoi problemi con xelatex.
Per altro, se anche trasformasse i suoi font ttf e otf in font virtuali da usare con pdflatex, potrebbe usare microtype per disporre del comando di spazieggature, ma mancherebbe dei file di descrizione specifica di microtype per gestire non solo la protrusione (che xelatex gestisce già ora con la versione beta di microtype) ma anche l’espanzione; quest’ultima funzione, estremamente importante per la bellezza della composizione microtipografica, dipende da questi file di descrizione ed è tutt’altro che semplice costruirli.
Concludendo: il problema dell’OP si risolve benissimo con xelatex e i font opentype e truetype della sua macchina senza bisogno di fare alta acrobazia senza rete con la trasformazione di font ttf e otf in font virtuali accessibili da pdftex.
Ciao
ClaudioPS; La documentazione di ttf2tfm è esplicita a proposito dei 256 glifi:
Since a TrueType font often contains more than 256 glyphs, some means are necessary to map a subset of the TrueType glyphs onto a TEX font.
e questo implica che comunque i ttf (e a maggior ragione gli otf) non possono venire usati nella loro interezza se hanno più di 256 glifi, il che succede quasi sempre, almeno con i font che ho esaminato.
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