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12 Agosto 2012 alle 6:18 in risposta a: TexLive2012: I can’t find the format file `pdflatex.fmt’! #76868::
Concordo con @cfiandra sul fatto che ci sia qualcosa che non va; compreso il fatto che nel tuo PATH compaiono sia l’indirizzo assoluto e l’indirizzo simbolico degli eseguibili del sistema TeX; non vorrei che fosse proprio questa duplicità renderli poco validi.Comunque, siccome fmtutil-sys non è accessibile tramite il PATH, mentre, da quel che mi hai detto il suo nome compare nella cartella [tt]/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/[/tt] prova a dare il comando con l’indirizzo esplicito:` sudo /usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/fmtutil-sys –all` e vedi se ti produce qualcosa.
11 Agosto 2012 alle 19:19 in risposta a: TexLive2012: I can’t find the format file `pdflatex.fmt’! #76864::
Allora la tua cartella con gli eseguibili c’è. bne.il comanddo echo $PATH hai già detto che ti mostra:`nedu@nedu:~$ which tex
/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/tex
nedu@nedu:~$ echo $PATH
/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux:/opt/texbin:/usr/local/sbin:/usr/local/bin:/usr/sbin:/usr/bin:/sbin:/bin:/usr/games
nedu@nedu:~$`
dunque Enrico ti aveva chiedo di mostrare che cosa ti rispondeva a which pdflatex; tu hai mostrato che cosa risponde a which tex; non è esattamente la stessa cosa. Io ti chiedo che cosa risponde a which fmtutil-sys?Noto che nel tuo path compare sia [tt]/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux:[/tt] sia [tt]/opt/texbin:[/tt]
da me compare solo [tt]/usr/texbin:[/tt] — capisco che il mio è un mac e non Ubuntu. può darsi che sia giusto /opt/texbin, purché questo file sia un link simbolico correttamante creato per puntare all’indirizzo giusto, che per altro tu avresti nel primo elemnto del path.Ho la sensazione che i tuoi problemi siano tutti lì.
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Ogni domanda e risposta eventualente dotataa della sua figura (la domanda) deve essere confinato dentro una minpage di larghezza pari al testo; dentro \begin{minipage{…} testo \endminipage il testo viene composto come nelle pagine normali, ma, ovviamente le figure non vanno inserite assolutamente con \begin{figure}…\end{figure}. Se coe è probabile, ogni figura è un disegno contento in un file a se stante, basta un \includegraphics (se ha un forato di immagine, anche pdf) oppure \input{se va disegnato con l’ambiente picture, o con tikz o con pgfplots o con altri simili sistemi di disegno programmato.
Ogni minipage s comporta come un blocco unico e il suo contenuto non è suscettibile né di essere spezzato fra due pagine, né che sua prti possano migrare altrove.; metti fra una minipage e l’altra adeguato sazio elastico, e spettatti che lo spazio fra un quesito e l’altro possa essere generoso; anzi, previeni questo fatto in mod da lasciare abbastanza spazio fra un quesito e l’altro, cosicché chi risponde la questionario abbia spazio per qualche schizzo o un paio di equazioni. Ovviamante dipende dalla materia su cui si svolge il questionario.Le figure immesse nella minipage senza l’ausilio di ambienti floating, anzi evitandoli accuratamente (ti darebbero un errore fatale se lo facessi)i possono anche essere relativamente grandi, purché sia a piena pagina, ma ogni minipage con il suo contenuto testale e grafico non deve superare né la \textwidth, né la \textheiight.
L’ho fatto per certi test di ingresso e funziona benissimo; non posso divulgare la classe che è di proprietà dell’ente che si occupa di quei test. Con qualche piccolo aggiornamento la sostanza di quella classe viene usata da circa 20 anni.
11 Agosto 2012 alle 10:22 in risposta a: TexLive2012: I can’t find the format file `pdflatex.fmt’! #76852::
Se ti mancano tutte quelle cose, allora la tua installazione è parziale, oppure non è stata eseguita completamente, oppure hai installato al 2012, ma la Debian, non quella scaricata direttamente da CTAN e/ da uno dei suoi mirror.che cosa hai nella cartella /usr/local/2012/bin/ ? C’è la certella che contiene una ulteriore cartella che fa rifermento alla tua CPU della tua macchina dove hai ubuntu 12.04, e dentro tutti gli eseguibili necessari? questi eseguibili hanno impostato il codice che li classifica come eseguibili? quali prerogative hanno?
Nota che ora non ho sottomano la mia macchina virtuale Ubuntu 12.04, dove ho eseguito l’aggiornamento alla 3012 un mesetto fa; ma ora sono fuori sede con il mio portatile e la macchina virtuale ce l’ho sul desktop (in realtà all-in-one, tutto dietro lo schermo, senza scatoloni tower o minitower fra i piedi) e non posso verificare. Però mi pare evidente che la tua installazione è difettosa.
Io ricomincerei da capo. e controllerei le istruzioni di Enrico per installare TL 2012 ogni volta che digito qualcosa nel terminale almeno due volte prima di premere invio; io ho seguito quella procedura 4 o 5 volte e non ho mai avuto problemi di nessun genere; se tu hai problemi vuol dire che hai saltato qualche passo, oppure che ha commesso qualche banale errore di digitazione e certi link non ti mandano più dove dovresti; oppure involontariamente hai cancellato qualcosa. In ogni caso cancellerei tutte l’installazione (e lo puoi fare usando lo stesso tkmgr con l’opzione –uninstall, ma leggi e rileggi le istruzioni d’uso tlmgr –help con molta attenzione). poi riparti da zero.
10 Agosto 2012 alle 19:31 in risposta a: Come definire correttamente un simbolo di relazione? #76836::
Un modo molto semplice è mettere un atomo matematico vuoto fra due operatori di relazione consecutivi, del tipo `\rel {} \subseteq …`
Non è automatico ma funziona benissimo e non richiede altro che una coppia di graffe che puoi mettere anche in seconda battuta quando correggi il tuo documento; naturalmente la soluzione di Enrico richiede solo un * in più o in meno.
10 Agosto 2012 alle 19:24 in risposta a: TexLive2012: I can’t find the format file `pdflatex.fmt’! #76850::
La tua vrsione è aggiornate e il path è aggiornato, ma il file pdflatex.fmt non si trova; se con i comandi specifici di Ubuntu non lo trovi cerca in texlive/2012/texmf-var/web2c/pdftex/Lì dovrebbe esserci il file fmt; se non lo trovi, trovi il forrispodente file .log, se non è nemmeno quello prova a dare da terminale il comando sudo fmtutil-sys –all e dovrestti ricreate tutti i formati che dovrebbero andare a finire nella cartella che ti ho detto sopra.
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Non so se nonstomode si utile per biber che ancora non ho mai usato.Sicuramente non userei quella sequenza con makeindex lì in mezzo; per l’indice analitico usa il pacchetto imakeidx che fa tutto da solo anche per indici multipli. e non devi preoccuparti di altro. Con texdoc imakeidx dato nel terminale leggi la documentazione.
Io seguirei la sequenza pdflatex, biber, pdflatex, pdflatex con nonstopmode, e modificherei il comando per la singola esecuzione di pdflatex con
pdflatex -interaction=errorstopmode -synctex=1 %.tex
Il simbolo % sta per il nome senza estensione del mainfile, se l’hai definito, o dell’unico file del tuo documento
La scrittura %.aux serve per operare sul file aux del main document o dell’unico file sorgente che hai già compilato una volta; bibtex e biber ne hanno bisogno perché nel file aux c’è l’elenco delle citazioni l menzione degli stili eccetera che pdflatex trasferisca dal tuo main file al programma di generazione del file bibliografico che contenga tutte e solo le citazioni che servono e nello stile richiesto.Usa il bottone della compilazione veloce solo quando hai finito la composizione del documento e ti mancano solo gli ultimi ritocchi
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Un piccolo suggerimento ancora: non scrivere`{\em Ally – Ally\/}` ma `\emph{Ally – Ally}`In altre parole usa il comando, che provvede da solo alal possibile correzione italica, non la dichiarazione che ti richiede di esplicitare la correzione italica. Per altro la tua scritta in enfasi non è racchiusa fra parentesi tonde o quadre, quinid non c;è nessun bisogno della correzione italica; il comando lo sa fare da solo, cioè se metterla o non metterla.
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Se hai un disco esterno, non credo che sia un problema copiare sul disco esterno quel ramo di /usr/loca/ che contiene la distribuzione, ma gli eseguibili che contiene sono solo per Mac, non lo puoi usare con in iPad o un netbook windows. Se hai un netbook Air, probabilmente ti basta innestare il disco esterno e se non lhai gia fatto aggiungere al path l’indirizzo completo della cartella degli eseguibili; per il resto, quando si lancia qualunque programma del sistema TeX l’indirizzo /user/local/texlice/2012/bin/universal-dawin (oppure …/x86_64-darwin) dovrebbe essere sufficiente’ la acrtella universal va bene per qualunque Mac, l’atra va bene solo se hai il processore a 64bit.Io non ho mai fatto una cosa del genere, ti ho solo indicato come farei io, ma potrebbe essere una solenne fesseria.
Ciao
Claudio
::In più non ho capito cosa devo leggere per cominciare ad interpretare correttamente gli errori di compilazione di LaTeX, se non ci fossero le guide come quelle di Pantieri o il forum, non riuscirei ad ottenere il benché minimo risultato tipografico al di fuori dello standard
Capire gli errori può essere difficile; è certamente difficile spiegare la lettura di qualsiasi error; nella GuidaGuIT (qui sopra nella sezione Documentazione) è una appendice sugli errori, ma temo che sia di poc utilità, salvo dove si dice, e qui lo ripeto con enfasi, che per capire gli errori bisogna leggere il messaggio che li accompagna.
Io consiglierei di non usare TeXstudio con la configurazione di default che fa riferimento alla compilazione completa, con la sola scritture del file log (nonstopmode) ma consiglierei di cambiarlo in errorstopmode; in questo modo la compilazione si ferma ad ogni errore; dopo il punto interrogative nella finestra del log si può inserire X per fermare la compilazione e uscire, ma io consiglierei di leggere il messaggio, che spesso indica un errore di ortografia nei comandi, e ne indica la riga; quindi in tempo reale si possono fare due cose: andare a quella riga nella finestra di editing e correggere l’errore e po tornare nella finestra del log e introdurre i immediatamente seguito dal comando scritto senza errori e poi premendo invio; la compilazione prosegue fino all’errore successivo; spesso con una sola compilazione si possono togliere tutti gli errori ortografici dei comandi.
In presenza di un errore che non capisci subito prova a premere s seguito da; la compilazione prosegue in nonstopmode, e se si fermasse per altri errori insuperabili, magari causati da quello che non hai capito, non “abortire” la compilazione, ma premi x ed esci. Poi vai a leggere il file log. Ci vuole pazienza ed umiltà nel decifrare i messaggi di errore; se i messaggio non dicono abbastanza aggiungi dopo \documentclass
`\errorcontextlinex=9` Il modulo di gestione degli errori ti scriverà in ordine inverso i vari comandi che hanno portato all’errore; talvolta si capisce meglio che cosa sia successo, ma bisogna essere ancora più pazienti e più umili nel cercare di decifrare le informazioni fornite.Non basta? carica il pacchetto trace e metti i delimitatori \traceon e \treceoff a cavallo del più piccolo brano di testo che contiene l’errore; poi leggi il log e buon divertimento.
In ogni caso non confondere gli errori di pdflatex o xelatex, o del tuo programma di composizione con gli erri di bibtex o di biber, o quelli di makeidx, o ogni altro programma che non sia strettamente il programma di composizione.
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Nella Guida GuIT (Documentazione, qui sopra) ci sono i disegni di diverse tastiere e diversi commenti in merito.Io uso un Mac con tastiera Usa Extended, che è sostanzialmente uguale, o meglio, molto simile, alla tastiera inglese o a quella irlandese. Mi trovo benissimo; le lettere accentate si producono mediante l’uso di tasti “morti” un po’ come succede con certi accenti della tastiera svizzera; solo che nella tastiera USA Extended non esistono tasti già serigrafati con quei segni, ma li si otteiene premendo il tasto alt seguito da una altro tasto diverso a seconda dell’accento. All’inizio comodo servirsi della tastiera virtuale, una applicazione che ho trovato solo sul Mac, ma non escludo che possa essere presente anche su altre macchine; Come vidi qui non ho nessun problema a scrivere à, è, é, ì, ò, ù, À, È, É, Ì, Ò Ù. In compenso la tastiera virtuale mi consente con il driver corrispondente, di scrivere in greco, in russo in ebraico e anche in giapponese (non conosco tutte queste lingue, ma mi capita di scrivere qualche parola).
Su Wikipedia inglese c’è una bella paigna sulle tastiere ; puoi facilmente trovarla con google.
Il problema di programmare fa sì che quasi tutte le tastiere svolgano la loro funzione, tranne la tastiera italiana. Anche Wikipedia commenta molto negativamente la scelta del layout della tastiera italiana, che contiene segni per altre lingue, non per l’taliano, e segni che vengono usati raramente, per non dire mai.
L’importante per poter programmare con semplicità è tutti i 95 caratteri ASCII stampabili siano accessibili premendo un solo tasto, eventualmente premendo assime il tasto delle maiuscole, comunque mi più di due tasti. La tastiere USA Extended ha questa proprietà.La tastiera svizzera, secondo me è inutilmente complicata; capisco che deve consentire a tutti gli svizzeri di scrivere nelle loro quattro lingue ufficiali, ma questo porta ad alcuni tasti con 5 segni serigrafati sulla faccia superiore.
Il punto difficile è che spesso in ogni nazione i negozi vendono solo la tastiera nazionale e laptop con tastiera integrata, ma solo quella nazionale; Io stesso per comprare i miei due Mac ho dovuto comprarli in rete, perché gli Apple Store a Torino non vendono altro che macchine dotate di tastiera italiana; comprensibile, ma seccante, almeno così credevo; in realtà l’acquisto on line è più comodo dell’acquisto nel negozio, e ti arriva la scatola a casa senza neanche le spese di trasporto.
10 Agosto 2012 alle 5:35 in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76806::
Nelle vecchie versioni della documentazione di LyX avevo visto la Y maiuscola ribassata e accostata alla L; ora non ne trovo più traccia, ma trovo sempre scritto LyX. Non ho guardato tutta la documentazione relativa a LyX, anche perché nutro verso questo programma lo stesso interesse che nutre Enrico.
Noto però una cosa; fino a qualche versione fa il manuale di TikZ spiegava come invocare i suoi pacchetti per LaTeX, plain TeX, ConTeXt e LyX; ora le spiegazioni per quest’ultimo sono sparite. Direi che questo è un motivo in più per non menzionare LyX.
9 Agosto 2012 alle 16:49 in risposta a: [Risolto] – Layout speciale per libro di architettura #76729::
Che è quello che ho suggerito nel mio messaggio #75907 qualche giorno fa.
Tu aggiungi una informazione in più che epr fare quello che io suggerivo come arrampicata su per i vetri, lo si può fare più semplicemente con il pacchetto dpfloat. Grazie di averlo suggerito, perché non conosco tutti i 2500 pacchetti che formano la distribuzione TeX Live.
Si la documentazione è essenziale, ma sembra facile da usare.
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Non direi off-topic quando si parla di cron sullo la rubrica altri programmi. In fondo riguarda il sistema operativo di una macchina sulla quale vorremmo far girare in automatico il programma di aggiornamento di TeX Live.Allora dico la mia, per quel poco che vale. Io ho letto il manuale di UNIX forse 30 anni fa e ne ho tratto alcune idee sulla struttura, che, incredibile, mi sono servite per capire il sistema operativo DOS; ho cominciato con il DOS 3.x e ho continuato fino al DOS 6.x e in un certo senso non ho smesso, perché la finestra comandi dei vari Windows dop Win98, non si basano più sul Dos, ma tutti hanno conservato nella finestra comandi di usare una “imitazione” del linguaggio DOS, adeguatamente ampliata fino ad avere “quasi” un linguaggio di scripting, non certo al livello di quelli disponibili su UNIX, Linux, Mac OS X, ma meglio di niente.
Linux lo conosco molto superficialmente e non ho mai usato cron; quel poco che so e l’esperienza acumulata negli anni precedenti mi ha permesso di usare il terminale sul Mac OS X senza problemi di sorta e non ho mai incasinato il mio Mac, che nel frattempo sono diventati i miei due Mac.
Io tengo sempre aperto un terminale, anche se non mi serve immediatamente; d’altra parte è talmente comodo darci il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto di cui voglio consultare la documentazione, che considererei eccessivo il consiglio di @Dr Spencer Reid, di tenersi lontani dal terminale, quasi fosse il demonio in persona.Certo se uno vuole usare il terminale lo può fare benissimo, purché sappia quello che sta facendo; questo vale tanto per tlmgr per fargli fare cose che con l’interfaccia grafica non si possono fare, sia per sperimentare da terminale i comandi del sistema TeX quando occorrono parametri o opzioni che le GUI non offrono. Insomma, il terminale è una benedizione, e astenersi da questo “peccato” che mortale non è, anzi è tutt’altro che un peccato di qualunque genere, mi sembra veramente eccessivo.
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È buona norma tipografica girare la tabella in modo che il testo deba essere girato verso destra per leggerlo, quindi con la didascalia sempre a destra, indipendentemente che la tabella vada a finir in una pagina pari o dispari; naturalmente non è un dogma, quindi si può ance decidere di tenere la didascalia sempre all’esterno, invece che sempre a destra.Ti dico solo: mettiti dalla parte del lettore.
Se leggi attentamente la documentazione di sidewaystable trovi anche come girare la table nel verso che vuoi.
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