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Probabilmente anche il tuo preambolo è abbastanza copiato da internet… male, male.Da dove hai copiato si vede che imposti l’estensione mps per i disegni in METAPOST; leggendo una documentazione più completa di quella dell’Arte (per esempio la GuidaGuIT — decisamante più ostica dell’Arte, se non altro perché contiene il triplo di paigne), si scopre che una volta (prima del 2010, i file METAPOST, con estensione mps (vedi sulla GuidaGuit come fare per avere da METAPOST, direttamente quell’estensione) era l’unico formato grafico in comune pra pdflatex e latex. Ora che pdflatex 2010 (e successivi) è in grado di accettare anche immagini in formato eps, diventa ancora più importante usare solamente pdflatex che accetta i formati pdf, ipg, png, eps, mps; a seconda della distribuzione potrebbe accettare anche altri formati.
Il pacchetto articlesty.sty non è standard, quindi l’esempio non è compilabile; commentando la riga dove invoci quel pacchetto e definendo il comando \omissis, si supera l’ostacolo; l’opzione bibtex8 per biblatex non è fra le opzioni riconosciute, quindi l’ho commentata. Il comando \maketitle fa esattamente quello che deve fare, ma male; nel senso che mette troppo spazio sopra e sotto e bisogna togliere i vari \vfil, \vfill e bisogna provvedere diversamente; ho messo le modifiche commentate con [tt]%CB[/tt]. Tieni presente che l’autore appare sotto al titolo, ma la sua afferenza, l’argomento di \thanks, appare come nota al piede; se non è questo quelo che vuoi, specifica bene che cosa vuoi, ricordando che non lo puoi ottenere con \thanks.Ho dei seri dubbi sulla geometria della pagina; infatti nella pagina 2 il numero della pagina è quasi a limite del bordo inferiore della carta. La riga di stampa è troppo lunga e la pagina sembra troppo piena; la teoria si trova nella guida tematica Introduzione alla definizione della geometria della pagina (Nella sezione Documentazione, qui sopra); qualunque cosa tu scriva deve essere leggibile senza sforzo; righe troppo lunghe o troppo corte affaticano il lettore; leggi la teoria che ti ho indicato
Il codice modificato è il seguente. Cerca di smanettare di meno e di studiare di più. Sperimentare va benisismo, ma se non si ottiene quello che si vuole, si va a studiare la teoria 😉 prima di chiedere sul forum.
`% !TEX encoding = IsoLatin\documentclass[a4paper, 12pt]{article}
\usepackage[polutonikogreek, italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{ifpdf}
\usepackage[pdftex]{graphicx}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{caption}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{multirow}
\DeclareGraphicsExtensions{.pdf,.png,.jpg,.mps}
\usepackage{thumbpdf}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{float}
\usepackage[centertags]{amsmath}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{enumitem}
\usepackage{setspace}
\usepackage{qtree}
%\usepackage{articlesty}
\usepackage{setspace}
\usepackage{footmisc}
\usepackage[tiny]{titlesec}%Le due istruzioni seguenti servono ad utilizzare un carattere quanto più possibile simile al Times New Roman.
%Ma non si tratta della soluzione ideale, che consisterebbe invece in una procedura piuttosto rognosa, finalizzata
%all'installazione dei font PostScript (LaTeX usa invece i Metafont)
%\usepackage{times}
\usepackage{mathptmx}\usepackage[top=2.5cm, left=2cm, right=2cm, bottom=2cm]{geometry}
\usepackage{epigraph}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage[hyperindex=true]{hyperref} %colorlinks=true,\newcommand*{\omissis}{[\dots\kern-2pt]}
%———————————————————————
% DICHIARAZIONE PER INCLUSIONE DI FILES DI METAPOST — vedi sotto
%———————————————————————%\ifpdf
%\DeclareGraphicsRule{*}{mps}{*}{} %CB: l'estensione mps è fra quelle di default per pdflatex
%\fi%——————————————————————
% IMPOSTAZIONI E MODIFICHE AGLI STILI PER BIBLATEX
%——————————————————————
\usepackage[italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[%bibtex8=true, % CB
style=philosophy-verbose, volumeformat=romanupp, publocformat=locpubyear, commacit=true, volnumformat=volnumstrings]{biblatex} % , scauthors=true
\bibliography{D:/ARCHIVIO/JabRefDataBase/filosofia} %\DeclareFieldFormat{edition}{\RN{#1}~\bibstring{edition}} %Numero volume in caratteri romani maiuscoli (minuscoli=\rn)
%Questo è il codice corretto per mettere in maiuscoletto il solo cognome dell'autore in bibliografia
%(con il codice precedente si metteva in maiuscoletto il cognome sia dell'autore che del curatore e traduttore
\DeclareNameFormat{sortname}{%
\ifnumequal{\value{listcount}}{1}
{\iffirstinits
{\usebibmacro{name:last-first}{\textsc{#1}}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:last-first}{\textsc{#1}}{#3}{#5}{#7}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}}
{\iffirstinits
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\usebibmacro{name:andothers}}%Questo codice elimina la virgola tra cognome e nome dell'autore in bibliografia
\renewbibmacro*{name:last-first}[4]{%
\ifuseprefix
{\usebibmacro{name:delim}{#3#1}%
\usebibmacro{name:hook}{#3#1}%
\ifblank{#3}{}{%
\ifcapital
{\mkbibnameprefix{\MakeCapital{#3}}\isdot}
{\mkbibnameprefix{#3}\isdot}%
\ifpunctmark{'}{}{\addhighpenspace}}%
\mkbibnamelast{#1}\isdot
\ifblank{#4}{}{\addlowpenspace\mkbibnameaffix{#4}\isdot}%
\ifblank{#2}{}{\\addlowpenspace\mkbibnamefirst{#2}\isdot}}
{\usebibmacro{name:delim}{#1}%
\usebibmacro{name:hook}{#1}%
\mkbibnamelast{#1}\isdot
\ifblank{#4}{}{\addlowpenspace\mkbibnameaffix{#4}\isdot}%
\ifblank{#2}{}{\addlowpenspace\mkbibnamefirst{#2}\isdot}%
\ifblank{#3}{}{\addlowpenspace\mkbibnameprefix{#3}\isdot}}}%———————————–
% IMPOSTAZIONI GENERALI DELLA PAGINA
%———————————–%Comando che elimina la numerazione delle sections senza eliminarne la presenza nell'indice
\setcounter{secnumdepth}{-2}%\doublespacing % interlinea doppia
%\onehalfspacing % interlinea 1.5
\singlespacing % interlinea singola%Elimina indentazione di inizio paragrafo per il corpo del testo in tutto il documento
\setlength{\parindent}{0pt}%Elimina indentazione di inizio paragrafo per le note a piè di pagina in tutto il documento
\footnotemargin .5em %CB
%———————————-
% RIDEFINIZIONE DI \maketitle
%———————————-
\makeatletter
\def\maketitle{%
\cleardoublepage
\thispagestyle{empty}%
\begingroup
\topskip\z@skip
%\null\vfil %CB
\begin{center}
\LARGE\bfseries \centering
\openup\medskipamount
\@title\par\vspace{24pt}%
\mdseries\@author\par
%\vfill % CB
%\includegraphics[height=1cm]{LogoPoli.png}
\vspace{2\baselineskip}
\end{center}\@thanks}
\makeatother\title{Titolo di Prova}
\author{Autore\thanks{Facoltà di Filosofia Università}}%{0}\begin{document}
%——————
% FRONTESPIZIO
%——————\date{}
\maketitle%———————
% SEZIONI
%———————\section{Introduzione}
Nonostante la severa condanna del dualismo kantiano da parte di Hegel, espressa tramite la celebre formula secondo cui <
> %————-
% BIBLIOGRAFIA
%————-%Le due istruzioni seguenti, unite alla penultima a valore <<\refname>>, permettono di fare puntare l'indice correttamente alla pagina delle References
\clearpage
\phantomsection
%Impostazioni per pagine della bibliografia
\fancyhf{} %elimina header/footer vecchi
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
%\pagenumbering{arabic}
\fancyfoot[L]{\small \textit{References}}
\fancyfoot[R]{\thepage}
%\include{}\addcontentsline{toc}{section}{\refname}
\printbibliography
%\printshorthands
\end{document}
`
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Se avessi mandato un esempio minimo compilabile sarebbe stato meglio.
ho aggiunto la classe article, poi però \chapter non è definito; sei sicuro che stai usando la classe article?il codice si compila benissimo se si tolgono gli errori che se si copia del codice da internet non è detto che chi l’ha scritto non abbia fatto altre modifiche o che l’abbia fatto giusto; per esempio il secondo argomento di \author non è standard, il che vuol dire che non va con la classe article e chi ha messo quel codice in rete l’aveva ridefinito in qualche modo che tu hai omesso. Evidentemente, inoltre, quella ridefinizione non è adatta a comporre il testo di \thanks.
Il codice corretto è il seguente:
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass{article}
\makeatletter
\def\maketitle{%
\cleardoublepage
\thispagestyle{empty}%
\begingroup
\topskip\z@skip
\null\vfil
\begin{center}
\LARGE\bfseries \centering
\openup\medskipamount
\@title\par\vspace{24pt}%
\mdseries\@author\par
\vfill
%\includegraphics[height=1cm]{LogoPoli.png}
\end{center}\@thanks}
\makeatother\title{Titolo di Prova}
\author{Autore\thanks{Facolt\`a di Filosofia Universit\`a}}%{0}
\begin{document}\maketitle
\section{Primo}
\end{document}
`[tt]\cleardoublepage[/tt] non produce errori, ma dubito che sia necessario con la classe article che di default scrive oneside, e con oneside \cleardoublepage non differisce da \clearpage; siccome poi il titolo va in testa alla prima pagina di un articolo, non c’è pericolo che ci siano già delle pagine in conda pronte per essere trasferite al file di uscita.
La prima riga è la riga magica che permette di sapere con quale codifica è stato registrato il file e permette a TeXShop e TeXworks di autoconfigurarsi per usare quella codifica.Come vedi ho tolto il secondo argomento ad \author e ho aggiunto nella definzione di \maketitel il comando \@thanks, in fondo, che permette di stampare il testo di \thanks.
Raccomandazione: Copia codice da internet solo se sai che cosa stai facendo, e cioè se capisci ogni singola riga del codice e sei sicuro che i vari comandi facciano esattamente quello che dovrebbero fare in modo standard; se così non succede, non chiedere sul forum, ma segui le raccomandazioni che trovi nell’Arte di scrivere con LaTeX, cioè di rivolgerti a pacchetti di configurazione, tipo titlesec in questo caso, che sono in grado di ridefinire tutto nel modo corretto.
Per fortuna in questo caso le correzioni erano facilissime da apportare, ma spesso procedendo in questo modo, cioè copiando da internet, non lo sono affatto.
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Usi inkscape perché è un programma di disegno interattivo vettoriale o per altri motivi?Secondo me, e l’ho sperimentato direttamente, è molto più facile usare il pacchetto tikz, anche se all’inizio la mancanza di interattività obbliga almeno a tenersi il manuale di tikz aperto in una finestra accanto a quella del sorgente .tex.
standalone, in pratica non serve per “customizzare” l’immagine, ma serve a scontronarla; con tikz non ne hai bisogno.
Con inkscape il procedimento ti obbliga a disegnare ogni immagine per conto suo e poi fare tutta la trafila per avere ciascun pdf annotato (con le formule e le legende) e scontornato; con tikz puoi disegnare, volendo, tutte le immagini via via direttamente nel file .texPer carità, Daniele, non voglio dire che sia sbagliato usare inkscape; è un ottimo programma e serve per molte cose, ma ho il sospetto che sia sopravvalutato grazie alla sua interattività.
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Il tuo file sorgente contiene i comandi \cite per citare quei due riferimenti?Oppure il tuo sorgente .tex contiene un comando \nocite{*} ?
Hai lanciato pdflatex, poi bibtex, poi pdflatex (due volte)?
Hai letto come si ottiene la composizione di una bibliografia sull’Arte (capitolo 7, pagina 109, in particolare quanto c’è scritto nel §7.2.5 nella pagina 120)?
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Figurati se non hai mai sentito parlare del pacchetto afterpage…:wink: So che qualcuno guarda a questo pacchetto “with stiff nose” 😯 , ma quando è necessario è necessario 🙂Poi il pacchetto caption dovrebbe metterti a disposizione un comando \caption* che non mette né il numero né la parola Figura prima del numero; puoi fare qualcosa come
`\usepackage{afterpage} % nel preambolo\afterpage{% inizio dell'argomento di \afterpage
\begin{figure}[p]
\includegraphics[width=…]{…}
\caption*{Questa è una figura con la sola didascalia}
\end{figure}
\clerapage}% fine dell'argomento di \afterpage
`
e dai un comando di questo genere per la quarta figura da mettere dopo la fine del capitolo, lasciando l’ultima pagina del capitolo tranquillamente mozza, anche se contiene poche righe e forse la figura ci starebbe lo stesso; se succedesse (a posteriori) togli \afterpage da questa unica figura finale.Per la quinta, sesta … figura, non occorre usare \afterpage, basta che tu metta il solo specificatore di posizione `p’ e ci pensa la routine di uscita a spararne fuori una alla volta prima del capitolo successivo; dopo l’ultimo capitolo, per pura prudenza, ne caso yu volessi ancora mettere qualcosa di non sezionato a livello di \chapter o \chapter*, mettici ancora un \clearpage, poi quello che ti pare comincerà su una nuova pagina
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Sì, decisamente non ti eri spiegato bene, e da quanto mi dici, ho il sospetto che la tua installazione di TeX Live 2011 sia difettosa o che non sia propio perfettamente configurata. Io sul mio Ubuntu (virtuale) ho la TeX Live 2011 montata seguendo le regole di Enrico e da me texdoc graphicx mi da il documento giusto.Comunque prova con texdoc grfguide che funzionava anche con le versioni precedenti alla 2011
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No capisco dove sia il problema; dipende da che cosa contiene.Io ho un pdf di 900 pagine ma è normale che sia così visto il materiale che contiene.
Certo se tu sprechi spazio con le righe bianche fra testo ed equazioni, fra testo e testo e metti immagini che prendono un’intera pagina, non mi stupisco che arrivi a tante pagine. Componi meglio, scala meglio le immagini; raramente è necessario inserire una figura a piena pagina e quasi mai a larghezza piena; normalmente io curo che ogni immagine con l’altezza inferiore alla larghezza, si larga non più di 0,8 volte la larghezza dello specchio di stampa, cioè imposto [tt]\includegraphicx[width=0.8\textwidth]{immagine}[/tt]. Componi a pacchetto, cioè con entrambi i margini giustificati; eventualmente carica anche il pacchetto microtype che permette di sfruttare meglio lo spazio a disposizione.
Cerca di comporre come Dio comanda (come le buone regole di tipografia raccomandano) e vedrai che anche il tuo file di prova si ridimensiona.
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Tanto per cominciare, consulta la documentazione, nella fattispecie quella di grapjicx (texdoc graphicx da terminale); scoprirai che la sintassi di \graphics path che tu hai usato
`\graphicspath {Figure – Immagini}`
è sbagliata.Inoltre non mettere mai spazi nei nomi dei file e delle cartelle perché danno dei problemi con alcuni sistemi operativi.
epstopdf con la versione TeX Live 2011 è superfluo; l’opzione dvipdfm non c’entra per nulla nel senso che componendo con pdflatex non hai nessun bisoogno di convertire dal formato dvi al formato pdf; il suo friver collide con quello di pdflatex.
Non lasciare mai una riga bianca nel sorgente prima di un’equazione; lnessun capoverso comincia mai con una equazione fuori testo (in buona tipografia}
Se vuoi comporre senza allineamento a destra dai una volta sola dopo \beginPdocument{ il comando \raggedright; ma a che cosa ti servirebbe LaTeX per comporre un testo in bandiera?
Ricordati inoltre che gli ambienti center, flushleft, flushright e simili lasciano sempre circa una riga di spazio prima e dopo il testo che contengono; di solito non si devono usare, se non rarissimamente in circostanze particolari (un titolo, una firma di lettera a destra, e simili)
La m puntata con pedice si scrive \dot{m}_u
L’esempio che proponi, in ogni caso non solo non è un esempio minimo compilabile, ma manca proprio del comando con cui inserisci al tua immagine.
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Interrompendo a mano la composizione a due colonne/lingue, non è difficile mettere a mano le immagini a piena pagina a fondo pagina.
So che esiste un pacchetto di Høgholm che aggiusta il piazzamento delle immagini nella composizione a due colonne permettendo l’inserimento anche a fondo pagina, ma temo che funzionasse solo con \twocolumn. Si chiama dblfloatfix; la sua documentazione nomina specificatamente \twocolumn e afferma che questa funzionalità verrà incorporata in latex3. chissà che caricando uno dei nuovi pacchetti l3….sty non si scopra che la cosa è già fatta; tuttavia parallel non si basa su \twocolumn, quindi…
1 Luglio 2012 alle 5:53 in risposta a: Titolo indice analitico non allineato con gli altri capitoli #75734::
Non sono convinto che un \null sia sufficiente. Ho letto tutto il codice che sta dietro a \twocolumn[…]; di mezzo c’è un comando \@topnewpage che gioca molto con le scatole della lista dei float e con le altezze di queste scatole; temo che anche mettere un \null in più dentro \@makeschapterhead non serva a molto.
Enrico mi ha preceduto a suggerirti imakeidx. Se non specifichi nessuna opzione né quando carichi il pacchetto nè quando usi il comando \makeindex, fa quasi esattamente quello che succede con la situazione preconfezionata da latex.ltx, book.cls, eccetera, ma è più flessibile nel caso di indici multipli e per il caso che si voglia usare uno file /ist diverso da quello di default. L’unica differenza è che compone direttamente l’indice analitico, senza dover ricorrere alla manfrina di eseguire pdflatex, poi eseguire makeindex, poi eseguire di nuovo pdflatex. Fa tutto da solo nella prima esecuzione di pdflatex.La differenza vera, e secondo me utilissima, è che si può specificare il numero di colonne (preimpostato a 2) ma le colonne sono ottenute con il pacchetto multicol che ha due pregi; non ricorre a \twocolumn e pareggia le colonne nell’ultima pagina. Te lo consiglio come pacchetto da preimpostare sempre in ogni classe; inizialmente non funzionava con la classe memoir, che ha i suoi sistemi per creare diversi indici analitici, ma Enrico è riuscito con un solo statement a far si che imakeidx funzioni anche con memoir.
30 Giugno 2012 alle 20:15 in risposta a: Titolo indice analitico non allineato con gli altri capitoli #75731::
Sì, hai proprio messo il dito sulla piaga.Direi che il problema stia proprio nel fatto che con \twocolumn la parte che genera il titolo viene posta dentro un oggetto mobile che in qualche modo perde dello spazio verticale prima del titolo, per cui, quando l’oggetto a piena pagina viene inserito nella pagina a due colonne, mancando di quello spazio il titolo corrente appare più in alto.
forse lo si può aggiustare modificando \@makeschapterhead, magari aggiungendogli solo un \hrule di altezza nulla prima degli spazi verticlali superiori. Domattina ci provo.
::Doc” post=74860
sono dell’università di pisa ma penso che da noi non ci sia una cosa del genere purtroppo…
Da piccola ricerca con google: http://www.di.unipi.it/phd/tesi/PisaPhdThesis-style.html
Comunque, è vero: non si trova un vero stile “ufficiale”!
Vecchiotto (del 1999) e si riferisce alla tesi di dottorato, epr cui genera il frontespizio in quel senso. Difficile da modificare per un novizio.
Benché siano privo di fronzoli, e quindi inizialmente ti possano fare una certa impressione rispetto alle varie toolbar di LyX, ti suggerisco senz’altro TeXworks, se non hai un Mac e TeXShop se hai un Mac. Il pregio di questi editor è che hanno incorporato, senza bisogno di configurarli in modo particolare, un visualizzatore del file pdf di uscita e ne permettono la ricerca diretta e inversa; non sono gli unici editor con questa prerogativa, ma sono gli unici nati fin dall’inizio con questa prerogativa; consentono di iniziare i propri file con certe righe “magiche} (commenti del file TeX scritti in un certo modo che essi editor sanno interpretare e che permettono loro di autoconfigurarsi convenientemente — è tutto spiegato nell’Arte di scrivere con LaTeX — link qui sopra nella sezione Documentazione). Io lavoro su due Mac (uno fisso e uno portatile) e uso sempre TeXShop, malgrado altri preferiscano editor famosi e onnipotenti, ma difficili da usare, e per ricordare le centinaia di shortcut da tastiera, se uno non li usa 8 ore al giorno 365 giorni all’anno.
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Guarda, ho pensato ad un fascicoletto in cui c’è solo una pagina di titolo, creato con la classe article; con geometry ho allargato lo spazio del margine sinistro di 20mm; ho lasciato il comando \section inalterato, per poter conservarne il numero da far funzionare come numero della scheda; ho creato i vari comandi ridefinendo il comando \subsection in modo che metta il suo argomento nel margine sinsitro, allineato con il testo che lo segue; i vari comandi \Finalità, \Obbiettivo, eccetera vano usati come comandi di sezionamento.
Guarda se ti va:
`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[11pt,a4paper,titlepage]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lmodern}\usepackage[width=14cm,left=45mm]{geometry}
\setlength{\marginparwidth}{35mm}
\setlength{\marginparsep}{3mm}
\reversemarginpar\renewcommand*{\subsection}[1]{\par\vspace{.5\baselineskip}\noindent
\marginpar{\raggedleft\textsc{#1}}}
\newcommand*{\Finalita}{\subsection{Finalità}}
\newcommand*{\Obbiettivo}{\subsection{Obbiettivo}}
\newcommand*{\Dinamica}{\subsection{Dinamica}}
\newcommand*{\Domande}{\subsection{Domande}}
\newcommand*{\Materiale}{\subsection{Materiale}}
\newcommand*{\Verifica}{\subsection{Verifica}}\begin{document}
\begin{titlepage}\centering
\oddsidemargin=10mm
\vspace*{3\baselineskip}
{\Large\scshape Mario Rossi\par}
\vspace{\stretch{1}}
{\LARGE\scshape Schede di tricotetratomia\par}
\vspace{\stretch{2}}
{\large\scshape Liceo Antonio Neri\par}
{\normalsize\scshape Anno scolastico 2012–2013\par}
\end{titlepage}\section{Laboratorio di tricotetratomia}
\Finalita Addestrare gli allievi all'uso corretto del laboratorio di tricotetratomia.\Obbiettivo Raggiungere una adeguata padronanza delle metodologie di laboratorio.
\Dinamica Ogni esercitazione sperimentale consisterà di 15 minuti di esposizione da parte del docente e di 40 minuti di attività autonomo degli allievi suddivisi in gruppi di tre ad ogni tavolo di laboratorio.
\Domande Qual è la funzione ultima della tricotetratomia?\noindent Perché la tricotetratomia si applica alla medicina forense?
\Materiale Ogni tavolo del laboratorio sarà equipaggiato di un tricotetratomo della ditta Schwindler BK 212 e di un microscopio Optigreat ZB521, ognuno dotato degli accessori d'uso e dei manuali operativi.
\Verifica La verifica si svolgerà singolarmente per ogni allievo fornendogli un capello da tricotetratomizzare e l'allievo descriverà nel rapporto finale le caratteristiche che ha rilevato nelle sezioni del campione.
\end{document}
`Questo tanto per incominciare; poi cambia tu come preferisci, o butta via il tutto se non ti piace niente.
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