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30 Giugno 2012 alle 14:51 in risposta a: Titolo indice analitico non allineato con gli altri capitoli #75729::
Il link simbolico si trova in /opt, dove l’hai creato quando prima di dare il comando ln -s … hai scritto $ sudo mkdir -p /opt.Se non conosci queste cose, vuol dire che sei nuovo anche di Ubuntu; non è una colpa; tutti ci siamo passati prima o poi, ma all’inizio ci siamo passati tutti.
Quando però arrivavamo ad un piattaforma Linux da una Windows, era normale che non sapessimo che cosa fosse un link simbolico, perché Windows non ne disponeva, e la nostra ingoranza era parzialmente giustificabile; ora WinVista, Win7 e Win8 dispongono anche dei link simbolici, ma pochi utenti Windows lo sanno, perché solo una minoranza usa il terminale (prompt dei comandi in gergo Windows).Un link simbolico è un nome che compare in una cartella e che rappresenta un’altra cartella o un altro file; nel momento in cui ti scrivi:
`
sudo ln -s /usr/local/texlive/2011/bin/x86_64-linux /opt/texbin
`
dici che come superuser (su = SuperUser — sei quasi un operatore di amministrazione, ma non proprio il padrone della Linux box autorizzato a fare qualunque cosa furba o meno furba che si possa fare in una Linux box, anche danni irreparabili) vuoi eseguire il comando ln; poi dici
ln, cioè crea un link con l’opzione -s: questa opzione indica un link simbolico; i successivi due percorsi dicono che il primo percorso reale è rappresentato dal secondo simbolo, che ha l’aspetto di un percorso ma ne ha solo l’aspetto.Se clicchi nella barra laterale del tuo Ubuntu sull’icona che riporta l’etichetta Home Folder e ci clicchi sopra si apre una finestra dove a sinistra puoi scegliere da quale cartella vuoi cominciare a vedere le cartelle; clicca su File yistem e a destra ti appaiono tutte le cartelle che sono nella radice del file system; clicca sulla cartella opt; ora a destra ti appaiono le cartelle che contiene, in particolare la cartella texbin, che però ha una icona diversa dalle altre che hai già visto: infatti contiene anche una freccia: quella freccia vuol dire che quella icona è un link simbolico che punta altrove: se ci clicchi sopra, infatti vedi le stesse cartelle e gli stessi file che sono contenuti nella cartella /usr/local/texlive/2011/bin/x86-64-linux.
Se cancelli il link simbolico non cancelli la cartella o il file reale, ma cancelli solo il suo nome dal file system; se cancelli cliccando sull’icona di un file o una cartella reale (non farlo, per carità) cancelli davvero quell’oggetto.
::illinguista1972″ post=74837
Ciao a tutti,
devo fare il frontespizio della tesi, ho usato Lyx… sapete mica dove trovare un template da utilizzare? Non sono proprio capace di crearmelo da solo (sono veramente alla rpime armi con LATEX).
Grazie mille
🙂Primo consiglio: non usare LyX, ma un editor per LaTeX.
Secondo consiglio: se scrivi la tua tesi con la classe suftesi, avrai diverse possibilità per fare il tuo frontespizio.
Terzo consiglio: http://www.latextemplates.com
Ciao
TommasoQuarto consiglio: oltre a evitare di usare LyX (quando ti staccherai dal cordone ombelicale di LyX ti domanderai perché l’hai usato per tanto tempo, e perché mai ti è venuta l’idea di usarlo — di buoni editor multipiattaforma adatti a LaTeX ce ne sono molti, quindi hai solo l’imbarazzo della scelta) leggi la documentazione dei pacchetti che vuoi usare: per esempio se usi suftesi, che a me piace molto, leggi la documentazione di suftesi aprendo un terminale, scrivendoci dentro texdoc suftesi, premendo il tasto “invio” e, finalmente, scoprendo che hai tutta la documentazione già sul tuo PC o Mac o Linux box, a meno che tu abbia caricato (alle spalle di LyX, che comunque ne ha bisogno) una versione ridotta del sistema TeX (altro errore da non fare); fallo per leggere la documentazione di ogni pacchetto e poi ti renderai conto del perché LyX ti lega le mani.
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Cerca dove si trovino a partire da /usr i file della distribuzione TeX Live; se non si trovano in /usr/local/texlive/2011/ allora hai fatto qualche errore precedentemente, che forse si riesce ad aggiustare usando mv per spostare interi alberi da una parte all’altra del file system. Con un file system gestito da UNIX, non è un’operazione complicata, purché lo si faccia come root o superuser.Inoltre se hai caricato la versione 2011, l’ultimo comando deve essere
$ sudo ln -s /usr/local/texlive/2011/bin/x86_64-linux /opt/texbin
::Michele O.” post=74838Noto però che nella pagina subito dopo il frontespizio c’è un pagina praticamente bianca con qualche scritta in basso. Potrei semplicemente svuotare la pagina colophon in modo da avere quella dopo il frontespizio bianca?
Un’altra domanda: se voglio togliere gli indici delle tabelle e figure, devo letteralmente tagliare le parti relative nel file Indici? Inoltre, per togliere sommario, abstract e ringraziamenti devo toglierli dal file tesi.tex, giusto?
Tutte le cose da togliere sono da togliere dai file sorgente .tex, non dal .pdf; oi basta spendere quei pochi secondi per compilare e si ha un .pdf tutto nuovo e senza le parti indesiderate.
L’idea sarebbe non di cancellare, ma di commentare tuttii i comandi che si riferiscono alle cose da togliere. Oppure il concetto sarebbe quello di racchiudere gli ambienti da togliere fra
`
\iffalse
…
\fi
`
In modo che l’interprete non legge nemmeno la parte fra questi due delimitatori, ma tutto quello che c;era nel file ci resta, così che se lo si vuole ripristinare non si fa nessuna fatica, visto che basta cancellare i due delimitatori.
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Io ridefinirei il comando \part, con ‘titleformat{part} invece di ridefinire il comando per scrivere la “parte” nell’indice.
Per lo meno curerei che le due definizioni vadano d’accordo.Bisogna tenere conto che \part, tra le altre cose, manda della roba all’indice mediante un comando \addtocontents e starei bene attento a che cosa viene inviato all’indice; magari il trattino va messo lì, non nella formattazione della riga.
Ecco perché, benché l’uso dei pacchetti come titletoc e titlesec siano molto comodi, quando scrivo una classe io preferisco gestirmi da solo tutto quanto, invece di appoggiarmi a pacchetti esterni, che, benché comodissimi e agilisssimi, sono precostituiti e non sgarrano da quanto sono stati programmati per fare. Tra l’alto i comandi relativi alla formattazione del titolo della parte e di come questo titolo compare nell’indice sono abbastanza semplici, quindi non è difficile ottenere quello che desideri. Con \chapter e con \section, oltre ai comandi di sezionamento inferiori, le cose sono più complesse.
Apri book.cls, eventualmente anche book10.clo (o una delle sue consorelle), e cerca le definizioni per realizzare \part e \part*; guarda che cosa fanno e agisci di conseguenza. Scusa ma sto scappando.
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Be’, di solito il retro del frontespizio, della pagine del titolo, contiene le informazioni legali; se non ne hai inserisci una pagina bianca nel file pdf, o meglio, nel file sorgente scrivi \clearpage\thispagestyle{empty}\null\clearpage dopo aver terminato le istruzioni per stampare il frontespizio.Alternativamente stampa il frontespizio solo fronte e stampa dalla seconda pagina in fronte retro, sempre che i margini pari e dispari corrispondano davvero alla parità del numero di pagina; infatti la prima pagina dopo il frontespizio, che non sia la pagina delle informazioni legali, deve essere una pagina dispari, la pagina 3, non la pagina 2.
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Probabilmente stai connettendoti al terribile lentissimo mirror di Roma2 con il comando:
`
$ sudo ./install-tl -gui -lang it \-repository mirror.ctan.org/systems/texlive/tlnet
`[tt]mirror.ctan.org[/tt] è un indirizzo internet dove sono elencati tutti i mirror, e tlmgr cerca in quel sito l’indirizzo del mirror più vicino. Già quello di Bologna sarebbe molto meglio e c’è spiegato nella guida di Enrico.
Io uso un altro mirror, olandese: http://archive.cs.uu.nl/mirror/CTAN/systems/texlive/tlnet e non ho mai avuto problemi…
Però può succedere che tu sia connesso a un server lento e quindi è possibile che la connessione cada per la lentezza della risposta. Se anche cambiando server i problemi restano, segui il metodo di scaricare l’unico file ISO e poi installa TL dal file ISO. Scaricare un solo grosso file da un server è più facile che scaricare 2300 file dallo stesso server. Però una volta terminata l’installazione, in generale, devi fare l’aggiornamento, cosa che credo in questo momento non sia necessario.
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il comando da usare è \marginpar
`
\newcommand\Obbiettivo[1]{\marginpar{\raggedleft\textit{#1}}}
`Nel preambolo devi scrivere
`
\reversesidemargin]
`Non usare il maiuscolo; i titoli diventano troppo larghi, mentre stando nel margine sono abbastanza in evidenza; al massimo, prima di #1 metti \bfseries.
Leggi bene l’Arte al paragrafo 4.5, pagina 51. Nella GuidaGuIT ci sono maggiori informazioni sui parametri che controllano la scrittura delle note marginali § G.10.2.
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Se hai titoli brevi e scrivi solo fronte, puoi provare a sezionare la tua scheda usando una tua personale realizzazione del comando section, che scrive il titolo tutto come nota marginale. Ricordati di specificare \reversesidemargin, ma configura con geometry lo specchio di stampa affinché il margine sinistro sia sufficientemente ampio; per le note marginali nel margine sinistro definisci un nuovo comando in modo che le stampi sempre in bandiera allineate a destra con la dichiarazione \raggedleft.
Non esagerare con il corpo e con la nerezza; il fatto che il titolo di ogni sezione della scheda sia tutto nel margine, magari su più righe assicura che esso sia sufficientemente visibile (il book designer Bringhurst scriveva i titoli delle sezioni in corsivo minuscolo nel margine esterno, ma avrebbe accettato anche il maiuscoletto).
La larghezza limitata della nota marginale va adattata al margine che hai imposto con geometry; in ogni caso eviti la bruttura che ti ho segnalato nella tua xdescr., grazie al fatto che, sia pure su più righe (2, massimo 3) esso sia composto colo margine destro allineato.
Prendere come modello una classe per un curriculum vitae non mi sembra una buona idea; tuttavia ricordati che puoi affidarti alla classe di base article e puoi usare la guida tematica Introduzione alla creazione di file di classe (qui sopra nella Documentazione) se aspetti un giorno o due dovrebbe venire caricata una nuova versione che mostra un esempio reale di classe (quella con cui ho composto quella guida tematica); certamente devi inventarti la ridefinizione del comando \section, ma poi la userai tale e quale come la useresti per avere i titoli correnti delle sezioni in un normale articolo, solo che il titolo non verrà composto in nero esteso e corpo maggiore dentro lo specchio di stampa, come succede con la classe article senza modifiche, ma verrà composto tutto nel margine.
Buona fortuna; la cosa non è estremamente difficile, ma certamente ti ci vorrà un po’ di tempo, ci vorranno un po’ di prove prima che la cosa ti soddisfi. Mi sembra però la strada giusta. Se ci saranno idee migliori, tanto meglio!Claudio
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