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fontenc con la sua opzione serve per usare font a 256 caratteri in cui le lettere accentate sono già disegnate con gli accenti; è essenziale usare questo genere di font quando si scrive in lingue che usano accenti o altri segni speciali sopra o sotto le lettere affinché l’algoritmo di sillabazione funzioni al meglio. Naturalmente non è l’unico motivo, ma secondo me è un motivo sufficientemente importante.
È spiegato nell’Arte. Se vuoi saperne di più leggi l’appendice intitolata Codifiche nella GuidaGuIT (link qui sopra nella sezione Documentazione).
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Usi il pacchetto pdfpages; ne leggi la documentazione con texdoc pdfpages dando il comando in una finestra chiamata terminal oppure prompt dei comandi.Se non hai una stampante fronte retro, ricordati che devi stampare i fogli della segnatura in modo corretto, stampando prima le facciate pari, poi rimettendo i fogli in ordine poi di nuovo nella stampante per stampare le facciate dispari.
Molto lavoro manuale se devi farlo con una stampante che non esegua da sola il fronte retro.
Infine il problema della pinzatrice; deve essere a braccio lungo, perché pinzare nella piegatura di una segnatura in formato A5 ottentuta piegando fogli A4 richiede un braccio di almeno 110mm; per braccio intendo la profondità della fessura nella quale bisogna inserire i fogli da pinzare, non la lunghezza meccanica della parte mobile della pinzatrice che in effetti costituisce il braccio di una leva.
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\thispagestyle vale per una sola pagina, come dice il nome: “stile di questa pagina”.Per passare da una a due colonne basterebbe usare i comandi \onecolumn e \twocolumn e viceversa.
Ma se capisco bene il tuo problma vorresti che lo stile a due colonne avesse una occupazione della pagina più grande di quello ad una colonna, invadendo almeno in parte lo spazio destinato alle note marginali.
È fattibile, ma non con un comando predefinito, né con il pacchetto fancyhdr che gestisce solo le testatine e i piedini, ma non la griglia di stampa.
Ti suggerisco di aprire un terminale e di digitarvi dentro texdoc memoir, e poi
o o quel che c`’ scritto sul tasto del tuo elaboratore. Ti si apre al documentazione della classe memoir, con la quale si pu`ø fare di tutto; in particolare si può definire un nuovo stile di pagina, che coinvolge non solo el testatine e i piedini, ma anche la griglia di stampa, mediante il comando \newpagestyle; questo ti permette di dare un nome a questo tuo nuovo stile, per esempio mypagestyle e alternare gli stili headings e mypagestyle con i comandi \pagestyle{headings} e \pagestyle{mypagestyle}. Come ti dicevo si può fare: non è banale, ma gli esempi che ci sono sul manuale di memoir spiegano abbastanza bene la cosa.
Ovviamente, se vuoi seguire questa strada, non puoi usare per il tuo documento la classe, diciamo, book, che stai usando adesso, ma devi usare la classe memoir.
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Lorenzo, Tommaso,
questo messaggio sembra fuori luogo, visto che ora siete verso la fine del vostro articolo su pgfplots e all’inserimento di questo nuovo capitolo nell’arte, ma penso che sarebbe bene che foste al corrente di quanto segue.Sono in contato con Rober Furster dell’università di Valencia; è un prof di matematica che ha scrtto un pacchetto grafico interessante e semplice da usare; lo potete vedere nel sito http://www.upv.es/~rfuster/xpicture/ scaricando non solo xpicture.zip, ma anche calculator.zip.
Si tratta di una pacchetto per disegnare grafici piani; solo in due dimensioni. ma in comandi, uno per ogni azione sono decisamente più semplici di quelli di pgfplots. La galleria di esempi mostra alcni disegni che non sono da meno di quelli che si possono fare con pgfplots, ma con un manuale che si legge in mezz’ora.
Si tratta di una estensione dell’ambiente picture, nativo di LaTeX ed è compatibile con pict2e e curve2e (dal quale Robert si è ispirato per alcuni comandi che ho scritto io, in particolare per la divisione — questo mio contributo indiretto non ha nulla a che vedere con il fatto che vi suggerisca di dargli una occhiata.
calculator.sty e calculus.sty, i due pacchetti che estendono le possibilità di calcolo di LaTeX mi pare di avere capito che sono già su CTAN, ma xpicture non lo è ancora, sebbene la versione sperimentale si accessibile e legittimamente usabile; Robert intendo non solo caricarla a breve su CTAN, ma anche corredarla del manuale di istruzione in inglese; per ora è solo in catalano, ma tranne qualche parola è comprensibile come il castigliano ma dopo un po’ si comprendono anche le parole che all’inizio erano oscure.
Tra i disegni che si possono fare ci sono anche quelli parametrici (sempre a due dimensioni); l’esempio delle curve di Lissajous che Robert presenta, sembra non presentare nessun problema con la granulosità dei nodi e della loro curvatura che con pgfplots hanno attratto tante discussioni in questo filone.
Mi rendo perfettamente conto che la notizia di questo pacchetto appare un po’ postuma rispetto al vostro completamento di Grafici.pdf ormai quasi raggiunto; nello stesso tempo questo messaggio è precoce rispetto al fatto che Robert non ha ancora pubblicato su CTAN il suo contributo. Tuttavia mi sembra importante farvi partecipi di questo “segreto”, informazione non ancora pubblica, perché forse ora o nel prossimo futuro potrebbe essere importante citarlo in Grafici.pdf e forse anche nell’Arte.
Claudio
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Non farti ingannare dalla “piccolezza” del corpo 10pt.Il punto non è tanto quello di scegliere un corpo da adulti (10pt) o da bambini di prima elementare (16pt) oppure per pazienti con gravi degenerazioni della retina (24pt — ho una cara amica che soffre di questa patologia e riesco a farla leggere solo con questo corpo, ma talvolta le serve ingrandire la pagina sullo schermo). Il punto è che la riga deve essere adatta al corpo del carattere principale, in modo che la riga non sia faticosa da leggere, non tanto per la grandezza del carattere, quanto per la facilità con cui l’occhio riesce a individuare senza sforzo l’inizio della riga successiva; generalmente si parte dal presupposto che la lunghezza ottimale sia di (66±6) caratteri, spazi e segni di interpunzione compresi; ovviamente sono indicazioni psicometriche che non devono essere prese alla lettera, ma secondo me ci si avvantaggia se le si rispetta.
10pt va benissimo, ma la riga non deve essere troppo lunga o troppo corta; nella guida tematica sul layout della pagina (qui sopra nella documentazione) sono indicate le lunghezze ottimali di riga per diversi caratteri. Anche con le indicazioni di quella guida, non prenderle per oro colato; puoi cambiare un poco, ma ti consiglio di non cambiare troppo.
Inoltre bisognerebbe legare la lunghezza ottimale della riga di stampa all’altezza delle minuscole; a pari corpo, i caratteri differiscono sensibilmente per la snellezza dei caratteri e per l’altezza delle minuscole; se queste sono relativamente alte ma più snelle, il font si legge bene anche con un numero di caratteri maggiore di quello indicato come ottimale. L’avanzamento di riga o interlinea contribuisce anche un poco al comfort di lettura, ma certamente l’interlinea non deve essere molto discosta da 1,20 volte il corpo del carattere; il fattore 1,5 porta già una interlinea esagerata, ma 1.30 potrebbe andare bene con certi font ed essere troppo per certi altri. Noi sul forum raccomandiamo sempre di non cambiare l’interlinea di default; indicare un’interlinea diverso richiede una competenza tipografica che noi dilettanti (almeno io) non abbiamo.
8 Giugno 2012 alle 19:23 in risposta a: [RISOLTO] TL -ultima versione e \resizebox o \scalebox #74808::Non è proprio la bozza che viene passata alla \box255, ma la pagina definitiva a cui aggiungere il materiale di contorno: illustrazioni, note al piede e a margine, testatine.
Lo o che bozza non è la parola giusta; so solo che la scatola 255 contiene il testo giustificato e dotato dei vari inserti non mobili; Knuth la chiama galley proof, e proof so bene che non è equivalente a draft.
Chiedo infatti come si chiama questa cosa, perché non so tradurre galley proof nemmeno approssimativamente.
In effetti non è importante e rispetto a questo filone è decisamente off topic.Grazie comunque.
8 Giugno 2012 alle 16:29 in risposta a: [RISOLTO] TL -ultima versione e \resizebox o \scalebox #74806::
Grazie a tutti!Mi cospargo il capo di cenere perché ho confuso \Large con \large. Questo era l’errore; in realtà tutto funzionava benissimo e la mia fiducia nel TL Team era come al solito ben riposta. Anche la fiducia in voi, naturalmente. Grazie ancora.
Enrico, hai fatto bene a ricordarmelo, perché io mi ricordavo solo che le scatole impegnate venivano allocate in ordine progressivo, tranne la 255 che era riservata alla routine di output per conservare una specie di galley proof (come si chiama in italiano la galley proof? bozza a nastro continuo? bozza non impaginata?); per altro, a scanso di equivoci proteggo sempre tutto nei gruppi e con le estensioni di e-TeX ora so che il ripristino di qualunque cosa che non abbia avuto una assegnazione globale viene ripristinato correttamente. Ma, come dici bene, è meglio evitare.
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Attento che con la classe article la riga di testo di default a 10pt vale 345pt, mentre a 11pt vale 360pt; questi valori sono già scelti per mantenere intatto il numero medio di caratteri in ogni riga, anche se, parlando di medie, non è detto che lo stesso testo abbia gli stessi fine riga.
Per l’altezza potresti fare nella stessa maniera che userai per la larghezza, ma non come hai fatto ora, erché aumentare del 10% la larghezza della riga dopo aver selezionato 11pt ti porta ad aumentare del 10% la giustezza di 360pt, non quella di 345pt.Con geometry riesci a mantenere lo stesso numero di righe e a fissare giustezza e altezza del blocco di testo coerente con l’aumento del 10% del corpo.
Attento ancora ad una cosa se usi certi font il corpo 11pt, (in realtà, di solito, 10,95pt) viene ottenuto ingrandendo il font da 10pt; con altri font viene ottenuto diminuendo il font da 12pt; questo complica ulteriormente la cosa e ti richiede alla fin fine una sperimentazione piuttosto empirica.
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L’iniziativa è ottima, ma secondo me lo sviluppo comunitario richiede un coordinatore, altrimenti si rischia che ognuno (autorizzato ad accedere ai sorgenti) faccia delle aggiunte o delle modifiche che sono in contrasto con altre o vengano ripetuti in luoghi diversi gli stessi concetti.
La GuidaHuIT è un lavoro comunitario, forse troppo grande perché io riesca a fare correttamente il lavoro di coordinatore, ma qui voglio prendere ad esempio l’ottima Arte di scrivere con LaTeX; il fatto che Lorenzo sia così “geloso” dei suoi sorgenti è una cosa che capisco benissimo; lui è il coordinatore e la recente associazione con Tommaso non ha fatto altro che migliorare il tutto; Entrambi sono aperti a suggerimenti e critiche, segnalazioni di errori di cose che potrebbero essere fraintese. Nessuno di noi che ha contribuito all’Arte in qualche forma indiretta si sente “menomato” dal fatto di aver dovuto aspettare che Lorenzo e Tommaso approvassero e facessero propria la comunicazione ricevuta dagli lettori/utenti di quella guida.
Spero che anche i lettori/utenti della GuidaGuIT non si siano sentiti “menomati” nel dover passare attraverso di me.
Ma questo non vuol dire che il lavoro della Community non debba essere coordinato.
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Ma non ti va bene il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto di cui voi leggere la documentazione? Pe resempio vuoi la documentazione di geometry:1) apri un terminale (Applicatons/Utilities/Terminal.app; se prima di chiudere il terminale, clicchi (right click oppure shift click) sulla sua icona nella barra in basso, e scegli di mantenerlo nella barra, la prossima volta ti basta cliccare sull’icona);
2) ci scrivi texdoc geometri;
3) premi invio;…
4)… hoplà: si apre Preview/Anteprima con il documento aperto pronto per essere letto.Più semplice di cosi?
Attento: credo che esista un elenco dei nomi dei documenti che si possono aprire e leggere con texdoc; quasi sempre è il nome del pacchetto o della classe, ma non sempre; per esempio se gui leggere la guida per scrivere i comandi per una nuova classe non esiste un pacchetto specifico, ma esiste la documentazione che si chiama clsguide; se vuoi una guida sui font il nome è fntguide; se vuoi una guida di graphics e dei tool grafici di serie, il nome è grfguide. Per la classe memoir la guida è memman; però c’è anche memdesign, molto interessante ma non è una vera documentazione della classe, ma un “bigino” di un corso di tipografia e book design.
Non ti basta? Apri il Finder e scegli dal menu Go to folder e nella finestrina scrivici /usr A questo punto hai tutto quanto è radicato un /usr, scegli local e vedi che c’è nache TeXLive,; scegli TeXLive e trovi texmf-dist; clicca e scegli doc, scegli latex, scegli quel che ti pare, per esempio geometry; trovi tutti i file pdf che contengono informazioni su geometry; doppio click su uno qualunque di questi file e ti si apre Preview/Anteprima con il documento aperto. Certo passare per texdoc è più facile, ma se segui questa strada più lunga puoi leggere anche documentazione che non riesci a leggere con texdoc.
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L & T,
in tutti i grafici tridimensionali si da per scontato che l’asse con direzione approssimativa NW-SE sia l’asse x, che quello con direzione approssimativa SW-NE sia l’asse y, e quello verticale sia l’asse z.Tuttavia non guasterebbe se verso le estremità di questi assi ci sia il nome della variabile.
Prendo un esempio: il digramma della funzione di Bessel (di prima specie) J_{\nu}(x), come la si vede simboleggiata in diversi liri di matematica, non ha i nomi delle tre variabili coincidenti con x, y, z; sembrerebbe che nel vostro diagramma, l’asse verticale riporti il valore della funzione e dovrebbe essere etichettato J oppure J_{\nu} oppure J_{\nu}(x); che l’asse NW-SE dovrebbe essere marcato \nu, e l’asse SW-NE dovrebbe essere marcato x. Se così non è, allora questa è una prova in più che il diagramma non si capisce, nel senso che io conosco le funzioni di Bessel di prima specie abbastanza bene per essere un vile meccanico; se non ne riconosco il disegno, vuol dire o che i miei neuroni si vano riducendo più velocemente di quanto io vorrei che non succeda 🙁 , oppure che il disegno è mal fatto 🙂 o che manca dell’informazione indispensabile.
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Qualunque modifica tu voglia fare NON la puoi fare sul file originale, perché è vietato dalla licenza. Poi copiare il file cancel.sty in un altro con nome diverso, per esempio, cancella.sty, e su questo puoi fare quel che ti pare, purché tu non lo distribuisca ad altri.Come fare a mettere le mai dentro ad un file sty scritto probabilmente con comandi di basso livello che ricorrono ad altri pacchetti che richiedono a loro volta di essere studiati, ecc, ecc, ecc, è una cosa per persone molto esperte. Se lo dovessi fare io, probabilmente ricomincerei da zero, forse; non te lo so dire perché non ho aperto quel pacchetto, che non mi interessa usare.
Per questo ti suggerisco di accontentarti della freccia che va da sinistra in basso a destra in alto con la scritta a fianco della punta della freccia. La modifica la farai quando sarai diventato esperto di linguaggio base, “primitivo”, del markup TeX/LaTeX.
In ogni caso nella parte Documentazione del forum c’è un manuale di Enrico intitolato Appunti di programmazione in TeX e LaTeX; in questo testo puoi cominciare a prendere familiarità con il linguaggio.
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Appunto; il master è codificato in ISO8859-1 e probabilmente inputenc ha l’opzione latin1; i file subalterni sono scritti con TeXstudio impostato di default per usare UTF-8, e sono salvati con quella codifica. Dunque quando lo inglobi con \input, pdflatex legge un file che crede essere scritto in latin1, mentre invece è scritto con un’altra codifica.Per pdflatex quello che conta è l’opzione data a inputennc. Per TeXstudio quello che conta è la sua impostazione specificata nelle preferenze; come fare a risolvere? dipende: se vuoi mantenere i file subalterni separati devi copiarli dai file attuali e incollarli dentro file nuovi per i quali tu abbia preimpostato l’editor alla codifica ISO8859-1. Se non ti interessa tenerli separati, allora li puoi effettivamaente copiare e incollare nel file master.
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