OldClaudio

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  • in risposta a: Numeri romani nei capitoli #73020
    OldClaudio
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      Andrea, so che ti piacciono le cose all’antica, ma…

      Come la metti con l’indice quando dovresti incolonnare cose come

      Capitolo I introduzione
      …
      Capitolo XXVIII Conclusione

      Ci hai pensato?

      Mi dirai, ma il mio testo non contiene 28 capitoli. Bene però potrebbe averne 8, e I con VIII sono di lunghezze troppo diverse. Naturlamente può fare un indice con gli elementi non incolonnati, ma la ricerca sull’indice diventerebbe un po’ più faticosa.

      in risposta a: Indice di leggibilità di un testo #73010
      OldClaudio
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        Non sono sicuro che LaTeX possa contare le parole e i caratteri, ma forse è possibile; quell che non può contare sicuramente a mio vedere sono le frasi; già ci vuole una definizione di frase molto precisa che sia grammaticalmente/sintatticamente valida; se frase vuol dire periodo è una cosa, se vuol dire enunciato è un’altra, se vuol dire proposizione è un terzo, eccetera. Ma mentre LaTeX può contare, forse, le parole contenute in un periodo, ben delimitato fa l’inizio di un capoverso o la fine del periodo precedente e un punto fermo, piì difficilmente può riconoscere gli elmenti linguistici che non siano racchiusi fra delimitatori ben definiti..

        Tuttavia esistono programmi che consentono di di contare le parole e i caratteri; mi pare che fra questi ci siano anche noti editor che citiamo spesso in questo forum, e che *forse* sono capaci di evitare di contare gli elementi del markup di LaTeX. non ho mai incontrato un programma che sia capace di contare le frasi e quindi di trovare dove inizia e dove finisce una frase. Limitandosi ai caratteri e allae parole, LaTeX è capacissimo di fare quei conti, come è capacissimo attraverso il famoso write18 di laciare un altro programma e di leggerne l’output, per poi eseguire dei conti si numeri letti.

        Oni soit qui mal y pense; non mi è mai passato per la mente che tu potessi avere delle difficoltà a distinguere l’italiano dall’inglese; infatti io non avevo commentato su quel punto, nonostante ieri sera fossi un po’ suonato… Mi riferivo a queste “scemenze” di indici di leggibilità.

        Primo: “scemenza” è il mio personale giudizio di queste cose; può darsi che sia scemo io, invece che l’indice di leggibilità, ma mi stupisca che un linguista come De Mauro spenda del tempo su queste americanate. *Sempre parere personalissimo e senza offesa per nessuno*.

        Secondo: mi pare di ricordare, ma non ho sottomano il testo per poter verificare, che nel libro “La scrittura tecnico scientifica” (o titolo simile) di Matricciani, si citino alcuni indici di leggibilità tratta dalla letteratura statunitense su questo argomento; mi pare di ricordare che Matricciani proponesse dei coefficienti diversi da inserire in quelle formule ma in modo che fossero più adatti all’italiano. Gli scrissi un messaggio privato in cui gli esprimevo i miei dubbi sul concetto stesso di indice di leggibilità.

        Ora io sono il sigor Nessuno per quel che riguarda la linguistica; e forse lo sono anche in tutti campi in cui esprimo el mie opinioni, ma quello che manca da una formula di leggibilità è il profilo del lettore; è chiaro che per un bambino le frasi subordinate sono troppo complicate, mentre quelle coordinate sono più semplici. È chiaro che per una persona istruita i periodi lunghi con diverse frasi subordinate e con “parolone” lunghe, complicate e con etimo risalente al latino e al greco non sono un problema. quindi senza profilo del lettore non c’è indice che tenga. Ma come classifichi il profilo del lettore in termini numerici?

        in risposta a: Novizio alla ricerca di sorgenti #73024
        OldClaudio
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          Prova a scaricarti questo archivio.zio cliccando su questo link

          http://dl.dropbox.com/u/46128876/Archive.zip

          Dimmi quando l’hai fatto che libero un po’ di spazio sulla mia dropbox.

          in risposta a: Indice di leggibilità di un testo #73007
          OldClaudio
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            Ricordo comunque che indici di leggibilità ce ne sono diversi e le costanti che compaiono nelle formule dipendono dalla lingua; attento a non prendere i coefficienti validi per l’inglese, quando valuti un testo in italiano.

            in risposta a: Centrare un figura indipendentemente dai margini #72902
            OldClaudio
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              Un volgare errore si “stampa” mio’ volevo scrivere \vspace e volevo evitare il comando \stretuch; oi sai come vanno queste cose quando si fa una cosa e se ne pensa un’altra. ci vuole \vspace*{\hfill} come qualche riga sopra.

              edit Dopo 600 km di guida ero un po’ ritardato mentalmente…:sad:

              Riprendiamo da capo: il trucchetto di \oddsidemargin e \evensidemargin serve per rendere i margini uguali; il tutto racchiuso dentro a \begingroup e \endgroup serve per mantenere locale questo cambiamento’ i duce comandi \clearpage servono per assicurarsi che le code di oggetti flottanti prima e dopo siano vuote. Magari il primo \clearpage potrebbe andare prima di \begingroup.

              A questo punto la gabbai è centrata fra il bordi laterali della paginal la testatina e il piedino sono spostati lateralmente insieme alla gabbai del testo; in veritcale non si è fatto nulla, quindi la gabbia non è necessariamente centrata verticalmente.

              Ora si tratta di mettere la figura al centro della gabbia; a me parrebbe che
              `
              \begin{figure}[p]
              \centering
              \includegraphics[…]{…}
              \end{figure}
              `
              dovrebbe essere sufficiente a centrare la figura inclusa con \includegraphics sia verticalmente sia orizzontalmente dentro la gabbia; se non è questo quello che vuoi allora devi usare eso-pic o simili programmi; anche tikz ha una funzione per centrare una immagine di sfondo nella pagina, non nella gabbia, ma non l’ho mai usato.
              Infine ci sarebbe anche la possibilità di usare l’ambiente picture col quale si può mettere quasliasi cosa in qualunque punto, ma non è proprio la cosa più semplice da fare, anche se con un po’ di pratica non si tratta di una cosa impossibile. Visto che ci sono già programmai come eso-pic che usano picture dietro le quinte, perché rompersi la testa per rifare ciò che è già disponibile?

              in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70406
              OldClaudio
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                Certo, ma tre giorni fa ti avevo scritto:

                Manca anche la chiamata al pacchetto setspace.

                devi mettere \usepackage{setspace} o nel main file dopo \usepackaage{graphics}, ma prima degli \input ai tuoi file, oppure verso l’inizio del file preamboloRicorso.tex, altrimenti il comando \singlespace non è definito quando lo deve usare.

                Ti ho mandato il preamboloRicorso.tex ma io ho fatto l’errore di non mandarti anche il main file, o peggio, di non inserirti la chiamata del pacchetto setspace in preamboloRicorso.tex, pensando che avessi gia rilevato tu stesso il mio messaggio di tre giorni fa e che vi avessi provveduto. Scusami.

                Ti allego un file zip con tutti i file modificati un poco e con tutti i pacchetti necessari (e forse anche qualcuno superfluo) aggiunti o lasciati come tu li avevi messi.

                Clicca qui:

                http://dl.dropbox.com/u/46128876/Ricorso.zip

                Le modifiche che ho fatto ai testi sono essenzialmente qualche virgola e qualche aggettivo al femminile; ricordo che si era parlato di rendere automatica la gestione degli articoli e degli aggettivi per accordarli al genere del ricorrente o dei ricorrenti; non lo vuoi più fare?

                Un’altra cosa necessaria sarebbe quella di trasformare il file preamboloRicorso in un vero file .sty da richiamare con \usepackage (ora come ora non lo si può fare); ci sarebbe qualche vantaggio. Non ti suggerisco, invece di creare un pacchetto apposta per la procura, perché potresti averne tanti diversi a seconda del genere del procurante, del loro numero e del tipo di atto di cui ti affidano la procura.; ma il comando procura andrebbe definito solo in preamboloRicorso e il generico file procura dovrebbe definirne solamente il testo. Sapresti come fare? altrimenti te lo posso fare in pochi secondi…

                Infatti te l’ho già fatto aggiungendo anche altre funzionalità: scarica il file cliccando su:

                http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso-1.zip

                Le modifiche sono queste:
                1) il pacchetto macroricorso.sty prevede una opzione “nobollo” che permette di comporre su carta non bollata; di default è in vigure la varaitne “bollo” (in realtà si tratta di una variabile booleana, ma non ti preoccupare di questi dettagli) che compone il ricorso senza rispettare al spaziatrura dei 10mm fra le righe; Ho inteso che la versione senza carta bollata fosse una versione da brutta copia o da archivio, senza in vincoli delle righe virtuali che erano disegnate sulle carte da bollo distanziate di 10mm; oppure che la versione nobollo fosse adatta alla copia per il cliente o per l’archivio. Se non è così, le modifiche da fare sono poche, ma è tutta una zona da esplorare.
                2) il nuovo comando \PROCURA serve per definire il nome di un file che contenga solo il testo della procura e sia “personalizzato” per l’identità del ricorrente; questo file di solo testo ha il nome che si vuole, ma può venire scritto in modo diverso per ogni procura, come può essere ottenuto da un template (copia e incolla da un file fisso che funziona da maschera) dove si aggiungono solo il nome, la data di nascita e simili, ma con il testo/formulario giuridico immutato. Secondo me è opportuno che questo file di puro testo abbai il nome del ricorrente. Vedi file inclusi.
                3) nota che se dai il comando \procura, ma non è stato definito nel preambolo il nome del file del testo della procura, il comando non fa assolutamente niente.

                Il tuo problema di scrivere un ricorso in modo più o meno automatico presenta delle parti interessanti, compresa la scrittura sulla griglia della carta da bollo; hai fatto molto bene a cimentatici; bisogna per altro farci un po’ la mano con le definizioni dei comandi e simili cose; sei sulla buona strada.

                in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70404
                OldClaudio
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                  Ti riallego il file preamboloRicorso.tex, casomai nel fare copia e incolla tu abbia dimenticato qualche cosa; e ti allego anche il file pdf che si ottiene con i font Latin Modern.

                  Clicca sui link seguenti:

                  http://dl.dropbox.com/u/46128876/preamboloRicorso.tex

                  http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso.pdf

                  Per scaricare i file e avvisami quando l’hai fatto.

                  in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70402
                  OldClaudio
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                    Prima di psedirti il codice l’ho provato e da me funziona benissimo con i font lmodern che usi anche tu; se non usi i font lmodern allora bisogna cambiare qualcosa, in particolare abbandonare il maiuscoletto inclinato se le serie e forme della tua famiglia di font non contengono il maiuscoletto inclinato oppure se ne chiamano la forma con un altro nome.

                    Però senza il messaggio d’errore, preso un poco prima e un poco dopo dal file log, né io né altri riusciamo a scopre dove sia il guasto; hai presente le sfere di cristallo? di solito non funzionano…:smile:

                    in risposta a: Centrare un figura indipendentemente dai margini #72900
                    OldClaudio
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                      Marco, questo l’avevo capito, ma la tua frase precedente, sgrammaticata e con parole scelte male voleva dire “prima di avere fissato i margini”.

                      Allora so che c’è un pacchetto che fa quello che vuoi tu, ma non l’ho mai usato e non sono siciro che sia changepage o altro.
                      Io faccio così:, in modo meno elegante, e molto ruspante:
                      `
                      \begingroup\clearpage
                      \oddsidemargin=\dimexpr (\oddsidemargin + \evensidemargin) / 2 \relax
                      \evensidemargin=\oddsidemargin
                      \vspace*{\hfill}
                      \centering %per il centraggio orizzontale
                      \includegraphics[…]{…}
                      \par\vstretch*{\hfill}
                      \clearpage
                      \endgroup
                      `

                      Ovviamente, se vuoi puoi definirti un comando; i \begingroup e \endgroup servono per limitare la ridefinizione dei margini a solo questo gruppo, senza che si propaghino alle pagine successive; questa impostazione funziona sia sulle pagine pari sia su quelle dispari.

                      Se invece vuoi mettere nel centro del foglio una immagine di sfondo, allora devi usare i pacchetti eso-pic oppure watermark.

                      In entrambi i casi pensaci bene, perché cambiare geometria del layout di pagina a metà del documento, sia pure per metterci qualcosa di speciale come una immagine, in generale non è una idea molto buona.

                      in risposta a: Centrare un figura indipendentemente dai margini #72897
                      OldClaudio
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                        a priori dei margini impostati,

                        😕 😕 😕

                        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72614
                        OldClaudio
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                          I linee generale la frase potrebbe andare bene, ma è il relativamente elementari che non mi piace; pict2e serve per lavori relativamente elementari (vi ho disegnato delle funzioni ellittiche (vedi l’articolo su Ars#13); tikz serve per lavori mediamante avanzati non solo di matematica (se non sbaglio Till Tantau è un matematico); basta sfogliare il manuale per capire che non si riferisce solo alla matematica. Per lavori matematici avanzati ci vuole software dedicato come Mathematica, come per un disegno esecutivo di una parte meccanica ci vuole autocad e lo stesso per una planimetria di urbanistica e simili.

                          in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70400
                          OldClaudio
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                            Fra i numerosi errori che fai c’è quello di usare le dichiarazioni come se fossero dei comandi; usi quindi troppe parentesi graffe al posto sbagliato e finisce che i tuoi comandi non hanno l’effetto atteso, come per esempio la dichiarazione \singlespace che devi applicare a tutto il blocco e non l’ambiente singlespacing alle sole quattro righe finali (orrende). Te le lascio orrende, ma la tua intestazione dovresti scriverla solamente così:
                            `
                            %INTESTAZIONE di STUDIO
                            \newcommand{\intestazione}{%
                            \vbox to0pt{
                            \vss\vbox{\centering\singlespace
                            % \includegraphics[scale=1.10]{timbroPellegrino.jpg}
                            \textsc{\large \nomeAvvocato}\\
                            {\fontshape{scsl}\footnotesize Studio Legale Associato}\\[.5ex]
                            {\tiny
                            ROMA via New York n.~100 — 00146\\
                            Tel. ??????? (4 linee) Fax ????????\\
                            NEW YORK via Roma n.~11 — 00186\\
                            Tel. ??????? (44 linee) Fax ????????
                            \par}}}
                            }
                            `

                            Le ultime 4 righe sono orrende perché sono troppo piccole e troppo ravvicinate; la loro distanza è proporzionale al copro; è il corpo che è tremendamente piccolo, come se l’indirizzo e il telefono dello studio legale fossero informazioni trascurabili, quali quelle dei “bugiardini” oppure da non invitare a leggere, come le clausole capestro dei contratti.

                            Piuttosto mettile su due sole righe, se ti da fastidio il loro ingombro verticale, ma scrivile più grandi, almeno \footnotesize (\scriptsize, secondo me è già troppo piccolo).

                            Le istruzioni per i clienti delle Poste Italiane non dicono che il cap deve essere indicato prima del nome della città?

                            Se vuoi davvero il nome “Studio Legale Associato” scritto in maiuscoletto inclinato, non caricare il pacchetto slantsc e usa direttamente il comando \fontshape come ho fatto io; dopo ci vorrebbe un comando \selectfont, ma questo comando non l’ho scritto perché è già compreso dentro \footnotesize.

                            Il comando \par alla fine del gruppo dove vige la dichiarazione \tiny serve per essere sicuri che le spaziature sia quelle di \tiny, e non quelle del font circostante.

                            In sostanza io scriverei l’intestazione in questo modo:
                            `
                            %INTESTAZIONE di STUDIO
                            \newcommand{\intestazione}{%
                            \vbox to0pt{
                            \vss\vbox{\centering\singlespace
                            % \includegraphics[scale=1.10]{timbroPellegrino.jpg}
                            \textsc{\large \nomeAvvocato}\\
                            {\fontshape{scsl}\footnotesize Studio Legale Associato}\\[.5ex]
                            {\footnotesize% cambiare in \scriptsize ?
                            \tabular{r@{\quad—\quad}l}
                            Via New York n.~100 — 00146 ROMA &
                            Tel. ??????? (4 linee) Fax ????????\\
                            Via Roma n.~11 — 00186 NEW YORK &
                            Tel. ??????? (44 linee) Fax ????????
                            \endtabular}\vspace*{5mm}}}
                            }
                            `

                            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72611
                            OldClaudio
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                              Il tuo codice per tikz:
                              `
                              \secchio [fill=gray, fill ratio=0.9] at (0,0);
                              `
                              non sarebbe molto diverso dal codice (che non ho allegato, ma che ho scritto — non è adatto ai principianti) di pict2e che mi permette di scrivere
                              `
                              \put(0,0){\secchio{0.9}{gray}}
                              `

                              Il codice non è adatto ai principianti perché pict2e non permette di accedere ai suoi comandi interni di calcolo (benché un paio li abbia scritti io); nella fattispecie la geometria analitica non mi ha richiesto più di trenta secondi, ma lavorare un modo efficiente senza ricorrere ad altri pacchetti per eseguire i calcoli con numeri fratti mi ha richiesto una mezz’oretta; dico “senza ricorrere ad altri pacchetti esterni” perché si potrebbe ricorrere al pacchetto calc. ma lì ci sarebbe un altro manuale da studiare per il nostro principiante. Il paragrafo Expressions di etex.pdf è solo una pagina, ma credo che sia abbastanza ostico per un principiante (con LuaLaTeX sarebbe più facile, ma prima di prendere la mano con il linguaggio Lua ce ne vuole… 🙁 ).

                              In ogni caso non so perché Lorenzo dica che sia più semplice lavorare con il mouse per i disegni qualitativi che non lavorare con il disegno programmato; o meglio, lo so, ma non sono completamente d’accordo; certo può essere una valida alternativa, ma non sono convinto che si ottengano disegni fatti meglio; per esempio i disegni dei secchi di Lorenzo non sempre hanno la barra della bilancia perfettamente orizzontale, (là dove deve essere in equilibrio) e in più di un disegno non ha terminato il contorno della figura esattamente sullo stesso punto da cui aveva cominciato. Questi sono i tipici difetti di quando si lavora con il mouse; Lorenzo è stato bravo tanto che questi difetti non si notano se non si ingrandisce molto la figura; tuttavia con il disegno programmato questi difetti non si manifestano. Il posizionamento dei punti sul grafico ha la precisione di qualche scaled point (1 sp = 1 pt / 2^{16}) cioè, teoricamente, di una manciata di nanometri, in pratica limitata dalla discretizzazione dello schermo o delle stampanti digitali.

                              Tikz è molto meglio di pict2e ma la curva di apprendimento sale molto lentamente (tracciato delle competenze acquisite in funzione del tempo — non so perché gli americani la chiamino “steep learning curve” la curva è tutto fuorché “ripida” — loro si riferiscono alla acquisizione della totalità delle competneze in un tempo definito), mentre con pict2e la manciata di comandi da imparare ammonta solo a una ventina e poi ci vuole solo l’inventiva per usarli e, magari, anche l’inventiva per scriversi delle macro. Con Tikz io non posso fare a meno di tenere aperta la finestra che mostra il manuale accanto alla finestra dove compongo il codice; con pict2e non lo faccio quasi mai.

                              Ho scritto nel 2006 anche il pacchetto curve2e (distribuito con TeX Live, recensito su The LaTeX graphics companion); è una estensione di pict2e che speravo di completare fino a permettermi di usare nomi simbolici per le coppie di coordinate, cioè per i nomi dei punti; ho lasciato il lavoro a metà perché contemporaneamente è uscito tikz che copre abbondantemente quello che volevo fare e che ho lasciato incompiuto. Per giunta per usarlo oltre alla geometria analitica sarebbe utile conoscere anche in numeri complessi…:shock: — no buono ber brincibiante 😛

                              in risposta a: impaginazione #72895
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Per le pagine bianche fra frontespizio e dedica, quante ne vuoi lasciare? UNa sola, ti basta comporre la tesi con l’opzione twoside per il comando \documentclass; per lasciare più pagine ci vuole di più, per esempio:
                                `
                                % hai già fatto il frontespizio
                                \clearpage
                                \null
                                \clearpage
                                \null
                                \clearpage
                                % eccetera
                                \null
                                \clearpage
                                % qui scrivi la dedica
                                `

                                Per le pagine senza numerazione usa la classe book, inizia con \frontmatter e specifica \pagestyle{empty}, ]poi passa a \mainmatter e la numerazione riprende da 1; le pagine iniziali sono numerate con numeri romani, ma questi numeri con lo stile empty non vengono stampati.

                                Poi…
                                Medita bene se sia necessaria la dedica; la stragrande maggioranza delle volte non serve a niente ed è solo stucchevole.
                                Lo stesso vale per i ringraziamenti; le uniche persone che potrebbe essere necessario ringraziare sono i dipendenti/funzionari/dirigenti/professionisti presso cui si è svolta la tesi e che non erano tenuti affatto a seguire un laureando in azienda o presso lo studio professionale. I familiari presenti e futuri (fidanzati/e) non vanno ringraziati, né vanno ringraziati il relatore e gli altri membri del personale dell’università che invece hanno seguito la tesi, ma l’hanno fatto come loro compito istituzionale. Un grazie non guasta mai, ma la sobrietà è sempre estremamente gradita.

                                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72608
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Avevo messo questa risposta nell’altro filone; la ricpio qui.

                                  Tanto di cappello al sombrero di @Liverpool! Belli anche i tuoi secchi. Ma, @Liverpool hai reso perfettamante i sechhi con i manici ellitticie; Lorenzo hai disegnato i secchi con i manici ellittici; Perché? Io non ho mai visto un secchio con il manico ellittico…

                                  Ecco le figure dei secchi; Vorrei sottolineare che anche se sembra che io abbia disegnato 4 figure, come in effetti appaiono sulla pagina, in realtà ho solo disegnato il primo, dopo averlo schizzato su carta millimetrata per leggere le coordinate; cosa che è sempre meglio fare, anche se si usano altri software che sono capaci di proporzionare gli oggetti in modo automatico; con picture è una cosa, direi, necessaria, poi cambiare scala è un giochetto che si fa cambiando localmente il valore di \unitlength; dopo aver fatto il primo disegno, in dieci minuti comprese le macro LaTeX per disegnare gli oggetti, gli altri mi sono costati il tempo di un copia e incolla e la modifica di qualche coordinata.

                                  Naturalmente sto parlando di LaTeX2e, quindi dell’uso del pacchetto pict2e per adattare le capacità di LaTeX a quelle dei nuovi motori di composizione, con i comandi descritti da Lamport, e con qualche comando in più, offerto gratis da chi ha realizzato pict2e; e LaTeX2e permette di definire nuovi comandi, quindi l’ho usato allo scopo per non perdere tempo a ricopiare ogni volta i comandi dei disegni dei secchi, dell’acqua e della sabbia. Non ho fatto un unico comando come ha fatto @Liverpool con tiks, ma si potrebbe fare anche con pict2e; ho deliberatamente separato il contenuto dal contenitore per rendere il codice più chiaro, anche se meno efficiente.

                                  Come si può vedere i comandi sono più o meno lo stesso numero di quelli che sarebbe necessario usare con tikz (un po’ di più, ma poco); e il disegno è fortemente strutturato come mostrano i commenti.
                                  `
                                  \documentclass{article}
                                  \usepackage{xcolor}
                                  \usepackage{pict2e}
                                  \newcommand{\secchio}{% riferimento: il centro del manico
                                  \put(0,0){%
                                  \put(0,-0.75){\arc[0,180]{0.75}}
                                  \polygon(-0.75,-0.75)(-0.5,-2.75)(0.5,-2.75)(0.75,-0.75)
                                  }
                                  }
                                  \newcommand{\sabbia}{% riferimento: il centro del manico
                                  \put(0,0){%
                                  {\color{darkgray!60!white}\polygon*(-0.625,-1.75)(-0.5,-2.75)(0.5,-2.75)(0.625,-1.75)}}
                                  }
                                  \newcommand{\acquapiena}{% riferimento: il centro del manico
                                  \put(0,0){%
                                  {\color{lightgray}\polygon*(-0.6875,-1.25)(-0.5,-2.75)(0.5,-2.75)(0.6875,-1.25)}}
                                  }
                                  \newcommand{\mezzaacqua}{% riferimento: il centro del manico
                                  \put(0,0){%
                                  {\color{lightgray}\polygon*(-0.625,-1.75)(-0.5,-2.75)(0.5,-2.75)(0.625,-1.75)}}
                                  }
                                  \begin{document}
                                  Ad un braccio di una robusta bilancia \dots\ di sabbia appeso all'altro braccio.
                                  \begin{figure}[!ht]\centering
                                  \unitlength=5mm
                                  \begin{picture}(6.5,6.75)(-3.25,-6.75)\thicklines
                                  % Perno
                                  \put(0,0){\polygon*(0,0)(-0.3,-0.5)(0.3,-0.5)}
                                  % bilancere
                                  \polyline(-2.5,-0.5)(-2.5,0)(2.5,0)(2.5,-0.5)
                                  % secchio con sabbia
                                  \put(-2.5,-0.5){\sabbia}
                                  \put(-2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio con acqua
                                  \put(2.5,-0.5){\acquapiena}
                                  \put(2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio vuoto
                                  \put(2.5,-4){\secchio}
                                  % tiranti
                                  \thinlines
                                  \Line(1.75,-1.25)(1.75,-4.75)
                                  \Line(3.25,-1.25)(3.25,-4.75)
                                  \end{picture}
                                  \end{figure}

                                  Galilei si aspettava che\dots

                                  Con sorpresa di tutti i presenti \dots\ e, naturalmente, anche dopo (vedi fig.~6.4).

                                  \begin{figure}
                                  \unitlength=5mm
                                  \begin{picture}(6.5,6.75)(-3.25,-6.75)\thicklines
                                  % Perno
                                  \put(0,0){\polygon*(0,0)(-0.3,-0.5)(0.3,-0.5)}
                                  % bilancere
                                  \polyline(-2.5,-0.75)(-2.5,-0.25)(2.5,0.25)(2.5,-0.25)
                                  % secchio con sabbia
                                  \put(-2.5,-0.75){\sabbia}
                                  \put(-2.5,-0.75){\secchio}
                                  % secchio con acqua
                                  \put(2.5,-0.25){\acquapiena}
                                  \put(2.5,-0.25){\secchio}
                                  % secchio vuoto
                                  \put(2.5,-3.75){\secchio}
                                  % tiranti
                                  \thinlines
                                  \Line(1.75,-1)(1.75,-4.5)
                                  \Line(3.25,-1)(3.25,-4.5)
                                  {\color{lightgray}% gruppo di colore grigio chiaro
                                  % Posizione inziale del bilancere
                                  \Line(-2.5,0)(2.5,0)
                                  % Acqua che scende
                                  \put(2.5,-3){\polygon*(-0.15,0)(-0.15,-2)(0.15,-2)(0.15,0)}% riferimento: centro del fondo del secchio
                                  }
                                  \end{picture}
                                  \hfill
                                  \begin{picture}(6.5,6.75)(-3.25,-6.75)\thicklines
                                  % Perno
                                  \put(0,0){\polygon*(0,0)(-0.3,-0.5)(0.3,-0.5)}
                                  % bilancere
                                  \polyline(-2.5,-0.5)(-2.5,0)(2.5,0)(2.5,-0.5)
                                  % secchio con sabbia
                                  \put(-2.5,-0.5){\sabbia}
                                  \put(-2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio con meta' acqua
                                  \put(2.5,-0.5){\mezzaacqua}
                                  \put(2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio con metà acqua
                                  \put(2.5,-4){\mezzaacqua}
                                  \put(2.5,-4){\secchio}
                                  % tiranti
                                  \thinlines
                                  \Line(1.75,-1.25)(1.75,-4.75)
                                  \Line(3.25,-1.25)(3.25,-4.75)
                                  % Acqua che scende
                                  \put(2.5,-3.25){\color{lightgray}\polygon*(-0.15,0)(-0.15,-2.5)(0.15,-2.5)(0.15,0)}% riferimento: centro del fondo del secchio
                                  \end{picture}
                                  \hfill
                                  \begin{picture}(6.5,6.75)(-3.25,-6.75)\thicklines
                                  % Perno
                                  \put(0,0){\polygon*(0,0)(-0.3,-0.5)(0.3,-0.5)}
                                  % bilancere
                                  \polyline(-2.5,-0.5)(-2.5,0)(2.5,0)(2.5,-0.5)
                                  % secchio con sabbia
                                  \put(-2.5,-0.5){\sabbia}
                                  \put(-2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio vuoto
                                  \put(2.5,-0.5){\secchio}
                                  % secchio pieno d'acqua
                                  \put(2.5,-4){\acquapiena}
                                  \put(2.5,-4){\secchio}
                                  % tiranti
                                  \thinlines
                                  \Line(1.75,-1.25)(1.75,-4.75)
                                  \Line(3.25,-1.25)(3.25,-4.75)
                                  \end{picture}

                                  \caption{L'inatteso comportamento osservato disorienta Galilei, che non riesce a trovare una spiegazione soddisfacente.}
                                  \end{figure}

                                  \end{document}
                                  `

                                  Io non so se con OmniGrafle ci si mette meno tempo, ma le operazioni per creare il disegno non possono venire commentate, perché il disegno esce come risultato finale, non come una costruzione progressiva. quindi in caso di modifiche, non ostante l’interattività con quanto si può vedere sullo schermo, bisogna sostanzialmente ricominciare da capo.

                                  Certo picture esteso con pict2e non costa un euro, mentre Omnigraffle e simili programmi da disegno non integrati con LaTeX, di solito costano, specialmente se sono per il Mac.

                                  È chiaro che il mio esercizio raccoglie solo la sfida, ma non è valido per confrontarlo con il tempo che ci metterebbe un principiante, che per altro deve leggere solo una ventina di pagine di documentazione.

                                  Vorrei aggiungere ancora un dettaglio un po’ off topic, ma non tanto: a suo tempo usavo e facevo usare i miei studenti il programma PSpice per l’analisi dei circuiti, con la relativa produzione dei grafici, delle risposte in frequenza, eccetera.
                                  Il programma gratuito per gli studenti conteneva anche una interfaccia grafica per disegnare il circuito di cui si voleva eseguire l’analisi; Io non ho mai usato questa interfaccia proprio per il fatto che dopo aver disegnato il circuito lavorando solo colo mouse,se si voleva fare qualsiasi modifica/correzione era necessario o agire con l’interfaccia grafica ricominciando da zero, oppure agire sul file descrittivo in termini di codice di programma, sul quale era necessario conoscere la sintassi di ogni comando per poter eseguire non solo l’introduzione o la sostituzione dei componenti, ma per assegnare i parametri di funzionamento. Il linguaggio era completamente diverso dai vari markup dei programmi del sistema TeX o dei sui plugin da disegno, siano essi picture o tiks o pstricks o pgfplots o quel che è, ma l’idea è la stessa; il programma si corregge molto più facilmente del suo risultato finito.

                                  Ai tempi di LaTeX 209, quando non esisteva nemmeno pstricks o pdflatex, mi ero creato un plugin per disegnare i circuiti elettronici per i miei libri; tra codice e commento non ero lontano da circa 10 000 righe di codice … ma disegnavo dei bellissimi circuiti, e i miei collaboratori volevano usarlo anche loro; non avevo l’abitudine di scrivere il manuale per l’utente (in fondo l’utente per il quale l’avevo disegnato ero io stesso) ma con pazienza gliel’ho insegnato; loro sono stati i prima a concordare che il tempo necessario per disegnare qualunque circuito era confrontabile con quello necessario usando interfacce grafiche, ma che il tempo di correzione era infinitamente minore.

                                  Questo è un argomento che mi scordo sempre di citare, ma è il punto di forza del disegno programmato.

                                  [attachment=227]Secchi_2012-04-22.pdf[/attachment]

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