OldClaudio

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  • in risposta a: Programmare LaTeX, pacchetti e stili #71096
    OldClaudio
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      Per mettere uno sfondo bisogna mettere il disegno/foto prima che la routine di output metta il testo della pagina.

      Quindi dal puto di vista della programmazione è difficile, se non si conoscono i meccanismi interni di uscita delle pagine, e per questo bisogna ricorrere a pacchetti scritti da persone che questi meccanismi conoscono bene, oppure pacchetti come Tikz che sanno agire per conto proprio.

      Io direi che non c’è nulla di male se creando una classe si richiede uno di questi programmi e poi lo si usa per definire uno stile di pagina, per esempio, adatto solo alla composizione della pagina iniziale dei capitoli, cosa che si può fare semplicemente specificando \thispagestyle{miapaginainiziale}.

      Se poi si legge il codice interno di questi pacchetti, si può provvedere da soli con pochi comandi ad hoc, inve che con i comandi generici del pacchetto esaminato. Io, per esempio, ho trovato molto istruttivo leggere il codice del pacchetto eso-pic, e guarda caso, si tratta di usare l’ambiente picture con una “picture” di dimensioni nulle, infilato nel piedino o nella testatina che ci sono anche nello stille di pagina plain ed empty, ma che sono per lo più vuoti; diventa un giochetto semplicissimo, ma, visto che vuoi programmare in LaTeX, quella, secondo me, è la via più semplice e si imparano tanti trucchetti già disponibili con il nucleo di LaTeX, senza bisogno di ricorrere a pacchetti esterni.

      in risposta a: rientro particolare #71285
      OldClaudio
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        Liverpool, ti ringrazio di questa delucidazione; credevo anch’io foo a poco tempo fa che anche MiKTeX 2.9 avesse questa funzione, ma siccome non ho più MiKTeX da diversi anni, e siccome diversi messaggi che riguardavano direttamente o indirettamente mi lasciavano pensare che io fossi in errore, negli ultimi mesi ho sempre detto e scritto “Se hai TeX Live puoi usare texdoc…).
        M fa piacere di sapere che mi sbagliavo. Ti rigrazio moltissimo

        Claudio

        in risposta a: post script font 1 con pdflatex ma non con latex #71297
        OldClaudio
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          Be’ questo sarebbe un motivo sufficiente per caricare TeX Live 2011, visto che siamo nel 2012 e tra poco, diciamo un tre mesi, potrebbe esserci l’aggiornamento al 2012.

          In ogni caso anche con il 2010 puoi attivare lo shell escape; apri il tuo editor e cerca dove specifica il comando da passare al sistema operativo per lanciare il programma pdflatex ; in quella stringa di testo aggiungi l’opzione -shell-scape a quelle già esistenti e lasciando uno spazio prima e dopo, dai gli opportuni OK, ed esci; ora il tuo pdflatex deve essere in grado di usare questa funzionalità, e che ti appare all’inizio del file log con un messaggio del tipo Write 18 enabled.

          in risposta a: rientro particolare #71282
          OldClaudio
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            1) \usepackageüT1]{fontenc} è indispensabile epr comporre con qualunque lingua che usi segni diacritici, come gli accenti in italiano. A stretto rigore sarebbe indispensabile anche per le lingue che non usano segni diacritici (come l’inglese) perché basta una citazione in lingua straniera per averne bisogno, foss’anche solo per scrivere un nome di autore in lingua.

            2) Cambiare il modo di stampare gli elenchi non è banale, ma è descritto nella GuidaGuIT, la cui lettura non è adattissima a un novizio/a ma se si cerca nell’indice analitico il nome giusto si viene reindirizzati alle pagine dove se ne parla, qiuindi non è necessario leggere tutte le quasi 700 pagine. Nella fattispecie basta leggere la fine del § 17.4 con la spiegazione del eprché, che è proprio il tuo caso.

            3) le didascalie corte che stanno in una riga vengono sempre centrate; quelle che si scirivono su più righe vengono sepre composte a pacchetto (giustificate dai due lati, senza rientri se non sono state fatte personalizzazioni). siccome nel tuo preambolo è stato caricato il pacchetto caption, approfittane epr cambiarne la data e leggine la documentazione nel file caption-enf.pdf; se usi TeX Live 2011, ti basta dare da terminale il comando texdoc caption perché ti si apra sullo schermo la documetazione. Se hai MiKTeX devi andare a scovare il file dove MiKTeX lo tiene ben nascosto, ma perfettamente visibile se sai esplorare il disco con Esplora Risorse, o con Start|Computer, se usi Winwows 7. Usa le personalizzazioni che vuoi ricavandono el impostazioni da questa documentazione.

            Scusa se non ti do indicazioni più dettagliate sotto forma di codice, ma cerco di indirizzarti verso la documentazione, così diventi sempre più autonoma e sicura di quello che fai.

            in risposta a: rientro particolare #71278
            OldClaudio
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              L’ambiente bibliogarfia che ti ha scritto @ivan risolve il tuo problema. Ovviamente non risolve il problema di citare correttamente nel corpo del testo i veri riferimenti in modo automatico.
              Potresti ottenerli con l’ambiente thebibliografy, da usarsi come bibliografia, solo che \item deve essere sostituito con \bibitem[…]{…}
              dove i puntini fra graffe contengono la chiave da usare nell’argomento di \cite e i puntini fra quadre contengono il testo che apparirà nella citazione.

              Mi redo conto che se il file LaTeX che hai ricevuto dai neo convertiti dalla religione di Office alla religione di LaTeX è composto come il preambolo che ci hai mostrato, il lavoro di riadattamento è più oneroso che non usare il copia-incolla per creare ex novo una altro documento scritto in LaTeX come si deve.

              Quel preambolo sembra creato da uno di quei programmi automatici di conversione da Word a LaTeX; nessun programma di conversione fa un lavoro perfetto perché non può aggiungere al file convertito quella parte di markup che in Word non c’è. Tuttavia ho visto conversioni migliori, che almeno non considerano supertabular un pacchetto per comporre le tabelle in landscape, che caricano rotaiting, ma poi definisce anche amssidewaystable (che come dice il commento funziona con la classa amsbook, ma quel documento è composto con la classe book e la definizione si rifà a sidewaystable di rotating che fa già quelle cose), ma per essere più sicuro carica anche pdflscape che ancora fa quelle cose ma dà la possibilità di mettere in landscape anche le tabelle lunghe composte con longtable; che carica caption posteriore al 2004 e poi carica anche subfigure, che non serve affatto epr creare sotto tabelle di tabelle molto grandi; che tratta mainmatter come un ambiente, mentre è una dichiarazione, che usa di default lo stile di pagina myheaidngs costringendo il compositore ad usare \marckboth all’inizio di ogni cpaitolo e \marckright all’inizio di ogni paragrafo…

              Potrei continuare, ma mi fermo qui per non annoiare nessuno, e meno che mai @Mirandola, che, poveretta, deve far fronte ad una situazione al limite della disperazione.

              Ho scritto quelle cose solo per mettere in guardia tutti quanti contro i convertitori automatici da Word a LaTeX; possono dare una mano se sono fatti bene, ma nessuno fa alla perfezione; ne ho esaminati diversi e ne ho trovati di ancora peggiori di quello che è stato usato da chi ha convertito il file passato a @Mirandola. Writer2tex di OpenOffice e Libre Office fa meglio, ma anche quello non è assolutamente perfetto, e la qualità dipende molto anche da come è fatto il file Word da convertire.

              in risposta a: info cominciare con tex #71202
              OldClaudio
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                Jabref è un programma/script Java che fa più o meno le stesse cose di BibDesk, ma con una grafica diversa; forse è persino più semplice. Su Linux non dovresti avere problemi ad usare script java.

                Il file .bib prodotto da JabRef ha lo stesso formato di quello prodotto da BibDesk e questo è quello che conta per poter lavorare su entrambe le macchine.

                Ho usato un buon vecchio IBM AT fino a quando è uscito win95; saltando la fase del Win3.1, visto le lamentele che scaturivano da ogni utente di quella prima “rivoluzionaria” versione di Windows. Avev acquistato un editor shareware per DOS che permetteva di fare del vero editing sui file testuali in modo comodo e permettendo di gestire contemporaneamente diversi file, ma non sapeva nulla di TeX e Latex; dalla finestra comandi. l’unica che DOS avesse, davo a mao in comandi per compilare e visualizzare il DVI; poi mi ero costruito uno script/procedura bat (linguaggio usabile anche oggi, ma la maggior parte degli utenti di Windows non sa di avere sotto il cofano un motorino mica male per una macchina windows) che mi eseguiva la compilazione e lanciava il visualizzatore DVI. Quando poi è stato disponibile il formato PDF e Adobe Reader {che allora si chiamava Acrobat Reader) non è stato difficile produrre con la proceura bat riscritta anche il file PDF e il lancio del Reader.

                Comunque vorrei anche aggiungere che TeXworks forse offre meno del minimo sindacale e, infatti, nonostante sia pensato per un approccio dolce al sistema TeX, non lo consiglio ai novizi. Tuttavia finora è l’unico programma che consente di aprire un file codificato, diciamo latin1 (essendo TeXworks cnofigurato per la codifica utf8), di scoprire con quale codifiaca è stato scritto il file, anche se non contiene nesusn “suggerimento” delle intenzioni codificatorie di chi l’ha scritto, di ricaricalo con un solo click con la codifica giusta e di salvarlo in codifica utf8 o altra codifica a piacere., sempre con un solo click. Certo questo ragionamento non interessa un neofita, ma visto che@antolap è un neofita, si ricordi di questo commento quando scoprirà le varie codifiche che ci sono in giro e dovrà procedere alla conversione.

                in risposta a: fancyhdr e numeri di pagina [risolto] #71240
                OldClaudio
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                  Secondo me l’unica cosa che ti può permettere di scrivere i numeri di paigna nello stesso copro e quello di modificare la riga:
                  `
                  \fancyfoot[CE,CO]{\footnotesize{\thepage}}
                  `
                  \cambiando cioè \normalsissze in footnotesize.

                  Ma se la tua casa editrici vuoe i numeri in normal size allora defi fare quello che ti ho detto parecchi messaggi fa, cioè devi usare i comandi del pacchetto fancyhdr per definire lo stile fancyplain che va a sostituire lo stile plani senza fare altre acrobazie.

                  Leggine le istruzioni che trovi nella pagina 7, §7, nel file fancyhdr.pdf che hai già nel tuo disco; se hai texlive lo apri di sicuro eseguendo il comando texdoc fancihdr da terminale.

                  in risposta a: Latex o non latex…la mia esperienza #71075
                  OldClaudio
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                    No, probabilmente non è da rottamare; prenditi o acquistati un virtualizzatore montaci sopra Windows oppure Linux e puoi farci quello che ci faresti su una macchina vera, tranne qualche piccola limitazione riguardante alcune periferiche. Non c`’e problema perché di solito puoi vedere dal Mac gli stessi file riposti nel disco virtuale della macchina virtuale e con il Mac gestire quei file con le sue periferiche, siano esse stampanti, chiavette, dischi esterni o simili.

                    è vero che i virtualizzatori moderni si affidano la fatto che a Mac con processore Intel, ma sicuramente riesci a trovare in rete quelche versione datata, che magari ra è gratis, o comunque viene venduta a prezzo modico.

                    in risposta a: Intestazione e \maketitle #71255
                    OldClaudio
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                      egreg9″ post=70491

                      Per Bacco! è la prima volta che vedo usato \valign per qualcosa che non sia un semplice esercizio.

                      Negli “Appunti” c’è un [tt]\valign[/tt] annidato in un [tt]\valign[/tt]. 😉

                      Ciao
                      Enrico

                      Lo so bene; quello è un esempio “didattico”, bellissimo, del maestro,, e che conosco bene; ma questa è la prima volta che lo vedo usato da un “allievo” per affrontare un problema suo.

                      in risposta a: Frontespizio Tesi Politecnico di Torino #71261
                      OldClaudio
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                        Il frontespizio ideale è quello che si ottiene con la classe toptesi (top=Torino POlitecnico 😉 )

                        in risposta a: Intestazione e \maketitle #71251
                        OldClaudio
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                          Per Bacco! è la prima volta che vedo usato \valign per qualcosa che non sia un semplice esercizio.

                          Per far stare tutto in una pagina io non userei \maketutle ma se titlepage non fosse disponibile con article, metterei tutto (senza usare maketitle) in una minipage larga \textwidth e alta \textheight (la sintassi di minipage con la specificazione della larghezza e dell’altezza si trova anche nella HuidaGuIT mi pare nell’appendice G), coiscché vind=coli tutto quel materiale ad una pagina sola; attento a usare l’ambiente center dentro minipage, perché non si perde la riga bianca iniziale. ma se usi \centering e ci metti gli spazi che vuoi tu tal le varie parti, il \valing inziale, poi l’autore/auori, il tiiolo la data la versione, eccetera; Non hai da usare il pacchetto titling, e quello che hai impostato epr quel pacchetto lo usi direttamante prima e dopo la lista delgi autori, il titolo, l’eventuale sottotitolo. Insomma ti componi la paigna inziale come la vuoi tu.

                          in risposta a: info cominciare con tex #71196
                          OldClaudio
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                            L’editor in fondo potrebbe essere la parte meno importante nel processo di comporre con i programmi del sistema TeX.

                            Invece è proprio quello che funziona da interfaccia tra te e il programma di composizione; tu interagisci sempre con l’editor; cliccando gli opportuni pulsanti esegui mandi in esecuzione, per esempio, pdfLaTeX; questo trasforma il file che hai scritto con l’editor in un testo tipocomposto, poi quando ha finito informa l’editor di lanciare il visualizzatore per vedere in un’altra finiestra il risultato della composizione.. Poi puoi riprendere il ciclo per aggiunger, modificare, correggere, eccetera.

                            L’editor non fa nulla; su windows, al limite potresti usare BloccoNote e dalla finestra di comando dare i comandi per compilare, visulizzare, riprendere, eccetera. Ma diventeresti vecchio e ti disgusteresti di comporre in questo modo. (eppure noi vecchi abbiamo cominciato così e non ci siamo lasciati deprimere da un modo così rozzo di procedere; mal cl buon vecchio DOS non si poteva fare diversamente).

                            Bene: un buon editor è uno strumento essenziale; tu dialoghi con lui e lui fa quello che vuoi, docilmente al semplice tocco del mouse.

                            Per questo la tua domanda è importante; anche se devi scrivere una tesi di solo testo, il risultato filae che ti dà pdfLaTeX compenza ogni fatica che tu possa fare per cominciare, e il primo passo è leggere l’Arte.

                            I principianti si trovano bene con editor ricchi di barre di menù e di comandi da selezionare e da cliccare; Fra quelli multipiattaforma (che ti girano sia su Linux, sia su Mac) ci sono Texmaker e TeXstudio. TeXworks è semplicissimo, ma non ha tutti questi menù. TexWorks è dello stesso genere ma funziona solo su Mac.
                            Anche emacs è multipiattaforma e con il plugin auktex viene configurato apposta per lavorare con i file da tipocomporre con i programmi di TeX; ma o lo conosci già, oppure consumi molto tempo per impararlo ad usare con sufficiente scioltezza per gestire correttamente il file tex.

                            Ma c’è un altro punto che da principiante potresti sottovalutare: gli editor “LaTeX friendly” come quelli citati e decine di altri, lavorano essenzialmente con due finestre aperte; una dove fai il lavoro di editing e un’altra dove vedi il risultato; se questo risultato è in formato PDF, bisogna che l’editor vada a braccetto con il visualizzatore PDF per poter eseguire la ricerca diretta ed inversa; la ricerca diretta è quando clicchi in un punto del testo della finestra di editing e il cursore della finestra PDF si sposta nel punto corrispondente; la ricerca inversa è l’operazione opposta di quando si clicca in un punto del testo nella finestra PDF e il cursore nella finestra di editing si sposta se non proprio nel punto corrispondente, almeno qualche carattere prima o dopo. Durante la lavorazione della tesi queste ricerche dirette e inverse saranno quelle che ti permetteranno di risparmiare molto tempo durante le fasi di modifica e correzione.

                            Io sul Mac uso TeXShop e talvolta Aquamacs (emac+auctex stile MAc); talvolta uso anche TeXstudio, ma proprio poco; i menù con tutte quelle icone mi danno fastidio e mi riducono la superficie utile delle finestre, ma rieni presente che uso LaTeX da almeno 5 lustri, quindi ho una certa esperienza; ecco perché preferisco finestre senza fronzoli, le più semplici possibile, ma che mi consentano di fare speditamente tutte le operazioni di editing e di visualizzazione di cui ho bisogno.. Su Linux uso TeXworks e le poche volte che uso una macchina Windows uso TeXworks

                            in risposta a: fancyhdr e numeri di pagina [risolto] #71233
                            OldClaudio
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                              Modifica lo stile plain con fancyplain

                              in risposta a: WinEdt 7.0 #71230
                              OldClaudio
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                                Ti garantisco che li vale tutti quei 40$; per me l’unico neo è che non gira sul Mac; tornerei volentieri su WinEdt, che ho usato per una decina d’anni con grandissima soddisfazione, fino a quando non sono passato al Mac e ho abbandonato completamente le macchine Windows, dove, per quel poco che mi capita, uso TeXworks.

                                in risposta a: Posizionamento codici con listings #71176
                                OldClaudio
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                                  Se davvero non sfora la pagina, allora carica il pacchetto afterpage e inserisci tutto l’ambeinte lstlisting dentro l’arhomento di \afterpage: così:
                                  `
                                  \afterpage{\begin{lstlisting}
                                  …
                                  \end{lstlinsiting}}% attento alla due graffe chiuse
                                  `

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 8,956 al 8,970 (di 11,287 totali)

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