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No, LaTeX non esegue la cesura in fin di riga nele parole di un codice, in particolare se quel codice è scritto dentro un ambiente verbatim.; imoltre LATeX non esegue la cesura nemmeno quando si scrive usando il comando monospaziato teletype (da cui la sigla tt, la dichiarazione \ttfamily, il comando \texttt).
Quindi o continui a fare quello che hai già fatto inserendo \- nel punto in cui vuoi eseguire una cesura, oppure metti quel codice in una riga a se stante; all’interno di altre righe di codice puoi tranquillamente andare a capo prima del tuo codice, magari, se fosse necessario, mettendo un segno % alla fine della riga precedente
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Caro @Lizewski, visto che questi sono i tuoi primi messaggio ti do il benvenuto.La risposta che ti ha dato @gianluca va benissimo. Ma dal tuo secondo messaggio credo di poter ipotizzare che non hai esplorato la sezione Documentazione di questo forum
In questa sezione ci sono le descrizioni di guide generali e di guide specialistiche. Una in particolare è intitolata “Il LaTeX Reference Manual commentato”. È la traduzione commentata della guida composta dal creatore di LaTeX, Leslie Lamport (da cui il prefisso La nel nome di LaTeX); i commenti servono per commentare certe cose che con l’evoluzione del nucleo di LaTeX rendono alcune delle spiegazioni di Lamport un po’ desuete.
Poi ci sono guide tematichem sulla creazione di classi (forse ti interesserebbe moltissimo), sui font; sulla matematica, sulle tabelle e le matrici; sugli oggetti mobili (floating bodies); e via di questo passo.
Poi ci sono guide generali e onnicomprensive, con LaTeX per l’impaziente, L’Arte di scrivere con LaTeX; Introduzione all’Arte della composizione tipografica (l’ultimo capitolo cercherebbe di annunciare le novità introdotte nel nucleo di LaTeX del LaTeX Working Group; vale la pena darci un’occhiata):L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Lua|Xe)Latex.
Quindi come vedi di documentazione ce ne è molta e facilmente accessibile.
Mi permetto un commento personale: nessuna guida generale e nessuna guida specialistica può rispondere alle domande di chi si avvicina a LaTeX, che sia un principiante o un vecchio utente; io uso LaTeX da circa 40 anni, e ci sono moltissime cose che non so fare; LaTeX è un mondo troppo vasto per conoscerlo tutto>
Pensa che quando installi il sistema TeX sulla tua macchina, installi più di 150 mila pacchetti per fare le cose più disparate. Nessuno può conoscere in dettaglio tutti questi pacchetti di estensione.
E, a proposito di installazione, sul Mac l’installazione avviene scaricando da CTAN il pacchetto MacTeX.pkg; si clicca sull’icona del pacchetto compresso nel particolare formato valido per il Mac, si risponde ad alcune domande preliminari in legalese, ma quando clicchi sul pulsante per l’installazione, installi il sistema in poco più di 5 minuti; siccome sta finendo il periodo dei viata della versione 2024, e tra poco più di un mese sarà disponibile la versione 2025, ti conviene aspettare un poco.
Non è vero che sul Mac con una CPU a 64 bit, non funzioni. Ma se il tuo Mac è vecchio ed ha una CPU a 32 bit, è possibile che non venga eseguita l’installazione. Tieni anche presente che il Mac dispone di una app, di cui io conservo l’icona in modo permanente nella barra inferiore, che ti consente di tenere aggiornato il software, volendo, anche quotidianamente; Io di solito aggiorno settimanalmente e ogni volta l’app mi mostra un elenco di una cinquantina di pacchetti aggiornare e una mezza dozzina di pacchetti nuovi.
Ogni pacchetto dispone di una documentazione che leggi dando dal terminale il comando [tt]texdoc[/tt] seguito dal nome del pacchetto. Quindi disponi di 150 mila e passa di documentazioni specifiche (ahimè, qualcuna rara scritta in cinese, almeno una scritta in mongolo, ma si può chiudere un occhio).Se invece usi Overleaf, non ho la pi¡¨vaga idea di che cons questo servizio on line ti consenta di fare su un Mac, perché il preferisco avere l’intero sistema installato nel mio Mac e non ho mai provato ad accedere a Overleaf.
Coraggio, vedrai che con un po; più di pratica non incontrarai difficolta a documentarti>
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Perfetto! queste infatti sono cose che condivido. Io preferisco usare lo script lualatexmk sul mio Mac, e quando voglio forzare una compilazione cancello mk dalla riga magica e lo ripristino quando voglio risparmiare le compilazioni necessarie a completare gli indici, le bibliografie, i link ipertestuali, eccetera. Lavorando sul Mac e usando l’editor TeXShop ho queste comodità.Siccome però quando creo un documento devo ricompilare millanta volte aggiungo mk al nome dello script nella riga magica solo quando ho finito e ho creato la bella copia finale da mandare in tipografia.
Recentemente ho scritto un libro scientifico di poco più di 800 pagine con circa 600 floating objects e circa 1000 formule numerate, ognuna bisognosa di link ipertestuali; 31 capitoli e forse un migliaio di paragrafi e sottoparagrafi; 150 riferimenti bibliografici. circa 2 anni di lavoro rileggendo millanta volte il tutto per correggere i refusi che mi scappano troppo di frequente sia digitando sulla tastiera sia per divagazioni mentali; in matematica i refusi non si correggono intuendo la cosa giusta dal contesto. Siccome questi refusi mi scappano anche quando uso beamer, anche una semplice presentazione di 30 schermate mi richiede un mucchio di compilazioni. Tanto che per mia comodità non metto più l’indice dei pochi sezionamenti della presentazione nella barra laterale.Ti ringrazio ancora delle tue osservazioni e dei tuoi esempi di codice.
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Ti ringrazio moltissimo dele tue osservazioni. Le condivido quasi completamente.Il “quasi“ si riferisce ad alcuni dettagli che mi lasciano perplesso.
I font LX sino solo type1 e funzionano benissimo con pdfLaTeX. Io preparo le mie presentazioni con beamer cambiando theme, ma usando sempre i font LX, specificando a beamer che voglio usare dei professional fonts.
Perché allora voler compilare con LuaLaTex, e peggio ancora con latexmk?
Si può fare senza problemi, perché siena armamentare con fontspec e polyglossia oltre che a unicode-math, un file compilabile con pdfLaTeX è compilabile senza modifiche anche con LuaLaTeX e XeLaTeX, almeno nel 99% dei casi.
Una presentazione non è un testo da stampare; al massimo si stampano le slide da consegnare agli spettatori della conferenza e se le slide erano venute bene sullo schermo, vengono bene anche in stampa. Non solo, ma una presentazione da presentare deve essere succinta, non deve avere fronzoli che distraggano, non deve avere indici analitici, indici generali, non deve avere bibliografie, non deve avere glossari; queste cose con beamer o non si possono fare, o non si devono fare.
Non so quanto presentazioni ho fatto con beamere e non le ho mai fatte con LuaLaTeX, che è un programma formidabile, ma è perssino esagerato per una bella presentazione.
Meno che mai ho usato latexmk a cui sei affezionatissimo; anche questo script è utilissimo e anch’io lo uso per documenti da stampare, non per le slide che non hanno in generale nessun bisogno di essere ricompilati n volte per avere tutti i riferimenti incrociati e i vari elenchi composti con tutti i riferimenti esatti. Talvolta se non modifichi il file sorgente, ma modifichi un pacchetto personale con i tuoi comandi definiti ad hoc per il documento specifico, sei costretto a lon usare latexmk perché di darebbe solo un avviso che non hai bisogno di ricompilare. In questi casi devi forzare la composizione evitando di usare latexmk.
Ho verificato i glitch che lamenti e ripeto che il file lxfonts-demo che compare su CTAN è un po’ vecchitto, perché nel 2013 non esisteva ancora l’upgrade di tutti i programmai di composizone di lavorare su file sorgenti codificati in Unicode, grazie all’invenzione dei LICR (LaTeX Internal Character Representation). Quindi per aggiornare il file del 2013 basta togliere la riga che specifica l’encoding d’entrata latin1. Ho trovato quindi un glitch nella slide che indica come comprre il preambolo del file sorgente beamer, togliendo quella riga scritta nella slide; inoltre ho trovato un altro glitch nella formula che contiene un integrale al contorno di una superficie, perché il cerchietto con la freccia e l’integrale non sono collocati esattamente l’uno sull’altro; il comando \mkern-18.5 va cambiato in \mkern-21.5.
A parte questi due glitch non ho trovato nessun errore con nessuna delle numerose presentazioni che ho creato e ho provato a ricreare in questi giorni.
Ciaò non toglie nulla alle tue osservazioni e nuovamante ti ringrazio moltissime di averle fatte.
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Benvenuta nel forum.Strano il passaggio da LaTeX a InDesign; dipende certamente da che cosa vuoi aggiungere mediante InDesign alla composizione ottimale del PDF con LaTeX. Tieni presente che con il pacchetto pdfpages puoi anche creare le segnature per la cucitura del libro che vuoi creare. Volendo puoi anche mettere i crocini e i mezzi-crocini, ma questo dipende dal fatto che la tipografia li voglia o provveda autonomamente.
L’impostazione b5paper nelle opzioni della classe (quale?) dovrebbero essere sufficienti per lasciare i 4 margini adeguatamente sicuri per ogni taglio.
Ma per decidere i margini al meglio sarebbe opportuno usare il pacchetto geometry con le opzioni corrette, ripetere b5paper, specificare la larghezza del font e del corpo normale per far si che la lettura sia la più agevole possibile per il lettore.
La sezione Documentazione di questo forum contiene molte guide; ti suggerisco “Il LaTeX Reference Manual commentato” per essere sicura che tu abbia un riferimento certo del linugaggio di mark-up LaTeX; “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX” abbastanza avanzato; La guida tematica relativa alla creazione di Classi , sottotitolo “Page design” dove si parla appunto in dettaglio del tuo problema. Tutte queste guide sono liberamente scaricabili cliccando sui rispettivi link.
Non so dirti nulla ”sull’indice al vivo di 3mm”, ma il pacchetto tocloft potrebbe fare al caso tuo.
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OK; compili con LaTeXmk. Prova a compilare con LuaLaTeXmk. Perché con LaTeXmk, compili con pdflatex. Pdflatex non se ne fa niente dei font KITS-Math. e se guardi il file .log della tua compilazione dovresti verificare che l’estensione unicode-math non è stata caricata.
Il mio Mac e, in particolare, il mio TeXShop mi permette di usare diversi script di composizione con gli mk che sono distinti per compilare con ciascuno dei tre programmi di composizione basati sul mark-up di LaTeX.
Il main file di toptesi, inoltre distingue il motore di composizione usato e fa cose diverse a seconda del compilatore usato.
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Ci sono due aspetti che mi stupiscono nei tuoi risultati.a) Sul mio Mac con il sistema operativo Sonoma 14.16.1 il tuo esempio difettoso mi appare con la virgola sia aprendolo in Safari cliccando sull’icona del link, sia chiedendo di aprirlo con Adobe Reader, sia, ancora, con Adobe Acrobat 2020, che è una versione Pro a pagamento per le Università.
b) Nei font OpenType sia testuali sia matematici la pagina 0 contiene solo i simboli ASCII che vanno dal codepoint 0 al 127, di cui i primi 32 sono quelli per telescrivente e ai fini del sistema TeX contengono solo il Line Feed (LF), il Carriage Return (CR) e un’altro paio dello stesso genere.
Ogni editor moderno per gestire i file sorgente del sistema TeX usa di default la codifica UTF-8 che sostanzialmente è una transcodifica del’Unicode, più comoda per gestire i caratteri alfabetici delle lingue occidentali; tra questi editor ci sono TeXShop, TeXworks, TeXstudio e diversi altri: il primo gira solo sul Mac, gli altri due sono multipiattaforma; quindi quando specifichi il codepoint per la virgola ASCII, usi sempre l’indirizzo “3B. Non ho controllato che cosa succede con i font XITS testuali e matematici, ma se mettono la virgola in posizione “3C, questo è un loro problema perché non starebbero usando la codifica Unicode.
D’altro canto ho sperimentato che, usando LuaLaTeX, l’apostrofo della tastiera viene riferito al codepoint “39, e il sistema TeX in genere lo tratta come apice in matematica e come virgoletta semplice alta chiusa in modo testo; invece LuaLaTeX usa per l’apice il codice “39 e per la virgoletta semplice alta chiusa un codepoint di 4 cifre esadecimali cosa che interferisce con la cesura in fin di riga per l’italiano e le altre lingue che usano l’apocope, cioè la caduta della vocale terminale degli articoli e di alcuni aggettivi seguiti da una parola che comincia con una vocale.
Quindi non mi stupirei se diverse distribuzioni del sistema TeX, per esempio slackware, non usano la LICR (LaTeX Internal Character Representation) che trasforma la codifica del driver di tastiera in codice interno che a sua volta in uscita viene convertito nella codifica dei font in uso.Le modifiche che tu suggerisci per toptesi sono probabilmente possibili e utili come succede a te, ma non modificherei toptesi, bensì inserirei nel preambolo le due ridefinizioni della \virgola e della \virgoladecimale, che al limite potrebbero essere ancora diverse da quelle che proponi, perché, specialmente nel mondo Linux, c’è una certa, ehm, anarchia e non tutte le installazioni Debian e non Debian danno gli stessi risultati
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@egreg, non metto in dubbio su quanto dici in merito al fatto che Adobe Reader fa vedere “;” invece di “,”. Ma a me non succede guardando il PDF composto davvero con LuaLaTeX che ho mostrato qualche giorno fa. Sia Adobe Reader sia Adobe Acrobat questi miei due programmi mostrano la virgola. Invece con l’EMC di @miticollo, usciva il segno “;”.
Mi era venuto il sospetto che @miticollo avesse composto il suo EMC con pdfLaTeX anche da qualche indizio sui font usati descritti nella sua analisi. Ovviamante non ne sono certo.
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A me il tuo esempio funziona correttamente usando LuaLaTeX
`% !TEX TS-program = LuaLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass[
tipotesi=custom,%
]{toptesi}\usepackage{unicode-math}
\setmainfont{XITS}
\setmathfont{XITS Math}\begin{document}
\(\pi\approx 3,14\)
\(\pi\approx 3, 14\)
\end{document}
`
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È molto tempo che non uso più Linux, in particolare la versione slackware. Ma quanto si trova nella guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (sezione Documentazione di questo forum) nel capitolo dedicato ai font, c’è una certa varietà di esempi. Vi si spiega anche che l’operazione non è difficile ma è molto delicata, anche perché bisogna usare strumenti di TeX Live che di solito non vengono usati dagli utenti “normali”.
Tuttavia puoi provarci; Io usavo quel metotod quando usavo una macchina Windows sulla quale aveva montato una partizione con Linux Ubuntu e funzionava sia sotto il sistema operativo Windows sia sotto Ubuntu. Ora uso un Mac e le cose sono molto più semplici.
Nel frattempo il sistema TeX si è fortemente evoluto da allora (fine anni ’90) ad oggi, quini è possibile che le cose non stiano più così. Tieni presente che la gestione de font Type 1, gli unici vettoriali usabili con pdflatex, è molto diversa da quella per i font OpenType gestibili da LuaLaTeX e XeLaTeX.
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Hai trovato il link a LaTeX pedia nella sezione documentazione, lhiai scaricati su tuo elaboratore; l’hai cliccato e il tuo elaboratore non lo apre. Mmmm I tuoe elaboratore invece apre altri file PDF? Se non apre file PDF, devi dotare il tuo elaboratore di un adeguato lettore di file di questo tipo.
Sarei sorpreso, perché mi riuslta che tutti i sistemi operativo dispongono di un lettore fi file PDF.
Persino gli editor intelligenti fatti per lavorare su qualuneue macchina sarebbelro capaci di aprire un file PDFm se cliccando col tasto destro del mous sul nome di LaTeXpedia.pdf, selezioni “Apri con” e scegli fra i vari programmi capaci di aprire que file il programma che più ti paiace.
Se l’elenco fosse vuoto dovresti attrezzarti, ma sarei veramente sorpreso se sulla tua machina l’elenco fosse vuoto.
Siccome non dici su quale macchina lavori, quale sia il suo sistema operativo, se hai installato il sistema TeX, e quale sistema hai installato, se hai fatto una installazione completa o parziale, quale editor intelligente usi, diventa difficile dirti cosa fare.
Potrei dirti di installarti il lettore Adobe Reader (gratuito e di solito installabile su macchine dotate di qualsiasi sistema operativo). Se hai un Mac, e hai installato MacTeX, disponi dell’editor intelligente TeXShop che è capace di aprirti anche i file pdf; se hi=ai una macchina Windows e non fosse nativamente dotata di un lettore di file PDF puoi installare SumatraPDF; con qualsiasi sistema operativo se installi TeXwork, o TeXstudio disponi di editor intelligenti capaci di aprire file PDF.
Però, sapendo le informazioni che non ci hai dato, potremmo essere più precisi, non solo io ma anche altri utenti frequentatori di questo forum.
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L’idea di che cosa voglia dire esempio minimo compilabile non ti entra.Nel codice che segue le prime due righe commentate servono per configurare l’editor che stai usando (se è configurabile) o comunque ti ricordano la codifica del file sorgente e il programma con cui vuoi comporre il tuo documento.
Le linee commentate fra \documentclass e \begin{document} non servono per produrre l’esempio minimo.L’aggiunta del pacchetto kantlipsum serve per produrre del testo fasullo che ha un aspetto meno ridicolo, ma altrettanto efficace, di quello prodotto in pseudo-latino dal pacchetto lipsum.
Le linee commentate dopo \begin{document} servono per rendere compilabile il documento.
Se scarichi il codice e lo salvi col nome che preferisci ma con l’estensione .tex, lo puoi compilare e vedi che le due subfigure compaiono in testa alla seconda pagina di testo (non badare alle prime deu pagine che sono specifiche della classe ma non contengono testo su due colonne.
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[a4paper,fleqn]{cas-dc}%\usepackage[authoryear,longnamesfirst]{natbib}
%\usepackage[authoryear]{natbib}
%\usepackage[numbers]{natbib}
\usepackage{subcaption}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{caption}
\usepackage{multicol}
%\usepackage{float}
%\usepackage{placeins}
\usepackage{afterpage}
%\usepackage[section]{placeins}
%\usepackage{algorithm}% http://ctan.org/pkg/algorithms
%\usepackage{algpseudocode}% http://ctan.org/pkg/algorithmicx
%\algrenewcommand\algorithmicrequire{\textbf{Input:}}
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%\newcommand{\splitcell}[1]{%
% \begin{tabular}{@{}c@{}}#1\end{tabular}%
%}%%%Author definitions
%\def\tsc#1{\csdef{#1}{\textsc{\lowercase{#1}}\xspace}}
%\tsc{WGM}
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%%%
\usepackage{kantlipsum}% per testo di riempimento
\begin{document}
\let\WriteBookmarks\relax
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\topfraction{1}
\def\textpagefraction{0.1}% un millesimo di pagina equivale a zero
\shorttitle{Leveraging social media news}
\shortauthors{J.K. Krishnan et~al.}\title [mode = title]{This is a specimen $a_b$ title}
\maketitle
\kant[1-4]
%————————————-
\begin{figure*}[t]
\centering
\begin{subfigure}{0.4\textwidth}\centering
%\includegraphics[width=\linewidth]
% {figs/mask_image_undersampling0.jpeg}
\frame{\begin{picture}(0.8\linewidth,0.4\linewidth)
\end{picture}}
\caption{Sample images with relative masks before undersampling}
\label{fig:first}
\end{subfigure}
\quad
\begin{subfigure}{0.4\textwidth}\centering
%\includegraphics[width=\linewidth]
% {figs/mask_image_undersampling1.jpeg}
\frame{\begin{picture}(0.8\linewidth,0.4\linewidth)
\end{picture}}
\caption{Sample images with relative masks after undersampling}
\label{fig:second}
\end{subfigure}
\caption{Sample images}
\label{fig:sample_images}
\end{figure*}
%———————————————–
\kant[5-8]\end{document}
`
Senza quelle poche righe aggiunte il tuo documento non era compilabile perché nessun’altro che te dispone di quelle due immagini. Forzando la composizione ne usciva al fondo del documento una “figura” formata solo dai due rettangoli vuoti corrispondenti alle dimensioni che hai specificato per lo scalamento delle due foto che escono dal foglio e lasciano pensare che complessivamente occupino una pagina e mezzo. L’unico posto in cui può stare una “figura” così grande. Naturalmente quei rettangoli non sono necessariamente delle dimensioni giuste, ma dovrebbero metterti sull’avviso che formano un blocco troppo grande anche con \topfraction posto a 1.Io ho sostituito le due immagini mancanti con due rettangoli di dimensioni pari a 0.8 la larghezza della colonna e di altezza metà. come vedi stanno benissimo assieme in orizzontale ognuna con la sua sotto didascalia, anch’essa composta nella larghezza specificata per ciascuna sotto figura e con la didascalia generale ancora più in basso, distanziata del giusto spazio da quanto la precede.
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