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Davide, non volevo essere troppo critico verso l’uso di Windows e capisco benissimo che nell’ambito del lavoro tutti devono usare la stessa macchina con le stesse funzioni.
Usi LaTeX per lavoro? se sì mi complimento con te. Se lo usi per te stesso o per lavoretti extra, forse vale la pena affrancarsi da Windows. Non è obbligatorio, ma Linux e Mac sono certamente più performanti. Ovviamente è un parere personale: tutto dipende anche dalle proprie abitudini.
Io ho cominciato con DOS 3; sono arrivati fino all’ultima versione del DOS, poi ho cominciato con Windows la cui prima versione era una sovrastruttura che si appoggiava al sottostante DOS. Ho proseguito con altri sistemi operativi della Microsoft; ho avuto un laptopo che lavorava con UNIX allo stato puro; Ho lavorato con Linux; ho usato un Mac con sistema operativo IX che non mi è piaciuto per niente; in compenso disponeva dell’editor TeXtures che permetteva di avere le due finestre, quella di editing e quella del PDF che si formavano in modo sincrono; Abituati a Word, sembrava la pannacea universale, ma il sistema operativo era una penitenza insopportabile. Infine ho messo le mani su un Apple col sistema operativo X e me ne sono innamorato Da quel momento ho usato solo macchine Mac; sono alla quinta macchina Mac; e quando mia moglie mi chiede di aiutarla col suo Windows, non ce la faccio più.Tutto da ridere? Be’ la vita è varia e ognuno ha la sua; se si diverte, tanto meglio, no?
::La palla al piede nelle tue installazioni è Windows, non TeX Live: con Linux in mezz’ora installo il sistema operativo, TeX Live e aggiorno entrambi!
Anch’io col Mac scarico e installo la versione di TeX Live adatta al Mac completa di TeXSgop (l’editor LaTeX Friendly) e alcuni altre app, in 5 o 7 minuti e installo il tutto con un solo clic in altri 6 o 7 minuti; L’aggiornamento dipende da quanto pacchetti bisogna aggiornare, ma aggiorno ogni decina di giorni una cinquantina di pacchetto e installo una mezza dozzian di pacchetti nuovo, quasi in automatico mediante l’app TeX Live Utility, sempre facente parte del primo download.
Non uso più Windows da una ventina di anni. Capisco che i Mac sono decisamente più costosi, ma valgono ogni euro che si spende; e ogni aggiornamento del sistema operativo è gratuito, mentre ogni aggiornamento di pacchetti specifici e del sistema operativo per Windows è generalmente oneroso. Sì, anchi sono arrivato al punto di definire Windows una palla al piede.
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Nella guida tematica Il LaTeX Handbooc Commentato, a pagina 48 c’è il disegno dove sono mostrate tutte le informazioni metriche che governano le liste di ogni genere, domesa quella chiamata description eseguita con l’ambiente description.Dumque Strolego dice bene per sostituire il punto con la virgola, ma il grande spazio che separa il titolo della voce dalla sua descrizione è governata da \labelsep; quindi nell’impostare i parametri dela tua personalizzazione (eseguita con i comandi di quale pacchetto? devi sempre specificare come fai quello che fai) imposta \labelsep ad una grandezza pari a o simile a 1ex; potrebbe essere 0.9ex, per esempio.
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Sull’aspetto di un curriculum vitae non ho nulla da dire per un motivo semplicissimo: quello che conta è il suo contenuto. Completo, sobrio, senza informazioni inutili, senza ripetizioni, e via di questo passo.Certo i vari pacchetti disponibili con il sistema TeX (TeX Live, MacTeX, MiKTeX…) si sbizzarriscono con colori di vario genere, loghi colorati e via di questo passo; sono più belli da vedere, ma a me ricordano certi artifici reclamistici e non mi sembrano adatti alla sostanza del contenuto.
Tuttavia il modello/template che hai usato è vecchissimo; il suo copytight risale al 1988, anche se sembra che sia stato leggermente aggiornato nel 2014. Io non cercherei mai modelli/template in rete; esaminerei i pacchetti di cui sono dotate le tre distribuzioni del sistema TeX che ho elencato sopra. Lo dico per un motivo semplicissimo: questi pacchetti sono documentati; i template che si trovano in rete di solito non sono documentati; non bastano i pochi commenti in linea con i comandi del template, come avviene col template che hai scaricato dalla rete.
Ovviamente quanto ti ho scritto rappresenta solo opioni personali che non sei assolutamente tenuto a condividere; forse sono troppo vecchio per avere la sensibilità giusta per esprimere i miei pareri in modo più sereno. Tuttavia…
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Ho letto i paragrafi 4.4, 4.5, 4.6 e 4.7 del file clsguide.pdf. Negli ultimi due paragrafi ci sono comandi del nuovo nucleo di LaTeX e li uso spesso. sono autoesplicativi e funzionano alla grande.
Nei paragrafi 4.4 e 4.5 la dichiarazione di nuove opzioni mi sembra molto più complicata di quella che ti mette a disposizione xkeyvalue. Onestamente prima di abbandonare xkeyvalue per adottare le nuove macro descritte nei paragrafi 4.4 e 4.5 io, per quel che mi riguarda, ci penserei due volte. Ho già creadi diverse classi e pacchetti usando xkeyvalue che mi sentirei molto a disagio nel cambiare sintassi; forse le nuove macro descritte in clsguide potrebbero fare di più delle macro di xkeyvalue, ma ne dubito.
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In effetti le opzioni definite con chiave=valore sono utilissime; Ogni chiave potrebbe avere diversi valori, ma quello che importa di più che non c;è praticamente nessun limite al numero di chiavi che si possono definire e usare. Le chiavi tradizionali, se non ricordo male. non possono superare il numero di 9.Ti consiglio di leggere la documentazione del pacchetto xkeyvalue col solito comando da terminale texdoc xkeyvalue. Leggi velocemente le prime sezioni, ma poi studia con attenzione la sezione 7 dove si parla delle opzioni da definire con la tipica sintassi di LaTeX.
Ci xono molti pacchetti che di fatto usano le opzioni chiave=valore. Uno di questi è il pacchetto TOPtesi. dispone di due documentazioni; quella che commenta il codice da letta con texdoc toptesi. mentre il manuale per l’utente si legge con texdoc toptesi-it.
Con tutto il rispetto per inteface3, questo è destinato ai TeXwizerd o ai TeXguru; permette di fare cose eccelse, ma è difficilissimo da leggere, almeno per me, anche se sono riuscito a fare alcune cosette ricorrendo a quanto documentato in questo manuale. Si parla anche delle opzioni chiave=valore, ma onestamente io arrivo più velocemente al risultato voluto usando le macro definite da xkeyval.
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Intanto ti do il benvenuto nel forum.Per le formule di Lewis devo pensarci un poco, ma ci riuscirei meglio se mi spiegassi che cosa rappresentano i pallini neri sfuocati attorno agli atomi o radicali esterni all’atomo del cloro e perché alcuni legami sono indicati con frecce, e altri con lineati lunghi.
Ti segnalo che alcuni anni fa sulla rivista ArsTeXnica (vedi la sezione ArsTeXnica di questo forum) è stato pubblicato un articolo sulla composizione della chimica, specialmente della chimica organica, molto interessante; ma ovviamente era un po’ introduttivo e non trattava le formule di Lewis.
Vista la mia ignoranza in chimica, qualche piccola spiegazione mi farebbe comodo; l’ultimo anno in cui ho avuto lezioni di chimica è stato nel primo anno di ingegneria, una sessantina di anni fa.
23 Marzo 2025 alle 11:17 in risposta a: DOcumento italiano con parole greche e ideogrammi cinesi #122372::
Ti stai facendo degli amici qui sul forum.
Già usi Overleaf, che qui sconsigliamo sempre caldamente e ci chiedi aiuti su una cosa, Overleaf, che non è TeX Live.
Nella sezione Documentazione di questo forum non hai esaminato la documentazione disponibile che è ricca ed abbondante. In particolare non hai letto “L’Arte di scrivere in diverse lingue usando {Xe|Lua}LaTeX” che si occupa proprio della scrittura sia nelle tre varietà di greco, sia con gli ideogrammi cinesi giapponesi e con gli pseudo-ideogrammi (in realta simboli sillabici) coreani. Vi si specifica anche come usare o la codifica LGR per il greco e usando fontenc, oppure usando fontspec e i font Unicode.
Vi si spiega persino come usare gli ideogrammi per scrivere in verticale o in orizzontale (con xelatex `e più facile, ma si può fare anche con lualatex).
Io non ho ancora provato a comporre il tuo esempio che però sembra predisposto per lavorare con pdflatex; sono quasi sicuro che se puo lavorare con xelatex o lualatex non ci sia una virgola da cambiare.
Aggiungerò qualcosa a questo messaggio se avrò dei commenti da fare sul tuo messaggio.Edit
In effetti il tuo esempio è peino di errori; guarda il mio codice e vedi di applicarlo come si deve nel tuo testo. Nel frattempo copia il mio file, salvalo da qualche parte (non so se lo puoi fare in Overleaf) compilalo e vedi che con le correzioni funziona tutto come si deve. Analizza le correzioni e domandati il perché.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = XeLaTeX
%
% Body text font is Palatino!
%%\documentclass[a5paper, pagesize, 10pt, bibtotoc,
% pointlessnumbers, normalheadings, DIV=9,
% twoside=false]{scrbook}
%
%% twoside, openright
%\KOMAoptions{DIV=last}
%
%\usepackage{trajan}\documentclass[12pt]{book}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}\usepackage{fontspec}
\defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
\setmainfont{NewComputerModern10}[Numbers=OldStyle]
\setsansfont{Iwona}
\setotherlanguage[variant=ancient]{greek}
\newfontfamily{\greekfont}{GFS Bodoni}[Scale=MatchLowercase]
\newfontfamily{\japanesefont}{Hiragino Mincho ProN}
\let\chinesefont\japanesefont
\def\pjapanese(#1){{(\japanesefont#1)}}
\def\wjapanese#1{{\japanesefont #1}}
\newcommand*\textjapanese[1]{{\japanesefont #1}}
\newenvironment{japanese}[1][]{#1\japanesefont}{}
\newcommand*\textchinese[1]{{\chinesefont #1}}
\newenvironment{chinese}[1][]{#1\chinesefont}{}\usepackage{csquotes}
\usepackage{verbatim} % for comments ??
\usepackage{listings} % for comments ??\usepackage{blindtext}
%\newcommand{\q}[1]{>>\textit{#1}<<} ?? \begin{document} \title{A book title} \author{Author Name} \date{\today} %========================================= \begin{titlepage} \centering {\fontsize{40}{48}\selectfont A book title} \\ % \vspace{10mm} % {\LargeAuthor Name} \vfill {\large2011} \end{titlepage} %========================================= \newpage \thispagestyle {empty} \vspace*{2cm} \begin{center} \Large{\parbox{10cm}{ \begin{raggedright} {\Large \textit{Testo} } \vspace{.5cm}\hfill{---Brian W. Kernighan} \end{raggedright} } } \end{center} \tableofcontents \newpage \chapter{prova} Il Passo di Hangu ({\japanesefont 函谷关}, Hángǔ Guān) era un'importante via di accesso strategica nella Cina antica, situata nell'attuale provincia dello Henan. Era un punto chiave di difesa e controllo tra la pianura centrale della Cina e le regioni occidentali, fungendo da porta d’ingresso alla capitale Luoyang durante la dinastia Zhou orientale. \\ Pánta rheî (πάντα ῥεῖ), ovvero “tutto scorre”, è la celebre espressione attribuita ad Eraclito di Efeso, sebbene non compaia direttamente nei suoi frammenti. Questo concetto riassume la sua visione del mondo come un flusso continuo, in cui nulla rimane stabile e ogni cosa è soggetta a trasformazione. \end{document} `::
Tutti e quattro sono gli interpreti di ciò che è definito nei rispettivi formati: plain.tex, latex.fmt, xelatex.fmt, lualatex.fmt.TeX+plain produce solo il file composto in formato DVI ed è abbastanza difficile da usare.
Gli altri tre si basano sul mark-up definito LaTeX; tutti e tre possono produrre il file composto in formato PDF; anzi questo formato è quello che producono di default.
Pdflatex, con un setting opportuno, potrebbe produrre un file in formato DVI, ma credo che in 40 anni di lavoro con LaTeX io non abbia mai usato questo setting, se non una volta sola per vedere se era vero.
Xelatex e lualatex possono usare i font OpenType, mentre pdflatex è limitato ai font Type1.
Xelatex in realtà di suo produce solo l’uscita in formato DVU che assomiglia al DVI, ma gestisce i font codificati Uniucode, cioè i font OpeType; l’utente vede solo l’uscita in formato PDF, perché l’eseguibile di xelatex spedisce il suo output DVU a una “pipe” che lavora dietro le quinte per trasformare l’uscita dal formato DVU al formato PDF.
Lualatex contiene anche un interprete del linguaggio Lua, uno speciale linguaggio di scripting che può ricevere codice LaTeX e produrre risultati in formati adatti per essere inseriti nel formato finale PDF; ciò consente di operare in modi inaccessibili con il mark-up di LaTeX.Attualmente il LaTeX Project Team sta lavorando sul mark-up LaTeX3 (L3) e buona parte dei file latex.fmt, xelatex.fmt e lualatex.fmt è già scritta in L3.
Contemporaneamente quel Team sta lavorando sul formato di uscita chiamato “tagged PDF” e attualmente lualatex è già in grado di produrre in uscita file in formato PDF archiviabile senza bisogno di ricorrere a pacchetti esterni. Ho già provato queste funzionalità e suppongo che fra un po’ pdflatex e xelatex resteranno congelati e ulteriori aggiornamenti avranno luogo solo su lualatex
12 Marzo 2025 alle 7:37 in risposta a: Pagina delle note – tutte le note in un capitolo a fine elaborato #122358::
Confermo quanto ti ha scritto @Strolego. Ma…
Fra le guide che compaiono nella sezione Documentazione di questo forum due o tre affermano che il miglior modo per fare cose inutili e inefficaci è quello di raggruppare le note a fine capitolo o “meglio” ancora, a fine documento.È una tua scelta, ma è meglio se la fai dopo averci pensato su; oppure dopo aver usato i pacchetti endnotes e/o enotez, ed aver visto il risultato. Mettiti dalla parte del lettore, non dell’autore. L’autore scrive il codice vicino al punto da annotare; il lettore legge il punto da annotare e dovrebbe anndare a cercare l’annotazione altrove. Ripeto: pensaci bene!
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Oggi ho scaricato per il mio Mac il MacTeX 2025. Dovresti fare anche tu la stessa cosa con il TeX Live per il tuo Windows 11 Home. Io non escluderei che il difetto che incontri possa essere legato al fatto che certi applicativi non funzionano più quando é disponibile la versione dell’anno successivo.Scegliendo un periodo di tempo in cui il traffico sul web è basso, scarica la nuova versione e dimenticati di TeX Live 2024.
Purtroppo l’installazione sulle macchine Windows è molto più complicata rispetto alle macchine Mac, e forse anche rispetto alle macchine Linux – sono anni che non uso una piattaforma Linux, quindi la mia osservazione si riferisce ad almeno 20 anni fa.
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Il sistema Tex non sillaba mai nemmeno le “parle} che non cominciano con una lettera o certi segni come le parentesi o le barre, e non finiscono con uno spazio o certi segni analfabetici. Noer tio caso Valori non può essere divido ma de definisci la macro usando \slash al posto della barra il risultato è corretto`\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\newcommand{\spv}{spazio vettoriale euclideo }
\newcommand{\val}{\textsf{Immagini\slash Regolazioni\slash Valori tonali} }\begin{document}
\spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val
\spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val \spv \val\end{document}`
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Si, malauguratamente è possibile; succede quando si allega un file troppo grande. E le figure sono sempre troppo grandi.
Puoi selezionare col mouse lo scritto che ti appare sullo schermo, copiarlo e incollarlo nel messaggio che vuoi inviare senza fare uno screenshot, che è una fotografia, quindi ha spesso dimensioni dell’ordine dei megabyte. Da qualche parte quando vuoi allegare un qualcosa dovrebbe essere un messaggio che indica la dimensione massima dell’allegato in termino di kilobyte, mi pare di ricorare che il massimo sia 100 kilobyte.Siccome però quando si parla di dimensioni si usa la lettera B, non è chiaro se quella lettera voglia dire byte oppure bit. Inviando del testo selezionato hai uno o due byte per ogni lettera.
21 Febbraio 2025 alle 16:32 in risposta a: Parole in greco o caratteri speciali in un documento in italiano #122334::
La risposta che ti ha dato @mcl1962 è correttissima, ma direi che ti manca la base per scrivere in LaTeX.
Siccome sei italiano e scrivi in italiano, sicuramente usi o babel o poliglossia; se non usi o l’uno (valido per pdfLATeX, LuaLaTeX e XelLaTeX) o l’altro (valido solo per LuaLaTeX e XeLatiex) vuol dire che le parole come capitolo, indice, appendice, eccetera, ti vengono composte in inglese, e la cesura in fin di riga delle parole avviene con le regole per l’inglese. In ogni caso sia con babel sia con polyglossia devi specificare le lingue con cui vuoi scrivere.Non solo, ma da alcuni anni, credo di ricordare dal 2020, la codifica Unicode e la transcodifica UTF-8 (opzione facoltativa con pdfLaTeX per il pacchetto inputenc; codifica di default per gli altri due programmi) è accettata per tutti i file sorgente; quindi i file .tex possono essere scritti con qualsiasi set di caratteri, greci compresi, purché si sappia come introdurli con la propria tastiera, presumibilmente italiana.
Trasformare una tastiera predisposta per l’italiano in una tastiera che può comporre con altri alfabeti è possibile, ma bisogna sapere come fare; secondo me non è difficile su una macchina Apple Mac; su una macchina Windows è forse un filino più laborioso; non ho idea di come si faccia su una macchina Linux, ma so che si può fare.
È decisamente più facile fare quanto descritto nella documentazione dei font CBfonts; forse ancora più chiaro nella descrizione del pacchetto teubner; visto che parli di etimologia, non necessariamente, ma possibilmente sei un umanista, quindi teubner fa al caso tuo; apri un terminale, prompt del comandi, console, comunque si chiami col tuo sistema operativo, scrivi il comando texdoc teubner e poi premi il tasto Invio/Return/Enter (comunque si chiami sulla tua tastiera) e lì trovi ogni dettaglio per traslitterare il greco politonico/classico con i tasti per l’italiano; Ha un aspetto strano il greco scritto in caratteri latini, ma funziona perfettamente nel file PDF compilato da uno dei programmi basati su LaTeX.
In fondo non è una bestemmia scrivere il greco in lettere latine. La varietà di greco che si usa nell’isola di Corfu è praticamente identica alla variante che si parla nella decapoli pugliese. Nel giardino pubblico della città di Kalimera/Calimera ci sono due stele affiancate poste in onore di un gemellaggio di Kalimera con Atene, entrambe scritte in greco ma in lettere latine quella di Kalimera e in lettere greche quella di Atene.
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