OldClaudio

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  • in risposta a: Posizionare immagine a piacimento (picture env) #70601
    OldClaudio
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      Comunque certamante se usi \includegrphics non sei tenuto a usarlo dentro l’ambiente picture; se lo usi dentro questo amboente devi metterlo come argomento di un comando \put; sulla guidaGuIT ci sono diversi esempi di come usare questo ambiente.

      Con i vari comandi \put puoi spostare quello che vuoi dove vuoi, anche fuori del rettangolo con cui definisci picture. Se vui parametrizzare gli spostamenti usando misure relative ai parametri della pagina, usa come \unitlength e usa \strip@pt prima di misure esplicite: del tipo:
      `
      \unitlength=1pt
      \makeatletter
      \begin{picture}(0,0)
      \put(\strip@pt\columnwidth,\stript@pt\bigskipamount){\includegraphics[width=50mm]{logo}}
      \end{picture}
      `
      Ho usato deue elementi come \columnwidth e \bigskipamount tanto per usare grandezze dimensionali già definite; ho messo nule le coordinale della picture per dimostrare che si può mettere qualunque cosa anche fuori della dimensioni del rettangolo.

      Però al di là di questo esempio, la costruzione con il tuo logo e le altre informazioni te le puoi/devi gestire da solo.

      Naturalmente puoi usare anche tabular e per questo genere di intestazioni la cosa è solitamente raccomandabile.

      in risposta a: Eseguire comandi in TeXworks #70596
      OldClaudio
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        Il comodo pulsante verde serve solo per eseguire il programma predefinit, che per TeXworks è pdflatex.

        A destra del pulsante verde c’è una finestrina dalla quale puoi scegliere il programma da far girare.

        è evidente che songidx non c’è, ma c’è, per esempio, MakeIndex. Ora è possibile che songidx sia semplicemente un piccolo script bash che lancia makeindex con un particolare file di stile per l’indice analitico. In questo caso leggi bene quello script, annotati tutte le impostazioni che usa per far girare makeindex.
        Poi nel tuo main file invoca il pacchetto imakeidx, configura il comando \makeindex con le stesse opzioni e file di stile che userebbe songidx, lancia una sola volta pdflatex e, voila!, il tuo indice ti appare già composto in modo sincrono con una sola compilazione, senza eseguire quella serie di operazioni che comunque anche con Vim dovresti fare da terminale.

        L’unico vincolo è che il tuo pdflatex sia configurato almeno per eseguire \write18 sia pure in modo protetto (restricted); questo è senz’altro possibile se stai usando una distribuzione di TeX Live almeno del 2010, meglio 2011; Con MiKTeX la cosa dovrebbe funzionare con la verisone 2.9; in ogni caso con MiKTeX 2.9 puoi configurare pdflatex in modo che lavori con l’opzione -enable-write18 (o qualcosa de genere che leggi nel manuale di MiKTeX).

        Dopo di che se prendi l’abitudine di usare imakeidx, non ne puoi più fare a meno…:smile: 😉

        in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28139
        OldClaudio
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          Ho tolto tutti i loghi dal pacchetto e ho scritto nelle istruzioni che il laureando deve procurarsi il logo della propria università, accertando con attenzione le modalità d’uso consentite dal suo particolare ateneo. Come sai UniBO ha una mezza dozzina di loghi, (l’unica università in Italia con tanti loghi e l’unica che si attribuisce il titolo di Alma Mater) fra i quali non ne ho trovato nemmeno uno di libero uso da parte di chicchessia diverso da un’autorità riconosciuta in quell’Ateneo.

          Per mia esperienza sono poche le università che mettono a disposizione i loro logo ai laureandi, a meno che questi non ne facciano esplicita richiesta all’apposito ufficio (che ovviamente in ogni sede ha un nome diverso; al PoliTO si chiama Ufficio Comunicazione e Immagine). Io avevo raccolti una ventina di loghi anche di università straniere, sia in formato eps, sia in jpg o pdf; spesso li avevo estratti da documenti dell’università; ovviamente, a posteriori, ho scoperto che avevo violato la legge, non quella di TeX Live o di CTAN, ma quella della proprietà del logo/marchio registrato. L’unico legale di cui disponevo era quello che avevo chiesto all’U.C.I. del PoliTO.

          In realtà non penso che le Università siano così gelose al punto di negare i loro logo ai laureandi; ma sicuramente non facilitano la cosa e non rilasciano loghi “liberi”, di libero uso.

          Ciao
          Claudio

          in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28137
          OldClaudio
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            Posso aggiungere un po’ di entropia?

            A me Karl Berry mi ha chiesto/ordinato di eliminare i loghi (dalla distribuzione di toptesi) perché non soddisfano ai criteri del software libero proprio perché sono loghi, quindi “marchi di fabbrica” dei rispettivi titolari.

            Quindi il problema non si pone. Niente Loghi.

            Se finora, sia pure nella cartella sbagliata, ci sono, è perché non si sono accorti che si tratta di loghi.

            Anche per toptesi sono andati a finire nella cartella sbagliata e quando me ne sono lamentato Karl mi ha detto di toglierli.

            E così ho fatto, cambiando ovviamente i vari README, manifest.text, e la documentazione del pacchetto.

            in risposta a: Tutti gli autori nella Bibliografia. #70591
            OldClaudio
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              Si può fare a seconda dello stile bibliografico che usi.

              Ma non sarebbe una buona idea, specialmente se gli autori sono più di due.

              in risposta a: Pacchetto KMcalc #70584
              OldClaudio
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                Tra l’altro perché continui ad usare MiKTeX 2.8 che ha dai 3 ai 4 anni? Con un software così vecchio ti mancano tante cose nuove che in questo periodo di tempi fioriscono anche di notte.

                OldClaudio
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                  Per esempio,anche se non lo usi, hai caricato il pacchetto graphicx con l’opzione dvips, oppure hai fatto questo stesso errore con hyperref. È difficile accorgersi di questi errori quando uno ha la coscienza a posto di non avere usato quei pacchetti, ma non è vero che non li ha usato; semplicemente per averli caricati, pdflatex li ha usati.
                  L’editor non c’entra mai in questi messaggi; che sia TeXmaker, TeXShop, Kile o qualcos’altro, quell’errore/avviso avviene durante la compilazione, cioè mentre gira pdflatex.

                  in risposta a: revisioni finali: quali strumenti usare? #66808
                  OldClaudio
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                    Forse dovresti usare \glueexpr invece di \dimexor?

                    \dimexpr lavora su lunghezze rigide; se vi metti dentro una lunghezza elastica, ne viene usata solo la sua lunghezza naturale perdendo le componenti di allungamento e accorciamento; certo se prima di \dimexpr metti un termine avente le caratterisitiche di una lunghezza elastica, quei plus e minus non intervengono nell’espressione ma intervengono nell’assegnazione come componenti di allungament e accorciamento assegnate ex novo alla lunghezza elastica a primo membro.

                    TeX distingue fra i registri di tipo \dimen e di tipo \skip; Plain assegna nomi ai registri con comandi del tipo \newdim e \newsckip; LaTeX, invece ha solo \newlength che è equivalente a \newskip; in sostanza le lunghezze definite con i comandi laTeX sono tutte elastiche.

                    Detto questo hai già usato \looseness per allungare i capoversi; funziona se i capoversi sono lunghetti; lo puoi usare anche a rovescio con un valore negativo, in modo da accorciare; talvolta accorciare un capoverso che avrebbe, magari, solo una parola nell’ultimo righino, può produrre una pagina piò piena, magari recuperando dalla pagina successiva una riga e un righino.

                    Certo fare il fine tuning è difficile; negli impaginatori professionali la posizione delle righe è fissa e assolutamante ripetibile da una pagina all’altra, ma sono penasti per pagine di solo testo; se ci sono degli inserti, questi vengono collocati dentro a “scatole” le cui dimensioni e la cui posizione è conforme alla griglia delle righe. LaTeX e gli altri motori di composizione non fanno cosi, perché la matematica in display non lo consente e sfrutta l’elasticità di \parskip (\tra l’altro ai provato a ridefinire [tt]\parskip=0pt plus 0pt minus 0pt[/tt]?) e ad altre gomme come \lineskip. Io non ci farei molto conto, maridefinedo queste cose si ottengono alcuni risultati, non sempre gradevoli, ma le piccole variazioni si vedono.

                    Se hai molte note, potrebbe valre la pena si definire \footskip con un allungamento sensibile.

                    in risposta a: Lettere accentate èéòàùì #70479
                    OldClaudio
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                      A questo proposito ritengo che come si è indicata la possibilità di usare iconv ( e Charco sul Mac) si può anche indicare l’uso di Detenc (dsiponibile per Win e Mac) che permette, appunto, di scoprire la codifica di un file di origine sconosciuta; funziona benissimo.

                      in risposta a: [RISOLTO] Margini in currvita #70553
                      OldClaudio
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                        Se hai TeX Live ti basta dal nel terminale l’ordine: texdoc scrguien.

                        in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70393
                        OldClaudio
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                          Visto che il legalese non brilla per eleganza, perché non scrivere “Io sottoscritto/a…” e altre simili doppie entità con la barra?

                          in risposta a: Cornice in ogni pagina #70331
                          OldClaudio
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                            Memnarch, mi hai preceduto di un soffio ma sicocme il compito io l’ho fatto ti mando la soluzione:
                            `
                            \newenvironment{cornicerossa}[1][0.6\textheight]{%
                            \fboxsep=6pt\fboxrule=1pt
                            \clearpage
                            \setbox0\hbox\bgroup
                            \begin{minipage}[t][#1][t]{\dimexpr\textwidth-2\fboxsep-2\fboxrule}%

                            \vspace*{\dimexpr.5ex-\fboxsep}
                            \begin{multicols}{2}
                            }{%
                            \end{multicols}\end{minipage}\egroup
                            \noindent\fcolorbox{red}{yellow!20!white}{\box0}\par
                            }
                            `
                            come vedi l’ambiente minipage è preceduto da un \clearpage perché se la cornice deve apparire in testa alla pagina, è bene che la cornice rossa vada in testa alla pagina.

                            L’ambiente cornice rossa accetta un argomento opzionale il cui valore di default è 0.6\textwidth; se apri l’ambiente senza specificare l’altezza che vuoi, usa quell’altezza; naturalmente a livello di definizione dell’ambiente puoi cambiare il valore 0.6 con qualunque altro valore inferiore all’unità. se poi apri l’ambiente specificando nell’argomento opzionale, diciamo 0.8\textwidth oppure 80mm, o quel che ti pare, ma è sempre meglio riferirsi a una frazione di pagina, oppure ad un multiplo intero di righe, per esempio 20\baselineskip, allora la cornice uscirà di quell’altezza. Volendo dentro l’ambiente si potrebbero fare dei calcoli per aggiustare finemente l’altezza della cornice in modo da tenere conto sia dello spessore della cornice e dealla sua distanza dal contenuto.

                            A livello di definizione dell’ambiente non toccare #1 nel secondo argomento opzionale; puoi toccare i due codici di posizionamento; il primo indica l’allineamento dell’intera cornice; io ho scelto t (top) ma è relativamente poco importante, perché la cornice va in testa alla pagina; mentre per il secondo ho scelto la posizione del testo dentro alla cornice e l’ho scelto spinto tutto verso il top; però se ci metti c il testo viene centrato; io non ci metterei b per appoggiarlo a fondo della cornice.

                            Tutto il resto come vedi è come prima. Le prossime modifiche le fai da solo, così come ti proponevi di fare, OK? 🙂

                            in risposta a: Impaginagione Romanzo Tascabile #70386
                            OldClaudio
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                              In questo caso scegli una delle tante configurazioni proposte da Wilson per le pagine iniziali dei capitoli.

                              Ripeto però che nei romanzi, dove il numero del capitolo, spesso è l’unica cosa messa non troppo in evidenza in testa alla pagina di inizio, seguita da un paio di righe vuote (vedi Sellerio) non mi sembra che si debba lasciare un terzo di pagina quasi bianco; I titoli veri e propri non devono essere mai romanzati e un righino scritto magari in Maiuscolo/maiuscoletto può essere sufficiente; la parola Capitolo è fuori luogo. Io userei un quarto di pagina, ma come al solito bisogna provare e giudicare sperimentalmente, a meno che il romanzo non faccia parte di una collana, perché allora tutti i testi della collana devono avere lo stesso stile.

                              Vorrei che intervenisse qualche tipografo vero; io, come ho già detto, sono un dilettante; magari non dico delle fesserie troppo grosse, ma non ho nessun titolo per dire quel che dico.

                              in risposta a: LaTeX in ufficio ed in tesi #70461
                              OldClaudio
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                                Se sei su Linux e non hai texdoc, allora hai l’installazione TeXLive/Debian.
                                Provvedi subito a metterla in disparte, lasciandola per le dipendenze da Linux e degli altri programmi Debian, e installa la distribuzione completa di TeX Live, seguendo le indicazioni che si trovano nel documento texlive-ubuntu.pdf; lo trovi in rete cercandone il nome con un qualunque motore di ricerca.
                                Non puoi assolutamente fare a meno di texdoc che ti permette di consultare direttamente tutta la documentazione che hai già sul disco, senza bisogno di andarla a cercare chissà dove.

                                in risposta a: Impaginagione Romanzo Tascabile #70384
                                OldClaudio
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                                  Con 30mm complessivi per i margini laterali poui defdicarne 5 alla correzione della legatura, 10 al margine interno e 15 al margine esterno; ma i 5mm per la correzione dipendono da come il libro viene legato; se fosse cucito in modo tradizionale, non ci sarebbe nessun bisogno per nessuna correzione. Ma per decidere questa cosa devi sapere il tipo di legatura; se si tratta di incollatura devi avere per le mani un libro delle stesse dimensioni e dello stesso spessore (circa) per vdere come si apre e decidere di conseguenza.

                                  Per le pagine iniziali consulta con texdoc la documentazione “titlepages” (texdoc titlepages — attenzione alla `s’!); ci sono una quarantina di esempi di pagine di titolo e i codici per produrle; tuttavia non mi sembra un approccio efficace quello di predisporre un rapporto (qualunque: 1:2, 2:3, 3:4, 2:5, …) tra parte scritta e parte bianca; dipende tutto da che cosa devi scriverci nel frontespizio; se devi metterci solo l’autore, il titolo e un disegnino/logo, è difficile che tu possa occupare più di un terzo della gabbia; e se te lo imponi, il titolo o gli altri elementi vengono troppo grandi e troppo neri. Prova e aggiusta a tuo piacimento; tieni solo conto che il centro dell’attenzione nella pagina del titolo è bene che sia spostato un poco sopra al centro della griglia di stampa; quanto? dipende da che cosa c’è scritto, con quali font, se spazieggiati o compatti, ecceteera.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,061 al 9,075 (di 11,287 totali)

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