Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Usa pdfpages, leggendo prima la documentazione. Io lo trovo comodissimo. Se l’opuscoletto non contiene troppe pagine, comunque un multiplo di 4, puoi specificare di risistemare le pagine in un’unica segnatura; dopo averla stampata fronte retro, la pieghi a metà e la fermi con uno o due punti metallici; per esempio: 20 pagine stanno su 5 fogli A4; lo spessore non è troppo grande per una pinzatrice; l’unico problema , casomai è che la pinzatrice deve essere abbastanza profonda affinché i punti possano essere messi a metà del foglio,; deve cioè avere un braccio più lungo dei 110 mm della larghezza di un foglio A5.Pero… Il problema non è tanto quello di fare stare due o più pagine su una sola facciata A4, quanto il fatto che per far stare due fogli A4 su una facciata A4 li devi riprodurre ridotti al 70%; questo significa che se hai composto in corpo 10pt, il tutto ti viene poi in corpo 7pt e ti cavi gli occhi a leggere così piccolo. Per fare una cosa ben fatta, dovresti scrivere il tuo documento inziale in formato A5 (specificando l’opzione a5paper alla classe) poi usi pdfpages per comporre le segnature sulle facciate A4 e non avrai nessun rimpicciolimento e il tuo fascicoletto sarà comodamente leggibile senza usare il microscopio 😉
In alternativa pdfpages potresti usare booklet; anche questo è dotato di ricca documentazione; entrambe le documentazioni si leggono dando da terminale il comando texdoc pdfpages oppure texdoc booklet
::
Ti ho mandato per mail il file IEEEtran-it.bst.Il punto è che le personalizzazioni tramite biblatex sono relativamente facili da fare mediante apposite definizioni o impostazioni nel file .tex. Con i file .bst bisogna intervenire dentro il file stesso, che è scritto in un linguaggio “strano”, molto diverso dal linguaggio TeX o LaTeX.
Tant’è che per creare altri file bst bisogna eseguire LaTeX su un file fittizio, che non produce testo, ma produce in uscita un file bst. Bisogna interattivamente saper rispondere a diverse domande e anche se dopo un po’ la cosa sembra relativamente facile, ci vuole un po’ di tempo per prendere familiarità con questo marchingegno. Non so nemmeno se funzionerebbe con IEEEtran. Io ho eseguito le modifiche a mano, ma fammi sapere se funzionano. 😐
::Una soluzione che modifichi \@chapter
`
\patchcmd{\@chapter}{%
\addtocontents{lof}{\protect\addvspace{10\p@}}%
\addtocontents{lot}{\protect\addvspace{10\p@}}%
}{}{}{\message{Failed to patch \string\@chapter}
`è preferibile? Perlomeno, non sporca i file ausiliari.
A me sembra preferibile purché tu metta \z@ al posto di 10pt; oppure: definisci una nuova lunghezza elastica, per esempio \anthosloflotgap e assegna una valore iniziale di \z@
poi cambia
`
\newskip\anthosloflotgap
\anthosloflotgap=z@
…
\patchcmd{\@chapter}{%
\addtocontents{lof}{\protect\addvspace{\anthosloflotgap }}%
\addtocontents{lot}{\protect\addvspace{\anthosloflotgap }}%
}{}{}{\message{Failed to patch \string\@chapter}
`Dopo di che tu o chiunque altro può assegnare a \anthosloflotgap un altro valore in modo da metterci spazio non nullo ma diverso da 10pt, oppure \z@ \@plus \p@ per consentire un minimo di allungamento verticale, oppure \z@ \@plus1\p@ \@minus 1\p@ per metterci un solo punto tipografico di stacco ma con un live allungamento e un lieve accorciamento.
::
Se te li chiede è perché compaiono nella updmap.cfg di sistema e non sono commentati; se segui il consiglio che ti ha dato lui stesso contlmgr –syncwithtrees
il problema dovrebbe sparirti; per risolvere la cosa dopo aver sincronizzato la mappa con quanto è contenuto negli alberi del sistema TeX, da amministatore (suppongo che tu lo sia per il tuo PC Windows) dai il comando
updmap-sys
e vedi che cosa succede.
::
Se volevi scrivere una frazione continua, come sembrerebbe visto che comici con \cfrac, ti mancano un mucchio di graffe nei successivi denominatori; Controlla bene l’esempio di \cfrac leggendo texdoc amsmath nella pagina 14, paragrafo 4.12; probabilmente la formula non starà ancora nella larghezza della pagina, ma poi ci si riesce a ragionare. Prima metti le graffe che mancano e i \cfrac successivi al primo.
::
Non puoi usare \[ … \] dentro la cella di una tabella classificat con il descrittore di colonna c, l, o r; forse lo puoi fare con il descrittore p{dimensione}, ma non è una buona idea; l’idea giosta è:1) non ricorrere a niente se non una riga a sé stanteo in un ambiente flushleft
`
\begin{flushleft}
Formula di Eulero: $ e^{i\pi} + 1 = 0$
\end{flusheleft}
`2) usare un tabella se ci sono molte formule da incolonnare ognuna con il suo nome (bisogna usare il pacchetto array:
`
\begin{tabular}{l<$l>$}
Formula di Eulero & e^{i\pi} + 1 = 0 \\
Formula di Einstein & E = mc^2
\end{tabular}
`3) usare il pacchetto amsmath e il comando \tag:
`
\begin{equation*}
e^{i\pi} + 1 = 0 \tag{Formula di Eulero}
\end{equation*}
`
::
Be’, sì: illegale vuol dire che non è conforme alle norme ISO e quindi non lo si deve usare.Posso capire che gli astronomi abbiano bisogno di indicare le superfici del cielo o delle sue fotografie in tanti gradi per tanti gradi. ma per le superfici sferiche esistono già gli steradianti, che sono legali; non li usa nessuno, benche siano legali? too bad, ma si può rimendiare con:
`
2,5^{(\circ^{2})}
`
che sarà insolito ma è corretto. Ci ho messo le parentesi tonde per essere sicuro che non vanga letto come 2,5° per 2,5°.Per altro questa seconda scrittura, con un bel \times in mezzo, indicherebbe la superficie del cielo molto meglio che non i gradi quadrati: “… un campo visivo di $2°\times 3°$ mostra che …”
::
Questo per il momento succede anche con altri editore che usano i dizionari di OOo per il controllo ortografico; anche TeXworks ha questo difetto, sebben io ed altri abbiamo già messono la nostra richiesta di upgrade da molto tempo nella lista delle cose da fare con TeXworks.Quello però che si può fare, almeno con TeXworks funziona, è quello di cliccare Ignora; in questo caso esso mette la parola da ignorare in una lista permanente di parole da ignorare, che è quasi la stessa cosa che aggiungerle al dizionario principale. Ovviamente non è la stessa cosa, perché non appariranno mai fra le opzioni di parole usabili per la correzione, ma almeno se sono scritte correttamente non vengono più sottolineate in rosso; forse funziona anche con Texmaker?
::
Todoro, quando l’errore è “file foo.sty not found” singiifca sempre la stessa cosa, che ti manca il pacchetto e che lo devi installare. Siccome TeX Live, e quindi MacTeX, vengono aggiornati quasi quotidianamente sui vari server e mirro, è chiaro che due settmane sono un tempo troppo lungo.Quando ricevi quell’errore per prima cosa aggiorna e poi riprova. Se l’errore persiste allora sei nei guai e devi installare a mano dopo aver scoperto da dove scaricare; l’aiuto di altri in questo secondo caso è essenziale.
Certamente sai come fare andare al TeX Live utility.app perché hai aggiornato due settimane fa, ma usa questa applicazione più spesso e sempre dopo che hai avuto un messaggio di “file not found” (file non trovato).
Ciao e Buon anno!
::
Ho scritto a Ötlicher che mi ha detto quanto ho scritto sopra. Ho letto con attenzione la sua versione in inglese (texdoc lshort, versione 5.01, datata 6 aprile 2011, file sorgente: in texmf-dist/lshort/english/lshort-5.01.src.tar.gz) e ho visto che contiene sempre l’approccio Linuxiano dei 10 o 20 anni fa; PS e poi PS , nient’altro che PS.Gli ho chiesto di fare un traduzione libera del testo inglese aggiornando ad oggi e senza troppa attenzione al sistema operativo, perché in fondo che legge A not so short… non è necessariamente un seguace di Tux, il Pinguino. Mi ha confermato che le cose sono effettivamente cambiate e che era sua intenzione ripartire da da capo con una versione che non mettesse al centro dell’universo il formato PS. e che prendesse atto che oggi anche le figure EPS possono essere incluse con pdflatex (che nella versione attuale è considerato un programma per “signorine” non adatto ai “real men”, cioè quelli che seguono Tux).
Allora mi pare una perdita di tempo lavorare oggi su una versione che, se Ötliker mantiene le sue promesse, diventa un lavoro obsoleto prima di nascere.
Tommaso, puoi benissimo tradurre in italiano la versione attuale, il che è sempre meglio che niente; ma tienti per uomo avvisato 🙂 non vorrei che il tuo lavoro sia inutile.Ciao
Claudio
::Poi voglio vedere chi aggiorna la traduzione della “Short”…
Ho già scritto tempo fa all’attuale manutentore della Not so short…
Mi ha detto che intende riscriverla esattamente con gli aggiornamenti che gli chiedevo di poter fare per la traduzione italiana (in sostanza aggiornamento come quelli del paragrafo 3.4 della l2tabu.pdf); mi ha convinto che è meglio aspettare perché, appunto intende riscrivere al Not so short.. con l’accento sul formato PDF e lascerebbe stare le vecchie storie del tipo latex–>dvips–>ps2pdf.
Appena lui ha fatto, mi ci metto anch’io.
::
Da quel poco che ho potuto capire, con due anni di tedesco al Goethe 50 anni fa ( 🙄 ), a me sembrerebbe che ContainerKlass voglia dire classe che ne contiene un’altra generale. Nella frase “Niemals Dokumentklassen (article.cls, scrbook.cls usw.) oder Styledateien (varioref.sty, color.sty) direkt ändern! Entweder man bastelt sich Containerklassen beziehungsweise -styles oder man kopiert die Klassen/Styles, ändert die Kopie und speichert diese unter anderem Namen ab.”, il concetto che viene espresso è che si crea una classe che ne contiene un’altra come spiegato nella frase successiva, oppure che si prende una classe o uno stile generale lo si copia, lo si modifica e lo si salva con un altro nome.D’altra parte la frase successiva: “Ein Beispiel zur Erstellung von Containerklassen findet sich in der FAQ zur Anpassung von Dokumentenklassen” atrraverso al sua nota rimanda proprio alla operazione descritta nella clsguide.pdf (texdoc clsguide) e descrive una classe che carica article e ci aggiunge il richiamo a due soli pacchetti; sarebbe come se noi italiani ci creassimo una classe di questo tipo (salvando il file con il nome articolo.cls):
`
\ProvidesClass{articolo}[…]
\NeedTeXFormat{LaTeX2e}[…]
\DeclareOption*{\PassOptionsToClass{\CurrentOption}{article}}
\ProcessOptions\relax
\LoadClass{article}
\RequirePackage[italian]{babel}
\endinput
`
Servirebbe per comporre articoli solo in italiano; per metterci anche solo una citazione in tedesco bisognerebbe passare l’opzione german fra le opzioni di classe. Insomma io non la userei mai per davvero, ma rende il concetto.Per la traduzione? eh, l’italiano non ha la versatilità dell’inglese e del tedesco per le parole composte o le locuzioni aggettivali dell’inglese; ma forse classe contenitrice potrebbe rendere l’idea quanto container class, wrapper class, ContainerKlasse. Se poi lo si spiegasse con un esempietto meno indecente, o più utile, del mio, il concetto sarebbe chiarissimo.
-
AutoreRisposte