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Credo che l’ambiente gnuplot sia incompatibile con subfig (che dovrebbe essere l’ultima versione disponibile per fare figurine correlate affiancate e con sotto didascalie).
Lo credo perché il messaggio d’errore fa riferimento a un comando \verbatim@, che lascia intendere che scriva in modo verbatim il suo contenuto in un file per gnuplot; poi all’esecuzione dei comandi di fine ambiente esegue lo shell escape e lancia gnuplot sul file che ha appena scritto; nel codice che metto sotto, se lasci cosè com’è esso traccia il diagramma del seno non affiancato, ma sotto, l’altra figurina (tratta del pacchetto mwe — quella che avevi allegato tu era forse una tua creazione, ma io non ne disponevo — il pacchetto mwe serve proprio per fornire degli esempi di figure riempitive e di testo riempitivo utili per comporre Minimum Working Examples (mwe)). In altre parole l’ambiente gnuplot è fragile e non può stare dentro altri ambienti che trattano ripetitivamente oggetti fragili.
Infatti se togli i segni di commento dai comandi \subfig e della loro parentesi di chhiusura, in modo che i vari \subfig lavorino, esce l’errore, mentre se lasci i segni di commento dove stanno, il diagramma del seno esce correttamente.
`% !TEX TS-program = pdfLaTeX-SE
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass[a4paper,12pt,fleqn]{paper}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{mwe}\usepackage{graphicx}
\usepackage{caption,subfig}\usepackage[shell,subfolder]{gnuplottex}
\usepackage{xcolor}\begin{document}
\begin{figure}[!hbt]
\centering
%\subfloat{%
\begin{gnuplot}[terminal=epslatex, terminaloptions=color]
set key box top left
set key width 4
set sample 100
set xr [-5:5]
set yr [-1:1]
set xlabel '$x$'
set ylabel '$y$'
plot sin(x) wl lc 1 t '$\sin(x)$'
\end{gnuplot}
%}
%\subfloat{%
\includegraphics[width=0.4\textwidth]{example-image-a}
%}
\end{figure}
\end{document}
`Come vedi l’engine pdflatex-SE (dove SE sta per shell escape) è l’ambiente che ho creato per TeXShop per configurarlo solo per la compilazione di questo esempo con l’opzione shett escape attivata. È probabile che così come l’ho scritto non funzioni cone Texmaker (fra Texmaker e TeXstudio, preferisco quest’ultimo, se non altro perché viene aggiornato frequentemente per togliere bug e/o aggiungere altre funzinalità che mancano a Texmaker). Comunque prova a compilare questo codice lascinado i segni di commento dove sono, e vedrai che il diagramma esce correttamente.Invece, le dimensioni del diagramma non sono specificate; o se vuoi, non è specificata l’unità di misura del disegno, quindi a priori non sai quanto sia largo il disegno completo; ecco che i miei consigli del punto c) tornano utili.
13 Luglio 2020 alle 13:58 in risposta a: Bug hyperref+biblatex: tutta la pagina seguente linkata #118336::
A parte che devi leggere la documentazione (ben nascosta) della nuova versione di fileontents, che ha una sintassi diversa da quella precedente il 2018, e a parte il fatto che ti sei scordato di mettere \printbibliography, nel tuo esemio minimo compilabile, il tuo esempio replica l’errore di cui ti lamenti, direi proprio perché il contenuto del record che citi in nota è troppo lungo e non sta tutto nella pagina in cuoi lo citi; quindi la nota con citazione linkata prosegue in clce alla pagina successiva e il tutto porta all’intera pagina iperlinkata.A parte l’errore del sistema, non saprei se sia un baco di TeX, pdftex, o biber, o biblatex, il rimedio sarebbe quello di non eseguire citazioni in nota; oppure, se davvero sono necessarie (tieni presente che coloro che si occupano di sceinze “hard” non citano mai in nota, e rifugono dai Loc. cit. Idem, Ibidem, e compagnia, quindi se a loro va bene citare al massimo autore anno nel testo, meglio ancora solo col numero, non è perché le citazioni delle scienze hard sono meno importanti di quelle soft; semplicemente gli scienziati hard sono più concisi); esegui dele citazione nela forma autore anno, e usa l’argomento facoltativo del comando \cite o \footcie, per specificare la posizione della parte che vuoi citare (capitolo, pagina…).
Oppure verifica se biblatex consente di separare l’esponente della nota dal testo della nota (come è possibile fare con \footnote, separabile in \footnotemark e \footnotetext) in modo che puoi rinviare l’intero testo della nota nella paigna successiv (\usa il pacchetto afterpage, e metti il testo della nota nell’argomento del comando \afterpage.Come vedi si tratta di toppe; causate si dal malfunionamento di qualcuno dei programmi o dei pacchetti coinvolti, ma anche della cattiva abitudine di riempire le pagine dei testi delle scienze soft di moltitudini di ripetizioni che sembrano fatte apposta non per agevolare il lettore,ma per riempire lo spazio della pagina.
Sono cattivo? No, dico solo quello che penso; leggendo qualunque testo di scienze soft, soffro nel vedere tanto spazio sprecato per ripetere sempre le stesse informazioni nel modo il più logorroico possibile.
Knuth ha insertito nel linguaggio nativo di TeX i comandi per creare le note; Lampost ha perfezionato quel meccanismo con LaTeX, gli autori dei vari pacchetti per le bibliografie ci hanno messo del loro, ma Knuth stesso nel TeXbokk scrive: “Non usate le note”. lui era un professore universitario di scienze hard; ma quando è andato in pensione ha composto anche una versione commentata della Bibbia, che non fa parte di sicuro delle scienze hard; e suppongo che abbia messo in suoi commenti in nota. Tuttavia…
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Ma, giusto per sapere, che classe usi? Book?, Report?, Article? Memoir?
Hai modificato il layout di pagina con geomery o con cose simili?
Come facciamo a darti una mano se, a parte quella parte di codice che hai iviato con il primo messaggio, non ci dai un esempio minimo compilabile?
Il disegno di sin(x) non è un problema, ma se la figura raser figura.png, non puoi mandarla, non importa, c’è un pacchetto mwe che dispone di figure fasulle necessarie per replicare i problemi. ma un esempio monimo compilabile, con figura.png sotituita con una delle figure di mwe, non dovrebbe essere difficile da confezionare, allegandolo al tuo prossimo messagio, così ci possiamo cimentare anche noi, e chissà che non se ne esca.
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Mac + Texmaker? Combinazione sicuramente lecita, ma insolita.
Avendo installato MacTeX (TexLive + TeXShop e qualche altra facility per Mac, tra le quali TeX Live Utility.app, con la quale gestisco gli aggiornamenti settimanali con la comodità dell’interfaccia tipica del Mac), io uso come editor TeXShop che trovo particolarmente efficace, almeno per il modo che io ho di scrivere i miei file sorgente; Una delle caratteristiche importanti e che apprezzo in modo particolare, è che usa da solo il correttore ortografico giusto a seconda delle lingua in cui è scritto il file sorgente; un’altra caratteristiche è che i creatori di TeXShop hanno inventato le righe magiche (righe di autoconfigurazione) e devo dire che sono formidabili; sono state imitate anche da TeXworks, TeXstudio, Texmaker (tanto per citare alcuni editor multipiattaforma; ce ne sono anche altri specifici per questo o quel sistema operativo) ma non si limitano agli “engine” originali, bensì ogni utente può crearsene anche di propri. Per esempi: nel tuo caso è necessario usare pdflatex con l’opzione –shell-escape; non esiste preconfezionata una versionde di engine con questa opzione preimpostata; bisognerebbe aggiungere questa opzione al comando che TeXstudio o Texmaker invia la sistema operativo, ma poi bisogna ricordarsi di toglierla perché gnuplot non è fra i programmi “sicuri”. Per prudenza è sempre meglio di avere un automatismo che attiva lo shell escape, prorpio per evitare che qualche malware abbia infettato questo o quel programma. I sistemi UNIX come Linux e Mac sono più sicuri dei sistemi WIndows, ma non sono del tutto immuni da malware (in periodo di COVID abbiamo tutti una comprensione migliore del concetto di immunità quindi stiamo o dovremmo stare tutti più attenti).
Però con TeXShop è possibile definirsi un nuovo engine con l’opzione –shell-escape preimpostata, in modo che quando si vuole comporre con quell’opzione attiva si seleziona quell’engine nella finestrella in alto a sinistra della schermata e premendo il bottone Typeset, la compilazione avviene con quell’engine particolare, tornando da solo poi all’uso del programma privo da shell escape.
Lo trovo anche utile per scegliere il programma giusto fra bibtex e biber; di default tengo bibtex, ma per i documenti che richiedono bibliografie particolari, imposto la riga magica per scegliere biber, solo per quel particolare documento, semplicemente cliccando Typeset, anche se il gestore bibliografico della finestrella usa il nome bibtex.Mi domando, perciò se gli errori che ricevevi erano dovuti alla mancanza dello shell escape, richiesto espressamente dal pacchetto gnuplottex, ma che Texmaker non gestisce.
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Se usi LaTeX con l’uscita in formato DVI, non puoi usare i font vettoriali.
Se componi con pdfLaTeX, di defaault usi i font vettorilai; se non sei siddisfatto dei font Computer Modern vettoriali di default, puoi mettere nel preambolo la chiamata al pacchetto lmodern, con il quale uso i font Latin Modern, un’evoluzione dei Computer Modern, ca a me e ad altri piè dei più, ma che altri criticano fortemente. Prova e decidi tu.
Ci sono tanti altri font vettoriali che puoi usare con pdfLaTeX; per esempio, se devi comporre molta matematica, ti consiglierei i Libertinus assieme ai LibertinuT1Math (\usepackage{libertinus,libertinust1math}). MA hai solo l’imbarazzo della scelta.
Dai messaggi ‘errore che compaiono nelle foto che hai inviato nel rpimo documento sembrerebbe che tu usi dei font della American Mathematical Society, ma del’esame dei quei brevi listati non si capisce quali font siano; il file .logo, nelle utime 100 righe dovrebbe contenere il listato di tutti i font usati, o meglio, di tutti i font vettoriali le coi estensino sono .pfb, mentre le estenzioni dei font non vettoriali sono qualcosa del tipo .600pk. Se apri il file .log del tuo documento dopo averlo compilato sia pure con gli errori che hai fotografiato, puoi leggere la lista completa dei font usati e vedere da solo se ti mancano in font vettoriali. da quell’elenco.
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Benvenuto nel forumNon ho la più vaga idea del perché non ti funzioni il codice, tuttavia avrei qualche commento da fare.
a) Perché usi terminal=epslatex, e non terminal=pdf? Può darsi che tu abbia ragioni serie per questa scelta, ma l’unico motivo per il quale epslatex è necessario, è quando devi usare latex-il-programma, che, credo, nessuno oggi usi più se non in rarissime circostanze che oggi non hanno più ragione d’essere. Lamirida de pacchetti esistenti oggi consento di usare pdflatex, xelatex o lualatex, con qualunque tioo fdiimmagine incorporabile dai programmi di composizione del sistema TeX. Siccome non specifichi se stai lavorando con TeX Live o co MiKTeX, lail mio punto interrogativo resta senza risposta.
b) io non userei gnuplottex, ma da terminale comporrei la figura da tracciare con gnuplot specificando terminal=pdf; ottenuta al figura pdf, oltre ad esaminarla per suo conto per sapere se è corretta, se i font sono a posto, se necessita di un po’ di smarginatura, se le dimensioni naturali della figura son ragionevoli, eccetera, la incorporerei come una normale figura nel documento da comporre.
c) starie anche attento ad usare i fattori di scala di \includegraphics; in particolare non userei i centimetri di larghezza e altezza di gnuplot, e un fattore di scala (scale=0.4) per l’altro \includegraphics. I fattori di scala per mettere figure affiancate non sono una buona idea perché la oro somma deve essere complessivamante minore di uno, di quanto? dipende da quante sufigure si vogliono mettere in linea; è molto più sicure usare sempre dimensioni esplicite mediante frazioni di \texwith, la larghezza delle gabbia di composizione. quindi se per il diagramam creato con gnuplot usi \includegraphics[width-0.5\textwidth] e per il raster, usi \includegrapchics[width=04\textwidth, sei più o meno sicuro che le due ffigure possono stare assieme affiancato; se non lo stesserom devi diminuire di poco una delle due, ma ci sei quaisi sicuramante con la prima impostazione.
Ecco, questi sono i miei consigli, e se li segui, anche senza sapere perché ora non ti funzionano, è possibile che tu possa mettere le due immagini affiancate al primo colpo e senza errori.
10 Luglio 2020 alle 20:22 in risposta a: Writer2latex: disallineamento note a pie’ di pagina e altri problemi #11831410 Luglio 2020 alle 11:35 in risposta a: Writer2latex: disallineamento note a pie’ di pagina e altri problemi #118312::
Eccomi qui di nuovo. Ho sostituito la lista che ti chiedevo con una lista fasulla che ho modificato fino a replicare lo sbordamanto della nota. Ho quindi lasciato le tue impostazioni del formato della griglia di stampa, ma le ho racchiuse fra [tt]\iffalse[/tt] e [tt]\fi[/tt] in modo che non vengano eseguite; ho invece usato il comando [tt]\geometry[/tt] subito dopo aver chiamato il pacchetto geometry, in modo da specificargli gle ulteriori opzioni come geometry si aspetta, con la sintassi chiave = valore, tanto comoda in varie circostanze. Come puoi leggere dal codice qui sotto, il tutto èmolto più chiaro e intuitivo che non usando i comandi nativi di TeX. Il pacchetto geometry è formidabile; tra l’altro nota che consente di usare la chiave [tt]heightrounded[/tt] in modo che corregge l’altezza specificata in modo che corrisponda ad un numero intero di righe di testo normalmente interlineate.Ora copiati il mio esempio, salvalo con un nome qualsisasi, ma diverso, ovviamente, da quello degli altri tuoi file, compilalo con pdfLaTeX e vedrai che la nota va al suo posto perfettamante giustificata verticalmente, senza sbordare; Metti un segno di commento prima dell’argomento opzionale dell’apertura dell’ambiente itemize, e vedrai che la nota sborda. Ciò dimostra che usare il pacchetto enumitem, usandone le funzionalità di configurazione delle liste, è molto vantaggioso.
Il file che ti mando contiene ancora degli errori, non so se tuioi o di Writer2latex. Comunque quello relativo a \footnoterule è grave; rileggi nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato perché quella ridefinizione è profondamente sbagliata.
`%%% Righe magiche
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode% This file was converted to LaTeX by Writer2LaTeX ver. 1.2
% see http://writer2latex.sourceforge.net for more info
%\documentclass[twoside,pdftex]{book}% opzioni di default inutili
\documentclass{book}
\usepackage {lettrine}
\usepackage[utf8]{inputenc}% Inseriti tutti i caratteri accentati
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amssymb,textcomp}% amsfonts è già chiamato da amssymb
\usepackage{xcolor}% meglio xcolor di color, che comunque viene chiamato da xcolor al momento giusto
\usepackage[bottom]{footmisc}
\usepackage{enumitem}
%\usepackage[protrusion=true,expansion=true, tracking=false,kerning=false]{microtype} % Basta semplicemente:
\usepackage{microtype}
\usepackage{graphicx}%———————————————–
\usepackage[osf]{cochineal}% con le cifre Old Style, minuscole
\usepackage[showframe]{geometry}
% Page layout (geometry)
% Ma se è stato caricato geometry, perché qui si imposta la geometria
% della pagina usando i comandi nativi del linguaggio TeX?
% non cambio niente, ma con geometry basta una riga di codice, più
% qualche impostazione preliminare
\setlength\headheight{0cm}
\setlength\headsep{0cm}
%\setlength\footskip{12mm}
\geometry{papersize={127mm,203mm},body={88mm,168mm},includefoot,
top=15mm,bottom=10mm,inner=14mm,heightrounded}\iffalse
\setlength\paperwidth{127mm}
\setlength\paperheight{203mm}
\setlength\voffset{-1in}
\setlength\hoffset{-1in}
\setlength\topmargin{13mm}
\setlength\oddsidemargin{14mm}
\setlength\evensidemargin{22mm}
\setlength\textheight{168mm}
\setlength\textwidth{88mm}
\fi
%————————————
%———————————-%\pretolerance=10000
%\tolerance=2000
%\emergencystretch=10pt
%\lefthyphenmin4 % I valori di default 2 e 2 vanno benissimo
%\righthyphenmin4 % Però sei libero di mettere anche valori maggiori%\clubpenalty150
%\widowpenalty15%\usepackage[all]{nowidow}
\setlength{\parskip}{0pt}
\usepackage{array}
%\usepackage{hhline}% ORRORE, ORRORE ORRORE! Non è così che si compongono le tabelle%\usepackage{hyperref} va chiamato per ultimo, comunque dopo qualunque pacchetto che modifichi comandi di sezionamento e comandi di crossreference, comprese le citazioni e i riferimenti ad ogggetti elencati negli indici analitici
\usepackage{sectsty}
\allsectionsfont{\centering}
% Set to 0pt outside sections, to keep section heads
% uniformly spaced. The value of parskip is set
% to leading value _within_ sections.
% 12 Jan\usepackage{hyperref}
\hypersetup{ colorlinks=false, linkcolor=black, citecolor=black, filecolor=black, urlcolor=black, pdftitle=, pdfauthor=, pdfsubject=, pdfkeywords=}
% footnotes configuration
%\makeatletter% questi due servono solo se ci fossero @ da trattare come lettere
\renewcommand\thefootnote{\arabic{footnote}}
%\makeatother% Vedi sopra
% Outline numbering
\setcounter{secnumdepth}{0}% Sezioni non numerate? OK ma allora bisogna
\setcounter{tocdepth}{0} % perché ha poco senso elencare nell'indice
% generale le sezioni non numerate del corpo del
% testo% Footnote rule
\setlength{\skip\footins}{0.119cm}
\renewcommand\footnoterule{\vspace*{-0.018cm}% definizione errata
% Vedi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato
% Il filetto separaore delle note de=ve complessivamente impegnare unno
% Spazio verticale nullo
% Questi ulteriori comandi servono per le note? Sono al posto sbagliato!
\setlength\leftskip{0pt}\setlength\rightskip{0pt plus 1fil}\noindent\textcolor{black}{\rule{0.25\columnwidth}{0.018cm}}\vspace*{0.101cm}}
% Pages styles
% Questi sitili di pagina che contengono renewcommand paiono un po'
% arrampicati sui vetri.
% \renewcommand, mi pare di ricolrdare che esegua una ridefinizione
% globale, mentre queste definizioni devono restare locali
% inoltre \thepage è già stato ridefinito come arabic; perché ridefinirlo
% ripetutamente?
\makeatletter
\newcommand\ps@Standard{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{{}— \thepage{} —}
\renewcommand\@evenfoot{\@oddfoot}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@FirstPage{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@parti{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\newcommand\ps@secondapagina{
\renewcommand\@oddhead{}
\renewcommand\@evenhead{}
\renewcommand\@oddfoot{}
\renewcommand\@evenfoot{}
\renewcommand\thepage{\arabic{page}}
}
\makeatother
\pagestyle{Standard}
\title{}
\author{}
\date{2017-01-15}\begin{document}
% Perché i capitoli sono intestati come sezioni?
\clearpage\subsection{CAPITOLO XX}
\subsubsection{L'Isola Beechey}
Il 25 giugno, l'\textit{Avanti} arrivava in vista del Capo Dundas, all'estremità nord-ovest della Terra del Principe
di Galles. Lì, le difficoltà si accrebbero in mezzo a ghiacci più numerosi. Il mare si restringe in questo luogo,
e la linea delle isole Crozier, Young, Day, Lowther, Garret, disposte come fortini davanti a una rada, obbligano gli
iceberg ad accumularsi nello stretto. Quel che il brigantino, in un'altra circostanza, avrebbe fatto in una volta, lo
impegnò dal 25 al 30 giugno. Esso si arrestava, tornava sui suoi passi, attendeva l'occasione propizia per non
mancare l'Isola Beechey, dispensando più carbone, contentandosi di moderare i suoi fuochi durante le sue soste, ma
senza mai spegnerli, allo scopo di rimanere in pressione a ogni ora del giorno e della notte.Hatteras conosceva tanto bene quanto Shandon lo stato delle sue scorte; ma, certo di trovare del combustibile all'Isola
Beechey, egli non intendeva perdere un minuto per misura d'economia. Era assai in ritardo per via della sua deviazione
a sud e, se aveva preso la precauzione di lasciare l'Inghilterra sin dal mese di aprile, non si trovava, ora, più
innanzi delle spedizioni precedenti a una tale epoca. Il 30 si rilevò il Capo Walker, all'estremità nord-est della
Terra del Principe di Galles.È la punta estrema che Kennedy e Bellot videro il 3 maggio 1852, dopo un'escursione attraverso tutto il Nord-Sommerset. Già nel 1851, il capitano Ommaney, della spedizione Austin, aveva avuto di potervi rifornire il suo
distaccamento. Quel capo, assai elevato, è notevole per il suo colore d'un rosso bruno. Da là, quando è sereno,
la vista può spaziare fino all'imbocco del Canale Wellington. Verso sera, si vide il Capo Bellot separato dal Capo
Walker dalla Baia di MacLeon. Il Capo Bellot fu così chiamato al cospetto del giovane ufficiale francese che la
spedizione inglese salutò con un triplice hurrà. In quel luogo, la costa è fatta di una pietra calcarea
giallastra, d'apparenza assai rugosa. Essa è difesa da enormi ghiacci che i venti del nord vi accumulano nella
maniera più imponente. Essa fu ben presto perduta di vista dall'\textit{Avanti}, che si aprì, attraverso ghiacci
mal cementati, una strada verso l'Isola Beechey, attraversando lo Stretto di Barrow. Hatteras, risoluto a marciare in
linea retta, per non essere trascinato al di là dell'isola,
%\vspace*{-1.4pt}
non lasciò mai il suo posto durante i giorni seguenti;
egli saliva frequentemente sulle crocette del parrocchetto per scegliere i passaggi vantaggiosi. Tutto ciò che
possono fare l'abilità, il sangue freddo, l'audacia, il genio anche di un marinaio, egli lo fece durante la
traversata dello stretto. La sorte, è vero, non lo assecondava per nulla, poiché a quell'epoca egli avrebbe dovuto
trovare il mare pressappoco sgombro. Ma, alla fine, non lesinando né il suo vapore, né il suo equipaggio, né se
stesso, raggiunse il suo scopo. Il 3 luglio, alle undici del mattino, il pilota artico segnalò una terra a nord.
Fatta la sua osservazione, Hatteras riconobbe l'Isola Beechey, quel punto d'incontro comune di tutti i navigatori
artici.Lì approdarono quasi tutti i navigatori che si avventurarono in questi mari. Lì Franklin affrontò il suo primo
svernamento prima di addentrarsi nello Stretto di Wellington. Lì Creswell, il luogotenente di MacClure, dopo aver
superato quattrocentosettanta miglia sui ghiacci, si riaggregò alla \textit{Fenice} e ritornò in Inghilterra.
L'ultima nave che gettò l'ancora all'Isola Beechey prima dell'\textit{Avanti}, fu il \textit{Fox}; MacClintock vi si
rifornì l'undici agosto 1855 (\footnote{\ \ Svista di Verne: siamo nel 1860, e il \textit{Fox} approdò a
quest'isola nel 1858, non nel 1855: nel capitolo XIV aveva infatti scritto: — {\guillemotleft}…\textit{lady
Franklin sperava ancora e, coi resti della sua fortuna, equipaggiò il Fox, comandato da MacClintock. Esso partì nel
1857, svernò nei paraggi in cui voi ci siete apparso, capitano, pervenne all'Isola Beechey l'undici agosto 1858…
}{\guillemotright} La vera data è infatti: 11 agosto 1858, correndo fra l'altro, nella finzione del romanzo, l'anno
1860 all'arrivo dell'\textit{Avanti} a detta isola.}) e vi riattò le abitazioni e i magazzini. Non erano passati che
due anni da allora; Hatteras era al corrente di questi dettagli.Il cuore del nostromo batteva forte alla vista di quell'isola; quando la visitò, egli era allora quartiermastro a
bordo della \textit{Fenice}; Hatteras lo interrogò sulla disposizione della costa, sulla facilità dell'ancoraggio,
sull'approdo possibile. Il tempo diveniva magnifico; la temperatura si manteneva a cinquantasette gradi
(+14{\textdegree} centigradi).
\begin{itemize}[itemsep=3pt minus 1pt]
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\item~ Periodo sufficientemente lungo da occupare due righe di testo in questa lista.
\end{itemize}
\end{document}`
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Benvenuto nel forumSi degli strument più semplici ci sono e sono costituiti dall’ambiente nativo del nucleo di LaTeX che si chiama picture; non hai bisogno di pacchetti esterni, se non di pict2e che rimuove tutte le limitazioni del codice originale, ma non ne cambia la sintassi, aggiungendo solo qualche comando in più. Leggine la documentazione danda da terminale (prompt dei comandi su WIndows) il comando texdoc pict2e.
TikZ è stupendo ma per il tuo caso è come usare un cannone per ammazzare una zanzara. Sarà che io, che uso LATeX da più di 30 anni, non ho grosse esigenze di disegno, ma 9 volte su 10, forse di più, io usopict2e piuttosto che TikZ. Ho scritto anche qualche pacchetto di macro che usano e/o estendono ulteriormente i comandi dlel’ambiente picture, ma sono riuscito a fare disegni geometrici che neanche Leslie Lamport, il creatore di LaTeX, quindi anche dell’ambiente picture) non avrebbe mai immaginato.
Dimostro questa mia predilezione per picure in ogni circostanza utile; quindi non sono “spassionato”. Predi le mie parole col beneficio di inventario.
10 Luglio 2020 alle 6:43 in risposta a: Writer2latex: disallineamento note a pie’ di pagina e altri problemi #118311::
Sto lavorando sul pezzo di codice che hai allegato nel tuo messaggio precedente: Ho notato diverse cose, compresa l’inffficacia dell’impostazione dei \lefthyphenmin e \roghthyphenmin, perchè nel tuo testo originale del tuo prime messaggio, e in quasto, la praola prima ha la cesura “pri-ma” quando con il valori 4 non dovrebbe avere nessuna cesura; inutile dire che per fortuna l’impostazione 4 non ha avuto effetto, perché con quella impostazione solo le parole con almeno 8 caratteri potrebbero ricevere la cesura; risultato: un mucchio di righe lasche e il povero microtye che non ce la fa.Nel file che hai inviato epr prova, c’è ancora l’impostazione di codifica ascii; non è errato, ma ci ho messo mezzo minuto a trasformare tutte le sequenze ascii dele lettere accentate in lettere utf8. Ti consiglio di farlo sui tutti i file della tua traduzione, se non altro perché il testo sorgente si legge molto meglio. Tieni presente che ora la codifica utf8 è quella predefintia per tutti i file sorgente da dare in pasto a pdflatex e, ovviamente, a xelatex e lualatex.
Il preambolo contine molti errori; alcuni di concetto; non so se derivino da Writer2latex o da te, ma li sto correggendo, o almeno commentando.
Invece ti scrivo per chiederti il prosieguo del testo di almento un’altra pagina, perché mancando la lista della seconda pagina la nota viene composta benissimo al suo posto corretto. Temo che con la lista si manifesti l’inconveniente che segnalavi, ma senza quella lista e un po’ di testo successivo non sono in grado di trovare una soluzione alla nota che sborda.
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Benvenuto nel foorum.Non ricordo di avere mai incontrato quella situazione, piuttosto mi sono trovato nela soluzione opposta.
Ma senza sapere come hi congegnato il tuo documento, e senza un esempio minimo compilabile (vedi la sezione DOcumentazione di questo forum e cerca la guida tematica sugli esempi minimi compilabili) è difficile capire che cosa vorresti ottenre invece di quel che ottieni.
9 Luglio 2020 alle 11:20 in risposta a: Bug hyperref+biblatex: tutta la pagina seguente linkata #1183349 Luglio 2020 alle 5:08 in risposta a: Writer2latex: disallineamento note a pie’ di pagina e altri problemi #118309::
Non è facile dirti che cosa fare, snza vare a disposizione la stessa pagina sulla quale stai lavorando e il preambolo completo del tuo documento.
Ti posso dire che a me \enlargethispage* funziona bene quasi sempre, e il “quasi” spiega che non è infallibile. Certo la lunghezza va specificata con un valore acconcio; per te 4pt potrebbero andare bene.
\vspace*, anche lui, fa quello che deve fare se viene usato in modo verticale.Resta il problema che a te queste cose non funzionano.
Ripeto: la soluzione consiste nel ridurre gli spazi bianchi verticali che comapiono nella pagina; se le soluzioni che hai provato non ti funzionano, avrei in mente altre due strade:
a) una consisterebbe nel ridurre lo spazio fra gli item della lista che compare nella stessa pagina; il modo migliore per farlo consiste nel usare il pacchetto eunitem. studiandone la documentazione, e usando l’argomento facoltativo del comando di apertura [tt]\begin{itemize}[…][/tt] inserendo al posto dei puntini una nuova assegnazione al parametro giusto (*), in modo che sia un punto tipografico in meno del suo valore di default. (*) “giusto” deriva dal fatto che lo spazio fra gli item dipende da diversi parametri e quindi solo studiando la documentazioni trovi uello più adatto.b) puoi ridefinire \footnoterule; è decisamente più complesso, puoi leggere la spiegazione della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato
Senza poter sperimentare “in corpore vili”, non riesco a dirti altro.
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