OldClaudio

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  • in risposta a: primo paragrafo del capitolo non rientra #118330
    OldClaudio
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      Sempre a proposito di guide: Il rientro della prima riga di un capoverso serve per marcarne l’inizio, il quale non è sufficientemente marcato dall’ultima riga del capoverso precedente; se infatti quell’ultima riga arrivasse ad occupare completamente la giustezza del testo, come faresti a capire che dopo il suo punto fermo comincia un altro capoverso?
      Ma la prima riga del primo capoverso di un capitolo o di una sezione non è preceduto da nessun altro capoverso; allora a che cosa serve il rientro? Potrebbe servire per omogeneità ma non avrebbe di sicuro la funzione di marcare l’inizio di un capoverso.

      Ecco perché LaTeX non rientra la rpima riga del primo capoverso. Alcuni dicono che quello potrebbe andare bene per la tipografia anglosassone; altri commentano elogiando la pratica francese di rientrare anche la prima rigra del primo capoverso; alcuni sostengono che l’omogeneità è più importante della funzione. Insomma, i pareri sono divisi sull’opportunità di rientrare la prima riga del primo capoverso.

      Ciò premesso, se vuoi rientrare quella prima riga del primo capoverso, usa il pacchetto indentfirst.

      OldClaudio
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        @leomagicabula
        ,
        sei benvenuto nel forum, ma queste piccole cose, che formano l’ABC di LaTeX dovresti vederle in una qualche guid; qui nella sezione Documentazione, puoi scaricarne quante ne vuoi.

        Se vassi “studiato” appena, appena un poco una qualche guida, sapresti che non è necessario usare \par per terminare un capoverso (in inglese il capoverso si traduce con paragraph, mentre paragrafo si traduce con section; non fidarti dei falsi amici!)

        In parole povere l’opzione di classe draft (che vuol dire bozza, quindi tratta la compilazione come una bozza), tra le altre cose mette un vistoso rettangolo nero a fianco delle righe che sbordano. certo 3.9pt sono poco più di un millimetro, quindi si nota la riga sporgente.
        Nello stesso tempo hai a disposizione il comando \slash; questo mette la barra obliqua / ma non impedisce la cesura in fin di riga se il secondo termine sborda.

        in risposta a: Suggerimento estetico per tabella #118321
        OldClaudio
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          dipende se vuoi incolonnare i numeri sulla base del loro separatore decimale; è più semplice se tutti i numeri fratti di ciascuna colonna hanno lo stesso numero di cifre fratte.

          in risposta a: Testo generato con pacchetto hierotex in diagonale #118296
          OldClaudio
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            Be’, sì, dalla tua richiesta iniziale non era specificato che volevi i singoli geroglifici in una disposizione a scaletta.
            Ma se vuoi proprio fare questo genere di acrobazie, puoi anche usare \raisebox{geroglifico} scalando i successivi innalzamenti come ti pare. Oppure, come tu stesso suggerisci, mettendo il tutto dentor un \rotatebox, e ciascun geroglifco dentro la sua scatolina individuale contro-ruotata della stessa quantità.Qualcosa come:`
            \rotatebox{angolo}{\rotatebox{-angolo}{gerogl-1}\rotatebox{-angolo}{gerogl-2}…\rotatebox{-angolo}{gerogl1-n}}`Se ti crei una adeguata macro, il tutto si riduce a poco a poco più di una cosa come questa`\newcommand\iscrizioneobliqua{angolo}{{gerogl-1}{gerog-2}…{gerog-n}}`Per gestire la lista dei vari geroglifici che potrebbe contenere un numero qualnunque, ci sono molti modi; consulta la documentazione di etoolbox che ne offre diversi.

            OldClaudio
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              Ricordati che spessoe volentieri certi piccoli disallineamenti verticali, come quello delle tue note si risolvono elegantemente con il comando [tt]\enlarghetispage*{lunghezza}[/tt] Con l’asterisco il comando cerca di far stare nella pagina quel che occorre, non aggiungendo allo specchi di stampa la lunghezza specificata,ma contraendo lo spazio verticale presente nel resto della pagina; nel tuo caso hai una lista; lo spazio fra gli item della lista può essere compresso senza problemi.

              In un precedente messaggio hai segnalato che hai creato con TikZ una griglia di sfondo per controllare meglio la composizione in griglia. Nell’articolo che ti ho segnalato ho spiegato come ottenere un effetto migliore con il semplice ambiente picture usato in modo ‘creativo”, con il comando che ho definito in quell’articolo le righe create con picture sono distanziate esattamente di \baselineskip e posizionate correttamente perché combacino con le righe di basse delle linee di testo; secondo me è più facile controllare la composizione in griglia; non solo, ma è meno invasivo; TikZ occupa molto spazio in memoria e comunque viene aggiunto a quel che il nucleo di LaTeX contiene; ci si possono fare cose meravigliose, ma per un semplice grigliato è sprecato, viso che il nucleo di LaTeX già contiene tutto il, necessario. In realtà, l’ambiente picture è molto più versatile rispetto a quello che si potrebbe credere leggendone le poche pagine di documentazione. È facile crearsi delle macro ad hoc; con qualche più o meno piccola estensione dei comandi originali si possono fare costruzioni geometriche che nemmeno Leslie Lamport, il creatore di LaTeX — e quindi di picture — si sarebbe mai immaginato. TikZ, naturalmente, fa molto, molto di più; PSTricks ancora di più; ma picture è semplice e finora ho dovuto ricorrere raramente a TikZ, meno che mai a PSTricks; dipende da quali disegni uno fa di solito, ma ho l’impressione che oggi TikZ venga usato anche per cose banali; lo vedo da quello che molti frequenttori del forum richiedono qui sul forum. Forse mi sbaglio, ma è la sensazione che ho.

              in risposta a: Suggerimento estetico per tabella #118318
              OldClaudio
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                Sì, intendevo così come hai fatto.

                OldClaudio
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                  Qualche anno fa, mi pare ne 2017, ma guarda un po’ prime e un po’ dopo, ho scritto un articolo su ArsTeXnica a proposito della composizione in griglia; Credo di avere dimostrato quanto sia difficile comporre in griglia uno scritto che non sia un romanzo, privo di inserti in display, privo di figure, privo di note. Neanche ConTeXT riuscirebbe a farlo se usi per le note un carattere più piccolo. Nell’articolo ho indicato come creare la griglia tale da poter aggiungere o togliere piccoli spazi verticali per aggiustare la composizione in griglia del testo principale. ma devono essere ritocchi piccolissimi. Cercalo nella sezione ArsTeXnica.
                  Pandoc fa un buon lavoro, ma non può inserire nel file trasformato quello che nel file da trasformare non c’è. Quindi smetti di usare OpenOffice e usa direttamente un buono shell editor adatto a LaTeX. Dipende da quale macchina usi, ma ci sono ottimi shell editor anche multipiattaforma; io, come gusto persnale, lavorando su un Mac, prediligo TeXShop, ma fra i multipiattaforma preferisco TeXstudio.
                  Inoltre, traducendo da francese, suppongo che tu disponga di una edizione pubblicata in Francia. Non comporre nello stesso modo; la tipografia italiana è un po’ diversa. In particolare i dialoghi; Guida tematica Comporre in italiano. Nulla è dogmatico in tipografia, ma in questa guida tematica ci sono tanti consigli.

                  in risposta a: Suggerimento estetico per tabella #118316
                  OldClaudio
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                    Nella guida Comporre tabelle e matrici ci sono molti esempi d’uso per dare la debita forma alla prima colonna (colonna indice) e alle intestazioni delle altre colonne; ti cito la tabella 3.1(b); in questa tabella hi due colonne indice Sotto l’intestazione complessiva Item;
                    Un filetto parziale che copre due colonne indice: Animal e Descritption. Nella terza colonna non hai bisogno di due righe e hai solo Price (con ‘unità di misura fra parentesi.

                    Ne tuo caso, hai una sola colonna indice che può essere intestata con $t_{\mathrm{s)}$ (nota che tu hai scritto ts, ma le variabili matematiche o fisiche sono formate da una sola lettera con quante apposizioni sono necessarie per distinguerle dalle altre; In matematica ts, vuol di re “t moltiplicato per s”). Poi hai tante colonne intestati con il valori di μ, quindi usi una sola volta questa lettera, ci metti sotto un filetto che ricopra tutte le colonne coi suoi valori; infine ci metti un filetto che attraversi tutto al tabella, e il gioco è fatto.

                    in risposta a: Testo generato con pacchetto hierotex in diagonale #118293
                    OldClaudio
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                      Benvenuto nel forum

                      Secondo me, potresti/dovresti usare il comando \rotatetebox del pacchetto graphicx; serve, appunto pere ruotare una scatola; siccome suppongo che la riga di geroglifici ocn la traduzione al piede sia gì di per se composta dentro una scatola ti basta usare questa dentro l’argomento di \rotatebox; Ne trovo la documentazione aprendo un terminale: ci scrivi dentro il comando texdoc graphicx; premi Enter e leggi la documentazione nella fiinestra che ti si apre.

                      OldClaudio
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                        Benvenuto nel forum.

                        Come “principiante” (nel senso che ti sei appena iscritto al forum, quindi principiante del forum) sei piuttosto avanzato. Bravo.

                        Ho guardato con molta attenzione l’immagine che hai inviato e in effetti la nota della pgina di destra sborda un poco, ma appena visibile, e lo è di più grazie alla griglia sottostante. La cosa non è impossibile per LaTeX, sebbene lo faccia molto raramente; Nel file log avrai anche un messaggio di overful Vbox poco prima che vi sia scritto il numero della pagina 125. Accanto c’è anche scritto di quanto sborda, probabilmente meno di 3pt, ciò meno di 1mm (a spanne).

                        In ogni caso non è grave; puoi cambiare le penalità per le note che sbordano, o puoi impostare \vfuzz in modo che non dia messaggi di errore per sbordamenti così piccoli.

                        Ma…

                        C’è sempre un ma! lavorare su Swrtier (OpenOfficie o LibreOffice) con il plugin writer2latex è un’operazione un po’ suicida; Swriter è un word processor del tipo WYSIWYG (what you see is what you get); ti fa sembrare di star lavorando con un word processor, con la visualizzazione immediata del risultato di qualsiasi tasto. È vero, riesce a tradurre il suo contenuto tramite writer2latex in modo approssimativo e senza servirsi dei millanta pacchetti disponibili direttamente per LaTeX. Overleaf può essere utile ma il softare che usa non è aggiornato tanto quanto potrebbe essere. e non è completo, tanto che non può compilare con il programma ConTeXt. Va benino quando si fanno cose relativamente semplici; è utile quando sei fuori sede e disponi solo di un tablet o un iPad, ma non è confrontabile, secondo me, con una installazione completa e aggiornata del Sistema TeX; ovvio che ti occuperebbe circa 5GiB di disco, ma ne vale la pena. Inoltre la versione TeX Live, che esiste per Windows, Linux e Mac (per questo l’installatore si chiama MacTeX) è aggiornabile, volendo, anche quotidianamente. È un po’ esagerato aggiornare ogni giorno, ma una volta ogni 7-10 giorni è una cadenza ragionevole; verso aprile di ogni anno bisogna reinstallare tutto daccapo, perché il Team Che se ne occupa ha bisogno di mettere delle pietre miliari, almeno una volta all’anno, in mod da partire da quell’origine dei tempi, senza dovere manutenere anche roba vecchia, obsoleta, e diventata inutile.
                        Ecco, le guide che si trovano qui nella sezione Documentazione descrivono spesso in dettagli le funzionalità, e quindi l’uso, dei pacchetti più utili e versatili, lasciando indietro quelli più specializzati (tra questi ultimi, per esempio, come comporre in mongolo; non è tanto per dire: il sistema TeX può comporre anche in mongolo!). Troverai certamente quale pacchetto usare per gestire le tue note.
                        Ti segnalo, invece, uno degli ultimi capitoli della guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; vi si descrive l’algoritmo di ottimizzazione per la composizione dei capoversi, e quello per la formazione delle pagine; ti permette di capire perché nella pagina 125 è successo quello che hai ottenuto.

                        in risposta a: Lualatex freezes #118252
                        OldClaudio
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                          Nel file lua26b.txt , alla fine io leggo`Output written on lua26.pdf (20 pages, 170326 bytes).

                          PDF statistics: 382 PDF objects out of 1000 (max. 8388607)
                          316 compressed objects within 4 object streams
                          100 named destinations out of 1000 (max. 131072)
                          74 words of extra memory for PDF output out of 10000 (max. 100000000)
                          `Invece lua28a.txt è troncato, quindi non è completo.

                          in risposta a: Lualatex freezes #118250
                          OldClaudio
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                            Cliccando sul link log26.txt si legge che il file pdf è stato prodotto e che consta di 20 pagine. Devi andare a leggere le ultime, diciamo. 30 righe del .log per trovare quelle indicazioni.
                            Quello che ho osservato, però, è che ci sono dei riferimenti incrociati “multiply defined”. Non escludo nemmeno che ci siano anche pagine numerate con lo stesso numero (che sia o non sia stampato, quindi visibile sulla pagina, non ha importanza).

                            OldClaudio
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                              Si, l’ambiente minipage e il comando \parboc permettono sia il centraggo orizzonale sia quello verticale. La sintssi è descritta nela guida tematica Il LaTeX reference manual (e tradotto in italiano) scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum.

                              in risposta a: Cambio Titolo \sections e \tableofcontents #118283
                              OldClaudio
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                                @Sblindo
                                , Gustavo ti ha detto come documentarti; non avrei saputo consiglierti meglio.
                                Tuttavia avresti dovuto accorgrti da solo che la tua deifnisizione di \section scrive solo i titolini ma non via niente all’indice; nello stesso tempo la ridefinizione di \contentsname non funziona granché. Perché?
                                Ma Gustavo te l’ha detto; ma io vorrei aggiungere qualcosa: cerca di avere curiosità non solo per consultare la documentazione, ma cerca di vedere come sono definiti i comandi standard; leggi il file atricle.cls; se non basta, leggi il file latex.ltx; vedresti che la definizione di default non si riduce ad una sola riga;quindi ridefinirlo come hai fatto tuo, vorrebbe dire che non hai le stesse funzionalità. Analogamente cerca dove è definito \contentsname e che cosa ne fail pacchetto babel. Ci perderai un po’ di tempo, apparentemente, ma ci guadagni un conoscenza del sistema TeX che ti consente di capire che “TeX mom è Word” come sta scritto nella prefazione de L’Arte di scrivere con LaTeX.

                                in risposta a: Align and Centered #118265
                                OldClaudio
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                                  Forse sono io che non ho capito bene; ho ripreso il tuo esempio minimo inziale, ho corretto il preambolo e ho aggunto tre filetti orizzontali che spazzolano la larghezza dellospecchi di stampa in modo da controllare se le formule che avevi messo in quell’esempio spiegavano il tuo dubbio.Il codice è il seguente:`% !TEX TS-program = pdflatex
                                  \documentclass[11pt,a4paper]{report}
                                  \usepackage{nccmath}
                                  \begin{document}
                                  \hrule

                                  \begin{align}
                                  &\text{da } a\le b \text{ e } c\le d \text{ segue } a+c\le b+d,\\
                                  &\text{da } a\le b \text{ e } c\le d \text{ segue } ac\le bd.
                                  \end{align}

                                  \hrule

                                  \begin{gather}
                                  \text{da } a\le b \text{ e } c\le d \text{ segue } a+c\le b+d,\\
                                  \text{da } a\le b \text{ e } c\le d \text{ segue } ac\le bd.
                                  \end{gather}

                                  \hrule
                                  \end{document}`Come vedi ho fatto un esempio con align e uno con gather. Quello che ottengo è la figura seguente:

                                  [attachment=2447]Incolonnamenti-centrati.pdf[/attachment]

                                  e a me sia l’una e l’altra composizione sono perfettamente centrate; forse hai un’idea diversa perché ci osno i numeri da un lato, e otticamente danno un’idea diversa; ma ricomponi l’esempio; stampalo, prendi un righello e misura le distanze laterali dei due incolonnamenti dal bordo dello specchio di stampa. Io non ho un righello sottomano, quindi non sono in grado di misurare, ma ad occhio le due formule sono centrate.

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