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31 Luglio 2020 alle 16:07 in risposta a: Problema con l’aggiornamento della distribuzione [risolto] #118412::
Non ho capito bene quello che hai fatto con uno script msdos. In uno dei miei file prima di \documenclass ho quanto segue:
`% !TEX TS-program = arara
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !BIB program = biber
% arara: writeconfig: {suffix: A4}
% arara: pdflatex
% arara: biber
% arara: pdflatex
% arara: pdflatex
% arara: pdflatex: {synctex: true}
% arara: rename\newif\ifacinque \newif\ifbcinque \newif\ifaquattro
\aquattrofalse \acinquefalse \bcinquefalse
\input{\jobname.cfg}% legge il file di configurazione per impostarne uno
% solo al valore true
`Come vedi le prime tree righe magiche riguardano la codifica e il motore di gestione dela bibliografia e arara non c’entra; sono le solite, ma al posto di dire che voglio compilare cone, per esempio, pdflatex, dico che voglio dare in pasto il file ad arara. Poi come vedi dico ad arara di creare un file di configurazione; poi gli dico di lanciare sul main file pdflatex che creerà il file \jobname.pdf, poi di lanciare biber,;
poi di lanciare di nuovo pdflatex tre volte; infine gli chiedo di rinominare (in realtà di copiare, il file jobname.pdf nel file \jobname-A4.pdf.
Se nnon voglio fare questi passi (che in realtà faccio solo quando il documento è completo) basta che io commenti i comandi arara con un segno # e l’esecuzione del tutto rimane molto più rapida. Ogni compilazione è a se stante, quaindinon ci sono processi che si accumulano, facendo salite enormemente la memoria e di CPU a valori alti.
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Benvenuto nel forum.Io scriverei al tesi su una chiavetta (o su un disco esterno), e lavorerei sulla chiavetta sia col PC principale, sia con quello secondario, se vuoi conservare le versioni precedenti, lo puoi sempre fare sia a mano sia lavorando con una installazione locale di github. Ovviamente questo sarebbe un mio gusto personale, probabilmente ci saranno moltissimi altri che sono in disaccordo con queste mie preferenze
Per il secondo tuo problema, sempre collegato alla tesi, non ha importanza che la tesi sia essenziale o molto complessa; una volta una mia laureanda ha scritto una tesi cosiddetta compilativa, dove di ogni testo citato ha espresso una sua opinione di valore secondo i suoi criteri di priorità. Ne uscirono circa 2000 pagine.e la tesi valeva quanto pesava; preziosa per lei e per ogni altro laureando che l’avesse consultata; avrebbe risparmiato settimane e settimane di lavoro in biblioteca.
Ora, sì di solito le tesi sono né lunghe né brevi, di solito fra 100 e 200 pagine, ma ho visto una tesi in medicina-chirurgia di 6 o7 fogli scritti, frontespizio incluso, e una ventina di fotografie in sala operatoria, la cui rilegatura cartonata era più spessa del contenuto. Non era un mio allievo, io ero in una facoltà di ingegneria.
Venendo al tuo punto, tieni presente che nella distribuzione di TeX Live (e, suppongo di MiKTeX) ci sono una mezza dozzina di classi per comporre tesi nelle università italiane:
a) il pacchetto frontespizio si occupa “solo” del frontespizio, che è la parte più complicata da comporre per la tesi Documentazione: texdoc frontespizio.
b) Classe suftesi si occupa della tesi, ma permette di comporre anche saggi, libri, articoli, e compagnia; è molto configurabile; documentazione texdoc suftesi.
c) classe sapthesis; predisposta per la tesi dell’Università La Sapienza di Roma; documentazione texdoc sapthesis.
d) Classe unifith; predisposta per le tesi presso l’università di Firenze; documentazione texdoc unifith.
e) Megapacco TOPtesi; il megapacco non dipedne dal fatto che sia un pacco voluminoso, ma dal fatto che la classe toptesi è modulare e a seconda della tesi da compilare usa moduli diversi; va dalla tesina per l’esame di maturità alla tesi triennale, a quella magistrale, a quella dottorale, a quella della scuola di dottorato del politecnico di Torino; permette di usare sia un modulo predefntio per comporre il frontespizio, ma permette di usare anchee il pacchetto frontespizio, o di crarsi un frontespizio personalizzato; documentazione texdoc toptesi-it scritta quasi tutta in italiano; sono in inglese solo le parti desinate alal scuola di dottorato di Torino, perché l`’ la lingua di default è l’inglese, ma anche perché è frequentata da moltissimi stranieri. che vengono da tutti i continenti.
f) Nella sezione documentazione del forum dovrebbero essere scaricabili anche le classi tesi-moderna e tesi-classica; una volta lo erano, ma forse l’autore le ha ritirate perché si riferivano a pacchetti di diversi anni fa; può darsi che le abbia aggiornate.Come puoi immaginare, Io ho scritto toptesi. ma non l’ho pensata solo epr il politecnico di Torino; solo un modulo è specifico per quella università; tutta via non voglio farmi réclame; sei libero/a di sceglere quelal che ti è più congegnale; magari quella la cui documentazione è più compatta. Ti preavviso: la documentazione contenuta in toptesi-it è la meno compatta. 🙁
31 Luglio 2020 alle 12:24 in risposta a: Problema con l’aggiornamento della distribuzione [risolto] #118410::
Dipende se lo usi o non lo usi; se intendi usarlo; se non ti interessa.
Nel quarto caso ignoralo.
Se non lo usi probabilmente sei lo stesso nel quarto caso; ma, sebbene io lo usi poco, devo ammettere che non è facilissimo da usare, tanto che per i miei scopi mi sono dovutofar aiutare dall’autore; ma funziona che è una meraviglia. Vedi sotto.
Se lo stai già usando, non ho da aggiungetti niente, salvo che, forse, ti conviene definire un engine/compilatore/come si chiama con il tuo shell editor, che ti permettadi inserire in testa al tuo file le righe magiche relative ad arara, e quando compili clicchi sul motore egnine che avrai opportunamente chiamato arara, e arara fa tutto da solo; per esempio; devicreare una bibliografia con bibre e, disiamo, biblatex_philisopjy-modern? Bene prepari il tuo file sorgente snel solito modo e poi senza arara devi:
a) compilare il tuo mainfile
b) lanciare biber
c) ricompilare il tuo main file da due a tre volte
Se usi arara, metti in testa al tuo file le tue righe magiche la prima delle quali non è il solito % !TEX TS-program=pdflatex, ma è % !TEX TS-Program=arara. Le righe successive sono tutte del tipo % arara … con i puntini sosituiti dall’azione che arara deve compiere, per cui il primo sarà % arara pdflatex, il secondo % arara biber, eccetera.È molto più semplice degli altri script come latexmk, tanto consigliati dagli utenti di Linux, ma che richedono la conoscenza del linguaggio bash o simili. Non è che arara non richieda la conoscenza del linguaggio di scripting sottostante, ma solo per cose particolari; in genere sa fare tutto da solo senza bisogno di arrampicarsi sui vetri per imparare nuovi linguaggi.
Sui Mac, c’è una sotto-cartella dove sono già predisposti gli “engine” scritti nel linguaggio che TeXShop & Company sanno interpretare. Con TeXStudio non saprei, perché pur avendolo a bordo, non lo uso quasi mai, se non per fare delle semplici prove; Non c’è dubbio che TeXstudio abbia bare di menù per ogni circostanza, ma preferisco TeXShop, che mi lascia le finestre più libere da barre che non userei mai. Ovviamente si tratta di preferenze personali di uno abituato ad usare il Mac. Ma, lo ammetto, di tutti gli altri shell editor che ho provato, compreso l’onnipotente emacs+auctex,dopo TeXShhop userei TeXstudio e talvolta TeXworks (oggi meno di una volta, perché la sua funzionalità che rpeferivo era al sua capacità di analizzare il file sorgente e scoprire in che codifica era stato salvato, e, in più, nel caso era capace di salvarlo in un’altra codifica a scelta.— oggi che la codifica utf-8 è quella di default per tutti i file sorgente, e solo i vecchi shell editor producono ancora file sorgente con codifiche diverse, l’utilità di TeXworks per me è diventata simile a quella di una ruota di scorta; ce l’hai a bordo, ma speri di non forare mai).
Ma dopo queste divagazioni, avere a bordo arara non fa nessun male; usarlo è decisamente conveniente, non per tutti i documenti che scriviamo, ma per progetti speciali certamente si. Recentemente è stato installato un altro programma, simile ad arara, che secondo il suo autore sarebbe più semplice da usare; Si tratta diuna inserzione in TeX Live di 4 o 5 giorni fa. ma dopo aver letto l documentazzione mi sono detto che non fa per me. Se sei curioso si chiama Spix, e ne puoi leggere la documentazione con texdoc spix. Arara ha come simbolo/logo l’immagine di un pappagallo ara (che in brasiliano si chiama arara), mentre Spix ha come simbolo un parrocchetto verde, Sono sempre pappagalli, più piccoli, ma sempre pappagalli.
31 Luglio 2020 alle 8:09 in risposta a: Problema con l’aggiornamento della distribuzione [risolto] #118408::
Mmmm…
Ho appena aggiornato e nella lista dei pacchetti da elaborare oggi c’era “Forcibly removed package ekdosis”; di solito questo messaggio serve per segnalare che viene tolto un pacchetto o un programma dall’installazione, neltuo caso quel “Skipping” segnala che non ha eseguito al rimozione o non l’avrebbe fatto. Controlla con Cerca di Windows se hai ancora arara, o se non l’hai mai avuto. (magari non ti si è mai installato perché non disponevi del particolare linguaggio interpretato usato da Arara.Invece mi sembra più preoccupante che ti si blocchi il terminale indiependentemente da TeX Live, ma anche sui programmi del tuo sistema operativo e/o degli altri programmi che hai installato. Potrebbe significare o che non hai abbastanza RAM (io ho 16GiB, e ho notato problemi con lo swapping fra CPU e RAM moooolto raramente, forse due volte in 5 anni). Se uno ha poca RAM e poco spazio libero su disco, lo swapping fra CPU e memoria RAM/Disco diventa l’operazione più frequente e si ha l’impressione che nulla stia girando; purtroppo raramente i programmi hanno la rotellina che gira o la barra che indica quale percentuale di lavoro è stata fatta. Controlla fra le caratteristiche della tua macchina e del suo sistema operativo Win10, potrebbe essere necessario aumentare la RAM e/o cambiare disco con uno più capace. Forse costa meno comprare un computer nuovo con caratteristiche di hardware migliori. Spero di no, perché i bigliettoni da spendere sono tanti 👿
30 Luglio 2020 alle 5:18 in risposta a: Problema con l’aggiornamento della distribuzione [risolto] #11840529 Luglio 2020 alle 21:25 in risposta a: Problema con l’aggiornamento della distribuzione [risolto] #118402::
Sì, so che esistono programmi di questo tipo; limportante è disporre di adeguati file di stile XML, che il “produttore” di file convertiti da XML a .tex possa usare. UNo di questi è il famoso beginlatex di Peter Flynn; mi pare che sia distribuito come file leggibile al pri dei file di documentazione. Peter Flynn è professore di tipografia all’università di Cork (Eire) e titolare di una azienda di composizione/impaginazione Silmaril. È un sostenitore di XML come linguaggio universale; quindi ha scritto questo testo introduttivo in XML e l’ha tradotto in LaTeX facendo us di file CSS scritti da lui stesso in linguaggio XML; non è un caso che beginlatex parli di tutto, tranne che della composizione della matematica. Non escludo, quindi, che PreTeXt sia in grado di cerarsi al volo i file CSS di cui ha bisogno per tradurre il sorgente XML in file LaTeX.Anche il sistema TeX dispone del programma tex4html che fa il percorso inverso; cioè parte da un file LaTeX per ottenere un file HTML. I risultati sembrano decenti se uno usa solole funzionalità dle nucleo di LaTeX e di pochi altri paccheti. Ho provato ad usarlo per convertire in HTML o in EPUB (tex4html sarebbe capace anche di questo,ma…) con riusultati, seocndo me inaccettabili. In sostanza il risultato per leggere il file risultato con un broser adeguatamente funzionale, dava risultati, sempre seodo me, inaccettabili. Ho suato altri strumenti per produrre EPUB, peggio che andare di notte, sia cone tex4html, sia con altri programmi.
Ora io sono in pensione e non insegno più. La mia occasione per cercare di fornire qualcosa agli studenti è scaduta 12 anni fa, da quando sono andato in pensione. Ora che ho alcune conoscenze dei vari formati, non molto approfondite, lo riconosco, mi sentirei di raccomandare di non dare da leggere neiente di tecnico scientifico in formato HML, EPUB, XML+MathM. Trovo che questi siano formati adatti per la navigazione,ma totalmente inadatti per presentare qualcosa di serio. INoltre nessuno studente potrebbe stamaprsi il testo in mododecnete epr evidenziare i passi che ritiene più importati, per aggiungere annotazioni con adeguate “glosse” a margine. Eccetera.
Oggi consiglierei comunque di produrre file PDF direttamente con LaTeX senza preoccuparmi di HTML e affini. Il file si legge benissimo a schermo, lo si naviga benissimo se in partenza sono stati inseriti con hyperrefi link in modo serio. Si possono annotare e “glossare”; insomma possono essere usati come libri di carta; Ma possono essere stampati; so di molti utenti che amano i libri e si sono abituati a stamaprsi i libri in pdf, in mdo da rilegarli con filo refe, e li cartonano con copertine rigide; da dilettanti tipografi sono diventati anche dilettanti legatori. Vorrei dire anch’io faccio così,ma non è vero; sono abbastanza bravo a legare con ago e filo le segnatore in ottavo, in dodicesimo e in sedicesimo, ma faccio pena con le copertine rigide. MA questo non c’entra niente con l’argomento del nostro tema su questo forum.Scusa se ti ho fatto perdere tempo a leggere questo lungo messaggio. Scambiarsi e idee e vedere i punti di vista altrui mi fa sempre bene.
23 Luglio 2020 alle 18:49 in risposta a: (RISOLTO) Problemi di memoria con bibliografia e citazioni #118400::
OK per Sbox; ero stato un po’ superficiale nel controllare le graffe.\showckeys è sempre pericoloso da usare; inoltre ha labela proprietà, talvolta, di sovrapporre le chiavi che mostra, quindi la sua utilità è pressoché nulla.
Comeunaque vedi che seguendo le istruzioniepr generare un EMC molto spesso si scopre da soli dove è l’errore.:smile:
23 Luglio 2020 alle 12:02 in risposta a: (RISOLTO) Problemi di memoria con bibliografia e citazioni #118398::
Benvenuto nel forum.Per dipanare il tuo problema sarebbe necessario un EMC (EsempioMinimo Compilabile). Se non sia che cosa sia, nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica dedicata a questo scopo; la puoi scaricare liberamente e leggertela con comodo.
Tieni presente che è rarissimo che si esaurisca la memoria,ma le possibili cause sono tante; ecco perché è necessario un EMC che replichi il tuo problema.
Detto in parole povere e saltando ogni dettaglio descritto nela guida che ti ho indicato, un EMC è un file che cominci con\documentclass e finisca con \end{document}. Ogni file ausiliario, per esempio il file .bib, può essere introdotto come argomento dell’ambiente filecontents, tendo presente che il codice per descriverne le funzionalità e cambiato almeno dal 2019. La guida tematica dovrebbe essere aggiornata a questa nuova sintassi.
Il tuo codice chiaramente non è un EMC. Tuttativa noto un errore, o, comunque, una cosa strana; l’ambiente Sbox è vuoto, se hai commesso un errore, correggilo. Se invece è voluto, a che cosa serve definire un ambiente vuoto? Che cosa volevi fare? INoltre mi pare che le graffe aperte e chiuse non ci siano tutte.
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Valerio, benvenuto nel forum.Il quesito che poni è lontano da ogni argomento oggetto del forum,ma non totalmente estraneo.
Non ci sono regole precise; tuttavia esiste una guida di Zanichelli che descrive relativamente bene la scrittura strutturata: Dizionario di stile e scrittura. Secondo me ci sono degli erori er quel che rigarda le cose che riguardano la scrittura tecnico scientifica. ma, sempre secondo me, vale la penda averlo.
Naturalmente si tratta di un libro italiano, raramente vi compaiono voci in inglese. Qui nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica Comporre in italiano, dove forse trovi anche una possibile interpretazione/denominazione di queste parti di un libro.
Non c’è niente che corrisponda a Aside; ma Inciso potrbbe essere la prola giusta.
Tuttavia…
Spero che il tuo PreTeXt disponga anche le tabelle di pattern per la cesura in fin di riga. VA bene che in XML la cesura non è importante, ma per i compilatori del sistema TeX lo è; e se mancano i file con i pattern di sillabazione ti ritrovi poi equ-azione, dis-creto, fi-as-sco, e simili delizie. Fai attenzione a questo dettaglio, perché se ti manca la lista delle parole “infisse”, a maggior ragione ti manca la cesura italiana. E se così fosse, o trovi i plug-in appositi, oppure il tuo PreTeXt ti serve solo per le lingue già predisposte, fra le quali non c’è l’italiano. Oppure, magari PreTeXt ti produce in uscita anche un file TeX scritto con il markup LaTeX, e poi te lo modifichi per gestire il tuo file direttamente con LaTeX; attento: la traduzione in file .tex potrebbe essere penosa, come lo èse usassi LyX, o altri simili presunti programmi di composizione, che sono solo degli editor più o meno “intelligenti, ma che non possono stare dietro alle miglia di personalizzazioni modulari del sistema TeX.
Sta a te valutare se PreTeXt ti serve davvero e in quali circostanze.
17 Luglio 2020 alle 8:41 in risposta a: Bug hyperref+biblatex: tutta la pagina seguente linkata #118341::
Infatti, c’è modo e modo per riferirsi a lavori altrui. Il tuo testo di diritto con 200 voci nella bibliografia e non citate nel testo. Il tizio che l’ha scritto non si è messo nei panni del lettore, quindi ha composto una cosa tipograficamente inaccettabile.Ma c’è modo e modo per citare; lo si può fare con una nota, il cui numero di richiamo è poco “intrusivo” e non rompe il filo del discorso, ma poi una citazione completa di autore, titolo, anno, editore, sottotitolo, note, curatore, e quant’altro, riempie il piede della pagina e presenta quell’inconveniente di linkare un’intera pagina se la nota subisce un’interruzione di pagina. Una citazione in linea col testo è forse più intrusiva e potrebbe interrompere il flusso del testo, ma se fatta con le citazioni numeriche occupa poco spazio e può indicare con precisione la pagina esatta del testo citato, forse anche meglio di quello che si può fare con una citazione in nota. Il numero ti permette di trovare al volo l’opera citata nella bibliografia, perché ha lo stesso numero; le informazioni accessorie (tipo “pag. 237-240”) sono poco ingombranti e mandano direttamente al testo relativo all’argomento che si sta trattando.
Non credo che matematici, fisici, tecnologi, ingegneri, eccetera, che usano le citazioni numeriche, non abbiano gli stessi problemi che hanno i letterati, i giuristi, gli economisti, eccetera, ma trovano sempre bibliografie facilmente consultabili grazie ai numeri.
A parte i gusti, a me piacciono le bibliografie ordinate per autore-anno, ma solo quando sono brevi, per intenderci al massimo una ventina di voci; altrimenti le bibliografie più lunghe sono più facili da consultare quando sono numerate.
Ripeto, è una questione di gusti. Ci sarebbe anche la tradizione disciplinare, ma di solito questa tradizione è fortemente baroccheggiante.
Nel campo del diritto, invece, io non citerei mai articoli e commi con le loro abbreviazioni insieme al decreto numerato o la legge, preferirei le note dove la parte di articolo o il comma viene riprodotto per disteso, invece di obbligarmi ad andare a cercare quelle cose nella GU. È un ottimo modo per usare un gergo comprensibile solo alla guilda degli addetti, che non sono tutti i giuristi.
::Antonixxx94″ post=118833Buongiorno, mi sono trovato di fronte al seguente problema: ho deciso di inserire la numerazione della figura fino al terzo livello.
Come mai con il codice di cui sotto, si ferma al livello due? Vale solo per la figura in questione, le altre sono giuste.La superficie da analizzare sarà quella mostrata in \emph{Figura \ref{fig:rettsez}}, in direzione perpendicolare rispetto a quella di laminazione.
\begin{figure}[h]
\begin{center}
\includegraphics[scale=0.5]{MESSO INDIRIZZO}
\end{center}
\label{fig:rettsez}
\caption{Sezione del provino per valutazione di End Grain Pitting e Corrosione Intergranulare}
\end{figure}
@Antonixxx94 nel tuo codice c’è un errore e una cosa che non è un errore,ma rappresenta una martellata sul piede preferito 😛a) errore: il comando \labe assegna alla sua chiave il valore dell’ultimo contatore incrementato e il valore della pagine nel quale l’oggettoetichettato compare. Nel tuo caso chi incrementa il contaotre dele figure ẁ caption; \lable è messo prima di captio, quindi il numerocontenutonell’ultimo contatore non è quello della figura,magari è quello della sezione.
b) martellata: il codice di posisione dellefigure NON DEVE MAI ESSERE IL SOLO CODICE h NON ACCOMPAGNATO ALMENO DA UN
ALTRO CODICE. Quindi scrivere h da solo vuol dire: Se c’è posto metti la figura qui”. MA se non c’è posto? la figura resta nel registro di accodamento di tipo FIFO (First In First Out), quindi se qui il posto non cè l’oggettomobile (figurenel tuo caso) resta nelregistro e blocca tutta la coda, perché in nessuna pagina successiva vale la posizione “qui”; Qui, valeva nella pagina dove compariva il codice, ma la figura è restata in coda quindi il qui non c’è più. Mi sono ripetuto? l’ho fatto apposta affinché tu capisca bene il significato di questa scelta autolesionista. Se scrivi [tt]\begin{figure!htb][/tt] e se la figura non è troppo grande, probabilmente la figura esce nella pagina successiva. ma senza le ulteriori opzioni tutta la coda resta bloccata fino alla fine del capitolo, o fino alla fined el documento.
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Confermo.La documentazione dice che di default i simboli delle particelle sono upright, ma che comunque si possono specificare le opzioni italic e notitalic per cambiare il comportamento; tuttavia se usi italic il tutto funziona, se usi notitalic esce l’errore che notitalic non è un’opzione valida.
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