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Liverpool” post=63422Mi chiedo perché tutti i possessori di Mac sentano la necessità di rivelare che hanno fatto qualcosa con il loro computer (vedi colophon). Sinceramente non credo che sia un dato essenziale – il libro si sarebbe potuto scrivere anche senza – e allo stesso tempo, quando non ne capisco il motivo, lo ritengo poco elegante.
Perdonatemi ma è solo la mia opinione.Secondo me chiunque scriva qualcosa con certi mezzi, qualunque essi siano, dovrebbe dirlo. Con il sistema TeX non è detto che qualunque cosa possa essere fatta su qualunque macchina e con qualunque sistema operativo. Non è una questione di Mac o di Linux di questa o quella varietà, o di Windows di questa o quella versione.
Io ho un Mac e su questo ho montate due macchine virtuali, una Ubuntu 11.04, e una Windows XPSP3; avendo tutte e tre le piattaforme spesso sposto i miei file da una macchina all’altra per vedere se quanto o fatto con l’una si può ottenere anche con l’altra. Talvolta non succede. Quindi è opportuno dire, specialmente in un testo come l’Arte, che è stato fatto con particolari mezzi.
Se e quando XeLaTeX avrà maggiore diffusione, l’informazione sulla piattaforma sarà ancora più importante visto che questo compositore permette di usare i font residenti sulla macchina, indipendenti dal sistema TEX e i font OpenType che ci sono o si possono avere su Ubuntu, non sono quelli che si possono avere sul Mac o su Windows. Si possono fare cose meravigliose con XeLaTeX, ma non sono più tanto portabili da una macchina all’altra.
Per l’indice fatto in quel modo, quella è la raccomandazione di Bringhurst, il grandissimo book designer. Ubi maior, minor cessat. anche a me piacciono di più i numeri ben incolonnati (e li faccio sempre così), ma dopo l’insegnamento di Bringhurst non obbietto se altri seguono il suo stile.
30 Settembre 2011 alle 16:35 in risposta a: [RISOLTO] Sillabazione parole composte in XeLaTeX #64373::
Enrico, colgo l’occasione per chiedere notizie dell’estensione di gloss-hyph-it.tex che avevi predisposto su mia richiesta e che contiene il famoso carattere attivo ” che dispiace a molti, ma che con polyglossia può essere attivato di default oppure lasciato inerte,Il problema di Doc sarebbe risolto con l’uso di ” nel punto della cesura e sarebbe molto più comodo da usare rispetto a \breakafterhyphen.
Tuttavia, tenuto conto delle difficoltà di polyglossia (Charette ha gettato la spugna e si sta cercando un nuovo manutentore) la cosa non è più orgente; noi italiani del GuIT potremmo mettere a disposizione quella versione non ufficiale per chi ne desidera fare uso.
30 Settembre 2011 alle 13:42 in risposta a: Definire la grandezza di una colonna in una tabella #64353::
No, \tabcolsep serve per la separazione delle colonne; di default vale 6pt e questi 6pt si trovano sia a destra sia a sinistra di ogni contenuto di cella.Se vuoi due colonne uguali carica i pacchetti array e tabularx e usa il descrittore di colonna X (X maiuscolo); ti occorrono 2 o 3 compilazioni per avere le cose sistemate a puntino.
In ognuna delle colonne X il testo viene composto in modo paragrafo, cioè il testo va a capo come se fosse in un capoverso di larghezza specificata. Naturalmente può usare i descrittori/modificatori definiti dal pacchetto array per specificare se vuoi il testo in bandiera invece che giustificato; per esempio:`
\documentclass[…]{…}
…
\usepackage{array,tabularx,booktabs}
…
\begin{document}
…
\begin{center}
\begin{tabularx}{0.8\textwidth}{XX}
\toprule
\centering\textbf{Caratteristiche} & \centering\textbf{Benefici} \\
Guadagno del segnale & Migliore copertura \\
\midrule
3 & 3 \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{center}
…
\end{document}
`Usa booktabs; non usare mai filetti verticali; usa solo un filetto \toptule sopra la tabella, sua \midrule per separare le intestazioni dai dati della tabella, usa \bootmrule sotto la tabella. Non è detto che lunghe intestazioni di tabella siano appropriate con la natura del contenuto delle celle, magari solo dei numeri semplici e corti. Potrebbe essere utile usare intestazioni più brevi e una spiegazione adeguate nel testo che precede o che segue la tabella.
Sei sicuro di volere usare una tabella fissa, non flottante, e senza didascalia?
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Il comando che scrive nell’indice è \numberline che viene poi usato dagli altri comandi per la costruzione del contenuto dell’indice, compreso \l@chapter, \l@section, eccetera.Allora la definizione originalle in latex.ltx, il file che contiene il sorgente del formato, è:
`
\def\numberline#1{\hb@xt@\@tempdima{#1\hfil}}
`Questo significa che nella riga dell’indice, il numero del capitolo o della sezione (il parametro #1} viene scritto appoggiato a sinastra dentro una scatola di larghezza \@tempdima; in sostanza la definizione di \numberline equivale alla specificazione in buon linguaggio LaTeX:
`
\makebox[\@tempdima][l]{#1}
`
ma scritto in quel modo con comandi quasi primitivi il motore di composizione è più veloce nello sviluppare le macro coinvolte.Ora prendi due piccioni con una fava se dopo #1 inserisci un punto:
`
\def\numberline#1{\hb@xt@\@tempdima{#1.\hfil}}
`
Se vuoi puoi usare \renewcommand, ma in questo caso non è necessario, perché il comando che vuoi ridefinire essite, è nel cuore di LaTeX, e non c’è bisogno di eseguire controlli sull’esistenza del comando da ridefinire.Ricordati di mettere questa ridefinizione dentro un file .sty personale o dopo un \makeatletter; come vedi i segni @ abbondano.
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Personalmente sono contrario sia alle citazioni celebri sia alle dediche, ma scagli la prima pietra chi è senza peccato:neutral:La dedica è meglio la prima; se vuoi distanziare le righe, inserisci all’inizio del flushright qualcosa come \linespread{1.5}\selectfont e poi prova con diversi valori numerici ma non scostarti troppo dal valore unitario
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dopo la compilazione del documento di chi hai inviato un esempio minimo compilabile, hai dato il comando di eseguire la trasformazione dell’indice analitico?Mi spiego: quando specifichi \makeindex nel preambolo e inserisci dei comandi \index nel cospo del testo, pdflatex genera un file “raw” con l’estensione .idx che contiene le voci da mettere nell’indice analitico scritte nell’ordine in cui pdflatex ha trovato i comandi \index nel file .tex che ha appena composto. Dopo, usando TeXShop, come penso che tu usi, visto che sei su un Mac, nella finestrina in alto a sinistra dove c’è scritto LaTeX, clicchi sulle freccine, selezioni MakeIndex, e poi clicchi di nuovo su Typeset. La finestra della console ti mostra poche righe o dei messaggi d’errore relativi all’esecuzione del programma MakeIndex. Poi riselezioni Latex come motore di compilazione e ripremi Typeset. A quel punto il tuo file, miracolosamente, contiene l’indice analitico, e la parola pollice risulta presente nella pagina 12.
29 Settembre 2011 alle 9:01 in risposta a: [Risolto] Ridefinire pag inizio capitolo in classe book #58749::
Tutto è bene quel che finisce bene! 🙂Tuttavia, sebbene la tua ridefinizione di \chaptername sia valida e funzioni, mi domando perché non ti funzionasse il semplice comando \appendix che, da definizione della classe book, agisce così:
`
\newcommand\@chapapp{\chaptername}
…
\newcommand\appendix{\par
\setcounter{chapter}{0}%
\setcounter{section}{0}%
\gdef\@chapapp{\appendixname}%
\gdef\thechapter{\@Alph\c@chapter}}
`
e, come vedi, ci pensa questo comando ad attribuire a \@chapapp il significato di \appendixname, cioè di Appendice in italiano.
[\gdef serve per eseguire una definizione globale, che trascende i limiti di eventuali gruppi dentro i quali potrebbe essere usato il comando \appendix]Forse non hai voluto modificare la definizione di Enrico; ti capisco, Ma…
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Attento: epr cerchiare una sola cifra il diametro del cerchio è pressappoco uguale all’interlinea associata al corpo della cifra; per cerchiare un numero di due cifre il diametro è circa doppio. Gli effetti disastrosi di questo raddoppio sono macroscopici; quindi non divertirti con questi “abbellimenti” se non prevedi gli effetti positivi, ma specialmente quelli negativi, delle scelte stilistiche. La bella tipografia non è fatta di abbellimenti alla “Word”.
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Non so che classe usi; con la classe book hai questi effetti:Nell’indice il titolo del capitolo numerato è preceduto dal numero; non è già quello che volevi? Nota che il numero è separato da una distanza fissa dal titolo del capitolo, cosicché i titoli dei capitoli restano incolonnati sullo stesso margine anche quando il numero del capitolo fosse di due cifre.
Non sarebbe in problema modificare la definizione di \l@chapter e/o di \numberline per far comparire il punto dopo il numero.Per avere il numero col punto che precede il titolo non è particolarmente difficile copiare della classe la definizione di \@makecpterhead, aggiungere il punto nel posto giusto e togliere l’ “a capo” (\\) dopo la scrittura del numero.
Provaci e vedrai che non ci vuole così tanto coraggio; l’importante è che tu non modifichi la classe, ma che ti copi e incolli i comando da modificare nel tuo preambolo o nel tuo file di macro personali, e su queste macro puoi farci quello che vuoi; se lasci la definizione con \def non devi preoccuparti di nulla; se c’è \newcommand lo devi cambiare in \renewcommand; ricordati che nel file .sty di macro personali non devi fare nessuna cosa particolare, ma nel preambolo devi rendere il codice di categoria del segno @ uguale a quello delle lettere,, cosa che ottieni con il comando \makeatletter.
29 Settembre 2011 alle 7:09 in risposta a: [Risolto] Ridefinire pag inizio capitolo in classe book #58747::
Nella definizione di Enrico sostituisci \chaptername con \@chapapp.Questa macro dovrebbe contenere come testo sostitutivo \chaptername quando scrivi i capitoli e \appendixname quando scrivi le appendici.
Il comando \appendix, infatti ridefinisce \@chapapp proprio sostituendo \appendixname a \chaptername nella definizione di \@chapapp; almeno così succede nella maggior parte delle classi.
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La scelta tipografica è la tua, quindi non la discuto, anche se non la condivido (non condivido il numero in linea con il titolo).Se non vuoi la parola Capitolo nell’intestazione del capitolo non devi fare nulla di particolare, tipo impostare il contatore secnumdepth, o simili. Se usi la classe book, nella front matter i capitoli non sono numerati e non hanno nemmeno la parola Capitolo. Non vanno nemmeno nell’indice, e se li vuoi nell’indice devi aggiungere una riga apposta che glielo faccia fare.
Ma non è questo il tuo problema; tu vuoi che nella intestazione dei capitoli numerati compaia il numero senza la parola Capitolo, ma vuoi che il numero preceda il titolo del capitolo sulla stessa riga.
Togliere la parola Capitolo si fa semplicemente scrivendo questo piccolo codice Indicato da Leslie Lamport (il papà di LaTeX) nel suo manuale:
`
\makeatletter
\renewcommand\@chpapp{}
\makeatother
`
prima del primo capitolo; questo capitolo e tutti i capitoli successivi saranno senza la parola Capitolo; se poi dai il comando \appendix, le appendici, invece, oltre ad essere numerate con lettere maiuscole conterranno la parola Appendice; per simmetria devi eliminare anche quella parola quindi dopo il comando \appendix devi ripetere quella ridefinizione di \@chapapp.Questo ti produrrà una intestazione del tipo:
1
Titolo capitoloSe vuoi invece avere anche il numero, seguito da un punto, in linea con il titolo devi fare una di queste due cose:
1) usare il pacchetto tocloft leggendo accuratamente la documentazione, perché questo pacchetto può fare di tutto molto bene, ma anche molto male, se non lo usi bene;
2) devi ridefinire il comando \@makechapterhead in modo che ti stampi le cose come le vuoi tu.La seconda via non è particolarmente difficile, ma devi avere il coraggio di mettere le mani dentro le “interiora” di LaTeX e/o delle sue classi.
::cicchiniello” post=63355Quindi rileva lui i margini in automatico? E do il comando direttamente su winedt? Ho provato a leggere la guida facendo
texdoc pdfcrop
ma mi esce sul prompt e non mi sembra ci sia scrito come fare per utilizzare questa funzione.
Sì, rileva i margini in automatico; d’altra parte @robitex ti ha già detto tutto.
Se usi WinEdt, nella barra del menù principale c’è disegnto uno schemrino nelro che ti permette di aprire una finestra comandi più facilmente e direttamente, con il vantaggio che si seleziona già la cartella nella quale stai lavorando o dove si trova il tuo master file del tuo documento. (almeno così succedeva con l’ultima versione di WinEdt che non uso più da 5 o sei anni, perché ho abbandonato la macchina windows).
Siccome pdfcrop usa ghostscript per fare tutto il lavorino che serve per scontornare il disegno pdf, è importante che sulla tua macchina sia installato anche ghostscript; se usi la distribuzione TeX Live questo è assicurato; se usi MiKTeX devi provvedere tu in prima persona e devi assicurarti che il path di ghostscript sia correttamente impostato per l’uso generale di tutti gli utenti, altrimenti anche da prompt dei comandi, sia quello di sistema sia quello aperto da WinEdt non riesci a fare andare ghostscript specialmente lavorando in modo indiretto come succede quando si usa pdfcrop.
29 Settembre 2011 alle 6:30 in risposta a: [Risolto] Ridefinire pag inizio capitolo in classe book #58745::matraz” post=63359
Mi resta un problema: ma in Appendice la dicitura “Capitolo” non dovrebbe essere sostituita da “appendice”?Ho provato a leggere la documentazione del pacchetto \appendix e pensavo che che bastasse inserire nel preambolo il comando \ appendixname{Appendice}… ma non funziona…(Continua a scrivere Capitolo A ecc ecc)
Matilde,
la documentazione va letta con attenzione; \appendixname è la macro che babel definisce con il nome dell’appendice nella lingua principale del documento, non è un comando per definire il nome dell’appendice. Lo dice anche la documentazione del pacchetto appendix. Questo pacchetto appendix serve sostanzialmente per mettere una pagina di separazione avente le stesse caratteristiche stilistiche della pagina generata dal comando \part; permette di mettere una voce nell’indice; permette di creare le appendici per i capitoli oltre che per l’intero documento, e permette di fare altre cosine minori, ma sempre interessanti come è abitudine di Peter Wilson, il suo autore.Allora, se vuoi mettere la pagina di separazione o se vuoi fare le appendici ad ogni capitolo, usa pure il pacchetto di Wilsono. Altrimenti non devi fare altro che usare i normali comandi di LaTeX.
Il quale LaTeX dispone del comando \appendix, da dare subito prima di comporre le appendici; questo comando:
1) ridefinisce un certo comando interno perché in testa all’apertura di ogni appendice compaia scritto il nome Appendice invece che Capitolo;
2) ridefinisce il contatore dei capitoli in modo che vengano usate lettere maiuscole
3) azzera il contatore dei capitoli cosicché alla prima appendice (inserita con il comando \chapter[…]{…}) esso venga portato al valore 1 che verrà trasformato in A dal nuovo modo di scrivere il contatore dei capitoli.Concludendo, tu devi scrivere qualcosa come la seguente:
`
\documenclass{[…]{…}
…
\begin{document}
\frontmatter
\chapter{presentazione}
…
\tableofcontents
\mainmatter
\chapter{introduzione}
…
\chaper{…}
…
\appendix
\chapter{Diagrammi statistici}
…
\chapter{Metodo di analisi di Rutherford}
…
\backmatter
\printthebibliography
…
\end{document}
`Devi fare così mettendo le appendici in coda alla parte principale del testo, e non dopo il comando \backmatter, perché questo comando inibisce la numerazione dei capitoli/appendici. Certo se ne hai una sola non ha nemmeno importanza che essa cominci con la parola Appendice, basta che non sia numerata e si capisce che si tratta di una appendice.
Sulla posizione delle appendici prima o dopo la back matter ci sono pareri diversi, ma se devono essere distinte da numeri/lettere bisogna che appaiano prima della back matter. Oppure bisogna ridefinire i comandi della classe in modo che anche nella back matter i capitoli/appendici vengano numerati, cosa che personalmente sconsiglierei.
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