Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Certo che dal file log incompleto non si può capire molto.Per altro, perché hai installato MiKTeX 2.8. è Obsoleto; esiste da circa due anni la versione 2.9. Ma se appena appena puoi evitare di installare MiKTeX, (in fondo non lo prescrive il medico), installa la distribuzione TeXLive completa, e aggiornabile, volendo, ogni giorno (è chiaro che nessuno aggiorna ogni giorno, ma esiste questa possibilità: il lo faccio ogni 7-10 giorni, e ogni volta ci sono una cinquantina di pacchetti da aggiornare, sui circa 2300 che compongono l’intera distribuzione).
Cercati con google (o altro motore di ricerca) install-tl.zip, scaricalo, decomprimilo, usalo e specifica le opzioni iniziali senza modificare nulla (a meno che sul tuo PC non agiscano diverse persone, non vale la pena di marcare il quadratino per consentirne l’uso a più utenti).
Sul forum ormai quasi tutti raccomandiamo di non usare MiKTeX, dagli aggiornamenti lenti (anche se Christian Schenck, il suo curatore, è bravissimo, ma lavora da solo e non ce la fa a stare dietro con la dovuta prontezza alla vitalità del sistema ufficiale TeX Live).
Poi se il problema si ripresenta, allora invia al forum tutto il file log.
::
Secondo il mio modestissimo parere, che=redo che sia meglio che uno usi \newcommand per definirsi il suo modo di comporre i sistemi;Io ritenf=go che in un detrminato documento i sistemi debbano essere composti nella stessa maniera. Se poi quel determinato documento contiene dei sistemi di equazioni matriciali, che riempiono uno spazio verticale molto esteso, è meglio che tutto i sistemi siano senza graffa e siano spezzabile in fondo pagina, mentr e in tutto il documento i sistemi sono di due o tre righe, si può penare di usare le graffe che impediscono di spezzare il sistema i=a fondo pagina.
Certo per un libro destinato alle scuole secondarie superiori un sistema di tre equazioni lineari in tre incognite è il massimo che si possa immaginare, ma in un testo destinato all’università, tre equazioni e tre incognite sono troppo poche e allora le graffe potrebbero essere di troppo.
Ciao
Claudio
29 Agosto 2011 alle 16:34 in risposta a: Caratteri particolari di LaTeX nell’indice analitico #62901::
Tommaso,
Enrico ti ha suggerito cose eccellenti, ma come credi che io mandato nell’indice tutti quei caratteri quando componevo l’ Introduzione?
Guarda nei file sorgente, che puoi scaricare insieme al documento; ci sono tutte le cose che cerchi; potranno essere più rozze di quelle che ha suggerito Enrico, ma funzionano tutte.
26 Agosto 2011 alle 20:36 in risposta a: Caratteri particolari di LaTeX nell’indice analitico #62896::
Nella documentazione di makeindex c’è scritto come mettere il carattere di escape prima dei caratteri da indicizzare; di solito basta usare ” (doppio apice).Tieni presente che l’argomento di \index viene “sterilizzato” (il comando che lo esegue si chiama \@sanitize) per cui tutto l’argomento di \indec va a finire, insieme ad altra roba, dentro il file .idx; è poi il programma makeindex che interpreta quei pochi caratteri speciali per li, al fine di gestire l’ordine alfabetico, ma poi sta a te mettere nella parte di codice dopo @ come scrivere correttamente quei segni in modo che il file alfabetizzato possa essere elaborato da pdflatex in modo da non fare pasticci con i suoi caratteri speciali. Per @ potrebbe bastare un doppio, ma è meglio chiamalo con \symbol{64}
La graffa aperta con \symbol{123}, la graffa chiusa con \symbol{125}, il “cancelletto” con \symbol{35} eccetera. per conoscere questi numeri basta la tabellina dei codici ASCII, oppure una lettura attenta della tabella D.1 dell’ Introduzione.
A me pice più un’altra soluzione, quella di remettere a qualunque dei caratteri attivi o speciali da dare in pasto a pdflatex con il file alfabetizzato .ind semplicemente il comando \string che li rende di categoria 12, cioè li riporta a quello che sono, caratteri non alfabetici.Visto che in un altro topic parlavo di accrocchi, questi sono gli accrocchi che bisogna fare per convincere pdflatex a fare l’impossibile.
::
Come dice Lorenzo, l’arte è arte e non ci sono due persone che la pensino alla stessa maniera.
Cerco di essere asettico.
Prendo un libro a caso nella mia raccolta di libri di matematica, americano, C.R. Wylie Jr, Advanced Engineering Mathematics, Mac-Graw-Hill Book Co. New York 1960; un po’ vecchiotto, ma rappresenta lo “stile” americano di 50 anni fa, quando le mode, se c’erano, erano strettamente nazionali; non ho trovato un solo sistema con le graffe, ma li ho trovati a pacchetto con un solo numero per l’intero sistema. Questo implica che nell’impaginazione nessun sistema può essere tanto grande da dover essere spezzato in fondo pagina. In effetti i sistemi riportati non sono mai formati da più di tre righe/equazioni, e l’impaginazione non ne soffre.I Italia, quasi sempre, per non dire sempre, i sistemi sono raccolti da una graffa a sinistra e numerati come un’unica entità; anche questi non possono essere spezzati a fine pagina.
incolonnare le colonne con un ambiente align o un ambiente gather permette non solo di numerare le singole equazioni, ma volendo, anche di spezzare un lungo sistema a fondo pagina. Potendo è sempre preferibile non farlo, ma se il sistema contiene una dozzina di equazioni che a loro volta contengono delle sottoespressioni fratte con le frazioni \frac o \dfrac, l’intero sistema potrebbe essere più lungo di una pagina e lo si dovrebbe poter spezzare. Infine, sempre con la possibilità di spezzare amsmath permette di creare sistemi individuati da un solo numero, ma che contiene l’identificazione do ogni singola riga, così da poter commentare nel testo facendo riferimento alla singola espressione: basta usare subsystem.
Nei miei libri ho sempre usato un mio ambiente eqnsystem (sistema di equazioni) in cui potevo gestire la numerazione complessiva e la numerazione parziale; l’avevo scritto prima che nascesse LaTeX2e, quindi non avevo potuto fare altro che usare l’ambiente di LaTeX209 eqnarray, che, come tutti sanno, non ha la spaziatura corretta a cavallo dell’operatore di relazione su cui eseguire l’incolonnamento, e quindi avevo corretto anche quel dettaglio. In ogni caso avevo omesso la graffa e avevo consentito la divisione per un eventuale fine pagina; in effetti avevo anche lunghi sistemi con frazioni, sommatorie e integrali che mi superavano la lunghezza di una pagina.
Quando poi ho dovuto passare alle seconde o terze edizioni, disponendo di LaTeX2e e amsmath ho ridefinito il miei eqnsystem usando i comandi a disposizione, e obbligandomi alla revisione per togliere il secondo & di incolonnamento che gli ambienti di amsmath non vogliono.La mia è stata una soluzione dettata dalla necessità di scrivere “quella” matematica.
Fin qui credo che possiamo essere tutti d’accordo.
Ora veniamo alla pulizia del codice, che è una specialità di LaTeX e csi consegue usando correttamente, in un proprio file .sty, le definizioni necessarie, come propone Francesco. Ora messe quelle definizioni, generate per un’altra necessità particolare, in un proprio file .sty, il file sorgente del proprio documento si mantiene semplice e pulita, con codice chiaro e senza accrocchi.
Accrocchi che, fuori del proprio file .sty, talvolta bisogna usare lo stesso, per esempio quando bisogna spezzare una lunga equazione fra più righe e la graffa di aperura sta nella prima riga, mentre la graffa di chiusura sta nell’ultima riga, e le due graffe devono essere grandi nello stesso modo; \forse usare \bil\{, o \Bigl\{ o \biggl\{ o \Bigg;\{ è un modo pulito di fare le cose? e se nemmeno la più grande delle graffe (aperta o chiusa) è grande abbastanza? Se si vuole mantenere il codice pulito, bisogna definirsi nel proprio .sty opportune macro che rendano automatica la determinazione della grandezza di tali large delimiters, e poi usarle in pulito nel file sorgente del documento.
Concludendo, anche \newcoomand, \renewcoomand, \newenvironment, \renewenvironment sono comandi “puilti” ma quello che si mette dentro alle graffe che racchiudono le definizioni, può essere più o meno pulito o sporco, a seconda delle necessità. La macro servono appunto per nascondere nel file .sty le soluzioni magiche e di alta acrobazia, come gli accrocchi più immondi per trovare il modo di comporre cose strane o difficili.
Allora io non chiederò a quelli della AMS di creare dei comandi per una varietà di sistemi graffati; la American Mathematical Society, potrebbe chiedermi: “Ma a che cosa ti servono?” Come noto, gli americani non sono molto propensi a mettersi nei panni degli altri popoli; singole persone lo fanno, ma la mentalità generale è quella di dire, “noi siamo noi, e gli altri si adattino a noi.”
Ciao
Claudio
::
Lorenzo, perché dici così.Certo saremmo tutti contenti se ci fossero una mezza dozzina di ambienti (sistema, sistema*, Sistema, Sistema*, ecc.) che facessero nelle varie combinazioni tutti i tipi di sistemi possibili, nello stesso modo con il quale amsmath ci ha messo a disposizione una mezza dozzina di ambienti di allineamento, una mezza dozzina di diversi tipi di matrici delimitate da delimitatori diversi.
Ma in fondo il bello di LaTeX è che fa tante belle cose da solo, ma anche ci mette a disposizione diversi meccanismi di assemblare i vari pezzettini di quel particolare LEGO formato dai pezzettini di comandi primitivi, di comandi derivati, di macro e ambienti già fatti. A me è sempre piaciuto giocare con i giochi di costruzioni, dal Meccano al LEGO, dai puzzle in legno per giocare con i miei bambini, ai puzzle di 5000 pezzi per fare cose che poi sarebbe dispiaciuto disfare dalle varie torri di Hanoi a giochi più complessi. Ora che sono vecchio, il mio gioco preferito è LaTeX, mi piace tanto così com’è che sto rimettendo in beamer un corso di LaTeX scritto da un collega portoghese che mi ha chiesto di dargli una mano; il risultato, oltre a dargli una mano, è che sto imparando a scrivere in portoghese; ma dove lo trovi un gioco che ti permetta di aprire così la mente?
Scusate tutti l’OT
Ciao
Claudio
::
La graffa, secondo me è un impiccio, ma se il sistema non contiene proppo equazioni e non le si vuole numerate né singolarmente né come sistema ci sono altri modo che ams consente e che permettono di definire un nuovo ambiente sistema come meglio si crede; senza nuovi ambienti io farei così (no numero + graffa)
`
\begin(equation*)
\left\{
\begin{aligned}
… & … \\
… & …
\end{aligned}
\right.
\end{equation*}
`
::
Se usi l’opzione classica, il risultato è che il relatore dopo il primo (e se c’è il terzo, il nome viene al plurale) fine etichettato come Correlatore: se non vuoi quella scritta devi evitare l’opzione classica, se quel’opzione ti serve per altre cose, allora imposta il nome a una stringa nulla usando quanto scritto a metà della pagina della documentazione inglese impostando
`
\CoAdvisorName{}
`
::
Hai già avuto la risposta da Orlando.Ma lasci una curiosità a tutti: perché vuoi compilare con latex se con pdflatex ti viene tutto bene?
Perché vuoi produrre un file dvi? perché lo devi trasformare in ps?
Onestamente a me sembra tutto lavoro inutile, a meno che non ci sia sotto qualche motivo recondito che mi sfugge completamente.
Anche se devi usare PSTriks o xy, ci sono dei modi più eleganti per evitare il passaggio per il linguaggio PostScript e in generale sono molto più efficienti.
::
Sì, lo so, ma se hai caricato amsmath perché non componi il tuo sistema con:
`
\begin{align}
min_{x} Z_{5} = -\mu \overline{R_{P}} + \sigma_{P}^{2} &= -\mu \sum_{i=1}^{n+1} x_{i} \alpha_{i} + \sum_{i=1}^{n+1} x_{i}^{2} Q_{i} \\
\text{con vincoli} \\ % questa che equazione è?
\sum_{i=1}^{n} x_{i} \beta_{i} &= x_{n+1} = \beta_{P} \\
\sum_{i=1}^{n} x_{i} – 1 &= 0 \\
x_{i} &\geq 0
\end{align}
`
e perché non provi a spezzare al prima equazione molto lunga, che probabilmente può apparire come tre o quattro equazioni puché su aumenti il numero delle variabili e, quindi, delle incognite?Poi puoi usare:
`
\begin{equation}\label{eq:sistema}
\begin{subequations}
…
\end{subequations}
\end{equation}
`così hai tutto il sistema numerato con un solo numero e ogni equazione numerata come (10,3a), 10.3b), eccetera.
24 Agosto 2011 alle 15:39 in risposta a: [risolto] Installation of new version of latex did fail… #62780::
Io penso che sia dovuto alla linea ADSL carica; tlmgr con o senza GUi evidentemente ha dei tempi di attesa più brevi di altri programmi e non sono sufficienti per attendere i tempi lunghi di risposta che talvolta hanno i mirror; tra l’altro a me è capitato anche con il mirror di Bologna, tanto che ho rinunciato a installare TL2011 sul PC di un amico. Ci riproveremo dopo le vacanze e di notte, sperando che vada meglio.
::
Per Bacco! Non hai mai sentito parlare del pacchetto amsmath che ti mette a disposizione una infinità di modi per rendere i sistemi? da terminale da’ il comando texdoc amsmath e leggi bene le istruzioni.Certo qualunque guida te lo avrebbe suggerito e ti avrebbe anche spiegato che con l’ambiente array i contenuti delle celle sono composti in quel tipo di modo particolare di comporre la matematica che TeX usa quando deve mettere una espressione in linea con il testo. Anche se il sistema è in display, ogni cella è come se fosse in mezzo al testo. Capisci che in linea con il testo vuol dire che TeX fa ogni sforzo possibile per schiacciare le formule, al costo di renderle del 30% più piccole.
::
Dài, perché non leggi il messaggio: \Argomenti nel path del file che vuoi caricare ha un backslash che ogni installazione del sistema interpreta come l’inizio di un comando.In ogni guida c’e scritto che sulle macchine Windows per scrivere un path bisogna usare lo slash al posto del backslash. Inoltre, che io sappia sono poibiti i percorsi assoluti (a partire della radice del disco — D: nel tuo caso). Non mi dirai che tieni il main file della tua tesi in una cartella e tieni i file subalterni, quelli che leggi con \input, \include, \includegraphics, in cartelle sparse per i disco e non in sottocartelle di quella principale del main file della tua tesi! Gli inidirizzi che puoi usare sono solo relativi alla cartella del main file.
::
Non mi sembra che il tuo progetto corrisponda ad un bel libro, ma i gusti sono gusti, quindi non discuto su questi. Inoltre quello che specifichi è molto poco e mancano molti dettagli.Leggiti prima il documento memdesign (da terminale texdoc memdesign); poi studiti il manuale della classe memoir (da terminale texdoc memoir).
Il primo documento ti insegna i rudimenti del disegno tipografico e di tipografia, poco poco, ma se vuoi puoi poi approfondire su altri testi sia in italiano sia in inglese. Il secondo ti dà le informazioni tecniche “LaTeXiane” per configurare il tuo documento come meglio credi, in generale, però, superando qualche piccolo scoglio se vuoi eseguire delle configurazioni tipograficamente scorrette; le puoi fare lo stesso, ma devi lavorarci sopra un po’ di più.
-
AutoreRisposte