OldClaudio

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  • in risposta a: diagramma con TikZ #118130
    OldClaudio
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      @robitex
      , i pedici vanno diritti se e solo se indicano apposizioni alle variabili, non se sono degli indici (pedici o apici) che rappresentano grandezze variabili; in sostanza `$d_{ij}$ % perché i e j sonodue indici matematici che variano in un dato intervallo
      $x_{\mathrm{max}}$ % perché max, abbreviazione di massimo, è un'apposizione della variable x
      `

      Inoltre il disallineamento dei nodi con della matematica dentro si risulver \inserendo un \mathstrut prima o dopo l’espressione che caratterizza il nodo, ma sempre in ambiente matematico; il pilastrino \mathstrut si estende in alto e in basso tanto quanto una parentesi, ma ha larghezza nulla ed è invisibile, pur occupando il suo spazio di altezza, profondità e larghezza (nulla); in matematica \mathsrtut cambia dimensioni a seocnda che l’ambientte matemaco in cui si trova sia composto in \textstyle, \displaystyle, \scriptstyle o \scriptscriptstyle – i quattro stili di composizione della matematica.

      in risposta a: Dubbio larghezza spazi in citazioni #118146
      OldClaudio
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        A me risulta che i vari stili di bibliografia ottenibili con i file .bst e con biblatex impostino automaticamente \frenchspacing, il comando che rende gli spazi dopo tutti i segni di interpunzione della stessa larghezza. Personalmente non sopporto la spaziatura anglo, che rispecchia la vecchia tradizione dattilografica, per cui io imposto \frenchspacing per l’intero documento.

        Preciso: la spaziatura francese prevede anche uno spazio prima dei segni di interpunzione alti, cioè tutti tranne la virgola e il punto; non sto parlando di questi spazi prima ma solo degli spazi dopo: \frenchspacing regola solo gli spazi dopo. È l’impostazione della lingua francese che imposta spazi maggiori prima. Sono pochissime le lingue che usano gli spazi francesi prima; stranamente oltre al francese (e alla vecchia tradizione tipografica italiana di anteguerra, per fortuna abbandonata) ci sarebbe anche il latino ecclesiastico. Lo potete constatare voi stessi se vi è capitato di avere per mano un messalino domenicale (non tirato col ciclostile), o se vi è capitato di leggere dal podio la prima o la seconda lettura durante una messa domenicale.

        in risposta a: texlive non trova fonts che vede fc-list #118144
        OldClaudio
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          a) per pdflatex
          Cerca la mappa dei font che pdflatex può usare si trova in C:\…\texlive\2020\texmf-var\fonts\map\pdftex\updmap\pdftex.map
          Aprilo col tuo solito editor che usi per il file .tex e cerca le righe che cominciano con LinBiolinum e LinLibertine; se ci sono pdflatex deve vederli, se non ci sono devi ricreare le mappe e per fare questo devi suare da amministratore il comando updmap-syd; per maggiori informazioni leggi la documentazione di texlive con texdoc texlive
          In ogni caso per accedervi di usare il pacchetto libertine.sty. Conviene anche che tu legga la sua documentazione con texdoc libertine

          b) per lualatex
          Se fc-list li vede, li vede anche lualatex. quindi usa i comandi giusti per impostrli con fontspec:`\setmainfont{Linux Libertine O}
          \setsansfont{Linux Biolinum 0}
          \setmonofont{Linux Libertine Mono}`Ovviamante applica le opzioni che ritieni opportune

          c) per xelatex non so cosa dirti perché da me esso li vede come li vede lualatex; ma sul Mac è diverso che su Windows.

          in risposta a: Inserire un punto in un grafico #118140
          OldClaudio
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            Benvenuto Emanuele,

            La tua domanda non ha risposte, perché come tu hanno fatto osservare non hai mostrato il codice con cui hai disegnato la parabola.

            Allora, il fatto che ti sia liceale permette di capire che sei nuovo a LaTeX e non hai ancora capito che “LaTeX non è Word” come sta scritto da qualche parte dentro la guida L’Arte di scrivere con LaTeX che puoi scaricare dal link che si trova nella pagina Documentazione di questo forum. Scopri la pagina Documentazione e scarica.
            In quella pagina ci sono molte altre guide, direi che LaTeX per l’impaziente potrebbe essere la tua prima lettura; proseguendo con le guide dello stesso autore, puoi proseguire con L’Arte di scrivere co LaTeX e poi con LaTeXpedia; fra le guide tematiche ce ne è una intitolata Il LaTeX reference Manual commentato (e tradotto in italiano) che io stesso ho sempre a portata di mouse, nonostante usi LaTeX da più di 30 anni, perché la consulto più spesso di quanto sarebbe pensabile per una persona con la mia esperienza.
            Ma la “lezione” è che a qualunque età, con qualunque esperienza alle spalle, bisogna sempre leggere e studiare la documentazione.
            Vedesti che ci sono almeno una mezza dozzina di ambienti, pacchetti e programmi per disegnare quasi qualsiasi cosa. Io per esempio disegno quasi tutto con l’ambiente picture, talvolta con TikZ, rarissimamente con gnuplot; raramente con pgfplots, mai con PSTriks (per altro ottimo programma/pacchetto, ma che ricorre al linguaggio PostScript, che richiede adeguate manipolazioni per inserire i disegni nel file finale con il formato PDF). Esisterebbero anche i programmi con interfaccia grafica asymptote e InkScape, il primo dsiribuito con l’installazione di TeXLive, il secondo da installare apposta; entrambi sono liberi. Se si vogliono spendere soldini senza badare a spese ci sarebbero anche programmi commerciali come Mathematica (che credo abbia anche una convenzione di tipo Education, per fornire a studenti e a docenti una forma quasi gratuita del programma); se navighi in rete ne trovi millanta altri.

            Vedi, quindi, perché è importante mostrare quello che hai fatto; fra le guide tematiche ce ne è anche ua che insegna come mettere insieme un esempio minimo compilabile (EMC) o minmal working example (MWE) da usare mer mostra qui sul forum quello che hai già fatto e non sai come completare con il punto di coordinate (1,1)

            in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118089
            OldClaudio
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              Se conosci il tedesco la lettura può essere interessante.

              Tuttavia ti metto in guardia, come puoi leggere nell pagina del link che hai inviato nel tuo messaggio, quel volume risale al 2013. In questi 7 anni LuaTeX e LuaLaTeX sono cambiati moltissimo, al punto da essere quasi irriconoscibili; LuaTeX ha più o meno cessato il suo continuo aggiornamento e ora è sostituito da luahztex; corrispondentemente LaTeX, ora< si appoggia a questo interprete per creare il formato con il mark-up di LaTeX, ma è sempre quello che ruggisce sotto il confno è quello che fa il lavoro. Piuttosto, suppongo che tu abbia letto il LuaTeX Reference manual, con texdoc luatex. Ci osno capitoli e paragrafi relativi ai ofnt molto interessanti. La versione distribuit con TeX Live 2020 è la 1.12 del marzo 2020.

              in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118087
              OldClaudio
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                Di quale libro di Voß parli? Ha scritto tanto, ma non non ho letto tutto quello che ha scritto. Parli forse di symbols.pdf?

                Per usare un carattere che manca da un dato font, bisogna essere sicuri che manchi; se davvero manca, si legga il file xunicode-symbols.pdf (texdoc xunicode-symbols) e si trova il comando latex per usare qul simbolo con il suo codepoint; se il font non ce l’ha davvero, allora bosogna impostare un font alternativo che ce l’abbia, ma bisogno definirlo con \newfontfamily (del pacchetto fontspec) specificando le opzioni giuste perché almeno abbia la stessa x-height; non è facile, perché bisogna trovare un font che accompagni bene quello di cui manca il simbolo.
                A saperlo fare, con i font OpenType,si può usare anche il programma fontforge copiando da un font il carattere che interessa e incollandolo nella caselle con lo stesso indirizzo del font che non lo possiede; ovviamente fa un po’ maniplato perché abbia le stesse caratteristiche di disegno degli altri caratteri,ma, sempre sapendolo fare, si arriva ad un risultato perfetto; È ovvio che bisogna lavorare su un clone del font originario per non modificare, appunto quelllo originario.

                in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118085
                OldClaudio
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                  Gli editor di testo, se non direttamente il sistema operativo, ha una Charcter Table che attivi, per esempio da Word dal menù Inserisci; spesso, ma purtroppo non sempre, è possibile scegliere il font da cui trarre un carattere, ma quel che è belo, è che si può esplorare tutta la tabella di caratteri disponibili. Sul Mac io ho una funzionalità relativa alla tastiere; dal task manager nella parte superiore dello schermo, clicco l’iconcina della codifica dove posso scegliere, per esempio il driver ed avere la tastiera corrispondente a quella greca o a quella ebraica, o a..; ma ho un voce del menù che mi permette di disporre della tastiera virtuale a schermo, e, qusto interesserebbe proprio la tua richiesta, una voce di menò che mi permette di selezionare delle singole pagine Unicode, oppure di vedere tutta la tabella Unicode.
                  Sul mio Mac, dopo la defaillance con Catalina, che mi ha costretto ad aggiornare un certo numero di programmi a 32 bit, portandoli a 64 bit (ovviamente non gratis) ora ho anche Word 365 per il Mac che ha nella barra di icone superiore una icona a forma di Omega maiuscola, cliccando la quale si apre la tabella di simboli; è piuttosto limitata, e non permette di di vedere facendo scorrere la schermata, l’intero set di simboli, ma permette di scegliere il font da cui trarli. Tra l’altro vede tutti i font OpenType presenti sulla mia macchina, compresi, quindi quelli distribuiti con TeX Live. Certo, con il Mac dispongo nativamente dell’app FontBook.app che mi permette di esaminare nel dettaglio tutti e ciascuno dei font presenti nel mio disco, sia quelli del sistema operativo, sia quelli di TeX Live; posso vedere la totalità del glifi di ciascun font.
                  Probabilmente sul tuo calcolatore e con il tuo sistema operativo e dei programmi di cui disponi, probabilmente ha funzionalità simili.
                  Ricordo di avere visto alcuni anni fa un pacchetto di TeX Live che permetteva di stampare le tabelle dei font; 256 caratteri in ogni pagina; Siccome i font OpenType contengono normalmente alcune migliaia di caratteri, capisci che la cosa non è molto pratica da usare, a meno che tu non sappia esattamente in quale paigna sia il carattere che cerchi. Forse puoi scaricare dal sito di Unicode le paginate di tabelle con le definizioni dei caratteri compresi il loro indirizzai esadecimali; quindi ti basta sapere il code point di una qualsiasi carattere per inserito in un tuo documenti da gestire con Xelatex o Lualatex; avendo scelto un font, se quel carattere ti appare, allora quel code point non è vuoto e il carattere è usabile. Capisco che non sia il massimo della comodità, ma se ti mancono i mezzi informatici per fare questa verifica a schermo, non è difficile falo con le tabelle die code point di Unicode sottomano.

                  in risposta a: URL troppo lungo nella bibliografia #118122
                  OldClaudio
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                    Prova ad aggiungere a quella lista \do\%

                    Dubito che funzioni, ma certamente ci vuole anche quello.

                    In teoria quella lunga lista si potrebbe dividere dopo qualsiasi lettera anche a metà di una parola. Tuttavia, come vedi non funziona.

                    Vedendo il tuo esempio, mi vengono in mente alcune osservazioni.

                    a) i link a cose che si trovano in rete sono generalmente fuffa non solo nelle tesi, ma in qualunque biblio/sitografia di qualunque documento; perché? Semplicemente perché in un tempo più o meno breve ognuni di quegli indirizzi non funzionerà più; l’informazione che si trova in rete è per sua natura labile ed evanescente.
                    b) Se d’altra parte si vuole dare appoggio ad affermazioni del documento mediante dei riferimenti, Secondo me sarebbe meglio scrivere una nota al piede nel quale si dica, per esempio: “Dagli appunti del corso di Tetratricologia, tenutosi nell’anno accademico 2345-2346 presso l’università di Bengodi”. In questo modo si conferma che le affermazioni fatte nel documento non piovono dal cielo ma furono a suo tempo oggetto di un insegnamento ufficiale. Scrivendo in questo modo non hai nemmeno bisogno di usare lunghi url pieni di punti in cui non puoi andare a capo.
                    c) Nella documentazione del pacchetto url c’è scritto come usare diversamente il comando \do per assegnare a una lettera qualsiasi il compito di andare a capo senza usare il trattino. ma dovrebbe essere un lettera non usata nell’url; per poterla scrivere oltre a \newline, bisognerebbe inserire anche il codice ASCII in esadecimale minuscolo preceduto da due circonflessi; per esempio se vuoi andare a capo dopo una “z”, che ha codice esadecimale 7A, dovresti usare `\makeatletter \g@addto@macro\UrlSpecials{\do\z{^^7a\newline}}\makeatother`Come al solito, non sono affatto sicuro che funzioni, ma tentar non nuoce.
                    Onestamente non sono alieno dall’usare sporchi trucchi, ma questo, ammesso che funzioni, non è sporco, ma sporchissimo.

                    in risposta a: URL troppo lungo nella bibliografia #118118
                    OldClaudio
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                      Compila perfettamante… Mmmm, e ti crea anche il link cliccabile?

                      Ti dico subito che io buttola spugna, eprché il tuo url contien troppu caratteri % e la documentazione del pacchetto url dice che il suo argomento non può contenere né graffe né chiocciole né cancelletti né doppi circonflessi. Forse studuando le centinaia di pagine dei documentazione di biblatex si riesce a trovare una via d’uscita, ma onestamante questo è un lavoro che dovresti fare tu.
                      Mi spiace.

                      in risposta a: URL troppo lungo nella bibliografia #118116
                      OldClaudio
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                        No, credo che see nell’url metti quelle cose, non puoi usare nella bibliografia il descrittore di campo url, ma certamante puoi usare il campo note dove metterai qualcosa come `note={\href{https://www.solartronmetrology.it/-/media/ameteksolartronmetrology/datasheets/503279%20-%20pim%20combined%20data%20sheet.pdf}{https://www.solartronmetrology.it/-/media\discretionary{/}{}{/}ameteksolartronmetrology/datasheets/503279%20-%20pim%20combined%20data%20sheet.pdf}},`

                        in risposta a: URL troppo lungo nella bibliografia #118114
                        OldClaudio
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                          Benvenuto nel forum.
                          Hai fatto nene a caricare il pacchetto url con l’opzione hyphens, ma devi configurarlo perché usi altri punti di cesura; esamina con attenzione la documentazione del pacchetto url (da terminale da’ il comando texdoc url) e in particolare il paragrafo 5.2.

                          In casi disperati puoi sempre usare il comando \href definito dal pacchetto hyperref; riceve dua argomenti, uno è quello che viene scritto nel documento e l’altro è il vero url; in quello destinato ad essere scritto nel documento puoi inserire il comando \discretionary{}{}{} dove vuoi eseguire un “a capo”. \discretionary è il comando con tre argomenti che inserisce un punto di cesura facolttivo; i suoi tere argomenti indicano che cosa metere a fine riga,a inizio della riga successiva nel caso che avvenga la cesura; e che cosa mettere invece se la cesura non vien eseguita.
                          Io per esempio userei discretionary per eseguire una cesura facoltativa in un url in corrispondenza di un trattino in questo modo`http://Alto\discretionary{-}{}{-}Adige`in modo da mettere comunque il trattino sia se si va a capo, sia se non si va a capo. Lasciando i tre argomenti vuoiti non si mette nessun segno particolare, perch´in un url non deve comparire nessun altro segno oltre ai suoi propri.
                          Come vedi si tratta di uno “sporco trucco” a cui si può ricorrere solo in casi estremi, non da usare sistematicamente.

                          in risposta a: [RISOLTO]lualatex: non compila il mio primo tentativo #118109
                          OldClaudio
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                            Tieni, comunque sempre presene che TeX è un programma Turing complete; Lua si integra benissimo perché anche lui è Turing complete;entrambi sono interpretati, entrambi ricorrono direttamente o indirettamente al linguaggio macchina; entrambi hanno gli interpreti scritti in C. e vengono compilati per renderli più veloci nell’esecuzione.
                            Renato, io non sono in grado di fare confronti, perché non sono un programmatore; tu queste cose le puoi valutare molto meglio di me.
                            Visto l’entusiasmo di alcuni nostri soci per Lua e le sue applicazioni, sono convitno che si tratti di un matrimonio ben combinato.
                            Altri nostri soci si sono rivolti al linguaggio L3 (LaTeX 3), che non ricorre né a Lua, né ad altri interpreti, ma risce a fare miracoli con il solo linguaggio TeX; Ho avuto occasione di usare alcune poche funzioni di L3, e sono riuscito a farci cose che neanch’io credevo che si potessero fare; Scaricati l’ultimo ArsTeXnica 29, e vi troverai degli articoli interessanti che sfruttano sia L3 sia Lua; non sono così generali da permettere confronti equi e di validità generale, ma sono interessantissimi.

                            in risposta a: [RISOLTO]lualatex: non compila il mio primo tentativo #118107
                            OldClaudio
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                              Renareto, quello che tu dici di repository e compagnia non ha nulla a che vedere con il sistema TeX in quanto tale. Il sistema come sistema è estremamente complesso; e si avvale di circa 5000 modulli distinti da distribuire per l’installazione a chi ne vuole fare uso.
                              Se ben ricordo tu compili ricorrendo a Overleaf. Va bene anche quello, ma non è detto che usi software aggironato. Chi come noi usa l’installazione sul proprio PC Windows, Linux o Mac, di solito non solo dispone della versione completa del sistema TeX (cioè di quei circa 5000 moduli) ma la tiene anche aggiornata più o meno in tempo reale. Capisci bene che un sistema così complesso e apperto al contributo di migliaia di persone che forniscono i loro pacchetti, puì contenere errori a non finire, che saltano fuori con l’uso e possono essere corretti se gli utenti li comunicano agli autori; quindi il sistema TeX è in continua evoluzione.
                              Ma il linguaggo LaTeX è una particolare linguaggio di scripting; Lua è un particolare e diverso, linguaggio di scripting; LuaLaTeX unisce le prestazioni dei due linguaggi. Ma sempre linguaggio di scripting sono e restano. Con funzioni diverse, ognuna fa ottimamante il suo mestiere. Poi è l’utente che sceglie quale linguaggio usare per una cosa o per l’altra. dipende da ciò che scrive, dipende dal lavoro che fa, dipende dal tipo di documenti che desidera o deve comporre. Insommail tutto è estremamente versatile, ma propro per questo non è banale da usare.

                              in risposta a: Tabella fuori dai margini #118111
                              OldClaudio
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                                È curioso che ti voglia mettere una tabelle dentro un ambiente mobile figure in modo che l’eventuale didascalia sia “Figura 12: Bla bla” sotto una tabella.
                                È curioso che benché sia scritto in ogni guida, il codice di posizione h NON DEVE MAI ESSERE USATO DA SOLO; se proprio qui non ci sta, LaTeX lo lascia in coda, quindi nelle pagine successive lla locuzione avverbiale di luogo “proprio qui” non è più valida e la figura da mettere proprio qui resta in coda bloccando tutte le tabelle o figure successive.
                                È curioso che tu preferisca far uscire nei margini la tabella, piuttosto che comporre el intestazioni delle colonne in modo più compatto, per esempio scrivendo le “Ampiezze relative xx” su due righe, che sarebbe la soluzione più corretta.
                                Tuttavia la risposta leggermente corretta al tuo quesito può essere la seguente`\documentclass[12pt,a4paper,oneside]{book}

                                \usepackage[T1]{fontenc}
                                \usepackage[utf8]{inputenc}
                                \usepackage[italian]{babel}

                                \usepackage{tabularx,ragged2e} % tabelle
                                \renewcommand\tabularxcolumn[1]{>{\centering}p{#1}}% allineamento centrato colonna

                                \usepackage{multirow} % unire righe
                                \usepackage{multicol} % unire colonne
                                \usepackage{calc,booktabs} % calcolare; usare i filetti orizzontali corretti

                                \begin{document}

                                \begin{table}[!htb]% codice di posizione h MAI DA SOLO
                                \makebox[\textwidth]{%
                                \begin{tabular}{llllll}\toprule
                                \multicolumn{4}{c}{Armoniche dispari} & \multicolumn{2}{c}{\multirow{2}{*}{Armoniche pari}} \\
                                \multicolumn{2}{c}{Non multiple di 3} & \multicolumn{2}{c}{Multiple di 3} & \multicolumn{2}{c}{} \\
                                Ordine h & Ampiezza relativa $ u_n $ & Ordine h & Ampiezza relativa $ u_n $ & Ordine h & Ampiezza relativa $ u_n $ \\
                                \midrule
                                5 & 6,0 \% & 3 & 5,0 \% & 2 & 2,0 \% \\
                                7 & 5,0 \% & 9 & 1,5 \% & 4 & 1,0 \% \\
                                11 & 3,5 \% & 15 & 0,5 \% & 6 … 24 & 0,5 \% \\
                                13 & 3,0 \% & 21 & 0,5 \% & & \\
                                17 & 2,0 \% & & & & \\
                                19 & 1,5 \% & & & & \\
                                23 & 1,5 \% & & & & \\
                                25 & 1,5 \% & & & & \\
                                \bottomrule
                                \end{tabular}}
                                \caption{Armoniche pari e dispari}
                                \end{table}
                                \end{document}`Ti suggerisco caldamente di studiarti meglio il linguaggio LaTeX; inoltre, per quel che riguarda le tabelle, ti suggerisco di scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum la guida tematica sulle tabelle; se ne avessi anche solo scorso l’indice generale, avresti trovato da solo la soluzione.

                                in risposta a: [RISOLTO]lualatex: non compila il mio primo tentativo #118102
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Il linguaggio lua non è il mio forte, ma a me con queste re piccole correzionini, compila benissimo:
                                  a) nella prima riga magica ci vuole uno spazio fra % e !
                                  b) \begin{document} va prima di \directlua
                                  c) dentro \directlua non basta scrivere print(…) ma biaogna scrivere texprin(…)
                                  `% !TEX program = LuaLaTeX
                                  \documentclass{article}
                                  \begin{document}
                                  \directlua{
                                  local time = \the\time
                                  local h = math.floor(time/60)
                                  local m = time – h*60
                                  tex.print(h..”:”..m)
                                  }
                                  \end{document}`Certo che si potrebbe fare di meglio, se non altro per mettere uno zero davanti al numero dei minuti, nel caso che sia rappresentato da una sola cifra. Ma non so farlo con Lua, quindi non posso dirti come si faccia.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 991 al 1,005 (di 11,287 totali)

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