OldClaudio

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  • OldClaudio
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      Sì, però se trovi nella lunga lista un font di cui ti interessa saperne di piu basta che tu scriva un comando del tipo`luaotfload-tool –find=newcomputermodern –info` e quel che ti appare sullo schermo contiene tutte le propietà di cui si serve Lua(La)TeX per usare i font; prova a dare da terminale il comando texdoc luaotfload-tool e puoi vedere quante cose quel comando può fare (non lo conoscevo, perché sul Mac ho di meglio, ma trovo che sia un ottimo programma). Se dai il comando `luaotfload-tool –find=newcomputermodern –inspect` ottieni molta più informazione, in particolare anche l’elenco degli alfabeti che contiene (per esempio newcomputermodern contiene gli alfabeti latino, greco e cirillico).
      Fai attenzione che i tratti prima delle opzioni per il comando luaotfload-tuool sembrano un solo tratto ma sono due trattini poco separati l’uno dall’altro; nel codice che ti ho scritto sopra dovrebbe essere abbastanza chiaro, ma dalla schermata che ottieni da texdoc non lo è così tanto.

      in risposta a: master per centinaia di file e caratteri fonetici #118097
      OldClaudio
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        Attento: io dispongo nche di una versione 2.12.22 di TeXstudio, che non uso praticamente mai perché, pur essendo un ottimo editor, preferisco usare TeXShop, espressamente disegnato per il Mac.

        Ma ho voluto provare ad aprire un file qualsiasi e controllare se esegue il syntax coloring; almeno la mia versione lo fa. Sei sicuro di disporre dell’utiima versione di TeXstudio? Se sì, l’hai configurato per eseguire la colorazione delle parti del file sorgente?

        in risposta a: master per centinaia di file e caratteri fonetici #118095
        OldClaudio
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          a) scrivi i poemi mettendoli in una tabella? Sai che esiste l’ambiente verse, vero? Credo che anche reledmac e compagnia abbiano di loro altri ambienti per i poemi.

          b) intendi che nel sorgente vorresti un numero, e non \footonote o \Afootnote, o simili, con i loro argomenti? Non te lo so dire con certezza ma penso di no. Ma se usi TeXstudio FORSE, e ripeto FORSE, riesci a nascondere il comando \footnote con il suo argomento, allo stesso modo come puoi comprimere alla visualizzazione gli ambienti. Tieni presente che la differenza sostanziale fra LaTeX e i vri word processor come MS Word, LibreOffice Writer, MacOS Pages, consiste proprio nel tenere distinte la finestra del file sorgente che contiene anche il mark-up, e la finestra del file composto in PDF; le due finestre agiscono in differita con LaTeX; con i word processor l’unica finestra visibile è equivalente (quando ci riesccono) alla finestra del file composto e il mark-up, molto ridotto rispetto a quello di LaTeX è nascosto; talmente ben nascosto che con le prime versioni di Word 20 e più anni fa, sapendolo fare, era possibile usare comandi invisibili per giocare a battaglia navale 😯 ; non è una bufala; per fortuna da molti anni non è più così, tuttavia il mark-up con i word processor è sempre nascosto.LA differenza nasce dall’esigenza di ridurre le prestazioni tipografiche favorendo la velocità di visualizzazione. Siccome non si può avere il/la coniuge ubriaco/a e la botte piena, bisogna vedere che cosa si preferisce.

          L’esempio di poesia che hai allegato al tuo messaggio in che idioma è scritto? Mi posso sbagliare, perché non conosco idiomi così rari (me la cavo col ladino orientale koiné, il retoromancio koiné, il piemontese gentile, l’occitano koiné) ma non mi sembra un idioma di origine latina. Pura curiosità.

          in risposta a: Numerazione manuale di una tabella #118100
          OldClaudio
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            Benvenuto nel forum.

            Quello che ti è stato detto di fare non è tipograficamente corretto, anche se ha una sua razionalità.

            a) Quello che ti posso suggerire, è di usare il pacchetto subfloat o caption+subcaption; non sono sicuro che funzionino con due distinti ambienti table. Ma tentar non nuoce.

            b)Io avei risolto il problema in modo diverso, usando il pacchetto longtable; ritardando l’inizio della tabella ad una nuova pagina. Distinguerei la seconda metà con una didascalia che oltre a contenere la dicitura continua (o un’espressione simile, ma l’ambiente longtable consente di usare il comando \caption* dove oltre alla parola in corsivo, ti permette di esplitare una didascalia diversa.

            c) Terza soluzione: usa il pacchetto float e definisci un nuovo float il cui contatore sia subordinato a quello delle figure normali e che usi, appunto una numerazione letterale; leggi attentamente al documentazione sia di longatable sia di float, rispettivamente dando da terminale i comandi texdoc longfigure e texdoc float non guaterebbe nemmeno leggere quella di afterpage, il pacchetto che on il suo argomento ti permette di rimandare la composizione di quell’argomento subito dopo aver spedito fuori (nel file di uscita) la pagina corrente.

            Quale sia più efficace dei tre metodi, non sapei dirlo; sicuramente il terzo, più complesso degli altri due, ti da maggiori possibilità di successo; ma non te lo posso garantire con nessuno dei tre, a meno di non disporre di un esempio minimo compilabile col quale fare esperimenti.

            in risposta a: master per centinaia di file e caratteri fonetici #118093
            OldClaudio
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              Be’ sì, e no.
              Nel senso che non è chiaro che cosa intendi per pacchetto degli OTF font. Con Xelatex e Lualatex non hai bisogno di caricare nessun pacchetto, tranne, naturalmente fontspec con le dovute opzioni; dopo aver caricato il pacchetto fontspec, devi impostare con \setmainfont, \setsansfont e \setmonofont ile tre famiglie che vuoi usare. Se non lo fai, vengono usati i font Latin Modern OpenType, che contengono solo i caratteri latini; Per il greco e per l’arabo ed altre lingue che usano alfabeti speciali devi provvedere come specificato sia in polyglossia(texdoc polyglossia) sian in fontspec (texdoc fontspec[/c]). Altrimenti il copia incolla da LibreOffice potrebbe segnalarti infiniti errori di glifi mancanti. Evidentemente, in ogni modo quando vuoi scrivere, per esempio, in greco, devi aggiungere a cavallo del greco l’apertura e chiusura dell’ambiente greek. Insomma devi leggere al guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con {Xe|Lua}Latex.

              Temo che con Win7 la tastiera virtuale non sia disponibile; non ne sono sicuro, perché l’ultima volta che ho messo mano su una macchina Windows risale a più di 10 anni fa. Ma mi sembra di ricordare che sia stata introdotta solo in Win8. Spero che qualcun altro che usa macchine Windows ti possa dare delle indicazioni precise.

              in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118081
              OldClaudio
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                `updmap-sys –listmaps`e un comando del sistema TeX valido per qualunque installazione TeX Live (non so se valga ancheper MiKTeX) che elenca tutte le mappe usabili per costruire le mappe dei font Type 1 usabili con pdfLaTeX, in particolare per costruire la mappa complessiva pdftex.map.

                Credo che @davidebond desiderasse sapere tutto suo font OpenType presenti sul suo calcolatore; questi non hanno bisogno di mappe. non solo ma i programmi Xe(La)TeX e Lua(La)TeX possono usare tutti i font OpenType accessibili sulla sua macchina; possibilmente scoprendone anche le proprietà (alfabeti, script vari, legature storiche, slanted vero o simulato, maiuscoletto vero o simulato, eccetera). Queste informazioni dettagliatissime si possono ottenere usando le opzioni adeguate, anche per un solo font o famiglia di font, con otfinf; funziona anche con i fotn del proprio sistema operativo, non solo con quelli della distribuzione di TeXLive.

                Bisogna tenere presente che fra font reali e font virtuali di tipo Type 1 ce ne sono diverse migliaia basta aprire il file pdftex.map con un editor che numeri le righe e andare a vedere il numero dell’ultima riga — è vero che vengono contate anche le righe di commento, ma sono relativamente poche.

                in risposta a: master per centinaia di file e caratteri fonetici #118091
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum.

                  Questo è chiaramente il tuo primo lavoro in grande con LaTeX, perché è vero che è di una difficoltà tremenda per le lingue e gli alfabeti da usare; ma è anche vero che ti stai facendo delle grosse difficoltà da solo.
                  Per esempio perché definisci \3 per scrivere la i con la dieresi, \quando \”i è decisamente più leggibile di \3. Ma scrivere \”i era una cosa da fare con LaTeX209, defunto nel 1994, non oggi, dove puoi introdurre direttamente le lettere con diacritici nel tuo file sorgente; è vero, io sono su un Mac con una tastiera ASCI extended; quindi sulla tastiera non ho nessun tasto con segni diacritici, ma scrivo tranquillamente università, perché, è, così, però, più, anche in lettere maiuscole. Con una macchina Windows che abbia il touch screen e un sistema operativo Win8 o successivo, è possibile impostare la tastiera sullo schermo, e vedere tranquillamente quali segni sono disponibili premendo i tasti crtl, shif, Alt, AltGr, e simili. Quindi te la cavi alla grande con quasi tutti i segni con i diacritici più comuni.
                  Per i segni IPA, ammesso di averne bisogno davvero, cioè ammesso che i segni disponibili con la tastiera virtuale non siano sufficienti, puoi usare tranquillamente i font OpenType, naturalmente in vede di LaTeX (non usarlo mai) o pdfLaTeX (da usare spesso, comunque sempre come primo approccio) puoi, o meglio, dovresti usare (per un lavoro come quello che vuoi fare) i font OpenType e quindi XeLaTeX o LuaLaTeX. Il primo è stato creato apposta per usare i font OpenType e quindi per poter scrivere in molte lingue con molti alfabeti, anche con ideogrammi; Il secondo fa più o meno le stesse cose di XeLaTeX con le lingue e gli alfabeti, ma in più permette di fare cose impossibili con il primo, perché incorpora anche i comandi del linguaggio di scripting Lua. XeLaTeX è un’estensione di LaTeX quindi, in teoria produce solo un file DVI, seppure esteso per gestire i code point dei font OpenType, ma esegue da solo la trasformazione in file PDF; invece LuaLaTeX produce direttamante il file pdf come fa pdfLaTeX, ma ha in più, se lo si sa o lo si vuole usare, il linguaggio Lua.
                  Vediamo allora che un font OpenType per il testo contiene migliaia di segni, fre i quali anche quelli IPA e tutti accessibili con i comandi di tipo LaTeX, cioè barra rovescia seguita da un nume mnemonico che ne consente la lettura proprio per la mnemonicità della “contol sequence”.

                  Se avevi scritto quel testo con LibreOffice, non è escluso che tu possa fare semplicemente un copia e incolla, caratteri IPA, greci, arabi, e compagnia, senza nemmeno bisogno di ricorrere a tastiere virtuali. In ogni caso se usi Windows con tastiera virtuale, monta diversi driver, così per scrivere in greco usi direttamente il driver per il greco, epr scrivere in arabo usi direttamante il driver per l’arabo; cambi driver semplicemneto scegliendolo da un piccolo dialogo che attivi dala zona un basso a destra della taskbar..

                  Veniamo invece a come gestire i 200 file. Prima cosa, devi decidere se scrivi solo recto o recto e verso dei fogli (oneside o twoside) perhé la gestione delle testatine e dell’inizio dei capitoli diventa diversa; devi decidere se ogni poesia comincia da una pagina nuova, oppure può cominciare a metà pagina; devi decidere se scrivendo twoside solo i capitoli o anche ogni poesia. In ogni caso disponi anche dell’opzione openany, per aprire cose che comincino una nuova pagina come i capitoli. solo per i 4 capitoli veri e propri, se usi openany, devi inserire una paigna bianca a mano se fosse necessario; cosà che puoi sitematre a lavoro quasi sistemato..

                  Allora il master file può contenere tranquillamente l’elenco die file da includere, anche se sono centinaia: nel preambolo scriverai dunque dopo le solite cose per i font, le lingue (per Xe o Lua Latex gestisci le lingue con polyglossia, invece che con babel, e i font con fontspec invece che con fontenc)`\imcludeonly{%
                  primocpaitolo,
                  poema11,
                  poema12,

                  secondocapitolo,
                  poema21,
                  poema22,


                  }`e dopo \begin{document} scriverai`\include{primocapitolo}
                  \include{poema11}
                  \include{poema21}

                  \end{document}
                  `Questo sarà il master file; per compilare commenta tutte le righe dell’argomento di \includeonly tranne una; la compilazione verrà eseguita solo per quel file. Comincia dal primo file e va in ordine; tutti i riferimenti dei file già compilati verranno conservati anche per le compilazioni successive. Quando avrai sistemato tutti i 200 file, fai la compilazione completa togliendo tutti i commenti alle righe dell’argomento di \includeonly e il tuo lavoro sarà sostanzialmente compilato. Sì, dovrai rivedere le bozze, inserire qualche pagina bianca, aggiungere, magari, prefazione, postazione e simili, ma sostanziamente il lavoro sarà completo, non ave paura delle 800 pagine complessive; la compilazioni di un testo di 800 pagine con LuaLaTeX non dovrebbe superare approssimativamente il mezzo minuto (dipende dalla macchina che usi, che disco fisso ti ritrovi, quanto è grande la tua RAM, ma pressappoco siamo in quell’ordine di grandezza) Non temere di saturare al memoria come succederebbe con Word, LibreOffice, OpenOffice, Pages o qualsiasi altro word processor, perché il sistema LaTeX non ha bisogno di conservare nella sua memoria interna l’intero documento composto.

                  Ti suggerisco di documentarti sulle guide che trovi nella sezione documentazione di questo forum; puoi cominciare con L’Arte di scrivere con LaTeX; puoi continuare con Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX e, per le lingue, credo che ti sarebbe d’aiuto L’Arte di scrivere in diverse lingue con {Xe|Lua}Latex.

                  in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118078
                  OldClaudio
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                    Per quanto ne so io fc-list lavora solo su Linux.

                    in risposta a: come sapere i fonts installati on the box in texlive 2020 #118076
                    OldClaudio
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                      Non ti basa apre l’explorer, comunque si chiami col tuo sistema operativo e andare nella cartella texlive/2020/texmf-dist/fonts/
                      Lì ci trovi tante sottocartelle una chiamata opentype e un’altra chiamata type1 più un’altra chiamata type3 (che contiene solo i font della collezione Computer Modern, in formato Tyepe 3, ma che non credo si debbano mai usare in quanto sono esperimenti ottenuti con METAPOST, senza riunire in un solo tracciato le parti di ogni glifo che si sovrappongono (tiro ad indovinare, perché so che cosa vuol dire Type3, ma non ho mai usato questi font).
                      Naturalmente se vuoi sapere quali font OpenType ti offre il tuo sistema operativo, oltre a quelli installati con TeX Live, dipende da quale sistema operativo usi; sul Mac c’è LibroFont.app che te li mostra tutti e di ognuno ti può dire quali siano le caratteristiche, ma su Windows e Linux non ti saprei dire. Per tutti i font OpenType disponibili, comunque, ci sarebbe il comando otfinfo; non so se funzioni su Windows, perché fa parte della dotazione dei comandi di sistema UNIX; tuttavia provar non nuoce.. Naturalmente è disponibile sui sistemi UNIX-like, come Linux e Mac.
                      Nella sezione documentazione di questo forum dovresti trovare un link per scaricare introxelatex dove nelle pagine 12 e seguenti si indica tramite esempi come usare questo comando.

                      OldClaudio
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                        IL file di stile giusto è ieeetr, con tre e.

                        Sono un po’ basito, stai usando MiKTeX in una versione abbondantemente incompleta. se liberissimo di usare MiKTeX invece di TeX Live, sebben noi ocnsigliamo il seondo; ma non è questo il punto.
                        Con la codifica T1 e compilando con pdfLaTeX (non con LaTeX che produce l’uscita in formato DVI che non usa direttamente i font, ma ce li mette il softeare di visualizzazione o di stampa; ma i font che ci mette sono i font raster, o bitmapped, o a marici di punti, come si vede nel messaggio (per altro strano) che mf (METAFONT) cerca di crearne i puntini per il font tcmr1200 font di corpo 12,00pt (adatti per una stampante con 600 punti al pollice, per poi scoprire che il font della matrice di punti tcrm1200.pk esiste già ma con il messaggio successivo dice non riuscire a trovarlo (probabilmente non trova il file metrico.

                        In sostanza se usi texworks stai attento a impostarlo perché compili con pdflatex, e non con latex.

                        Nel secondo messaggio messaggio ti dice che non trova ieetr.bst, e ci credo perché il nome giusto è ieeetr.bst.

                        in risposta a: Introduzione alla section #118070
                        OldClaudio
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                          Puoi fare quello che vuoi; non esagerare in lunghezza; uno o due capoversi epr spiegare ciì che contiene il capitolo, ma non andare oltre una pagina; Insomma: concisione.

                          Inoltre ricorda ogni capitolo sezionato deve contenere più di una sola sezione; una sezione sezionata deve contenere più di una sottosezione, eccetera, non ha senso sezionare qualunque cosa se di sezionamenti ce n’è uno solo.

                          OldClaudio
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                            Comunque se hai notato hai scritto ieeetrans nel file che hai allegato, mentre il nome esatto è ieeetr.
                            Ho provato a compilare due file con nomi diversi e la stessa bibliograifa .bib e con il nome dello stilebibliografico corretto in entrambi, e le due bibliografie vengono corrette entrambe.
                            Quindi a parte la bst practice di tenere in cartelle separate i file di documenti diversi, Il tuo errore sembra essere quello che da una parte hai scritto ieeetr e hai ottenuto al bibliografia e dall’alra hia scritto ieeetrans e non l’hai ottenuta.
                            Quando ti succedno cose di questo genere anche non relative alle bibliografie, leggiti i file .log (per le compliazioni fatte da pdflatex e compagni) e .blg (per le bibliografie) c’è descritto l’errore fatto in modo non troppo difficile da decifrare.

                            OldClaudio
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                              Ti faccio una domanda apparentemente stupida.
                              il file .bib in entrambi i casi si trova nella stessa cartella del mai file della tesi e rispettivamente dell’articolo?

                              Infatti e necessario che il file .bib sia nella stessa cartella del file principale, ma visto che le citazioni sono diverse perché vanno a finire nei file .aux dei rispettivi main file, devi tenere i due documenti in cartelle diverse e, eventualmente, copiare il file .bib, anche senza cambiargli il nome, da una cartella all’altra. Forse non è così indispensabile, ma lo richiede la best practice nel gestire i file. Personalmente io nomino smpre i miei file .bib con lo stesso nome del main file, cambiando sole l’estensione da .tex a .bib. In questo modo anche il programma di compilazione non si sbaglia.

                              Altra domanda stupida: perché usi il pacchetto graphics e non il pacchetto graphicx? Il secondo è descritto in ogni guida perché rende l’uso molto più semplice; poi ci pensa il secondo a servirsi del primo; ma almeno, resta la facilità d’uso; da quando sono nati i due pacchetti, più di 20 anni fa, non ricordo di avere mai usato graphics, se non una sola volta per puro errore e da allora sto bene attento a non commettere errori di battitura, visto che la s e la x sulla tastiera sono adiacenti in diagonale.

                              in risposta a: Titolo in grassetto o subsubsection #118067
                              OldClaudio
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                                Dipende se vuoi il titolo numerato o lo vuoi senza numero.
                                La numerazione di del comando di sezionamento dipende dal valore contenuto nel contatore \secnumdepth; questo numero corrisponde a quest sezionamenti “minimi” da numerare:
                                0 \chaper
                                1 \section
                                2 \subsection
                                3 \subsubsection
                                4 \paragraph
                                5 \subparagraph

                                Il valore è preimpostato dalla classe ma chiunque se lo può cambiare. Ovviamante non ti so dire che valore sia impostato con la classe che stai usando; comunque vedi che il problema consiste solo nella numerazione, non tanto se sia preferibile usare \subsection o \textbf.

                                Se vuoi un titolo in nero senza numero ti suggerisco di usare \paragraph o \subparagraph; il primo mette il titolo in una riga a se stante; il secondo lo mette in linea con il testo che segue; entrambi inseriscono un’interlinea (*) prima del titolo.

                                (*) Interlinea è lo spazio fra due righe successive non la distanza fra le loro linee di base. L’uso di “interlinea” per indicare la distanza fra le linee di base viene dalla vecchia tradizione dattilografica ed è errato in tipografia.

                                in risposta a: Appendici e indice in suftesi #118050
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Perché non aggiorni a TeX Live 2020? È disponibile da tempo. Ne abbiamo anche segnalato l’avvenimento qui sul forum.
                                  Può semplicemtne darsi che il tuo problema si presenti perché usi una versione di TeX Live non aggiornata.

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