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MiKTeX è una distribuzione del sistema TeX, non è un programma.
Bisogna vedere se hai la versione 2.9 o una versione più vecchia di questa distribuzione.In ogni caso, come tutti sanno, il motore di composizione latex può includere SOLO immagini eps, il motore di composizione pdflatex precedente al 2010 può includere solo immagini pdf, png, jpg; a partire dal 2010 pdflatex può includere ANCHE i file eps.
Se hai una distribuzione “vecchia”, puoi verificare se il motore di composizione è attivato con l’opzione –enable write18; se non lo è dai il comando da linea di comando esplicitando questa opzione; in ogni caso la documentazione di MiKTeX dice come fare per modificare la stringa di lancio del programma. poi nel tuo file sorgente carica il pacchetto epstopdf.
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Di font adatti alla matematica per ora ce ne sono pochi distribuiti con TeX Live:XITS Math
Asana Math
Latin Modern MathIl più completo è il primo; l’ultimo riproduce tutti i simbolo già disponibili con pdfLaTeX.
Dichiara:
`
\usepackage{amsmath}
\usepackage[math-style=TeX]{unicode-math}
\setmathfont{XITS Math}
`Naturalmente I XITS Math vano bene, nel senso che si accompagnano bene, con i TeX Gyre Termes, o con qualche variante dei Times. Gli Asana Math si accordano bene con i palatino e i Latin Modern Math vanno bene “di default, se cioè non specifichi niente per i font testuali, cosicché di default questi siano i Latin Modern in forma OpenType.
Non ho mai provato i Lucida; gli Euler mi lasciano molto perplesso, ma a molti piacciono; non possono essere usati per nessuna scienza applicata che usi la matematica delle grandezze perché non soddisfano le prescrizioni delle norme ISO. Se non scrivi una tesi in questo tipo di scienze applicate puoi usare i font che vuoi, perché non sei vincolato da nessuna norma.
::SoONicK” post=60933
Inoltre non riesco a trovare della documentazione approfondita su questi pacchetti…
Chiedo comunque scusa per le imprecisioni.Ormai tutti i frequentatori del forum sanno che la documentazione di ogni pacchetto si legge dando da terminale il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto e poi dal comando di Invio.
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In realtà qualcosa di molto modesto il sistema TeX consentirebbe di farlo: \finalhyphendemerits sconsiglia fortemente di dividere in sillabe la penultima riga di un capoverso, cosicché l’ultima riga non cominci con un moncone di parola; L’ultima riga inoltre sarebbe una vedova e il salot pagina prima di una vedova è fortemente ostacolato dalla penalità impostata con \widowpenalty. In entrambi i casi la sillabazione della penultima riga e il salto pagina prima di una vedova sono ostacolati, ma non impediti.Volendo fare una cosa che in generale porta a “porcherie” si potrebbero variare i parametri \lefthyphenmin e \righthyphenmin, che per l’italiano valgono entrambi 2; se li si imponesse entrambi pari a 1 si avrebbe la sillabazione di i-de-a, mentre con i parametri di default idea non può essere spezzata in fin di riga. Ma andare a capo con una sola lettera è veramente molto brutto.
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No hai fatto benissimo! Forse avrei potuto fare anch’io così, ma ho preferito reinstallare tutto; quindi la reinstallazione ha messo il file TeX (senza il 10, che in fondo serve solo per avere anche un 11, volendo; forse utile per avere versioni distinte di TL contemporaneamente su disco), ma l’ha inserito con i codici dei modi sbagliati.
::OldClaudio” post=60787
Per altro ho risolto: basta re-installare TL2011 e ci pensa da solo a riaggiornare i vari file di personalizzazione.
Antipatico, ma tutto sommato sul Mac non troppo doloroso; per fortuna non devo più perdere tre ore ad aspettare che scarichi i circa 2GiB di roba; io conservo sempre in un mio archivio personale ciò che scarico dalla rete. Dovrebbero esserci delle strade più semplici, ma pazienza.Non ho risolto per niente con la re-installazione ex novo di TeX Live 2011 come ho detto nel precedente messaggio. Per fortuna reinstallare il tutto partendo da file .zip già in memoria richiede solo 5 minuti sul mio iMac Lion (grrr!).
Ho trovato questo piccolo inghippo. Nella cartella nascosta /private/etc/paths.d/, dopo l’installazione ex novo , si trova il file file TeX che contiene il path (simbolico) ai file eseguibili della collezione del sistema TeX; però il Finder lo espone come un UNIX executable file. Infatti dando da terminale il comando ls -l TeX esce l’indicazione con le prerogative del file che risulta avere il marchio `x’ (eseguibile) sia per l’amministratore che per il gruppo degli utenti chiamato wheel, sia per chiunque altro; il file è gestibile da root e wheel:
`
-rwxr-xr-x 1 root wheel 12 26 Jul 00:52 TeX
`Per cambiare le prerogative basta dare dal terminale, dopo essersi posizionati nella cartella suddetta, il comando:
`
sudo chmod 644 TeX
`
dando poi la password a richiesta del programma.
A seguito di questo comando le caratteristiche del file TeX diventano
`
-rw-r–r– 1 root wheel 12 26 Jul 00:52 TeX
`
Chiudendo il sistema operativo e rilanciandolo il path relativo agli eseguibili del sistema TeX appare correttamente:
`
/usr/bin:/bin:/usr/sbin:/sbin:/usr/local/bin:/usr/X11/bin:/usr/texbin
`
e TeX Live 2011 funziona completamente e correttamente anche quando si lanciano programmi della sua collezione dal terminale (come per esempio texdoc, updmap-sys, kpsewhich, eccetera).Questa volta il problema è risolto davvero.
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Grazie Ivan, ma per il consiglio di trascinare l’indirizzo sulla barra laterale ora col Finder di Lion non mi sembra possibile, o forse non ne ho ancora configurato bene le funzionalità.Per altro ho risolto: basta re-installare TL2011 e ci pensa da solo a riaggiornare i vari file di personalizzazione.
Antipatico, ma tutto sommato sul Mac non troppo doloroso; per fortuna non devo più perdere tre ore ad aspettare che scarichi i circa 2GiB di roba; io conservo sempre in un mio archivio personale ciò che scarico dalla rete. Dovrebbero esserci delle strade più semplici, ma pazienza.
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Io invece avevo scaricato la versione 2011 non ancora definitiva e funzionava tutto alla perfezione; poi ho aderito al caldo invito della Apple per aggiornare il sistema operativo a Lion; TeX Live 2011 è ora azzoppato. Compila benissimo sia con pdflatex sia con xelatex, ma non accede più agli altri comandi da eseguire dal terminal. In particolare non si riesce più a usare texdoc per leggere la documentazione, risponde che il comando è ignoto anche quando si cerca di usare altri comandi come kpsewhich e simili. TeXShop, quindi è configurato bene per lanciare gli eseguibili giusti, ma il PATH /usr/texbin (il path/link simbolico agli eseguibili) non è più presente se si chiede di mostrare sul terminal il path con `
echo $PATH
`La cartella ~/Library è ora nascosta, quindi per accedere al proprio albero personale diventa difficile, visto che è radicato in ~/Libarry/; sì, scrivendo nell’help di Finder la parola Library ci si arriva abbastanza facilmente, ma per averla disponibile sempre bisogna accedere ai comandi UNIX da terminale e dare il comando:
`
chflags nohidden ~/Library/
`La cartella /usr/ è anche nascosta, quindi diventa difficile andare a cercare la documentazione direttamente nell’albero di texlive /usr/local/texlive/2011/texmf-ditr/doc/
Le cartelle nascoste e i file nascosti si possono rendere visibili con un comando da terminale:
`
defaults write com.apple.Finder AppleShowAllFiles YES
`
Ma si rischia di fare pasticci, almeno con i file che NON sono gestiti direttamente solo dal root o dal superuser; l’utente esperto può mostrare e nascondere i file e le cartelle nascoste cambiano YES in NO per nasconderle, ma il comando è sostanzialmente lo stesso. Ogni volta bisogna chiudere Finder e rilanciarlo; prima di Lion c’era una piccola applicazione gratuita ShowHyde.app che però funzionava solamente fino allo Snow Leopard 10.6.8; col Lion 10.7 “nisba”.Aggiungere il percorso /usr/texbin/ non si capisce più dove metterlo (nel senso che io non capisco più dove metterlo) e sempre che la mancanza di questo percorso nel PATH sia davvero la causa del mancato funzionamento di texdoc & company.
Se qualcuno che ha già montato Lion ha scoperto come fare, per favore lo dica qui a tutti.
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Se la scheda tecnica dell’inclinometro è in formato A4, come pensi di farla stare, sia pure riducendola alla larghezza di \textwidth, in una pagina A4 di cui buona parte è già occupata dalla testatina (ancorché vuota) dal titolo dell’appendice e dal piedino (che non è vuoto, perché contiene il numero della pagina. riduci la larghezza premettendo a \textwidth un numero inferiore a 1, ma certo non avendo sott’occhio la pagina da includere non saprei dirti che numero vada bene; probabilmente 0.7 è adeguato, ma cominciando da questo valore, aumentalo o diminuiscilo compilando diverse volte, finché la pagina ti sta tutta dentro al pagina del titolo dell’appendice.Alternativamente: scrivi un po’ di testo come inizio del capitolo, due o tre paragrafi che descrivano l’inclinometro a parole o aggiungano altre informazioni non contenute nella scheda tecnica, poi includi la pagina dell’inclinometro senza riduzioni; ti andrà ad una nuova pagina, ma quella del titolo non è vuota.
22 Luglio 2011 alle 16:31 in risposta a: [risolto] inserire immagine in un file incluso nel main #61739::
Capisco che disporre di due distinti comandi per includere file possa confondere, ma \input vale sempre, \include è stato pensato per essere usato con \includeonly. Se non si usa quest’ultimo comando con una lista selettiva di file, \include non serve proprio a niente.Io lo uso alla grande per comporre testi molto grandi per editare e correggere un capitolo alla volta; con pdflatex comporre un testo di 700pagine richiede 10 secondi circa. con xelatex lo stesso testo richiede 30 secondi; se è solo per l’editing, \includeonly e \incude sveltiscono il lavoro in modo sostanziale lavorando su un capitolo alla volta.
Naturalmente per tutto il resto ci vuole \input.
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Capisco che se lavori oltre a preparare la tesi non puoi essere molto concentrato e quindi eccoti il mio codice:
`
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{rotating,array,booktabs}
\begin{document}
\begin{sidewaystable}[p]
\caption[Confronti fra i tipi di manufatti]{Confronti sulla diffusione del kerf manufatto}
\label{tab:diffusionetabella}
\centering
%\rowcolors{2}{}{lightgray}
\medskip\begin{tabular}{lrccccc}
\toprule
\multicolumn{1}{m{5em}}{\centering Manufatto} &
\multicolumn{1}{m{5em}}{\raggedleft risultati\\ GAMMHN} &
\multicolumn{1}{m{7em}}{\centering risultati\\ GAMMHN\\ normalizzati} &
\multicolumn{1}{m{5em}}{\centering Cad\\ compatibili} &
\multicolumn{1}{m{6em}}{\centering Visualizzatori} &
\multicolumn{1}{m{6em}}{\centering Sistemi\\ Montanti\\ supportati} &
\multicolumn{1}{m{5em}}{\centering Plettro\\ bracerre}\\
\midrule
\textbf{SAV} & 10000 & & & & & \\
\textbf{IGHHJ} & 410000 & & & & & \\
\textbf{PET} & 23900000 & & & & &\\
\textbf{JAPAN} & 25000 & & & & &\\
\textbf{XXXX} & 139000 & & & & & \\
\textbf{VAN} & 2000 & & & & & \\
\textbf{VITO} & 871000 & & & & &\\
\midrule
\textbf{TROUBLE} & 239000 & & & & &\\
\textbf{GHEA} & 20000 & & & & &\\
\midrule
\textbf{MUA} & 4700 & & & & &\\
\textbf{DALF} & 79000 & & & & &\\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{sidewaystable}\end{document}
`Un em è la larghezza della lettera M, di solito corrisponde a due lettere minuscole, quindi è abbastanza facile riferirsi a questa unità per predisporre delle larghezze adatte al testo che una cella deve contenere.
La tua tabellona promette di diventare assai brutta quando avrai messo anche le crocette, i pallini, eccetera, e avrai spiegato nel secondo capoverso della didascalia il loro significato.
Ti segnalo che non puoi mettere come codici di posizione per una tabella ruotata le lettere htb; non ha senso. L’unico codice che puoi usare è il codice p per una tabella che necessita della rotazione per stare nella pagina, visto che in orizzontale non ci sta. probabilmente non ci starà nemmeno ruotata, e allora dovrai pensare a spezzarla in due o più tabelle con la stessa riga di intestazione, ma col contenuto che proseguire nelle pagine successive.Ho la sensazione che il tuo desiderio di comporre questa tabellona si molto al di sopra delle tue conoscenze programmatorie, forse anche delle mie; Cerca in generale di non fare il passo più lungo della gamba, ma se proprio devi farlo, allora è meglio allenarsi in salto triplo, prima di cimentarsi con problemi troppo difficili. 😯
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Un file vettoriale è scalabile illimitatamente senza perdere di qualità, a meno che non lo si riduca troppo, per cui le linee molto sottili possono sparire. Un file bitmap può venire rappresentato solo senza eccessivi ingrandimenti, perché l’immagine si sgrana. Quindi se si dispone di un disegno vettoriale, come generalmente è un diagramma, disegnato in modo accurato con un programma di disegno vettoriale, elaborarlo con Gimp o con qualsiasi altro programma che non gestisce i file vettoriali se non in sola lettura, è un suicidio.`per questo bisogna prima impostare Gim (o qualunque altro programma) con una risoluzione molto elevata, minimo 300 dpi, possibilmente di più, e poi, dopo aver salvato queste impostazioni come default, si può aprire un file PDF, che Gimp è capace di aprire, ma se lo memorizza internamente come immagine bitmap che può venire elaborata come qualunque altra fotografia; ma poi non può slavarlo su disco se non in un qualunque formato vettoriale.
pdflatex accetta per le immagini solo i formati png, jpg, pdf, mps, eps (questo solo dal 2010, e non nella versione di default di Linux/Debian che è ferma al 2009). I vari formati hanno proprietà diverse; pdf, mps e eps sono vettoriali (o possono esserlo, dipende da che cosa contengono), png e jpg sono bitmapped compressi e il modo di compressione è di diverso tipo; di fatto png va bene per i disegni al tratto, mentre jpg va bene per le fotografie.
Se tu quindi converti il tuo file inizialmente in pdf in un formato bitmapped, scegli il formato png per i diagrammi e jpg per le fotografie, ma assicurati che Gimp lavori con iuna risoluzione minima di 300 dpi, altrimenti ti viene uno schifo (come in effetti hai già constatato).
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Non te la prendere.
Ti è stato consigliato di usare inkscape; l’hai fatto e non sei riuscito oppure non l’hai fatto?In artenativa ti è stato suggerito di estrarre una immagine bitmap con diversi programmi, Gimp incluso, che fanno perdere la vettorialità del file originale in pdf, che non si trasmette al file bitmap; ma ti è stato detto di stabilire una densità di pixel di almeno 300 dpi e di usare il formato png per i diagrammi e il formato jpg per le fotografie. Che cosa vuoi di più?
Non c’è nessun bisogno di prendersela con il monitor, che non ne ha colpa; semplicemente fallo!
::In pratica ho sistemato la riga di testa, però non sono centrati i valori a descrizione singola. Se dovo usare array devo definirlo prima? Ma come?
In ciò che hai scritto che indica l’argomento ‘em’ ? Indicami sull’arte dov’è la descrizione completa perché non la trovo.
Poi ho caricato il pacchetto siunitx ma i numeri non vengono allineati, poi a me serve la tabella ruotata e con le righe a colori alterni. Gli altri valori della tabella sono da aggiungere, in alcune celle/colonne vanno dei numeri, in altre del testo breve, in altre del testo in quantità.
Poi con l’opzione
\sisetup{output-decimal-marker={,}}
pare esserci un errore. Mi aiutate a dare una sistemata generale ottimale? Le altre tabelle pare sono sistemate, ma questa proprio mi da troppe rogne….Confesso che è difficile aiutarti, specialmente dopo averti raccomandato di mandare un esempio minimo che contenga almeno una cella per ciascun tipo di contenuto. Le descrizioni a parole non bastano.
Inoltre, avrai letto l’Arte, ma certamente è stata una lettura superficiale: infatti:
1) chiedi dove specificare array; ma diamine, dove si caricano i pacchetti?
2) chiedi che cosa vuol dire em? diamine, ma non conosci le unità dimensionali del programma che stai usando?
3) vuoi allineare/incolonnare i numeri: perché specifichi una colonna di contenuto centrato per una colonna di numeri con un numero diverso di cifre?eccetera eccetera.
Non ti stati documentando o non fai nessuno sforzo per capire quello che leggi; perciò non intendo darti il numero di pagina e quello della riga dove trovare queste informazioni, che sull’Arte ci sono tutte.
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